martedì 12 novembre 2013

CHI DEVE EMETTERE MONETA? UNA CRITICA ALLA MMT di Alessandro Trinca

12 novembre. Come ogni teoria che pretenda di fornire soluzioni definitive alla crisi sistemica che viviamo, anche la Mmt (Teoria monetaria moderna) ha le sue criticità. Tra queste una riguarda il perno stesso attorno a cui ruota ogni teoria sulla moneta: a chi deve spettare la titolarità di emetterla? La Mmt, pur condannando i principi monetaristi adottati dall'Unione europea —per cui la Bce deve anzitutto seguire il dogma dell'inflazione zero—  difende infatti il modello anglosassone, nelle sue due principali varianti, quella inglese e quella americana — BoE e Fed sono pur sempre espressione di banchieri e azionisti privati.
Da questo primo punto ne deriva evidentemente un secondo —che solleva la questione del debito pubblico e della sua origine. Se l'emissione monetaria spetta ad una banca centrale privata, ne consegue che lo Stato è obbligato a farsi prestare da quest'ultima, al prezzo di un qualche interesse, la moneta necessaria al suo fabbisogno.
Trinca, nel contributo che qui pubblichiamo, contesta alla radice questa tesi e avanza quella che la creazione della moneta debba essere esclusivo monopolio dello Stato.

«Non sono totalmente d’accordo quando si afferma che “il debito pubblico è solo un fatto contabile” e provo a spiegare perché. Innanzitutto dobbiamo comprendere la differenza esistente tra uno stato che emette direttamente la sua moneta e uno stato in cui il potere di creare il denaro è attribuito ad una banca centrale sul modello FED, la Banca d’Italia di un tempo, ecc. 


Tralascio volutamente sia la condizione dei paesi dell’area Euro, che sappiamo tutti essere la più deleteria possibile, sia la distinzione tra Banca Centrale pubblica e privata poiché, pur comprendendo molto bene la differenza tra le due circostanze, ai fini del mio discorso questa differenza è in questa fase “trascurabile” in quanto in entrambi i casi esisterebbe ciò che oggi comunemente è chiamato “debito pubblico” e che se anche ridefinissimo con un altro nome, non cambierebbe la sua sostanza.

Veniamo al dunque: affermare (seppur correttamente) come fa la Mmt che se la banca centrale svolge un ruolo di sostegno diretto della al governo tramite la funzione di acquirente residuale dei titoli di stato, spariscono tutti i problemi, a mio avviso non è sufficiente perché in realtà se ne risolve solo una parte (quella legata al potenziale default dello stato e quella legata alla possibilità di spesa dello stesso), ma ne rimane un'altra altrettanto importante, e cioè quella legata:
- da un lato alla concentrazione di denaro e di potere;
- dall'altro all'obbligo implicito di continua espansione della base monetaria, che quindi di fatto viene sottratta al controllo governativo.


Questo perché, se da un lato è vero che lo stato potrà sempre onorare i propri pagamenti, è altrettanto vero che ciò potrà avvenire esclusivamente mediante la continua emissione di nuovo debito, che va ad aggiungersi al precedente —quando viene creato nuovo denaro tramite l'emissione di titoli di stato, la quota necessaria a coprire l'interesse su tali titoli non viene creata contemporaneamente e ciò comporta necessariamente che l'offerta di moneta dovrà sempre crescere esponenzialmente solamente per coprire l'interesse dovuto sul denaro già esistente.


La prima conseguenza di questo meccanismo è esattamente quello che è accaduto negli Stati Uniti sia l’anno scorso che un mese fa e che probabilmente accadrà di nuovo a febbraio e cioè la possibilità di operare un ricatto politico da parte del Congresso che, come ben sappiamo, è super infiltrato dai poteri finanziari. Questo significa che, anche se per ipotesi riuscisse a diventare Presidente un "uomo etico" che si ponesse come obiettivo il risanamento della società, avrebbe le mani legate. Diverso sarebbe se l’emissione monetaria avvenisse senza debito perché questo darebbe pieno potere decisionale al Governo, eliminando possibili ricatti.


La seconda conseguenza è che, seppur è vero che uno stato potrebbe ipoteticamente decidere di non porsi un tetto al debito, è altrettanto vero che, poiché il denaro è creato dalla Banca Centrale, l'offerta di moneta dovrà necessariamente sempre crescere esponenzialmente solamente per coprire l'interesse dovuto sul denaro già esistente.
Prendendo sempre l’esempio degli USA, le cifre della Federal Reserve confermano che dal 1959, anno in cui la Fed ha iniziato a fornire i dati, l'M3 è raddoppiato, e anche più, ogni 14 anni. Ciò significa che, ogni 14 anni, le banche convogliano in interessi tanto denaro quanto ne era presente nell'intera economia 14 anni prima.


Questo genera un arricchimento spropositato dei banchieri internazionali. Infatti ogni anno centinaia di miliardi di dollari di profitti vengono fatti dagli istituti bancari prestando denaro ai governi (tramite la compravendita di titoli di stato). Ad esempio, è notizia recente che La BCE ha tagliato il costo del denaro al livello storico dello 0,25%. Ebbene, questo denaro verrà ceduto a banche private (appunto ad un costo irrisorio) e verrà utilizzato prevalentemente per acquistare titoli di stato che rendono circa il 4,10% e questo dal mio punto di vista è inaccettabile!!!


Pertanto, anche se è giusto e doveroso spiegare che da un punto di vista tecnico un debito di questo tipo non rappresenta un problema in termini di solvibilità, è altrettanto giusto e doveroso comprendere le implicazioni in termini di potere (con potenziali ricatti politici) e concentrazione di denaro che questo sistema comporta.


Il problema del debito pubblico semplicemente è quello di non poter essere fermato con il sistema corrente. Il debito pubblico è stato matematicamente progettato per espandersi per sempre!

Vediamo invece come sarebbe un sistema nel quale la proprietà della moneta appartiene realmente allo Stato e quindi l’emissione avviene completamente senza debito, così da poter valutare se si tratta solo di sottigliezze o se veramente ci sono delle differenze sostanziali:



(1) se il governo emettesse moneta senza debito, potrebbe esserci un debito pubblico pari a zero;
(2) se il debito pubblico non ci fosse, non esisterebbe neanche la spesa per gli interessi passivi sullo stesso che, come ben sappiamo, è la parte di spesa più negativa perché non è legata a beni e servizi reali. Sempre con riferimento agli USA, il governo ha speso oltre 413 miliardi di dollari in interessi sul debito nazionale durante il solo anno fiscale 2010. Questo denaro è stato trasferito a ricchi banchieri internazionali e di altri governi stranieri. È inoltre in fase di proiezione che il governo degli Stati Uniti pagherà 900 miliardi di dollari solo in interessi sul debito nazionale entro l’anno 2019.
(3) se il governo potesse emettere moneta senza debito, non ci sarebbe nemmeno bisogno di un dibattito sul “tetto del debito” e quindi non sarebbe possibile ricattare il governo!!!
(4) se il monopolio della creazione del denaro fosse nelle mani dello Stato anziché in quelle delle banche centrali, le grandi banche commerciali non potrebbero arricchirsi a dismisura in brevissimo tempo come accade ora. Sappiamo bene infatti che negli ultimi anni la Federal Reserve ha dato enormi quantità di denaro quasi senza interessi alle grandi banche di Wall Street, che hanno poi cominciato a prestarlo al governo ad un tasso molto più elevato di rendimento (un po’ quello che avveniva in Italia ai tempi di Spaventa, episodio che ha portato lo stesso Mosler ad interessarsi al nostro paese!). La cosa mi sembra molto simile a quello che accade in Europa ora che la BCE ha ridotto il costo del denaro quasi a zero!;
(5) l’emissione di moneta a debito, come ho detto prima, comporta obbligatoriamente una parte di spesa (quella relativa agli interessi passivi) non collegata a beni e servizi reali e ciò comporta un’inflazione quasi automatica o per lo meno aumenta notevolmente il rischio di inflazione progressiva; mentre nel caso di moneta emessa senza debito l’inflazione dipenderebbe quasi esclusivamente dalle scelte governative in merito alla qualità della spesa, eliminando così la componente inflattiva quasi automatica, come dovrebbe giustamente essere in uno stato sovrano.

Vengo ora ad un altro aspetto che ritengo strettamente collegato a quanto detto finora e altrettanto cruciale: la gestione dell’intero sistema bancario.

Per farmi capire, parto dall’affermazione di Mathew Forstater : «Una volta raggiunta la piena occupazione non si dovrebbe permettere al deficit di aumentare. Quando l’economia è a regime di piena occupazione ogni ulteriore incremento della domanda aggregata non migliora la produttività ma anzi crea inflazione». Sottoscrivo pienamente!
E proprio per questo affermo con molta convinzione che deve assolutamente essere eliminata la possibilità per qualsiasi soggetto diverso dallo Stato di inventare moneta dal nulla! Mentre oggi le banche cosiddette commerciali hanno questo potere (ogni volta che concedono un prestito inventano nuovo denaro)!


Pur trattandosi di un tipo di denaro diverso da quello creato dallo stato —dal punto di vista del cittadino quest'ultimo è moneta ad alto potenziale, mentre l'altro è un credito bilanciato da un debito, in quanto i prestiti vanno restituiti—, ciò comporta in ogni caso l'aumento di liquidità in circolazione il quale sottrae il controllo della base monetaria allo Stato, che quindi avrà molta difficoltà a gestire la spesa pubblica senza generare inflazione. 


Immaginiamo la situazione descritta da Forstater, in cui in un determinato momento lo Stato valuti che la moneta in circolo è sufficiente a garantire la piena occupazione e che quindi decida di non fare ulteriore deficit. Il sistema bancario potrebbe decidere di elargire una massiccia quantità di prestiti inondando di liquidità il paese (ed è molto probabile che metterebbe in atto una strategia del genere per contrastare uno stato che stia tentando di riprendersi la propria sovranità!!).

Ciò inoltre contribuisce enormemente al meccanismo di concentrazione di capitale e potere: il potere di creare denaro concesso al sistema bancario, infatti, ha contribuito fortemente alla costituzione delle multinazionali, che invece avrebbero avuto per lo meno qualche difficoltà in più se tutto il meccanismo di creazione del denaro stesso fosse gestito dal potere pubblico.


Quindi, premesso che l’attività di concessione del credito è fondamentale nell’economia di un paese (oggi il cosiddetto credit crunch oggi sta soffocando tantissime attività produttive), va ridefinito tutto il sistema bancario, innanzitutto reintroducendo la legge che separi le banche commerciali dalle banche d'affari e speculazione, per tutelare i risparmi dei cittadini, ma prevedendo anche l’eliminazione del potere di creare denaro dal nulla per gli istituti bancari privati.


In virtù del principio sopraesposto, secondo il quale lo Stato deve essere l’unico monopolista legale di creazione/emissione del denaro, le banche commerciali potranno concedere prestiti solo mediante l’utilizzo di capitale proprio, avendo quindi l’obbligo di mantenere una riserva del 100% o sottoscrivendo accordi con i propri correntisti che decidessero di partecipare all’attività di concessione del credito tramite i propri risparmi.
L’attività di prestito attraverso nuova creazione di denaro (ad. esempio la concessione di mutui o le aperture di credito alle imprese ecc.) verrà svolta direttamente dallo Stato, attraverso Istituti pubblici.
In questo modo lo Stato stesso potrà coordinare questa attività con quella di emissione primaria, evitando pericolosi rischi in termini di inflazione, concentrazione di denaro e di potere.

In conclusione affermo che non può e non deve esistere un meccanismo che permetta ad alcuni soggetti di interferire con la piena sovranità monetaria dello Stato, perché altrimenti questi soggetti comanderanno il mondo».
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66 commenti:

  • Anonimo scrive:
    12 novembre 2013 12:34

    VIANDANTE

    L'articolo tendenzialmente muove critiche condivisibili. Alla fin fine la MMT propone una ricetta keynesiana tout-court che parla sì d'intervento dello Stato, ma in maniera di stimolare l'economia per rilanciare la domanda, infatti quando fu applicata negli USA non mi pare le banche furono nazionalizzate, ma si limitò soltanto a separare l'attività speculativa da quella di raccolta del risparmio (la famosa Glass-Steagall Act). Il problema che però si muove quando si parla di nazionalizzare le banche è: ma con quali soldi le nazionalizziamo?

  • mario volpi scrive:
    12 novembre 2013 13:58

    La MEMMT non pretende di dare “soluzioni definitive” alla crisi sistemica
    La MEMMT non ritiene che il modello americano sia un modello da seguire ma afferma che è un sistema migliore di quello europeo
    La MEMMT è per una banca centrale pubblica che operi nell’interesse pubblico e che sia sotto il diretto controllo del potere politico
    La MEMMT è per l’abolizione dei Titoli di Stato poiché questi non svolgono la funzione di finanziare la spesa pubblica
    Credo che, una volta constatato che quanto detto sopra sia vero, decade tutta la prima parte della critica che è basata su ciò che la MEMMT non afferma

  • Alberto scrive:
    12 novembre 2013 14:31

    Siamo all'interno di un sistema profondamente sbagliato, su questo siamo perfettamente d'accordo.
    Si tratta quindi di rifondarlo, ma a quale livello di radicalità?
    Il problema non è marginale, perchè troppo poca discontinuità col passato rischia di perpetuarlo nella sostanza, anche se non del tutto nelle forme, mentre una discontinuità del tutto rivoluzionaria rischia di rendere impraticabile la gestione della fase transitoria, di un sistema che è comunque complesso e coinvolge tutti gli aspetti della vita individuale e sociale.

    Ad esempio in questo contributo di Alessandro non si considera minimamente il rapporto tra le diverse valute, che anche se fondate su paradigmi diversi sono comunque interagenti, sia politicamente che economicamente, con ricadute che possono essere devastanti per una valuta rivoluzionaria non adeguatamente supportata nei rapporti di forza in senso lato (non solo militare, politico, economico, ma anche ad es. mediatico, come capacità d'interlocuzione ideologica a livello globale).

    Una semplice considerazione che aggiungo sempre io a sostegno della gestione pubblica della moneta (quindi non solo il momento dell'emissione) è che quella moneta di cui si parla la utilizzano tutti, per ogni giorno della loro vita.
    In passato non era così, ma oggi le tecnologie applicate ai processi di produzione e consumo di massa hanno reso questa verità evidente. Per questo l'unico controllo sensato della moneta è quello democratico, e qui casca l'asino: quale democrazia? Per il momento basta accontentarsi di quella che garantisce a un Paese una politica di tutela degli interessi di tutti, sia individualmente che collettivamente, ma nel rispetto degli altri popoli.

    Cambiare solo titolarità e comportamenti della Banca Centrale che emette "base monetaria" non basta. Occorre che la gestione successiva di questa moneta diventi "servizio pubblico", altro che Aziende Bancarie S.p.A.! Del resto far soldi coi soldi è una truffa che anche un bambino che ha visto (una volta si diceve "ha letto") Pinocchio comprende perfettamente.

    Le tre deregulation "borsistica", "bancaria", "doganale" vanno rigettate al mittente che ha dimostrato ampiamente di non saper governare le divergenze così prodotte. Questo è un dato storico, se non ancora politico, ma questo gap si può e si deve colmare.

    Altro punto cardine è il riconoscimento dello Stato come attore politico fondamentale, con funzioni riequilibratrici dell'economia privata, oltre che arbitro e gestore della moneta comune.

    Ma il punto più centrale di tutti è il rapporto tra Stati e relative valute ognuna con una sua politica monetaria sovrana e autonoma nei confini del reciproco rispetto, cioè di un patto di non belligeranza economica, che è la forma moderna e più micidiale di conflitto.

    Per questo il pareggio tendenziale dell'import-export è uno dei fattori chiave, da supervisionare a livello di controllo globale per prevenire divergenze e relative tensioni che alla lunga sono sempre sfociate in conflitti anche armati.

    Insomma occorre che ogni popolo si responsabilizzi del proprio Stato, e in caso contrario il consesso maggioritario degli altri Stati può intervenire, tramite organismi internazionali liberati dal predominio dell'impero di turno. L'impero stesso è un concetto che non può più avere cittadinanza pena il suicidio del pianeta.

    Tornando alla moneta FIAT, unica forma logica della moneta come ormai anche la storia dimostra, non si può impedire a nessuno di crearla emettendola su base fiduciaria, ma è compito dello Stato rendere questo sistema stabile e sostenibile nei tempi lunghi, con gli opportuni controlli e interventi diretti, quali l'emissione di base monetaria (che dal 2% deve diventare almeno il 50% e più), la fiscalità, i paletti anti-deregulation. Solo uno Stato arbitro e attore al tempo stesso può garantire il buon funzionamento del sistema. Buon finzionamento assolutamente incompatibile con la concezione vigente della Banca.

  • mario volpi scrive:
    12 novembre 2013 15:24

    Riguardo alla seconda critica:

    E’ importante una considerazione:

    le banche non obbligano i cittadini e le imprese a prendere in prestito. Il sistema bancario non può “elargire una massiccia quantità di prestiti inondando di liquidità il paese” se non sono cittadini ed imprese a chiederlo: è sempre la domanda che conta. Ciò non esclude che possa esserci una domanda troppo elevata e che le banche si prestino a questa domanda.

    Oggi ci vuole qualcosa di molto più radicale della semplice separazione tra banche d’affari e banche commerciali che a dire di molti non sarebbe sufficiente per arginare le problematiche esistenti. Questa proposta dettagliata ed elaborata la fa Mosler nel suo blog: “le mie proposte relative alle banche sono molto severe, vanno ben oltre la regolamentazione Glass-Steagall, ossia del ritorno alla separazione tra banche d’investimento e banche commerciali; ho anche una proposta su un sistema di copertura sanitario universale. Abbiamo un presidente progressista di sinistra (Obama), la cui risposta al problema della sanità pubblica è di prendere 500 miliardi di dollari, toglierli al sistema sanitario pubblico e darli alle assicurazioni: che tipo di approccio progressista sarebbe mai questo? L mie proposte sono nel mio sito e mandatemi e-mail se avete obiezioni.” Warren Mosler

    L’attività bancaria ordinaria, raccolta del risparmio ed erogazione del credito (creazione di moneta debito), se ben regolamentata, ha funzione di pubblico interesse ed è un servizio per cittadini ed imprese.

    Poniamo il caso in cui la banca non possa creare denaro dal nulla ma può prestare soltanto nei limiti del capitale proprio (immagino intendi dire che può prestare soltanto nella misura del denaro che possiede). Affermi che la banca presterà nella misura dei depositi/risparmi che possiede ma ciò significa che la banca presterebbe i soldi di proprietà di altri cittadini e questo non è cosa buona e giusta. I depositi dei cittadini devono essere garantiti a 100% dallo Stato, pure se la banca è privata, come afferma la MEMMT, ed il denaro che le banche prestano non devono essere i risparmi di altri cittadini. E’ preferibile, ai fini dell’interesse pubblico, un sistema bancario in cui le banche creano il denaro che prestano (creano moneta debito) ma siano fortemente regolamentate e controllate dallo Stato in questo processo (se poi non rispettano le regole questo può accadere anche nella soluzione proposta da te e sarebbe semplicemente un problema di giustizia o legalità): “praticamente possono fare prestiti solamente nella misura in cui il governo permette loro di farli, mandano i regolamentatori, supervisori per svolgere delle analisi, degli esami almeno una volta all’anno, per verificare che tutto avvenga in conformità con tutte le normative dello Stato” Warren Mosler.

  • mario volpi scrive:
    12 novembre 2013 15:25

    Se un cittadino disoccupato o che ha lavorato come dipendente per una vita, ha una idea brillante che può permettergli di arricchirlo e di apportare benessere alla collettività, ed ha necessità di prendere in prestito 100.000,00 soldi da una banca per realizzare la sua idea, potrebbe vedersi negata la concessione del prestito perché la banca è limitata nella concessione del credito dal capitale proprio, anche se le credenziali del progetto e del ritorno economico sono ottime. Questo credo sia una limitazione all’interesse del cittadino ma anche all’interesse della collettività.

    Ed ora veniamo alla proprietà.

    Dall’articolo si desume che se la banche fossero agenzie pubbliche i problemi non ci sarebbero o sarebbero minori. Questa è una considerazione politica. Se la banca è pubblica può accadere che “….praticamente la concessione dei prestiti diventa politicizzata, ossia i prestiti vengono concessi sulla base di considerazioni politiche per cui, a volte, quando ci sono le banche pubbliche il rischio che sussiste è che la concessione dei prestiti diventi politicizzata…. le banca pubblica può mantenere in piedi delle attività che invece non dovrebbero continuare; pertanto le banche statali hanno il loro motivo di esserci e quindi quando ci sono capitali privati nelle banche si stabilisce un rischio non sulla base di considerazioni politiche (rischi di politicizzazione) ma sulla base di considerazioni di profitto e anche questo però implica grossi problemi come già abbiamo visto nel corso di questi ultimi anni. Quindi le banche sono istituzioni pubbliche, la questione è chi stabilisce il costo del rischio; ci sono vantaggi e svantaggi, sia per le banche pubbliche che per quelle private. Per la verità, nella maggioranza dei casi ci sono svantaggi per tutte e due…” Warren Molser….. se non fosse chiaro la MEMMT ritiene che le banche devono avere funzione pubblica. Poi se sono totalmente pubbliche c’è un rischio di politicizzazione; se invece ci sono anche capitali privati c’è il rischio che perseguano un profitto (rischio profitto)! L’economista si DEVE fermare qui! Cioè si ferma ad illustrare quali sono i rischi dell’una e dell’altra soluzione. La scelta di quale sia la soluzione migliore nell’interesse pubblico sta alla politica.

  • Alessandro Trinca scrive:
    12 novembre 2013 16:01

    Rispondo alle osservazioni fatte da Mario Volpi:
    1) "La MEMMT non pretende di dare “soluzioni definitive” alla crisi sistemica".
    Sono sostanzialmente d'accordo con questa affermazione; in ogni caso la MeMMT propone un suo tipo di soluzione, sulla quale personalmente ho alcune aggiunte/modifiche da fare e su questo si basano le mie riflessioni;
    2) "La MEMMT non ritiene che il modello americano sia un modello da seguire ma afferma che è un sistema migliore di quello europeo"
    La MeMMT non si limita a questo (sul fatto che il sistema BCE-Euro sia peggiore anche del sistema Dollaro-FED sono d'accordo anch'io e l'ho scritto nell'articolo), ma cita gli USA come esempio di Stato a moneta sovrana, su questa affermazione non sono d'accordo in quanto la prima delle 3 caratteristiche di una moneta sovrana è la proprietà dello stato che la emette, mentre il monopolio di emissione del dollaro appartiene alla FED, che è un'istituzione ben diversa dallo stato!
    3) "La MEMMT è per una banca centrale pubblica che operi nell’interesse pubblico e che sia sotto il diretto controllo del potere politico"
    Io sostengo la necessità della totale abolizione delle banche centrali e della creazione diretta del denaro da parte dello stato per eliminare completamente il concetto del debito
    4) "La MEMMT è per l’abolizione dei Titoli di Stato poiché questi non svolgono la funzione di finanziare la spesa pubblica"
    Su questo punto sono d'accordo anch'io e a maggior ragione quindi sostengo la necessità dell'abolizione delle banche centrali

    Aggiungo inoltre che sul tema delle banche commerciali la MeMMT non approfondisce molto, mentre, come ho scritto nell'articolo, per me la riforma totale del sistema bancario è un tema strettamente collegato al recupero della sovranità monetaria perché ad oggi anche le banche cosiddette commerciali hanno il potere di creare denaro dal nulla (ad esempio ogni volta che concedono un mutuo) mentre a mio avviso tale funzione deve essere svolta esclusivamente dallo Stato. Ritengo che non affrontare questo argomento sia una piccola lacuna in una teoria economica

  • Redazione SollevAzione risponde:
    12 novembre 2013 16:09

    Segnaliamo ai lettori che fossero interessati a capirne di più:
    (1) Il Giudizio di Emiliano Brancaccio sulla MMT:
    Pregi e limiti della Modern Money Theory (MMT). Una critica costruttiva
    (2) La risposta di Warren Mosler:
    MMT: la risposta di Warren Mosler ad Emiliano Brancaccio

  • Andrea Ferri scrive:
    12 novembre 2013 16:24

    Dibattito davvero interessante.

    Se non mi sbaglio per la MMT la Federal reserve va presa a modello di banca centrale, poiché la MMT considera la Fed, non una banca indipendente come lo è la Bce, ma un organismo strumentale del Congresso e del Ministero del tesoro americano.
    E' davvero così?
    La Fed è davvero una banca di diritto pubblico? Ubbidisce alle decisioni politiche del Congresso? O non piuttosto ai banchieri?
    Non mi è chiaro.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    12 novembre 2013 16:59

    UNA DOVEROSA PRECISAZIONE

    Premettiamo che titoli e incipit agli articoli sono sempre a cura della Redazione.

    Ringraziamo Mario Volpi (esponente di Me-MMT) per le sue delucidazioni riguardo ai postulati della MMT.

    Confermiamo quanto da noi affermato nell'incipit all'articolo di Trinca: la Federal Reserve americana, non diversamente che dalla Bce, è una banca centrale privata. Non è né proprietà dello Stato ma dei suoi azionisti, nella maggioranza banchieri.

    La Fed non opera quindi nell'interesse pubblico ma in base all'interesse dei suoi proprietari e al criterio del profitto.

    Vero è che la Fed deve tener conto delle decisioni politiche centrali, delle compatibilità politiche; ma questo non ne fa una "banca pubblica". Infatti la Fed presta soldi al governo federale, ma solo in cambio di un interesse, lucrando a spese della collettività. Vale anche per gli ultimi "quantitative easing" di Bernanke.

    Prova ne sia che negli Usa esiste un movimento d'opinione che, difendendo l’articolo 1 della sezione 8 della Costituzione statunitense —esso recita che il Congresso è l’unica istituzione che può forgiare denaro e regolare il suo valore— ritiene la Fed un organismo illegale, e anticostituzionale la legge con cui la Fed venne fondata nel 1913 —il Federal Reserve Act.

  • Anonimo scrive:
    12 novembre 2013 17:18

    VIANDANTE
    Volevo domandare a Trinca con precisione cosa intende per "abolizizone delle banche centrali e creazione diretta del denaro da parte dello stato"
    Anche perchè su questo punto ci sono state parecchie diatribe. A a che fare qualcosa per caso con la teoria del signoraggio?

  • Alessandro Trinca scrive:
    12 novembre 2013 17:28

    Rispondo ora alle ulteriori osservazioni proposte da Mario Volpi…
    innanzitutto chiarisco un punto che forse è stato mal compreso: non ho mai sostenuto che debbano porsi limitazioni all’interesse dei cittadini di ricevere prestiti e/o finanziamenti per realizzare i propri progetti (tanto più se nell’interesse anche della collettività), ho affermato che deve cambiare il soggetto che esercita questa funzione perché il sistema attuale prevede la possibilità di creazione di denaro dal nulla da parte di soggetti diversi dallo Stato e a mio avviso è proprio questo il punto da cambiare. Io ho infatti scritto che “premesso che l’attività di concessione del credito è fondamentale nell’economia di un paese (oggi il cosiddetto credit crunch oggi sta soffocando tantissime attività produttive) […], l’attività di prestito attraverso nuova creazione di denaro (ad. esempio la concessione di mutui o le aperture di credito alle imprese ecc.) verrà svolta direttamente dallo Stato, attraverso Istituti pubblici.” Mentre le banche private “potranno concedere prestiti solo mediante l’utilizzo di capitale proprio, avendo quindi l’obbligo di mantenere una riserva del 100% o sottoscrivendo accordi con i propri correntisti che decidessero di partecipare all’attività di concessione del credito tramite i propri risparmi.” Vale a dire che se soggetti privati vogliono concedere prestiti, che poi vanno restituiti con gli interessi pena la sottrazione di beni reali, lo facessero rischiando capitale proprio o, al limite, rischiando i risparmi di quei correntisti che volutamente e coscientemente accettassero di partecipare a questo rischio (probabilmente ricevendone un compenso).
    Inoltre, seppur è vero che “le banche non obbligano i cittadini e le imprese a prendere prestiti”, non trovo difficoltà ad immaginare che in una situazione di recuperata sovranità monetaria, l’elite del potere finanziario farà di tutto per portare a nuovo collasso il sistema e, a mio avviso, un’ottima arma sarebbe quella di utilizzare le grandi multinazionali (di proprietà degli stessi azionisti delle banche) per chiedere grandi quantità di denaro in prestito che si andrà appunto ad aggiungere a quello creato dallo Stato anche nell’ipotesi di raggiunta piena occupazione, “inondando di liquidità il paese”. Quindi vediamo che il rischio che “possa esserci una domanda troppo elevata e che le banche si prestino a questa domanda” non è poi così remoto, anzi…
    E allora direi che se si trovasse un modo per eliminare alla fonte, o per lo meno per ridurre fortemente, questo tipo di rischio, sarebbe una cosa molto positiva!
    Riguardo infine al discorso della politicizzazione nell’attività di concessione del credito rispondo innanzitutto che tra questo rischio e i rischi legati alla logica del profitto (che implica concentrazione di capitale e di potere) preferisco il primo (pur non negandone l’esistenza). Aggiungo poi che il cittadino ha una possibilità di controllo maggiore sulla politica piuttosto che sulle attività delle multinazionali o dei grandi gruppi bancari. Detto ciò, concordo che in ogni caso servirà una grossa regolamentazione dell’attività di concessione del credito, magari ponendo al centro l’utilità sociale dell’attività per cui si chiede il credito.
    Ma in ogni caso, il potere di creare denaro a soggetti privati deve essere abolito!

  • Anonimo scrive:
    12 novembre 2013 18:17

    Ma perché tanti ci mettono ogni loro ingegno (quello di cui la Natura li ha dotati ovviamente) a dimenticare e ad ignorare le teorie e le parole profetiche del NOSTRO grande prof. Giacinto Auriti?

  • Alberto scrive:
    12 novembre 2013 18:50

    Mi limito a commentare un passaggio di Mario Volpi:

    "I depositi dei cittadini devono essere garantiti a 100% dallo Stato, pure se la banca è privata, come afferma la MEMMT, ed il denaro che le banche prestano non devono essere i risparmi di altri cittadini."

    Che c'è di "liberal" nel delegare un soggetto terzo, lo Stato, a garantire dai rischi un contratto privato, tra depositante e Banca privata? Nulla! Ma a me del criterio "liberal" non me ne po' fregà de meno. Quello che osservo è che effettivamente solo lo Stato può garantire il depositante, in qualità di prestatore di ultima istanza ed ancor più come guardiano istituzionale del sistema. E allora bando alle ipocrisie, togliamo di mezzo l'intermediario privato della gestione dei depositi, e relative movimentazioni.

    Per quanto riguarda la seconda parte del succitato passaggio osservo che se una Banca viene meno alla sua funzione di impiegare i risparmi privati per stimolare la produzione (in senso lato, intesa come funzionamento del sistema economico), non è più una Banca, e non serve a niente alla società, anzi la danneggia, come oggettivamente è sotto gli occhi di tutti, distorcendo il significato stesso di risparmio e con esso la stabilità sistemica (ed il senso del denaro).

    Tutti possiamo dire corbellerie parlando di moneta ed economia relativa, l'importante è riconoscerlo per avanzare nella comprensione e nella qualità delle proposte.

  • mario volpi scrive:
    12 novembre 2013 19:03

    Risposta alla prima risposta di Alessandro Trinca al mio primo commento

    La MEMMT è un programma di salvezza che propone dei cambiamenti per il nostro paese (l’Italia). In questo programma non vengono mai citati gli Stati Uniti come modello di paese a piena sovranità monetaria e tanto meno come modello da seguire. Per cui se si critica la MEMMT (o MMT) come scritto nel titolo, si dovrebbe criticare quel programma.
    Alcuni referenti economici che divulgano la MEMMT, nel presentare le differenze che intercorrono tra L’Italia e gli Usa, pongono i secondi tra i paesi a piena sovranità per le seguenti ragioni:
    - La FED sottostà al potere / controllo del Congresso
    - Il congresso non deve chiedere il permesso alla Fed per poter spendere
    - L’emissione dei Titoli non serve al Congresso per poter spendere
    - Prima il Congresso spende, e decide quanto e come spendere, poi la Fed acquista e vende i Titoli per manovrare il tasso d’interesse interbancario
    - Non è scritto da nessuna parte che il Congresso per poter spendere deve emettere prima Titoli di Stato e quindi reperire soldi tramite appunto il meccanismo d’emissione
    - È il Congresso che decide quanto e come spendere; la Fed esegue: si occupa quindi di accreditare ed addebitare i pagamenti decisi dal Congresso e far trovare il contante all’occorrenza se richiesto dal cittadino
    - Il Federal Reserve Act è stato approvato dal Congresso (anche se era il 25 o il 31 dicembre 1913) ed il Congresso può modificarlo.
    - Il tetto al debito pubblico è deciso dal Congresso ed il Congresso può modificarlo o addirittura rimuoverlo
    - Il fatto che la FED abbia il compito di creare fisicamente i dollari (credo sia tra le sue funzioni) non vuol dire che i dollari siano di proprietà della FED (sono titoli al portatore) né tantomeno che può emetterli a proprio piacimento indipendentemente da un precedente ordine o richiesta da parte del Congresso
    - Gli utili che realizza la FED sono decisi dal Congresso

    Ora, se tutto quello che ho scritto fosse vero ritengo di condividere l’affermazione che gli Usa sono un paese a piena sovranità monetaria. Tutto ciò comunque non è supportato da mie ricerche dirette ma lo deduco da ciò che afferma Mosler in alcune interviste.
    Ma se anche Mosler si sbagliasse oppure fosse in schifosa mala fede, sai spiegarmi Alessandro, qual è l’importanza di tutto questo discorso ai fini di ciò che la MEMMT, esistente solo in Italia, propone per la salvezza del nostro paese, visto che nel programma si richiede l’eliminazione dei Titoli di Stato, una Banca centrale pubblica nell’interesse pubblico e sotto il controllo del potere politico?

    continua...

  • mario volpi scrive:
    12 novembre 2013 19:06

    Te sei per la creazione diretta del denaro da parte dello Stato e per l’abolizione della Banca centrale. Quindi è il ministero del tesoro che poi creerebbe i soldi, accrediterebbe/addebiterebbe i c/c bancari, gestirebbe le riserve bancarie, regolerebbe l’attività delle banche (pubbliche o private che siano) e che quindi metterebbe in atto tutte quelle funzioni di cui si occupa una banca centrale? Quindi, immagino che, fisicamente, tutte queste operazioni si svolgeranno in un distretto oppure un ufficio oppure un dipartimento del tesoro. Okkei! questo distretto, dipartimento, ufficio, non lo chiameresti banca centrale ma gli daresti un altro nome. Quindi aboliresti la banca centrale per poi dar vita ad una struttura del tutto analoga alla quale poi, daresti un altro nome? Per me va bene, chiamiamola come cavolo ci piace, aboliamola e ricostruiamola dandogli un nome diverso; tuttavia ritengo che il suo nome corretto sia Banca Centrale e che non si possa prescindere da un istituto che svolga determinate funzioni al di là di come preferiamo chiamarlo.
    Se ti riferisci invece al meccanismo per cui lo Stato chiede in prestito i soldi alla BC e quindi si crea moneta debito, questo problema sarebbe comunque risolto dal fatto che non verranno più emessi titoli di Stato e quindi non avremo più dubbi sul fatto che lo Stato per spendere non ha bisogno della BC che gli presta i soldi.

    Affermi : “La MEMMT sul tema delle banche centrali non approfondisce molto”.
    La MEMMT è l’unica teoria economica che spiega quali sono le reali funzioni di una banca centrale, che spiega perfettamente cos’è la politica monetaria e quale funzione svolge, che spiega perfettamente cosa sia il denaro. In 5 anni di economia e commercio non ho mai incontrato nulla di più chiaro ed esaustivo. Credo che sia proprio il suo punto di forza!

  • Alberto scrive:
    12 novembre 2013 19:10

    Terzo intervento e poi mi taccio, ma questo argomento mi preme troppo.

    Concordo quasi tutto dell'articolo di Alessandro Trinca, ma non posso "lasciar passare" una cosa tanto rilevante quanto evidente: è impossibile (non giusto o sbagliato, ma proprio materialmente impossibile) impedire ai soggetti "privati" di creare denaro dal nulla.

    Faccio un esempio banale:
    Alberto chiede ad Alessandro una certa somma in prestito, come finanziamento di un lucroso progetto che consentirà ad Alberto di restituirgli la somma più lauti interessi. Dal momento stesso in cui il prestito diventa realtà, questi due amici hanno creato moneta, pari alla somma X prestata. Infatti Alberto ha in mano i contanti da spendere, mentre Alessandro non ha (ancora, nella peggiore delle ipotesi, quella di un default dell'impresa di Alberto) perso nulla dei suoi risparmi, perchè il contante prestato dalle sue tasche si è trasformato in credito, esigibile fino a prova contraria, ed anzi "cartolarizzabile" da subito, o semplicemente "cedibile" a terzi che lo pagano in contanti (dico contanti per capirci) dietro vero o presunto tornaconto percentuale.

    L'ho fatta lunga, ma spero di aver reso l'idea. La moneta fiduciaria (cioè tutta la moneta in circolazione) non potrà mai essere al 100% di un solo emettitore monopolista, lo Stato nella migliore delle ipotesi, ma lo potrà essere in larga misura, che potremmo battezzare "base monetaria onesta di nuova generazione". Questo sì fa la differenza in termini sistemici.

  • Alessandro Trinca scrive:
    12 novembre 2013 19:27

    Rispondo alla domanda di VIANDANTE:
    per creazione diretta del denaro da parte dello Stato intendo che il monopolio assoluto dell’emissione di tutto il denaro (metallico, cartaceo ed elettronico) deve appartenere appunto allo Stato, che quindi in nessun caso dovrà mai “acquistarlo” o “prenderlo in prestito” tramite l’emissione di TDS.
    In quest’ottica, l’affermazione della MeMMT secondo cui “il debito pubblico è il credito dei cittadini” dovrebbe essere sostituita con la seguente: “il denaro creato dallo Stato è il credito dei cittadini”. Questa è la reale e sostanziale differenza tra una moneta emessa a debito e una moneta emessa a credito!
    Riguardo al legame di questa tematica con il Signoraggio, la mia posizione è la seguente:
    concordo con i signoraggisti quando affermano che la moneta oggi non è sovrana proprio perché è stampata dalle BC in cambio di titoli di Stato; se la moneta fosse sovrana non sarebbe di proprietà delle BC ma degli Stati (2 classici esempi di moneta realmente sovrana sono i Greenbacks di Lincoln e le 500 Lire stampate in Italia da Aldo Moro).
    Più complesso è il discorso del reddito derivante da signoraggio… innanzitutto ricordiamo che per signoraggio si intende la differenza tra il valore intrinseco del denaro e il valore nominale dello stesso; infatti questo termine deriva dal periodo feudale, in cui le monete avevano un valore intrinseco (quello del metallo di cui erano fatte), ma il “Signore” nel coniarle utilizzava una quantità di metallo inferiore al valore nominale (cioè di facciata) che attribuiva alle monete stesse, trattenendo quindi per sé questa differenza che prendeva appunto il nome di signoraggio (cioè aggio per il Signore).
    Oggi, dal momento che il denaro non ha più un valore intrinseco (eccezion fatta per le monete metalliche ancora in circolazione che, guarda caso, sono l’unico tipo di moneta che viene emessa dagli Stati e non dalle Banche Centrali), la differenza tra questo valore intrinseco e il valore nominale è enorme (pensiamo ad una banconota da 100€ stampata al costo di pochi centesimi necessari a pagare la carta e l’inchiostro o addirittura a 100€ creati elettronicamente a costo zero!).
    I signoraggisti affermano che questa differenza (reddito da signoraggio) viene incamerata dalle Banche centrali (al momento dell’emissione primaria del denaro). In questo caso si parla di SIGNORAGGIO PRIMARIO
    Inoltre, poiché, come abbiamo già spiegato, anche le banche commerciali hanno il potere di creare denaro dal nulla (al momento della concessione del credito), la differenza tra il valore intrinseco di questo tipo di denaro e il valore nominale che viene richiesto al debitore prende il nome di SIGNORAGGIO SECONDARIO.
    Detto ciò, cerco di illustrare la mia posizione a riguardo…
    Io concordo sul fatto che non è assolutamente corretto che le Banche (sia centrali che commerciali) scrivano nel passivo dei propri bilanci il valore nominale del denaro che creano (come fanno ora), pareggiando poi il conto a zero al momento della restituzione dei prestiti concessi, perché a mio avviso nel passivo del bilancio vanno registrati i costi realmente sostenuti e quindi nella fattispecie pochi centesimi nel caso di stampa delle banconote e zero nel caso di creazione di moneta elettronica. In tal modo verrebbe evidenziato il guadagno realizzato al momento della restituzione del valore nominale di quanto concesso...

  • Alessandro Trinca scrive:
    12 novembre 2013 19:27

    …Tuttavia, molti obiettano che da un lato le Banche Centrali rigirano il reddito da signoraggio (primario) allo Stato mediante una sorta di “partita di giro” e dall’altro che al momento della restituzione dei prestiti alle banche commerciali il denaro viene distrutto senza che ci sia quindi un signoraggio (secondario) spropositato… secondo tali obiezioni dunque l’unico guadagno reale deriverebbe dagli interessi (nel signoraggio primario si tratta degli interessi sui TDS, nel signoraggio secondario si tratta del tasso richiesto sui prestiti erogati) ma non ci sarebbe tutto il profitto denunciato dai signoraggisti consistente nella piena differenza tra il valore nominale e il valore intrinseco del denaro.
    Su questo discorso andrebbero fatti molti approfondimenti (io per primo mi sono riproposto di arrivare a comprendere nel dettaglio come funzionano le “partite di giro” tra Stato e Banca Centrale e cosa accade al denaro al momento della restituzione dei prestiti alle banche commerciali), però alcune considerazioni si possono fare sin da ora:
    1) il meccanismo di creazione del denaro basato sui titoli di stato comporta che tali titoli vengano acquistati anche dalle banche commerciali o da speculatori finanziari i quali sicuramente non restituiranno i loro guadagni allo Stato tramite una “partita di giro”; inoltre le banche commerciali, per la loro attività di acquisto dei TDS, utilizzano denaro creato dal nulla dalla Banca Centrale a costo zero (o quasi) e concesso loro ad un tasso bassissimo (ad oggi per esempio la BCE ha fissato questo tasso allo 0,25%), mentre i titoli rendono circa il 4% ed ecco allora che il problema del Signoraggio Primario (che consente di concedere valori nominali molto elevati ad un costo reale praticamente nullo) diventa rilevante e come! Infatti il sistema bancario preso nel suo complesso (Banca Centrale + banche commerciali) si arricchisce enormemente senza praticamente sostenere costi.
    2) Ammesso e non concesso (ripeto, è un tema che va approfondito) che al momento della restituzione dei prestiti concessi dalle banche commerciali il denaro venisse effettivamente distrutto e che quindi l’unico guadagno reale fosse costituito dall’interesse (cosa che comunque ritengo totalmente ingiusta e antietica perché permette a qualcuno di chiedere un interesse su un qualcosa che si è letteralmente inventato dal nulla!), è comunque sicuramente vero che se il debitore non riesce a ripagare i propri debiti viene espropriato di beni reali. E allora ecco che anche il problema del Signoraggio Secondario è tutt’altro che irrilevante: a fronte di denaro creato dal nulla senza costi (o quasi) il debitore dovrà garantire il prestito ricevuto con beni reali di importo pari al valore nominale dello stesso!
    Quindi, in fondo, torniamo sempre al concetto fondamentale che ho cercato di esprimere con il mio articolo: la creazione del denaro deve avvenire senza debito e il monopolio di questa funzione deve essere attribuito in via esclusiva allo Stato!

  • Anonimo scrive:
    12 novembre 2013 20:40

    VIANDANTE
    Ringrazio Trinca per la risposta approfondita ed esaustiva. Confesso che sono molto scettico coi signoraggisti, perchè spesso le loro analisi sono improntate più sul pregiudizio che su un discorso razionale, del tipo: Mosler Ebreo, servo dei massoni, Barnard pagato dalla CIA, ecc....ecc....ecc....
    Tuttavia mi ritrovo vicino in questo caso alle posizioni di Mario Volpi, che giustamente fa notare, chiamiamola BC, chiamiamola Pippo, chiamiamola Topolino, non è che cambi assai alla fine. Non è nè una critica nei suoi confronti nè un'accusa da parte mia di signoraggismo militante nei suoi confornti, sia chiaro. E' che io sto studiando la MMT e penso, a parte alcuni elementi, quali ad esempio la tematica delle partite commerciali una buona teoria su cui poter impostare un progetto di politica economica.

  • Anonimo scrive:
    12 novembre 2013 20:44

    Poi bisogna vedere perchè fu varato il federal reserve act, visto che anche noi prima del 1895 o giù di li non avevamo una banca centrale ma tante banche che si facevano più o meno i fatti loro (vedi scandalo banca romana che portò nascita della BdI) e poi quando la BdI dipendeva dal Tesoro, quindi dallo stato, la pressione fiscale era al 30%, un sogno, altro che signoraggio

  • David Lisetti scrive:
    12 novembre 2013 22:04

    rispondo a sollevazione e ad Alessandro.

    1 la fed è una banca privata ma sottostà alle decisioni del congresso questo è chiaro,ulteriore prova ne è la nomina del presidente della fed che passa per il congresso

    2 La BoE è stata nazionalizzata post II guerra mondiale quindi ne dovremmo dedurre che questo garantisca che le sue politiche siano più efficienti rispetto alla FED,ciò non è vero se si comparano i dati aggregati di USA e UK

    3 La BoJ è una banca nazionale è recepisce le decisioni del governo anche se indipendente, lo possiamo constatare dalle ultime linee guide imposte dal premier Abe subito recepite dalla BoJ

    ----
    Sulle banche commerciali ci sono due alternative o pensiamo che la creazione monetaria si guidata da una logica squisitamente razionale o che tale creazione sia la conseguenza di cicli economici che partono sempre da uno stimolo esterno.
    La prima alternativa non è supportata da prove empiriche,la seconda è stata ampiamente descritta e documentata da Hyman Minsky nel F.I.H..

    Ognuno è libero di credere ciò che vuole, l'importante è non sottovalutare le evidenze che ne conseguono.

  • Alessandro Trinca scrive:
    13 novembre 2013 00:09

    ho letto con molto interesse tutti i commenti sin qui pubblicati e nei prossimi giorni risponderò anch'io ulteriormente con piacere! Vista l'ora mi limito semplicemente a rettificare un errore di Mario Volpi in una mia citazione:
    non ho scritto che "La MEMMT sul tema delle banche centrali non approfondisce molto", bensì che "La MEMMT sul tema delle banche COMMERCIALI non approfondisce molto”. Mario sa bene quanto io abbia studiato questa teoria, quindi non potrei assolutamente affermare la frase che mi ha attribuito (probabilmente nella fretta ha avuto una svista). Mentre confermo che nel programma non è previsto molto a riguardo della riforma del sistema bancario cosiddetto commerciale (cioè le banche che concedono mutui, prestiti ecc...) ed era questa la lacuna che volevo sottolineare con la mia affermazione.
    Buonanotte a tutti e a risentirci!

  • Franco Trinca scrive:
    13 novembre 2013 01:31

    Mi inserisco nella discussione cercando innanzitutto di illustrare il modello di Banca Centrale di proprietà esclusiva e totale dello Stato, evitando così l'equivoco attribuito ad Alessandro di chiamare con altro nome una "struttura statale di emissione e gestione della moneta e del credito".
    Infatti il problema non è di tipo terminologico, bensì di sostanza, come ben chiarito nell'articolo di Alessandro e nei numerosi commenti successivi di tutti.
    E la sostanza per me è la seguente: c'è una storia lunga e complessa dietro il MOSTRO DI POTERE FINANZIARIO che oggi sta divorando Stati, popoli, singoli esseri umani! Questa storia di ingegnerizzazione e concentrazione della finanza, è ricostruibile partendo almeno dal primo Medio Evo ( in realtà si potrebbe risalire indietro di alcuni millenni... altro che i 70 anni circa citati da Barnard nei libri con i quali presentò la MMT in Italia!)e vede soggetti individuali e "collettivi", già RICCHI E POTENTI, trovare nei meccanismi del prestito ad usura dapprima e poi nel moltiplicatore di ricchezza monetaria costituito dalla "riserva frazionaria" (=creazione di denaro dal nulla), quella leva potente per accelerare a dismisura la CONCENTRAZIONE DI RICCHEZZA E POTERE già in parte da loro stessi detenuta.
    Accanto al Potere finanziario e ad esso sempre più strettamente collegato (fino alla pressoché totale fusione attuale), troviamo ovviamente la concentrazione egemonica dei mezzi di produzione, e meccanismi di monopolio del commercio... fino alle attuali Multinazionali Mondialiste che, TUTT'UNO COL POTERE FINANZIARIO DELLE BANCHE SOVRANAZIONALI, progettano palesemente ed in parte già attuano, una vera e propria DITTATURA sugli Stati e sui popoli.
    La posta in palio che vedo, affrontando questa interessante discussione sul tema Moneta, Economia, Banche e Stato, è quindi la stessa sopravvivenza della Democrazia... anzi ancor più, della CIVILTA' UNMANA degna di questo nome e dei valori più alti che il pensiero etico gli attribuisce.
    Al di là di tanti "tecnicismi", quindi, nel disquisire sul tema moneta-finanza-economia secondo me dobbiamo tener presente con VERO SENSO DI RESPONSABILITA' ETICA da un lato i REALI RISCHI di agevolare la perpetuazione (o la rigenerazione) di un Sistema BANCARIO-FINANZIARIO-MONOPOLISTICO ineluttabilmente tendente alla CONCENTRAZIONE DI RICCHEZZA E DI POTERE REALE; dall'altro, viceversa, il ruolo centrale che una MONETA VERAMENTE SOVRANA ED ESENTE DA DEBITO ha nel garantire PROSPERITA' E DEMOCRAZIA alle Nazioni e ai popoli.
    Con questo spirito presento una chiara esposizione di un Sistema Bancario-monetario esente da debito e di proprietà esclusiva della COLLETTIVITA' ORGANIZZATA IN FORMA STATUALE... segue

  • Alessandro Trinca scrive:
    13 novembre 2013 08:32

    Dalla buonanotte al buongiorno!
    Cerco di dare una risposta che abbracci varie osservazioni poste…
    La prima questione riguarda l’operato delle banche centrali e in particolar modo della FED, che è stata più volte citata nei vari commenti (Andrea Ferri, Mario Volpi, David Lisetti)
    Posto che concordiamo sul fatto che ci siano varie differenze tra il sistema Dollaro-FED e il sistema Euro-BCE, io non credo assolutamente che la FED sottostia al potere del Congresso e che quindi possa essere considerata semplicemente come una sorta di Agenzia Governativa. Su questo argomento ho fatto uno studio piuttosto approfondito, ricostruendo tutte le tappe che hanno portato alla creazione di questa Banca e analizzando molto dettagliatamente i fatti che hanno portato all’approvazione del Federal Reserve Act.
    Chiunque può documentarsi sull’argomento per valutare se tutto sia avvenuto in modo trasparente e pacifico o se ci siano punti che potremmo definire per lo meno “oscuri” in questa vicenda.
    Cito inoltre un paio di affermazioni, che a mio avviso mostrano appunto come la FED sia tutt’altro che sotto il controllo del governo:
    1) Nell’enciclopedia wikipedia (non propriamente la fonte più complottista di questo mondo!) si legge che “La Fed viene considerata una banca centrale indipendente perché le sue decisioni non sono ratificate da alcun organo del potere esecutivo o legislativo.” - (http://it.wikipedia.org/wiki/Federal_Reserve_System)
    2) Ancora più significative le affermazioni contenute nel libro “Istituzioni e mercati finanziari” di Stanley G. Eakins (Preside East Carolina University College of Business), Giancarlo Forestieri (Professore ordinario alla Bocconi) e Frederic S. Mishkin (membro del Consiglio dei Governatori della FED dal 2006 al 2008): “Stanley Fischer, che è stato professore al MIT e in seguito vicedirettore del Fondo Monetario Internazionale, ha definito 2 tipi di indipendenza per le banche centrali: l’indipendenza strumentale, vale a dire la capacità della banca centrale di definire gli strumenti di politica monetaria, e l’indipendenza di obiettivi, cioè la possibilità della banca centrale d’impostare gli obiettivi politica monetaria. La FED gode di entrambi i tipi d’indipendenza ed è largamente esente dalle pressioni politiche che influenzano altri organismi governativi.” - cfr. “Istituzioni e mercati finanziari”, di Frederic S. Mishkin, Stanley G. Eakins e Giancarlo Forestieri, ed. Pearson Italia S.p.A. 2007, p. 190.
    Segue…

  • Alessandro Trinca scrive:
    13 novembre 2013 08:33

    …Quindi, quando parlo di abolizione delle banche centrali non ne faccio solo un discorso di terminologia, ma una questione di sostanza. Per capirci meglio, quello che io voglio abolire è l’emissione monetaria a debito per trasformarla in un’emissione monetaria a credito.
    Se infatti è vero che nel programma MeMMT è prevista l’abolizione dei Titoli di Stato (cosa che approvo pianamente) è altrettanto vero che in diversi passaggi resta in piedi il concetto del debito pubblico, ribadendo che non rappresenta un problema, mentre a mio avviso, come ho appunto scritto nell’articolo, questo non è del tutto vero.
    Infatti in un sistema monetario che prevede l’emissione a debito, a mio avviso non è corretto affermare che l’emissione dei Titoli non serve al Tesoro per poter spendere perché secondo me invece è proprio così: con il “Federal Reserve Act” del 1913 (l’Atto che ha istituito la FED), il Governo ha trasferito il monopolio legale di emissione della moneta alla Banca Centrale, mantenendo per sé esclusivamente la possibilità di coniare le monete metalliche (guarda caso quelle il cui valore intrinseco del metallo ne aumenta il costo di produzione rispetto alla moneta cartacea ed elettronica), per di più con alcuni vincoli di peso e diametro, come è spiegato qui: http://www.law.cornell.edu/uscode/text/31/5112. Per cui il meccanismo di spesa dello Stato avviene praticamente tutto a debito, in quanto ogni volta che viene ordinato alla FED di emettere un pagamento contemporaneamente il Governo deve emettere un titolo di stato.
    La mia proposta prevede invece che lo Stato crei direttamente la moneta che deve spendere, senza quindi che qualcuno la crei per lui e lo obblighi di fatto ad “acquistarla” indebitandosi.

    Vorrei poi rispondere brevemente all’osservazione di Alberto: quando dici che è impossibile impedire ad un privato di creare denaro dal nulla porti l’esempio di 2 amici che si prestano denaro tra di loro; ma in questo caso non c’è nuova creazione di moneta in quanto il prestatore presta qualcosa di suo (che quindi già esiste!), che poi dovrà essergli restituito.
    Quando invece sono le banche a concedere i prestiti non avviene questo (se così fosse vorrebbe dire che le banche prestano i soldi dei correntisti!), bensì accade che il denaro prestato venga inventato proprio nel momento della concessione del prestito. E’ questo che vorrei abolire.
    Spero di essere riuscito a spiegarmi meglio.

  • Franco Trinca scrive:
    13 novembre 2013 09:58

    UN MODO SEMPLICE E COERENTE D’INTENDERE LA SOVRANITÀ MONETARIA
    Partendo dal principio condiviso da tutti i partecipanti alla discussione, non c’è vera sovranità senza il controllo effettivo della moneta, necessaria per governare i processi di macro-economia entro cui si svolge l’attività produttiva della società, all’interno del Movimento si confrontano due principali “matrici teoriche” economiche- istituzionali su come sia meglio, o possibile, realizzare effettivamente tale principio di Sovranità statale ed economica.
    La questione principale ruota attorno a due nodi: NATURA GIURIDICA e PROPRIETÀ della Banca Centrale; RUOLO DELLE BANCHE SECONDARIE nell’architettura statuale e finanziaria.
    La posizione affermata anche da Movimento Societas, sostiene che la moneta, al momento della sua creazione, è di TOTALE PROPRIETÀ PUBBLICA e PRIVA DI QUALUNQUE FORMA DI DEBITO; la Banca centrale è “semplicemente” un Ente Statale che, in stretto coordinamento col Ministero del Tesoro e con l’attività di indirizzo economico del Governo, gestirà in regime di completo monopolio l’emissione monetaria, nei modi e quantitativi saggiamente finalizzati allo sviluppo delle potenzialità delle “forze produttive” nazionali e alla piena occupazione.
    Inoltre, accanto alla Banca Centrale Nazionale così riformata, ci sarà un sistema bancario di Stato totalmente pubblico che svolgerà con le sue succursali comunali tutte le funzioni di: raccolta e gestione del risparmio, credito alle aziende, alle famiglie e ai singoli cittadini, servizi di sportello vari, ecc..
    Specifico che, almeno per quanto riguarda Movimento Societas, tale funzione centralizzata dovrà essere “temperata” da una organizzazione federativa del nuovo Stato, più vicina quindi alle realtà locali e alle loro esigenze di sviluppo economico-sociale e che preveda anche la partecipazione istituzionale ai processi consultivi e decisionali delle categorie produttive e dei lavoratori.
    Eventuali banche commerciali e/o d’investimento private, con funzioni ben distinta e separate, avranno la possibilità di agire nel finanziamento di attività produttive, commerciali e anche private, ma con il preciso limite di utilizzare esclusivamente CAPITALI DI PROPRIETÀ, senza alcuna possibilità di sfruttare meccanismi di “riserva frazionaria” o comunque di “nuova creazione di denaro dal nulla”, cosa che fra l’altro corrisponderebbe al privilegio di “creare indebita ricchezza” con effetti inflattivi dovuti al moltiplicarsi di “potere d’acquisto” circolante, facoltà riservata esclusivamente allo Stato per finalità di Bene collettivo.
    Questa a noi sembra la forma più coerente di Sovranità monetaria, avente il pregio di prevenire alla radice il riformarsi di potentati finanziari capaci di mettere a rischio la democrazia, la sopravvivenza stessa della Nazione e del futuro sociale degli italiani; aggiungo che la riforma bancaria-monetaria non esaurisce la necessità di garantire una vera “democrazia economica e politica”, rimanendo sul tappeto la riorganizzazione del sistema produttivo (nei suoi vari comparti, dall’agricoltura all’industria, ecc..) in senso antiglobalista, avverso allo strapotere monopolistico delle multinazionali e fortemente radicato sul territorio nazionale per soddisfare le esigenze del mercato interno (senza ovviamente escludere le esportazioni). Lascio volentieri la risposta a chi vorrà illustrare con altrettanta serenità e chiarezza un diverso modo di intendere la Sovranità monetaria… tenendo conto (spero) della POSTA IN PALIO indicata nel mio precedente post: la Democrazia economica, politica e la prosperità dei popoli, minacciate, viceversa, dalla CONCENTRAZIONE DI POTERE ECONOMICO E DECISIONALE PRIVATO… che ineluttabilmente (la Storia e l’ATTUALITA’ drammaticamente lo dimostrano) evolvono verso POTENTATI FINANZIARI-ECONOMICI-INDUSTRIALI-GEOPOLITICI… perfino IDEOLOGICI-ESOTERICI ( e magari fossero seghe mentali da complottismo -ideologico!): http://www.youtube.com/watch?v=YUeocknHzxo

  • Alberto scrive:
    13 novembre 2013 10:32

    Grazie Alessandro per la risposta.

    "Il prestatore presta qualcosa di suo, che già esiste" fa pensare alle banconote che escono dalla tasca del prestatore. In realtà il prestatore presta qualcosa di nuovo, che non esisteva prima, che è la promessa di creare ricchezza insita nel progetto d'impresa del beneficiario del prestito. In una parola concede fiducia, del tutto "nuova" in quanto proiettata nel futuro (parlo dell'oggetto della fiducia) e relativa a qualcosa che al presente non esiste, ma si confida che esisterà.

    Ciò che esiste al presente è invece il credito certificato del prestatore, che è il nuovo denaro creato dal nulla. Certo non per sempre, ma fino al momento della restituzione, che può significare anni dopo. In tutto quel lasso di tempo la "doppia somma in circolazione" esiste eccome, e può liberamente passare di mano in mano più volte. E in quel periodo avvengono altre operazioni di prestito fiduciario tra privati, che sostituiranno la moneta aggiunta al sistema quando il primo prestito verrà saldato. E tutto questo senza considerare gli interessi, che sono ulteriore moneta aggiunta, questa volta senza limiti temporali di scadenza.

    La banca commerciale oggi fa la stessa cosa, o quasi, poichè tu dici giustamente che non estrae il denaro prestato dalla cassaforte, ma lo inventa lì per lì. In realtà questa differenza è legata al fattore moltiplicativo insito nel concetto di riserva frazionaria, che se fosse al 2% diventerebbe 50. La banca può, per legge autoreferenziale (BIS), prestare 50 volte le riserve depositate in BC, che provengono dai depositi dei correntisti, dai prestiti ricevuti dalla stessa BC, ecc. ecc. Le banche, in quanto gestori della moneta, si preoccupano che siano “soldi veri”, non da quale fonte provengano e quale ne sia la proprietà ultima.

    Quindi la banca attuale, dal punto di vista qualitativo, fa semplicemente in grande quello che il singolo privato, con molte più limitazioni, fa in piccolo. Cioè vende la fiducia propria basata su quella altrui. Vende speranze e ci lucra sopra, questo fa (quando è onesta).

  • Alberto scrive:
    13 novembre 2013 10:32

    Perciò la stragrande maggioranza della moneta FIAT (oggi la totalità) è fiduciaria, o "allo scoperto", o creditizio-cartolare, ecc.

    E' opinione diffusa (MMT) che siano i crediti a creare i depositi, e non viceversa, il che fa descrivere la moneta moderna come essenzialmente endogena, generata dalle esigenze sistemiche (il che non è vero, altrimenti non ci sarebbero o non funzionerebbero gli stimoli monetari di fonte BC).

    Il problema è allora chi sia il titolare della fiducia, della fonte stessa della moneta.

    E qui sono d'accordo con te, ovvero essendo essenzialmente una fiducia di tipo sistemico, visto che la maggior parte della moneta è "al portatore", cioè anonima e riciclabile all’infinito, il principale interprete (e responsabile) di tale fiducia sistemica dev'essere lo Stato (colui che rappresenta la collettività), cioè il contrario del "privato" (colui che priva la collettività di qualche cosa).

    Ma sarà sempre un rapporto di forza, una percentuale dell'unità riferita al circolante (concetto dinamico, non dimentichiamolo mai), altrimenti si scivola nel totalitarismo opposto (al liberismo sfrenato) dell'economia interamente pianificata da un centro di potere assoluto e monolitico.

    Oggi tentano di mettere in sicurezza le Banche tramite una soglia più elevata di "patrimonializzazione", concetto in linea con l'idea della Banca-Azienda (sempre privatizzabile in quanto tale), al posto della tradizionale regola della riserva frazionaria, che si è riconosciuto essere una semplice foglia di fico del tutto fasulla, indipendentemente dalle relative percentuali arbitrariamente fissate. La Banca intesa come agenzia pubblica che presta il servizio della gestione monetaria evidentemente non ha questo genere di problemi, che includono nel concetto di "patrimonializzazione" la questione tutta da sviscerare dei ruoli, della titolarità ultima dei "crediti", che si rifà in ultima analisi al concetto di “proprietà privata”.

    Un paradigma monetario veramente alternativo è quello che intendi tu, basato su una moneta che sì FIAT, dinamica, basata sui fondamentali dell’economia, ma essendo garantita dal sistema stesso, tramite l’Istituzione di Stato, ha un carattere di permanenza e di garanzia che le altre forme di moneta, comunque ammesse, non potranno mai avere. Non c’è ragione al mondo per far corrispondere tale massa monetaria di base con un corrispondente debito oneroso dello Stato.

  • David Lisetti scrive:
    13 novembre 2013 10:53


    "No, le riforme devono essere fondamentali. Devono raggiungere una scala Biblica, se non Babilonese: cancellare i debiti dei proprietari di casa, degli abitanti del Mediterraneo, degli irlandesi e degli islandesi; degli studenti e degli utilizzatori di carte di credito, e dei paesi poveri ad alto indebitamento(HIPC). Il peso dei creditori deve essere ridotto; devono essere costretti alla bancarotta, spazzati via. I truffatori devono essere perseguiti e puniti. La quota di reddito reale e ricchezza del 99% deve essere incrementata. Il potere dei neoliberisti europei deve essere sconfitto, con la dissoluzione o la ricostituzione dell'Unione Monetaria Europea. Lo "stato predatore" deve essere sostituto da un governo del popolo che opera per il bene pubblico."
    (R. Wray, economista mmt)

  • Anonimo scrive:
    13 novembre 2013 10:53

    mi spiace molto che questo notevole blog si presti a pubblicare post di pseudo teorie complottiste quali il signoraggio.. i signoraggisti pensano , anzi sono convinti , che Aldo Moro e Kennedy furono fatti fuori perchè avevano intenzione di nazionalizzare le banche centrali!.. rendiamoci conto del livello!.. il loro mentore , Auriti , era un'esperto di diritto di navigazione che si autoproclamò economista!.. io sono d'accordo di non fidarsi di economisti alla Boldrin , ma da qui a passare a lezioncine da parte di un professore di diritto della navigazione ce ne vuole!.. qualcuno ha mai sentito Brancaccio , Bellofiore , Graziani , Cesaratto , Mosler , Lee , Galbraith parlare di proprietà popolare della moneta e di signoraggio???.. sono complici del sistema perchè non ne parlano???. suvvià.. il mondo è complicato di suo , non abbiamo bisogno di complottardi professionisti...

    PS.. Auriti era un fascista dichiarato , militante del MSI.. questo doverebbe far drizzare qualche antenna..

  • Franco Trinca scrive:
    13 novembre 2013 12:52

    Rispondendo ad “Anonimo”: MI SPIACE MOLTO CHE QUESTO NOTEVOLE BLOG SI PRESTI A PUBBLICARE POST… DI ANONIMI MALEDUCATI E “PROVOCATORI”, che invece di contribuire al confronto argomentato e alla chiarificazione DEI CONTENUTI IN CIVILE E DEMOCRATICO CONFRONTO… cerchino di buttarla in confusione, in insulti ed in conflitto IDEOLOGICO… utile solo ai Potentati finanziari e monopolistici di cui –spesso- gli Anonimi Provocatori sono espressione, o inconsapevoli utili idioti!
    L'esperienza di anni di partecipazione ai dibattiti politico-sociali mi ha REGOLARMENTE MOSTRATO che, non appena la discussione arriva a mettere a nudo le contraddizioni del Sistema... arriva puntualmente qualche "Anonimo" a cercare di intorbidare le acque e avvelenare gli animi. STAVOLTA NON GLI VERRA' PERMESSO,perché in questo blog siamo tutti maturi e "vaccinati".
    Per chi vuole onestamente documentarsi sulle vere cause dell’omicidio di Kennedy e di Moro, offro due documenti per la riflessione:
    http://www.youtube.com/watch?v=LO9oGDT0Hqc
    http://www.effedieffe.com/index.php?option=com_content&task=view&id=2429&Itemid=152

  • mario volpi scrive:
    13 novembre 2013 13:52

    Chiedo scusa ad Alessandro per aver riportato una sua frase in maniera errata: ho letto banche centrali ma Ale aveva scritto commerciali!
    Riconfermo in toto quello che ho scritto al riguardo della chiarezza con cui la MEMMT spiega il funzionamento delle banche centrali, della politiche monetarie e fiscali e cosa sia il denaro. Ovviamente non è una critica ad Alessandro che non aveva mosso una critica in tal direzione.

    Quindi “sul tema delle banche commerciali la MeMMT non approfondisce molto”

    Oltre a c.ca 2-3 pagine del programma di salvezza MEMMT dedicate al settore bancario, la MEMMT ha prodotto un numero enorme di documenti sul funzionamento del settore bancario, sulla spiegazione del LTRO, Quantitative Easing, Target 2; ne linko alcuni qui affinchè tutti possano approfondire
    http://memmt.info/site/wp-content/uploads/2012/12/%C3%88-possibile-che-tasse-e-titoli-finanzino-la-spesa-pubblica-Kelton.pdf
    http://memmt.info/site/un-impianto-analitico-generale-per-lanalisi-delle-valute-e-delle-altre-merci-22/
    http://memmt.info/site/un-impianto-analitico-generale-per-lanalisi-delle-valute-e-delle-altre-merci/
    http://memmt.info/site/le-banche-oggi/
    http://memmt.info/site/sistema-bancario-finanza-e-teoria-monetaria-moderna/
    http://memmt.info/site/meglio-morire-soffocati-con-15-metri-di-terra-sopra-la-testa/
    http://memmt.info/site/la-spesa-a-deficit-101-parte-1/
    http://memmt.info/site/la-spesa-a-deficit-101-parte-ii/
    http://memmt.info/site/spesa-a-deficit-101-parte-3/
    http://memmt.info/site/come-hanno-fatto-i-paesi-del-sud-europa-a-indebitarsi-con-quelli-del-nord-europa/
    http://memmt.info/site/come-volevasi-dimostrare-la-commissione-europea-ammette-il-problema-e-il-debito-privato/
    http://memmt.info/site/il-complotto-del-signoraggio/
    http://memmt.info/site/che-cosa-non-sta-succedendo-in-giappone/
    http://memmt.info/site/perche-il-giappone-sta-sbagliando-tutto-spiegato-al-q-i-di-bersani/
    http://memmt.info/site/bene-per-le-azioni-meno-per-leconomia/
    http://memmt.info/site/la-moneta-da-sola-non-basta/
    http://memmt.info/site/certo-che-i-solid-non-crescono-sugli-alberi-mica-e-una-merce/
    http://vocidallestero.blogspot.it/2012/04/limportanza-di-minsky-parte-prima.html
    http://vocidallestero.blogspot.it/2012/04/minsky-spiegato-ai-non-addetti-ai.html

    Per confermare che questa teoria economica non trascura assolutamente questa tematica.
    Dato che si ritiene che la MEMMT non approfondisca molto sul tema delle banche commerciali, invito Alessandro e coloro che condividono questa critica alla MEMMT di indicarmi i vostri più ampi contributi rispetto a quello fornito dalla MEMMT sulla tematica in questione.

  • mario volpi scrive:
    13 novembre 2013 14:06

    aggiungo anche questo perchè lo ritengo importante ed attuale: http://memmt.info/site/da-dove-arriva-la-prossima-catastrofe-minsky-e-vissuto-per-nulla/

  • Franco Trinca scrive:
    13 novembre 2013 14:30

    Agli Amministratori del Blog: Spero non vogliate censurare la mia risposta al post di "Anonimo"
    Franco Trinca
    Movimento Societas

  • mario volpi scrive:
    13 novembre 2013 15:03

    altri interessanti articoli MEMMT sul settore bancario che posto semplicemente a fine conoscitivo

    http://memmt.info/site/la-sofferenza-crescente-in-spagna/
    http://memmt.info/site/nessuno-ne-parla-ma-mi-terrorizza-parte-ii/
    http://memmt.info/site/ancora-allarme-iv/

  • Anonimo scrive:
    13 novembre 2013 15:50

    ha perfettamente ragione alberto: la maggior parte della moneta la creano attori privati, è così da sempre. LA MONETA E' LA TESTIMONIANZA DI UNA PROMESSA riguardante una prestazione futura. se vi studiate il codice di hammurabi, 1800ac, sono già trattati derivati future, cambiali, tutto l'armamentario della finanzabruttakattiva esisteva già.
    ed esiste pure da sempre il "moltiplicatore monetario".
    la monetà quindi è credito/debito come cosa in sè, non nasce come numerario o per la comodità nello scambio.
    lasciamo perdere poi la confusione tra base monetaria e M3.
    ogni 14 anni M3 raddoppia? e allora??? il pil di quanto aumenta?
    negli usa negli ultimi 30 anni M3 (i cui 4/5 sono moneta creata da privati) è cresciuta esattamente quanto il pil nominale.
    tutte ste cose tipo riserva al 100%, debitokattivo, interessekattivo, signoraggio, mi puzzano tremendamente di anarcocapitalismo (scuola austriaca, libertarian) ovvero il peggior nazismo.

    poi una domanda per gli MMTers: eliminare il debito pubblico? e cosa volete fare coi detentori del debito pubblico?
    antonio.

  • Alessandro Trinca scrive:
    13 novembre 2013 16:02

    Spiego meglio l'affermazione "sul tema delle banche commerciali la MeMMT non approfondisce molto" perché ho espresso in modo poco chiaro un concetto che volevo esprimere, dando adito a fraintendimenti in qunato, come giustamente ha fatto notare Mario (che ringrazio per la sua rettifica) c'è molta documentazione a riguardo (che parltro in buona parte ho anche già letto).
    Quello che volevo dire è che la mia posizione si spinge oltre quella della MeMMT nel prevedere l'abolizione per le banche commerciali di creare denaro dal nulla come avviene ora. Ribadisco, così riprendo anche l'ulteriore risposta di Alberto: se io faccio un prestito ad un mio amico gli sto dando del denaro mio, quindi nel momento in cui glielo dò ho qualcosa in meno io e ha qualcosa in più lui, poi, quando me lo restituirà, tutto tornerà come prima. Quando invece si chiede un mutuo in banca, quest'ultima non presta denaro di sua proprietà ma se lo inventa in quel momento, quindi aumentà la quantità di denaro in circolazione (sia che si tratti di banconote che di moneta elettronica è il totale del circolante che in questo caso, a differenza del precedente, è aumentato). Io credo che lasciare questo potere a soggetti provati sia innanzitutto enormemente antietico e poi enormemente pericoloso perché consente al potere finanziario di detenere crediti (garantiti da beni reali) sulle persone a fronte di denaro inentato dal nulla di sana pianta!
    Quindi io non mi limiterei solo ad aumentare il livello di riserva frazionaria (come suggerisce Alberto) ma sarei molto più radicale nell'eliminare del tutto la possibilità di creare denaro dal nulla a qualsiasi soggetto diverso dallo Stato. Sarà quindi quest'ultimo a svolgere direttamente l'attività di prestito attraverso nuova creazione di denaro.

  • Sandro Pascucci scrive:
    13 novembre 2013 16:07

    avete ormai il TERRORE della sola parola "signoraggio". vi hanno intortato per bene.. non vi chiedete perché?

    esiste solo il signoraggio, ovvero:
    «il signoraggio è il potere di vita e di morte che ha sul popolo colui che (1) emette moneta in (2) regime di monopolio e con (3) il supporto del corso forzoso in (4) una società inconsapevole. si elimina la schiavitù cambiando uno dei quattro punti. la buona notizia è che puoi scegliere il punto che vuoi. io ho scelto il (4) perché era il più facile..» [sandro pascucci, 2008]

    per il resto:
    «La contro bufala del signoraggio»


    più semplice di così..

    ps: la MMT è una cagata.

  • Anonimo scrive:
    13 novembre 2013 16:24

    CVD!.. i teorici della teoria del complotto , denominata signoraggio , pensano che Aldo Moro e Kennedy furono uccisi perchè volevano rendere pubblica la banca centrale!.. la realtà è che sono semplici anarco-capitalisti un pò austriaci.. intrisi di dosi abbondanti di complottismo.. al giorno d'oggi è sicuramente più facile (e meno faticoso) credere al signoraggio piuttosto che studiare un pò di filosofia , un pò di economia e della buona politica.. è più facile dare credito alle fanta teorie di un militante del MSI , esperto in diritto della navigazione , che si vende come sapiente economista (Auriti).. siamo messi male..

  • Alessandro Trinca scrive:
    13 novembre 2013 18:30

    Come al solito devo constatare che esistono persone che, avendo poco da dire sui contenuti, aprono la bocca e le danno fiato solo per distogliere l'attenzione da un discorso che probabilmente non sono in grado di portare avanti, senza per altro avere neanche la decenza e il coraggio di metterci la faccia (bhé se non altro provano vergogna e pudore!).
    Penso che la risposta in merito alla domanda sul signoraggio posta da VIANDANTE sia stata molto articolata, evidenziandone e sviscerandone tutti gli aspetti (obiezioni incluse!), ad ognuno le proprie considerazioni...
    Detto ciò, non mi dilungherò oltre a rispondere a chi non porta contenuti ma parla solo a vanvera e a breve riprenderò il filo conduttore di questo intereessantimo dibattito, invitando tutti ad ignorare qualsiasi uscita che esuli dal confronto sul merito!

  • Alessandro Trinca scrive:
    13 novembre 2013 19:11

    Tornando appunto ai contenuti…

    Vorrei provare a farmi capire ancora meglio quando affermo che la questione cruciale non è tanto la proprietà della Banca Centrale, ma proprio la modalità di creazione del denaro.
    Infatti, anche nel caso in cui le quote di una BC siano di proprietà di Enti pubblici, può accadere (anzi accadeva proprio così) che l’emissione monetaria avvenga a debito.
    Per spiegarmi bene, prendo ad esempio il sistema che vigeva in Italia prima del 1981, da molti presentato come il miglior obiettivo raggiungibile nel caso si avesse la forza di riformare l’intero sistema monetario. Io credo invece che, pur riconoscendo che sarebbe già un ottimo risultato, l’obiettivo finale a cui tendere dovrebbe essere addirittura superiore e cioè l’emissione monetaria a credito!
    Infatti, anche prima del 1981 in Italia esisteva il debito pubblico, il quale, pur non rappresentando ancora un problema in termini di solvibilità per lo Stato (come accade invece oggi con l’Euro), a mio avviso già portava con sé le problematiche che ho evidenziato nell’articolo e cioè quelle legate alla concentrazione di denaro e di potere e all'obbligo implicito di continua espansione della base monetaria, che quindi di fatto viene sottratta al controllo governativo.

    Partendo da un altro documento (tra l’altro scritto in modo esemplare) tratto dalla MeMMT (http://arjelle.altervista.org/Economia/Pillole/Italia_pre81.htm) che descrive le modalità che utilizzava l'Italia per finanziarsi prima del 1981, ho fatto alcune riflessioni:
    nel documento si legge che "Prima del divorzio i canali di finanziamento del Tesoro presso la Banca d’Italia erano sostanzialmente due. Il primo era il cosiddetto Conto corrente di Tesoreria. Esso era un vero e proprio conto corrente bancario detenuto dal Tesoro presso la Banca d’Italia già a partire dal dopoguerra [...] I provvedimenti del 1948 prevedevano che ogni qual volta dalla situazione mensile della Banca d’Italia risultasse uno sbilancio a debito del Tesoro superiore al limite prestabilito la Banca stessa ne desse comunicazione immediata al Ministro del Tesoro per gli opportuni provvedimenti. Qualora l’indebitamento al Tesoro non fosse rientrato nei limiti di legge entro 20 giorni dalla suddetta comunicazione, la Banca d’Italia non doveva dare corso a ulteriori pagamenti di tesoreria fino a quando, a seguito di introiti o versamenti fatti dallo stesso Tesoro, lo sbilancio del conto corrente non fosse rientrato nel limite [...] In pratica, come ricorda l’attuale Presidente della Bce, Mario Draghi, il Tesoro aveva la possibilità di attingere a un’apertura di credito di conto corrente presso la Banca per il 14 per cento delle spese iscritte in bilancio il Tesoro poteva spendere sopra le proprie entrate utilizzando un ‘diritto di scoperto’ sul conto accentrato presso l’Istituto di emissione; diritto consentito fino al 14 per cento della spesa di bilancio. Il secondo canale di finanziamento del Tesoro presso la Banca d’Italia fu introdotto con la riforma del mercato dei Bot (Buoni ordinari del Tesoro) del 1975. A partire da quella data, come ricorda il solito Draghi, la Banca d’Italia si era impegnata ad acquistare alle aste tutti i titoli non collocati presso il pubblico, finanziando quindi gli ampi disavanzi del Tesoro con emissione di base monetaria”. Segue…

  • Alessandro Trinca scrive:
    13 novembre 2013 19:12

    …A me sembra che né l'uno né l'altro sistema di finanziamento corrisponda ad un accredito diretto da parte dello Stato nei conti correnti tramite creazione tout court di denaro: nel primo caso infatti si tratta di una linea di credito in scoperto di c/c che va ripianato con le entrate (quindi non c'e nuova creazione di denaro al netto, ma solo un anticipo di spesa, che peraltro ha un limite), nel secondo si tratta della classica emissione di TDS legati alla creazione di nuova moneta. E anche se, come ha spiegato Parguez, l'acquisto da parte della Banca d'Italia dei TDS "costituisce una semplice operazione contabile “fittizia”: “la quota di disavanzo che non è assorbita dalla vendita di obbligazioni [presso il mercato, nda] viene assorbita dalla vendita fittizia di tali obbligazioni alla Banca Centrale", il meccanismo di creazione del denaro legata all'emissione di TDS implica un indebitamento per lo Stato sicuramente almeno per la parte di titoli collocata sul mercato e poi, a guardar bene, anche sulla parte residuale acquistata dalla Banca Centrale in quanto, pur trattandosi di un debito con se stesso, sempre di debito si tratta (questo non lo nega neanche Parguez) e guarda caso questo debito ad un certo momento della storia è stato rinominato in una valuta diversa, diventando un debito reale!!!

    Io ritengo che la concessione ad un istituto terzo del monopolio di emissione della valuta costituisca una sottrazione (seppur non totale come nel caso dell'Euro) di sovranità monetaria allo Stato.

  • Alberto scrive:
    13 novembre 2013 19:46

    @Alessandro: "Quindi io non mi limiterei solo ad aumentare il livello di riserva frazionaria (come suggerisce Alberto) ma sarei molto più radicale nell'eliminare del tutto la possibilità di creare denaro dal nulla a qualsiasi soggetto diverso dallo Stato."

    Non ho affatto suggerito di aumentare il livello di riserva frazionaria. Questo concetto riguarda le banche attuali, e solo quelle. Una volta rese pubbliche per davvero, quindi soggette a regole di Stato e non di BIS o altre associazioni "private" o multinazionali, si può tranquillamente eliminare il concetto di riserva frazionaria, di capitalizzazione bancaria, di assicurazione dei depositi e tante altre diavolerie del genere, per sostituirle con regole semplici, dove la linea guida è che lo Stato garantisce la gestione della moneta come mezzo di scambio (ed in parte anche di risparmio) dall'A alla Z,emissione FIAT compresa, con obiettivi sociali dichiarati e condivisi democraticamente dai suoi cittadini.

    Forse ti confondi col fatto che la quota così emessa dallo Stato non può essere mai il 100% del circolante, se si ammette come lecito il prestito diretto tra privati, come ad es. la sottoscrizione di un prestito obbligazionario societario, che è anch'esso una forma di emissione di moneta FIAT (lasciamo stare Marchionne .... ha ha!)

    Ho capito la tua distinzione tra l'esempio di Alessandro, che tira fuori i "suoi" soldi dalla sua tasca per prestarli ad Alberto, rispetto alla Banca che accende un mutuo nuovo solo accreditando la cifra sul c/c del mutuatario. Ma questa differenza riguarda la Banca così com'è oggi, non c'entra nulla col concetto generale di moneta FIAT che è la giusta interpretazione del significato di denaro(al contrario di quanto pensava Von Mises).

  • mario volpi scrive:
    13 novembre 2013 20:21

    Noto con estremo piacere che Zibordi, economista finanziario che cura il sito cobraf.com, dopo aver criticato la MEMMT, e dopo aver cambiato idea sulla funzione del Quantitative Easing dando ragione alla MEMMT, compie un'altro nobile atto, riconoscendo che i Titoli di Stato non hanno la funzione di finanziare la spesa pubblica!
    http://www.cobraf.com/blog/

  • Anonimo scrive:
    13 novembre 2013 23:23

    Ciao Antonio,

    leggo i tuoi commenti sempre con interesse. Qualche "domandona" se me la concedi: cosa ne pensi della MMT ed in generale di questo articolo? Ciao e grazie!
    Lumumba

  • Anonimo scrive:
    14 novembre 2013 08:19

    @Pascucci, grazie per averci portato la luce con le tue illuminate parole (la mmt è una cagata) ci hai illumianto per davvero, loderemo per sempre la tua scenza. Lode a Calliope, lode ad Auriti, abbasso Marx Mordekay, Keynes Shlomo e Mosler Yeshua.

  • Alessandro Trinca scrive:
    14 novembre 2013 08:42

    Ringrazio molto Alberto per le precisazioni!
    Ovviamente il mio discorso era incentrato partendo dalla situazione attuale delle banche, concordo anch’io sul fatto che se realizzassimo le riforme di cui parliamo il sistema sarebbe completamente diverso!!!
    Per cui ovviamente in quel caso, essendo direttamente lo Stato (creando moneta fiat) a svolgere l’attività che attualmente è affidata a banche commerciali private, non ci può essere una riserva del 100%... mi era sfuggito che Alberto scriveva come se già avessimo tolto potere alle banche, magari caro Alberto!!!

  • mario volpi scrive:
    14 novembre 2013 10:00

    Ci tengo a precisare che l'articolo che Alessandro prende dalla MEMMT per spiegare cosa accadeva in Italia prima del 1981, ha soltanto la funzione di spiegare ai lettori ciò che accadeva prima del 1981. Quell'articolo ha quindi funzione descrittiva e non è assolutamente la proposta MEMMT per l'Italia che prevede l'eliminazione dei Titoli di Stato, e quindi la l'eliminazione della fittizia partita di giro contabile con la Banca Centrale e quindi sostanzialmente nulla di diverso dall'emissione a credito (o creazione dal nulla) che Alessandro propone.

    Aggiungo inoltre che, benchè nel programma di salvezza MEMMT, il conto “debito pubblico” mantiene questo nome che può trarre in inganno, gli unici economisti al mondo che, a mio avviso, propongono di chiamarlo diversamente sono appunto Warren Mosler e Forstater che propongono il nome di IRMA (Contabilità di gestione del tasso d’interesse interbancario – Interest Rate Maintenance Account).

    Quindi ribadisco che, tagliando tutto quello che è superfluo o marginale, la critica di Alessandro alla MEMMT può essere circoscritta al modello di banche commerciali da proporre ma che NON RIGUARDA quindi la proprietà delle banche poiché la MEMMT si limita ad illustrare al potere politico gli svantaggi che possono sorgere da una proprietà completamente pubblica ad una situazione in cui possano esistere anche banche con un 10% di capitale privato ed il restante 90% comunque pubblico. Ribadisco che in entrambe le soluzioni la MEMMT ritiene il settore bancario sia a tutti gli effetti una ramificazione del settore pubblico che opera nell’interesse pubblico. La scelta tra le due soluzioni rimane politica!

    Tornando invece su quella che ritengo essere l’unica vera critica di Alessandro alla MEMMT e che riguarda la possibilità del settore bancario di creare moneta debito, a mio umile giudizio, ritengo la proposta MEMMT più valida funzionale di quella illustrata qui.
    L’articolo di Alessandro è stato per me un interessantissimo momento di approfondimento per costatare ancora una volta che la MEMMT, pur rimanendo aperta a miglioramenti ed integrazioni , è estremamente valida e che le critiche che possono migliorarla devono ancora prendere forma (mia opinione!).

    Aggiungo che, se può risultare vero che il Programma di salvezza MEMMT poteva essere più specifico e approfondito in alcune parti, non bisogna dimenticare che fu scritto in due giorni approfittando della presenza dei tre economisti in Italia in occasione del secondo summit di Rimini.

    Ricordo inoltre che ancora oggi, rimane l’unico Programma di Salvezza Economica per l’Italia! Ed è importante anche ricordare che non fu scritto per essere approvato in Parlamento, bensì semplicemente per aprire gli occhi ai cittadini su certe problematiche e fargli comprendere che c’è una strada per uscirne! Nonostante quindi il target fossero i cittadini, il Programma fu scritto talmente bene da rispedire al mittente tutti i feroci attacchi di economisti competenti che servono questo maledetto sistema economico basato su assunti NEOCLASSICI, NEOLIBERISTI, NEOMERCANTILI!

  • Alessandro Trinca scrive:
    14 novembre 2013 10:07

    L’analisi della situazione italiana prima del 1981 mi ha portato a fare alcune riflessioni più approfondite in merito al processo storico che ci ha condotto all’attuale situazione di totale sottrazione di Sovranità per lo Stato.
    Se infatti di punto in bianco ci avessero detto “da domani voi non avrete più la vostra sovranità monetaria, perché vi sarà espropriata in favore di un soggetto privato che deciderà al posto vostro riguardo alla vostra politica economica e che vi costringerà ad adottare estenuanti misure di austerità e a privarvi di tutti i vostri beni” credo che un minimo di protesta ci sarebbe stata!
    E allora ritengo un’elite di potere finanziario che avesse voluto portarci in questa condizione, avrebbe realizzato questo progetto a tappe, quindi:

    - innanzitutto creando un’istituzione, chiamata Banca Centrale, alla quale affidare il monopolio dell’emissione del denaro al posto dello Stato. Ovviamente all’inizio questa banca avrebbe dovuto essere di proprietà pubblica, tuttavia sin dall’inizio sarebbe stato previsto che il suo capitale fosse diviso in quote, così da consentirne in futuro l’acquisto da parte di qualsiasi soggetto. E fin da subito sarebbe stata appunto questa banca (e non lo Stato) a creare il denaro dal nulla, mentre quest’ultimo avrebbe dovuto emettere dei titoli di debito pubblico.
    Ovviamente in questa fase i pericoli di tale debito non sono ancora palesemente manifesti, tuttavia sono già latenti!

    - in una seconda fase, svincolando l’operato della Banca Centrale dal suo rapporto con il Governo… vi dice niente il divorzio Stato-Banca d’Italia del 1981?

    - quindi, trasformando completamente la Banca Centrale in un Istituto del tutto privato (oggi molte Banche Centrali sono S.p.A.), completando quindi il processo di separazione tra questa e lo Stato

    - infine, arrivando appunto alla totale sottrazione di sovranità tramite la ridenominazione del debito pubblico creato nelle fasi precedenti in una nuova valuta, totalmente fuori dal controllo degli stati, ed attribuendo il completo monopolio sulla creazione, il controllo e la gestione del denaro ad un Ente sovranazionale, che risponde solo a se stesso ed ha il potere di mettere in ginocchio i Paesi e le loro popolazioni… vi dicono niente l’Euro e la BCE?

    Nel mentre, ovviamente non avrebbe guastato una legge che abolisse la separazione tra le banche che si occupavano della gestione del risparmio dei cittadini e quelle che invece facevano attività finanziaria speculativa!

    Quindi, a mio avviso, quando si ragiona di come riportare la Sovranità monetaria nelle mani dello Stato, non si può prescindere dal comprendere questo percorso nella sua totale unicità ed interezza, sostenendo che il ritorno ad una delle tappe precedenti (di un progetto unitario) possa essere la soluzione finale.
    Secondo me è assolutamente necessario debellare il male alla fonte, perché altrimenti prima o poi tornerà inevitabilmente a manifestarsi in tutta la sua pienezza!

    Uno studio analogo (e molto più approfondito) l’ho fatto per analizzare il processo storico che ha portato alla creazione della Federal Reserve negli Stai Uniti. Se la redazione lo ritenesse opportuno, non avrei alcun problema a rendere disponibile la ricerca (peraltro realizzata partendo da due documenti principali che per onestà intellettuale ho voluto indicare anche a margine del testo stesso)

  • Redazione SollevAzione risponde:
    14 novembre 2013 11:33

    Me-Mmt e problema politico

    Importantissima ed esemplare la discussione che si va svolgendo in coda all'articolo di Alessandro Trinca, con le puntuali precisazioni di Mario Volpi.

    Le questioni trattate: natura e funzione (1) della moneta, (2) del debito pubblico, (3) della Banca centrale (4) del sistema bancario nel suo complesso; non possono essere lasciate ai cenacoli bocconiani, debbono diventare, per quanto molto complesse, oggetto di dibattito pubblico.

    Non fosse che per questo si deve dire grazie alla Mmt.

    Proprio perché questioni molto complesse vanno trattate come ogni altro argomento di scienza, sottoponendo a verifica ogni enunciato, con onestà intellettuale, con spirito costruttivo di ricerca della verità.

    Ci permettiamo di rivolgere una domanda all'amico Mario Volpi e alla Me-Mmt.

    Volete fermarvi alla divulgazione della vostra dottrina? O pensate che debbano essere unite nella lotta tutte le forze antagoniste e del cambiamento disposte ad uscire dall'euro-dittatura? Oppure, addirittura, vi illudete, che possano essere convinti e portati dalla nostra parte i politicanti di regime che hanno supinamente avallato ogni passaggio che ci ha portato sull'orlo dell'abisso?

    Noi pensiamo sia ora di trasformare in iniziativa politica, in piattaforma politica le cose che abbiamo con tanta fatica imparato.
    Larghe masse di cittadini, dati gli evidenti limiti culturali, non potranno mai comprendere tutte le sofisticate implicazioni dell'economia politica. Bisogna semplificare, senza per questo volgarizzare, allo scopo di dare coraggio al popolo italiano, di convincerlo che non solo c'è l'alternativa alla catastrofe, ma che esistono uomini e donne in grado di prendere in mano la guida del Paese.

    Senza un passaggio deciso al piano dell'iniziativa politica e della lotta rischiamo di ammuffire nei nostri circuiti.

    Moreno Pasquinelli

  • mario volpi scrive:
    14 novembre 2013 13:25

    In risposta a Moreno (Pasquinelli)

    Premetto che gli attivisti MEMMT hanno l’unico obbiettivo di portare a conoscenza di cittadini, associazioni, movimenti, partiti, sindacati etc, gli studi e le implicazioni della MEMMT sulla realtà sociale ed economica che li circonda.
    Nostro obbiettivo non è sponsorizzare la MEMMT, ma aumentare la consapevolezza di chiunque su determinate tematiche economico/finanziarie.
    MEMMT è soltanto un nome con il quale veicolare tutto questo materiale che riteniamo di importanza fondamentale per il nostro futuro.

    Detto ciò Moreno, ora parlo a titolo personale.

    Non credo che ci sia in atto una lotta tra le forze del bene e le forze del male. E non ritengo che noi siamo i buoni e loro i cattivi. Il sistema è il risultato dei singoli comportamenti che mettiamo in atto ogni giorno. Il fatto che l’atomo funzioni come il sistema solare dovrebbe farci pensare che la realtà è frattale.

    Quindi se io faccio i miei interessi e me ne sbatto del bene comune e della realtà che ho intorno e penso solo ai cazzi miei, poco danno arreco agli altri. Se una multinazionale o un politico agiscono nella stessa maniera il risultato è decisamente diverso ed il danno per la collettività è ben superiore.

    Tutto questo per dire che l’unico modo per cambiare veramente le cose è AUMENTARE LA CONSAPEVOLEZZA dei cittadini sulla comprensione della realtà che li circonda e quindi spiegare cosa è il denaro, cos’è veramente la ricchezza (il soddisfacimento dei bisogni derivante da beni e servizi reali e non la ricchezza finanziaria), come può funzionare il sistema economico/finanziario per il perseguimento del benessere della collettività.

    Temo che creare nuovi movimenti politici consapevoli, senza la consapevolezza dei cittadini, sia inutile.

    Temo che uscire dall’euro senza una proposta condivisa su quello che si deve fare dopo sia dannoso.

    Temo che uscire dall’euro senza applicare la MEMMT sia dannoso;

    è fondamentale infatti non far leva sulle svalutazioni monetarie, non far leva sulla compressione dei salari e degli stipendi reali, non far leva sulla massimizzazione del gap tra esportazioni ed importazioni, non far leva sui capitali esteri svendendo tutte le ricchezze reali che oggi ancora possediamo! È fondamentale invece espandere i deficit pubblici per finanziare piani di investimento pubblico di medio/lungo periodo, per finanziare Piani di lavoro garantito per il perseguimento della piena occupazione, limitare attraverso una fortissima regolamentazione il comportamento predatorio delle multinazionali e limitare la speculazione finanziaria (o addirittura renderla illegale!) attraverso una strettissima regolamentazione del sistema bancario.

    Quindi di certo non puntiamo sulla conversione dei partiti esistenti ma riteniamo che, una volta consapevolizzati i cittadini, sarà talmente conveniente per qualsiasi partito politico (nuovo o vecchio) promuoverla per ottenere voti che a quel punto diventerà importante fare luce su chi finge di volerla applicare, su chi la applica male, ed allo stesso tempo mettere in risalto chi la propone correttamente.

    Detto questo, sempre a titolo personale, appoggerò chiunque nel frattempo si muove in questa direzione.

    Tuttavia il gruppo MEMMT deve sempre rimanere apolitico perché ciò è necessario per essere credibili nei confronti dei cittadini e soprattutto perché la MEMMT dovrà diventare uno strumento per tutti i partiti, da modellare in base alle prerogative di ciascuno.

    Aggiungo che non valuto negativamente chi si muove nella direzione da te indicata! È bene che ognuno si muova nella direzione che ritiene più opportuno;

    esistono percorsi diversi anche per ottenere un obbiettivo comune e condiviso

  • Anonimo scrive:
    15 novembre 2013 11:32

    volpi,
    io vivo in brasile.
    1) qua e in mezzo mondo nel 98 si uscì dalla dollarizzazione senza se e senza ma (sono più intelligenti di noi), risultato: crescita alla grande, disoccupazione ai minimi, benessere della gente moltiplicato, debito abbassato.
    2) i capitali esteri, se vengono per impiantare NUOVE attività, sono positivissimi.
    3) statalizzare tutto? bisogna vedere, perchè se al lucro del privato si sostituisce il furto dell'amministratore pubblico, cosa cambia? una certa gestione "aziendale" dello stato ci vuole, BASTA impiegare 100 per produrre 80! BASTA che io lavoro e le mie tasse vanno in tasca al funzionario dell'ospedale che compra le siringhe a 2 euro mentre potrebbe comprarle a 30 cent.
    4) comportamento predatorio delle multinazionali? qui in brasile la ford paga salari DOPPI rispetto ai padroni locali. globalizzazione e delocalizzazione hanno fatto solo che BENE alle classi lavoratrici dei paesi presunti "predati". glielo dicevo già 15 anni fa ai compagni noglobal... e che la globalizzazione sarebbe andata in culo a NOI... ma loro erano noglobal per difendere i poveri del 3°mondo da noi... roba da oggi le comiche.
    antonio.

  • Angelo Casali scrive:
    15 novembre 2013 22:38

    Falso problema in questi anni gli stati hanno finanziato le banche perché non fallissero, andavano lasciate fallire e nazionalizzate

  • Andrea Rossi scrive:
    16 novembre 2013 07:14

    interessantissimo dibattito...

    sono convintissimo che sia Alessandro Trinca che Mario Volpi come ministri dell'economia farebbero del bene al paese sia per le loro politiche economiche sociali e sopratutto per l'onesta personale(penso di conoscerli entrambi abbastanza bene)

    il problema nasce quando bisogna fare i conti con il " POTERE DEL DENARO". Questo potere è difficilissimo gestirlo con formule matematiche o politiche monetarie sociali, prima o poi questo potere prenderà il sopravvento

  • mario volpi scrive:
    16 novembre 2013 13:07

    Antonio

    La MEMMT non prevede la statalizzazione di tutto!

    La MEMMT non vieta gli investimenti esteri se questi non sono finalizzati alla depredazione delle ricchezze reali e strategiche di un paese.

    La globalizzazione e delocalizzazione positive? non ho dati relativi al Brasile ma posso dirti che l'Italia negli ultimi 12 anni ha visto aumentare l'indebitamento delle famiglie del 140%, i risparmi privati sono passati dal 22% al 5_6%, hanno chiuso i battenti 93.000 attività solo nel 2012, la disoccupazione è al 13% quella ufficiale ed al 40% quella giovanile. Ora la causa di tutto ciò è da ricercare nell'Euro, nelle politiche di austerità, nei limiti all'espansione dei deficit pubblici e nell'applicazione dei dogmi economici neoclassici e neoliberisti.

    Riguardo al Brasile mi permetto di far notare una cosa: credo che sia tra i primi 5 paesi al mondo per ricchezze reali, popolazione, estensione del territorio; ma credo che non sia tra i primi 5 per benessere della popolazione ed indice di sviluppo umano... il PIL, anche se elevato, non è la misura del benessere di una nazione per cui credo che il Brasile, benchè ipotizzo che la situazione sia migliorata di molto, vive al di sotto delle proprie potenzialità.

    Ti faccio notare inoltre che se è vero ciò che affermi, il Brasile è cresciuto economicamente da quando ha rinunciato alla dollarizzazione e quindi da quando ha recuperato la piena sovranità monetaria (tasso di cambio flessibile)!

  • Alberto scrive:
    16 novembre 2013 13:08

    Dice Mario Volpi:

    "1)non far leva sulle svalutazioni monetarie,
    2)non far leva sulla compressione dei salari e degli stipendi reali,
    3)non far leva sulla massimizzazione del gap tra esportazioni ed importazioni,
    4)non far leva sui capitali esteri svendendo tutte le ricchezze reali che oggi ancora possediamo!
    5)È fondamentale invece espandere i deficit pubblici per finanziare piani di investimento pubblico di medio/lungo periodo, per finanziare Piani di lavoro garantito per il perseguimento della piena occupazione,
    6)limitare attraverso una fortissima regolamentazione il comportamento predatorio delle multinazionali
    7)e limitare la speculazione finanziaria (o addirittura renderla illegale!) attraverso una strettissima regolamentazione del sistema bancario."

    Ottima base di discussione, non vangelo di riferimento.

    Tutto da discutere soprattutto il punto 1) e 5).

    Ho visto ieri sera il film "The Brussels business", commentato poi da uno degli autori.

    Ci sono in quella piccola città di provincia 15.000 lobbisti che interfacciano sistematicamente i 26.000 euroburocrati, dettando le leggi alla Commissione Europea.

    Non basta evidentemente abbattere l'euro come simbolo di questa realtà, avallata dai politici sotto ricatto di delocalizzazione del 70% del PIL europeo.

    E non è certo la Ford brasiliana a poterci convincere della "bontà" della globalizzazione così interpretata.

    Questo per dire che ci troviamo a combattere un mostro planetario che non esiste perchè esistono pochi CEO criminali, ma esistono pochi CEO criminali perchè questo mostro esiste, e del suo "latte" tutti ci abbeveriamo.

    Gli USA credono di aver "risolto il problema" con la legge sulla trasparenza delle lobbies, ed il colmo è che perfino da noi qualcuno ci crede, come gli autori del film.

    Questo per dire qual'è la voragine che ci separa dalla soluzione del problema. Per questo l'approfondimento teoretico ed ideologico (o contro-ideologico visti i rapporti di forza culturali), è fondamentale.

    Chianciano assomiglia così alle Termopili. Coraggio!

  • Anonimo scrive:
    16 novembre 2013 15:02

    "In conclusione affermo che non può e non deve esistere un meccanismo che permetta ad alcuni soggetti di interferire con la piena sovranità monetaria dello Stato, perché altrimenti questi soggetti comanderanno il mondo».
    Con questa lapidaria citazione (non mia, ovviamente) ne proferirò un'altra a proposito della questione "signoraggio", questa: "Chi tocca i fili muore". Confesso che nonostante i chilometrici interventi, la questione monetaria sarebbe anche abbastanza semplice : "la moneta va coniata da chi ha il potere politico di uno Stato per il vantaggio dello Stato e quindi, dei cittadini TUTTI.
    Stimo grandemente la limpidità delle argomentazioni di Pascucci e di Auriti con i quali sono pienamente d'accordo.

  • Anonimo scrive:
    17 novembre 2013 01:53

    volpi,
    1) io ho detto " globalizzazione e delocalizzazione hanno fatto solo che BENE alle classi lavoratrici dei paesi presunti "predati". glielo dicevo già 15 anni fa ai compagni noglobal... e che la globalizzazione sarebbe andata in culo a NOI"
    2) sono espertissimo di dati economici di tutti i paesi del mondo e quindi anche dell'italia. la globalizzazione ha fatto male all'italia e l'euro c'ha messo il carico da 12. nessuno più di me è antieuro, senza se e senza ma (al contrario dei qui scriventi compagni che di se e di ma ne hanno parecchi).
    3) circa il brasile (e il resto degli emergenti), nessuno più di me ha sempre affermato ciò che dici nell'ultima frase.
    poi certamente vive al di sotto delle sue possibilità, ma ti assicuro che prima della globalizzazione (permessa dalla svalutazione del 98) stava infinitamente peggio. non è nelle prime posizioni in sviluppo umano ma non lo sarà MAI, a causa di condizioni culturali che esulano dall'economia e dalle kattiverie delle multinazionali.
    il fatto che sono scientifici nel lavorare come bradipi o nel non lavorare proprio e preferiscano ballare tutta la notte come ossessi (esempio) non è certo cultura europea. piacevole la cultura del divertimento ma pagata con pigrizia e odio per la responsabilità che producono danni incalcolabili.
    certe cose vanno dette, per depurare le menti dei compagni dalle solite mitologie visionarie secondo le quali è sempre tutto colpa nostra.
    antonio.

  • Anonimo scrive:
    17 novembre 2013 10:02

    anonimo 15.02,
    studiate la STORIA: la moneta è ENDOGENA, per la maggior parte sono i privati cittadini che la "coniano" quando decidono di contrarre prestiti.
    statalizzare completamente le decisioni sulla moneta è IM-POS-SI-BI-LE.
    auriti non ha capito na mazza, drogato com'è dall'odio nazista per il credito.
    ora... bagnai se su un argomento concorda con un leghista è leghista (secondo molti qui scriventi), se qualcuno su un argomento concorda con auriti cos'è?
    antonio.

  • Anonimo scrive:
    17 novembre 2013 13:37

    Applausi a Trinca che si esprime senza contorsionismi concettual-verbali caratteristici di vari dott. Dulcamara dell'economia.

  • Alessandro Trinca scrive:
    17 novembre 2013 18:12

    Rispondo a Mario Volpi quando afferma che le critiche che possono migliorare la MeMMT devono ancora prendere forma…

    Premesso che ritengo la MeMMT una buona teoria economica (addirittura ottima per alcune proposte, su tutte quella dei Piani di Lavoro Garantiti), che su molti aspetti mi ha insegnato a comprendere i meccanismi dell’economia degli Stati (esemplare è il concetto che in uno Stato a moneta sovrana le tasse non servono a finanziare la spesa pubblica!) e che da oltre 2 anni frequento e collaboro assiduamente con il Gruppo Territoriale MeMMT Umbria (insieme a Mario stesso), ritengo che, dopo aver approfondito molto questa teoria, alcuni aspetti da aggiustare siano stati evidenziati. Nel mio articolo ho cercato di illustrare i principali di questi aspetti, che ora brevemente riassumo:

    1) pur essendo presente nel Programma l’abolizione dei Titoli di Stato, la MeMMT non fa sufficientemente chiarezza sul concetto di sovranità monetaria in quanto:
    - attribuisce questa caratteristica a Stati la cui emissione monetaria è monopolio di Banche Centrali Private e quindi, pur affermando che la prima caratteristica di una moneta sovrana è la proprietà dello Stato che la emette, NON distingue tra una situazione in cui la proprietà della moneta appartiene appunto allo Stato ed una in cui appartiene ad un’istituzione privata (tipo la FED);
    - NON evidenzia tutti i pericoli legati all’esistenza del “debito pubblico”, limitandosi ad affrontare esclusivamente la questione della solvibilità dello Stato, tralasciando tutti gli aspetti legati alla concentrazione di denaro e di potere;
    - NON analizza nella sua interezza il meccanismo che ha condotto l’Italia alla totale sottrazione di sovranità, in quanto afferma che, esclusi i periodi in cui il Paese ha aderito al “Serpente monetario” e allo “SME”, prima dell’Euro l’Italia è stata sempre dotata di piena sovranità monetaria; a mio avviso invece, come ho scritto in un precedente post, siamo arrivati alla condizione attuale per tappe e “non si può prescindere dal comprendere questo percorso nella sua totale unicità ed interezza”

    2) NON affronta il problema legato alla possibilità delle banche private di creare denaro dal nulla, limitandosi ad affermare che, trattandosi di un credito correlato ad un debito (ad es. i soldi ottenuti tramite un mutuo che devono essere restituiti), il saldo finale rimane invariato.
    Anche in questo caso, quindi, non affronta tutti i problemi legati alla concentrazione di denaro e di potere, nonché alle possibili ricadute inflattive di un sistema che permette a più soggetti di creare la moneta dal nulla.

    Non mi dilungo troppo nei dettagli delle 2 questioni, in quanto ho già ascritto molto nell’articolo e nei commenti precedenti…
    Segue…

  • Alessandro Trinca scrive:
    17 novembre 2013 18:13

    …Infine, collegandomi anche all’osservazione fatta da Moreno Pasquinelli, che condivido in pieno, altra grandissima ingenuità che rilevo nel movimento MeMMT è quella di illudersi che il programma proposto possa essere attuato dai “politicanti di regime che hanno supinamente avallato ogni passaggio che ci ha portato sull'orlo dell'abisso”!

    Questo perché sappiamo bene che uno strumento, anche se fosse il migliore, se dato nelle mani sbagliate può provocare danni irreparabili!
    Ancora di più se si tratta di uno strumento che NON cancella tutte le armi utilizzate fino ad oggi per concentrare il potere nelle mani di una manciata di soggetti.
    Quindi non sono assolutamente d’accordo quando si afferma che la MeMMT sia uno “strumento per tutti i partiti, da modellare in base alle prerogative di ciascuno”, se con questo si vuole intendere che da tutti sarebbe usata come mezzo per realizzare il Bene della Società: se penso alle prerogative di ciascuno dei partiti attuali mi viene in mente uno scenario esattamente opposto!

    E quindi, concordo con Mario quando afferma che “creare nuovi movimenti politici consapevoli, senza la consapevolezza dei cittadini, sia inutile”, ma a lui vorrei dire che anche aumentare la consapevolezza delle persone senza che ciò poi si traduca nel tentativo di assumere quelle posizioni istituzionali che permettano di attuare concretamente le idee proposte è altrettanto inutile!!

    In conclusione ritengo che, partendo dalla base di programma che ritengo molto positiva, se la MeMMT aprisse un po’ i suoi orizzonti sia intermini di contenuto che in termini di dialogo socio-politico, potrebbe realizzare il suo scopo dichiarato di attuare un programma di salvezza per l’Italia in maniera molto più efficace!

  • Zio Dom scrive:
    17 novembre 2013 21:20

    Interessantissimo dibattito in cui sono state sviscerate molto bene le varie posizioni e non c'è da aggiungere molto altro.
    Mi permetto di fare solo un paio di appunti:
    1) Ad Antonio del Brasile. I capitali esteri possono temporaneamente creare benessere ma non va mai sottovalutato il fatto che poi sono destinati, in un regime di libero mercato e di circolazione libera di capitali, a lasciare dietro di se terra bruciata e disoccupazione.
    Le multinazionali oramai da trent'anni delocalizzano e si spostano da una parte all'altra del pianeta investendo dove è più conveniente. Se la crescita del Brasile è basata sull'apporto di capitali esteri, prima o poi i nodi verrano al pettine e vedrai che saranno costretti o a porre delle regole ferree contro i movimenti di grossi capitali (andando in contrasto con le lobby e i poteri che detengono i profitti di questi mostri del moderno capitalismo), oppure a cominciare ad alimentare gli investimenti interni tramite spesa pubblica, che è l'unica risorsa finanziaria direttamente gestibile dallo Stato.
    2)Ad Alessandro. L'attività di raccolta risparmio/concessione crediti svolta dalle banche private è stata considerata da sempre uno dei principali motori dello sviluppo economico degli ultimi secoli. Ovviamente se si avesse uno stato "illuminato" in tutto e per tutto, si potrebbe in teoria demandare interamente allo stato questa attività. Tuttavia tu sai bene che non è quasi mai così. Lo Stato ha spesso molti difetti ed è incline all'assistenzialismo e al clientelismo. Per cui non ci sembra positivo lasciare TUTTO il potere di investimento nelle sue mani. Il controllo e l'interesse del privato è comunque ancora importante, almeno finchè non avremo un grado di coscienza collettiva tale da avere, appunto, una classe dirigente ed un Governo davvero illuminati. Quindi il controllo che le banche private operano nell'erogare fondi per investimenti (qualità del business plan, valutazione del rischio e della possibile remunerazione etc etc..) appare ancora fondamentale per avere un controbilanciamento all'altrimenti esagerato strapotere dello Stato. Le banche private vanno quindi regolamentate e devono operare nell'interesse pubblico MA devono anche effettuare un controllo meramente utilitaristico e di profitto sugli investimenti. Se poi vogliamo parlare di abolizione del libero mercato, allora la discussione passa su un piano totalmente diverso.
    Saluti,
    Domenico Rondoni

  • Georgejefferson scrive:
    18 novembre 2013 02:49

    A scavare si intuisce una cosa.E' sempre stato fiat tutto nel senso piu allargato del termine,anche l'oro.Il principio di Moneta endogena risale a questo,lasciando stare questo fatto che non e' tema perche rimanda ad altre considerazioni e questioni umane e storiografiche...deve essere successo qualcosa intorno al 17 esimo secolo che ancora mi sfugge.Ero quasi riuscito a strappare questa intuizione ad una persona ma e' andata male.Parlo di intuizione perche tante cose non sono mai scritte e documentate,figuriamoci se le trame storiche cruciali ce le troviamo in filmetti alla zaitgaist (possono solo dare spunti di riflessione al piu).Sembrerebbe un compromesso che abbia portato alla nascita del "titolo di stato" tra i nobili e i mercanti.Il re deposto e la catena al collo.Poi le intuizioni non provano niente e nemmeno convincere niente, al piu si fa un dibattito privato per guasto di buon dialogo.Nel pragmatico odierno e' gia una gran cosa divulgare la trappola dell'euro,che comunque a qualcosa portera.

    Una pensiero per il Brasile.Ogni popolo ha accumulato un bagaglio culturale che si tramanda.Non e' nella messa in termini di colpa che si aiuta.Si alimenta una fede religiosa al desiderio inconscio di imporre il proprio paradigma,che e' tale proprio perche non lo si distingue con chiarezza.Poi viva la DEdollarizzazione.Ho un po di dati sulle molte misure adottate statualmente a proteggere il brasile odierno.Cosa che e' totalmente discriminata qua da noi nelle influenze mediatiche che lodano la globalizzazione quale liberta totale (dei rentier) quindi e' un po diverso.

  • Anonimo scrive:
    18 novembre 2013 18:02

    dom,
    in brasile a trimestre c'è un investimento in capitale fisso di 100mld $, di cui 15 esteri.
    l'investimento DIRETTO non è volatile, il beneficio "temporaneo" dura minimo decenni, perchè nessuna impresa è così pazza da metterci miliardi e poi smantellare tutto a breve termine.

    trinca,
    il tuo punto 2, sulla creazione dal nulla delle banche private, ricalca esattamente quello che dicono gli anarcocapitalisti, estrema dx americana, scuola austriaca, quelli che vogliono AZZERARE lo stato.
    ritorna in te e studiati un po' di storia del credito a partire dai sumeri.
    antonio.

  • Alessandro Trinca scrive:
    19 novembre 2013 19:17

    Antonio penso che se dopo tutta la discussione che si è sviluppata arrivi a dire che le mie teorie sono vicine agli anarco-capitalisti e che io sarei tra quelli che vuole azzerare lo Stato o non sai leggere o non sai capire quello che leggi!

    Rispondendo invece all'amico Domenico, che solleva una questione piuttosto rilevante, dico innanzitutto che il rischio da lui evidenziato c'è sia nella prospettiva indicata dal sottoscritto, sia nella situazione attuale in cui le banche hanno molto potere. Però c'è da dire che sullo Stato esiste quel minimo di controllo democratico (dato per lo meno dal diritto di voto) che invece è completamente assente nell'attività bancaria privata. C'è poi da dire che lo slogan dell'efficienza è stato alla base di tutte le privatizzazioni degli anni '90 nel nostro paese e non mi risulta che da questo punto di vista oggi le cose vadano meglio (l'esempio classico sono le poste!).
    Inoltre, al di là del pericolo di una cattiva gestione in termini di efficienza, la vera questione da afforntare e da risolvere e l'eliminazione della concentrazione di potere! A titolo esemplicifcativo, ti riporto una mia affermazione precedente, per farmi capire: "il potere di creare denaro concesso al sistema bancario, infatti, ha contribuito fortemente alla costituzione delle multinazionali, che invece avrebbero avuto per lo meno qualche difficoltà in più se tutto il meccanismo di creazione del denaro stesso fosse gestito dal potere pubblico".
    Chi controlla la creazione del denaro ha un potere di gran lunga maggiore rispetto a quello di fare le leggi (lo stesso Rothschild affermò: “Lasciate che io emetta e controlli il denaro di
    una nazione e non mi preoccuperò di chi ne fa le leggi”) e siccome oggi il 95% del denaro in circolazione è quello creato per la concessione di prestiti non possiamo lasciare questo potere nelle mani delle poche famiglie che oggi detengono la proprietà di quasi tutti i principali gruppi bancari!

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