giovedì 14 novembre 2013

LA LEGA CONTRO L'EURO. Indovinate in compagnia di chi?

14 novembre. Voi direte: "ancora co 'sto Bagnai?!". Eh sì, dobbiamo di nuovo scassarvi i maroni, per la precisione dobbiamo scassarli a quelli che ci dicevano che le nostre critiche al professore di Pescara erano esagerate, se non addirittura pretestuose.

Qual era, al di là di questioni di dottrina, la nostra accusa politica a Bagnai? Che stava mettendosi al servizio di un pezzo del sistema, che stava inciuciando con l'ala berlusco-leghista  dello squalificato personale politico italiano.

"Ma che dite? E' falso! le vostre sono  accuse infondate!"

 Super-ego sum quis sum

Il nostro allarme sul fatto che il professore andava cercando sponsor nel verminaio berlusconide, non sortiva effetti apparenti tra i fans salmodianti del professore.  Questi non volevano accettare le conseguenze del teorema politico di Bagnai, o la famigerata massima per cui «La scelta giusta sarà fatta dalle persone sbagliate», che quindi non restava che aiutarle affinché fossero loro ad alzare la bandiera dell'uscita dall'euro.

Concetto che ha ripetuto pochi giorni or sono:
«Come la penso lo sapete, io sempre quello sono: ego sum quis sum. Penso che sia ora di fare la cosa giusta, magari con persone che prima della crisi avrei considerato "sbagliate", piuttosto che la cosa sbagliata - minacciare col ditino - con persone che prima della crisi avrei considerato "giuste". Sono vicino a Jens nel suo sincero  europeismo, che oggi implica la necessità di smantellare l'euro, e finora non sto rimpiangendo il tempo dedicato ai suoi paper e al suo libro. Peraltro, è anche una persona molto piacevole, come sono talora gli "sporchi capitalisti"... Con una prece per i marxisti dell'Illinois, ormai superati a sinistra perfino da Oskar!)». Goofynomics, 5 novembre
Detto fatto!

La Lega Nord, la sua Segreteria nazionale per la precisione, e non qualche sezione di campagna, annuncia in pompa magna (vedi immagine sopra) che "Basta €uro", e con il candidato in pectore a segretario, ci sarà, assieme a Borghi Aquilini il suo alter ego Bagnai.

Non si tratta, come ognuno capisce, di un simposio scientifico, ma di un'iniziativa politica che per di più sacramenta il definitivo posizionamento della Lega nel campo anti-euro. Un'iniziativa, in vista delle importanti elezioni europee, che farà discutere. Che pezzi del berlusconismo e dello xeno-liberismo avrebbero prima o poi deciso di rappresentare il malcontento popolare impugnando la battaglia contro l'euro, come i nostri lettori sanno, non solo non l'avevamo escluso, l'avevamo lucidamente previsto. Avremo modo di discutere delle implicazioni politiche di questa scesa in campo della Lega —che sarà seguita, vedrete, anche da altri pezzi della destra, sia lepenista che liberista.
E col sicofante Magdi Allam  e Scurria (Fratelli d'Italia) il 3 dicembre a Bruxelles


Per ora a noi non resta che registrare che Lui, Lui che andò su tutte le furie quando si disse che era un "grillino" e ci mancò poco che non facesse querela per diffamazione, non vede problema nel mettere la sua faccia e i suoi saperi al servizio dei leghisti. E' con loro che vuole "salvare" l'Italia. Che Dio ce ne guardi! Più che ridere a noi viene da piangere.

Chissà se adesso i suoi straidati followers avranno capito dove andava a parare lo strabico  professore con le sue ripetute bordate contro i "marxisti dell'Illinois", cioè la sinistra anti-euro. Colpire a sinistra per giustificare la corsa a destra. 

Buon viaggio all'inferno professor Bagnai!

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39 commenti:

  • Brezzarossa scrive:
    14 novembre 2013 18:23

    Su Irradiazioni avevo scommesso che si sarebbe candidato con la destra, ancora un piccolo sforzo e vado all'incasso. Per il resto i suoi seguaci sono stati da tempo indottrinati a suon di bordate e chiacchericcio sulla sinistra-che-fa-sempre-e-comunque-cacare e la troveranno una scelta naturale, quelli più persi e quelli che stavano già a destra saranno felicissimi. Quasi quasi ricomincio a seguire certi blog schierati dalla parte del pescarese-romano-fiorentino per farmi una idea più precisa.

    Saluti.

  • Guido scrive:
    14 novembre 2013 22:10

    Stasera Bagnai è da Santoro...
    evidentemente svendersi ha avuto un "ritorno" per lui...

    Comunque, in tutta franchezza, non vi capisco, cari compagni... ok...sarà anche un traditore che si è svenduto per ottenere una maggiore esposizione ed un ritorno materiale...

    ...ma alla fine che cosa cambia?

    ...che senso ha angustiarsi?

    Se davvero c'è una speranza di cambiamento attraverso la sollevazione popolare, la Storia ci insegna bene cosa debba accadere ai nemici del Popolo, ai traditori ed ai contro-rivoluzionari, no?

    Se le cose vanno come speriamo che vadano...bè...pagheranno caro, pagheranno tutto!

    (...non capisco però perchè angustiarsi nello specifico riguardo a Bagnai...)


  • Ecodellarete.net scrive:
    15 novembre 2013 01:43

    Cerchiamo di non esagerare. Certe parole (traditore) sono fatte per dividere, ma forse non tutto è ancora chiaro e ben metabolizzato.

    al momento questa è la mia ida: http://www.ecodellarete.net/code/xslt.aspx?p=99211

  • Anonimo scrive:
    15 novembre 2013 10:59

    me ne frego "in compagnia di chi" bagnai o chiunque altro portano avanti la battaglia.
    per me l'euro è il peggior attacco agli interessi dei ceti mediobassi perpetrato negli ultimi 100 anni. alla luce di ciò bisogna dare definizioni chiare di appartenenza, basate su ciò che si FA e non su ciò che si dice di essere o che gli altri dicono.
    per cui chiunque capisca SENZA SE E SENZA MA la che l'euro va abbandonato "è di sx".
    chi non lo vuole capire o ha dei dubbi è di dx.
    fin dagli anni 70 osservai questa estrema litigiosità a sx, questo continuo accusarsi reciprocamente sulla base di cavilli ideologici o frequentazioni "pericolose", e non solo di persone (se al cinema vedevi "il cacciatore" ti bastonavano), questo sentirsi tutti dei semidei (questo è di sx???), questo guardare sempre e solo a ciò che divide e non a ciò che unisce... roba da perdenti.
    nei sondaggi i proeuro sono in stragrande maggioranza a sinistra...
    la battaglia antieuro sarà presa in consegna dalla destra e punto.
    antonio.

  • Anonimo scrive:
    15 novembre 2013 11:03

    a proposito, pure alemanno ha avuto uscite antieuro... se a dx sono più intelligenti che ci si può fare?
    ce lo dovremmo tagliare per fare un dispetto alla moglie?
    antonio.

  • Vitriol scrive:
    15 novembre 2013 11:17

    Irradiazioni...ma che fine hanno fatto?
    Quanto mi facevano ridere con la loro prosopopea.
    Aveva ragione quello che gli diceva che erano degli intellettuali italioti autoreferenziali; loro se l'erano presa ma alla fine hanno dato ragione a chi li orendeva in giro.
    Gli dava fastidio la p,ebe rumoreggiante e confusionaria oer cui si sono ritirati nella loro torretta d'avorio (torretta e non torre, mica sono degli alti borghesi).
    Che poi mi sa che forse ho capito chi era sto Ars Longa; non ne sono affatto sicuro ma alla mia ipotesi do un 60% di veridicità.
    Se è quello che dico io si chiama così risolvendo l'immagine che si vede nel link come fosse un rebus

    http://www.rome-roma.net/photos/eglises/Saint-louis-des-francais-Rome_3798.jpg

  • Anonimo scrive:
    15 novembre 2013 12:48

    "...pagheranno caro, pagheranno tutto!"
    Questa frase me ne fa venire in mente un'altra simile, gridata dal palco da un "Sindacalista" offeso perché preso a pomodori dai metalmeccanici e dai lavoratori. Diceva presso a poco così: "ve le faremo pagare tutte!" E' roba pre crisi del 2008, mi pare, ma mi sono sempre chiesto perché parlasse con il plurale maJestatis - A nome di chi minacciava? Con chi stava realmente?
    Effettivamente, considerata l'attuale situazione, a metalmeccanici, lavoratori e pensionati gliel'hanno proprio fatte pagare tutte. Non fu una frase velleitaria; quello sapeva cosa sarebbe dovuto accadere.
    E il blogghista? Sa o ci spera?

  • Anonimo scrive:
    15 novembre 2013 17:39

    Demetrio
    Uscire dall'Euro sì ormai che gli imperatori della finanza lo hanno trasformato in un diabolico "Cavallo di Troia", ma è dall'Europa che dovremmo pensare di uscire denunciando tutta una serie di contratti capestro che stanno schiavizzando gli Stati senza il consenso doveroso dei relativi Popoli.

  • Anonimo scrive:
    15 novembre 2013 17:48

    Guido spera nella sollevazione popolare e per me è quasi come sperasse in uno sbarco di Marziani (anti atlantici, ovviamente). Ma si può pensare che le 74 e più basi Usa e l'Eurogedfor se ne starebbero con le mani in mano?
    Si vede cosa sta succedendo in Grecia: assassini per strada sic et simpliciter senza processo. Noi abbiamo avuto una specie di prova sperimentale quella volta al G 8 di Genova.
    L'unica uscita è la conquista della maggioranza democratica al governo da parte di quanti sperano di salvarsi da questa maledizione di Europa che ci sta avviluppando con obblighi impossibili

  • Guido scrive:
    15 novembre 2013 21:56

    Anonimo del 15 novembre 2013 12:48:

    Veramente i compagni della Redazione non hanno mai tirato fuori lo slogan "pagherete caro, pagherete tutto"...

    ...sono stato solo io a tirarlo fuori, perchè francamente non capisco perchè si "incancreniscano" così tanto
    col Bagnai:

    Capisco possa dispiacere vedere qualcuno con cui si è fatto un pezzo di strada assieme tradirti, ma se credono possibile una sollevazione popolare di stampo comunista...bè...la "medicina" da somministrare è la stessa per i traditori come per i nemici del Popolo...e non ci vuole grande fantasia per capire *quale* sia!

    Anonimo del 15 novembre 2013 17:48:

    Purtroppo *sperare* non equivale a *crederci*. Purtroppo non sono ottimista riguardo alla possibilità
    che ci sia una sollevazione popolare a guida comunista:

    Mi pare putroppo evidente che anche le avanguardie più avanzate della galassia comunista (e, nonostante i dissensi, considero tra queste i compagni di Sollevazione) sono del tutto incapaci di proporre idee realmente innovative rispetto a quelle che continua a rimestare dagli anni '70...quindi nessuno
    li considererà minimamente
    come "guida".

    (Persino io rimango perplesso quando mi si dice che un elemento da tenere in conto nelle proprie scelte politica da prendere sarebbe la "pietas"...

    Massimo rispetto per chi vive con coerenza le proprie scelte religiose, ma se l'Unione Sovietica fosse stato un Paese comunista "colla lacrimuccia" Hitler lo avrebbe *aperto in due*...altro che essere arrestato dall'eroica resistenza di Stalingrado!)

    Per quanto riguarda le reazioni di USA ed Europa faccio presente che
    una vera sollevazione popolare comporterebbe un tributo di sangue
    molto significativo per qualunque Paese volesse "mettere becco"...

    ...è quello che si è ampiamente visto in tutte le sollevazioni popolari contro una potenza occupante. C'è un prezzo da pagare per rompere i coglioni quando la gente si solleva in massa...e qua non ci sono grandi risorse naturali (petrolio, diamanti, oro, ecc...) da razziare!

    Nell'ipotesi che ciò accadesse ritengo plausibile che facciano ciò che hanno fatto colla Primavera Araba:

    Starebbero alla finestra per vedere di corrompere ed intrallazzare col vincitore della contesa.

    O, in alternativa, opererebbero tramite i loro quisling locali...

    P.S.: Naturalmente questo non significa che non ci sarebbe una opposizione *interna* ad una eventuale sollevazione...è chiaro che non sarebbe nè una cosa civile e pacata nè una cosa incruenta...




  • Brezzarossa scrive:
    16 novembre 2013 00:30

    @Anonimo delle 10:59
    Guarda che se usciamo dall'euro da destra e tu non sei un industrialotto/imprenditore/datore di lavoro te la passerai al massimo come adesso, non sperare che ti migliori la vita, i successi saranno per altre categorie di persone. Se sulla litigiosità interna della sinistra ti riferisci a quella tra Sollevazione e Bagnai ti faccio notare che Bagnai è un leghista, sta a destra, e come tale è un avversario politico ed è normale che un esponente di sinistra critichi, polemizzi, si batta contro un rappresentatnte di destra. Bagnai ha solo palesato ciò che era chiaro da tempo per chi voleva o poteva vedere naturalmente. Chi ha scritto questo articolo ha solo fatto presente questa conclamata evidenza. Ragazzi guardate che le modalità di uscita (speriamo) dall'euro sono importanti. La scelta, nel caso, dovrà essere fatta.

    @Vitriol
    A me purtroppo i rebus fanno cacare, resterò con la curiosità. Io tutto quello che penso di conoscere è che forse, magari, chi lo sa, Ars longa è veneto e che ha sempre documentato ciò che diceva. Magari adesso Ars longra-rebus ha di meglio da fare, ha troppo da fare o si è rotto i cosiddetti e per un po' se ne sta per i fatti suoi.

  • Anonimo scrive:
    16 novembre 2013 10:59

    E prima dissero:
    "Non importa chi verrà dopo di Berlusconi, basta levarselo di mezzo"
    E poi dissero:
    "Non importa chi verrà dopo Monti, basta levarselo di mezzo"
    E poi dissero:
    "Non importa chi farà finire l'euro, basta che si esca"

    A presto il sequel.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    16 novembre 2013 11:24

    EURO-CONFUSIONE

    Su una cosa dovremmo tutti essere d'accordo: che l'euro è un regime/modello economico, che implica cioè seguire determinati dettami di politica economica.
    Va da sé che uscirne significa giocoforza entrare e/o fondare un diverso regime/modello economico.
    Le due cose sono inestricabilmente connesse: non è che una volta usciti si entri in una specie di limbo o di vuoto.
    Di qui il nostro discorso che dall'euro se ne può uscire a sinistra come a destra: a sinistra con politiche economiche tese alla salvaguardia degli interessi del popolo lavoratore; a destra con politiche tese, al contrario, a salvaguardare gli interessi del capitale.
    L'idea che tornare alla lira sia una panacea che come per miracolo, accontenti di per sé tutte le classi sociali è, per usare un francesismo, un'emerita minchiata.
    Tutti i casi, anche i più recenti, di rottura di unioni monetarie i regimi monetari di cambi fissi, combinate a default, mostrano con evidenza solare che esse , se pilotate dalle classi dominanti, si risolvono in colossali mazzate per i lavoratori salariati.
    L'idea che la sovranità monetaria, ovvero la svalutazione, sia neutrale rispetto ai rapporti tra le classi, o addirittura una panacea, se è sbagliata sul piano scientiifico, politicamente è un pericoloso inganno.
    Last but not least: la moneta unica è concausa della crisi, che è sistemica. La riconquista della sovranità monetaria, è una condizione necessaria ma non sufficiente, per farci uscire dal marasma.
    E' il modello economico che va ripensato da cima a fondo.

  • Anonimo scrive:
    16 novembre 2013 15:20

    brezzarossa,
    a parte che fissarsi sulle persone già di per se non è molto di sx, bagnai non è nè leghista nè di dx. così come io se parlo e concordo su alcune cose con uno di FN non sono di FN.
    non capisco... all'interno della sx date ossessiva importanza a delle minime differenze per cercare separazione, poi date ossessiva importanza alle similitudini tra il "traditore" e i "nemici storici" per condannarlo.
    siete sempre stati così, fin dagli anni 70.
    un annetto fa uno "de dx" (FN?) commentò qui, ai tempi dei forconi, che aveva partecipato a un vostro convegno e concordava col 98% delle vostre idee... secondo il tuo ragionamento associativo cosa dovrei dedurne?

    redazione,
    io giro e vivo in sudamerica da 20anni, ho vissuto in 1a persona dollarizzazioni e svalutazioni. ebbene la STORIA insegna che con le svalutazioni il popolino ha sempre beneficiato (tranne in 2 casi, venezuela ora e argentina 12 anni fa, ma lì ci fu il DEFAULT).
    altrimenti spiegatemi perchè:
    - sono sempre i liberisti che si oppongono alla svalutazione
    - epoche di inflazione alta sono sempre associate a miglioramento della quota salari.
    antonio.

  • Brezzarossa scrive:
    16 novembre 2013 18:15

    Non si tratta di fissarsi su una persona, è che quella persona non perde occasione per esprimersi in modo offensivo, assai offesivo, dal momento che il suo percorso politico e partito assieme a coloro che adesso definisce "marxisti dell'illinois", a me swmbra abbastanza normale che succeda questo. Minime differenze? Bagnai è un leghista, è di destra, altro che storie e chi scrive è un marxista (dell'Illinois) dove le vedi le minime differenze? L'uscita dall'euro? E mica puoi ridurre tutto solo all'uscita dall'euro senza considerare il come e il dopo e un idea di società.

  • Anonimo scrive:
    16 novembre 2013 20:10

    @antonio: " i liberisti sono quelli che si oppongono sempre alla svalutazione"
    Beh in realtà mi sembra un pò generalizzante questa frase visto che conosco liberisti che vogliono svalutare per esportare.
    Si trascura il piccolo fatto che: Cina esporta, India esporta, Germania esporta, e potrei continuare l'elenco, noi a mò chi esportiamo? E comunque alla svalutazione qua non si oppone nessuno, ci si oppone alla ricetta prettamente liberiana che mò usciamo per esportà, e tutto s'aggiusta. E non si trascura il fatto che non tutto è semplice e sempilificabile e che mercato globale è sinonimo di concorrenza globale e concorrenza (globale o non globale non importa) significa: io faccio a gara con te per vendere di più, e siccome devo batterti, un modo per bloccarti devo trovarlo. E visto che su questo punto partiamo svantaggiati, non credo che puntare all'idea semplificatoria del svalutare per esportare non è una strada sicura e vincente
    VIANDANTE

  • Anonimo scrive:
    16 novembre 2013 20:12

    Ah antonio, non ho capito se tu rapporti la svalutazione con l'inflazione. Se è così forse non lo sai ma Bagnai stesso non condivide questo approccio prettamente monetarista.
    Qua nel suo blog viene esplicitato proficuamente:
    http://goofynomics.blogspot.it/2012/10/le-ricette-veloci-di-giampiero-friedman.html
    http://goofynomics.blogspot.it/2012/12/endogenous-money-for-dummies-part-2.html

    VIANDANTE

  • Anonimo scrive:
    17 novembre 2013 00:10

    viandante,
    sono i liberisti fissati con l'inflazione e la associano linearmente con la svalutazione.
    nella realtà in genere una svalutazione porta inflazione ma in proporzione molto inferiore.
    antonio.

  • Anonimo scrive:
    17 novembre 2013 22:44

    Che paroloni..."ripensare il modello economico".
    Ma quale modello, quello europeo, quello americano, quello mondiale?
    E quando si giungerà a capire cosa fare forse del nostro belPaese sarà rimasto solo il ricordo.
    Almeno Bagnai un progetto ce l'ha e non è neanche così di destra come si possa pensare.
    E mi sembra che la fazione politica disposta a dargli credito è molto più coesa della sinistra.

  • Anonimo scrive:
    18 novembre 2013 11:27

    E chi sarebbe offensivo,Bagnai?Lui risponde a tono e non lo si puo'certo accusare di trasformismo solo per aver organizzato convegni a cui hanno partecipato anche personaggi non in sintonia con la "purezza"ideologica marxista a cui anche io appartengo,tanto per essere chiari.Chi afferma che esistono due possibili uscite dall'Euro,di dx o disx,deve dimostrare che e'praticabile quella di sx,stante la maggioranza bulgara di sinistri sedicenti tali a favore della permanenza all'interno del "marco"denominato in modo diverso.L'uscita da quella mortifera architettura NON PUO'CHE AVERE CONNOTATI DI SINISTRA ,se per sinistra intendiamo ancora una visione sociale ispirata all'eguaglianza.E poi Ars Longa,quale,quello che dice che i tedeschi sono entrati nella moneta unica loro malgrado e "a loro insaputa"?.Si vada a leggere le risposte "pacate"che dava sul suo blog alle argomentate repliche di un lettore proprio su quel tema.Di una supponenza e arroganza da far tremare i polsi!Allora chi e'piu' offensivo "l'econometrista"di Pescara o l"irradiatore" tedesco? F.to un marxista dell'Illinois

  • Vincenzo Cucinotta scrive:
    18 novembre 2013 14:43

    Facciamo un giochino.
    Immaginiamo che ci sia un blogger ipotetico che riceve un post da un qualsiasi lettore che avanza delle garbate obiezioni di merito, senza minimamente entrare su considerazioni di tipo personale.
    Immagianiamo ancora che questo immaginario blogger gli risponda cominciando a lagnarsi che egli deve sempre riprendere il discorso dall'inizio, che non ne può più di questi lettori che prima di osare intervenire, non si leggono la serie storica del suo blog, e alla fine suggerisce due link che questo lettore è pressantemente invitato a leggersi, pena non avere diritto di interloquire con sua maestà.
    Mettiamo ancora che questo lettore rompicoglioni gli faccia notare che quei due riferimenti non c'entrano proprio nulla rispetto alle obiezioni che egli aveva avanzato, e che a questo punto il blogger cominci ad insultare: un pochino arrogante questo blogger non vi pare, dico, giusto un pochino, mica è l'arroganza fatta persona?

  • Anonimo scrive:
    18 novembre 2013 17:39

    cucino',
    bagnai è altamente antipatico, concordo. infatti mi sono sempre guardato bene dallo scrivere sul suo blog.
    ma è un tratto caratteriale personale di cui me ne frego ai sensi della validità delle idee.
    e poi... sono stato maltrattato, insultato, minacciato, bannato da infiniti siti "compagni veraci" (vegani, animalisti, femministi, palestinici...).
    antonio.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    19 novembre 2013 09:21

    CI PREME

    ricordare come iniziammo la polemica con Alberto Bagnai <a href="http://sollevazione.blogspot.it/2013/05/le-divergenze-tra-il-compagno-bagnai-e.html>LE DIVERGENZE TRA IL COMPAGNO BAGNAI E NOI</a>.
    I giannizzeri di Bagnai dovrebbero rileggere quell'articolo, che era tutto in punto di teoria economica e non conteneva neanche l'ombra di un insulto.

    Il punto focale della nostra critica era il seguente:

    «La tesi di Bagnai è alquanto semplice (ciò che non rende inutile leggersi il suo ponderoso Il tramonto dell’euro). Proviamo a ricapitolare la concezione generale di Bagnai: (1) la crisi non chiama in causa la struttura del sistema capitalistico, essa trae origine da alcuni “squilibri”; (2) dipende dal fatto che i debiti privati sono diventati pubblici; (3) se è anzitutto crisi dell’eurozona, ciò dipende dallo squilibrio delle partite correnti e delle bilance commerciali; (4) l’euro è causa essenziale poiché, che con le parità fisse, impedisce alle leggi di mercato di farsi valere anche nella sfera valutaria.

    La cura per uscire dal marasma è quindi semplice: tornare alle valute nazionali, e, grazie al gioco compensativo delle svalutazioni e rivalutazioni, i mercati capitalistici, compresi quelli finanziari torneranno a scoppiare di salute».

    Il Nostro che fece? andò fuori dai gangheri e reagì in modo scomposto più di quant'altri mai, senza mai rispondere nel merito.

  • Anonimo scrive:
    19 novembre 2013 09:58

    Salve a tutti, volevo porre un quesito alla redazione.
    Ho letto in un precedente commento una critica nei confronti di Ars Longa il quale in un suo vecchio articolo avrebbe detto che i tedeschi "sono entrati nell'Euro a loro insaputa". Ho letto poi in un altro blog che in realtà la Germania voleva creare un euro solo per i paesi del nord e che in realtà i paesi oggi chiamati PIIGS avrebbero fatto carte false per entrarci. Quindi la Germania avrebbe, come dire, subito l'ingresso di questi ingombranti paesi nell'euro, quando in realtà voleva fare una valuta solo per lei e altri paesi "virtuosi".
    Ora, io sono giovane, non posso quindi sapere come si sviluppò il dibattito a quei tempi. Quindi vorrei chiedere alla redazione, che sicuramente quel periodo l'ha vissuto e quindi se lo ricorda molto bene, chi dice la verità? Quelli come Ars Longa, o quelli che dicono che l'Italia è stata costretta ad entrare nell'euro?
    Grazie,
    Luigi

  • Anonimo scrive:
    19 novembre 2013 12:13

    @Luigi:esiste da qualche tempo in alcuni ambienti vicini,si fa per dire,alla sinistra che si richiama al marxismo,(quale?),una corrente di pensiero secondo la quale la Germania e segnatamente le sue classi dominanti,vere responsabili della sciagura sociale chiamata austerità,avrebbero posto resistenza se non contrarietà all'inclusione dei paesi definiti spregiativamente Piigs nella moneta unica,sostenendo adirittura la tesi di una loro volontà nascosta a far uscire l'Italia in quanto "inaffidabile".Bene, se si ha ben chiaro come funziona nel concreto un'economia dominata dalle leggi del capitale e dai suoi flussi commerciali,si intuisce che i tedeschi con la loro politica "dirigista"e orientata all'export,hanno massicciamente beneficiato della loro posizione dominante avendo un surplus di partite correnti enorme.Ma questa rendita di posizione è stata ottenuta,quarda caso,invadendo i paesi del Sud Europa dei loro prodotti che,grazie ad una feroce repressione dei consumi interni,ha permesso loro di tornare ad essere i veri dominus di questa Europa creata attraverso un processo ademocratico gestito dai poteri forti oligarchici.Se sono ridiventati così potenti lo devono in primis ad una deflazione che vorrebbero fosse applicata in tutta l'Ue e poi da una NUOVA DIVISIONE INTERNAZIONALE DEL LAVORO decisa dalle élites multinazionali che gli ha assegnato il ruolo di "stato guida"nella nuova configurazione del potere a livello mondiale,saldamente in mano al capitale globale.Allora dove sta la povera vittima virtuosa "costretta"a rinunciare alla propria sovranità?Siamo di fronte ad un disperato tentativo da parte delle classi dominanti multinazionali che davanti alle contraddizioni INELIMINABILI del ciclo di valorizzazione del capitale,cercano di arrestare una tendenza che risulterà,magari in tempi non brevi,inevitabile e che, come diceva un grande vecchio,costringerà l'umanità ad interrogarsi su quanto sia falso il luogo comune secondo cui il capitalismo è "il migliore dei mondi possibili"e quando questo avverrà,sempre parafrasando il grande vecchio,non sarà un pranzo di gala!F.to un marxista dell'Illinois non "irradiato".

  • Anonimo scrive:
    19 novembre 2013 15:48

    redazione,
    1) i mercati, compresi quelli finanziari, non hanno mai smesso di scoppiare di salute.
    2) bagnai ha più volte ripetuto che in realtà l'euro è il più grande attacco del secolo ai SALARI.

    luigi,
    l'euro conviene:
    1) sicuramente alla germania tutta
    2) sicuramente al capitale multinazionale italiano
    3) nelle intenzioni (ma non credo nei risultati) anche a tutta l'imprenditoria italiana, che con l'euro spera di trasferire reddito dai lavoratori a sè forzando il taglio dei salari, necessario per mantenere competitività in ambiente di moneta artificialmente ipervalutata.
    ora, la categoria 3 può essere stupida... ma le prime 2 certamente no.
    quindi uscire dall'euro farà CERTAMENTE molto bene alla classe lavoratrice, anche se a proporlo saranno personaggi di dx o ambigui.
    "usciamo da dx o da sx" è un discorso inutile... e anzi mi fa sentire puzza di bruciato.
    intanto USCIAMO, accettando qualsiasi alleanza tattica, poi DOPO farete la rivoluzione bolscevica.
    antonio.

  • Anonimo scrive:
    19 novembre 2013 16:53

    @antoino. Intanto non ho detto che uscire dall'euro è sbagliato. Ho solo posto una domanda. Ringrazio il marxista dell'Illinois per la risposta. Ma voglio capire, a prescindere da chi c'ha beneficiato o no, la Germania era favorevole o era contraria? Perchè che c'ha beneficiato lo sappiamo tutti. E comunque non voglio fare polemiche. Non è che se mi dite che la Germania non voleva l'Italia cambi qualcosa, ormai.

    Tornando ad Antonio: il tuo approccio mi sembra alquanto troppo determinista. La svalutazione beneficia il popolo tu dici? Sicuramente, ma quale popolo? Perchè tu che hai studiato sai che chi ne beneficia di una svalutazione è chi esporta, mentre chi importa no. Ma non perchè come dicono i Giannino o i Boldrin aumenta l'inflazione, che dipende da altre dinamiche (vedi cruva di Philipps) ma perchè il costo dei materiali che importano aumenta a causa del rischio di cambio.
    E comunque riguardo ai benefici della dollarizzazione del sudamerica, io non so quanto quei benefici potranno continuare, visto che gli USA dopo la prima bolla del 2007 l'unica cosa che sono riusciti a fare è stato rigonfiarne un'altra prossima a scoppiare
    Luigi

  • Redazione SollevAzione risponde:
    19 novembre 2013 19:46

    IN RISPOSTA A LUIGI

    La questione che poni non è facilmente redimibile. Per dare una risposta certa si sarebbe dovuto partecipare alle diverse riunioni in camera caritatis svoltesi contestualmente alla riunificazione tedesca, ovvero alll'annessione della Ddr.
    Possiamo tuttavia compiere delle deduzioni, seguendo una logica e tenendo conto del contesto.
    Per cui:
    (1) E' certamente vero che le varie potenze (Usa in primis, Italia compresa, non solo quindi la Francia), erano inquiete per la rinascita di una Grande Germania;
    (2) Non potendosi opporre all'unificazione (che anche l'URSS gorbacioviana aveva avallato) esse dovevano trovare una modalità per imbrigliare l'imperialismo tedesco;
    (3) La sola carta che potevano giocare, oltre all'appartenenza alla NATO era quella di dare un'accelerazione all'unionismo europeo, di cui anche la moneta unica;
    (4) La Germania di Khol era perfettamente consapevole che doveva dare, in cambio del boccone della Ddr, qualcosa di sostanzioso agli alleati —come pure ai polacchi e agli altri slavi dell'est ancor più in ansia;
    (5) Bonn accettò il rafforzamemto del disegno unionista e quindi la moneta unica e la banca centrale europea. Ma contestualmente ad una parziale cessione di sovranità politica ebbe in contraccambio che la banca centrale e la moneta fossero edificate su basi germaniche.
    Bonn cedette una parte di sovranità politica in cambio di quella che si rivelerà sovranità economica, la quale infine, in un'unione monetaria, non poteva che diventare sovranità tout court.

    --- Nel nostro commento delle ore 09:21 il link al primo articolo di critica al Bagnai non era digitato correttamente. Così dovrebbe essere attivo:

    LE DIVERGENZE TRA IL COMPAGNO BAGNAI E NOI.

  • Anonimo scrive:
    19 novembre 2013 20:14

    luigi,
    1) quando si svaluta la produzione aumenta, l'occupazione aumenta, dopo un po' tendono anche ad aumentare i salari, quindi il popolo ne beneficia.
    le importazioni sono ora il 25% del pil. svalutando si pagano di più ma ove possibile si smetterebbe di importare e si userebbero di più beni nazionali. energetici e minerali poi sono una piccola frazione delle importazioni.
    guardati lo scoppio di salute di economie di trasformazione e importatrici di materie prime come korea e thailandia dopo la svalutazione del 98.
    2) io ho parlato di malefici della dollarizzazione sudamericana (94-98) e benefici del suo abbandono (svalutazione)
    3) secondo me l'euro lo vuole e l'ha voluto chi ci sta guadagnando.
    quello che sarebbe successo si sapeva fin da kaldor 1971 e anche qualcun'altro prima.
    antonio.

  • Anonimo scrive:
    19 novembre 2013 20:31

    Ho trovato questo articolo dagli archivi de La Repubblica: Agghiacciante!! Ha previsto tutto quello che sarebbe successo, e da ragione in molti punti ai ragionamenti della redazione:
    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1995/12/27/non-sparate-sulla-germania.html?ref=search

  • Anonimo scrive:
    20 novembre 2013 01:00

    @Luigi:intanto mi scuso per l'estrema sintesi della mia dissertazione sul quesito da te posto,ma non ho voluto essere eccessivamente prolisso , determinando come di solito in questi confronti qualche forma di rigetto poco utile a tutti.Certo,la Germania riunificata non solo era fortemente coinvolta e favorevole al dissennato progetto eurista,ma dopo aver accettato quel ruolo che storicamente ha sempre VOLUTO INTERPRETARE,cioe' di paese "uber alles",ha scaricato sui Piigs tutta la sua volonta'egemonica alleandosi con le classi dominanti di quei paesi scatenando una vera e propria guerra di classe dall'alto contro le classi subalterne.;ma attento,non obtorto collo come affermano alcuni "apostoli"sedicenti marxisti,ma invece con convinta adesione derivante dall'essere ancora una volta nella storia il paese che proprio non e' in grado di considerare il resto dell'Europa come uno spazio comune dai destini incrociati da non sopraffare e rispettare nelle sue peculiarita' di nazioni sovrane.Per quanto riguarda poi gli aspetti geopolitici ti basti pensare al recente accordo bilaterale euroatlantico che suggella e chiude quel processo iniziato negli anni 70 di ridefinizione dei rapporti di forza fra le classi a favore di quelle dominanti,in cui le oligarchie multinazionali hanno dato le direttive di fondo che vediamo ora all'opera e che il progetto eurista guidato dalla Germania rappresentava un tassello indispensabile perpiegare i popoli europei e non solo costringendoli entro la camicia di forza dell'Euro.Tutta la letteratura recente sul "sogno europeo"e' servita a coprire e mistificare questo semplice assunto immanente.alla "razionalita'"del capitale ,e c ioe':la crisi del suo sistema la devono pagare sempre e comunque chi di detto sistema e' vittima,indovina chi? F.to un marxista dell'Illinois non "irradiato"

  • Anonimo scrive:
    20 novembre 2013 09:48

    @Marxista dell'Illinois. Ti ringrazio per avermi risposto. Hai ragione. Purtroppo il limite di internet è quello di non poter creare un dialogo concreto.
    Comunque non metto assolutamente in dubbio che dal progetto eurista ci abbia giovato le classi dominanti, come ha ben esplicitato la redazione.
    Tuttavia, leggendo quell'articolo postato dall'anonimo del 1995, mi viene da dedurre una cosa:
    - Che dopo il Muro di Berlino è esplosa la questione tedesca e questa preoccupava tutti, perfino l'Inghilterra della signora Tatcher, che sarà stata pure una liberista reazionaria, ma ha dimostrato che anche gli orologi rotti funzionano almeno due volte nella giornata;
    - Che per arginarla si è tentato di fare l'euro;
    - Che in alternativa all'euro avremmo avuto una Germania riunificata forte della forza della sua moneta, soprattutto rafforzata dal crollo del socialismo nei paesi dell'est (se non sbaglio infatti in Russia dopo la crisi dell'Urss la domanda di moneta non era in rubli ma in marchi) che avrebbe fatto valere la sua potenza egemonica in altre forme.

    Insomma, per concludere, ciò che io penso è che sì l'euro ha comportato i danni che ha fatto, ma questo va imputato alla scarsa lungimiranza della nostra classe politica che pensò di ottenere il barile pieno e la moglie ubriaca, e che quindi NOI dobbiamo porre rimedio uscendo di nostra volontà, e che la crisi europea non è iniziata nel 2009 ma in quel maledetto novembre del 1989.
    Concordi con me?
    Luigi

  • Anonimo scrive:
    20 novembre 2013 19:43

    @Luigi:quando si afferma, correttamente,che il filo rosso delle fisiologiche crisi del sistema dominante,devono essere ricondotte agli anni immediatamente successivi ai cosiddetti "trenta gloriosi",cioè intorno al 1974/75,si enuncia una solida verità,peraltro suffragata da numerosi documenti.E'in quel periodo storico che frange di élites multinazionali,soprattutto nordamericane ma non solo,di fronte al deteriorarsi progressivo e inarrestabile dei loro profitti in caduta tendenziale,attraverso organismi di selezione e promozione di campagne incessanti diffuse da circoli reazionari transnazionali come la Trilateral e in Europa il Bilderberg,hanno disegnato una nuova mappa del potere economico che stava diventando non più "produttivo"per la legge del profitto,trasformando e indirizzando gran parte dell'economia "reale"in pura attività speculativa e finanziaria, canalizzata dalle "loro"banche.Ma è proprio l'irrazionalità del modo di produzione capitalistico a provocare continue crisi e ripartenze più o meno illusorie.Il capitale per sopravvivere a sè stesso è stato costretto a "riciclarsi"in attività finanziarie per recuperare quel margine di profitto che si andava assottigliando.Da lì in poi è iniziato un costante regresso sociale verso forme di governo sempre meno "universali"in cui il ceto politico "rappresetativo"era perlopiù chiamato a ratificare e soddisfare i bisogni della classe dominante che nel frattempo diventava un'appendice di quella europea legata ai poteri forti, racchiusi nel ristretto mondo del capitale finanziario.Non è vero che il ceto politico fosse imbelle o incapace di gestire questi processi;il nostro paese è stato fra i più solerti e attenti a non "disturbare il manovratore",tant'è che i vari governi insediati si sono sempre GUARDATI BENE DAL CONTRASTARE O INTRALCIARE il progetto di riduzione sistematica della democrazia;lo dimostrano innumerevoli "fatti",compiuti tutti in spregio ai bisogni delle masse popolari,ridotte a pura plebe da "sorvegliare e punire".Altro che ceto politico inconsapevole e arruffone,sono stati lucidi e attenti,per la grazia e le tasche di lorsignori,naturalmente!Un saluto.Marxista dell'Illinois

  • Anonimo scrive:
    23 novembre 2013 15:29

    Che disastro!Eppure c'e' chi ,come il prof.Nino Galloni,ha spiegato cosa successe al tempo[vedere una sua intervista su byo-blu].Io aggiungo solo che 7 giorni dopo la firma[7 febb. 1992]scoppio' lo scandalo tangentopoli.L'attenzione si sposto'su questo e noi non fummo capaci di capire ed analizzare la portata di quel trattato.Ci furono le 2 manovre del dottor sottile,ci fu' il signor Ciampi,che brucio'circa 90 mila miliardi per frenare la speculazione sulla lira,quando questa era gia' svalutata del 20-30%.E poi il britannia seguito dalle privatizzazioni volute da sedicenti sinistri.Io credo che bisogna imitare Victor Orban o la Kirchner o rafael Correa l'Islanda.Bisogna riportare la Banca d'Italia sotto controllo dello Stato,cacciare b.c.e. e f.m.i.e processare chi si sia reso complice della morte del nostro paese!

  • Georgejefferson scrive:
    23 novembre 2013 19:44

    le parole dell’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl , colui che si adoperò con tutte le sue forze affinché l’Italia entrasse nella prima tranche dell’euro. Egli,nel 1996 affermò: “un’Italia fuori dall’euro farebbe una concorrenza rovinosa all’industria tedesca. L’Italia deve quindi essere subito parte dell’euro, alle stesse condizioni degli altri partner”.

    http://icebergfinanza.finanza.com/2012/02/29/germania-grazie-di-tutto-quello-che-fai-per-noi/


    Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio italiano e Vice Presidente della Costituente Europea, in una sua intervista a La Stampa (13 luglio 2000), dove faceva delle rivelazioni circa il carattere della UE:
    "In Europa si ha la necessità di agire con i "come se"- come se fosse cosa di poco conto ciò che si sta cercando per ottenere molto, come se gli stati rimangano sovrani per convincerli a rinunciare alla loro sovranità. La Commissione di Bruxelles, ad esempio, dovrebbe agire come se fosse uno strumento tecnico, per essere in grado di funzionare come un governo. E così via, per mascherare e nascondere ... La sovranità perduta a livello nazionale non va a qualche nuova entità. Viene consegnata a delle entità senza volto: la NATO, le Nazioni Unite e alla fine l'Unione Europea, che è in prima linea in un mondo che cambia, che mira a un futuro con dei prìncipi senza dominio. La nuova entità è senza volto e quelli che hanno le redini in mano, non si possono vedere, né sono eletti ... I federalisti credono ancora che rimuovendo dai loro stati-nazione la sovranità, essa si trasferirà ad un livello superiore. Questo è il loro errore. La verità è che il trasferimento della sovranità la farà evaporare, scomparire. Nel loro ambito non ci saranno più individuali e identificabili sovranità. Al loro posto sarà una moltitudine di autorità a diversi livelli di collegialità, ognuna delle quali sarà a capo di diversi interessi organizzati di persone: livelli che includono campi non specificati di autorità, che condividono il potere con altre autorità".



    La Germania «non difende l'euro per generosità o perché le avanzano soldi, ma perché i tedeschi hanno i maggiori vantaggi dalla valuta unica».
    Wolfgang Schäuble,ministro tedesco delle Finanze, in un'intervista al sito online del settimanale Wirtschaftswoche


    commento di Vincenzo Visco sui conti truccati affinché l'Italia entrasse nell'Euro..... "Un’Italia fuori dall’euro, visto il nostro apparato industriale, poteva fare paura a molti, incluse Francia e Germania che temevano le nostre esportazioni prezzate in lire. Ma Berlino ha consapevolmente gestito la globalizzazione: le serviva un euro deprezzato, così oggi è in surplus nei confronti di tutti i paesi.Era un disegno razionale, serviva l’Italia dentro la moneta unica proprio perché era debole. In cambio di questo vantaggio sull’export la Germania avrebbe dovuto pensare al bene della zona euro nel suo complesso...non mi pare lo abbia fatto"

  • Georgejefferson scrive:
    23 novembre 2013 19:44

    Il ministro delle Finanze Wolfgang Schaeuble in un'intervista afferma a chiare lettere che “la Germania trae vantaggio dalla moneta comune più di ogni altro paese”.

    http://pubblicogiornale.it/la-germania-comincia-a-fare-i-conti-con-la-fine-delleuro/2012-07-29


    Jacques Attali(CONSIGLIERE DI MITTERRAND E UNO DEI PADRI FONDATORI DELL'EURO:

    "Era evidente, e tutti coloro che hanno partecipato a questa storia lo sanno, quando abbiamo fatto l'euro, sapevamo che sarebbe scomparso entro 10 anni senza un federalismo buggettario. Vale a dire con eurobond, ma anche con una tassa europea, e il controllo del deficit. Noi lo sapevamo. Perché la storia lo dimostra. Perché non c'è nessuna zona monetaria che sopravviva senza un governo federale ... Tutti sapevamo che questa crisi sarebbe arrivata."
    http://www.youtube.com/watch?v=OK169nietfk&feature=player_embedded

    «Abbiamo minuziosamente "dimenticato" di includere l'articolo per uscire da Maastricht.. In primo luogo, tutti coloro, e io ho il privilegio di averne fatto parte, che hanno partecipato alla stesura delle prime bozze del Trattato di Maastricht, hanno, ci siamo incoraggiati a fare in modo che uscirne ... sia impossibile. Abbiamo attentamente "dimenticato" di scrivere l'articolo che permetta di uscirne.
    Non è stato molto democratico, naturalmente, ma è stata un'ottima garanzia per rendere le cose più difficili, per costringerci ad andare avanti.

    http://www.youtube.com/watch?v=jXBLvGuNVuU&feature=player_embedded

    (Federico Rampini)"Perché la Commissione europea ha accettato di diventare il capro espiatorio su cui scaricare l'impopolarità dei sacrifici?"
    Risposta di Monti: "Perché, tutto sommato, alle istituzioni europee interessava che i Paesi facessero politiche di risanamento. E hanno accettato l'onere dell'impopolarità ESSENDO PIU' LONTANE, PIU' AL RIPARO, DAL PROCESSO ELETTORALE. Solo che questo un po' per volta ha reso grigia e poi nera l'immagine dell'Europa presso i cittadini.La minaccia esterna di oggi si chiama concorrenza. Questo è un fattore potente di spinta per l'integrazione, anche se l'Europa reagisce troppo lentamente a questa minaccia.Un altro fenomeno che viene percepito come minaccia esterna, e che sta spingendo l'Europa verso una maggiore integrazione, è la minaccia immigrazione.QUINDI LE PAURE SONO STATE ALL'ORIGINE DELL'INTEGRAZIONE, LE PAURE HANNO CAMBIATO NATURA, PERO' RIMANGONO TRA I MOTORI DELL'INTEGRAZIONE".
    Sull'indipendenza della banca centrale (fu Monti il relatore del rapporto sull'indipendenza della Banca d'Italia sulla cui base Andreatta decise il divorzio!!):
    "Il rapporto fra democrazia e Banca Centrale è come un deposito che la politica fa in un luogo di lunga durata a cui affida in custodia valori che ritiene importanti. La stessa politica sa che questi valori saranno meglio tutelati, se affidati a qualcuno che può permetterselo trovandosi AL RIPARO DAL PROCESSO ELETTORALE".
    Giornalista: "Quali sono gli interventi prioritari perché il Mezzogiorno non resti ai margini dell'Europa?". Risposta di Monti: "[...] La flessibilità, nel senso di mercati meno sclerotizzati. In particolare, un mercato del lavoro che consenta alle retribuzioni di essere più basse rispetto alle aree maggiori sono i livelli di produttività e il costo della vita".

  • Anonimo scrive:
    24 novembre 2013 10:25

    Eh,signora mia, meno male che i tedeschi ci verranno a salvare ancora una volta!>Dialogo fra due anziane signore con la borsa di plastica in mano mezza vuota, in un mercatino rionale di un quartiere popolare dove il partito di Epifani raggiunge quasi il 60%dei voti. Marxista "sopravvissuto"agli uragani dell'Illinois.

  • Anonimo scrive:
    25 novembre 2013 16:36

    Una moneta unica va bene quando coloro che l'adottano hanno denominatori comuni ed omogenei . Cioè il conto torna quando si sommano frutta con frutta e non frutta con galline).
    In Europa si è voluto andare contro Natura e le cose fatte in tal modo non funzionano. Il guaio è che anche ogni popolo è fatto di una sommatoria non omogenea: c'è chi vuole andare a sud e chi invece vuole andare a nord.
    Ogni Regno diviso in sè stesso cadrà, disse un Tale con l'iniziale maiuscola,
    Così, fra l'altro, abbiamo anche perso una bruttissima guerra.

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