mercoledì 16 luglio 2014

CHI STA VINCENDO IN IRAQ? (La dichiarazione di al-Durri) di Campo Antimperialista*

16 luglio. Il 19 giugno davamo conto e commentavamo la vittoriosa insurrezione popolare che ha liberato oltre a Mosul diverse province dell'Iraq dal controllo del governo di al-Maliki. 
Mentre quest'ultimo usufruiva del sostegno dell'Iran e implorava l'aiuto degli Stati Uniti per schiacciare gli insorti, noi smentivamo la vulgata dei media che quell'insurrezione fosse solo e/o principalmente dovuta ai successi militari del movimento che va sotto il nome di "Stato islamico dell’Iraq e del Levante".
A riprova di quanto scrivevamo, pubblichiamo un documento di straordinaria importanza: la dichiarazione della Primula rossa Izzat al-Durri (nella foto). Chi è al-Durri? Si tratta del massimo esponente, sopravvissuto alla persecuzioni, del Partito Baath iracheno. Al-Durri è dal 2003 comandante supremo delle forze guerrigliere irachene hanno prima combattuto contro l'occupazione americana dell'Iraq, che hanno poi respinto ogni negoziato o compromesso, e che hanno, in condizioni durissime, continuato a combattere, anche dopo il ritiro americano, contro i governi, qualificati dalla resistenza sunnita come "fantocci dei safavidi persiani". 

La dichiarazione, oltre a rivelarci quale sia lo spirito degli insorti sunniti (tra cui un nazionalismo radicalmente anti-persiano), quanto peso abbia la fede islamica, e la disposizione al perdono di chi ha collaborato col regime (fattore questo che contrasta con la vendicativa e indiscriminata politica repressiva dell'ISIL) conferma che la recente insurrezione è risultato di due spinte: quella della sommossa popolare dal basso nelle aree urbane, e quindi dell'offensiva militare di un composito fronte guerrigliero. Parliamo di almeno 14 gruppi armati. La dichiarazione conferma che le forze guerrigliere baathiste capeggiate dal al-Durri, come del resto negli anni immediatamente successivi all'invasione USA, hanno sottoscritto un patto di azione militare comune con diverse gruppi, tra i quali anche lo "Stato islamico dell’Iraq e del Levante" (ISIL) del famigerato Abu Bakr al-Baghdadi.

Per amore della verità occorre segnalare che altre fonti parlano di divergenze in seno al Partito Baath. Khodair al-Morshedi, portavoce ufficiale del Partito Baath all'estero ha affermato che non esiste alcun patto con "il terrorista Stato islamico dell’Iraq e del Levante". Ciò che è certo è che non esiste un'autorità centrale che amministri unitariamente tutte le vastissime zone irachene recentemente liberate, e che in diverse località si registrano attriti tra i movimenti, ad esempio quando gli islamisti di Abu Bakr al-Baghdadi, acciecati dal loro takfirismo, vogliono imporre con metodi più che settari e spietati la sharia.

Qui sotto la dichiarazione di al-Durri.

«Figli della grande Patria Iraq!
Abu Bakr al-Baghdadi in una foto di alcuni giorni fa

Combattenti Mujaheddin!

Io vi saluto dalla terra della Jihad e vi annuncio la grande notizia della vittoria ottenuta dal nostro grande popolo dell’Iraq e dalle sue eroiche forze, attraverso una lotta di 11 anni, costata la vita di due milioni di martiri. Le liberazioni di Ninive, capitale storica e di Sala el Din, madri degli eroi, sono considerate le più belle giornate dopo le giornate della conquista islamica da parte del molto amato eletto Maometto (Pace e Benedizione su di Lui) ed i suoi nobili compagni.

La liberazione di Ninive e di Salah el Din e le successive vittorie militari in Anbar e Diyala sono una svolta importante nella storia della nazione per la sua libertà, la sua unità e la sua prosperità, anche per le generazioni future. Che Dio benedica i rivoluzionari del popolo, i capi delle tribù patriottiche per la liberazione totale dell’Iraq arabo e musulmano.
Che Dio benedica gli eserciti e le fazioni della rivoluzione, l’esercito degli uomini Naqshabandi, i combattenti dell’esercito eroico patriottico ed i combattenti del comando supremo dell’esercito della Jihad, di liberazione e di Salvezza nazionale, gli uomini delle brigate della rivoluzione del 1920, quelli dell’esercito dei mujaheddin, alcuni gruppi di Ansar al Sunna e l’avanguardia di quelli, gli eroi e cavalieri di Al-Qaeda e dello stato islamico.
Che essi ricevano da parte mia un saluto pieno di fierezza, di rispetto e d’amore. Un saluto per i loro comandanti che hanno proclamato l’amnistia generale per tutti coloro che hanno sbagliato, si sono traditi, hanno tradito la loro Patria, le loro famiglie e poi si sono pentiti al cospetto di Dio il misericordioso. Saluti agli abitanti di Ninive, patrioti, nazionalisti e musulmani eredi di un’immensa storia.
Congratulazioni per questa immensa vittoria! Vi invito ad unirvi, a sostenere ed a difendere la vostra rivoluzione ed a preservarla con tutto ciò che possedete, ciascuno secondo le sue possibilità ed il suo rango.

Figli della nostra Patria gloriosa!
Eroi Mujaheddin!

Quanto si sta svolgendo in questi giorni, sotto forma di storiche vittorie sul cammino del Jihad del nostro popolo, è risultato e conseguenza inevitabili ed infallibili della Jihad del nostro grande popolo glorioso dell’Iraq, dei suoi sforzi in 11 anni di combattimenti e lotta incessanti, nei quali il nostro popolo ha offerto due milioni di martiri, decine di migliaia di prigionieri e milioni di profughi e di senzatetto.

Figli del nostro popolo del grande Iraq!
Uomini amanti della libertà per la nostra Nazione!
Militanti baathisti nella nostra grande patria araba!

Sì, 11 anni ed il vostro eroico Partito è esposto all’annientamento totale e lo è ancora. Il numero dei martiri del Partito ha superato 160.000 e non passa giorno senza altri martiri e prigionieri.
Sappiate, compagni, che il colonialismo iraniano safavide è un cancro continuo, dotato della forza di inghiottire sia il suolo che il popolo dell’Iraq, per inghiottire successivamente paesi interi della nazione, i suoi territori, le sue risorse idriche e le sue ricchezze.
Conseguentemente, noi analizziamo e consideriamo gli acquisti e le vittorie realizzate dalla nostra rivoluzione benedetta dal primo giorno della rivoluzione armata e fino al giorno della liberazione di Ninive e Salah el Din, dalla sollevazione e dalla rivoluzione e tutti questi sacrifici formidabili offerti per giungere a questi mirabili successi. Mi felicito con i rivoluzionari e li venero più di ogni altra cosa e fino alla fine della mia vita.

Figli del nostro grande popolo!

Figli della nostra gloriosa nazione!

La nostra Patria è stata il campo di battaglia di una dilagante persiana safavide cancerosa e distruttiva dopo la fuga dell’esercito statunitense dalle arene dei combattimenti, e l’amministrazione USA ha offerto questo paese ancorato nella storia come un boccone facile all’Iran safavide.
Peggio ancora! La nostra Patria è stata vittima di un colonialismo iraniano safavide canceroso senza precedenti, che ha distrutto tutto al suo passaggio e continua questo compito davanti agli occhi e con l’approvazione stessa della criminale amministrazione USA.

Qui, io mi rivolgo a quanti strsciano dietro all’immondo processo politico elaborato dai servizi segreti, e dico: tutto quello che si svolge nei corridoi di quella pagliacciata, la sua costituzione, il suo parlamento, il suo esercito, le sue milizie e le sue elezioni, non è che una buffonata ed una serie di manovre aventi uno stesso ed unico obiettivo che si riversa nell’orrendo e distruttivo progetto safavide. Perciò ne abbiamo abbastanza di questi discorsi!

Basta col tradimento del vostro popolo e della collaborazione contro la vostra patria che rischia la perdizione!
Forte di questa verità, lancio un appello a tutti i partecipanti ed a tutti coloro che sono stati avvelenati da questo processo politico immondo, di abbandonarlo immediatamente, di dissociarsi dai suoi promotori, di pentirsi e di congiungersi ai rivoluzionari: in effetti, la metà della patria è liberata e la liberazione di Bagdad è questione di giorni, affinché essi collaborino ciascuno secondo i propri mezzi, per liberare la loro Patria, perché non ci sarà consolazione od onore, per i suoi uomini, senza la sua liberazione e la sua indipendenza.

Voi che partecipate a questo processo politico immondo!

La metà dell’Iraq è stata liberata ed è uscita dalle grinfie del colonialismo iraniano safavide e del suo orrendo progetto ed è ritornata in seno al suo popolo ed alla sua nazione, mentre nessuno di voi ha potuto in questi 11 anni cacciare un solo safavide immerso nel sangue del vostro popolo.
Voi sapete molto bene che centinaia di agenti del colonialismo safavide lavorano accanto a voi per radicare il colonialismo persiano nel vostro paese e voi l’avete sperimentato per 11 anni. Essi, i safavidi, portano una sola dottrina, si attivano per realizzare un solo obiettivo, lavorano come un sol uomo e prendono ordini da una sola fonte; difendere il colonialismo persiano.
Così, per 11 anni, non avete potuto pubblicare un solo decreto per amnistiare gli innocenti nelle prigioni e nei centri di detenzione safavidi, mentre i gloriosi rivoluzionari – che l’imperialismo ed il colonialismo, i loro agenti ed i loro lacchè, accusano in modo menzognero, ipocrita e furbo, di terrorismo – hanno, fin dal primo giorno della liberazione delle province di Ninive e di Salah el Din, decretato un’amnistia per tutti coloro che avevano sbagliato e tradito la loro patria…

Oggi non avete più scuse davanti a Dio, al popolo e alla storia e davanti agli artefici delle vittorie storiche, i rivoluzionari eroi del popolo.
Al termine di questo discorso lapidario, vorrei dire ai carissimi rivoluzionari delle tribù ed a me stesso che dobbiamo apprendere dal passato amato ed attivare i suoi successi nella nostra marcia della Jihad. È necessario che la nostra vittoria globale sia basata su fondamenta e supporti inevitabili, sottrarsi a ciò ci condurrà alla regressione ed alla perdita delle nostre conquiste e successi.
Combattenti dell'ISIL nella provincia di Tall Afar



La prima base: la fede in Dio e nella giustezza della nostra causa, e le nostre lealtà e fedeltà verso di essa.

Secondo: la nostra unità, perché la nostra divisione è il peggiore dei nemici ed il più pericoloso per l’avvenire della nostra marcia della Jihad. E per la nostra unità dobbiamo mettere da parte le nostre divergenze, quali che siano, perché il nostro obiettivo, la liberazione dell’amatissimo Iraq dalle grinfie della cancerosa occupazione iraniana safavide, deve prevalere su tutto.

Terzo: aggrapparsi al popolo, tutto il popolo da Zakho al Fao. Il popolo è il luogo d’accoglienza sicura e fedele della Jihad e dei Mujaheddin ed è il sostegno fondamentale ed unico della nostra Jihad. Noi preghiamo i nostri fratelli nelle fazioni islamiche e della Jihad di superare i confessionalismi, le etnie, i regionalismi e le contrapposizioni cittadini-campagnoli.
Bisogna che sappiano che il nostro popolo autentico nel sud e Centro Eufrate è quello che ha affrontato la tempesta febbrile khomeinista negli anni 80 del secolo scorso ed è lui che ha messo in ginocchio gli eserciti safavidi ed ha offerto i più cari e grandi sacrifici. Questo popolo oggi è felice per le nostre vittorie, più di altri figli dell’Iraq, avendo subito a lungo l’aggressione, l’ingiustizia, la tassazione ingiusta, gli abusi e la divisione.

Quarto: accordare il perdono, la clemenza e l’indulgenza a quanti hanno sbagliato ed a quanti, spinti dalla necessità, sono stati costretti a lavorare con il governo dei collaborazionisti e dei nostri servili traditori, prendendo esempio dal nostro amatissimo profeta, che un tempo perdonò coloro che meritavano la morte.

Quinto: evitare di esaltarsi per le conquiste ed i risultati positivi, restando sempre aggrappati ai nostri fattori fondamentali di successo, in modo particolare alla nostra unità ed al nostro essere in armonia con il nostro popolo, dall’estremo nord all’estremo sud.

E che la pace di Dio e le sue benedizioni siano su tutti voi».

* Fonte: Campo Antimperialista
** Fonti originali della dichiarazione di al-Durri: (1)  al-Dhiqar  e (2) 
al-basra 

*** Traduzione dal francese di Claudio Martino (Appello al popolo) e SOLLEVAZIONE 
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4 commenti:

  • Anonimo scrive:
    16 luglio 2014 18:50

    E' delirante che voi lo prendiate per un gruppo di liberazione. C'è qualche elemento di critica sociale, di critica dell'imperialismo, di liberazione umana in questo testo? C'è solo una vomitevole ma insignificante retorica di stampo saudita (cioè dei finanziatori del terrorismo in tutto il mondo) contro l' Iran, che non c'entra in alcun modo se non come correligionario della magioranza della popolazione irachena (esclusi i curdi). Quello che mi preoccupa non è la retorica squallida di Al Durri, ma che a delle persone di normale intelligenza come voi possa sembrare un antimperialista. Davvero preoccupante, segno del nichilismo che alligna fra chi si ritiene antimperialista

    (A.C.)

  • Redazione SollevAzione risponde:
    17 luglio 2014 09:36

    (A.C.)

    Lei deve avere le traveggole... ho è vittima di un evidente pregiudizio.
    Può pensare ciò che vuole del baathismo iracheno e delle affermazioni di al-Durri.
    Ma noi perché saremmo "deliranti"? Per il solo fatto che avremmo dato la parola ad al-Durri? E invece difendiamo il fatto di avergliela data, mentre in Occidente si vuole far credere che l'insurrezione sunnita sia solo opera di islamisti trinariciuti.
    Saremmo "deliranti" perché sosteniamo che la rivolta dei sunniti iracheni è legittima?
    "Delirante" è lei che, in perfetta sintonia con la propaganda occidentale (e iraniana purtroppo) definisce i combattenti sunniti dei "terroristi".
    In Iraq è in corso una rivolta popolare di massa contro un governo corrotto e dispotico, che si regge in piedi solo grazie all'appoggio diretto dell'Iran e indiretto degli americani.
    Un Iran che invoca l'aiuto del "satana" americano:
    US AND IRAN security cooperation could help save Iraq

  • Brenno scrive:
    17 luglio 2014 19:45

    Bene Redazione! il signor A.C. magari è uno di quelli che in Siria fa tifo sfegatato per Assad, ovvero per il Baath siriano. E di sicuro lo considererà (Assad) un "campione dell'antimperilaismo".

  • Anonimo scrive:
    19 luglio 2014 13:48

    Vedo proprio che la sinistra e' morta, viva la sinistra.

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