giovedì 22 settembre 2016

POLANY MOMENT (quale strategia di superamento dell'euro?) di Sergio Cesaratto

[ 22 settembre ]

Sergio Cesaratto è stato uno degli oratori al III. Forum no euro svoltosi a Chianciano Terme. Qui sotto il testo integrale del suo intervento alla sessione d'apertura. Una prolusione densa, su cui in molti dovrebbero meditare.
Da sinistra: Lapavitsas, langthaler e Cesaratto

Ogni volta che devo intervenire a un convegno politico sull’Euro/pa mi prende un po’ di ansia. Cosa dire di nuovo, che non ci siamo già detti. E che fare? Sia disegnare vie d’uscita dal presente, che delineare il futuro, sono compiti impervi. All’interno della crisi europea, inoltre, il nostro paese vive una crisi verticale che viene da lontano. Su questo ho scritto in una delle lezioni del mio libro: la scelta delle classi dirigenti di questo paese, con poche eccezioni, è stato di scontro con le istanze popolari, da ultimo attraverso il vincolo estero, prima dello SME e poi dell’euro. Il paese nel suo complesso ha pagato duramente tale incapacità a governare in maniera progressiva il conflitto sociale. Oggi il paese è impoverito sotto ogni punto di vista, materialmente, culturalmente, tecnologicamente, ed è privo di classi dirigenti oneste e capaci a quasi ogni livello.
Il dibattito ha tuttavia fatto emergere in questi giorni alcuni temi su cui esercitare un nostro sforzo di analisi.
Quale strategia di superamento dell’euro? Quali slogan convincenti da proporre?
Mi riferisco soprattutto allo scambio Varoufakis-Fassina (quiqui, e qui). Da un lato la strategia proposta dall’ex ministro greco è che un governo progressista dovrebbe farsi cacciare disubbidendo ai Trattati europei. Qui bisogna stare attenti. I Trattati fiscali sono assolutamente coerenti con la moneta unica: paesi senza una propria banca centrale hanno necessariamente vincoli di bilancio (è così per esempio per ciascuno degli Stati che compongono gli USA, dove però a compensazione c’è un governo federale con un cospicuo bilancio e una banca centrale cooperativa). Fassina coglie in un qualche modo il punto: “La strategia di «disobbedienza ostinata», sebbene molto difficile, può essere [solo] efficace in un paese europeo che ancora dispone della sua moneta e della sua banca centrale.” Certo, si può ricorrere a escamotages come quello di emettere una moneta nazionale “parallela” come proposto anche in Italia. Ma si tratta, con tutto il rispetto per i proponenti, di sotterfugi dalle gambe corte. Quindi violare i Trattati implica la rimessa in discussione di tutto l’impianto europeo. Mission impossible per qualunque singolo Stato (o persino coalizione di Stati).
Alla proposta di Varoufakis, Fassina propone una strategia di separazione consensuale dell’unione monetaria salvando l’UE. In tal modo si eviterebberoritorsioni del resto dell’Europa, come accadrebbe a paesi che sfidassero l’Europa venendo espulsi. La salvaguardia dell’UE svolgerebbe anche una funzione protettiva da accuse di anti-europeismo o nazionalismo. In questo si dimentica che anche l’UE è creatura liberista.
Nella sua replica Varoufakis ha avuto gioco facile nel mostrare a Fassina che il solo accenno a una trattativa su una separazione consensuale porterebbe al caos finanziario. Referendum o trattative proprio non si possono fare, i mercati non lo consentirebbero. Per difendere l’idea che da ultimi si può reagire positivamente a una espulsione, è interessante che Varoufakis dichiari che egli era pronto a rompere con la Troika nel luglio 2015 ed essere espulso avendo già predisposto un piano X – sebbene fiducioso che dietro una minaccia credibile (come si usa dire in teoria del giochi di cui l’ex ministro è esperto), la Troika avrebbe alla fine accettato un memorandum più ragionevole. Lui sarebbe comunque rimasto “imperturbabile”, accettando l’espulsione, se le “istituzioni” non avessero accondisceso. Il governo greco sarebbe però stato diviso in merito e non giocò la carta della minaccia credibile [Qui ci sarebbe da ricordare che le proposte più ragionevoli che Varoufakis avrebbe accettato sulla carta non sono diverse da quelle nei fatti adottate in pratica - e simili a quelle perorate dal FMI, l’attore più “umano” della Troika. Le richieste siglate da Tsipras erano così assurde da non poter essere implementate alla lettera sicché le istituzioni si dovranno alla fine accontentare che la Grecia ne attui solo una parte; la storia è simile a quella della riduzione del debito pubblico al 60% del Pil in 20 anni in ciascun paese europeo: così assurda che nessuno vi ha posto mano; ciò non toglie che la morsa dell’austerità non sia continuata. Insomma, Varoufakis avrebbe comunque accettato un pacchetto killer. Sarebbe tuttavia utile a tutti conoscerlo questo Piano X! ]
Dunque superamento consensuale no; violazione dei Trattati neppure; fuori dall’euro: forse non troppo popolare. Che proporre allora? Non blocchiamoci su questo. Noi sappiamo come un’area valutaria potrebbe funzionare meglio e perché è però impossibile che l’Europa muti in questa direzione - principalmente per l’opposizione tedesca a dismettere il mercantilismo ma anche, giustificatamente, perché quel popolo non vuole essere obbligato a una solidarietà fiscale verso altri popoli. Sappiamo che l’euro è il principale ostacolo (sebbene non l’unico) a politiche di piena occupazione, e che l’UE impone politiche liberiste (per esempio impedisce politiche industriali di intervento pubblico diretto). Abbiamo proposte per un’Europa post-euro (e forse post-UE) - per esempio applicare le idee di Keynes per un nuovo ordine monetario europeo. Insomma abbiamo molte proposte “illuminate” da contrapporre a chi ci tratta da populisti. Populisti saranno loro col loro mantra delle riforme strutturali e il fallimento delle loro politiche![1] Alla gente e a quel poco di “movimenti” che esistono dobbiamo indicare euro ed Europa come strumenti di smantellamento di occupazione e diritti sociali. In questo la sinistra si deve riproporre come portatrice del diritto a lavoro, salute e istruzione per tutti e a tutti i costi.
Noi non sappiamo quale scenario si prospetta: una tempesta perfetta con crollo dell’euro in seguito a un evento fatale come una Presidente Le Pen che fa la dura, o un crisi bancaria italiana che faccia scendere in piazza i risparmiatori?
Quello che è chiaro è che al di là delle elucubrazioni internazionaliste di Varoufakis e di qualche sciagurato nostro conterraneo, la sinistra di ciascun paese, mai andasse al governo, dovrà essere pronta ad affidarsi solo alle proprie forze, a meno dell’apertura di inattesi scenari keynesiani internazionali (potrebbero aprirsi sulle rovine di una caduta dell’euro, chissà?). Si tratta di attuare un’economia dei controlli su merci e capitali, quasi un’economia di guerra, e in un paese solo, e in questo non stiamo reinventando niente che si sapesse (se lo si voleva sapere). Vorrei solo aggiungere che la situazione è ancor più difficile di 40 anni fa quando la sinistra laburista perorava l’economia dei controlli: allora c’erano i paesi socialisti e paesi in via di sviluppo progressisti con cui rapportarsi, attualmente è più complesso. Oggi un paese progressista è solo di fronte a un capitalismo globale selvaggio. Non so se tutto questo possa avere un seguito popolare. Certo odora molto di elementi di socialismo (per giunta in un paese solo!). E ciò vuol dire che sull’economia dei controlli pesa la tara storica della sconfitta del socialismo reale. Una buona ragione per raccogliere la sfida e pensarci meglio su.
L’idea che l’obiettivo della piena occupazione e della giustizia sociale non possano fare affidamento su contesti internazionali favorevoli e addirittura solidali ci porta all’altra vexata quaestio di quale internazionalismo.
Quale internazionalismo?
Varoufakis attacca Lexit e quanti a sinistra ritengono che la battaglia cominci dal (sebbene non si risolva completamente nel) proprio paese e che, come ben sanno i popoli dei paesi nordici, lo spazio democratico coincide, almeno in questa fase storica, con quello dello Stato-nazione, mentre le strutture sovranazionali hanno fondamentalmente una funzione reazionaria. Per Varoufakis ci si deve affidare a un internazionalismo inteso come un continuum fra le lotte ai diversi livelli di governo (municipale, nazionale, sovranazionale) indipendentemente dallo Stato nazionale entro cui si svolgono.
Come ha sostenuto Lee Jones su Jacobin (la rivista dove si è svolto il dibattito) un ottimo critico di Varoufakis (qui): Varoufakis “ignora il fatto che il solo ‘demos’ reale che attualmente esiste risiede a livello domestico [nazionale] … a parte una piccolo cosmopolitismo … popolare fra le élite metropolitane, la vasta maggioranza degli europei rimane primariamente attaccata e interessata nella politica democratica nazionale”.
Chi usa un linguaggio a dir poco saccente a proposito di chi rivendica lo Stato nazionale come terreno irrinunciabile di esercizio della lotta democratica, potrebbe utilmente rileggersi i saggi di uno dei maestri dell’economia eterodossa, Massimo Pivetti:
“Il lavoro dipendente può considerarsi come il soggetto collettivo maggiormente interessato alla sovranità dello Stato-nazione,  condizione necessaria tanto della sovranità popolare che della tutela effettiva degli interessi del  lavoro dipendente. La sua forza relativa all’interno di una nazione ed il quantum di sovranità  della stessa in campo economico sono direttamente correlati e tendono ad interagire: una perdita di sovranità nazionale tende a provocare una riduzione della forza relativa del lavoro dipendente, che, a sua volta, tende a tradursi in un’ulteriore perdita di sovranità.
E così si esprimeva Bob Rowthorn, uno dei principali esponenti post-Keynesiani di Cambridge e fautore della Alternative Economic Strategy:

“La crisi che colpisce milioni di cittadini britannici è ora su di noi. Se la sinistra intende sfruttare questa situazione, essa deve adottare un programma che offra alla gente qualche speranza, e deve dunque ragionare in termini di qualcosa di più pratico della rivoluzione europea o mondiale. Coloro che attaccano una strategia nazionale per il socialismo in Gran Bretagna come destinata al fallimento e si appellano a una rivoluzione europea o mondiale possono sembrare molto rivoluzionari. Ma nei fatti la loro è la dottrina della disperazione, e per quanto molte delle loro opinioni possano ispirare una piccola avanguardia di simpatizzanti, essi non possono che ispirare demoralizzazione fra le masse di lavoratori a cui non offrono niente” (Citato in Sei lezioni, p. 182; si veda anche la discussione qui). 

[Ça va sans dire che le proposte di controllo dei movimenti di capitale e delle merci di Pivetti e Rowthorn sono note da decenni e da loro le abbiamo apprese, come ho sempre ampiamente precisato nei miei scritti - ma questa è una delicatezza un po’ passé].

Estrapolare citazioni dal loro contesto è sempre rischioso, ma è pur sempre Marx che nella Critica al Programma di Gotha scrive limpidamente che: 
“S'intende da sé, che per poter combattere, in generale, la classe operaia si deve organizzare nel proprio paese, in casa propria, come classe, e chel'interno di ogni paese è il campo immediato della sua lotta. Per questo la sua lotta di classe è nazionale, come dice il Manifesto comunista, non per il contenuto, ma ‘per la forma’” (Marx 1975, mio corsivo, si veda anche qui).[2]
La posizione di Varoufakis e dei suoi accoliti nostrali al riguardo è dunque estremamente debole e impregnata di ideologismo. Qui non si tratta di difendere il concetto di Nazione come un valore in sé o negare l’aspirazione alla fratellanza fra i popoli o le classi lavoratrici. Il problema è se è una strategia plausibile quella che propone l’arena europea come terreno di possibile scontro fra forze popolari e borghesia, oppure se già sarebbe molto se questo scontro riprendesse nei singoli paesi con l’obiettivo di ripristinare condizioni di controllo democratico sulle leve monetarie e fiscali dell’economia. L'unica strategia possibile è attualmente che intanto in ciascun paese ciascun popolo si batta per riappropriarsi della propria democrazia, altro che nazionalismo! Come ben commenta Lee Jones: “Varoufakis meramente respinge questo in maniera retorica, in favore di un internazionalismo sinistrese ottocentesco. Tuttavia il meccanismo per realizzare questa solidarietà internazionale è una lotta da svolgersi a diversi livelli cosicché i governi – i governi nazionali – diventano capaci di resistere ai dicktat dell’UE. Varoufakis perciò, ha bisogno e detesta lo Stato nazionale e i “national publics”,[3] rifugiandosi così nella fantasia del ‘repubblicanesimo transnazionale’” (qui, corsivo nell’originale).
Fassina ha dunque ragione quando argomenta che Varoufakis ha una visione ingenua, ma diffusa a sinistra, per cui la lotta in Europa è fra l’insieme dei popoli e l’insieme delle grandi banche; nei fatti, invece, paesi come la Germania vedono una connivenza fra capitale nazionale e grandi sindacati (se volete chiosate “purtroppo”, a me interessano i fatti non il moralismo di sinistra) nel sostenere politiche mercantiliste, ricorda opportunamente Fassina. O vogliamo parlare del perseguimento di interessi nazionali nella politica estera e commerciale dei singoli grandi Stati europei? Quello che non va bene in Fassina è invece l’attestarsi sulla difesa della UE per accreditarsi come europeista (e perciò internazionalista), dimenticando che anche l’UE è creatura liberista (per non parlare della sua politica estera, quando ve n’è una, come nel caso del sostegno ai nazisti ucraini).
Quindi io direi che le accuse che ci vengono mosse vanno rispedite alla fonte con gli interessi di velleitarismo politico, di ideologismo, di disinteresse per le condizioni materiali delle grandi masse. Dobbiamo però stare attenti alle parole che usiamo, non utilizzare le medesime della destra (come sovranismo). E naturalmente non contaminarci con la destra. Ciò detto, ci sono anche elementi in comune con Varoufakis, in particolare l’irriformabilità dell’Europa attuale. Siccome dobbiamo fare politica e unire le forze, bene non rompiamo i ponti con lui e i movimenti che anche in Italia guardano a lui.
Polany moment
Il voto popolare per la Brexit o i consenso di Sanders (ma anche quello di Trump) sono stati accostati a quello che il famoso antropologo ungherese Karl Polany definiva come “doppio movimento”. Come sapete Polany riteneva l’economia di mercato come una violazione della vita comunitaria, e quando l’invadenza del libero mercato si fa troppo pressante, la società reagirebbe domandando protezione contro gli effetti più devastanti del mercato, per esempio attraverso le istituzioni dello stato sociale. Ma, Polany riteneva, anche attraverso il fascismo. E infatti notate come molti movimenti di destra si pongano oggi come paladini dello stato sociale e dell’occupazione, almeno per gli autoctoni (laddove questi ultimi percepiscono gli immigrati come un aspetto dello smantellamento delle protezioni conquistate nel secolo scorso). Non so quanto le tesi di Polany siano scientificamente comprovate, ma certo la nostra percezione è che la distruzione in corso delle garanzie “dalla culla alla tomba” offerte dallo stato sociale e dal pieno impiego sia una violazione di principi basilari di umanità. Unione europea ed euro sono veicoli, armi di questa distruzione di massa. Persino a “lor signori” è chiaro che quello che viene chiamato populismo è un ya basta! a questa violazione continua dei diritti più elementari, lavoro, salute, istruzione (e democrazia costituzionale). Noi siamo parte di questo movimento di reazione.
Addendum
Del prof. Massimo Pivetti, uno dei maggiori economisti eterodossi del mondo, si veda: 
Pivetti, M. 1998. Monetary versus political unification in Europe. On Maastricht as an exercise in ‘vulgar’ political economy, Review of Political EconomyVol. 10, no. 1, 5-26. 
Pivetti, M. 2011, Le strategie dell’integrazione europea e il loro impatto sull'Italia, in Un’altra Italia in un’altra Europa – Mercato e interesse nazionale, L.Paggi (ed), Firenze, Carocci. 
Pivetti, M. 2013a. On the gloomy European project: an introduction,Contributions to Political Economy, vol. 32, 1-10 
E a giorni: A.Barba & M.Pivetti, La scomparsa della sinistra in Europa, in uscita con Imprimatur, di cui parleremo a lungo. Ampi stralci delle sue tesi sono richiamati in S.CesarattoAlternative interpretations of  a stateless currency crisisCambridge Journal of Economics (in corso di pubblicazione).




[1] Riconosco che nel convegno alcune relazioni hanno dato un’accezione positiva al termine populismo, se inteso come intransigente difesa dei diritti sociali di grandi masse popolari.
[2] Marx, K., Critica del Programma di Gotha, 1875, https://www.marxists.org/italiano/marx-engels/1875/gotha/index.htm
[3] “National publics” è così definito da Wikipedia: “Publics are small groups of people who follow one or more particular issue very closely. They are well informed about the issue(s) and also have a very strong opinion on it/them.”
Print Friendly and PDF

8 commenti:

  • Roberto Mora scrive:
    22 settembre 2016 15:15

    Qui prima di pensare ad una convergenza europei dei fini, dobbiamo risolvere internamente i nostri conflitti di classe.
    La Germania, come dice qualcuno, non è una signora bionda. I doverosi trasferimenti fiscali dal Nord al Sud sarebbe perfettamente accettati dal popolo tedesco se fossero pagati dalle loro elites industriali e finanziarie, che fino a questo momento si sono ingrassate anche sulle spalle dei propri cittadini.
    Una Comunità Europea dei Popoli ( CEP, segnatevi il nome) è necessaria e possibile, ma passa dalla riappropriazione da parte del popolo dello proprio spazio nazionale.

    Dalla UE si esce solo riappropriandosi dell'Italia.

  • Anonimo scrive:
    22 settembre 2016 15:59

    Citazione di Marx decontestualizzata. Vediamo di non tirare il moro per la giacchetta.

    Mino

  • Giovanni scrive:
    22 settembre 2016 20:05

    Leggo dal link all'articolo di Massimo Pivetti (grassetto mio):

    "In secondo luogo, l’assenza, anche nel trentennio ‘keynesiano’ del capitalismo avanzato (i cosiddetti trenta gloriosi) di politiche sistematiche di pieno impiego, con il conseguente fenomeno esclusivo dell’emigrazione di massa di forza-lavoro nazionale, durato dalla fine della guerra fino agli anni Sessanta inoltrati"

    Non lo conoscevo ma è davvero una soddisfazione leggerlo, visto che ne ero ormai convinto da tempo. Dovrebbero tenerlo a mente tutti gli adoratori acritici del trentennio dorato, specialmente quelli che invece la chiamano era di sostanziale piena occupazione. A cosa serve poi il "sostanziale" se non a insabbiare le disuguaglianze che erano presenti pure in quel periodo?

    Ringraziamo Cesaratto per il link.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    24 settembre 2016 11:45

    MARX E LO STATO NAZIONE

    "Mino" scrive:

    «Citazione di Marx decontestualizzata. Vediamo di non tirare il moro per la giacchetta».

    Non potendo Sergio Cesaratto rispondere, essendo impegnato a Madrid all'Università politica di Podemos, lo facciamo noi —nello spazio angusto del commento.

    E' vero che nel "Manifesto del partito comunista" del 1848 Marx svolge una difesa d'ufficio dell'espansione capitalistica come leva di modernizzazione mondiale, come forza motrice del progresso verso il socialismo —Engels giungerà a difendere in questo senso anche il colonialismo.
    Bene. Quel Marx, sostiene Cesaratto, commise un errore: vedeva solo un aspetto dell'espansione capitalistica, non quello opposto, generatore di barbarie sociale e sottosviluppo economico.
    La questione —per chi abbia davvero studiato Marx e seguito l'evoluzione del suo pensiero e delle sue analisi— è che lo stesso Marx si avvide del grave errore. Basta andarsi a rileggere quel che scrisse sulla penetrazione colonialista in Cina e quindi il suo sostegno alla rivolta dei Taiping (1851-1864).
    Ancor più netto lo stacco rispetto alle idee del 1848 in occasione della sua discussione coi populisti russi, ove Marx convenne con una delle tesi dei populisti, che cioè la Russia avrebbe potuto evitare, nella sua marcia verso il progresso socialista, di passare attraverso l'inferno del capitalismo.
    Ancor più evidente la svolta di Marx sulla questione irlandese.
    Da una posizione iniziale di disprezzo verso il nazionalismo irlandese al pieno sostegno alla lotta indipendentista, con l'argomento strategico che solo il successo del movimento indipendentista irlandese avrebbe potuto spezzare il connubio colonialista e corporativo tra capitale e classe operaia inglese.
    Inutile girarci attorno: sulla questione nazionale abbiamo due Marx, quello giovanile, e quello maturo.
    A noi pare che il secondo abbia visto lungo, e giusto.

  • Anonimo scrive:
    26 settembre 2016 08:00

    Mi dispiace ma Mino ha ragione. La frase di Marx è stata ingenuamente estrapolata da questo passo della 'Critica':

    (...) In opposizione al Manifesto comunista e a tutto il socialismo precedente, Lassalle aveva concepito il movimento operaio dal più angusto punto di vista nazionale. Si va dietro a lui in questo, e ciò dopo l'azione dell'Internazionale! S'intende da sé, che per poter combattere, in generale, la classe operaia si deve organizzare nel proprio paese, in casa propria, come classe, e che l'interno di ogni paese è il campo immediato della sua lotta. Per questo la sua lotta di classe è nazionale, come dice il Manifesto comunista, non per il contenuto, ma "per la forma." Ma "l'ambito dell'odierno Stato nazionale," per esempio del Reich tedesco, si trova, a sua volta, economicamente "nell'ambito" del mercato mondiale, politicamente "nell'ambito" del sistema degli Stati. Ogni buon commerciante sa che il commercio tedesco è al tempo stesso commercio estero, e la grandezza del signor Bismarck consiste appunto in una specie di politica internazionale. E a che cosa il Partito operaio tedesco riduce il suo internazionalismo? Alla coscienza che il risultato del suo sforzo "sarà l'affratellamento internazionale dei popoli," - frase presa a prestito dalla Lega borghese della libertà e della pace, e che deve passare come equivalente dell'affratellamento internazionale delle classi operaie, nella lotta comune contro le classi dominanti e i loro governi. Nemmeno una parola, dunque delle funzioni internazionali della classe operaia tedesca! E così essa deve far fronte alla propria borghesia, affratellata, contro di essa, con la borghesia di tutti gli altri paesi, e alla politica di cospirazione internazionale del signor Bismarck (...).

    L'idea di un Marx maturo 'nazionalista' è una sciocchezza, ma comunque la si pensi Cesaratto ha scelto il passo più inadatto di tutti per giustificare la sua visione.

    Redwolf


  • Redazione SollevAzione risponde:
    26 settembre 2016 12:33

    Nazionalismo?
    A Redwolf

    Cesaratto, se lo ritiene necessario risponderà da par suo.
    Che egli venga accusato di essere “nazionalista”, conoscendolo, appare come minimo grottesco.
    Né noi pensiamo che ci sia stato un Marx giovane internazionalista e uno maturo nazionalista.
    Marx dice: «S'intende da sé, che per poter combattere, in generale, la classe operaia si deve organizzare nel proprio paese, in casa propria, come classe, e che l'interno di ogni paese è il campo immediato della sua lotta».
    Questo, a noi, basta e avanza per mettere in guardia certi sinistrati che si aggrappano alla sottana di Marx per difendere l’idea che oramai il solo campo da gioco è quello dell’Unione europea (Tsiprioti, rifondaroli ecc) o addirittura “l’Impero” (Negri e compagnia). Sinistrati che quindi condannano come reazionaria se non proprio fascistoide ogni riferimento alla riconquista delle sovranità nazionali.
    Qui sta il punto, non trasformiamo una cogente questione strategica in disputa libresca.
    E' evidente che, come reazione al devastante liberomercatismo cosmpolitico del grande capitale, c'è una spinta che sorge proprio dal basso, dalle classi oppresse, alla rinazionalizzazione del campo da gioco sociale e politico.
    Occorre andare incontro, senza per questo diventare nazionalisti, alla reazione popolare alla globalizzazione, alla domanda di sicurezza e protezione sociale che chiama in causa lo stato nazionale e il suo intervento nell’economia contro le cieche leggi di mercato, paravento per il predominio del grande capitale finanziario.
    Respingere come nazionalismo reazionario questa domanda di sicurezza sociale e protezione statale contro il far west globalista è la via sicura per spingere le masse tra le braccia delle destre xenofobe e neofasciste.
    Questo errore fu già fatto dai partiti comunisti e socialdemocratici europei negli anni ’20 e ’30.
    Non si dovrà ripetere.

  • Anonimo scrive:
    26 settembre 2016 21:04


    La Redazione Sollevazione scrive: "non trasformiamo una cogente questione strategica in disputa libresca".

    Benissimo, ragazzi. Ma allora dite al vostro amico economista di evitare frasi dotte che poi, a una lettura più attenta, diventano dei boomerang alquanto imbarazzanti.

    Redwolf


  • Redazione SollevAzione risponde:
    27 settembre 2016 11:54

    REPETITA JUVANT

    Marx dice: «S'intende da sé, che per poter combattere, in generale, la classe operaia si deve organizzare nel proprio paese, in casa propria, come classe, e che l'interno di ogni paese è il campo immediato della sua lotta».

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (725) euro (688) crisi (610) economia (493) sinistra (425) finanza (258) Movimento Popolare di Liberazione (239) sfascio politico (235) grecia (229) resistenza (222) elezioni (217) M5S (204) teoria politica (201) banche (198) internazionale (190) imperialismo (185) risveglio sociale (184) alternativa (167) seconda repubblica (167) sovranità nazionale (159) Leonardo Mazzei (156) Syriza (148) Tsipras (143) P101 (139) Moreno Pasquinelli (136) Matteo Renzi (122) antimperialismo (112) debito pubblico (104) PD (103) marxismo (101) sovranità monetaria (101) democrazia (100) sollevazione (99) destra (94) Grillo (93) berlusconismo (91) proletariato (91) costituzione (87) spagna (84) neoliberismo (82) austerità (79) islam (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Francia (78) Emiliano Brancaccio (75) referendum costituzionale 2016 (74) Stati Uniti D'America (73) Mario Monti (71) sindacato (69) Stefano Fassina (67) bce (66) filosofia (65) Germania (64) populismo (63) Libia (62) Alberto Bagnai (59) capitalismo (58) Rivoluzione Democratica (57) capitalismo casinò (57) guerra (57) Podemos (56) piemme (55) sinistra anti-nazionale (54) globalizzazione (53) rifondazione (53) Siria (50) Medio oriente (49) Movimento dei forconi (49) bancocrazia (49) socialismo (49) Alexis Tsipras (48) immigrazione (48) Carlo Formenti (47) fiat (47) programma 101 (47) sovranità popolare (47) cinque stelle (46) Nichi Vendola (45) Sergio Cesaratto (45) immigrati (45) referendum (45) renzismo (45) inchiesta (43) sinistra sovranista (43) Troika (42) Pablo Iglesias (41) Yanis Varoufakis (41) campo antimperialista (41) solidarietà (41) Beppe Grillo (40) Emmezeta (40) Lega Nord (40) geopolitica (40) astensionismo (39) moneta (39) legge elettorale (38) proteste operaie (38) brexit (37) italicum (37) Diego Fusaro (36) liberismo (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Russia (34) egitto (34) sionismo (34) Marine Le Pen (33) Mario Draghi (33) azione (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) default (32) fiom (32) palestina (32) Forum europeo 2016 (31) ISIS (31) Sel (31) governo Renzi (31) neofascismo (31) unità anticapitalisa (31) Matteo Salvini (30) fiscal compact (30) Giorgio Cremaschi (29) Luciano Barra Caracciolo (29) Ucraina (29) Israele (28) Manolo Monereo (28) Merkel (28) Mimmo Porcaro (28) napolitano (28) Alitalia (27) Assemblea di Chianciano terme (27) Fiorenzo Fraioli (27) Sicilia (27) Ugo Boghetta (27) menzogne di stato (27) populismo di sinistra (27) immigrazione sostenibile (26) Forum europeo (25) Lega (25) sovranismo (25) xenofobia (25) Europa (24) islamofobia (24) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Karl Marx (22) Nello de Bellis (22) silvio berlusconi (22) CLN (21) Chianciano Terme (21) Donald Trump (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Aldo Giannuli (20) Marcia della Dignità (20) Quantitative easing (20) eurostop (20) finanziarizzazione (20) scuola (20) Front National (19) Lavoro (19) Unità Popolare (19) cina (19) fronte popolare (19) nazione (19) repressione (19) uscita dall'euro (19) Izquierda Unida (18) Nato (18) Tunisia (18) ecologia (18) iraq (18) keynes (18) Assisi (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Mariano Ferro (17) Roma (17) USA (17) etica (17) religione (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Norberto Fragiacomo (16) Pier Carlo Padoan (16) Regno Unito (16) nazionalismi (16) pace (16) razzismo (16) vendola (16) Donbass (15) Fabio Frati (15) International no euro forum (15) Luciano B. Caracciolo (15) Prc (15) ballottaggi (15) 15 ottobre (14) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (14) Cremaschi (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Jacques Sapir (14) Monte dei Paschi (14) Renzi (14) Vincenzo Baldassarri (14) coordinamento no-euro europeo (14) iran (14) obama (14) piattaforma eurostop (14) storia (14) Chavez (13) Enea Boria (13) Jobs act (13) MMT (13) Marco Mori (13) Stato Islamico (13) Virginia Raggi (13) Vladimiro Giacchè (13) acciaierie Terni (13) finanziaria (13) salerno (13) umbria (13) Bersani (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Marino Badiale (12) Negri (12) Venezuela (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) emigrazione (12) euro-germania (12) melenchon (12) nazionalizzazione (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Brancaccio (11) Emmanuel Macron (11) Gennaro Zezza (11) Movimento 5 Stelle (11) Putin (11) Tonguessy (11) Turchia (11) comunismo (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) disoccupazione (11) iniziative (11) internazionalismo (11) keynesismo (11) patriottismo (11) piano B (11) salari (11) sinistra Italiana (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Luigi Di Maio (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) ambiente (10) antifascismo (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) golpe (10) lotta di classe (10) presidenzialismo (10) unione bancaria (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Beppe De Santis (9) Def (9) Fmi (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Paolo Ferrero (9) Perugia (9) Portogallo (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) bail-in (9) cultura (9) internet (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) ordoliberismo (9) scienza (9) sciopero (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Bernie Sanders (8) CGIL (8) Campagna eurostop (8) Corte costituzionale (8) Costas Lapavitsas (8) D'alema (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) De Magistris (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Forconi (8) Goracci (8) Ingroia (8) Marco Zanni (8) Mirafiori (8) Quirinale (8) Reddito di cittadinanza (8) Salvini (8) Wolfgang Schaeuble (8) Yanis Varoufakys (8) chiesa (8) deficit (8) diritti civili (8) diritto (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) europeismo (8) grexit (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) povertà (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Articolo 18 (7) Daniela Di Marco (7) Enrico Grazzini (7) Fausto Bertinotti (7) ISIL (7) Ilva (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Marco Passarella (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Sandokan (7) Sapir (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) catalogna (7) confederazione (7) cosmopolitismo (7) destra non euro (7) elezioni anticipate 2017 (7) eurocrack (7) incontri (7) indipendenza (7) lira (7) nazismo (7) necrologi (7) privatizzazioni (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) sindacalismo di base (7) taranto (7) Ars (6) Bottega partigiana (6) CUB (6) Contropiano (6) Eugenio Scalfari (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) M.AR.S. (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Pil italiano (6) Samuele Mazzolini (6) Sergio Mattarella (6) Stefano D'Andrea (6) appello (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) classi sociali (6) cosmo-internazionalismo (6) derivati (6) governo Gentiloni (6) incontro internazionale (6) liberosambismo (6) magistratura (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Assad (5) Banca centrale europea (5) Casaleggio (5) Dicotomia (5) Dino Greco (5) Finlandia (5) Foligno (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Papa Francesco (5) Parigi (5) Pcl (5) Polonia (5) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (5) Rete dei Comunisti (5) Romano Prodi (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitocrazia (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni siciliane (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) inflazione (5) jihadismo (5) laicismo (5) liberalismo (5) pomigliano (5) questione nazionale (5) rivolta (5) salvinismo (5) suicidi (5) suicidi economici (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Alessandro Visalli (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Federalismo (4) Forza Italia (4) Fratelli d'Italia (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Pisapia (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) Wolfgang Munchau (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) debitori (4) demografia (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) governo (4) ideologia (4) il manifesto (4) irisbus (4) la variante populista (4) legge di stabilità 2017 (4) manifestazione (4) massimo fini (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) populismo democratico (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) rifugiati politici (4) risparmio (4) senso comune (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) trasporto pubblico (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alberto Negri (3) Alfiero Grandi (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Domenico Moro (3) Eleonora Forenza (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Ferdinando Pastore (3) Filippo Abbate (3) Francesco Salistrari (3) GIAPPONE (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jacques Nikonoff (3) Joseph Stiglitz (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Npl (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Risorgimento Socialista (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) USB (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Vladimiro Giacché (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) autodeterminazione dei popoli (3) automazione (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritti di cittadinanza (3) diritto d'asilo politico (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) fascismo (3) giovani (3) il fatto quotidiano (3) il pedante (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) migranti (3) minijobs. Germania (3) nazionalismo (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) trasporto aereo (3) trattati europei (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Amoroso (2) Antonio Rinaldi (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dario Guarascio (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Fiumicino (2) Flat tax (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Bartolomei (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Gentiloni (2) Giorgia Meloni (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Jens Weidmann (2) Jeremy Corbyn (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marcello Teti (2) Marchionne (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Marx (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Oriana Fallaci (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paolo Gerbaudo (2) Pardem (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Riccardo Achilli (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salistrari (2) Scenari Economici (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Fazi (2) Thomas Piketty (2) Tltro (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) austria (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) curdi (2) deregulation (2) diritto di cittadinanza (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) donna (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) facebook (2) fecondazione eterologa (2) fine del lavoro (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) informatica (2) isu sanguinis (2) ius soli (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mediterraneo (2) mercantislismo (2) moneta fiscale (2) no expo (2) occidente (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proteste agricoltori (2) razionalismo (2) riformismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) sociologia (2) sovranità e costituzione (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) tecnologie (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) università (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aldo Zanchetta (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amando Siri (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angela Matteucci (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Falcone (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Arditi del Popolo (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carl Schmitt (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Cekia (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Comitato antifascista russo-ucraiono (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cub Trasporti (1) Cuperlo (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Ego della Rete (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Ernesto Laclau (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico Fubini (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) France Insoumise (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giorgio Gattei (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giuliano Amato (1) Giuliano Pisapia (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Angiuli (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugoslavia (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Undiemi (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Elena Boschi (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Tronti (1) Mark Rutte (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noi Mediterranei (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) PSUV (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palermo (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maddalena (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Paolo Dal Monte (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Reddito di inclusione sociale (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Riscossa Italia (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tomaso Montanari (1) Tommaso Nencioni (1) Toni negri (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) banche venete (1) battisti (1) benessere (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) donne (1) dracma (1) due euro (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) elezioni comunali 2017 (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) intimperialismo (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) lex monetae (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) proporzionale (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) sanità (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)