ELEZIONI 2018: LA PROPOSTA DELLA C.L.N.

martedì 23 luglio 2013

GRILLO: AVANTI TUTTA!

23 luglio. Nel documento "Sulla fase e i compiti politici del MPL", approvato dal Coordinamento Nazionale il 14 luglio, segnalavamo la grande importanza del documento consegnato il 10 luglio da Beppe Grillo a Giorgio Napolitano. In particolare scrivevamo:
«Non sottovalutiamo affatto che sulla questione dell’euro e della sovranità il documento del 10 luglio declina verso una posizione mediatoria. Si afferma che siccome un default dell’Italia trascinerebbe nel baratro tutta l’Unione e la stessa moneta unica, noi potremmo strappare una mutualizzazione del debito e la sua ristrutturazione e quindi la rinegoziazione delle condizioni per restare nell’euro. Se ciò non sarà possibile, questa è la logica conclusione, la rottura dell’Unione monetaria sarebbe a quel punto inevitabile. Potrebbe essere un’intelligente declinazione tattica dell’uscita, tenuto conto del terrore che questa suscita ancora in ampi strati della popolazione».
Oggi è apparso un articolo sul blog di Beppe Grillo che ci sembra confermi il nostro giudizio, ovvero che chi decide della linea di M5S si va orientando in maniera quantomai chiara per l'uscita dell'Italia dall'eurozona. Si tratta, perciò, di un giudizio politico importantissimo che, ne siamo certi, avrà conseguenze rilevanti sia all'interno di M5S —vengono messi con la spalle al muro i tanti attivisti che sulla questione del collasso dell'euro e della sovranità monetaria ancora nicchiano, e che quindi fanno l'occhiolino al Pd— che sull'intero panorama politico.

Il diavolo veste Merkel

«L’ultimo default dell’Italia è del 3 settembre 1992 quando il presidente del Consiglio Amato annunciò in diretta televisiva la svalutazione della lira. Svalutare una moneta che si controlla in cui è espresso il proprio debito pubblico equivale a ristrutturare il debito verso i creditori esteri. Nel caso dell’Italia la svalutazione fu innescata dalla impossibilità di pagare gli interessi sul debito nel regime a cambi fissi del Sistema Monetario Europeo (SME). Ventuno anni dopo l’Italia ha ancora le mani legate, allora c'era lo SME, adesso l'Euro. L'Italia ha interessi sul debito pubblico, che ha raggiunto 2047 miliardi, sempre più alti. Nel solo mese di maggio con 32 miliardi di nuovo debito pubblico pagheremo circa 1,5 miliardi di euro in più di interessi annui.
L’esperienza del passato ci serve per capire cosa avverrà del nostro Paese. Nel decennio 1982 – 1992 il rapporto debito/PIL quasi raddoppiò: dal 60% al 110%, questo perché nel 1981 Tesoro e Banca d’Italia divorziarono. Da allora lo Stato non ha più potuto contare su un prestatore interno con cui indebitarsi e ha dovuto offrire rendimenti sempre più elevati per vendere il debito. Se nel 1982 l’Italia pagava un interesse reale vicino a 0 per indebitarsi, nel decennio successivo raggiunse una media del 5.5% con picchi dell’8%. E’ quindi l’esplosione degli interessi sul debito cumulato ad aver portato il debito a livelli insostenibili. Un immenso schema Ponzi in cui gli interessi in assenza di crescita sono pagati emettendo nuovo debito. In sostanza, come analizza Alberto Bagnai nel suo "Tramonto dell’Euro", il risultato è stato un trasferimento netto di reddito nazionale dai servizi primari ai contribuenti, sanità, scuola, sicurezza, ai detentori del debito, soprattutto alle banche italiane e estere. Ma perché questo divorzio assurdo? Perché ce lo chiedeva l’Europa dello SME nel quale eravamo entrati nel 1978 legandoci mani e piedi ad un cambio rigido penalizzante che ci fece rinunciare alla leva della svalutazione. Nulla di diverso rispetto a oggi.
- Allora fu lo SME a legarci le mani, oggi l’Euro
- Allora emettevamo debito in una valuta nazionale di cui non controllavamo il valore rigidamente fissato nello SME. Oggi è peggio perché ci indebitiamo in una valuta estera (tale è l’Euro per aver rinunciato alla nostra sovranità monetaria) non potendo usare la leva del cambio 
- Oggi come allora i rendimenti che l’Italia dovrà offrire per rendere appetibile il suo debito non potranno che salire 
- Oggi come allora sarà il mercato ad imporci una decisione: allora si trattò di abbandonare lo SME e svalutare, oggi si tratterà di decidere se ristrutturare il debito restando nell’euro o tornare alla lira
Solo così l’Italia tornerà a vedere la luce. Una prova? Usciti dallo SME nel 1992, svalutata la lira di quasi il 20% e riguadagnata la sovranità monetaria, il rapporto debito / PIL scese dal 120% del 1992 al 103% del 2003. Nel primo trimestre del 2013 abbiamo raggiunto il 130,3% nel rapporto debito/PIL, secondi solo alla Grecia.
La Storia è piena di entrate e uscite di Paesi da aree monetarie comuni. Queste sono normalmente imposte da Paesi forti (USA con Bretton Woods, Germania con l’Euro) con fini di annessione economica via export verso le zone più deboli e/o al fine di tutelare i propri crediti in tale area monetaria. Il sistema a cambi fissi di Bretton Woods ad esempio servì agli Stati Uniti per tutelare la propria posizione creditoria verso l’Europa dovuta al Piano Marshall dopo la Seconda guerra mondiale. 
Il credito della Germania verso l’Europa è il lato oscuro della medaglia del debito di Italia e Spagna. Invece di prestare ai PIGS il Nord Europa preferisce prestare alla BCE che a sua volta fornisce liquidità ai PIGS. Con tale sistema, chiamato "Target 2", la Germania ha accumulato 600 miliardi di euro di crediti verso la periferia dell’Europa via BCE. La tutela di tali crediti è l’unico criterio che la guida. Non importa che i 600 miliardi siano stati costituiti da parte della Germania violando gli stessi accordi europei che oggi essa impone agli altri. Infatti sforando ampiamente il 3% di deficit nel 2003 la Germania ha finanziato riforme strutturali che nel decennio successivo le hanno dato un vantaggio competitivo grazie ad un'inflazione minore dei partner europei e ad un basso costo del lavoro ottenuto grazie alla forza lavoro della Germania dell’Est. Ciò si è tradotto in vantaggi di prezzo e nel boom delle esportazioni verso l'Europa..
Sarebbe bastato imporre il pareggio della bilancia commerciale invece del pareggio di bilancio per avere una storia completamente diversa che avrebbe tarpato le ali alle politiche mercantiliste del Nord Europa. La politica italiana prona al volere della Germania ha permesso che la tutela del nostro debito privato e pubblico detenuto dall’estero (in buona parte generato dal meccanismo perverso dell’Euro e dello SME) diventasse la priorità. La politica italiana ha venduto l’anima al diavolo teutonico in cambio della propria sopravvivenza a spese della collettività su cui ha riversato austerità e deflazione. 
Se non sarà l’Italia a reagire lo farà per lei il mercato con il suo linguaggio universale, ci sarà un prossimo rialzo degli interessi richiesti fino a rendere insostenibile il nostro debito».


Fonte: Il Blog di Beppe Grillo
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45 commenti:

  • chiara ped scrive:
    23 luglio 2013 12:58

    Era ora!! Vediamo come i nostri media asserviti riusciranno a sorvolare, irridere, occultare!

  • Veritas odium parit scrive:
    23 luglio 2013 14:13

    La mia impressione è che la Germania abbia semplicemente incarnato al meglio l’antiideale eurista di competizione sfrenata. Ha saputo eccellere nel contesto turbocapitalista imposto dal conquistatore anglosassone.

    I parametri di Maastricht li hanno sforati tutti. La differenza è che la Germania ha smantellato il suo stato sociale con una determinazione e una disciplina (= spirito da gregge) al solito ineguagliate. In questo modo è riuscita a convogliare enormi capitali – che i PIIGS hanno destinato al consumo a debito o alle bolle edilizie (Spagna) – verso l’apparato produttivo-esportatore e quello bancario. Ha realizzato l’ideale neoliberista del togliere ai poveri per dare ai ricchi meglio di chiunque altro.

    Così ha maturato il proprio vantaggio competitivo e i suoi crediti diffusi – che adesso ovviamente vuole difendere. Tutti i satelliti dell’Impero hanno accettato le regole del gioco al massacro liberista, e adesso, dicono i tedeschi, non potete tirarvi indietro perché avete giocato male.

  • Anonimo scrive:
    23 luglio 2013 15:21

    Voi puntate tutto sul "tant pis tant mieux".
    Ristruttrare e contemporaneamente uscire dall'euro è sostanzialmente un atto di guerra e anche Branacaccio ha detto che sarebbe un'eventualità (nelle sue parole) funesta.

    Sono d'accordo con voi che a un certo punto è meglio il casino generale in cui almeno si smuove la situazione piuttosto che l'attuale condizione abbastanza simile a una lenta agonia.

    Vorrei fare presnete de cose: primo, guardate che il M5S non è fatto di romantici ma di pragmatici, spregiudicati ma pragmatici. Che veramente vogliano una cosa clamorosa come la ristrttrazione "insieme" all'uscita dall'euro mi sembra molto strano.
    Secondo: spero che sia chiaro che se questa eventualità si dovesse realizzare saremmo, per così dire, "al di là" di ogni immaginabile stato di eccezione.
    Intendo dire che qualche aspetto pistivo nello scoppio del bubbone esiste senza dubbio ma è bene avere in mente cosa significa e essere un minomo preparati in tutti i sensi.
    Scrivere che "tanto non succederà nulla come nel 1992" è una grossa scemenza.

  • chiara ped scrive:
    23 luglio 2013 15:36

    @anonimo delle 15.21, io l'ho letta così: o ristrutturare il debito rimanendo nell'euro (cosa per cui solo metaforicamente battere i pugni in Europa, perchè i grandi creditori non l'accetterebbero, ovviamente)o uscire dall'euro e svalutare.

  • Anonimo scrive:
    23 luglio 2013 15:48

    @Chiara

    Questo è il punto, giustamente.
    Se stanno dicendo di fare le due cose insieme (ristrutturare & uscire) si tratta di una cosa che equivale a un atto di guerra. Benissimo se siete d'accordo, ma cerchiamo di essere sicuri che si sia capito cosa comporta.
    Faccio notare che anche Brancaccio si pone il problema su cosa vogliano i 5S e afferma appunto che non è pensabile fare entrambe le cose (definisce questa scelta "funesta").

    Se si tratta delle due cose insieme arrivo a pensare che sia un semplice bluff elettorale di Grillo per raccogliere voti vista la mala parata alle ultime elezioni di maggio.

  • ulisse scrive:
    23 luglio 2013 16:24

    Premetto:di Beppe Grillo non mi fido e sento puzza di bruciato lontano mille miglia .Convinto che il fenomeno lo hanno creato a tavolino per blindare il Partito unico dell’euro alla guida della distruzione di massa dell’economia e della democrazia intesa come governo del popolo per il popolo italiano così come degli altri paesi dell’area euro.

    Che significa ristrutturare il debito o uscita dall’euro? Sembra ascoltare Berlusconi.
    Vi sembra credibile allo stato attuale che chi controlla l’euro e la UE siano disponibili ad accettare quanto meno una ristrutturazione del debito dei paesi che hanno adottato l’Euro?
    Vi sembra credibile che dopo averci messo più di trenta anni per truffarci e distruggere la nostra (e non solo) economia nazionale gli stessi intendano salvarla?
    No! Non faranno nulla. Continueremo a impoverirci senza neppure costruire una Economia di Decrescita Felice? Continueremo ad avere un parlamento di nominati e si darà a Grillo il contentino della riduzione dei costi della politica che è proprio quello che vogliono i nostri Padroni perché i soldi risparmiati con la riduzione se li incamerano loro direttamente attraverso il pagamento degli interessi sul debito pubblico anziché usarli per il bene comune.
    Rivolta si rivolta no
    Rivolta No! Non ci sarà nessuna rivolta di massa fino a quando ci sarà un piatto di pasta a tavola e siccome il meccanismo innescato prevede che la perdita di posti di lavoro avviene in piccoli numeri spalmati per l’intero territorio nazionale non consente di unificare le persone ci trasformeremo come il popolo ebraico in una permanente lamentazione.
    Ferraioli Domenico

  • Anonimo scrive:
    23 luglio 2013 16:40

    Ancora co' sta stronzata che la rivolta ci sarà quando finiranno i piatti di pasta.
    Ma da dove venite da un collettivo dei circoli vinicoli dei primi del novecento?

    Sveglia bambini, la rivoluzione NON la fanno i disperati e i piatti di pasta per la maggioranza delle persone ci saranno sempre, mi sono scemi; chi resterà senza non farà niente se non vendersi ai padroni per fare il cane da guardia.

    Non funziona come credete voi e ne riparleremo.

    Non sarebbe male provocare un disastro con ristrutturazione e uscita ma NON SUCCEDERA' perché Grillo e Casaleggio non sono dei "romantici" e perché, per colpa vostra e di quelli come voi, la gente si disinteressa.

  • ulisse scrive:
    23 luglio 2013 16:58

    ripeto quello che in diversi post precedenti gli anonimi mi stanno leggermete sui...

    caro anonimo dove vivo io quando non si ha il piatto di pasta a tavola si diventa crimianli,cammorristi (o ci si suicida) dopo di chè una volta inizato non si guarda in faccia a nessuno neppure se uno è povero o no.
    Il disatro è stato già provocato ma a nostro danno.
    se la agente si disinteressa è perchè ha ancora il piatto adi pasta a tavola.
    e grillo e casaleggio sono amici tuoinonmiei e sono loro che dicono che ci sarà la rivolta

  • Anonimo scrive:
    23 luglio 2013 17:02

    @lisse

    Il fatto che gli anonimi ti stiano slle palle mi addolora profondamente. Davvero.

    Venendo a noi ti invito, se ti è possibile, a riflettere.
    Hai scritto TU STESSO che dalle tue parti il piatto di pasta non c'è e la gente diventa camorrista. Giusti?
    Allora, se ragioni un attimo, stai dicendo esattamente che la gente SENZA IL PIATTO DI PASTA non si ribella. Casomai va a fare il criminale ma non si ribella. Capisci che mi hai dato ragione in pieno, sì?
    Che fai adesso, ti incazzi con me perché sono anonimo e non hai più argomenti?

    Io sto dicendo un'altra cosa ma mi sono rotto di ripetermi.

  • Anonimo scrive:
    23 luglio 2013 17:06

    Previsione.

    Lo scrivo va', che scripta manent e un giorno potrò dire che lo avevo detto.

    Probabilmente ci saranno i disordini questo autunno ma saranno appunto disordini e non azioni in seguito a una presa di coscienza collettiva.
    Quindi se ci saranno (e non è detto), serviranno solo a una cosa: all'emanazione di leggi speciali che limitino "finalmente" le eccessive libertà democratiche con l'assenso dei cittadini preoccupatissimi.
    Allora capirete che finché non si riesce a stabilire un dialogo con le masse che tanto disprezzate non si può concldere nlla.
    Ma sarà tardi perché non potrete più dirlo.

  • ulisse scrive:
    23 luglio 2013 17:07

    se leggi bene ho detto che il meccanismo non è creare milioni di disoccupati dallla sera alla mattina ma costantemente e in piccoli numeri e questo non consente di mettersi insieme costruendo una massa critica in grado di prendere delle decisioni che possono cambiare lo stato attuale delle cose.

  • Anonimo scrive:
    23 luglio 2013 17:10

    @Ulisse

    Quella è una piccolissima parte del problema.
    Il grosso lo stiamo facendo noi con la nostra cieca stupidità.

  • ulisse scrive:
    23 luglio 2013 17:17

    sulla questione che in caso di disordini si prevedano leggi speciali è un fatto già scontanto e già visto nel passato V legge reale ecc. Parlare al popolo o craeare un dialogo con esso.Tu credi che non si parli? tutti i giorni sul bus e in treno per strada si ragiona e discute.ma tra il salto nel buio e le poche certezze il popolo nicchia sopratutto chi ha ancora un lavoro anche se mal pagato e senza diritti.
    Dopo anni di appiattimento della ragione e di disillusione verso un ceto politico incapace di interpretare le istanze l'individualismo è ancora fortissimo purtroppo

  • ulisse scrive:
    23 luglio 2013 17:22

    come chicca sulla torta manca un soggetto politico alternativo per la fuoriuscita dall'euro e per riscrivere la costituzione.
    tante piccole parrocchie che si credono autossuficienti sono il nostro problema più grande.Finchè saremo divisi il potere se la riderà da pazzi

  • chiara ped scrive:
    23 luglio 2013 17:39

    Va bene, probabilmente è vero, non bastano i poveracci senza piatto di pasta e/o la consapevolezza per chi mangia ancora di avere un futuro sempre più incerto. Ci vogliono gli intellettuali che li organizzino, RIVENDICAZIONI CONCRETE e IDEALI insieme e un forte sentimento dell'INGIUSTIZIA di ciò che sta succedendo, ovvero il contrario del fatalismo e della rassegnazione imperanti indotte da una presentazione della crisi a livello di una calamità naturale.

  • Anonimo scrive:
    23 luglio 2013 18:12

    @Chiara

    Brava. Non perché hai dato ragione a me che sono ANONIMO proprio perché così mi impedisco a priori la possibilità di assumermi qualsiasi merito o accampare pretese di qualche ruolo specifico; ma perché hai fatto un ragionamento al di fuori degli schemi.
    Ma credete che la rivoluzione russa l'abbia fatta il popolo dei mugiki e degli operai che erano ancora più ignoranti e passivi di adesso? No, c'erano gli intellettali che SAPEVANO COME PARLARGLI e non partivano dal patetico presupposto che tanto i poveracci sono ignoranti e pigri. Quelle erano cose che dicevano i nobili, non i rivoluzionari.

    Cominciamo a capire secondo quale meccanismo una persona dice "basta!".
    Intanto mi viene in mente che una cosa fondamentale è diffondere capillarmente, tutti insieme nei vari blog e forum, l'idea che questo sistema è un INGANNO (parola molto ma molto forte). Si dice "democrazia" ma è un falso; chiamate democrazia andare a mettere una X su un foglio di carta come gli analfabeti ogni 5 anni?
    Per di più l'eletto magari cambia schieramento se lo pagano bene. Allora è importante la rivendicazione del M5S sulla possibilità della revoca del mandato, per esempio.
    Poi è importante parlare di democrazia diretta.

    Ma SOPRATTUTTO cominciamo a parlare di mobilità sociale che rappresenta lo scacco matto di fronte al quale diventa praticamente impossibile replicare.
    Dimostriamo che la gente NON HA NESSUNA POSSIBILITA' FIN DALL'INIZIO e che il trend è di un grave peggioramento di questa situazione.
    Rivendichiamo delle leggi dello Stato che spingano verso la mobilità sociale per esempio con l'equivalente delle "quote rosa" per i ragazzi delle classi meno abbienti, con borse di studio con accesso privilegiato per i giovani più poveri; se oggi la mobilità (fluidità) sociale è, tanto per dire, x, noi vogliamo che per legge debba essere 2x o 3x.
    Se la gente che lavora come degli schiavi non ha la certezza che i suoi figli avranno l'effettiva possibilità di farcela NON SONO PIU' TENUTI AL RISPETTO DEL PATTO SOCIALE.
    Facciamo un'inchiesta sulla fluidità sociale sul suo stato attuale in Italia e sul suo declino negli anni; quindi slla scuola che nei programmi e negli sbocchi offerti è profondamente fascista e elitaria; presentiamo i risultati e gridiamo allo scandalo.
    Che diavolo potrebbe rispondere un avversario? Che è bene mantenere le rendite di posizione? Non molto efficace, direi.

    E' SOLO UN INIZIO, le idee veramente fighe le troverete voi meglio di me, ma cominciamo da qui e vedrete che ci sarà qualcno che comincerà a porsi delle domande che gli faranno saltare la mosca al naso.

    Va fatto bene e in accordo con altri blog e forum, per un certo periodo di tempo e se possibile cooptando qualcuno con un minimo di curriculum.

    Se avete proposte migliori va benissimo ma iniziamo a parlare alla gente dando ideali, rivendicazioni, facendoli incazzare e allarmare, ma sulle cose della vita, non sul divorzio di BC e Tesoro (importantissimo, ma verrà capito dopo).
    Guardate che questo problema della mobilità tocca tutti almeno fino alla classe media e se lo si sa porre nel modo giusto, METTENDO IN EVIDENZA IL DIVARIO SEMPRE PIù INCOLMABILE FRA LE CLASSI SIA PER SOLDI CHE PER PRESTIGIO SOCIALE, RACCONTANDO IL DISPREZZO TERRIBILE CHE PROVANO LE RLING CLASS NEI CONFRONTI DEI SUBALTERNI (se non lo sapete alcuni pensano che sia quasi una questione genetica), la gente si fa rodere parecchio il chicchero.

  • Simone Bompadre scrive:
    23 luglio 2013 23:18

    Brancaccio non parla solo di un'uscita dall'eurozona ma, addirittura, anche di un'uscita dall'Unione Europea da parte dell'Italia, e forse degli altri paesi Piigs; e questa seconda operazione è quella che più teme la Germania. Infatti, la Germania potrebbe accettare l'uscita dall'euro anche da parte di tutti i paesi, la stessa Germania compresa, presentandosi la possibilità, per la Germania, di poter acquistare (meglio conquistare) il capitale produttivo dei paesi Piigs, ormai svalutato sia dalle basse esportazioni, sia dalla svalutazione monetaria. Nel caso in cui, invece, i paesi dell'eurozona più impoveriti decidessero anche di uscire dall'Unione Europea, allora per la Germania non si metterebbe bene, in quanto questi metterebbero in pratica nuove forme di politiche protezioniste, che non permetterebbero ai capitali finanziari tedeschi di fare shopping negli outlet dell'Europa del sud. E per di più si ritroverebbero in tasca titoli del debito pubblico dei paesi Piigs svalutati. Oltre al danno, la beffa.

  • Questo commento è stato eliminato dall'autore.
    Simone Bompadre scrive:
    23 luglio 2013 23:20

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

  • Anonimo scrive:
    23 luglio 2013 23:58

    Sì, ma non dice della ristrutturazione.
    Se Grillo parla di ristrutturazione mi sembra difficile che possa volere anche l'uscita proprio per i motivi che espone Brancaccio nel suo blog ( definisce funesta la doppia eventualità ).
    Quindi sulla volontà di uscire dall'euro di Grillo ho qualche dubbio; penso che giustamente stia cercando di mettere i tedeschi con le spalle al muro mettendo sul piatto una scelta che farebbe male anche a loro; e naturalmente anche per darsi visibilità.
    Sul fatto invece che i politici al governo, che sono quelli che decidono, non lo vogliano e che il popolo non sqppia cosa pensare invece di dubbi non ne ho.
    Quindi chi decide l'uscita? Noi qui?
    L'unica via è smuovere la gente in modo che ci sia una pressione popolare unita, consapevole e convinta di fronte alla quale c'è poco da fare: o ci si adegua o qualsiasi altra opzione sarebbe l'apertura di un vaso di Pandora colossale. Abbastanza ovvio mi pare.

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 00:07

    LE VACANZE DEL GURU "REAZIONARIO" GRILLO

    Grillo affitta la villa in Toscana: 14mila euro per passarci una settimana

    Roma - (Adnkronos) - Villa Corallina, buen ritiro a Marina di Bibbona del leader del Movimento 5 Stelle, si trova direttamente sul mare ed è composta di 8 camere da letto, sette bagni, parco e piscina. Ultime date disponibili dal 17 al 31 agosto

    Roma, 22 lug. - (Adnkronos) - La location è da cartolina. La Costa degli Etruschi "una terra bagnata dal mare per oltre 90 chilometri. Terra di Toscana con le luci, i colori, i profumi del Mediterraneo". La descrizione altrettanto ad effetto: villa su due piani, 8 camere da letto e sette bagni, proprietà di 5 ettari, con parco "particolarmente suggestivo" e immancabile piscina.

    Si tratta della villa Corallina a Marina di Bibbona, in provincia di Livorno, di proprietà di Beppe Grillo. La villa, presente tra le offerte del sito emmavillas.com, specializzato in affitti turistici settimanali di Ville e Casali in Italia, viene affittata a un prezzo settimanale compreso tra i 13mila e i 14mila euro.

    La conferma, oltre che dalle foto che compaiono sul sito, che descrivono la stessa villa ritratta dai cronisti che in passato hanno assediato il leader del M5S nel suo buen retiro toscano, giunge anche dagli operatori del sito. "Non potrei dirlo, ma sì, è la villa di Beppe Grillo", rispondono da emmavillas.com all'Adnkronos.

    Al momento, le ultime date disponibili per l'affitto della Villa Corallina, risultano essere quelle comprese tra il 17 e il 31 agosto. Oltre alle foto degli esterni, il sito presenta anche foto degli interni della villa, finora rimasti off limit agli obiettivi dei fotografi e delle telecamere. In aggiunta ai 13mila-14mila euro a settimana, è previsto un deposito cauzionale contro eventuali danni di 2mila euro, da pagare in contanti all'arrivo. L'affitto comprende: acqua, gas per uso cucina, biancheria settimanale, pulizia iniziale e finale, manutenzione del parco e della piscina e connessione internet wi-fi, immancabile in una casa di Grillo. Non sono invece compresi elettricità a consumo, extra in caso di presenza di animali (30 euro ad animale a settimana) e l'eventuale tassa di soggiorno.

  • chiara ped scrive:
    24 luglio 2013 00:11

    @Simone, concordo e d'istinto non sopporto più neanche i fuori dalla' euro ma europeisti convinti, bagnai ultima maniera anche. Ancora però non ho letto e capito esattamente cosa comporterebbe l'uscita da u.e. oltre che dalla moneta unica. Se la redazione potesse dare degli spunti sarebbe utile a molti credo.

    All'anonimo poco sopra dico una cosa poco coerente con i miei stessi interventi: possiamo concordare forse molto di piu' che negli ultimi commenti di cui sopra, ma magari non è' così' perché' sei uno di quelli che mi ha dato della borghese di m..., ad esempio.
    Voglio dire, fino a un certo punto il commento a se stante fa progredire il dibattito, impedisce però un ragionamento piu' complesso, in cui i partecipanti si espongono sinceramente anche ad essere contraddetti su commenti espressi precedentemente. Per coerenza non dovrei neppure commentare o rispondere a un ANONIMO, diciamo che mi metto in una posizione di inferiorità' facendolo da chiaraped tra tanti anonimi, poco male comunque, e' che è' un peccato per tutti.
    Comunque è interessante lo spunto su mobilità' sociale e inganno, anche se per me il grande inganno e' proprio il divorzio e il fiscal compact, l'euro e l' u.e. infine.

  • chiara ped scrive:
    24 luglio 2013 00:18

    Cacchio ma farà anche quello che vuole grillo con i suoiddenari! Che commento e' anonimo,
    Li ha rubati a te?

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 00:46

    @Chiara

    Naturalmwnte non ho mai scritto che sei una borghese di m...e lo sai.
    Certo che è interessante lo spunto sulla fluidità sociale.
    Elaborate un po' e vi accorgerete che non c'e opposizione possibile a chi la richieda avendo dimostrato che non c'è e diminuisce sempre di più. Per dimostrarlo non ci vuole niente basta ricordarsi che la mobilità è un termine improprio, quello che inyendiamo noi si chiama fluidità.

    Ma su cosa si basa il patto soxiale se non sulla possibilità per ognuno di farcela? E questa possibilità non solo non c'è ma il sistema prevede tutte le scappatoie possibile per non realizzarla.
    Oh, ma a cosa credete che serva sta crisi?
    A mettere un muro invalicabile fra le classi sociali, ossia? Niente fluidità sociale e quindi via la sanità e una scuola che deve per forza far schifo.

  • Unknown scrive:
    24 luglio 2013 02:09

    Anonimo sono d'accordo che la questione della mobilità sia importante. Ho dubbi sul fatto che di per sé mettere l'accento su questo sia anche solo vagamente risolutivo. Domanda, anche ad altri,senza malizia e senza auree di superiorità: ma voi avete mai fatto militanza politica/sociale?

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 02:12

    vedi vedi...alla fine le persone si trovano...e vissero felici e contenti con qualche piccolo problema di comunicazione...http://www.youtube.com/watch?v=MQvUAajS5ZM francesco

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 13:06

    L'ipotesi della rinegoziazione non la condivido, perchè farebbe comodo a parecchi signori facoltosi, soprattutto del nord.
    Ok all'uscita dall'euro, tenendo sempre conto che il sovranismo che serve a una parte di paese non è lo stesso che serve all'altra, la più povera e la più emarginata.
    Qui c'è un bell'articolo di Mattia Corsini che spiega perchè la ristrutturazione non servirebbe a nulla:

    http://mattiacorsini.blogspot.it/2013/06/ufficiale-grillo-abbraccia-il-pud-2.html

    BY
    IL VILE BRIGANTE

    PS: faccio outing nei confrotni di Unknow. Io gli altri non lo so, ma ammetto di non aver mai fatto politica attiva, un pò per timidezza, un pò causa la mia giovane età. Cercherò nel mio piccolo di attivarmi in qualche movimento. Qua in Sicilia ce ne sono a bizzeffe. Almeno potrò dire di averci provato

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 13:52

    @Unknown

    Intanto, guarda un po', proprio oggi Grillo parla di quello che dicevo io accennando alla assoluta necessità di ripulire l'Italia dalla m....; della quale m...., fra le altre cose, fanno parte le "rendite di posizione" e i "diritti acquisiti".
    Capisci che l'unico modo per "ripulirle" è incrementare la mobilità sociale, giusto?

    Mi raccomando lasciate sempre l'iniziativa agli altri e evitate di giocare d'anticipo, che rischiereste di ottenere dei risultati.

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 14:28

    INCREDIBILE

    Ma leggete qui per favore:

    http://carlobertani.blogspot.it/2013/07/aspetta-e-spera.html

    Dice Carlo Bertani:

    "esiste la pur minima probabilità che la popolazione italiana si ribelli?
    La risposta (anzi, le risposte) è no, senza ripensamenti. Perché? Poiché siamo un popolo di sconfitti, di depressi, di malinconici"

    Ma non è che a qualcuno viene in mente che bisogna analizzare il perché, analizzare quali sono i fattori che spingono un popolo verso l'unità e una scelta di lotta consapevole per cercare e trovare delle soluzioni.
    No, si viene nei blog TUTTI QUANTI a dire che non c'è niente da fare perché la "massa" ("loro" sono massa, non noi ovviamente) ormai non ha più la forza.

    Attenzione, importante: NON bisogna analizzare qeste cose per concettualizzare una "spiegazione" del dato di fatto. Il "concetto" va superato, bisogna ritrovare il "discorso" che grosso modo significa che è importante che nasca na feconda e diffusa discussione, NON che vengano veicolati e assimilati a forza dei "concetti".
    Se non capite la differenza fra "concettuale" e "discorsivo" vi impefite qalsiasi possibilità di azione politica alternativa.
    Tenendo presente che mai come adesso la rivoluzione è possibile senza armi e che questa opportunità resterà aperta per pochissimo tempo.

    Quindi gli intellettuali di oggi non devono esclusivamente fornire concetti come facevano quelli di un tempo, ma devono far rinascere il "discorso".
    Una maieutica non più dalla parte dei Platonici filosofi addetti al consolidamento del potere tramite la "parola" a senso unico (concetto); ma a favore dei sofisti che mettono al centro non la verità reificata (concetto) ma l'aretè che viene dal coraggio di esprimersi e di pensare al di là degli schemi imposti dal potere.

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 15:40

    Bagnai all'attacco

    Bagnai annuncia grandi movimenti per quest'autunno. Ci ricorda che le rivoluzioni non si possono fare dal basso ma ci da la possibilità di essere uno dei suoi fedeli cani:

    "er cavajerenero coi suoi simpatici mastini"

    Al che un cane femmina scrive nei commenti:

    "Sono lieta di appartenere al branco dei mastini di Bagnai !!!"

    Voi esseri umani non finirete mai di stupirmi.

    Ma la cosa più divertente è che se la prende con un signore di cui pensa evidentemente che sia solo un povero coglionazzo da strapazzo.
    Chi sarà mai?
    Io non riesco a immaginarlo...
    Leggete e ditemi se lo capite voi.

    Quoto:

    "E poi ci stanno quelli che "facciamo il banchetto pe' 'e firme e ognuno mette 50 euro". Questo purtroppo non è un progetto politico, non è fund raising, non è costruzione di un'opinione: è la sagra della coppietta di Castro dei Volsci o giù di lì. Evento piacevole ma effimero, soprattutto se si sposa alla filosofia politica de "la colpa è dei greci perché mi' nonna risparmiava". Cosa vuoi tirare fuori, in termini di proposta per la ricostruzione economica e sociale di questo continente, partendo da una prospettiva simile, dalla prospettiva "de mi' nonna"? Ma se glielo fai notare, schiumano incredibili ed incoerenti maldicenze. Perché loro vogliono tanto FARE (come quegli altri, in effetti). E allora mi permetto di ricordargli che...
    [[fa vedere n filmato in ci no dice che meglio di na pippa non c'è nulla]]
    Poi saranno più tranquilli (per un po': ma l'esercizio è ripetibile, e la ripetizione è la madre dell'apprendimento, e della miopia...)."

    Mannaggia...ma a chi si riferirà Albertaccio?

    Se penso che la gente va appresso a uno del genere mi viene lo spleen (parlo dell' eGonomista).

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 15:50

    Eh... purtroppo è così caro anonimo. La maggior parte della gente più che ragionare con la propria testa prefersice ragionare da tifoso un hooligano. Sarà la kasta? Sarà la cultura? Sarà la genetica? Bho.

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 16:22

    Ma no, non volevo die qesto, anzi il contrario.
    Vedi che Alberto ha trovato n modo n po' brtale di comnicare e essere segito. Esiste solo il suo modo o quello anestetizzante del potere?
    Io dico di no, ma ci vuole un po' di fantasia per individuare quelle crepe del "linguaggio" attraverso le quali si possano insinuare quelle istanze che vedono come obiettivo una presa di coscienza dal basso.

    Certo che quella che scrive che è contenta di essere una delle cagne di Bagnai è proprio pazzesca.

    Ve la linko che sennò non ci si crede:

    http://goofynomics.blogspot.it/2013/07/oggi-arriveremo-cinque-milioni-di.html?showComment=1374661063421#c2213413284690400273

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 17:19

    E infatti io mi riferivo alla mastina di Bagnai, no al tuo discorso

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 17:27

    La concausa della crisi è l'Euro?! Ma certo cialtroni !! Si torna alla liretta svalutabile all'infinito per restare nel mercato mondiale! A chi giova, chi pagherà il salatissimo conto? Il proletariato italiano naturalmente. Chi ci guadagnerà? L'imperialismo USA prima di tutto, perchè l'Euro è una valuta in competizione con il Dollaro per gli scambi internazionali. Secondariamente, la borghesia italiana del "piccolo è bello", quella dei bassi salari e degli insignificanti investimenti. Ma non si può tornare in dietro, la storia va avanti, la crisi non si arresterà così facilmente a buon prezzo. Già, perchè per questi venditori di fumo se la Lira è la panacea di ogni male, non possono capire che è invece proprio quello che serve, per l'italia, per far scoppiare quella RIVOLUZIONE che questi cani vogliono evitare. E già, uscire dall'Euro, non dal capitalismo!! Il ritorno alla Lira accelererà la crisi, bene! Saluti rossi.

    Migliorati Isidoro

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 17:28

    Capiamoci: NESSUN APPOGGIO A CHI VUOLE IL RITORNO ALLA LIRA! I COMUNISTI SONO CONTRO LA LIRA, QUANTO CONTRO L'EURO ED IL DOLLARO. BISOGNA USCIRE CON UNA RIVOLUZIONE COMUNISTA DAL CAPITALISMO! Se i cialatroni reazionari riusciranno ad rintrodurre una valuta nazionale, i rivoluzionari l'useranno contro il capitalismo di casa nostra e contro l'imperialismo in generale.
    Saluti rossi.

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 17:40

    Ovviamente si scherza. Non vorrei che questa signora si offendesse

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 17:46

    Si offenda quanto gli pare se scrive che è contenta di far parte dei mastini di bagnai significa che è contenta di essere un cane femmina metaforico.
    Io fossi nei seguaci dell'eGonomista mi sarei offeso a essere chiamato "suo" mastino.
    Ma loro sono contenti quindi se gli dico che nella metafora di Bagnai sono cani i seguaci maschi e cagne le seguaci femmine dico quello che ha scritto lui e che una seguace ha sottoscritto con entusiasmo.

  • Anonimo scrive:
    24 luglio 2013 17:48

    Isidoro

    Hai le idee chiare. Bravo.
    Mi raccomando il crevello non deve essere mai messo in posizione "on" sennò ti mettersti a pensare e ti fa male.

  • chiara ped scrive:
    24 luglio 2013 22:01

    Pietosi esaltati. Si' piccolo e' bello, chiedetelo al 50% degli assunti, finché' si assumeva, da piccole medie imprese. Le stesse che se li tengono quei dipendenti, oltre ogni ragionevole considerazione economica! Investono poco? Investire in capitale umano e' poco?
    La prosopopea di bagnai e' oltremodo indisponente, ma a differenza vostra, inutili usurpatori degli ideali comunisti, il suo discorso e' UTILE e molto molto piu' rivoluzionario!

  • Anonimo scrive:
    25 luglio 2013 00:58

    Lo vedremo abbastanza presto se è utile.
    Io ne dubito molto.

  • Anonimo scrive:
    25 luglio 2013 09:28

    Chiara è proprio un'idiota, ma che ci fa su questo blog una così?
    Grillo coi suoi soldi ci fa quello che vuole? Ma questa è un'affermazione di un berlusconismo impressionante!
    In primo luogo, nella società capitalistica, non c'è chi ha soldi senza avere responsabilità.
    Se io guagagno 600 euri al mese, mentre Grillo ne prende 14 mila solo per affittare delle proprietà private a dei ricconi che vengono a vivere nella sua villa, questo significa che il capitalismo frutta interesse ai proprietari che non lavorano, mentre opprime i proletari che lavorano.
    Sono proprio curioso come riuscirete a fare la vostra scuola di marxismo

  • Anonimo scrive:
    25 luglio 2013 09:28

    Chiara è proprio un'idiota, ma che ci fa su questo blog una così?
    Grillo coi suoi soldi ci fa quello che vuole? Ma questa è un'affermazione di un berlusconismo impressionante!
    In primo luogo, nella società capitalistica, non c'è chi ha soldi senza avere responsabilità.
    Se io guagagno 600 euri al mese, mentre Grillo ne prende 14 mila solo per affittare delle proprietà private a dei ricconi che vengono a vivere nella sua villa, questo significa che il capitalismo frutta interesse ai proprietari che non lavorano, mentre opprime i proletari che lavorano.
    Sono proprio curioso come riuscirete a fare la vostra scuola di marxismo

  • Anonimo scrive:
    25 luglio 2013 13:22

    Anonimo babbeo

    Ma che vuoi che Grillo li dia a te i soldi?
    Smamma ragazzino che quelli come te non servono a nessuno.

  • Anonimo scrive:
    25 luglio 2013 14:20

    Anonimo delle 9:28. Guarda, hai ragione, ma non è che quelli che vogliono fargli le scarpe a lui siano migliore.

    Leggiti il primo rigo di questo post ad esempio: http://www.movimentorevolution.it/?p=982

    IL VILE BRIGANTE

  • Anonimo scrive:
    25 luglio 2013 14:21

    Ragione ovviamente non sull'idiota a Chiara, ma sulla critica a Grillo

    IL VILE RIGANTE

  • Anonimo scrive:
    25 luglio 2013 22:37

    Grillo non deve avere tutti quei soldi. Chi ce l'ha è moralmente una carogna e socialmente un nemico

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