Salerno 7 dicembre: Manifestazione per il Donbass

giovedì 1 novembre 2012

SIRIA FERMARE LA GUERRA - appello internazionale

PRIMA DELLA GUERRA CIVILE. 3 maggio 2011:
una pacifica protesta di massa nella città costiera di Banias
«Sì alla democrazia, no a un intervento straniero»!

di Ernesto Cardenal, Gianni Vattimo, Samir Amin, Padre Alex Zanotelli, Hans von Sponeck, Norman Paech, Annette Groth, Margherita Hack, Niema Movassat ......


Col ben noto cinico pretesto di “porre fine ai massacri e riportare la pace” potenti circoli imperialisti euro-atlantici, spalleggiati dai soliti satrapi regionali, da tempo tramano per invadere la Siria e installarvi un governo fantoccio.
Esacerbare la guerra civile, finanziando e armando i gruppi ascari dell’opposizione, è funzionale al loro disegno neocoloniale che mira a destabilizzare ulteriormente il Medioriente con l'obiettivo ultimo di una attacco all'Iran, tanto desiderato da Israele. L’Appello che qui sotto pubblichiamo va nella direzione opposta, quella di cessare la guerra fratricida, aiutando il dialogo tra le forze patriottiche dell’opposizione e quelle governative, isolando gli oltranzisti da una parte e dall’altra, sventando quindi ogni ingerenza imperialistica.


IL TESTO DELL'APPELLO INTERNAZIONALE 
Firmalo scrivendo a: movimentopopolarediliberazione@gmail.com con oggetto «adesione appello Siria»

«Noi, sottoscritti, appartenenti ad una società civile internazionale sempre più preoccupata per il terribile spargimento di sangue in Siria, stiamo sostenendo una iniziativa politica basata sui risultati della missione che alcuni nostri colleghi hanno svolto a Beirut e Damasco nel settembre 2012. Questa iniziativa consiste nel chiedere che una delegazione internazionale di personalità di alto livello possa andare in Siria allo scopo di discutere con i principali attori politici per aprire la strada a una soluzione politica del conflitto armato in Siria, un conflitto che minaccia seriamente la pace nel mondo e l'esistenza della Siria come nazione  indipendente e sovrana.

In questa prospettiva sosteniamo pienamente la seguente dichiarazione:

Tutti gli occhi sono puntati sulla guerra in atto in Siria, una guerra che sta annegando nel sangue il suo popolo. Siamo molto preoccupati non solo perché il conflitto ha oramai acquisito una pericolosa dimensione geopolitica. Il legittimo movimento del popolo siriano per i diritti democratici, inizialmente pacifico, sorto sull’onda di quello dei suoi fratelli arabi, rischia di trasformarsi in una guerra civile settaria con un massiccio coinvolgimento regionale e internazionale.

Siamo consapevoli che nessuna delle parti in lotta potrà vincere una guerra di logoramento in un prossimo futuro. Il popolo siriano e quello arabo debbono quindi fare attenzione affinché le conquiste della loro resistenza contro il predominio occidentale e israeliano e le dittature regionali, non vadano in malora e non vengano distrutte.

Allo scopo di salvare le conquiste e di continuare la lotta per la democrazia, la giustizia sociale e l'autodeterminazione popolare, è indispensabile una soluzione politica del conflitto attraverso una soluzione negoziata. Solo in questo modo il settarismo religioso verrebbe contenuto, l'intervento straniero scongiurato, e il movimento democratico di massa potrà prevalere.

Agiremo quindi a sostegno di una soluzione politica per porre fine allo spargimento di sangue seguendo questi criteri:

1) Noi sosteniamo pienamente l'avvio di un processo politico dovrebbe iniziare con i negoziati e il cessate il fuoco. Questo dovrebbe andare di pari passo con un processo di de-escalation e de-militarizzazione che permetta al popolo siriano di esprimere la propria volontà pacificamente e, infine, di andare alle urne.

2) Dal momento che qualsiasi soluzione deve essere basata sulla volontà sovrana del popolo siriano noi rifiutiamo categoricamente ogni tipo di intervento militare, da qualsiasi parte esso venga.

3) Il rispetto del diritto sovrano all’auto-determinazione implica il rispetto dei diritti democratici e sociali della stragrande maggioranza del popolo. Pertanto, nessuna grande forza politica deve essere esclusa a priori. Una soluzione pacifica sostenibile dev’essere basata su un processo costituzionale che permetta libere elezioni, organizzate da un governo di transizione a seguito di negoziati.

4) Dal momento che il conflitto ha conosciuto una crescente strumentalizzazione da parte delle sette religiose, che intralcia l’unità popolare basata sulla democrazia, noi sosteniamo tutte quelle iniziative e quelle tendenze esistenti, politiche e militari, che stanno promuovendo la tolleranza interconfessionale sulla base di uguali diritti per tutti i cittadini.

Con la firma di questa dichiarazione vogliamo dare il nostro pieno sostegno alla delegazione internazionale diretta in Siria per l’inizio del 2013, nella speranza che questa iniziativa darà un contributo significativo alla pace nell’area».

Primi Firmatari

• Ernesto Cardenal, poet, Sandinist politician and theologian of liberation, Nicaragua
• Gianni Vattimo, philosopher, Italy
• Hans von Sponeck, retired UN diplomat and university professor, Germany
• Mairead Maguire, peace nobel price laureate, Northern Ireland
• Norman Paech, professor for international law at the university of Hamburg, for MP for the “Linke, Germany
• Manolis Glezos, resistance fighter against Nazi occupation, Greece
• Annette Groth, MP for the “Linke”, Stuttgart, Germany
• Margherita Hack, astro-physicist, Italy
• Gilberto López y Rivas, social anthropologist, Mexico
• Samir Amin, Egyptian-born economist, director of the Third World Forum, Dakar, Senegal
• Werner Ruf, retired professor for political sciences researchin on peace and conflict resolution, university of Kassel, Germany
• Paul Larudee, Co-Founder, Free Gaza Movement, Free Palestine Movement, Global March to Jerusalem, USA
• Santiago Alba Rico, Spanish writer, resident in Tunis, Tunisia
• Carlos Varea González, university professor and leading member of the “Campaign against the Occupation and for the Sovereignty of Iraq” (CEOSI), Spain
• Andrej Hunko, MP for the "Linke", member of PACE, Aachen, Germany
• Walden Bello, MP Akbayan, professor for sociology, Philippines
• Inge Höger, MP for the “Linke”, North Rhine-Westphalia, Germany
• Jean Ziegler, author, Switzerland
• Jesus Iglesias Fernández, senator, Spain
• Francisco Vigueras Roldán, journalist, Spain
• Manuel Garcia Fonseca, former MP and speaker of CSCA (Spanish Committee for the Arab Cause), Spain
• Ignasi Riera Gassiot, writer and ex MP in the Catalonian Parliament, Spain
• Eren Keskin, human rights activist and layer, Istanbul, Turkey
• Richard Falk, professor emeritus for International law and UN special rapporteur, USA
• Ignacio Ramonet, director Le Monde Diplomatique, Spanish edition, France
• Niema Movassat, MP for the “Linke”, Oberhausen, Germany
• Leo Gabriel, social anthropologist, journalist and member of the Executive Committee of the World Social Forum, Austria / Latin America
• Vangelis Pissias, Professor in International Economic Affairs, leading organiser of the Gaza Freedom flotilla, Greece


Lista completa dei firmatari: www.peaceinsyria.org/endorsers.php


per adesioni scrivere a: movimentopopolarediliberazione@gmail.com  con oggetto "adesione appello Siria"
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7 commenti:

  • Anonimo scrive:
    01 novembre 2012 23:09

    Anonimo Geremia
    Sebbene sia improbabile che possa ottenere qualcosa di concreto questo Appello sacrosanto , data la situazione internazionale e considerato quanto è accaduto nell'Africa Settentrionale in special modo con gi orribili crimini contro l'Umanità (Bani Walid é qualcosa che grida vendetta davanti a Dio, se fosse possibile) avvenuti e che continuano ad aver luogo in Libia con rsponsabiltà tremende da parte di chi ha voluto che si arrivasse a tanto solamente per abbietti fini di saccheggio e di predominio (altro che Norimberga ci vorrebbe), l'iniziativa di cui parla l'articolo si deve portare avanti per la Storia, quella con la ESSE maiuscola.

  • Anonimo scrive:
    02 novembre 2012 11:27

    Anonimo 2
    Una malattia mortale può avere diverse fasi: quella di incubazione, quella di lisi e quella di crisi; poi c'è la fase agonica. La Terza Guerra Mondiale ha certamente oltrepassato la fase di incubazione e viaggia ormai nella fase di lisi. Le "rivolte" sovvenzionate e artificiosamente innescate avvenute in nord Africa e in Siria rivelano una fase particolarmente aggressiva e virulenta tesa alla destabilizzazione dei già precari equilibri internazionali. E' chiara l'intenzione che chi ha interesse a destabilizzare ed é allergico a qualsiasi pace diversa da quella perseguita dai suoi piani di colonizzazione del mondo, prima o poi provocherà la fase finale per la quale, in anni e anni di incubazione, ha predisposto sensazionali e mai visti fuochi d'artificio. La gente, mal informata, o non ha capito niente o é in ritardo nel farsi un quadro esatto delle cose. E' come un organismo privo di difese immunitarie. Chi ha capito qualcosa fa quello che può. Il che non basterà probabilmente a salvare il mondo ma, se non altro, li sgrava di fronte alla propria coscienza di uomini liberi che amano la Libertà dell'Umanità intera e vorrebbero che il Pianeta non diventasse un allevamento di polli.

  • Anonimo scrive:
    02 novembre 2012 15:03

    Invece ha ragione l'appello. La rivolta popolare siriana (altro che manipoli di terroristi!) nasce dal fatto che la maggioranza dei siriani non ne può più del regime dispotico degli Assad. Libertà e democrazia in Siria e resistenza contro la minaccia israeliana debbono marciare assieme. Speriamo che sia davvero possibile una soluzione negoziata che ponga fine ai massacri.

  • Anonimo scrive:
    02 novembre 2012 16:03

    'mereKano

  • Anonimo scrive:
    03 novembre 2012 23:53

    sebbene fosse improbabile che questa appello ottenga dei buoni risultati, perchè come sempre succede, c'è chi ha già deciso!per i propri e me personalmente incomprensibili interessi. vale la pena sostenere l'appello con la speranza che un giorno il mondo possa VERAMENTE cambiare.

  • Anonimo scrive:
    04 novembre 2012 17:51

    Per mettere le mani sul petrolio iraniano ed eliminare un nemico dell'imperialismo USA ( come si è fatto con Iraq e Libia ) si armano mercenari al soldo della CIA per isolare e quindi invadere il Paese che non ubbidisce agli ordini dell'Impero.

  • Ottaviano scrive:
    17 novembre 2012 21:36

    ----------
    Dietro a tutti i disordini del NORDAFRICA, come al CONFLITTO SIRIANO c'è, come sempre, IL PIU' GRANDE STATO CANAGLIA, LADRONE E SACCHEGGIATORE DELLA STORIA ! Dalla devastazione del Medio Oriente, IL GRANDE IMPERO CANAGLIA, CON LA COMPLICITA' DEL PUSILLANIME ORCOCCIDENTE, spera di ricavare immense ricchezze con il furto del petrolio, la truffa della ricostruzione e soprattutto con l'imposizione militare della propria moneta (=carta igienica, senza alcun controvalore!) in cambio di ricchezze reali!

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