martedì 23 gennaio 2018

BAGNAI CON LA LEGA: UN GIORNO TRISTE di Moreno Pasquinelli

[ 24 gennaio 2018 ]

Non condivido quanto scrive l'amico Sergio Cesaratto, che non solo si "complimenta" con Bagnai per la sua scelta di candidarsi con la Lega di Salvini ma gli si augura "un grande successo".

Non nascondo anzi la mia tristezza. E non ci consola per niente il fatto che noi, già nel 2013, avessimo previsto che Bagnai si sarebbe buttato con la destra. In cuor nostro speravamo non sarebbe mai accaduto.

E' triste dirlo ma era tutto già scritto, sin da quando il Nostro ci diede addosso dicendo che "l'uscita da sinistra dall'euro" era una fregnaccia; quando, per giustificare la sua pulsione a siglare il patto col diavolo, sosteneva che siccome l'euro è nazista ogni uscita sarebbe stata benefica, anche se nazional-liberista. 

Non c'è dubbio alcuno che l'essenza della Lega di Salvini sia liberista (sorvoliamo per carità di patria su razzismo, securitarismo fascistoide ecc. ed altre schifezze). Ma questo Bagnai lo sa benissimo, per questo è politicamente grave che si sia messo al servizio di Salvini per camuffare il liberismo reazionario con una spruzzata di keynesismo sinistrorso. Il keynesiano de' noantri, verrebbe da dire. E che pena che il Nostro abbia accettato di dare la notizia partecipando ad una una conferenza stampa voluta da Salvini per rispondere in tempo reale alla mossa di Berlusconi che da Bruxelles si accreditava come un europeista al cento per cento e garantiva a Lorsignori che Salvini medesimo... è un cane che abbia ma non morde.
Berlusconi eurista, Salvini euroscettico.... Un'Armata Brancaleone, quella delle destre, compatta solo su una "cosetta": la visione neoliberista, che Berlusconi declina in modo ordoliberista mentre Salvini in quello all'amatriciana.

Consapevole di aver accettato il ruolo di comparsa in una corte dei miracoli ecco come Bagnai la racconta a Radio radicale:
«Noi non apprezziamo molto il metodo del processo d'integrazione europea proprio perché in nuce è un metodo e un processo che tende a negare il valore delle differenze e a schiacciarle; tutti i paesi devono essere uguali, se non si è uguali non entri; beh, questa coalizione di centro-destra fra le cose che diciamo personalmente apprezzo ha anche il fatto di essere una coalizione plurale e il fatto che Berlusconi rivendichi un suo afflato europeista e dei contatti con le istituzioni europee ai massimi livelli come ho già detto in conferenza stampa dal mio punto di vista è un vantaggio, un asset come direbbe un economista (mi faccia parlare da economista) per la coalizione piuttosto che essere una passività una liability per un motivo molto semplice che è opportuno che nella coalizione ci siano interlocutori che siano in grado di rapportarsi con le istituzioni europee sotto qualsiasi scenario ci si dovesse presentare».
Davvero patetico. 

Ciò che come economista Bagnai si era guadagnato sul campo, egli ora lo ha gettato nel cesso con la sua farlocca scelta di campo. Ingenuità politica? narcisismo? ambizione? Forse un miscuglio dei fattori. Come andrà a finire? Male!

Ps

Che poi l'uscita dall'euro sia solo il "Piano B", essendo quello "A" il restarci, è cosa oramai nota. Vale la pena segnalare come Borghi Aquilini abbia spiegato questo aggiustamento non da poco
«L'aspetto della dissoluzione concordata [dell'eurozona, NdR] per noi è stato sempre fondamentale. Cos'è stato il cambiamento? E' stato l'arrivo di Macron in Francia invece di madame Le Pen. Se ci fosse stata madame Le Pen questa dissoluzione concordata sarebbe già avvenuta, adesso ci vuole un po' più di tempo».
Capite cos'è il "Piano B"? 
Non l'uscita unilaterale, sovrana e costituzionale, sempre esclusa, anche dal Bagnai (fu un punto della nostra polemica), ma lo smantellamento concordato dell'eurozona con tedeschi e francesi. Aspetta e spera.. 

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30 commenti:

  • dexxo dex scrive:
    23 gennaio 2018 22:14

    Sarà... Non che mi piaccia la cosa, ma se dopo anni e anni non si è riusciti nemmeno a presentare una lista di sinistra sovranista i problemi da questa parte sono grossi cari miei.

  • Anonimo scrive:
    23 gennaio 2018 22:53

    Ringrazio Pasquinelli per questo pezzo. Bagnai é comunque l'ennesimo intellettuale di sinistra portato via dai neofascisti della Lega. Le stesse radici del secessionismo leghista si trovano nella Sinistra marxista piemontese

  • Pugacev scrive:
    23 gennaio 2018 23:52

    Ora sono proprio curioso di sapere se il ruolo che svolgerà la Lega nel prossimo parlamento sarà più progressivo di quello degli "ortotteri".
    Secondo voi quali dei punti del programma leghista vedranno la luce:
    -Il recupero della sovranità monetaria - fosse anche solo mediante l'introduzione dei minibot - oppure la flat tax, che lo stesso Bagnai ha aspramente criticato nel suo blog come pilastro del Washington Consensus?
    -La ripresa degli investimenti pubblici, condizione necessaria per uscire dal tunnel anche in base al verbum Alberti, oppure la riduzione delle tasse ai più ricchi a fronte di un'ulteriore compressione della spesa - vale a dire quelle politiche Bushiste che dopo il 2000 hanno rimesso quattro spicci in tasca alla classe media sottraendo loro migliaia di dollari per l'aumento delle spese sanitarie e d'istruzione, e riducendo così la capacità di spesa della stragrande maggioranza dei cittadini americani?
    -Uno stop alla svendita del patrimonio pubblico e dei gioielli industriali in mano alle partecipate rimaste, che Bagnai ha denunciato per anni anche nei suoi libri, o un'accelerazione ulteriore del loro saccheggio (da parte per lo più di soggetti esteri), come da programma del centrodestra?
    Si accettano scommesse. Ma non si può escludere che Bagnai non si faccia illusioni, e che il senso dell'operazione sia per lo più di carattere comunicativo e relazionale: divenuto parlamentare, è probabile che costruisca una rete più stretta con circoli d'èlite e che lo vedremo più spesso in TV. Così, con le sue alleanze al vertice e ospitate televisive, spianerà finalmente al popolaccio boia la via per il sol dell'avvenire. Robert Michels e Gaetano Mosca sorridono dall'aldilà. Ma anche no.

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 02:27

    Bravo Bagnai!!!

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 05:03

    A questo punto tocca votare Lega, portarla al 51%, e vedere come applicherà il Piano B.
    Altrimenti, dopo, potrà appellarsi al "ce lo chiede Silvio (e Renzi)", e morire (politicamente) piddino.francesco

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 10:00

    In effetti non sarebbe una brutta idea votare Lega. Chi si trova nei collegi voti Bagnai. Si potrebbero aprire spazi anche per noi. Ormai é evidente che bisogna attraversare per lasciarsi alle spalle il fiume immobile della sinistra, che segue come dogma il verbo dell'oligarchia capitalista global. Sovranismo e sinistra sono inconciliabili. Dobbiamo ripartire da zero.

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 10:40

    A chi dovremmo affidarci noi sovranisti,costituzionalisti nonché fermamente contrari all'oligarchia eurista per dare un segnale,anche minimo di ripulsa verso lorsignori e al loro "sogno leuropeo"?Forse ad una striminzita forza politica ancora in nuce,critica certamente del loro piano tutto lacrime e sangue,ma che non andrebbe oltre una risibile percentuale di voti?Ed ora si ricominci con il duello a distanza con Bagnai che è e resta una delle menti più lucide nello squallidissimo panorama culturale italiano.

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 13:13

    Sovranismo è controllo dei confini e controllo della moneta . Salvini è l'unico , tra quelli che portano avanti questi temi , non solo con la sicurezza di entrare in parlamento , ma anche con la possibilità di andare al Governo . Bravo Bagnai .

  • Moreno Pasquinelli scrive:
    24 gennaio 2018 13:16


    SOVRANISMO PORNOGRAFICO

    La triste decisione di Bagnai di passare con la Lega, tra le altre nequizie, ha aperto il Vaso di Pandora dei "diversamente sovranisti", di quelli che a noi, "poveracci", nulla perdonano, mentre a Sua Maestà Bagnai tutto concedono, anche l'essersi messo al servizio del nemico (secondario, ma pur sempre nemico). Cosa tracima dal vaso? una spuma appiccicosa e puzzolente fatta di infantilismo politico, di cretinismo parlamentare, di incoerenza morale.

    Del resto, di che stupirsi? Siamo in Italia, il Paese del trasformismo, dell'opportunismo e del gattopardismo.
    Di economisti keynesiani o pseudo tali che si sono messi al servizio delle élite liberiste ne abbiamo avuti tanti, tra gli altri, tanto per fare due nomi, Draghi e Padoan. Uno più uno meno....

    Alberto Bagnai-Sternterello questo sembra anzitutto, una figura tipica della commedia dell'arte italiana.
    Peggio, uno alla Crispi, o alla Mussolini, due che partirono lancia in resta dall'estrema sinistra, per poi passare armi e bagagli con la reazione. Solo che Bagnai non ha né la statura politica di un Crispi, né il talento di un Mussolini. Coi due ha solo un tratto in comune: una spocchiosa e ingiustificata megalomania. E quando c'è di mezzo la megalomania senza intelligenza strategica, si fa sempre una brutta fine.

    L'ho scritto e lo ripeto, l'economista avrà, nel teatrino di scimmie della politica italiana, un modesto un ruolo di comparsa.
    Cosa potrà mai fare il Nostro, ammesso e non concesso che venga eletto, legato com'è al ceppo del neo-patarino Salvini in un Parlamento di puttane se non fare a sua volta marchette? Il precedente, questo servizietto al liberismo salvinista, non promette niente di buono. Di certo egli freme per svettare come un'aquila in un Parlamento di mezze tacche, di papere e galline. Il suo narcisismo è smodato, dev'essere nutrito in qualche modo.
    Azzardo una previsione: finché gli farà comodo Salvini lo userà, quando gli sarà d'impiccio se ne sbarazzerà, come la Le Pen ha fatto con Florian Philippot. Né più né meno.

    Già, ma che cazzo gliene frega ai "sovranisti da strapazzo" di tutti questi ragionamenti "capziosi"? Essi sono stanchi delle nostre "chiacchiere", vogliono vedere "fatti", "risultati tangibili". E' vero, la scelta di campo di Bagnai è un fatto, che avrà non uno ma più risultati nefasti. Chi vivrà vedrà....


  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 13:27

    Moreno però sul Fn é il contrario. Marine Le Pen si è sbarazzata dell'ala dura - God e Marion - per confermare il suo matrimonio con il gay gollista antifa Philippot

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 13:28

    errata corrige Gud scusami

  • fabio campedelli scrive:
    24 gennaio 2018 14:49

    sarebbe interessante sapere la provenienza regionale di tutti questi Anonimi che simpatizzano Lega , perchè ,io Veneto , dopo anni e anni di governo Lega ,con Zaia il governatore piu' amato dagli Italiani , mi sono rassegnato : che la politica è una fede come quella calcistica , non ha niente di razionale .Infatti in Veneto c'è stato il piu' grande crack bancario italiano , il caso piu' eclatante di inquinamento acquifero ( pafs) , senza dire di quello atmosferico ( PM10) , lo scandalo delle liste d'attesa nella sanità , dove per operarti nel pubblico devi aspettare mesi ,mentre se paghi ,lo stesso primario ,nella struttura privata , ti opera il giorno dopo ,dove la peggior tratta ferroviaria d'Italia è la Verona-Rovigo di competenza regionale e siamo non solo a nord del Po ,ma dell'Adige ...eppure tutti i sondaggi dicono che la Lega farà cappotto .C'è qualcosa di razionale in tutto cio'? PS Naturalmente la lista sarebbe molto piu' lunga , ma penso di aver reso l'idea .

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 16:02

    Pasquinelli inquadra la questione con lucidità centrando l'aspetto squisitamente politico della scelta di Bagnai sorvolando, giustamente, sull'aspetto morale di tale scelta.

    Restando sul punto economico senza ribadire la sfera inaccettabile dei valori "umanistici" della Lega Nord (che non sono poca cosa!) invito a riflettere sulla seguente ipotesi:la lega è un partito liberista, esattamente come Font National, che propone e pratica una politica fiscale e un'amministrazione delle risorse pubbliche di stampo liberista.

    Viene da chiedersi se un partito liberista e di destra che propugna la sovranità nazionale sia credibile e soprattutto in nome e per conto di chi si prefigga tale obiettivo.

    D'altronde, se una formazione politica avesse come priorità le garanzie sociali, quindi il ripristino del welfare e la redistribuzione del reddito, non potrebbe definirsi propriamente di destra, a meno che non si limiti questi obiettivi all'interno dello stato-nazione su base etnica o identitaria. Ma anche in questo caso e maggior ragione resteremmo nel paradigma di un "socialismo" di destra che è storicamente mendace in quanto va a relegare le classi lavoratrici e produttive in posizione marginale,lasciando al capitale il compito di condurre l'economia attraverso la forza dello stato, esattamente come avviene nel sistema ordoliberista.

    Molti, ossessionati giustamente dall'urgenza di riconquistare la sovranità nazionale, e non essendo stato possibile per ora farlo da sinistra, concludono che non sia importante chi ci porta alla sovranità nazionale, tanto una volta ottenuta si riaprono i giochi della democrazia e ognuno utilizzerebbe questa condizione per i propri scopi di classe, nel nome del socialismo, del comunismo, del liberalismo sociale su base corporativista e interclassista, e così via.

    Sbagliato!

    La sovranità nazionale può aprire alla sovranità popolare oppure alla sovranità del capitale.

    Se consideriamo il fatto che nell'economia di mercato globalizzata è proprio la sovranità nazionale l'elemento rivoluzionario di rottura, non è credibile che il capitalismo nazionale residuo la rivendichi sinceramente e integralmente; neanche se facciamo riferimento alla frazione per così dire subalterna del capitale, quella che in qualche maniera, pur restando legata al grande capitale nei processi produttivi, sta pagando il prezzo più alto della globalizzazione.

    La Lega Nord non vuole uscire realmente dall'euro perché la sua base reale di consenso non avrebbe interesse a farlo e non glielo permetterebbe.

    Per base reale del consenso intendo il "deep state" della Lega Nord, il capitalismo produttivo del nord che non sta massimizzando i profitti come vorrebbe ma che per raggiungere i propri scopi di massimo profitto non ha bisogno di rompere con la UE rinunciando ad un'area di libero scambio garantita dalla moneta unica.

    Lo scopo della Lega Nord non è quello di contrapporsi drasticamente e diventare antagonista del capitalismo globalizzato, quanto negoziare posizioni più favorevoli per il capitalismo nazionale residuo senza compromettere gravemente gli interessi del capitalismo globalizzato.

    In questa visione contraddittoria non c'è spazio per i ceti massacrati dalla globalizzazione, neanche per l'ex classe media: PMI che no regge la concorrenza non potendo né delocalizzare ne accedere al mercato internazionale poiché ne subisce il dumping commerciale; agricoltori e allevatori indipendenti non acquisiti dalle multinazionali; commercianti al dettaglio minacciati dagli ipermercati, senza contare i ceti popolari.

    Poi ritornerò su Bagnai, e sul paradosso dell'indipendentismo che si lascia cooptare da una formazione liberista, rinunciando a sostenere la propria battaglia come etichetta indipendente; tanto, nel libero mercato della politica neoliberista c'è posto per tutti, anche per la concorrenza!

    Franz Altomare

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 16:12

    fabio, hai reso l'idea benissimo!
    Qui in Lombardia è anche peggio. La Lega si vanta che è la regione migliore d'Italia, sì, forse, ma nel senso che è la regione in cui il liberismo la fa da padrona, in cui il grande capitalismo finanziario tutto comanda.
    Uno shifo!!!!!
    Mi fanno pena i fessacchiotti sovanisti dei miei stivali che voteranno Lega sperando che vadano al governo anche a Roma.
    Un soggiorno in Lombardia prego...
    Vedere per credere.

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 16:43

    Sono più che d'accordo con l'articolo e il commento di Pasquinelli. Aggiungo solo che a mio modesto parere, l'unica cosa buona a cui stanno portando queste elezioni, è il chiarimento di tanti equivoci per ciò che riguarda il "sovranismo". Si è visto che nonostante gli sforzi encomiabili della CLN non ci sono le forze per un soggetto politico autonomo dei sovranisti. Si è poi capito che i sovranisti di destra sono più di destra che sovranisti (vedi Mori che ha preferito Casapound anziché collaborare con i sovranisti democratici al tentativo di presentare una lista costituzionale). Da ultimo gli opportunisti Borghi e Bagnai, disposti a stare nella stessa coalizione di Berlusconi e a candidarsi nel partito della flat tax, pur di garantirsi un posto in parlamento. Urge mollare questo mondo e iniziare il duro lavoro di costruzione di una forza di Sinistra Patriottica.

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 18:24

    Invece cosa ne pensate della scelta, resa noto lo stesso giorno, dall'avvocato Marco Mori di candidarsi con Casapound.
    Capisco che la maggioranza dei lettori di questo blog non aderirebbe mai a tale formazione. Tuttavia, non potrebbe essere un buon viatico per l'ancoraggio certo di quel partito ad una condivisibile linea di politica economica?
    Inoltre, un nuovo CNL non potrebbe forse ricomprendere anche Casapound? In fondo, la liberazione nazionale è da attuare verso il "regime" di oggi, non certo verso quello che fu 80 anni fa.

  • Anonimo scrive:
    24 gennaio 2018 19:47

    Questa sagoma si candida con i clerico-fascisti, omaggia il frodatore fiscale amico di mafiosi e che forse di politiche keynesiane ne vedrà una pallida l'ombra?
    Un altro nella lunga lista di cialtroni pronti a tutto pur di apparire nei consessi dove si conta per non fare contare tutti gli altri, lavoratori salariati in primis.
    Comunque credeteci ancora alla favola della befana elettorale che porta i regali agli elettori buoni, credeteci.
    Saluti,
    Carlo.

  • Ippolito Grimaldi scrive:
    24 gennaio 2018 21:50

    Il posizionamento di Bagnai ( collocatevi cazzo!) sembrerebbe far intendere che il conflitto Euro si/euro no sia tutto interno al liberismo e precisamente tra ordoliberismo e naziliberismo ( scusate Nazionalliberismo suona male).
    Se fosse così apparirebbe alquanto ridicolo che i nostalgici del nazionalsocialismo e di tutte le altre ideologie e/o modelli socioeconomici che sono stati sconfitti dal liberismo nel secolo scorso abbiano tentato di rientrare in gioco in una battaglia che non gli appartiene.

  • Anonimo scrive:
    25 gennaio 2018 06:53

    Non solo Altroeuropeisti, un'altra Lega è possibile.

    Bagnai cambierà la Lega che cambierà il Centrodestra che cambierà l'Euro-pa che al Mercato il nostro culo donò.francesco

  • Alberto Capece Minutolo scrive:
    25 gennaio 2018 09:05

    Per la verità a me Bagnai non è mai molto piaciuto un po' perché intuivo che cercava visibilità affidandosi all'eresia anti euro, un po' perché economista convinto della scientificità (in senso non dialettico) della sua materia, il che già di per sé significa in qualche modo appartenere alla destra della "necessità". Non mi stupisce per niente che adesso voglia concretizzare con un bel posto da onorevole e sistemarsi a vita: basta guardarlo per rendersi conto da quale Italia del notabilato proviene come del resto capita - a un livello più modesto - con Di Maio. C'è da dire però che la sinistra, quella vera intendo, non è stata in grado di formare, dopo dieci anni di crisi e di massacri - un polo di attrazione credibile sia dal punto di vista delle idee che da quello della coerenza e della forza parlamentare: dunque non ci può stupire se i cortigiani cercano posto altrove.

  • Anonimo scrive:
    25 gennaio 2018 14:41

    Bene le critiche. Ma allora, ditemi: che devo fare? Concordo sul fatto che Bagnai sia un narciso, quello che volete voi. Ma non mi interessano i tratti caratteriali delle persone, ma quello che fanno. Senza di lui il rilievo che il tema euro ha avuto negli ultimi anni in Italia, siamo franchi, non ci sarebbe mai stato. Dunque monumento da erigere.
    Cosa potrà fare da parlamentare? L'ipotesi della grande coalizione all'italiana è la più probabile. Dovesse anche vincere il centrodestra, con un buon risultato della Lega (cioè, prende più voti di FI), un governo dovrebbe scontrarsi subito con i diktat ue. Che succederebbe? Il governo si sfascerebbe e la lega si spaccherebbe in due. E Bagnai? Farebbe testimonianza in parlamento, non più di questo. Ha assunto un grande rischio (non è manco detto che venga eletto), potendosi giocare in un attimo la sua credibilità.
    Rimane la domanda: che fare? Preferire CasaPound? Ma a quel punto, perso per perso, forse meglio la Lega se almeno riuscissi a far eleggere delle teste pensanti, narcise quanto volete, ma certamente migliori delle mezze tacche e delle sciaquette che affollano il parlamento

  • Moreno Pasquinelli scrive:
    25 gennaio 2018 15:09

    per quanto concerne la crisi del Front National e l'allontanamento di Florian Philippot, l'anima sovranista popolare a no-euro, non ho alcuna correzione da fare.

    Vedi anche:

    https://www.ilfoglio.it/esteri/2017/09/21/news/si-dimette-philippot-l-artefice-della-trasformazione-del-front-national-153275/

    Sul problema serissimo del destino del sovranismo e dei sovranisti in Italia dopo la decisione sciagurata di Bagnai, spero di poter scrivere un pezzo quanto prima.

    Alcuni si felicitano (vedo, oltre a Cesaratto, anche Stefano Fassina), altri si sentono orfani (prima ci si illude poi arriva la disillusione). Dovremmo attenerci alla massima di Spinoza: NON PIANGERE E NON RIDERE, MA CAPIRE.
    Ove CAPIRE non dev'essere inteso come indulgenza...

  • Anonimo scrive:
    25 gennaio 2018 15:55

    Ho come la sensazione che, anche se non esplicitamente detto, anche Cremaschi stia guardando all'operazione di Bagnai con un certo interesse.

    I retweet in occasione di Coffe Break lasciano presagire l'esistenza di contatti ed interessamenti anche se dietro dichiarazioni di circostanza contrarie alla lega.

    Certo potrei anche sbagliarmi, in fondo si tratta solo di indizi e sospetti. Staremo a vedere.

  • Anonimo scrive:
    25 gennaio 2018 17:30

    Sono quello del 25 gennaio 2018 15:55, a completamento del precedente messaggio.

    Ecco un esempio di tweet recente che fa riflettere (l'ho appena ritrovato)

    "[..] tranne Borghi che dice cose giuste nell'alleanza sbagliata [..]"

    Borghi? Il più strenuo sostenitore della flat-tax?

    Un interessamento preoccupante finché non specifica quali sono queste cose giuste e quali eventualmente quelle sbagliate.

  • Barbaro D'Urso scrive:
    25 gennaio 2018 23:11

    Uelà, compagni!

    Era un eone non capitavo da queste parti e sicuramente alcuni lettori non se ne dispiacevano, vista la mia consueta prolissità oltre ad un certo sarcasmo piuttosto sprezzante che irritava certe... come dire... code di paglia?

    Ma due o tre giorni fa, l'apparizione del Bagnai accanto a Matteo "Uomo-Felpa" Salvini nel bel mezzo del TG1 delle 13:30 mi ha:
    1) strappato una risata ed un divertito "pensavo pure a 'sto giro restasse a terra, invece ora è ad un passo dallo sbarazzarsi del fastidioso pendolarismo Roma-Pescara!";
    2) fatto pensare "chissà che inferno cibernetico si scatenerà su Sollevazione!".

    L'intervento di Pasquinelli coglie nel segno per quanto riguarda il personaggio Bagnai e lo stesso fanno altri ottimi commentatori. Il tema dell'eterno trasformismo e paraculismo italiota emerge a ripetizione, come emerge - e mi riferisco in questo caso al puntuale commento di Alberto Capece Minutolo - un fatto "sociologico" e, se vogliamo, di "classe", vale a dire le aspettative e ambizioni di quello che il commentatore chiama notabilato. Hai voglia a lamentarti delle mille pecche ataviche degli italiani intesi come popolino, come ceti medi e bassi, se da tempo immemore quelli che di fatto danno l'esempio, le cazzo di classi dirigenti, ritengono normali, giustificabili e anzi necessari comportamenti disonorevoli, pazzeschi, aberranti e comunque nocivi di ogni decenza e di ogni possibilità di convivenza civile anche ai livelli più basilari. Estremamente tossico poi è il portato ideologico di certo liquame: affabulazione infinita e a tratti allucinogena, che fonde le peggiori ipocrisie della gran scuola gesuita della Controriforma con "spunti" lisergici che manco il Jim Morrison o il Syd Barrett più "acidi" avrebbero mai potuto eguagliare.

  • Barbaro D'Urso scrive:
    26 gennaio 2018 00:37

    Ma ora, alleggeriamo l'atmosfera con un po' di gossip! Del resto, sono o non sono quasi omonimo della regina dei salotti tv di Mediaset?

    Ho già fatto nei mesi passati diversi riferimenti all'esperienza che Gianfranco Miglio, celebre politologo di scuola conservatrice-liberale, fece da indipendente al fianco della Lega Nord e soprattutto del Bossi dei primordi, dal '90 al '94, raccontata dallo stesso protagonista nel divertente e scorrevole libro Io, Bossi e la Lega. Libretto che consiglio a tutti di rimediare non solo perché mette perfettamente a fuoco ciò che era e sempre sarà la Lega, anche senza Bossi e dopo un quarto di secolo, ma anche perché è presente in appendice un interessante saggio intitolato "Vocazione e destino dei lombardi". Questo ottimo scritto, già apparso alla fine degli anni '80 altrove, è un interessante excursus sulla storia politica della Lombardia e, per estensione, della "Padania" e si spinge a fare previsioni che impressionano per quanto si siano rivelate lucide e precise dopo trent'anni. Ovviamente la prospettiva dell'autore è molto lontana da quella socialista, comunista o anticapitalista che dir si voglia.

    Tornando all'oggi, ma sempre facendo un paragone con quella vicenda, la cooptazione di Bagnai operata da Salvini ed il suo possibile ingresso in parlamento in quota leghista rispecchia l'aggancio di Bossi con una figura intellettuale e accademica quale era Miglio, uno che avrebbe dato uno spessore ed una leggittimità culturale all'avventura del Carroccio, fino ad allora decisamente molto, troppo "ruspante" e priva di strategia profonda e duratura, trainata solo dal talento del "Senatur" come demagogo di piazza nella fase di crisi terminale della "prima repubblica".

    Ebbene, allora i guai cominciarono quando molti leghisti della base acclamavano assai di più l'anziano professore che il Senatur... Bossi era tremendamente invidioso di questo. Miglio lo descrive sempre come uno incapace di sopportare persone dotate e autonome, perché perennemente spaventato dall'idea di poter essere un giorno rimosso dalla guida della Lega.

    Io non credo Salvini abbia lo stesso difetto di Bossi, o almeno non fa trasparire un atteggiamento simile. Bagnai, però, sarà indipendente e si comporterà con piena e sincera autonomia tanto nelle dichiarazioni che nelle scelte concrete, vale a dire farà il Miglio della situazione? Se il buongiorno si vede dal mattino e lui apre con una dichiarazione tanto "gesuita" quanto "lisergica" (si veda il mio commento precedente per capire cosa intendo!) come quella riportata, allora permettetemi di dubitarne!

    Una cosa è certa: nella Lega è in corso una feroce lotta. Visto dalla prospettiva di Salvini, Bagnai è una pedina contro Maroni, come lo sono Borghi Aquilini, Giulia Bongiorno e molti altri "esterni" candidati dal Felpa-Man. Ma di questo riparleremo in seguito, che ho già allungato troppo il brodo!

    Bella pe' voi!

  • Barbaro D'Urso scrive:
    26 gennaio 2018 01:16

    Scusate, ultimissimo intervento per stasera, poi mi taccio davvero!

    Scorrendo di nuovo i commenti, mi saltano agli occhi due nomi: Cesaratto e Fassina.

    Il primo è un ben noto - almeno in questi ambienti - economista, capace di molti interventi interessanti e stimolanti, privo dell'esibizionismo e della teatralità di Bagnai come pure della sua magniloquenza - interviene assai più di rado e senza esibizioni di latinorum e citazioni forbite a manetta. Tuttavia è a volte capace di uscite assai contorte e contraddittorie, che non fanno capire proprio dove voglia andare a parare. Ma senza dubbio una somiglianza col Bagnai ce l'ha: un malcelato desiderio di épater les gauchistes ogni due o tre frasi. Insomma, je lo devono proprio fa', er dispettuccio, grande o piccolo, a quelli "de sinistra", eh! Ho sempre sospettato che tutti 'sti atteggiamenti, tanto di Cesaratto quanto soprattutto di Bagnai, abbiano origine da rancori pluridecennali dovuti, diciamo così, ad occasioni ed opportunità perse in passato.

    Su Fassina, di cui non ho letto praticamente mai nessun intervento o contributo, mi limiterò a segnalare il fatto che circa un anno fa si adoperò alacramente al consiglio comunale di Roma affinché venisse tolta d'urgenza una sala che era stata assegnata per la proiezione di un documentario sulla situazione della Palestina occupata. Ora, dato che un comportamento simile parla più di diecimila pagine di fuffa teorica, chiarisco che del personaggio in questione continuerò a non leggere un bel niente. Poi, faccio una tagliente valutazione politica: adesso, forse, il Fassina gioca pure lui ad épater les gauchistes perché trombato dalla sua tribù politica di più recente appartenenza (non mi sembra di aver captato il suo nome alla presentazione di LeU vista al telegiornale, ma forse sbaglio) e, al tempo stesso, esprime ammirazione per uno che si candida con una forza politica, la Lega Nord, da molto tempo assai esplicita nella sua infatuazione per un certo stato mediorientale molto aggressivo e brutale, definito da molti sciocchi e mascalzoni "unica democrazia" di quella regione. Insomma, chissà che non fossi tanto lontano dalla verità quando castigavo l'ex-piddino come esponente di "SiOnistra Italiana" per la sua impresa nell'aula Giulio Cesare del Campidoglio...

  • Anonimo scrive:
    26 gennaio 2018 11:52

    "Tuttavia è a volte capace [Cesaratto] di uscite assai contorte e contraddittorie"

    Basta vedere l'atteggiamento il suddetto che ha assunto quando gli hanno sventolato davanti la battaglia per lo sblocco degli scatti di anzianità dei cattedratici di ruolo, categoria che costituisce un piccolo notabilato di basso livello e per questo forsennatamente desiderante.

    Ha rivendicato della fatica che fanno tutti i giorni per prendere finanziamenti. Il massimo dell'incoerenza: rivendicare diritti come lo sblocco del degli scatti d'anzianità rivendicando la fatica a che fa a prendere finanziamenti
    che sono usati prevalentemente per comprare lavoratori precari (privi di ogni rappresentanza e spesso spesso anche dello status di lavoratore) che non hanno quei diritti per lui stava rivendicando. Non riesco ad immaginare un incoerenza più grande. Ovviamente i precari non si sono uniti alla protesta, ci mancherebbe, ma anche su di loro si potrebbe dire molto circa il loro essere desideranti, ma mi fermo qua.

    Comunque, non mi stupisce la sua posizione e non mi aspetto nulla neppure da lui.

  • Anonimo scrive:
    30 gennaio 2018 01:57

    HO DUE DOMANDE:
    1) E' vero che Bagnai non era a favore dell'uscita unilaterale dall'euro? A me risulta che era a favore di una uscita anche unilaterale. Meglio se concordata ma altrimenti unilaterale.
    2) Mi sembra che abbia tradito i suoi valori. Nella Lega non son più per uscire ma prima di tutto per modificare i trattati. Una volta sbaglio o Bagnai diceva che la modifica dei trattati era una panzana?
    ps: Bagnai è utile in Parlamento perché andrà in tv. Tuttavia mi sa che prima o poi capirà che le primedonne in politica devono leccare sederi e le persone con un carattere forte non riescono a prostituirsi ai mediocri. Gruppo misto prima del panettone.
    Saluti Marco Giannini

  • Barbaro D'Urso scrive:
    31 gennaio 2018 00:18

    @ Marco Giannini

    Bagnai, dalla sua irruzione sulla scena ad oggi, è stato in favore di tutto e del suo contrario. Mi limito a proporre un rimando a questo post, opera del misterioso "Peter Yanez", che propone un buon riassunto dei posizionamenti e riposizionamenti del futuro deputato leghista, oltre a proporre delle ipotesi sulle sue (di Bagnai) reali intenzioni. Attenzione: "Yanez" è un piddino, ma non lo ha mai nascosto. Inoltre, l'articolo in questione risale ormai a due anni e mezzo fa. Ma l'opera di "Yanez" torna utile nella misura in cui mette a nudo certe contraddizioni gravi e profonde nelle azioni e nella divulgazione di Bagnai.

    Riguardo ai suoi "valori", beh, non si capisce davvero quali possano mai essere stati... Nel mio piccolo, già da un po' di tempo, ero giunto alla conclusione che costui serbasse un profondo, lacerante e antico rancore nei confronti degli ambienti politici, accademici e giornalistici della cosiddetta "sinistra" che ci ritroviamo in Italia e, nello specifico, contro certe particolari figure della stessa "sinistra". In verità, molti altri prima di me - ne sono certo - erano giunti alla stessa conclusione. Il suo ossessivo Sinistra delenda est (perdonate il latino maccheronico!) non poteva che serbare un sentimento cieco e rabbioso, indipendentemente dagli specifici fatti che l'abbiano originato e che forse non conosceremo mai. Ovvio che molti osservatori facessero due più due.

    Dunque nessun valore in ballo, solo rancore. Sentimento molto primitivo, dunque molto stupido.

    Riguardo all'utilità (ma per chi?) di Bagnai in tv ed in parlamento e alle sue future mosse, non so proprio che dire. Certo, sarebbe divertente fare delle scommesse! Intanto io credo che:
    1) il centrodestra berlusconiano non vincerà, come nessun altro, dunque vai di Grande Coalizione;
    2) le coalizioni elettorali saranno dunque immediatamente abbandonate e Salvini riterrà di avere mani libere;
    3) la Lega Nord a quel punto si spaccherà davvero, con una fazione guidata da Maroni (anche se fuori dal palazzo) che resterà fedele a Berlusconi e al suo ingresso in Grande Coalizione, mentre i "populisti" di Salvini torneranno all'opposizione;
    4) non so chi manterrà il controllo del nome e del simbolo della Lega a quel punto, ma Salvini tenterà un rilancio "lepenista" anche in vista delle europee del 2019 o di un'ipotetico ritorno alle urne già quest'anno.

    Bagnai chi seguirà? Io non lo so. Nel frattempo mi viene da pensare, facendo una bizzarra analogia con A.B., a Giulio Tremonti. Egli fu per molti anni ministro dell'economia dei governi di Berlusconi. Per qualche motivo, forse le sue frequenti uscite all'apparenza "controcorrente" rispetto al mainstream della teoria economica (uscite che però restavano sempre lettera morta, ricordiamolo), molti osservatori lo consideravano figura insolitamente "fuori dagli schemi" ed "indipendente", specialmente se paragonato alla media dei cortigiani e dei ruffiani alla corte del Berlusca.

    Ecco, chissà che il futuro non riservi un ruolo da nuovo Tremonti ad Alberto Bagnai!

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