Programma 101, Salerno, 23 febbraio

Programma 101, Salerno, 23 febbraio

lunedì 18 novembre 2013

la sinistra e l'euro (12) IDEE POCHE MA CONFUSE. Una critica alla tesi dell'euro del Sud. di Leonardo Mazzei

18 novembre. A PROPOSITO DI UN DOCUMENTO DELLA RETE DEI COMUNISTI

Il diavolo, si sa, si nasconde nei dettagli. E che dettagli! Al titolo altisonante, «Fuori dall'Unione Europea», corrisponde infatti un documento fiacco, le cui parti condivisibili diventano lettera morta dentro la cornice in cui vengono inquadrate.

Un documento, quello della Rete dei comunisti (Rdc), privo di concrete proposte politiche, che considerando un tabù la questione della sovranità nazionale, ipotizza un'uscita dall'euro di serie A (quello attuale) solo dopo averne costruito preventivamente uno di serie B, come nuova moneta unica di una non meglio precisata "area mediterranea".

Questa posizione non è certo nuova. Ma se, fino a qualche tempo fa, essa aveva il merito di collocare la Rete dei Comunisti nel campo delle forze anti-euriste, in opposizione alla maggioranza delle forze di sinistra schierate sul versante opposto; oggi, nel momento in cui un dibattito serio si sta aprendo in ambiti della sinistra prima refrattari, la sua mera riproposizione appare un passo indietro piuttosto che un passo avanti.

Oggi, e lo diciamo con la soddisfazione di chi ha cercato di dare il proprio modesto contributo in questa direzione, la discussione sull'uscita dall'euro e dall'Unione non è più materia da piccoli gruppi isolati. Ed è una materia che impone proposte realistiche, praticabili, immediatamente comprensibili dalle classi popolari, ed in particolare dai soggetti sociali maggiormente colpiti da una crisi che ha avuto ed ha nell'euro un determinante fattore di aggravamento.

E' qui la divergenza con la proposta della Rdc. Perché, se siamo ovviamente d'accordo con l'uscita dall'Unione (e non è poco), se siamo d'accordo sul pacchetto di misure che dovranno accompagnare quella dall'euro (e non è poco), troviamo invece confusa e paralizzante la precondizione che viene posta affinché questa uscita possa aver luogo.

Si tratta dunque di un nodo da affrontare. Ed iniziare a farlo può aiutare lo sviluppo del dibattito tra tutte le forze anti-euriste, anche in vista dell'importantissimo convegno che terremo a Chianciano l'11 e il 12 gennaio 2014. Entriamo dunque nel merito.

Uscita dall'UE ed "area mediterranea": una gran confusione



Che, nella prospettiva dell'uscita dall'UE, si debba guardare al Mediterraneo, lo abbiamo scritto tante volte. Che si debba lavorare all'unità dei popoli in lotta dei paesi mediterranei maggiormente colpiti dall'euro-austerity è perfino un'ovvietà. Che si debba ricercare un rapporto con i movimenti popolari, e con quelli della resistenza antimperialista della sponda sud è quel che facciamo da molti anni.

Fin qui nessun problema, anzi. Per noi è l'ABC dell'internazionalismo. Ma se dall'internazionalismo si passa ad un astratto progetto di "quasi-unificazione" a tavolino (mi scuso per l'approssimazione, ma il documento su questo punto non consente di essere più precisi), con tanto di moneta unica, il risultato cambia drasticamente.

Ma vediamo la formulazione contenuta nel documento di cui ci stiamo occupando. Leggiamo al punto c:

«Oggi questa “organicità” nel capitalismo mondializzato si è rotta ed è nelle cose la necessità di individuare il superamento dello stato presente delle cose. Per noi questo significa concretamente proporre, propagandare e battersi per la costruzione di un’area omogenea, sia sul piano istituzionale che su quello economico e monetario, che veda assieme tutti i paesi del Mediterraneo nel chiamarsi fuori dal condizionamento e ricatto dei poteri forti finanziari, economici e della Eurocrazia ma che vede complice e partecipe anche la parte “vincente” e non berlusconiana della nostra Borghesia nazionale».
Nascono qui diversi problemi. Il primo di chiarezza: da chi è costituita esattamente l'area mediterranea? Nella citazione precedente si parla di «tutti i paesi del Mediterraneo», in altri passaggi di area «euromediterranea», in altri ancora si lascia intendere che quest'area dovrebbe essere composta in primo luogo dai PIIGS. Ipotesi alquanto diverse, ma tutte problematiche.

Pretendere di costruire «un’area omogenea, sia sul piano istituzionale che su quello economico e monetario» nell'intero bacino del Mediterraneo (che include fra l'altro paesi come Israele, la Turchia o la Libia) ci sembrerebbe davvero troppo. Viene da pensare allora che l'ipotesi vera sia quella «euromediterranea». Ipotesi certo meno irrealistica, ma composta esattamente da chi? Dai soli PIIGS (evidentemente con esclusione dell'Irlanda che tutto è fuorché mediterranea), od anche dalla Francia?

Nel primo caso avremmo una nuova entità politica ricavata in negativo dalla politica germano-centrica dell'UE, cui seguirebbe una sorta di euro di serie B come da tempo congetturato in ambienti dell'establishment tedesco; mentre il secondo - qualora fosse davvero quello ipotizzato - dovrebbe essere quantomeno meglio esplicitato, viste le conseguenze geopolitiche tutt'altro che irrilevanti.

Come si vede la confusione non è piccola, ma c'è un problema di sostanza ancora più grave. Mi riferisco alla forma della nuova entità politica ipotizzata. Qui ci troviamo di fronte ad una vera e propria fuga in avanti. Che, come tutte le fughe in avanti, porta poi nel concreto alla classica marcia sul posto. Un'area come quella ipotizzata, per giunta dotata di una nuova moneta unica, come esplicitato al punto d del documento, sarebbe una specie di "piccola UE". Non un vero stato, ma con vincoli economici assai forti, che alla fine potrebbero rivelarsi non troppo diversi da quelli della vera UE, magari con l'Italia nel ruolo che oggi è della Germania.

Certo, non è questa l'intenzione della Rdc, ma allora perché avventurarsi con queste ipotesi a tavolino? Oltretutto, tra gli economisti c'è accordo almeno su un punto: non può esserci moneta senza stato. E dunque non può esserci moneta unica (chiamarla "comune" è solo un fatto linguistico che non cambia il problema) se non all'interno di un processo di formazione di un super-Stato sovra-nazionale. Era questo il progetto europeo. Un progetto che sta scricchiolando da ogni lato proprio perché il super-Stato federale degli ultras euristi allucinati è (fortunatamente) ben lungi dal realizzarsi. E di questo ambizioso progetto resta solo quella che chiamiamo euro-dittatura, cioè l'insieme dei dispostivi messi in piedi dall'oligarchia eurista a difesa degli interessi del blocco dominante, nell'intento di rimandare il più possibile un'implosione che sembra comunque avvicinarsi.

Piccola digressione. Anche chi scrive pensa che il tracollo dell'UE non sarà semplicemente il frutto predeterminato ed automatico delle contraddizioni interne. Ma queste sono davvero potenti, e comunque (anche ma non solo per questo) continuare a pensare - come fa la Rdc - che l'iniziale progetto europeista stia proseguendo sostanzialmente nella sua marcia come prima, ci pare davvero un errore d'analisi assai grave.

Ma torniamo a bomba. Ipotizzare una nuova moneta unica significa nei fatti ipotizzare un nuovo stato, o quantomeno un processo che lì conduce in tempi utili. Il fatto che non venga esplicitamente scritto mostra forse una consapevolezza inconscia della assoluta astrattezza del progetto che pure viene avanzato.

Per una diversa proposta ai popoli del Mediterraneo


Quel che apparentemente è incomprensibile, ma che in realtà - come vedremo più avanti - si capisce benissimo, è questo voler progettare a tavolino uno schema che andrebbe invece costruito con una metodologia ben diversa. La confusione su chi e come dovrebbe comporre la nuova area mediterranea non è infatti frutto del caso.

In proposito, la nostra opinione è molto semplice. Lo sganciamento dall'Unione Europea dovrà avvenire attraverso una serie di sollevazioni che rimettano al centro il protagonismo delle classi popolari. Nei vari scenari nazionali, le sollevazioni porranno necessariamente l'obiettivo del governo, per la realizzazione di un programma che include l'uscita dall'Unione e dall'euro, una significativa cancellazione del debito, la nazionalizzazione del sistema bancario e dei settori strategici dell'economia, una serie di misure a tutela dei salari, eccetera.

Chi scrive si augura la rivoluzione mondiale, ma è difficile pensare ad una perfetta simultaneità delle sollevazioni in tutti i paesi dell'area euro-mediterranea. Ci saranno, inevitabilmente, sfasature di ogni tipo: temporali, programmatiche, di schieramento, di visione politica e geopolitica. Tutto ciò è - o dovrebbe essere - ovvio. Ne discende allora una conseguenza assai semplice: il processo di unione tra i paesi che avranno intrapreso la via dello sganciamento - per noi non solo dall'UE, ma più in generale dai meccanismi del capitalismo-casinò - avverrà sulla base di un criterio esclusivamente politico.

Potremmo trovarci assieme ad un paese PIIGS che si è sollevato, ma non ad un altro che non lo ha fatto, come potremmo invece trovare al nostro fianco un paese non-PIIGS. La discriminante sarà, e non potrebbe essere altrimenti, solo ed esclusivamente politica. Dunque, se da una parte è giusto mettere al centro il Mediterraneo, dall'altra bisogna farlo senza schemi preconfezionati. E, soprattutto (questo è il vero nodo politico) sapendo che il processo di sganciamento potrà avvenire solo partendo dalla riconquista della sovranità nazionale, che è poi sovranità popolare e democratica. Questa è la base di partenza. Una base da cui muovere per rilanciare un nuovo internazionalismo, che per essere tale non potrà che fondarsi sul rapporto fraterno e solidale tra diversi popoli e nazioni.

La proposta che dovremmo rivolgere ai popoli del Mediterraneo - ma che solo un potente movimento di massa avrà l'autorità per farlo - è dunque quella della sollevazione e della solidarietà internazionalista. Una sollevazione che porti alla formazione di un blocco che inizi lo sganciamento dal capitalismo-casinò. E che avrà quindi interessi convergenti, possibilità di cooperazione economica e culturale, ricerca della massima unità politica. Un blocco, però, che potrà eventualmente evolvere verso forme di maggiore integrazione solo con il tempo e solo con il pieno consenso popolare. Viceversa, si ripercorrerebbe, pur non volendolo, la strada che ha condotto all'attuale disastro.

Ora qualcuno potrebbe non capire il problema rispetto a quanto sostenuto dalla Rdc. In fondo, si potrebbe obiettare, anche la Rete sarà ben consapevole del carattere processuale e non scontato della propria ipotesi. Purtroppo non sembra sia così, o perlomeno non è questo che si ricava da quanto scritto nel documento, come ci dimostra la posizione sull'euro.

Il nodo dell'euro
Luciano Vasapollo


Per la Rete, e per il suo teorico Luciano Vasapollo, l'uscita dall'euro dovrebbe avvenire solo in forma concertata tra i paesi euro-mediterranei. Ovviamente, anche per noi questo sarebbe preferibile. Ma quanto è realistico? E cosa facciamo se, dopo aver ricercato la concertazione, questa non fosse possibile? Vediamo cosa dice in proposito il documento in questione:


«L’idea di abbandonare l’Unione Economica e Monetaria della UE (UEM) e tornare alle monete nazionali del passato non può neppure questa essere considerata un’alternativa per i Paesi della periferia europea mediterranea, poiché la debolezza estrema di un’eventuale moneta nazionale di fronte al capitale finanziario globale non permetterebbe una regolazione efficace del ciclo e del cambio strutturale in questi Paesi».
Non si può dunque tornare all'euro da soli. E questo è già un problema. Ma ancora più interessante è l'argomentazione che viene portata, e che cioè una moneta nazionale sarebbe sempre e comunque troppo debole per «una regolazione efficace del ciclo e del cambio strutturale in questi Paesi». In pratica - sia pure da una diversa prospettiva - è quel che ci dicono gli euristi di ogni sorta, secondo i quali ritrovarsi con una moneta di un paese di 60 milioni di abitanti equivarrebbe ad un disastro semplicemente inenarrabile.

Ora, però, se fosse davvero così, nei cinque continenti dovrebbero pullulare le iniziative volte alla costruzione di nuove unità monetarie. Ma così non è, non solo nella lontana Oceania, non solo nell'arretrata Africa, non solo nella tumultuosa Asia. Così non è neppure in America Latina, e (nonostante il sucre, come vedremo più avanti) nemmeno nei paesi dell'ALBA bolivariana, che pure il documento ci porta ripetutamente ad esempio.

Come mai? Rivolgiamo questa modesta domanda tanto ai cultori dell'euro ad ogni costo, quanto a chi ci dice che sfatta una moneta unica o ne facciamo un'altra alla svelta o siamo destinati a precipitare in una specie di Medioevo prossimo venturo.

Sia chiaro, qui non si tratta di negare i problemi derivanti dall'uscita dall'euro. Anzi, è proprio per questo che dobbiamo discutere a fondo. Ma francamente certe semplificazioni non aiutano a trovare la via d'uscita più efficace per sganciarsi dal capitalismo casinò e per difendere al meglio gli interessi del popolo lavoratore in una prospettiva che, per noi come per la Rdc, è quella del socialismo.

Abbiamo già citato il caso dell'Alleanza Bolivariana per i popoli di Nuestra America (ALBA), più volte indicato come modello nel documento in questione. Un'esperienza importante, fondata su principi molto avanzati, che si colloca certamente nella prospettiva del Socialismo del XXI secolo. E, tuttavia, un'esperienza da vedere un po' meglio se non vogliamo cadere in un'altra semplificazione.

L'ALBA nacque come alternativa al vecchio dominio nord-americano, e come risposta all'ALCA, un'area di libero scambio voluta dagli USA. Attualmente ne fanno parte 8 paesi, ognuno dei quali mantiene però una propria moneta. Tra questi paesi l'Ecuador mantiene il dollaro USA, tre piccoli stati caraibici (Antigua e Barbuda, Dominica, Saint Vincent e Grenadine) usano il dollaro dei Caraibi orientali, anch'esso legato al dollaro USA. Cordoba, Bolivar, Boliviano e Peso cubano, sono rispettivamente le monete di Nicaragua, Venezuela, Bolivia e Cuba.

Come si vede un quadro assai articolato, e senza alcuna unione monetaria. Nel 2009 è però nato il Sucre (Sistema unitario di pagamento a compensazione regionale), una sorta di moneta soltanto virtuale che viene utilizzata solo per le registrazione delle operazioni tra banche centrali. Si tratta di un meccanismo concepito sia per equilibrare i commerci interni all'ALBA, sia per ridurre il peso e la dipendenza dal dollaro.

Obiettivi sacrosanti, ma ad oggi, secondo quanto affermato dal presidente del Banco Centrale del Venezuela, Eudomar Tovar (citato da Granma International), lo scambio commerciale mediante il sistema unitario raggiungerà quest'anno il valore di appena 750 milioni di Sucre, equivalenti a 850 milioni di dollari, a fronte di un Pil dell'ALBA che è pari a circa 669 miliardi di dollari. Come dire, una goccia nel mare.

Sta di fatto che i pagamenti agli esportatori e la riscossione dagli importatori si effettuano con le monete di ognuno di questi paesi anche per gli scambi interni all'ALBA, mentre lo stesso Venezuela è ancora costretto ad emettere titoli del debito pubblico in dollaro ed euro.

Se mi sono dilungato sull'ALBA è giusto per evidenziare una cosa: che anche nel più avanzato tentativo di sganciamento dal capitalismo casinò, e nel caso specifico dalla dominazione nord-americana, ci si è ben guardati dal correre verso unificazioni politiche e/o monetarie. E, del resto, i principali protagonisti dell'ALBA (basti pensare a Cuba e Venezuela) hanno percorso vie rivoluzionarie assai diverse, ed in tempi assai distanti tra loro. Alla fine questi percorsi si sono positivamente incontrati, ma nei limiti di cui abbiamo già detto.

Ben venga allora un'ALBA mediterranea, purché se ne abbiano chiare le caratteristiche, e tenendo anche conto di una minore omogeneità culturale di quest'area rispetto ai paesi dell'America latina che hanno intrapreso questa strada.


Il tabù della sovranità nazionale ed il positivo dibattito nel Prc

Torniamo allora al cuore del problema: l'uscita dall'euro, la riconquista della sovranità nazionale. Se ad una strada "semplice" (semplice concettualmente, non certo praticamente), come quella del ritorno alla valuta nazionale, si preferiscono ipotesi confuse e/o irrealizzabili e/o (se realizzate) controproducenti, una ragione deve pur esserci.

Da cosa dipende allora tutto questo dimenarsi per scartare il semplice e preferire l'impossibile? La risposta purtroppo è davvero facile: dipende da un vero e proprio tabù, quello della sovranità nazionale. Due parolette che mancano del tutto nel documento della Rete. Non solo, infatti, non si affronta la questione nazionale, ma neppure quella della sovranità. Chi la eserciterebbe in una entità come quella sovra-nazionale, ma non pienamente statuale che verrebbe fuori dalle tesi della Rdc? Ecco una domanda che non ha risposta. E non per caso.

Rifiutando il tema della sovranità si finisce infatti per svilire anche il concetto di democrazia, che notoriamente si esercita sempre in un ambito ben definito. L'ambito può essere nazionale, sovra-nazionale, continentale, mondiale, ma anche regionale, comunale, condominiale od intergalattico, però alla fine deve pur essere definito.

Spiace dirlo, ma sembra invece che si sia introiettato il pensiero unico del capitale, laddove l'assenza di confini serve solo ad estendere ed approfondire il dominio incontrastato dei centri di potere della finanza mondiale.

Finora ci siamo occupati del documento della Rdc, ma ancora più rivelatore della sua grossolanità teorica è un volantone diffuso dalla stessa organizzazione. In esso si legge:

«I paesi PIGS (Portogallo, Italia, Grecia, Spagna) si possono e si devono coordinare gli sforzi per uscire insieme dalla schiavitù dei vincoli europei, inclusa l'Eurozona e dunque dall'Euro come moneta. Non è una ipotesi velleitaria. Velleitario e ingannevole è solo chi pensa ad un ritorno alla Lira, una via d'uscita nazionalista e reazionaria . Noi, al contrario, riteniamo di poter avanzare una alternativa internazionalista ed emancipatrice per l’insieme dei lavoratori, dei ceti popolari e le fasce di popolazione in via di impoverimento». (sottolineatura nostra)
Dunque, secondo questi teorici da operetta, il ritorno alla lira sarebbe semplicemente una via d'uscita «nazionalista e reazionaria». Oh bella! Sembra di sentir parlare gli euristi più arroganti, i Prodi, i Monti, i Letta, i Saccomanni. Suvvia, sveglia! Sostenere una tesi di questo genere significa rinunciare ad un progetto realistico di uscita da sinistra, spianando, di conseguenza, la strada alle forze di destra.

Sostenere che il tema della sovranità nazionale sia per sua natura di destra è semplicemente aberrante ed anti-storico. Seppero farlo proprio - e fu un elemento decisivo nelle rispettive vittorie - i comunisti cinesi, vietnamiti, cubani, jugoslavi. E fu un punto forte degli stessi comunisti italiani negli anni migliori della loro storia, ma anche di quelli russi nel momento della grandiosa resistenza al nazismo.

Ed oggi, di fronte all'emergenza economica e sociale, la riproposizione di questo tabù genera solo impotenza politica, l'assenza di una proposta credibile. Fino ad oggi questo atteggiamento - apparentemente ultra-rivoluzionario, praticamente velleitario ed inconcludente - era tipico delle principali correnti trotzkyste, ma evidentemente il virus si è nel frattempo diffuso...

Il bello è che, lo abbiamo ricordato all'inizio, la discussione sulla sovranità si è invece finalmente affermata in ambienti più vasti della sinistra, laddove fino a poco tempo fa questa discussione sarebbe stata semplicemente considerata un'eresia rispetto all'impostazione classica del globalismo bertinottiano.

Restando all'Italia (altrove le cose vanno meglio), è quanto sta avvenendo nella discussione congressuale di Rifondazione Comunista. In questa discussione, non solo uno dei due documenti di minoranza è esplicitamente per l'uscita dall'euro e per la riconquista della sovranità popolare e nazionale, ma questi obiettivi sono posti in maniera ancor più forte da due emendamenti (primo firmatario Ugo Boghetta) al documento politico di maggioranza. Ed anche in quest'ultimo testo il tema della sovranità nazionale fa capolino, certo in maniera insufficiente, ma di sicuro assai significativa.

Questo significa che in quel partito si stanno aprendo le porte ad una vera e propria revisione strategica? Ovviamente no. Un giudizio del genere sarebbe prematuro, e molto dipenderà dall'esito congressuale. Segnaliamo tuttavia questi fatti per evidenziare che la situazione è in movimento e che, al di là delle diverse posizioni esistenti, il tema della sovranità resta un tabù ormai solo per pochi. Tra questi pochi, il professor Vasapollo e la sua organizzazione.

Come abbiamo visto questo tabù produce danni assai seri, crea confusione, e rende impossibile una proposta forte, quella di un'uscita da sinistra dall'euro, portata avanti da forze che sappiano coniugare la questione di classe con quella nazionale. Un collegamento oggettivo, reso evidente sia dallo strangolamento dell'economia nazionale ad opera dell'èlite eurista, sia per lo schierarsi dei settori dominanti della borghesia italiana con quelle stesse oligarchie. Dunque, battersi contro l'euro, e per la riconquista della sovranità nazionale, non significa soltanto lottare contro la Merkel, significa anche combattere contro i veri centri del potere capitalista in Italia.

E' solo con questa consapevolezza, e con questa impostazione, che sarà possibile porre con forza il tema della costruzione di un blocco sociale sufficientemente ampio per sfidare le oligarchie dominanti. Senza di che, questa è la vera posta in palio, saranno inevitabilmente formazioni di destra a prendere in mano le redini del gioco. In Italia, e magari anche nel resto del Mediterraneo...
Print Friendly and PDF

2 commenti:

  • Anonimo scrive:
    19 novembre 2013 14:26

    Demetrio
    "Spiace dirlo, ma sembra invece che si sia introiettato il pensiero unico del capitale, laddove l'assenza di confini serve solo ad estendere ed approfondire il dominio incontrastato dei centri di potere della finanza mondiale."
    Parole sante.
    La sovranità nazionale è conditio sine qua non per Libertà e Democrazia.

  • Georgejefferson scrive:
    23 novembre 2013 21:04

    Con tutto il rispetto.non vogliono proprio togliere i paraocchi.Accecati dallo Stato Nazione brutto fascista.Le ragioni economiche,di prassi(purtroppo forse)determinano le ragioni politiche.Non capiscono che economie e sistemi diversi vanno prima costruiti in simili per agevolarsi di una moneta comune e solidalizzare.Anche nell'area Med ci sarebbero squilibri insostenibili,i paesi in deficit saranno sempre piu in deficit e il contrario gli altri,Noi Italia saremmo avantaggiati,il valore della moneta Med all'estero dell'area diverrebbe sottovalutato per noi,andremmo in surplus avendo beni e servizi per l'estero piu scontati di quello che imporrebbe i fondamentali.Gli altri l'avrebbero sopravvalutata, andrebbero in deficit (si intende BdP) avendo beni e servizi per l'estero troppo apprezzati a seconda dei loro fondamentali economici.Puoi chiudere la circolazione dei capitali con l'estero ed imporre indicizzazioni ma non sarà abbastanza,devi trasferire contributi netti agli altri come Italia Lira Nord/sud,anche per sostenerli come propria fetta di mercato di sbocco,oppure fregarli (sic) come han fatto con noi con i trasferimenti a debito i paesi euro core.In piu (storia d'Italia insegna)Sarranno ancora masse di persone a doversi spostare e poi (al saldo dei debiti/crediti per via di shock esterni) riapparira il conflitto e odio tra i paesi.Niente,non vogliono proprio capirla la macroeconomia nei fondamentali,come non esistesse,va bene,non esiste,la storia si vedrà da se

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (698) euro (672) crisi (609) economia (481) sinistra (412) finanza (258) Movimento Popolare di Liberazione (238) sfascio politico (235) grecia (228) resistenza (217) elezioni (202) banche (198) teoria politica (197) M5S (192) internazionale (190) imperialismo (184) risveglio sociale (184) alternativa (167) seconda repubblica (167) sovranità nazionale (149) Syriza (147) Leonardo Mazzei (146) Tsipras (142) Moreno Pasquinelli (125) Matteo Renzi (121) antimperialismo (112) P101 (111) debito pubblico (104) PD (101) marxismo (101) democrazia (98) sollevazione (98) sovranità monetaria (96) Grillo (93) destra (93) berlusconismo (91) proletariato (88) costituzione (86) spagna (83) islam (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) austerità (78) neoliberismo (78) Stati Uniti D'America (73) referendum costituzionale 2016 (73) Mario Monti (71) Emiliano Brancaccio (70) sindacato (67) bce (66) Germania (64) filosofia (63) Libia (62) Stefano Fassina (62) capitalismo (58) Alberto Bagnai (57) Francia (57) capitalismo casinò (57) guerra (57) populismo (57) Rivoluzione Democratica (56) Podemos (55) rifondazione (51) Movimento dei forconi (49) Siria (49) bancocrazia (49) Medio oriente (48) socialismo (48) Alexis Tsipras (47) fiat (47) globalizzazione (47) piemme (46) sinistra anti-nazionale (46) Nichi Vendola (45) immigrazione (44) renzismo (44) inchiesta (43) referendum (43) Sergio Cesaratto (42) Troika (42) Yanis Varoufakis (41) cinque stelle (41) immigrati (41) programma 101 (41) solidarietà (41) campo antimperialista (40) sinistra sovranista (40) sovranità popolare (40) Lega Nord (39) Pablo Iglesias (39) astensionismo (39) geopolitica (39) Emmezeta (38) proteste operaie (38) italicum (37) Beppe Grillo (36) Carlo Formenti (36) brexit (36) moneta (36) legge elettorale (35) III. Forum internazionale no-euro (34) egitto (34) liberismo (34) Mario Draghi (33) Russia (33) azione (33) sionismo (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) Diego Fusaro (32) default (32) fiom (32) Forum europeo 2016 (31) ISIS (31) Sel (31) governo Renzi (31) palestina (31) unità anticapitalisa (31) fiscal compact (30) neofascismo (30) Ucraina (29) Israele (28) Merkel (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) Fiorenzo Fraioli (27) Manolo Monereo (27) Matteo Salvini (27) menzogne di stato (27) Luciano Barra Caracciolo (26) Sicilia (26) Forum europeo (25) Lega (25) Mimmo Porcaro (25) xenofobia (25) Europa (24) Ugo Boghetta (24) immigrazione sostenibile (24) islamofobia (24) Giorgio Cremaschi (23) ora-costituente (23) sovranismo (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Karl Marx (22) populismo di sinistra (22) silvio berlusconi (22) Chianciano Terme (21) Nello de Bellis (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Marcia della Dignità (20) Quantitative easing (20) finanziarizzazione (20) scuola (20) Aldo Giannuli (19) Donald Trump (19) Marine Le Pen (19) Unità Popolare (19) fronte popolare (19) repressione (19) Izquierda Unida (18) Nato (18) Tunisia (18) cina (18) ecologia (18) iraq (18) keynes (18) nazione (18) uscita dall'euro (18) Assisi (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Lavoro (17) Mariano Ferro (17) etica (17) religione (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Pier Carlo Padoan (16) Regno Unito (16) Roma (16) nazionalismi (16) pace (16) razzismo (16) vendola (16) CLN (15) Donbass (15) International no euro forum (15) Prc (15) 15 ottobre (14) Front National (14) Luciano B. Caracciolo (14) Monte dei Paschi (14) Norberto Fragiacomo (14) USA (14) Vincenzo Baldassarri (14) eurostop (14) iran (14) obama (14) storia (14) Enea Boria (13) Eurogruppo (13) Jobs act (13) MMT (13) Renzi (13) Stato Islamico (13) acciaierie Terni (13) coordinamento no-euro europeo (13) finanziaria (13) umbria (13) Bersani (12) Chavez (12) Cremaschi (12) Ernesto Screpanti (12) Forum europeo 2015 (12) Jacques Sapir (12) Legge di stabilità (12) Marco Mori (12) Marino Badiale (12) Negri (12) Vladimiro Giacchè (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) euro-germania (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Putin (11) Tonguessy (11) Turchia (11) Venezuela (11) Virginia Raggi (11) comunismo (11) corruzione (11) disoccupazione (11) emigrazione (11) internazionalismo (11) keynesismo (11) patriottismo (11) piattaforma eurostop (11) salerno (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Gennaro Zezza (10) Hollande (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) ambiente (10) cattiva scuola (10) de-globalizzazione (10) decrescita (10) golpe (10) iniziative (10) presidenzialismo (10) salari (10) sinistra Italiana (10) unione bancaria (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Fmi (9) Luigi Di Maio (9) Movimento 5 Stelle (9) Perugia (9) Portogallo (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) antifascismo (9) bail-in (9) ballottaggi (9) cultura (9) internet (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) ordoliberismo (9) piano B (9) scienza (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Beppe De Santis (8) Brancaccio (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) Costas Lapavitsas (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) De Magistris (8) Def (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Forconi (8) Goracci (8) Ingroia (8) Marco Zanni (8) Mirafiori (8) Paolo Ferrero (8) Quirinale (8) Wolfgang Schaeuble (8) Yanis Varoufakys (8) diritti civili (8) diritto (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) europeismo (8) grexit (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) povertà (8) sciopero (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Articolo 18 (7) Bernie Sanders (7) D'alema (7) Daniela Di Marco (7) Enrico Grazzini (7) ISIL (7) Ilva (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Salvini (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) catalogna (7) chiesa (7) cosmopolitismo (7) deficit (7) eurocrack (7) incontri (7) indipendenza (7) lira (7) lotta di classe (7) nazismo (7) necrologi (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) Ars (6) Bottega partigiana (6) Campagna eurostop (6) Contropiano (6) Eugenio Scalfari (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) Jean-Luc Mélenchon (6) M.AR.S. (6) No Renzi Day (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Pil italiano (6) Reddito di cittadinanza (6) Samuele Mazzolini (6) Sapir (6) Stefano D'Andrea (6) appello (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) cosmo-internazionalismo (6) derivati (6) incontro internazionale (6) magistratura (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) terremoto (6) utero in affitto (6) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Assad (5) Banca centrale europea (5) Casaleggio (5) Dicotomia (5) Dino Greco (5) Finlandia (5) Giancarlo D'Andrea (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Marco Passarella (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Noi con Salvini (5) Papa Francesco (5) Parigi (5) Pcl (5) Polonia (5) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (5) Rete dei Comunisti (5) Sergio Mattarella (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) classi sociali (5) cuba (5) debitocrazia (5) destra non euro (5) di Pietro (5) elezioni anticipate 2017 (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni siciliane (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) inflazione (5) jihadismo (5) laicismo (5) liberosambismo (5) pomigliano (5) privatizzazioni (5) questione nazionale (5) suicidi (5) suicidi economici (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Federalismo (4) Forza Italia (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) HAMAS (4) Imu (4) Julio Anguita (4) Kke (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Morgan Stanley (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Pisapia (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Target 2 (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) al-Sisi (4) alleanze (4) anarchici (4) arancioni (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) debitori (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) governo (4) governo Gentiloni (4) il manifesto (4) irisbus (4) la variante populista (4) legge di stabilità 2017 (4) liberalismo (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) rifugiati politici (4) risparmio (4) rivolta (4) salvinismo (4) sindacalismo di base (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alberto Negri (3) Alfiero Grandi (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Chiavacci Alessandro (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Domenico Moro (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Bertinotti (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Foligno (3) Francesco Salistrari (3) Fratelli d'Italia (3) GIAPPONE (3) Genova (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jacques Nikonoff (3) Joseph Stiglitz (3) Karl Polany (3) L'Altra Europa con Tsipras (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Militant-blog (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Mosul (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Npl (3) ONU (3) Panagiotis Sotiris (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Prodi (3) Rodoflo Monacelli (3) Romano Prodi (3) Ruggero Arenella (3) Sarkozy (3) Sharing Economy (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) USB (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Vladimiro Giacché (3) Wolfgang Munchau (3) Xi Jinping (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) demografia (3) diritti di cittadinanza (3) diritto d'asilo politico (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) fascismo (3) giovani (3) ideologia (3) il fatto quotidiano (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) manifestazione (3) massimo fini (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) migranti (3) minijobs. Germania (3) nazionalismo (3) nazionalizzazione (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) senso comune (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) trasporto pubblico (3) trattati europei (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Montero (2) Alessandro Visalli (2) Alitalia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Rinaldi (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Bandiera rossa in movimento (2) Bergoglio (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) CUB (2) Carc (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Eleonora Forenza (2) F.List (2) Fabio Frati (2) Fausto Sorini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Franz Altomare (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Gianni Ferrara (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Jens Weidmann (2) Jeremy Corbyn (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marcello Teti (2) Marchionne (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Marx (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Nadia Garbellini (2) Olanda (2) Oriana Fallaci (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paolo Gerbaudo (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Riccardo Achilli (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salento (2) Salistrari (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Fazi (2) Thomas Piketty (2) Tltro (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) austria (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) confederazione (2) curdi (2) diritto di cittadinanza (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) donna (2) elezioni comunali 2015 (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) facebook (2) fecondazione eterologa (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) isu sanguinis (2) ius soli (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mediterraneo (2) mercantislismo (2) no expo (2) occidente (2) olocausto (2) paolo vinti (2) parti de gauche (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) populismo democratico (2) poste (2) poste italiane (2) proteste agricoltori (2) protezionismo (2) razionalismo (2) riformismo (2) sanità. spending review (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) tecnologie (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) università (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aldo Zanchetta (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angela Matteucci (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Falcone (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Arditi del Popolo (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Augusto Graziani (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carl Schmitt (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Comitato antifascista russo-ucraiono (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cuperlo (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Ego della Rete (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Macron (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Ernesto Galli Della Loggia (1) Ernesto Laclau (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferdinando Pastore (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Flat tax (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Bartolomei (1) Franco Venturini (1) Fratoianni (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) Gentiloni (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giorgia Meloni (1) Giorgio Gattei (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giuliano Amato (1) Giuliano Pisapia (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Angiuli (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugoslavia (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Lelio Basso (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Undiemi (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Elena Boschi (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Tronti (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Morya Longo (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palermo (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maddalena (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Pardem (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Paolo Dal Monte (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Risorgimento Socialista (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Scenari Economici (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Sergio Starace (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Toni negri (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autodeterminazione dei popoli (1) autogestione (1) automazione (1) ballarò (1) banche venete (1) battisti (1) benessere (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) deregulation (1) di Monica Di Sisto (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) donne (1) dracma (1) due euro (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enel (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) fine del lavoro (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) il pedante (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) informatica (1) intervista (1) intimperialismo (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) lula (1) madre surrogata (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) moneta fiscale (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) precarietà (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) sanità (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) sovranità e costituzione (1) squatter (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) svimez (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trasporto aereo (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uber (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)