martedì 1 agosto 2017

DIETRO LA MASCHERA EUROPEISTA DI MACRON....di Enrico Grazzini

[ 1 agosto 2017 ]

I principali media italiani, tutti ultras dell'europeismo, all’indomani della vittoria di Emmanuel Macron, avevano titolato a caratteri di scatola che la Francia aveva votato “per l’Europa”, aveva scelto “l’apertura” anziché “la chiusura”, insomma aveva preferito il “libero scambio” al “protezionismo”e al"nazionalismo" della Le Pen.
Hanno ricevuto il benservito...

Francia e Germania gettano la maschera: 

sotto l'europeismo c'è il nazionalismo

di Enrico Grazzini

Gli ideali europeisti mascherano gli interessi nazionalistici dei potenti. Il presidente francese Emmanuel Macron con grande tempestività ha deciso di nazionalizzare Stx, il maggiore cantiere navale francese, pur di non farlo cadere in mano italiana; e Macron in terra libica gioca da solo, senza l'Europa e contro l'Italia, su petrolio e immigrazione. La Francia fa come sempre i suoi interessi e, proprio come la Germania, se ne frega dell'Europa quando è in ballo il suo tornaconto. La lezione è chiara: anche l'Italia deve finalmente difendere la sua sovranità e i suoi interessi nazionali proteggendo con forza e intelligenza i suoi asset strategici e introducendo una sua moneta parallela.

Macron in Libia lavora per favorire l'azienda petrolifera francese Total e cerca di soffiare all'ENI il petrolio libico grazie alla sua estesa presenza militare in nord Africa e alla (peraltro inutile) opera diplomatica per l'accordo tra i due leader libici Sarraj e Haftar. In Francia Macron rinnega gli accordi sottoscritti tra Finmeccanica e Stx e in un battibaleno nazionalizza Stx per non cedere la sua industria cantieristica navale all'italiana Finmeccanica. Invoca (tra l'altro forse giustamente) gli interessi strategici della Francia in campo industriale e militare.

Tuttavia in terra italiana lo spregiudicato finanziere francese Vincent Bolloré - che è già il secondo azionista di Mediobanca (circa l'8% del capitale), la principale banca d'affari italiana - ha acquisito il controllo di Telecom Italia, cioè niente di meno che le nostre comunicazioni, minacciando così direttamente gli interessi strategici dell'Italia non solo nel campo industriale ma in quello della sicurezza nazionale.

Bollorè, certamente appoggiato dal governo francese, intende fare di Telecom uno spezzatino: probabilmente venderà Tim Brasil, ovvero il gioiello del gruppo di tlc, e poi anche la TIM italiana a un operatore francese o tedesco. E' ovvio però che i governi tedesco o francese non si sognerebbero mai (giustamente) di cedere la loro rete di comunicazione a uno straniero1. In Italia invece, in nome del liberismo e dell'europeismo, governi irresponsabili hanno ceduto Telecom sulla cui rete passano tutte le informazioni riservate. Ma non basta: Bolloré punta a prendere il controllo di Mediaset, cioè di un pezzo molto rilevante del sistema italiano dell'informazione (o disinformazione?).

Francia e Germania dominano l'Europa. Dopo la tragedia della crisi greca provocata dall'inflessibilità finanziaria (e usuraia) imposta da Berlino e da Parigi per favorire le loro grandi banche, dopo la conseguente svendita di molte aziende elleniche a favore della Germania e di altri paesi stranieri, le mosse di Macron dimostrano ancora una volta in maniera lampante che l'europeismo serve soprattutto a coprire gli interessi economici e strategici delle nazioni prevalenti nell'eurozona e della finanza internazionale.

La Francia è una grande potenza finanziaria e il capitale francese potrebbe puntare ad acquisire le principali imprese finanziarie italiane, come Mediobanca, Unicredit, le Assicurazioni Generali. Infatti il primo azionista di Mediobanca è Unicredit (8,56%), già capitanata dal francese Jean Pierre Mustier; il secondo azionista di Mediobanca, come abbiamo scritto sopra, è Bollorè. La presenza francese in Mediobanca è quindi già molto forte, se non prevalente. Mediobanca a sua volta è il principale azionista di Generali. Generali ha già un amministratore delegato, Philippe Donnet, con passaporto francese. L'attacco definitivo dei francesi ai nostri maggiori gioielli finanziari avrebbe quindi molti punti di forza e buone possibilità di successo. Occorre difendersi: senza queste imprese (e senza una rete Telecom italiana) l'Italia non conterà più nulla in Europa e nel mondo. I nostri ragazzi avranno una sola possibilità: mendicare lavoro all'estero.

La realtà è che Francia e Germania sventolano la bandiera dell'Europa ma fanno solo i loro interessi. Se cederemo le poche industrie e imprese strategiche che ci rimangono non ci sarà futuro per gli italiani. La lezione è una sola: non bisogna illudersi di riformare l'Europa, non bisogna contare sull'Europa. Occorre invece recuperare sovranità nazionale perché senza sovranità, senza potere decisionale, non ci possono essere né prospettive di sviluppo né democrazia.

Purtroppo però i governi italiani si sono sempre inchinati con ossequio e grande riverenza di fronte all'Europa. Non solo i governi italiani di centrodestra e centrosinistra hanno approvato Maastricht e ceduto allegramente la sovranità monetaria (che è sovranità politica) ma hanno anche messo il Fiscal Compact in Costituzione. Il PD europeista si accorge solo ora con Matteo Renzi che il Fiscal Compact ridurrebbe l'Italia in macerie, e che senza politiche espansive è impossibile governare. E' ormai evidente che l'austerità dell'Unione Europea rende i paesi ingovernabili.


Ma l'europeismo non è una malattia che ha colpito solo i governi. Riguarda anche, e forse soprattutto, le opposizioni di sinistra. Quasi tutta la sinistra è affetta da cecità a causa del suo europeismo acritico e dogmatico. In nome dell'Europa e degli ideali di Altiero Spinelli, la sinistra si è di fatto resa complice ideologica delle feroci politiche di austerità che hanno colpito tutte le classi sociali, i ceti popolari, il ceto medio, e i piccoli e medi imprenditori, e che hanno impoverito tutta la nazione.

Una volta la sinistra si vantava di avere una funzione nazionale e di difendere non solo gli interessi proletari e popolari ma anche quelli della nazione intera. Da quando la sinistra si è convertita agli ideali degli Stati Uniti d'Europa, in nome dell'internazionalismo (del capitale) ha abbandonato gli interessi nazionali (e anche il popolo). Ma anche il Movimento 5 Stelle oscilla incerto se contrastare l'euro o invece riformare le politiche dell'eurozona. Così la destra estrema di Salvini e soci può spacciarsi per difensore della nazione e degli italiani sulla pelle dei poveri cristi, di innocenti profughi e immigrati che sfidano la morte per avere lavoro e pace.

Al di là delle ideologie e delle illusioni più nobili dell'inizio, questa Unione Europea, fondata sul libero movimento dei capitali e sulla competizione, è diventata un sistema di dominio tra i sistemi finanziari più forti e quelli più deboli, tra i paesi creditori e debitori. L'euro, essendo una moneta forte e deflazionistica come lo era il marco tedesco suo progenitore, va contro le nazioni più deboli. La moneta unica – una sola banca centrale per 19 paesi diversissimi: una sola politica monetaria, un solo tasso di interesse e un unico tasso di cambio per 19 paesi differenti - è una gabbia strettissima ed è lo strumento fondamentale del dominio finanziario e commerciale delle nazioni più potenti. Per i paesi più deboli (quelli con elevati deficit commerciali e alto debito pubblico-privato) l'euro è una moneta straniera che impone di soccombere ai creditori.

In effetti l'abc della scienza politica ci dice che ogni organismo internazionale costruito su trattati intergovernativi è dominato dagli stati più forti: come per esempio l'ONU, dove i 5 grandi, USA, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna hanno diritto di veto, e sono quindi svincolati a loro piacimento da ogni vincolo internazionale. Anche nella UE dominano le nazioni più forti (e la grande finanza) che rispettano le regole solo quando fa loro comodo. Dopo la tragedia della Grecia sottomessa a Berlino, e dopo il nazionalismo manifesto di Macron, l'ignoranza politica di chi promuove le illusioni circa il federalismo europeo e il superstato federale d'Europa, e di chi vorrebbe cedere ancora più sovranità, non ha più scuse e giustificazioni.

Chi continua ciecamente a invocare la riforma delle istituzioni europee e della moneta unica – con proposte come: politica fiscale comune, eurobond, ministro europeo del Tesoro, ecc, ecc - dovrebbe finalmente aprire gli occhi. L'Europa unita è una illusione, o meglio un incubo perché prevede la sottomissione dei più deboli ai più forti. Comunque Germania e Francia non cederanno mai i loro poteri a un organismo sovranazionale federale che non possono controllare completamente. Il governo tedesco è già ora molto critico verso l'unico organismo europeo, la Banca Centrale Europea di Mario Draghi, che, difendendo l'euro (e quindi forzatamente la sua stessa esistenza), ha dovuto allontanarsi minimamente dalle direttive della Merkel e di Wolfgang Schaeuble, l'arcigno ministro tedesco delle finanze.

Francia e Germania non cederanno il loro potere nazionale all'Unione Europea, ma probabilmente rafforzeranno la loro alleanza sul piano militare, dell'immigrazione e della politica estera di fronte all'America di Donald Trump e alla Russia di Vladimir Putin. I due governi utilizzano le istituzioni europee per esercitare la loro egemonia sull'Europa. L'Italia rischia di rimanere schiacciata come un vaso di coccio tra i due vasi di ferro. Non ci si può più illudere di cedere ancora più sovranità a Berlino e Parigi, magari con la falsa speranza di una ripresa economica dell'Europa.

Nonostante che i media esultino per la piccola ripresa prevista nell'area euro, la disoccupazione, che è il principale segnale di un'economia malata, resta molto elevata. Una vera svolta non c'è né in Italia né in Europa. La crisi dell'eurozona è strutturale e può precipitare in ogni momento, per cause endogene (come la fine del Quantitative Easing) e esogene – come una crisi finanziaria internazionale -.

Quando – tra non molto, probabilmente già nel 2018 - finirà il Q.E.– cioè la manovra di espansione monetaria con la quale la Banca Centrale Europea stampa denaro a favore delle banche e degli stati europei con gli acquisti del loro debito pubblico -, allora il problema del debito italiano riemergerà con forza dirompente. Senza la copertura da parte della BCE, la speculazione riprenderà a giocare sul debito pubblico allargando lo spread - la differenza tra i tassi di interesse italiani e quelli tedeschi -. Gli interessi sul debito italiano ridiventeranno difficilmente sostenibili. Da qui la necessità di difendere da subito gli interessi nazionali. Da qui l'urgente esigenza di difendere l'industria e il risparmio italiano, e di ricorrere anche e soprattutto all'introduzione massiccia di una moneta parallela, o meglio, complementare all'euro.

Per una politica di difesa degli interessi nazionali

Il ministro delle finanze Pier Carlo Padoan supplica flessibilità alla Commissione UE mentre la Francia da nove anni ha un deficit pubblico superiore allo stupido 3% sul PIL stabilito a Maastricht. Padoan tratta supinamente il salvataggio delle banche italiane con la Vigilanza della BCE che le ha negato fino all'ultimo momento ogni “aiuto di stato”, mentre la Germania – ovviamente con l'assenso immediato e servile della Commissione UE - ha potuto salvare le sue banche con 250 miliardi di soldi pubblici. Germania e Francia fanno quello che vogliono, con o senza l'Europa. L'Italia invece segue passivamente le regole anti-costituzionali dettate da organismi non eletti e senza alcuna responsabilità di fronte ai cittadini e agli elettori. Fino a quando?

Grazie alle politiche di austerità dell'eurozona, abbiamo conosciuto una caduta verticale del PIL e una crescita rapida del debito pubblico. Oggi abbiamo un PIL inferiore di circa 130 miliardi rispetto a quello di dieci anni fa (2007) e la disoccupazione è salita al 12%. Il nostro reddito medio è inferiore a quello dei primi anni '90: lo afferma il Fondo Monetario Internazionale, sottolineando che i redditi pro-capite torneranno ai livelli pre-crisi solo fra un decennio. La quota degli italiani a rischio povertà è aumentata al 29%, con un picco del 44% al Sud. Secondo il Fmi, in questo quadro «l'emigrazione italiana resterà elevata»2. E' impossibile affermare razionalmente che con la lira avremmo fatto peggio. Avremmo svalutato, subito uno shock, ma poi ci saremmo ripresi con politiche espansive. E' impossibile addebitare il brusco crollo del PIL alla scarsa produttività e competitività dell'industria italiana. La verità è che l'euro ha colpito come un tornado la nostra economia.

Sembra che finalmente, con qualche anno di ritardo, l'ex premier Matteo Renzi, attuale segretario del PD al governo, cominci a ribellarsi all'Europa dell'austerità: Renzi annuncia il deciso rigetto del Fiscal Compact. Il PD, secondo il programma elettorale di Renzi, chiederà all'Unione Europea una (modestissima) svolta espansiva, ovvero il ritorno ai parametri di Maastricht. Il deficit pubblico annuale arriverebbe al 2,9% e il governo italiano avrebbe 30 miliardi in più a disposizione per abbassare le tasse. Renzi punta inoltre a una politica pubblica attiva nell'economia nazionale grazie all'intervento della società semi-pubblica Cassa Depositi e Prestiti, che potrebbe diventare una sorta di nuova IRI.

Pier Carlo Padoan - il ministro “tecnico” dell'economia, che deve la sua carriera non agli elettori italiani ma alla sua fedele appartenenza agli organismi internazionali – non approva le proposte di Renzi. Ma l'ex premier, da politico consumato, sa perfettamente che seguendo passivamente i dettami del capitale finanziario internazionale e delle istituzioni UE perderebbe altri consensi, e che anche vincesse le elezioni, non riuscirebbe a governare perseguendo l'austerità. Quindi chiede concessioni alla UE. Purtroppo per lui è però molto difficile che la UE permetta facilmente strappi alle regole assurde del Fiscal Compact e a manovre espansive finanziate a deficit.

Anche il Movimento dei 5 Stelle rifiuta decisamente il Fiscal Compact. Ma rischia di commettere lo stesso errore di Renzi. Molti, troppi, credono che si possa riformare in senso progressivo l'Unione Europea. L'economista Marcello Minenna, che appare essere il principale punto di riferimento della politica economica dei 5 Stelle, propone alla BCE e alla UE di attuare una serie di riforme per arrivare alla “Eurozona 2.0”, ovvero a un sistema capace di ridurre i rischi sovrani tra i diversi paesi dell'euro in modo da eliminare le minacce speculative sui mercati finanziari e da avviare la ripresa3.

Forse la proposta più interessante che fa Minenna è che, alla fine del Quantitative Easing, la BCE acquisisca tutti i titoli di debito pubblico comprati dalle banche nazionali grazie appunto al Q.E. e li congeli a tempo indeterminato. In questo modo gran parte del debito dell'eurozona scomparirebbe come per magia4. Il debito pubblico europeo si ridurrebbe complessivamente di oltre 2 triliardi e l'economia del vecchio continente potrebbe ripartire.

Questi progetti sulla carta sono bellissimi; ma tanto più appaiono incisivi e potenzialmente efficaci tanto meno sono politicamente realizzabili. Rimarranno quasi certamente sulla carta. Semplicemente perché non c'è alcuna volontà politica di realizzarli da parte delle nazioni guida. Germania e Francia non accetteranno mai di rilanciare l'Europa, cioè l'economia dei paesi concorrenti, a scapito dei loro interessi.

Minenna propone la condivisione dei rischi dei paesi dell'eurozona; altri puntano a mettere in comune i debiti o parte dei debiti, a creare un fondo federale europeo, una assicurazione europea sui depositi bancari, sulla disoccupazione, ecc, ecc, ecc. Ma chiedere all'Unione Europea e alla BCE di realizzare riforme cooperative è come chiedere a un ladro, dopo avergli affidato le chiavi di casa, di curare bene l'argenteria e gli ori ...

L'Italia si è ormai largamente deindustrializzata e molte delle maggiori industrie sono state cedute o sono emigrate all'estero: i casi della Telecom e della Fiat sono paradigmatici. In nome della globalizzazione i governi italiani hanno rinunciato a ogni forma di politica industriale e, per entrare in Europa, hanno frettolosamente smobilitato tutta l'industria pubblica. Hanno privatizzato Telecom e le grandi banche pubbliche nazionali (Comit, Banca di Roma e Credito Italiano), ma la maggior parte di questo patrimonio pubblico è stato disperso o è andato all'estero. La responsabilità del declino non è ovviamente solo dell'Europa e della globalizzazione, ma della debolezza e incapacità del capitale nazionale, e della miopia (per usare un sintetico eufemismo) dei governi italiani. Tuttavia senza più Fiat, senza Pirelli (proprietà cinese), senza Telecom, senza l'industria pubblica che traini le piccole e medie aziende, con l'Ilva e Alitalia che stanno andando in mani straniere, l'Italia ha cambiato pelle e sta diventando una colonia.

Il declino non è solo industriale e manifatturiero. “Cambia la mappa del potere in banca: le mani dei fondi sulla finanza italiana. Negli ultimi mesi è emersa la presenza massiccia di colossi come Vanguard, Norges Bank e Blackrock, capaci di dominare le principali assemblee”. Questo è un titolo recente di un interessante articolo di Repubblica sulle banche italiane5. Il risparmio italiano è sempre di più in mani estere, e va all'estero. A parte IntesaSanPaolo, dove le Fondazioni hanno ancora un saldo controllo, Unicredit e le altre principali banche italiane fanno ormai in larga parte capo ad azionisti esteri che certamente hanno a cuore più il loro portafoglio che gli interessi dei risparmiatori italiani. L'euro e la subordinazione dei governi italiani all'Europa stanno portando l'Italia in quello che una volta si chiamava Terzo Mondo.

Il panorama italiano è drammatico sia sul piano economico che politico. Abbiamo un solo punto di forza che ci salva ancora dalla completa colonizzazione e dall'arrivo della Troika: il saldo positivo della bilancia commerciale. Esportiamo più di quanto importiamo. Solo per questo motivo, e per il Q.E. della BCE, non stiamo ancora facendo la fine della Grecia. Ma le esportazioni non bastano ad arricchire un paese: per una vera svolta economica occorre fare ripartire la domanda interna. E' necessario rilanciare l'iniziativa pubblica nei campi strategici dell'industria e della finanza. Ma soprattutto occorre reperire le risorse monetarie per rilanciare i consumi delle famiglie e gli investimenti pubblici. Solo se si rilancia la domanda interna è possibile fare ripartire anche gli investimenti privati e l'occupazione.

Per fare ripartire la domanda interna occorre che lo stato emetta dei titoli con valenza fiscale – validi cioè per pagare le tasse dopo tre anni dall'emissione– e che questi titoli vengano distribuiti senza corrispettivo – cioè gratuitamente - alle famiglie, alle aziende e agli enti pubblici in modo da aumentare la loro capacità di spesa. I titoli di stato potranno infatti diventare immediatamente euro da spendere sul mercato dei beni reali grazie alla loro conversione sui mercati finanziari, esattamente come avviene per i Bot, per i Btp6. L'emissione della nuova moneta statale per qualche decina di miliardi di euro farebbe svoltare l'economia nazionale. Il PIL aumenterebbe in misura tale da non creare buchi fiscali alla scadenza dei titoli fiscali. La moneta complementare abbasserebbe il rapporto debito/PIL e non ci obbligherebbe a uscire dall'euro, e ad affrontare quindi un'altra grave crisi dagli esiti incerti7. Grazie alla nuova moneta la sovranità, la democrazia e l'unità nazionale si rafforzerebbero enormemente8.

L'Italia si sta disgregando, sta diventando una colonia sottoposta alle istituzioni UE e al capitale finanziario che, speculando sul debito pubblico, impone le sue politiche depressive a scapito dello sviluppo nazionale. La finanziarizzazione dell'economia europea provoca crisi e reclama la svendita dei gioielli nazionali. Moneta fiscale e politica industriale nazionale diventano indispensabili per contrastare la disgregazione.


* Fonte: Micromega

NOTE
1 Una delle posizioni più esplicite e esemplari del filoeuropeismo astratto della sinistra la assunse Marco Bascetta del Manifesto quando criticò un mio articolo sul suo quotidiano, un articolo a sua volta critico verso l'acquisizione del pacchetto azionario di maggioranza di Telecom Italia da parte della società spagnola Telefonica. Bascetta scrisse: “Enrico Grazzini, affermava in conclusione del suo articolo che . Tutto ciò è preoccupante ....occorrerebbe organizzare lotte sovranazionali che trasformino l?'Europa, contrastando le politiche liberiste. Al di sotto della dimensione europea, rinchiusi nel cortile nazionale, si perde sempre e comunque”. Bascetta non si preoccupava minimamente del fatto che la nostra industria di telecomunicazioni cadesse in mano spagnola, perché Telefonica era …. europea !!! Vedi “Il capitalismo non ha nazione”: Il Manifesto. Autore: Marco Bascetta 28 settembre 2013.

2 Imf Country Focus, Italy: Reforms Needed For Stronger Growth and Stability, July 27, 2017

3 Vedi il convegno sul debito pubblico indetto dal M5s indetto all'inizio di luglio 2017

4 Vedi Corriere della Sera, Marcello Minenna, “Perché il Q-Exit può far male all’Italia” , 24 luglio 2017

5 Repubblica 19-6-2017 “Cambia la mappa del potere in banca: le mani dei fondi sulla finanza italiana”, a cura di Andrea Greco e Raffaele Ricciardi

6 Vedi eBook edito da MicroMega: “Per una moneta fiscale gratuita. Come uscire dall'austerità senza spaccare l'euro” a cura di Biagio Bossone, Marco Cattaneo, Enrico Grazzini e Stefano Sylos Labini, con la prefazione di Luciano Gallino.

7 Vedi su Micromega.net Luciano Gallino: “Una moneta fiscale per uscire dall'austerità senza spaccare l'euro”
8 Vedi economiaepolitica.it, Enrico Grazzini “Quale Moneta fiscale? Un confronto tra alcune proposte”. 14 luglio 2017
Print Friendly and PDF

1 commenti:

  • Sandro Arcais scrive:
    8 agosto 2017 17:50

    Concordo pienamente con l'autore, soprattutto laddove dimostra la consapevolezza del carattere strumentale di euro e unione europea nelle mani di Francia e Germania per perseguire i propri interessi nazionali. Mi convince anche la proposta della moneta parallela. Salvo che la sua applicazione esigerebbe la stessa dose di energia, coesione, chiarezza di idee, coraggio, abilità per affrontare i nemici esterni e interni (i più pericolosi perché i più mimetizzati) che sarebbero necessari nel caso di una uscita dall'euro. E inoltre: come evitare che tutto questo rilancio dei consumi non si traduca in tante bmw in più che circolano nelle strade italiane?

    Non se ne esce: si tratta di recuperare prima di tutto il valore dell'interesse nazionale (siamo noi a essere strani, non loro) e la sovranità nazionale in tutte le sue declinazioni. Solo all'interno di questo recinto potremmo ricominciare a lavorare per aggiungere all'aggettivo nazionale l'aggettivo popolare. A questo proposito fare estrema attenzione a ciò che sta accadendo ultimamente all'interno del governo e dei vertici dello stato: tra Del Rio e Minniti, quale dei due è mosso maggiormente da una visione dell'interesse nazionale? E tra Renzi e Padoan? A questo siamo: a dover scegliere tra Minniti e Del Rio, tra Renzi e Padoan. Ma tant'è, questa è la storia che ci tocca vivere e in cui ci tocca operare.

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Google+ Followers

Temi

Unione europea (754) euro (707) crisi (620) economia (514) sinistra (458) finanza (260) Movimento Popolare di Liberazione (241) sfascio politico (235) grecia (232) elezioni (224) resistenza (222) M5S (217) teoria politica (209) banche (203) imperialismo (194) internazionale (193) risveglio sociale (184) sovranità nazionale (171) Leonardo Mazzei (170) P101 (170) alternativa (168) seconda repubblica (167) Moreno Pasquinelli (152) Syriza (150) Tsipras (145) Matteo Renzi (126) antimperialismo (115) debito pubblico (109) PD (104) marxismo (102) sovranità monetaria (102) democrazia (101) destra (99) sollevazione (99) spagna (99) Grillo (93) berlusconismo (91) costituzione (91) proletariato (91) neoliberismo (89) Francia (87) islam (82) austerità (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) filosofia (78) Emiliano Brancaccio (77) referendum costituzionale 2016 (74) Stati Uniti D'America (73) Germania (72) Mario Monti (71) sindacato (71) Stefano Fassina (68) bce (68) piemme (68) immigrazione (67) capitalismo (65) populismo (65) Alberto Bagnai (63) Libia (63) sinistra anti-nazionale (63) Podemos (62) capitalismo casinò (61) guerra (61) programma 101 (59) Rivoluzione Democratica (57) globalizzazione (57) Carlo Formenti (56) bancocrazia (55) Sicilia (54) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (53) Medio oriente (53) rifondazione (53) Siria (51) referendum (51) CLN (50) socialismo (50) Alexis Tsipras (49) Movimento dei forconi (49) Sergio Cesaratto (49) cinque stelle (49) Lega Nord (48) fiat (48) immigrati (48) legge elettorale (47) sovranità popolare (47) Pablo Iglesias (46) sinistra sovranista (46) Nichi Vendola (45) renzismo (45) geopolitica (44) Beppe Grillo (43) inchiesta (43) Troika (42) astensionismo (42) campo antimperialista (42) Emmezeta (41) Yanis Varoufakis (41) solidarietà (41) moneta (40) Alitalia (39) brexit (38) proteste operaie (38) sovranismo (38) Diego Fusaro (37) italicum (37) liberismo (37) Matteo Salvini (36) neofascismo (36) Mario Draghi (35) Russia (35) Fiorenzo Fraioli (34) III. Forum internazionale no-euro (34) Marine Le Pen (34) egitto (34) immigrazione sostenibile (34) sionismo (34) azione (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) ISIS (32) default (32) fiom (32) palestina (32) Forum europeo 2016 (31) Luciano Barra Caracciolo (31) Manolo Monereo (31) Mimmo Porcaro (31) Sel (31) Ucraina (31) fiscal compact (31) governo Renzi (31) unità anticapitalisa (31) Ugo Boghetta (30) Giorgio Cremaschi (29) Israele (29) Merkel (29) populismo di sinistra (29) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) islamofobia (27) menzogne di stato (27) xenofobia (27) Beppe De Santis (25) Forum europeo (25) Lega (25) elezioni siciliane 2017 (25) eurostop (25) nazione (25) Europa (24) Nello de Bellis (24) silvio berlusconi (24) Karl Marx (23) catalogna (23) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Donald Trump (22) Quantitative easing (22) Stato di diritto (22) finanziarizzazione (22) Aldo Giannuli (21) Chianciano Terme (21) Lavoro (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) ecologia (21) nazionalismi (21) scuola (21) Front National (20) Marcia della Dignità (20) Unità Popolare (20) repressione (20) uscita dall'euro (20) Nato (19) Roma (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) USA (19) cina (19) fronte popolare (19) Fabio Frati (18) Izquierda Unida (18) Laikí Enótita (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) Regno Unito (18) Tunisia (18) etica (18) iraq (18) keynes (18) religione (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Mariano Ferro (17) Pier Carlo Padoan (17) nazionalizzazione (17) pace (17) razzismo (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Jacques Sapir (16) Norberto Fragiacomo (16) Tonguessy (16) Venezuela (16) ballottaggi (16) euro-germania (16) melenchon (16) vendola (16) Donbass (15) Emmanuel Macron (15) International no euro forum (15) Luciano B. Caracciolo (15) Luigi Di Maio (15) Prc (15) Renzi (15) coordinamento no-euro europeo (15) emigrazione (15) iran (15) patriottismo (15) piattaforma eurostop (15) storia (15) 15 ottobre (14) Brancaccio (14) Cremaschi (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Marco Mori (14) Monte dei Paschi (14) Movimento 5 Stelle (14) Sandokan (14) Stato Islamico (14) Vincenzo Baldassarri (14) Vladimiro Giacchè (14) indipendenza (14) obama (14) salerno (14) Chavez (13) Jobs act (13) MMT (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) acciaierie Terni (13) ambiente (13) disoccupazione (13) finanziaria (13) scienza (13) umbria (13) Bersani (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Negri (12) Perugia (12) Putin (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) internazionalismo (12) nazionalismo (12) piano B (12) sciopero (12) senso comune (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Enrico Grazzini (11) Gennaro Zezza (11) Reddito di cittadinanza (11) Turchia (11) Wilhelm Langthaler (11) antifascismo (11) comunismo (11) corruzione (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) internet (11) keynesismo (11) lotta di classe (11) salari (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) D'alema (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) cattiva scuola (10) chiesa (10) cosmopolitismo (10) cultura (10) decrescita (10) elezioni 2018 (10) golpe (10) ordoliberismo (10) povertà (10) presidenzialismo (10) tasse (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Alitalia all'Italia (9) Art. 18 (9) Bernie Sanders (9) Campagna eurostop (9) Costas Lapavitsas (9) Daniela Di Marco (9) De Magistris (9) Def (9) Dicotomia (9) Fmi (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Paolo Ferrero (9) Portogallo (9) Risorgimento Socialista (9) Stefano D'Andrea (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) analisi politica (9) bail-in (9) casa pound (9) diritti civili (9) diritto (9) europeismo (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) sindacalismo di base (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Fausto Bertinotti (8) Forconi (8) Goracci (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ilva (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Mirafiori (8) Papa Francesco (8) Quirinale (8) Salvini (8) Yanis Varoufakys (8) appello (8) deficit (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) privatizzazioni (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Alternative für Deutschland (7) Argentina (7) Articolo 18 (7) George Soros (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Mauro Pasquinelli (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Paolo Barnard (7) Pil italiano (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) classi sociali (7) confederazione (7) cosmo-internazionalismo (7) debitocrazia (7) derivati (7) destra non euro (7) eurocrack (7) incontri (7) nazismo (7) necrologi (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) sociologia (7) taranto (7) trasporto aereo (7) trasporto pubblico (7) Alessandro Visalli (6) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CUB (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Dino Greco (6) Eugenio Scalfari (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Giuseppe Angiuli (6) Gran Bretagna (6) Lenin (6) M.AR.S. (6) Massimo Bontempelli (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Savona (6) Pisapia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Sandro Arcais (6) Sergio Mattarella (6) Stato (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) fisco (6) governo Gentiloni (6) incontro internazionale (6) inflazione (6) liberosambismo (6) magistratura (6) manifestazione (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) questione nazionale (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnologie (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) vaccini (6) Alberto Negri (5) Anguita (5) Assad (5) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (5) Carl Schmitt (5) Claudio Borghi (5) Dario Guarascio (5) Domenico Moro (5) Federalismo (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Foligno (5) Forza Italia (5) Franco Bartolomei (5) Franco Busalacchi (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Luca Massimo Climati (5) Maduro (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pcl (5) Polonia (5) Rete dei Comunisti (5) Riccardo Achilli (5) Romano Prodi (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato di Polizia (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) afghanistan (5) alleanze (5) autodeterminazione dei popoli (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) ideologia (5) il pedante (5) jihadismo (5) la variante populista (5) laicismo (5) liberalismo (5) migranti (5) pomigliano (5) populismo democratico (5) rifugiati politici (5) rivolta (5) salvinismo (5) tecnoscienza (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Cub Trasporti (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Dimitris Mitropoulos (4) Eos (4) Flat tax (4) France Insoumise (4) Frente civico (4) Giorgia Meloni (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Jeremy Corbyn (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Teti (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Rosatellum 2 (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) USB (4) Varoufakis (4) Vladimiro Giacché (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) bankitalia (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donna (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) facebook (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) giovani (4) governo (4) il manifesto (4) irisbus (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) mediterraneo (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) risparmio (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Africa (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Aldo Zanchetta (3) Alfiero Grandi (3) America latina (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Cerveteri Libera (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Francesco Salistrari (3) Fronte Sovranista Italiano (3) GIAPPONE (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jens Weidmann (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Macron (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Martin Heidegger (3) Marx (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paolo Gerbaudo (3) Papa Bergoglio (3) Pardem (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Stato nazione (3) Thomas Fazi (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Visco (3) Xarxa Socialisme 21 (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) dollaro (3) donne (3) economia sociale di mercato (3) fascismo (3) il fatto quotidiano (3) indignati (3) informatica (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) moneta fiscale (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sanità (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) tecnica (3) trattati europei (3) università (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Amando Siri (2) Angelo Panebianco (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Amoroso (2) Antonio Rinaldi (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Die Linke (2) Diem25 (2) Diosdado Toledano (2) Don Giancarlo Formenton (2) EDWARD SNOWDEN (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emiliano Gioia (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Giuliano Amato (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hezbollah (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Jugoslavia (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) Luigi De Magistris (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marchionne (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Oriana Fallaci (2) Palermo (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pier Paolo Dal Monte (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Regioni autonome (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) SPD (2) STX (2) Salistrari (2) Scenari Economici (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Toni negri (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Ugo Arrigo (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antisemitismo (2) banche venete (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comunicazione (2) curdi (2) decreto vaccini (2) deregulation (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) forza nuova (2) frontiere (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge del valore (2) libano (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) proteste agricoltori (2) razionalismo (2) reddito di base (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) sovranità e costituzione (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) terzo polo (2) tv (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Chiavacci (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alessia Vignali (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amazon (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Cekia (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dagospia (1) Dan Glazebrook (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Laclau (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giorgetti (1) Giorgio Gattei (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Google (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Minenna (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mark Rutte (1) Mark Zuckerberg (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Microsoft (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) Nicaragua (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) Ostia (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Riscossa Italia (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rosatellum (1) Rovereto (1) Ryan air (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antispecismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) calcio (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) genetica (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intelligenza artificiale (1) intervista (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge Madia (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) legge di stabilità 2018 (1) leva (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) medicina (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) monetarismo (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no vax (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito democratico (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione femminile (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) recensioni (1) rete 28 Aprile (1) ricchezza (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra transgenica (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)