mercoledì 9 aprile 2014

UNGHERIA: CHI È DAVVERO VIKTOR ORBAN?

9 aprile. Fidezs (Unione Civica Ungherese) ha vinto le elezioni in Ungheria. Una vittoria campale del premier uscente Viktor Orban. Il suo partito Fidezs, grazie ad una legge elettorale sfacciatamente maggioritaria con il 47% dei voti a ha conquistato i due terzi dei seggi, per l'esattezza 134 seggi su 199. Trentanove vanno all'opposizione del centro-sinistra eurista e 26 ai nazistoidi xenofobi di Jobbik. L'affluenza alle urne è stata del 59,74%, quasi 5 punti in meno del 2010. Nella precedente Dieta  che contava 386 seggi, Fidesz aveva 226 parlamentari (cui si aggiungevano i 37 dei cristiano democratici loro alleati), i socialisti 48 e Jobbik 43.

Viktor Orban, il calvinista, sarà quindi confermato primo ministro, per la terza volta. I centri oligarchici europei non nascondono il loro disappunto. Questi ultimi, spalleggiati dal Fondo monetario internazionale, hanno gridato allo scandalo per le recenti scelte di politica economica del governo di Orban, anzitutto il rifiuto di adottare l'euro come valuta e la decisione di porre la banca centrale ungherese sotto il controllo del governo. Due scelte sagge che urtano i liberisti.

Questo spiega perché, in certi ambienti anti-euro italiani, anche in quelli di matrice democratica, si sia alzato un coro di apprezzamenti verso Fidezs e il governo ungherese. Noi riteniamo che un simile atteggiamento di empatia sia pericoloso e ingiustificato. Tanto più perché certi superficiali apprezzamenti ridanno fiato alle trombette di quelli che... è finita la dicotomia destra-sinistra.
Non sarà quindi superfluo fare una ripassatina di storia.

Orban, dopo che giovanissimo aveva fatto parte della Gioventù comunista, nel 1989 va a studiare a Oxford grazie ad una borsa di studio della fondazione Soros. Nel 1992 è già leader di Fidezs, che in questo momento fa parte dell'internazionale liberale.

Il primo governo di Fidezs, dopo la vittoria elettorale del 1998, si distinse per le sue misure ultraliberiste: privatizzazioni, abbattimento del disavanzo con tagli alla spesa pubblica, norme sulla flessibilità del mercato del lavoro, politiche di deflazione salariale. Misure antipopolari che incoraggiarono i capitali stranieri, anzitutto tedeschi, a colonizzare di fatto il paese.

Nel 1999 (erano i tempi dell'aggressione NATO alla Iugoslavia) il governo di Orban fa entrare l'Ungheria nella NATO.

Nell'anno 2000 il partito, che nel frattempo aveva assorbito altre formazioni di centro-destra, nella prospettiva di sostenere l'ingresso dell'Ungheria nella Unione europea, entra nel Partito popolare europeo.

Nel 2001 il governo Orban aderisce alla richiesta di Bush e fa partecipare l'Ungheria alla forze ISAF di occupazione dell'Afghanistn e poco dopo viene premiato da due famigerate fondazioni atlantiste, la New atlantic initiative e l' American enterprise institute.


Tornato di nuovo al governo nel 2010 Orban fa muovere il suo governo in due direzioni, non opposte ma complementari: da una parte inverte la rotta rispetto alle politiche liberiste chieste dagli oligarchi europei e dal FMI (controllo pubblico della banca centrale, svalutazione della valuta nazionale, alcune rinazionalizzazioni come quelle dei fondi pensione, rifiuto di entrare nell'eurozona); dall'altra procede, grazie alla maggioranza assoluta verso una modifica antidemocratica della legge elettorale e della Costituzione. Per quanto riguarda la legge elettorale viene abolito ogni criterio proporzionale tra voti ottenuti e seggi, e introdotto un sistema uninominale secco per cui chi arriva primo in un collegio conquista il seggio. Per di più i collegi vengono ridisegnati in una maniera totalmente arbitraria ovvero penalizzando le opposizioni (anche Jobbik votò contro).

Per quanto riguarda la nuova Costituzione, che Fidezs si approvò da sola, salta agli occhi il suo carattere reazionario. Nel famigerato Preambolo esplicito il riferimento nazionalista alla "Grande Ungheria": si rivendicano infatti le parti del territorio magiaro che alla fine della prima guerra mondiale vennero assegnati a Romania, Austria, Romania, Slovacchia e Iugoslavia. 

Nel Preambolo, inoltre, sparisce la dizione "Repubblica",  ed scritto che viene "onorata la sacra la corona di re Stefano che da più di mille anni rappresenta l'unità della nazione" e si fa riferimento al cristianesimo come elemento fondante della nazione. Viene inoltre ribadito che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna e si sostiene che "la vita del feto va protetta fin dal suo concepimento".

Non meno grave l'abolizione del potere di veto della Corte costituzionale, ridotta a protesi del governo e la limitazione del potere giudiziario. Viene creata, inoltre, la norma secondo cui, se il parlamento non è in grado di approvare una legge finanziaria entro il 31 marzo di ogni anno, il presidente della Repubblica (per i prossimi anni Pál Schmitt, proprio del Fidesz) lo può sciogliere e indire nuove elezioni. 

Ciliegina sulla torta, nel dicembre 2010, il governo di Orban varò una nuova legge-bavaglio sui media che li pose de facto sotto il rigido controllo del governo.

Il giudizio su Fidezs e il suo leader Orban, che hanno governato l'Ungheria per almeno due legislature dopo la fine del "socialismo reale", per essere obiettivo, dev'essere quindi dato tenendo conto dell'esperienza e dei diversi fattori politici. Seguita questa pista non sarà difficile affermare che Fidezs sia una formazione politica di destra classica al servizio delle classi capitalistiche. 

Le destre, è vero, si dividono in due campi, quelle stataliste-nazionaliste e quelle globaliste-liberiste, è vero che Fidezs non può essere incasellata nell'uno o nell'altro campo, ma questo perché nel suo Dna ha geni di entrambi.






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18 commenti:

  • enea scrive:
    9 aprile 2014 13:51

    Bravi, sacrosanta puntualizzazione.
    Il fatto che la dicotomia destra-sinistra sia morta, se ci limitiamo ad analizzare la semplice topologia parlamentare italica, è vero.
    Ma questa è una animalia italiana, il fatto che ad oggi sia dato scegliere soltanto tra diversi tipi di destre ( comprese quelle che pretendono di autodefinirsi centrosinistra ).

    Nella realtà delle cose, dai concetti che se ne possono astrarre e ricavare, in realtà la dicotomia destra-sinistra continua ad esistere, eccome.
    Ed esisterà sempre, almeno tanto a lungo quanto esisterà il capitalismo.

    In questo momento credo - temo - che in Italia ci siano un sacco di persone giustamente e comprensibilmente orfane di una sinistra degna di questo nome, che sarebbero disposte e votare davvero qualsiasi cosa nominalmente si schieri contro l'ordine eurocratico.
    E se è un passo avanti aver pienamente compreso quanto e perchè sia inaccettabile l'ordine eurocratico, essendo in ultima istanza una forma di autoritarismo nel quale viene abrogata la possibilità di scelta ( nella cabina elettorale, nella politica economica che un paese può praticare etc. ), non è altrettanto un passo avanti perdere di vista il fatto che per chi ha bisogno di emanciparsi dalle proprie catene, passare da un tipo di autoritarismo ad un altro tipo di autoritarismo ( come è anche quello di Orban ), non è un passo in avanti ma solo un modo diverso per stare altrettanto male.

    Orban è un leader di destra, reazionario - anche se magari non fascista in senso stretto - più intelligente e lungimirante dei politicanti europei delle pseudosinistra che fanno capo al PSE, e proprio per questo gli è facile vivere di rendita sul suicidio politico-sociale di queste ultime pseudo-sinistre.

    Però secondo me bisogna veramente avere "l'anello al naso" per pensare che convivere con una legislazione che non solo sostanzialmente permette - come da noi - ma proprio formalmente impone che non esista più neanche la libertà di stampa, sia meglio che convivere col "vincolo esterno".
    Bisogna poi aver perso completamente di vista il fatto che destre di taglio apparentemente più sociale, e contestualmente e quasi fatalmente ancor più autoritarie e violente, da sempre nella storia sfondano quando le sinistre restano al palo nell'analizzare i propri tempi e si impiccano nella difesa dell'indifendibile.
    Difesa che a volte può essere anche interessata.
    E questo vale particolarmente ora, per l'Italia.

    Ma vale ancor di più per la Francia ed il FN.
    In ogni caso mettere al potere questi soggetti non è considerabile un passo avanti, è come scegliere tra un cancro e un ictus: si muore male lo stesso.

    Enea

  • Anonimo scrive:
    9 aprile 2014 15:11

    Articolo molto utile.
    Lo si dovrebbe diffondere ad ampio raggio nell'area del cosiddetto "sovranismo", dove circolano gruppi che dicono apertamente che occorre seguire l'esempio dell'Ungheria.
    Altri, furbetti, non lo dicono apertamente ma lo lasciano intendere.
    La sovranità monetaria (su cui concordo) non è tutto, è solo una parte, una parte che sganciata dal resto può bene essere la bandiera dei reazionari e dei fascisti.
    La sovranità monetaria se la si stacca dalla democrazia e dalla difesa dei diritti dei lavorarori si potrebbe sposare anche con il nazismo.
    Gianmario

  • Anonimo scrive:
    9 aprile 2014 17:00

    A me personalmente non mi interessa se questo signore e' di destra o di sinistra ,mi interessano i fatti e mi mi pare che ci siano.Non dimentichiamo che in Italia a poco dalle Elezioni non esiste di fatto un partito o movimento No Euro No Europa ,ma solo chiacchiere all'italiana e intanto questi poteri continuano indisturbati ,questa e ' la realtà .

  • enea scrive:
    9 aprile 2014 17:36

    Ti chiedo scusa anonimo delle 17:00, niente di personale, ma sono proprio i discorsi come il tuo che mi inquietano.
    Spezzare la gabbia dell'euro è la precondizione minima per poter praticare delle politiche di segno popolare, ripuntellare da capo condizioni minime di democrazia, arginare e poi invertire la spostamento di ricchezza che l'€ istituzionalizza dover essere dai più poveri ai più ricchi.
    Condizione necessaria, MA NON sufficiente.
    Il tema è ineludibile, MA NON è risolutivo.
    La Tatcher fu a suo tempo la più fiera avversaria dell'entrata nell'€ del proprio paese.
    Eppure nessun governante nel proprio paese arrivò a massacrare le proprie classi lavoratrici come fece la Tatcher.

    La maggior parte dei governi europei reagirono alla crisi finanziaria del 1929 con...l'austerità di bilancio, affandosi per ritrovare condizioni di pareggio come fecero anche Coolidge ed Hoover.
    Il risultato fu una gigantesca deflazione da debiti con esplosione della disoccupazione e crescita del malcontempo popolare.
    Ma mentre gli USA ne uscirono da sinistra ( relativamente agli USA ) con Roosevelt, che convinse il congresso a farsi dare un vero bilancio federale e a praticare politiche di spesa per uscire dalla stagnazione per quanto si trattasse di un keynesismo alquanto spurio il suo, l'Europa ne uscì da destra.

    Ne uscì da destra e proprio il nuovo governo tedesco fu l'esempio di più precisa e rigorosa applicazione di politiche keynesiane ( ancorchè di quel tipo che lo stesso Keynes definiva come niente affatto auspicabili, cioè il keynesismo di guerra ).
    Questo non per criminalizzare la teoria economica keynesiana, ma per evidenziare che uno strumento economico/monetario può essere importante, ma sempre ancor più importante è definire CHI lo usi, per fare COSA.

    Il NSDAP fece cose economicamente sensate e coerenti per tirare fuori il paese dall'esplosione della disoccupazione e dalla deflazione da debiti nella quale entrò nel 1930-31 come conseguenza dello scossone giunto dagli USA nel 1929.
    Tuttavia una guerra mondiale e la strage sistematica di oppositori politici, rom, ebrei....erano "effetti collaterali" correlati al dare il potere al NSDAP.
    Il classico e più triste esempio storico di salto dalla padella...alla brace.

    Ecco, oggi sarebbe il caso che evitassimo di cadere in questo tipo di tragici errori, perchè come diceva una persona saggia la storia si ripete sempre due volte, la prima come tragedia e la seconda come farsa.
    Ecco, non cadiamo nella farsa.
    Da questo imbuto non si può pensare di uscire dando forza a destre nazionaliste e xenofobe ( oltretutto mediamente da operetta come la nostra Lega ).
    Ad andare bene non riusciranno a combinare niente, ad andare male degli innocenti ci lasceranno la pelle.
    Enea

  • Anonimo scrive:
    9 aprile 2014 21:53

    Sergyei
    "A me personalmente non mi interessa se questo signore e' di destra o di sinistra ,mi interessano i fatti e mi pare che ci siano. Non dimentichiamo che in Italia a poco dalle Elezioni non esiste di fatto un partito o movimento No Euro No Europa , ma solo chiacchiere all'italiana e intanto questi poteri continuano indisturbati ,questa e ' la realtà". Effettivamente a che serve aderire nominalmente alla "Sinistra" specie italiana e al suo frasario pseudo ideologico quando ormai dappertutto in Europa i partiti che si arrogano abusivamente di fregiarsi con l'epiteto di sinistre sono la migliore e più insidiosa spalla dell'americanismo post-capitalista e imperialista?

  • Lorenzo scrive:
    10 aprile 2014 01:17

    "... ad andare male degli innocenti ci lasceranno la pelle..."

    In queste parole c'è tutta la stanchezza senile e la decadenza della sinistra occidentale.

    Comunque vadano le cose è scontato che masse enormi di innocenti e meno innocenti ci lascino la pelle. Pensate che la dittatura della finanza internazionale e del suo braccio armato, l'impero statunitense, possa essere abbattuta senza decenni di guerre e rivoluzioni?

    Un tempo i militanti di sinistra andavano alle manifestazioni inquadrati in formazioni paramilitari e col bracciale delle Guardie rosse, adesso i piddini inorridiscono se qualcuno tira qualche sassata e i cosiddetti radicali rabbrividiscono di orrore per due campi di sterminio.

    Palle ragazzi, palle, ci aspettano tempi interessanti che faranno impallidire le guerricciole del XX secolo.

  • Anonimo scrive:
    10 aprile 2014 01:49

    tanto bla-bla...insommma, preferisci che l'Ungheria seguisse alla lettera i precetti della Troika e di Monti?
    Ti frega poco se da un'altra trincea c'è chi dice qualche NO a Bruxelles?

    C'è un liberismo di destra e di sinistra, Punto. Il liberismo ha inglobato quasi tutto, fuori rimangono poche frange.E c'è un antiliberismo con varie sfumature e origini.

    Volete l'esclusiva o il monopolio?
    A nulla serve il feticismo biografico, Sono più importanti i fatti. C'è da fare qualcosa di anti-euro e anti-UE!

    E voi, mi sembra che vi gingillate troppo sulle fonti battesimali o la denominazione d'origine controllata.
    PUBLIO

  • Luca Tonelli scrive:
    10 aprile 2014 03:07

    Solo per precisare che il Keynesismo di guerra di Hitler, fino al 36, fu un keynesismo più edilizio e infrastrutturale che altro.

    ora non ricordo esattamente le cifre ma si stima che un intorno del'80% della crescita indotta dalle politiche hitleriane sia venuto dalla costruzione di abitazioni, piccole e grandi opere infrastrutturali. questo dal 33 al 36.

  • Anonimo scrive:
    10 aprile 2014 11:53

    AEnea : Sono l'anonimo delle 17 , Capisco la Sua preoccupazione ,ma i tempi non consentono di andare per il sottile ,come dice un commentatore non pensiamo a soluzioni in breve termine.

  • Anonimo scrive:
    10 aprile 2014 19:58

    Sergyei
    Prendersela con Orban in questi frangenti non credo sia la cosa più urgente da fare. Dice bene un commentatore che andar troppo per il sottile con i pedigree non si salverebbe nessuno. Ricordo le prime notizie disastrose dalla Grecia: eppure, mi dicevo, il Pasok è un partito di sinistra di tutto rispetto ... Prenderà provvedimenti ... Macché! Anche Papandreu non era proprio da buttar nel cestino della carta straccia guardando al pedigree. Invece: sempre peggio! Per l'Italia non si può dire molto diversamente: Amato? Prodi ? Sì, va là: Cessione definitiva della sovranità monetaria, privatizzazioni a go' go'; smantellamento dell'Industria di Stato, fine della metallurgia (avevamo un produzione di alluminio esemplare!) Fine dell'idustria alimentare. Monti_Napolitano? catastrofe delle pensioni e del Welfare ... Eppure erano Gente di sinistra! Ti so dire se fossero stati "fascisti" !!!
    "Volete l'esclusiva o il monopolio? A nulla serve il feticismo biografico, Sono più importanti i fatti. C'è da fare qualcosa di anti-euro e anti-UE! E voi, mi sembra che vi gingillate troppo sulle fonti battesimali o la denominazione d'origine controllata".
    Vien voglia di condividere appieno.
    A ESTREMI MALI ESTREMI RIMEDI. QUANTI MEDICINALI, DEL RESTO, UTILIZZANO SOSTANZE TOSSICHE? O E' MEGLIO MORIRE?

  • Anonimo scrive:
    10 aprile 2014 20:35

    Certo aspettiamo che ci siano dei leader Europei di sinistra che abbiano il coraggio di fare quello che ha fatto questo signore.Un famoso proverbio recita "campa cavallo che intanto l'erba cresce" io lo parafreserei cosi' "crepa Europeo che intanto la sinistra antieuro cresce".Ad avercelo in Italia un leader cosi'.Un'altra cosa ha messo l'informazione sotto il controllo del governo? ha fatto bene ma voi avete presente che l'informazione manipolata in cui viviamo fara' crescere il PD e Renzie.Il Pd che ci ha rovinato primo partito d' Italia nei sondaggi pensate che se l'informazione fosse veramente libera le cose potrebbero stare cosi' l'informazione libera e' un utopia o la controlla la politica o la controllano i centri di potere economico che ne detiengono la propieta'.Le democrazie occidentali sono fatte ad uso e consumo dei centri di potere piu' o meno occulti che nella democrazia trovano terreno fertile per incancrenire ogni luogo di decisione,ma voi avete idea della ramificazione capillare della massoneria in ogni ambito vitale degli stati a partire dalle istituzioni Europee sino a quelle di tutte le singole nazioni? l'unica difesa e' una svolta autoritaria altrimenti se pensate di combattere chi gioca sporco con le regole della democrazia vi do' un consiglio chiudete bottega.Ha ragion Orban e voi dovreste appoggiare chi ha il coraggio di affrontare certi poteri.

  • Anonimo scrive:
    11 aprile 2014 00:01

    Ma se i primi a volere la sospensione della democrazia sono stati i mercati e la riforma delle costituzioni antifasciste la JP Morgan? Ma di che stiamo parlando???
    Non volete più la democrazia? Liberissimi di scegliere, basta che gli altri li lasciate in pace. VI chiedo solo una cosa:
    Ma dove la vedete sta democrazia? Non c'è da almeno quattro anni la democrazia (che già di per sé non esiste, ma questo non vuol dire che la dittatura sia migliore). State chiedendo di rinunciare a qualcosa che non avete.

  • Anonimo scrive:
    11 aprile 2014 01:13

    In un precedente post ho scritto : "Se fossi francese voterei Marine le Pen". Subito son partite le purghe staliniane e le accuse di fascismo. Ma se fossi ungherese , dubito che voterei Victor Orban . Sono due anni che seguo Marine Le Pen ascoltando in francese i suoi discorsi. Non posso giurare sul Front National , ma a me la Le Pen sembra sincera.Si è sempre schierata contro l'interventismo militare del governo Sarkozy e l'avventurismo dell'inetto Hollande. Pure sulla vicenda Ucraina le sue posizioni sono più che apprezzabili e moderate. Quanto alla politica economica ricalca quella di economisti di sinistra ed è coerente con la difesa dei ceti popolari più deboli e delle classi medie contro il liberismo senza regole delle elités economiche europee. La Le Pen ha detto di voler non solo rispettare ma addirittura difendere le leggi della Repubblica francese ed è per la piena laicità dello Stato. Anche le posizioni sulla immigrazione a me sembrano ragionevoli se le inseriamo nel contesto critico che a suo tempo un certo Costanzo Preve ha magistralmente delineato. Resta il problema dei diriti civili , le cui posizioni non sono certo peggio di quelle del Vaticano e comunque , a me non interessano tanto le singole posizioni quanto l'accettazione del giuoco democratico per portale avanti. Se quel che scrivete su Orban è vero , siamo di fronte ad una trasformazione in senso autoritario dello stato ungherese , cosa che la Le Pen non si è mai sognata di fare. Le scelte sovraniste e i successi economici , non giustificano il tipo di nazionalismo autoritario che sembra caratterizzare il governo di Victor Orban .La progressiva riduzione dei poteri di controllo , della libertà di stampa e la concentrazione del potere mi fanno pensare ad una pericolosa involuzione della società ungherese.
    GioC

  • Anonimo scrive:
    11 aprile 2014 01:18

    PUBLIO
    Non dico "bisogna fare come l'Ungheria". No, dico che "bisogna fare come l'Italia", cioè trovare una risposta adatta a noi e alla situazione esistente, qui, ora!

    Dico che mi sembra infantile, minimizzare (o fare distinguo assurdi, dato il contesto)le POCHE risposte concrete ai dikat della BCE e FMI.

    Di questo passo, dovremmo essere sospettosi con gli argentini che hanno resistito -nella misura del possibile- perchè i Kirchner sono "peronisti".

    Dovremmo contare le pulci al piccolo ma coraggioso Ecuador perche il presidente Correa è di origini "socialcristiane", e perchè studiò nell'Università di Lovanio dai preti?

    Questa logica non porta in nessun luogo. A meno che gli sparuri drappelli di "vera sinistra" sappiano vincere per davvero le armate liberiste.

    Stiamo indietreggiando da 20 anni, è tempo di sommare le forze. Nessuno impediva di partecipare a uno sciopero o a una manifestazione SE condivideva l'obiettivo....

  • Anonimo scrive:
    11 aprile 2014 10:51

    Passare dalla schiavitù europea per passare a quella di Orban?
    Bell'affare!

  • Anonimo scrive:
    13 aprile 2014 18:36

    La schiavitù europea è molto, ma molto peggiore. Anche gli obiettivi e gli scopi sono assai più radicali e, soprattutto, avversi alla Popolazione che viene avviata ad uno stato di sottomissione e di deprivazione finalizzata al saccheggio totale di ogni bene pubblico, probabilmente pure privato e forse anche storico, naturale e persino artistico, nonché all'annichilimento di ogni valore culturale tradizionale e delle stesse libertà democratiche costituzionali attualmente in pericolo serio già sin d'ora.
    La differenza sostanziale sta anche nel fatto che i dominatori della U.E. sono alieni alla nazione e mirano all' omogeneizzazione antropologica coatta con "reductio ad minimum humanitatis".
    Fra il peggio del peggio e il peggio, corre differenza.

  • Anonimo scrive:
    18 agosto 2014 08:25

    "non sarà difficile affermare che Fidezs sia una formazione politica di destra classica al servizio delle classi capitalistiche."

    Non mi pare proprio; Orban ha varato una legge che impone alle banche di risarcire i clienti danneggiati dai mutui in valuta estera, proprio quelli che hanno dato fuoco alla crisi economica.
    Nell'arco di neanche una settimana ha dimezzato il numero di parlamentari e ministeri; la disoccupazione è scesa, e lo ha fatto con numeri da fare invidia alla Francia. Il Pil è aumentato. Ha cacciato finalmente via a pedate i cinesi che smerciavano su una superficie di quattro ettari, e al posto dei loro container sta fabbricando centri sportivi e giardini pubblici per i cittadini. Sta privilegiando l'industria nazionale e nazionalizzando per quanto è possibile l'energia, facendo abbassare il costo delle bollette del 20%. Queste cose in un paese come il mostro sono utopìe. Queste cose sono fatti, non parole. Da noi si pensa solo a coccolare pensionati e impiegati pubblici, proteggere lobbies intoccabili e favorire gli sbarchi di immigrati da tutta l'Africa, almeno fino a quando malattie come l'Ebola o la Tubercolosi non daranno una bella sveglia a tutti i buonisti di sinistra, intellettuali e non.
    Magari l'avessimo noi, uno come Orban...!

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