Programma 101, Salerno, 23 febbraio

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lunedì 14 gennaio 2013

IL NOSTRO DESTINO

«Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguire virtute e canoscenza»
A bilancio della II. Assemblea nazionale del Mpl  

di sollevAzione


Abbiamo fatto un altro passo avanti. Piccolo, ma l’abbiamo fatto. Non fosse stato per le disperate condizioni economiche in cui tanti di noi versano, saremmo potuti essere di più.
Sembra già passato tanto tempo, ma il Mpl non ha neanche un anno di vita, visto che la nostra prima Assemblea l’abbiamo celebrata nel marzo dell’anno scorso. Rispetto ad allora abbiamo conosciuto, in quanto a militanti ed attivisti, una crescita modesta. Ci aspettavamo di più? Certo che ce lo aspettavamo. Non siamo gente che cerca scusanti. Questo sviluppo lento, molecolare, insufficiente, dipende, oltre che da una situazione sociale difficilissima, anche da nostri errori, da limiti congeniti che ci portiamo dietro.

Ma qui è bene ribadire ciò che è stato detto a Chianciano. Noi non abbiamo voluto fondare un altro partitello rivoluzionario di sinistra, con la pretesa di candidarsi alla guida della palingenesi rivoluzionaria. Ci siamo raggruppati con un obiettivo più modesto. Conficcare, dentro il recinto di una sinistra morente, quattro idee forza, che si riassumono in quattro parole: fronte ampio, sollevazione popolare, sovranità nazionale, socialismo. Un gettare un seme affinché germogli una pianta nuova.

Queste quattro idee-forza sono tenute assieme da una visione più generale: che questo sistema attraversa una crisi epocale, che non è quindi solo economica e politica, ma di civiltà. Alla fine la società tutta, non solo il popolo lavoratore, sarà spinta a scegliere: o accettare un nuovo Medio evo o combattere per un rinascimento socialista. Questo bivio non è dietro l’angolo, ci arriveremo tuttavia passando attraverso una serie di bufere sociali e sconvolgimenti politici.

Non c’è alcuna speranza di resistere in questo periodo tempestoso scavandosi ognuno la propria trincea. Siamo alle porte di una guerra di movimento che farà a pezzi il “piccolo vecchio mondo antico”, che porterà alle estreme conseguenze lo scompaginamento già in atto. Dopo, necessariamente, i tanti rivoli in cui oggi si disperde oggi l’energia sociale, troveranno le vie per congiungersi e confluire nel fiume in piena della sollevazione popolare.

Sollevazione come sinonimo di rivoluzione? Non proprio. Le parole sono importanti, i concetti tanto più. Sollevazione non sarà un singolo evento salvifico, essa è un moto, una serie di sussulti sociali, di attacchi cui seguiranno momentanee ritirate. In questa temperie potrà prendere forma il fronte ampio di cui parliamo, un fronte in cui entreranno i settori sociali più disparati, che oggi sono solo cascami della crisi sociale, disiecta membra di un “popolo” eviscerato di ogni spirito vitale. Uno spirito che riguadagnerà nelle battaglie che si approssimano.

Ecco! Il Mpl si considera una leva per dare vita a questo fronte, un lievito per dargli consistenza e forma politica. La posta in palio sarà enorme: il governo di questo paese. In una parola il potere. Essere lievito significa questo: essere interni alla tempesta, ai processi sociali di sollevazione popolare, ma esserci sapendo indicare il che fare una volta che questo fronte sia riuscito a strappare il potere dalle mani di un’oligarchia globale predatoria che ci tiene soggiogati grazie all’ausilio di una “élite compradora” che gli funge da cinghia di trasmissione nazionale.

Non siamo qui per edificare una nuova setta, ciò significa che il nostro destino è appeso alle sorti della battaglia, alla giustezza delle nostre idee, alla nostra tenacia. Se sapremo davvero essere lievito e leva di un fronte rivoluzionario avremo assolto alla nostra funzione. Poi si vedrà. Ma se le nostre idee —quello che abbiamo definito il “quadrilatero programmatico”: fronte ampio, sollevazione popolare, sovranità nazionale, socialismo— si riveleranno giuste, spariremo volentieri per dare vita ad una cosa ben più grande, ad una grande forza politica socialista e rivoluzionaria.

Tornando alla nostra Assemblea. I motivi di soddisfazione sono più forti di quelli deludenti. Abbiamo mollato gli ormeggi, si va in mare aperto. La cosa inevitabilmente spaventa alcuni, che preferirebbero gli si continuino a raccontare le vecchie storie e a spacciare tradizionali ma effimere certezze ideologiche. Ma la gran parte di chi ci segue ha compreso, e questo ci da la spinta sufficiente a raggiungere e superare le Colonne d’Ercole.

Per aver voluto avventurarsi nell’ignoto, per aver seguito la sete (innata nell’uomo) di conoscenza e conquista di traguardi sempre alti e lontani, anche a prezzo di perdere la vita, Ulisse mentì ai suoi compagni e sfidò la prescrizione divina. Per questo Dante gettò Ulisse all’inferno.

Anche noi, non perché mentiamo, piuttosto per la sfida che lanciamo, andremo forse incontro alla medesima condanna. Sappiamo bene di avere contro un Dio, quello di una tradizione politica moribonda, di certezze che di sicuro han solo la loro evanescenza. Non sarà dunque questo Dio che farà affondare la nostra nave ma, semmai, le tempeste a cui andiamo incontro. Peggiore destino sarà quello di chi, pur di non arrischiarsi ad andare verso un futuro incerto, finirà per marcire nella sua rada immaginaria.

«Considerate la vostra semenza:

fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguire virtute e canoscenza»



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27 commenti:

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2013 18:34

    Non abbiamo però davanti a noi un Dio onnipotente, onniscente ed eterno quindi, possiamo sconfiggerlo mettendo da parte la nostra paura e unendo le forze di tutti noi.
    Avanti o popolo!

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2013 18:55

    Più che esortare il "popolo" a farsi avanti, qui c'è bisogno che ogni persona che dice di aver capito, si faccia avanti, che esca dal letargo, che ingaggi la lotta, che si organizzi. Le chiacchiere stanno a zero.

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2013 19:16

    Una domanda: di tutto questo Ferro cos'ha detto?

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2013 19:49

    Ti rispondo io in quanto presente all'assemblea. Mariano Ferro, come sai, è un imprenditore agricolo siciliano. La sua provenienza non è quella dei gruppi marxisti da cui venivano inevitabilmente molti dei presenti. Nel suo primo intervento ha sostenuto che più che di teoria e di discussioni c'è bisogno di dare l'esempio, di insorgere. Non c'è bisogno, secondo lui, di qualcuno che abbia la ricetta politica perfetta e giusta, ma di qualcuno che "giri la chiave" per avviare il motore della rivoluzione per il quale tanta gente è già in attesa. Tuttavia ha seguito con attenzione il dibattito di tutti, e alla fine, lasciando perdere il suo ruolo di ospite, è intervenuto nel merito della discussione, del tutto all'interno del dibattito dell'associazione

    (Alessandro)

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2013 19:57

    So chi è Mariano Ferro in quanto suo conterraneo. Ma nel merito cos'ha detto nelle varie discussioni

  • Anonimo scrive:
    14 gennaio 2013 20:28

    Demetrio:
    "Conficcare, dentro il recinto di una sinistra morente, quattro idee forza, che si riassumono in quattro parole: fronte ampio, sollevazione popolare, sovranità nazionale, socialismo."
    1) Il "fronte ampio" dipende molto dalla possibilità di diffusione delle idee che si ritengono "giuste". Perciò occorrerebbero mezzi di diffusione idonei e per questi necessiterebbero di abbondanti finanziamenti.
    2)"la sollevazione popolare" é cosa aleatoria perchè necessita fervida unità di opinioni la quale, come già detto più sopra, é condizionata dalla possibilità di diffondere ampiamente l'idea o, quanto meno, una informazione aggiornata e veritiera, tale da presentare alla gente la realtà storica del momento e le soluzioni atte a porre rimedio al disastro in corso. Se poi per sollevazione si intende una sommossa in scala nazionale, sia pure sacrosanta, al punto i cui siamo il discorso si complica assai e si colloca nell'ambito delle fantasie tenendo conto di quello che c'é oggi in fatto di strategie ed armi atte a schiacciare ogni velleità rivoluzionaria "non autorizzata" (le "primavere arabe" erano autorizzate nonché possentemente sostenute dal sistema internazionale di potere (ci crede solo qualche sprovveduto o finge di crederci qualche mestatore amico del giaguaro che siano state spontanee e realizzate con il fai da te).
    3) La "sovranità nazionale" ha due modalità per venire realizzata (o meglio: "riconquistata": avere la forza militare per combattere e vincere una terza guerra mondiale (magari con l'aiuto di uno sbarco in forze di Marziani .....) oppure vincere le elezioni ogni volta che si può. Ma per vincere le elezioni occorre avere la maggioranza. Basterebbe comunque ripristinare la sovranità monetaria (alla Auriti, senza ricorrere a formule d'importazione). Ciò, forse, si potrebbe fare se si vincono le elezioni perché la sovranità monetaria sono molte le formazioni politiche che la desidererebbero e che hanno capito che sarebbe l'unica soluzione per risalire l'abisso in cui stiamo scivolando. Per vincere le elezioni però bisogna formare coalizioni politiche forti per numero, il che si può ottenere lasciando da parte pregiudizi anacronistici e assolutamente controproducenti nel momento storico attuale .
    4) "Socialismo". Scrivo questo vocabolo con la ESSE maiuscola per rispetto alla nobiltà dell'Idea, ma sono tante le opinioni su quest'idea. Occorrerebbe specificare di quale socialismo si intende parlare: di quello dei Kolkoz o di quello dei Kibbutz?
    A parte quanto detto finora, vorrei soffermarmi un istante sull'espressione "dentro il recinto di una sinistra morente" che mi mette una certa malinconia e mi suggerisce una domanda amara: siamo sicuri che la "sinistra", quella "vera" e vorrei riferirmi a quella come l'intendeva Berlinguer, non sia gà morta e seppellita?. Berlinguer e Moro, con i loro concetti di convergenze parallele e di compromesso storico, idee genialissime, sono stati letteralmente entrambi assassinati e seppelliti nella fossa delle opportunità perdute per sempre.
    La "sinistra" tout court" , del resto, per chi ha seguito la storia di questi ultimi decenni, è stata ufficialmente dichiarata contraria agli interessi del N.W.O e quindi, bollata di un anatema irrevocabile, colpita da una "fatwa" senza appello: condannata a morire (come infatti sta avvenendo). Cioé non serve più al progetto imperialistico nonostante, a suo tempo, sia stata utile al suo progredire storico. Sarebbe meglio chiamarla con un altro nome, che so: diritto di vivere per tutti gli umani. Infatti é questo diritto di vivere (o meglio: di esistere) che l'imperialismo che oggi sta soffocando il mondo sta contestando a buona parte dell'Umanità, colpevole soprattutto di “esistere”.

  • la congiura degli eguali scrive:
    14 gennaio 2013 23:07

    sono conterraneo anch'io di mariano ferro, e ti domando se per caso tu non sia un inquisitore che vuole fare le analisi del sangue a coloro che si affacciano nei pressi del mpl; ferro comunque è stato protagonista dell'unica lotta popolare in sicilia da almeno dieci anni a questa parte; lotta un sostantivo che è stato cancellato dagli statuti dei sindacati confederali; comunque fa bene l'mpl ad invitare mariano ferro, la sollevazione deve coinvolgere i lavoratori di ogni categoria, altrimenti ce la cantiamo e ce la suoniamo noi soli, perdendo tempo inutilmente.

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2013 11:23

    Mariano Ferro e i suoi Forconi sono stati protagonisti, in Sicilia, di una vera lotta popolare, dal basso. Sono stati la voce di chi è stato ed è falcidiato da questa crisi senza precedenti. La voce di chi sulla propria carne ogni giorno sperimenta l'impossibilità di vivere con dignità e arrivare a fine giornata. Ferro ha detto una cosa molto sottile e degna di attenzione: «La fame non ha colore!». Con ciò intendendo che non è il momento di andare troppo per il sottile, destra, sinistra, proletari, piccoloborghesi, ... stiamo subendo tutti il comune esito di politiche di austerità imposteci dai servi della Ue e della Bce che ci governano. Se l'operaio, il pescatore, l'agricoltore non sanno più di che nutrirsi, si trovano accanto nella stessa lotta per la sopravvivenza il piccolo imprenditore che ha chiuso l'azienda, il piccolo padroncino, che fino ad ieri votava Berlusconi.
    Ferro pensa che queste persone costituiscono già un Fronte, basta solo innescare la miccia. Personalmente sono un po' più cauta, perché gli italiani sono stati buoni risparmiatori e c'è ancora latte da mungere. E' solo questione di tempo.
    A Demetrio voglio dire che il Mpl è consapevole di vivere nel 2013, il Socialismo che vogliamo va costruito con cognizione di causa, esperienze come quella dei Kolkoz e dei Kibbutz non si possono anacronisticamente essere ripetute.
    Daniela Di Marco

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2013 13:15

    Si ma bisogna comunque lottare per egemonizzare i settori di classe media, che altrimenti saranno egemonizzati dalla borghesia (liberale o democratica che sia).
    La questione del socialismo va secondo me "proposta" (attraverso rivendicazioni concrete!) già da ora: non mettiamoci addosso preventivamente cappi "democratici"! Voglio dire, con i Grillo ci saranno INEVITABILMENTE momenti di unità tattica anche di medio periodo, ma perdio ha pur sempre detto di voler abolire il sindacato questo qua!

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2013 14:35

    Probabilmente Grillo si riferisce ai sindacati intesi come collaboratori delle classi dirigenti che, godendo meritatamente o meno (forse meno che più) la fdiucia di chi si affida al loro patrocinio; si adoperano per "concertare" accomodamenti e compromessi che assai spesso non sono andati a beneficio dei lavoratori (vedasi legge Biagi, riforma pensionistica Fornero, perequzioni salariali non rapportate all'inflazione reale, ecc. ecc.)

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2013 15:00

    Grillo si dichiara per principio contrario alla prassi della "delega" (quasi sempre permanente e delle volte pure quasi ad vitam) in vigore nell'attuale sistema cosiddetto democratico e che consente prevaricazioni sovente inconcepibili (guerre, missioni di carattere dubbio, spese folli per gli armamenti, leggi anti Welfare, riforme in pejus dello statuto dei lavoratori, svendita del patrimonio comune, fregola per il nuleare, appalti ignobilmente svantaggiosi per lo stato, opere pubbliche superflue , sprechi in favore della classe politica, trattative con la mafia, sottoscrizioni di Trattati internazionali capestro, politiche monetarie disastrose, nomina di "capitani" sospetti al timone della nave, ecc.) e talvolta veri e propri tradimenti ai danni dei cittadini che l'hanno incautamente concessa. Grillo, come si sa , è assertore deciso e risoluto della "democrazia diretta" tanto da fare di questa la sua "bandiera di combattimento" secondo il principio "il potere ai Cittadini". Esorta infatti sempre : "Votate per Voi !" .

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2013 15:05

    E' da ritenre che, se il M.5.S e i Grilini riescono a instaurare la Democrazia Diretta, la vera rivoluzione la fanno loro.

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2013 15:35

    Il punto sulla democrazia diretta è chiaramente positivo, tuttavia se i sindacati sono degenerati è affare dei lavoratori lottare per cambiarli. Richiederne l'abolizione è solo una sparata populista e reazionaria.

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2013 17:08

    Geremia:
    Nel suo trattato "Repubblica", il filosofo greco Platone asserisce che "la democrazia é il governo degli incompetenti, dove bisogna ascoltare il parere di qualsiasi stolto e dove ciascuno pensa a sé stesso", rivelando così di adisprezzare le opinioni del popolo in cui, secondo lui, gli ignoranti sono la maggioranza. Nel contempo dimostra invece di avere un'alta opinione dei "Filosofi" ai quali, nel trattato, decide venga affidata la gestione della cosa pubblica. Da rimarcare che i "filosofi", al tempo di Platone, erano persone in posesso di una mente saggia. Della diffusa ignoranza dei ceti cosiddetti popolari, sono convinti per altro molti dei politici che spesso si adoperano pure perché il volgo resti e divenga ancora più ignorante destinando fondi ogn anno più scarsi all'istruzione pubblica.
 Nell'era di Internet, tuttavia, questa caligine obnubilante degli intelletti popolari che i "dotti" definiscono "ignoranza" e che renderebbe il Popolo incapace di badare a sé stesso, si va un po' alla volta diradando contribuendo non poco a rischiarare gli intelletti della "massa" con informazioni culturali, politiche e storiche. 
La "Rivoluzione Grillo" , preso atto di questo fenomeno sempre più diffuso, si basa proprio sul concetto di "cittadino informato e capace quindi di decidere da sé ciò che è conveniente o no per la res publica. Quindi un "Cives compos sui" , cioè un cittadino padrone del proprio destino. 
Una prova delle conseguenze di tale evoluzione antropologico-culturale dovuta ad una informazione libera e non addomesticata , si é avuta nei Referendum del giugno 2011 (iniziativa dovuta ad un politico "illuminato" quanto misconosciuto!) i quali, con i loro risultati contrari alle intenzioni, agli interessi e alle decisioni dei poteri palesi ed occulti, hanno scatenato la "vendetta dello spread" (lettera di Trichet e mezzo colpo di stato). Orrore: i Cittadini che decidono da soli quello che si deve fare o non fare della loro pelle? Ma questa é anarchia !!!
 "Bandiera rossa la trionferà, evviva l'anarchia e la libertà!" ( si noti che anarchia e libertà vengoco citate accoppiate! ) Cosi la gente cantava una volta. Poi la parola "anarchia", siccome dava scandalo ai benpensanti che la traducevano con il significato di "confusione e caos sociale", significato che portava acqua al mulino di chi a sentir parlare di "rivoluzione" gli si rizzavano i capelli in testa (forse non sempre a torto: Cekismo, holomodor, regicidi, purghe e contro purghe ecc.). Di conseguenza, pian piano cadde nel dimenticatoio. Invece "anarchia" significherebbe che ciascun essere umano degno di questo nome, ha il diritto di decidere del proprio destino (ovviamente nel rispetto di quello dei suoi simili) obbedendo a leggi adottate di comune accordo con altri umani come lui senza che chicchessia si ritenga più umano degli altri: una società di eguali, dunque.
 Quando, moltissimi anni or sono, gli Israeliti reclamarono presso il Gran Sacerdote chiedendo che anch’essi volevano farsi governare da un re come i Filistei e gli altri popoli circostanti (i quali, poveretti loro, ahimé fecero tutti la fine degli Indiani delle Americhe), scandalizzarono il sant’uomo il quale, sdegnato e spoetizzato, chiese loro se non gli bastavano i Comandamenti di Dio.
    Gli uomini del nostro tempo, preferiscono citare le leggi del buonsenso (nel 1789 si parlava anche di una fantomatica “dea ragione) che non è vero siano una fanfaluca dato che persino la Bibbia ci ammonisce che occorre ascoltare soprattutto i suggerimenti del proprio cuore. (Abitereste a due chilometri da una centrale atomica?)
    E che cos'é la Democrazia diretta se non la traduzione pratica di un sano concetto di “anarchia”?



  • Lorenzo scrive:
    15 gennaio 2013 17:11

    La democrazia diretta è una fregnaccia. Il M5S è un tipico movimento a base carismatica, tenuto assieme dalla personalità di Grillo. Senza di lui non sopravviverebbe due settimane.

    Non volete capire che il sistema non è riformabile, anche perché abbarbicato a livello globale. Può semplicemente essere aiutato a crepare o puntellato ancora un po'. Discutere le proposte di un partito o movimento ha poco senso: quando tutto verrà giù arriveranno guerre civili e mondiali che spazzeranno le attuali piattaforme programmatiche come rena.

    Verrà anche il momento per ricostruire, ma sarà compito di una prossima generazione.

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2013 18:10

    Ma di che stai parlando? Io inquisitore? Ho posto una domanda, mi sono scordato di metterci il punto interrogativo non c'è bisogno di additarmi come untore, già ce ne abbiamo abbastanza inquisitori in giro per l'Italia non ti ci mettere pure te

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2013 18:14

    Mi scusi Daniela, sono siciliano anch'io e so qual'è il messaggio di Ferro. Quello che chiedo è: Ferro è d'accordo col vostro programma socialista o no? Perchè Ferro fa bene a voler girare la chiave epr far partire il motore, ma bisogna capire dove questa macchina deve andare.
    Luigi

  • la congiura degli eguali scrive:
    15 gennaio 2013 19:48

    il ruolo di inquisitore non mi si addice; sarei curioso di sapere il perchè della tua domanda su mariano ferro; a me di mariano basta sapere che è stato alla testa dei forconi, che hanno fatto parlare dei problemi drammatici dei siciliani.

  • Anonimo scrive:
    15 gennaio 2013 21:09

    E il dopo? Mica sono critico su Ferro ma denunciare e basta non serve più. Vogliamo utilizzare la spinta dei forconi per realizzare questo fronte per realizzare una nuova democrazia o no? Che non posso porle domande così oppure devo solo ubbidir tacendo? Tipico dei bigotti della cultura cattolico-protestante: "E poichè non sei nè caldo nè tiepido ti sputerò dalla bocca". Concetto che si addice a tutti, ai comunisti, ai fascisti e ai congiuratari.

  • roberto b scrive:
    16 gennaio 2013 13:17

    Bene avete fatto a ricordare l'invocazione dell'Ulisse dantesco ai suoi, la prima e possente voce interamente laica della Commedia, ma ricamandoci un po' su, la "canoscenza" a Ulisse ha portato sfiga, perché il "turbo" (la tempesta perfetta) se l'è inghiottito. Però Ulisse, pagando sulla propria pelle l'azzardo, ha lasciato alla storia il suo appello, e non è poco

  • la congiura degli eguali scrive:
    16 gennaio 2013 18:09

    sono agnostico, sulla congiura degli eguali ti rimando alla storia di francia, vedi babeuf; e quando sputerai attento che il vento non faccia fare boomerang, e quindi ti consiglio di coprirti il viso; sei molto saccente ed offensivo, tipico degli intolleranti dei quali faccio volentieri a meno di averli come compagni di lotta; a me preme dialogare e confrontarmi con quanti sono propensi alla crescita collettiva e non alla regressione comportamentale e culturale, della quale dimostri di essere un esemplare da evitare.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 20:36

    Se mi aggeredisci io rispondo, di che ti lamenti? Sei tu che sei premunito nei miei confronti quindi lascia perdere.
    PS
    Riguardo alla cultura cattolico-protestante non mi riferivo al credo religioso ma appunto alla cultura, intesa come stato mentale, inconscio che riguarda noi occidentali, nessuno escluso.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 20:37

    E poi secondo la mia frase quelli che sputavano erano quelli come te non io

  • la congiura degli eguali scrive:
    16 gennaio 2013 21:39

    non sono affatto premunito, ho solo risposto al tuo atteggiamento verso mariano ferro, come se volessi esaminarlo per vedere se fosse compatibile con la sollevazione popolare in prospettiva del socialismo; mariano lo ripeto ha fatto ciò che altri non fanno, e per il quale sono ben pagati dai lavoratori:cioè indicare la sollevazione popolare contro il governo dei banchieri e dei loro sodali, fra i quali il pd è il servo principale.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 22:38

    E' bestemmiare chiedere se Mariano Ferro è compatibile con il progetto di sollevazione socialista? Non ho mai detto che distimo Ferro anzi, ma è buona norma capire quali sono gli interessi in gioco e vedere se questi interessi possono avere una sintesi che metta tutti d'accordo dopo codesta sollevazione? Il golden goal non si pratica più, le partite finiscono al novantesimo; non so se mi spiego. Quindi la domanda è semplicissima: cosa succederà quando l'arbitro fischierà la fine?

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 22:39

    Ho fatto un errore ortografico, il punto interrogativo prima di sollevazione non considerarlo.

  • la congiura degli eguali scrive:
    17 gennaio 2013 19:29

    la tua domanda è legittima, però se si vuole tendere al socialismo, non si può essere indifferenti a ciò che si muove nella società e a coloro che si ribellano perchè stritolati in un modo o nell'altro dal sistema; sui forconi la così detta sinistra radicale ha chiuso gli occhi ripetendo le solite frasi ideologiche che occorre lavorare ed essere presenti nel territorio; come se i forconi stessero su un altro pianeta e non in mezzo a noi.

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