domenica 13 aprile 2014

12 APRILE: RIFLESSIONI "SCOMODE"

13 aprile. Stendiamo un pietoso velo sul comportamento dei gruppi che ieri, vestiti di nero o di blu, han cercato lo scontro ad ogni costo in una Roma in Stato d'assedio. La distanza tra l'obbiettivo conclamato (attacco al Ministero del lavoro) e la capacità di metterlo in atto è stata siderale. Quando le forze di polizia hanno sferrato la prevedibile carica chi lo scontro cercava, e aveva il dovere di almeno difendere il resto del corteo, se l'è data a gambe levate.
Un'altro è l'elemento su cui chi ha puntato e scommesso sul successo di questa manifestazione deve riflettere. Lo scarso numero dei partecipanti (un quarto, forse meno, di quelli che parteciparono alla manifestazione omologa del 19 ottobre scorso) ha significato un sonoro fallimento.

Abbiamo la sensazione che la manifestazione di ieri, con la sconfitta subita, segni uno spartiacque. Ci sono segnali che nel frastornato poliverso dell'estrema sinistra possa finalmente aprirsi un dibattito affinché ci si lasci alle spalle concezioni e pratiche sterili che non portano da nessuna parte. Il ritardo, a cinque anni dalla più grave crisi economica che si ricordi, è riprorevole, ma meglio tardi che mai.

Prendiamo spunto dalle riflessioni a caldo di Contropiano, organo della Rete dei Comunisti. La redazione si pone tre domande calzanti: 

(1) perché la partecipazione è crollata rispetto a solo sei mesi fa?; (2) gli obiettivi specifici da soli, hanno la forza per diventare mobilitazione generale? (3) è possibile o necessaria una alleanza politica e sociale che veda dentro tutti i settori sociali aggrediti dalla crisi e dalle misure antipopolari per ingaggiare la sfida con un avversario di classe strutturato e integrato a livello di Unione Europea oppure si procede ognuno per conto suo?
Alla prima domanda questa è la risposta:

«Nei fatti si è rivelata una manifestazione per la casa – un obiettivo legittimo e popolare – ma la declinazione del problema specifico e la sua declinazione generale si sono persi in una evocazione generica che non ha dato né priorità né indicazioni da socializzare agli altri settori sociali (dai lavoratori alle famiglie proletarie ai disoccupati) che pure dovrebbero essere parte del conflitto di classe più generale. L'aver occultato il fattore antagonista oggi principale, l'Unione Europea e i suoi diktat, rende sempre più evanescente il nemico e la prospettiva generale di cambiamento che dà forza e respiro alle singole lotte».
In effetti il movimento che si è espresso ieri a Roma non si rivolge a tutti gli strati sociali falcidiati dalla crisi, ma solo a settori di gran lunga minoritari, anzitutto immigrati e senza tetto. Invece di agire per allargare il fronte di lotta a milioni e milioni di cittadini gettati sul lastrico, chiude in un recinto la sua base sociale di riferimento. Cosa ancor più grave, questo movimento protesta sì contro l'austerità, ma non mette sotto accusa i poteri oligarchici europei, di cui i governi italiani sono esecutori. Un movimento, dunque, del tutto privo di una visione politica complessiva, e senza nemmeno un'idea chiara di chi siano i nemici principali oggigiorno. 
I gruppi che animano questo movimento non vogliono infatti sentire parlare né di mollare con l'euro né di uscire dall'Unione europea. Manca dunque di ogni linea di fase, avanzando un massimalismo imbelle (la lotta è contro il capitalismo) ed un trito estremismo sindacalistico (vogliamo tutto!). 

La domanda a cui Contropiano dovrebbe rispondere è la seguente: qual è la causa del rifiuto di tali gruppi di avanzare gli obbiettivi l'uscita dall'Unione e dall'euro? La risposta è che sono vittime del tabù anarchico della sovranità nazionale, per essi obbiettivo "reazionario" se non addirittura "fascista". E come mai Contropiano non se la pone, questa domanda? Perché verrebbe alla luce che sulla questione della sovranità nazionale Contropiano non ha ancora sciolto la sua propria ambiguità —ricordiamo gli attacchi al vetriolo che sono stati rivolti al Mpl.

Alla seconda domanda (gli obiettivi specifici da soli, hanno la forza per diventare mobilitazione generale?) questa è la risposta:
«Unire le forze non è un esercizio di egemonia, è un processo nel quale ognuno porta quello che è e mette a disposizione quella che ha su un piano di convergenza comune e condiviso fin nei dettagli. L'alleanza del 18 e 19 ottobre indicava questa possibilità ma è stata volutamente affondata e i risultati si sono visti sabato 12 aprile».
Siamo proprio sicuri che "l'alleanza del 18 e 19 ottobre" sia la risposta adeguata alla domanda? Ovvero la strada giusta per costruire "una alleanza politica e sociale che veda dentro tutti i settori sociali aggrediti dalla crisi e dalle misure antipopolari"? Noi non lo pensiamo affatto. E' vero che le giornate del 18 e 19 ottobre furono un discreto successo in quanto a partecipazione, ma affermare che lì c'era la soluzione è illusorio. La manifestazione del 12 aprile è invece figlia legittima della relazione incestuosa del 18 e 19 ottobre: non è sufficiente, per stabilire una specie di differenza qualitativa tra i due eventi, la massiccia presenza del sindacalismo di base. Il 19 ottobre in testa c'erano gli stessi gruppi di ieri. Medesime erano le parole d'ordine.


Contropiano, che si consola sperando sia possibile far girare l'orologio all'indietro, dovrebbe porsi la domanda vera: si può costruire "una alleanza politica e sociale che veda dentro tutti i settori sociali aggrediti dalla crisi e dalle misure antipopolari" in compagnia di questi gruppi? La nostra risposta è no e chi si ostina a perseguire il sodalizio perde il suo tempo. Come da tempo andiamo dicendo, da altre parti occorre guardare se si vuole davvero costruire una sollevazione popolare e rovesciare il regime di protettorato euro-tedesco invece che correre dietro a chi non va oltre il mito della ribellione.

E infatti l'asino di Contropiano cade sulla terza domanda:

«E' possibile o necessaria una alleanza politica e sociale che veda dentro tutti i settori sociali aggrediti dalla crisi e dalle misure antipopolari per ingaggiare la sfida con un avversario di classe strutturato e integrato a livello di Unione Europea oppure si procede ognuno per conto suo?»
Sembrerà incredibile ma a questa domanda, la più importante, non viene data nessuna risposta. Buio pesto. Una reticenza senz'altro sintomatica delle antinomie e delle difficoltà in cui non solo la Rete dei Comunisti, ma più in generale ciò che resta della sinistra rivoluzionaria, si dimenano. Queste antinomie hanno una radice, il vecchio tabù operaista quello dell'interclassismo, per cui è ripugnante, anzi proibito, ogni contatto con una classe sociale che non sia la mitica "classe operaia". Di qui il disprezzo, l'anatema ed il rifiuto di ogni contatto contaminante, tanto per fare un esempio, con i settori di piccola e media borghesia ridotti alla miseria che sono scesi in strada nelle giornate del 9 dicembre scorso —quello della presenza dei fascisti era solo un ridicolo alibi per camuffare questo tabù. 
A ben vedere qui si palesa curiosamente una matrice culturale, anzi s'affacciano due dogmi religiosi, tipici del peggiore cristianesimo, quelli del peccato originale e del servo arbitrio, per cui la natura sociale e la coscienza di un soggetto sarebbero fissate, predeterminate, e non possono mutare con le circostanze storiche, proprio a causa di un stigma originario, geneticamente immutabile. 

Non farebbe male una rivisitazione critica della nostra storia. Se la si facesse certa sinistra dovrebbe finalmente capire che una della cause della sconfitta storica subita negli anni '20 in Italia e nei '30 in Germania, consistette proprio nel settarismo e nel dottrinarismo della sinistra comunista di allora, due patologie che isolarono i rivoluzionari e che finirono per agevolare lo sfondamento di massa dei fascisti e dei nazisti, prima tra gli strati pauperizzati della piccola borghesia, poi a seguire in seno alla stessa classe operaia. 
Avessero imparato qualcosa dei rivoluzionari russi, che quelle tragedie si sarebbero potute evitare:
«Ogni crisi rigetta tutto ciò che è convenzionale, strappa gli involucri esterni, spazza via ciò che è sorpassato, scopre le molle e le forze più profonde. (...) Credere che la rivoluzione sociale sia immaginabile senza le insurrezioni e le esplosioni rivoluzionarie della piccola borghesia, con tutti i suoi pregiudizi, senza il movimento delle masse proletarie e semiproletarie arretrate ... non la vedrà mai. Egli è un rivoluzionario a parole che non capisce la vera rivoluzione.
La rivoluzione russa del 1905 è stata una rivoluzione democratica borghese. Essa è consistita in una serie di lotte di tutte le classi, i gruppi e gli elementi scontenti della popolazione. V'erano tra di essi masse con i pregiudizi più strani, con i più oscuri e fantastici scopi di lotta, v'erano gruppi che prendevano denaro dai giapponesi, speculatori e avventurieri, ecc. Obiettivamente, il movimento delle masse colpiva lo zarismo e apriva la strada alla democrazia, e per questo gli operai coscienti lo hanno diretto.
La rivoluzione socialista in Europa non può essere nient'altro che l'esplosione della lotta di massa di tutti gli oppressi e di tutti gli scontenti. Una parte della piccola borghesia e degli operai arretrati vi parteciperanno inevitabilmente —senza una tale partecipazione non è possibile una lotta di massa, non è possibile nessuna rivoluzione— e porteranno nel movimento, non meno inevitabilmente, i loro pregiudizi, le loro fantasie reazionarie, le loro debolezze e i loro errori. Ma oggettivamente essi attaccheranno il capitale».
  [V. I. Lenin, Luglio 1916]
Il dibattito sul 12 aprile, se vogliamo condurlo sul serio, alle sue estreme conseguenze, non solo allude ma solleva ben altri nodi irrisolti nella sinistra antagonista italiana. Ben venga questa discussione!

 

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35 commenti:

  • Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.
    Francesco Salistrari scrive:
    13 aprile 2014 19:41

    Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

  • Anonimo scrive:
    13 aprile 2014 22:47

    Sergyei
    Ad un certo punto si paragona l'esito della lotta di classe anni 20 nell'impero zarista con ciò che è successo in Italia e Germania. Mi sembra come mettere a confronto pomodori con lampadine. La situazione storica è stata talmente differente nell'impero zarista da non potersi raffrontare, specie con quella dell'Italia dove le istituzioni "tenevano" e la guerra era stata vinta (male, d'accordo, ma sempre vinta). Per la Germania sono entrate in campo mire diverse da parte della Grande Finanza internazionale che all'inizio ha sponsorizzato addirittura Hitler.
    Il perché ciò sia avvenuto è in parte ancora misterioso e ci si deve rassegnare perché i misteri della Storia sono tanti e quasi sempre avvolti nel più fitto mistero. In quanto alla manifestazione di ieri sera, sarà stata forse una follia, ma occorre ammettere che il coraggio (si direbbe comunque più temerarietà che coraggio) può essere contagioso. E dai oggi e dai domani, dai teste rotte oggi e dai teste rotte domani, mi sembra che questa non sia certo la miglior maniera per risolvere i problemi socio-economici di questo disgraziato paese dove pare (almeno a quanto dice certa informazione) che sempre "tout va très bien Madame la Marquise e poi ....

  • Redazione SollevAzione risponde:
    14 aprile 2014 09:45

    Caro Francesco Salistrari,
    il tuo blog è stato infettato, Ci scusiamo ma dobbiamo rimuovere il tuo commento con link .

  • Lupo dei Sibillini scrive:
    14 aprile 2014 09:47

    Cari compagni, questa volta siete veramente fuori tema.
    Dite anche cose molto giuste, ma se si trattasse di un compito di italiano avreste preso 5 e mezzo per non aver seguito la traccia.
    Il titolo dell'articolo parla del 12 ottobre, ma il contenuto per il trequarti dello spazio è di critica, anche corretta, a Contropiano.
    Il sospetto è che non ci stavate in piazza, altrimenti non avreste avuto bisogno di Contropiano per dire la vostra e comunque vi sareste accorti che il mondo della rete dei comunisti e dell'usb era presente in parte minima e lontana dal fulcro degli eventi e che quindi il loro sito non era affidabile per avere una cronaca credibile degli stessi.
    Date retta a uno c'era.
    La pecca principale è stata la difesa della piazza. Alcuni volevano fare la "lotta dura con la verdura", ma molti sottoproletari hanno cacciato i fruttaroli e si sono messi a tirare ben altro che uova e pomodori. Questo ha fatto partire le cariche.
    Se si deve fare una critica si deve partire da qui. Lo scontro finto non regge più, c'è troppa rabbia in giro e se qualcuno, d'accordo con la polizia si mette a tirare pomodori, centinaia di arrabbiati rischiano di fomentarsi e farsi male quando lo scontro è impari.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    14 aprile 2014 09:56

    Sergyei

    faccia uno sforzo!
    Sorvoliamo, per carità di Patria, sui tuoi "miesteri della storia", e tenti di afferrare il concetto centrale del discorso leniniano!

    Repetita juvant:

    "La rivoluzione socialista in Europa non può essere nient'altro che l'esplosione della lotta di massa di tutti gli oppressi e di tutti gli scontenti. Una parte della piccola borghesia e degli operai arretrati vi parteciperanno inevitabilmente —senza una tale partecipazione non è possibile una lotta di massa, non è possibile nessuna rivoluzione— e porteranno nel movimento, non meno inevitabilmente, i loro pregiudizi, le loro fantasie reazionarie, le loro debolezze e i loro errori. Ma oggettivamente essi attaccheranno il capitale".

  • Anonimo scrive:
    14 aprile 2014 11:42

    A mio avviso avete sbagliato due volte:
    1) A non essere presenti in piazza. Il Coordinamento della Sinistra contro l'Euro dov'era? Se si sprecano occasioni come queste per farsi conoscere dai tanti giovani compagni in buona fede (anche se magari con le idee confuse) che nemmeno sanno della vostra esistenza, bè poi c'è ben poco da lamentarsi. Oltretutto come già Lupo ha scritto sopra non capisco perchè traete le vostre informazioni proprio da Contropiano...mah?
    2) Usate nei confronti dei compagni che hanno promosso il corteo dei toni sprezzanti e arroganti decisamente fuoriluogo. Pur con tutti i limiti teorici e politici che hanno sono comunque compagni generosi attivi nei propri territori in mille battaglie meritevoli (dalla lotta contro la Tav, a quella per la casa, ai diritti di studenti e precari), alcuni dei quali (penso a InfoAut rispetto al movimento 9 dicembre)) sono tutt'altro che insensibili all'allenza con altri settori sociali rovinati dalla crisi. E voi che fate? Anzichè tentare di rapportarvi con loro li scomunicate dalle colonne del vostro blog con un'ottusità pari (anche se di segno contrario) a quella che i peggior settari hanno nei confronti vostri.
    Mi spiace ma temo di aver capito perchè a parte un blog non riuscite mai a farvi movimento reale...anche se spero di sbagliarmi.

  • Anonimo scrive:
    14 aprile 2014 12:01

    Vi ripeto la domanda alla quale vi rifiutate di rispondere da anni.
    Ma quando mai ci sarà sta sollevazione?
    In sudamerica negli anni 80-90 quando la gente stava nella miseria nera con in più un regime militare dittatoriale ferocissimo non è successo niente.
    Non solo, ma in Brasile i militari erano cosí sicuri e tranquilli che salvo tre anni in cui hanno chiuso il parlamento, hanno mantenuto più partiti politici in attività.
    Sollevazioni in Cile? Certo ma a favore del liberismo sfrenato e coi soldi della CIA.
    In Brasile? Zero carbonella
    In Argentina? Le madri che piangevano, qualche eroe morto ammazzato ma il popolo nemmeno capiva cosa succedeva

    Unione di piccola e media borghesia con i lavoratori?
    Ma avete idea di cosa pensano i medi borghesi dei lavoratori?
    E quello che pensano i lavoratori con contratto indeterminato dei precari?

    Meno male che c'è Grillo che almeno qualche idea concreta e realizzabile dal punto di vista pratico ce l'ha.

    Stasera vado a vederlo in spettacolo a Roma, domani vi racconto com'è

  • Anonimo scrive:
    14 aprile 2014 12:07

    Sergyei
    Chiedo scusa per il lapsus calami ma chi è senza peccato scagli la prima pietra. Fra l'altro il sistema di correzione automatica di scrittura word che avete "dà spesso i numeri" (!). I Misteri della storia sono come tutti i misteri: fino a che non vengono spiegati come si deve, restano. Con Hitler, per esempio, il momento cruciale è coinciso con la caduta in disgrazia di Trotzkij (1932 privato della cittadinanza russa!). Ma lasciamo i misteri della storia dove sono. In Italia non è certo un mistero che le forze di sinistra sono scoordinate, disunite, abbarbicate a teorie obsolete, in balia degli illusionisti e prive di leaders capaci. Cosa si pretende che possano fare? Fra l'altro mancano di "sponsor" (vedasi Ucraina). Una cosa potrebbe essere abbastanza sicura: ogni corda, anche la più tenace, ha un limite di resistenza: tira e tira ....

  • antifascista scrive:
    14 aprile 2014 15:33

    Anonimo delle ore 11-42

    possiamo girarcela come ci pare, ma che la manifestazione di sabato è stata un flop è fuori discussione. Quanti eravamo? Poche migliaia. Io non so se le cause di questo flop siano proprio quelle che indicano, da una parte contropiano e, dall'altra l'MPL. Ma negare il fallimento è un'offesa all'intelligenza.
    Il paragone numerico con quella del 19 ottobre sarebbe impietoso. Io ero anche a quella del 31 ottobre (quella da cui scaturirono gli arresti del febbraio scorso di Di Vetta e Fagiano). Ebbene, sabato scorso eravamo quanti quelli che eravamo il 31 ottobre, che era un corteo solo romano.
    Morale della favola: non prendimoci per il culo. Se vogliamo evitare altri fallimenti vediamo di capire le ragioni del flop di l'altro ieri.

  • Anonimo scrive:
    14 aprile 2014 16:04

    Vi segnalo questa altra riflessione:

    UNA BREVE NOTA SUGLI SCONTRI DI ROMA
    di Stefano Santarelli


    Che ieri ci sarebbero stati scontri era già facilmente intuibile soltanto limitandosi a passeggiare a Porta Pia dove doveva partire il corteo il quale ha aspettato ben due ore prima di muoversi. Un corteo, questo va detto, estremamente pacifico e festante.

    Quello che appariva subito evidente era la mancanza di una direzione politica e organizzativa della manifestazione. Era infatti emblematico un manifesto dell’area, chiamiamola antagonista, che propugnava un “corteo meticcio, antirazzista e antifascista” e lo striscione iniziale del corteo era per la difesa del diritto alla casa, certamente un diritto sacrosanto figuriamoci, ma in questo contesto erano parole d’ordine che definire più che generiche è dire poco specialmente per una manifestazione che oggettivamente rappresentava la prima protesta di piazza contro il Governo Renzi/Berlusconi e che non denunciava, come abbiamo visto, con la dovuta forza la criminale politica dell’Unione Europea verso i ceti più deboli della nostra società.

    Questo corteo ha visto una partecipazione estremamente ridotta rispetto alle giornate del 18 e 19 ottobre, e di questo dovremmo tutti quanti riflettere.

    Fin dall'inizio è stato letteralmente circondato da imponenti forze di polizia che aspettavano solo un pretesto per attaccarlo. E tale pretesto è stato immediatamente fornito dai cosidetti Black Bloc (anzi oggi Blu Bloc) che costituivano, come negli scontri di due anni fa, una esigua minoranza non rappresentativa del corteo, un corteo che come allora non era dotato di un minimo di Servizio d’ordine.

    Questa manifestazione è finita quindi nel peggiore dei modi con scontri violentissimi che hanno coinvolto come al solito non i provocatori ma i pacifici manifestanti ed è emblematico l’atteggiamento della polizia che all’inizio ha lasciato campo libero ai Black Bloc per poi caricare violentemente a Piazza Barberini il corteo.
    Il Governo Renzi/Berlusconi si è mostrato quindi con il suo vero volto, un volto violento ed insensibile alle tematiche sociali che questa manifestazione, sia pure con tutte le sue contraddizioni, portava avanti.

    Un bruttissimo segnale a cui corrisponde una incapacità di tutta la sinistra radicale a essere veramente alternativa a questo stato di cose.

    http://stefano-santarelli.blogspot.it/2014/04/una-breve-nota-sugli-scontri-di-roma-di.html

  • Anonimo scrive:
    14 aprile 2014 16:16


    E invece dico che la critica dev'essere ancora più dura!! anzitutto si deve mettere sotto accusa i fissati della guerriglia urbana, quelli vestiti di blu....
    Hanno provocato il casino quando era evidente che eravamo in condizioni di macroscopica inferiorità. E poi, all'atto pratico, alla prima ridicola (nel senso che non era così devastante) carica della polizia sono scappati a gambe levate.
    Una figura di merda!!!! aggravata dal fatto che poi, battendo in ritirata, si sono tolti di dosso in fretta e furia le loro divise blu lasciandole sull'asfalto.
    Questi imbecilli vanno butati fuori dai cortei a calci nel culo, altro che "compagni generosi"!!!!!

  • Anonimo scrive:
    14 aprile 2014 17:26

    gli scontri nn si condanbano mai. questo é un principio. state a casa piuttosto. ci abbiamo messo 10 anni a liberarci dei disobbedienti

  • Anonimo scrive:
    14 aprile 2014 18:22

    C'è qualcosa di inquietante in questi episodi di reazione e di repressione: di inquietante e desolante.Vedere qualche povero disgraziato preso a reiterate scariche di randellate sulla testa e in pieno volto va venire i brividi. Uno è a terra, cerca di ripararsi come può a mani nude, disarmato, alla mercè e viene picchiato ugualmente con evidente fervore: siamo uomini o caporali? Così per quella poveretta calpestata sul torace volontariamente. Indubbiamente ogni trasgressione al cosiddetto "ordine" va censurata, ma di quante trasgressioni al senso di doverosa solidarietà e di compassione umana con chi è oppresso dall'indigenza, dalla disoccupazione, dalla mancanza della casa, dall'inopia, da mezzi per lenire le proprie malattie e così via sono vittime quelli che non potendone più formano un corteo per protestare contro le ingiustizie, le male leggi, la cattiva o disonesta amministrazione, la corruzione che deteriora ogni struttura dello stato ecc. Le ingiustizie sono durissime da sopportare e l'umanità che è in ciascun cittadino le considera offese al senso di umanità. Chi bastona, effettivamente, lo farà anche per difendersi da eventuali violenze, ma dentro di sé non può non percepire disagio nel constatare quanto enormi siano le ingiustizioe che sono costretti a subire quelli che protestano e ai quali viene rotta la testa.
    Indubbiamente fare il poliziotto è un lavoro piuttosto ingrato, ma se questo lavoro è a senso unico e risparmia gli ingiusti e i corrotti, che si può dire?

  • Anonimo scrive:
    14 aprile 2014 21:31

    Anonimo 18:22 , non avere paura di dire la verità che da sempre è' sotto gli occhi di tutti ,la Polizia e' sempre stata al servizio del potere e mai dello Stato quello dei cittadini che poi sono coloro che pagano i loro stipendi , ma anche per Loro verrà la resa dei conti , anche loro hanno famiglia e non tutti legati ai Sindacati di categoria che potranno assicurare un posto indeterminato e sicuro ai propri parenti e quindi dovranno decidere una volta per tutte da che parte vogliono stare.

  • keoma08 scrive:
    14 aprile 2014 22:43

    Comunque i "blu block" erano invece proprio il servizio d'ordine ufficiale del corteo, in gran parte composto dai centri sociali del Nord-Est.

    E dovevano servire alla "sceneggiata" concordata con la questura e niente più, quindi è ovvio che non fossero particolarmente "preparati" nè "attrezzati" ...

    Quando poi sono arrivati i "lumpen" di borgata romani insieme ad un pò di immigrati e a qualche decina di anarchici di varie città, la cosa ha cambiato andazzo ... è andata oltre la "sceneggiata concordata" e c'è stata la prima carica ...

    Alla quale, ad essere onesti, sia i "lumpen" che i "blu" che a quel punto avevano fatto obtorto collo "fronte comune" si sono opposti pure benino ...

    Il problema vero è nato invece con la carica da dietro della truppa appostata in Via Barberini ... carica probabilmente non voluta da chi gestiva la piazza da parte delle guardie ... ispettori Digos e persino qualche celerino di quelli della prima carica in Via Veneto hanno persino tentato di fermarli ... ed è stata questa carica ad impattare seriamente sul corteo vero e proprio che a quel punto non aveva più servizio d'ordine visto che i "blu", pensando che il loro compito era finito si sono tolti gli spolverini e sono andati avanti.

    A complicare ulteriormente le cose, ma forse anche a permettere comunque un minimo di difesa, il fatto che una parte dei "blu", pur ormai sciolti e senza divisa, non conoscendo Roma e non sapendo che era possibile svoltare a sinistra verso il Traforo, sono tornati indietro e insieme ai "lumpen" hanno impattato con le guardie permettendo al corteo di ricomporsi .... pressochè tutti i fermi sono avvenuti in questa circostanza, in Via Veneto non erano stati più di due ...

    I problemi politici posti ci stanno tutti ... ma il più grosso è capire una volta per tutte che è finito il tempo delle "sceneggiate concordate" con la questura ...

    Ed è non meno assurdo affidare il servizio d'ordine a gente che non essendo romana non conosce il territorio ...

    Sui numeri, certamente la diminuzione rispetto ad ottobre è significativa ... ma la verità vera è che quello di ieri era un corteo nazionale solo per un paio d'aree, quello di Infoaut e quella degli ex disobbedienti, con qualche carenza per questi ultimi proprio da parte della loro componente romana, da tempo dilaniata da dissensi di varia natura ...

    Tutti gli altri ... o non c'erano .... o c'erano in minime delegazioni soprattutto per poi poter criticare ... e poi c'era, unica realtà viva e reale, il movimento romano per la casa ..

    Poi, ovvio che c'è carenza di direzione politica e di obbiettivi complessivi ... si tratta di un movimento social/rivendicativo e non direttamente politico ... ribellistico e non rivoluzionario ...

    Però non è che la direzione politica si prende blaterando su internet ... e nemmeno con maggiore sventolio identitario di "rosse bandiere" alla Contropiano ... o solo gridando alla luna "no euro" come fa Mpl, cosa che condivido ma che non è uno slogan salvifico ma va invece fatto vivere nelle situazioni di massa ...standoci dunque dentro ...

    E le situazioni di massa che ci sono sono queste ... e magari pure i "forconi" ... ma altre non si vedono nemmeno all'orizzonte ... e quindi su queste bisogna lavorare ...senza pretese di "egemonia" nè ideologica nè politicista e nemmeno "antieurista" solo a slogan ...

    Concludo con una bella domanda ... ma se Usb e Rete dei Comunisti fossero state tra i promotori del corteo, l' "assedio" al Ministero del Lavoro, magari organizzato meglio di così, lo avrebbero approvato ? Permettetemi di dubitarne ...

  • barbaranotav scrive:
    14 aprile 2014 23:30

    "(1) perché la partecipazione è crollata rispetto a solo sei mesi fa?"

    migliaia di motivazioni: si è vista la piattaforma?
    Siamo un paese con il 44,8% di non occupati (tasso di occupazione al 55,2) come vuoi coalizzare con manifestini che recitano: meticci, antirazzisti antifascisti...

    allora mi chiedo se si manifestava per le case degli sfrattati in generale o se era per le case da dare agli stranieri.


    Altro motivo: manifestazione fatta a ridosso di scadenze elettorali, alla quale SEL (e sappiamo che roba sia) e LIsta Tsipras (in pratica la stessa cosa) han dato l'adesione

    altro motivo: sempre la sinsitra che ha avuto da sempre il monopolio delle piazze, si accorge ora di sfratti e reddito di cittadinanza?

    Perché se, la sinistra che dice voler difendere i deboli, di rappresentare le masse etc, avendo sempre avuto il monopolio delle piazze, ora manifesta?
    Ora che i suoi difesi trattati europei si sono lasciati una scia di miseria e suicidi?Perché mi dovrei fidare ancora di chi, o per complicità, o per ignoranza, NON HA SAPUTO LEGGERE LA REALTA'?

    Di gente però, ne è morta tanta, mentre l'attenzione la sinistra l'ha sempre rivolta altrove (Berlusconi, ora dell'Utri)

    Non è che adesso, che, come dice Napolitano, non si può tornare indietro dai trattati si mette di nuovo in piazza a manifestare sapendo che la partita è persa?

  • Anonimo scrive:
    15 aprile 2014 01:43

    Keoma

    Mi parli dei dissensi di varia natura della componente romana?

  • Anonimo scrive:
    15 aprile 2014 02:06

    Sono stato da Grillo al Palalottomatica stasera
    Ha parlato tanto di onestà e delle malefatte dei politici (tutti a casa) poi ha parlato di Europa e infine una lunga tirata sul meraviglioso mondo futuro della tecnologia (le stampanti 3d sconfiggeranno le banche)
    Sull'Europa è stato più sentimentale che analitico ma il programma è molto chiaro : via il Fiscal Compact, via il pareggio di bilancio, sforamento del 3% di deficit e se non accettano si fa il referendum sull'euro. Probabilmente in quella sede il messaggio doveva essere più emozionale che dettagliato ma comunque mi pare un'ottima base.
    Due note stonate: la prima è che non ha parlato chiaramente del problema della spesa pubblica per cui lascia passare un messaggio di guerra alla casta che a mio avviso molti confondono con guerra alla spesa pubblica ossia avanti coi tagli. Un errore che mi sembra incomprensibile; avendolo visto dal vivo devo dire che mi ha dato l'impressione di essere un po' pecione. Nei fatti però i suoi rappresentanti al parlamento si sono dimostrati capaci di proposte e critiche molto appropriate (soprattutto se paragonati a quelli degli altri partiti).
    Il secondo punto poco convincente, che mette in una luce più oroblematica il suo essere simoaticamente arruffone, è che ha detto una falsità bella e buona quando parlando del rifiuto di oagare il debito da parte dell'Ecuador ha raccontato che a quel ounto il Venezuela ha cominciato a regalare a Correa il petrolio, il Brasile la frutta e la verdura, l'Argentina la carne "di prima scelta".
    È una balla messa in giro da Sergio di Cori Modigliani nel suo (a mio avviso) pessimo blog dove si soarano le affermazioni più inverosimili senza uno straccio di link o riferimento di qualsiasi tipo che consenta la verifica.
    Perché Grillo si fida di Modigliani senza verificare?
    Non mi piace ma mi auguro sia un elemnto secondario.
    Dovendo tirare le somme resta di "solido" il probramma per le Europee che considero accettabile.
    Personalmente voterò per loro tenendo conto che le alternative sono Lega, Fratelli d'Italia e Tsipras ossia la semi fascisteria e la fuffa borghesuccia da quattro soldi.
    Sono convinto che al di là delle perplessità che si potranno rivelare più o meno gravi e fondate un M5S da circa il 25% in su sarà comunque una spina nel fianco del sistema europeo attuale e questo probabilmente darà spazio a futuri spiragli di azione.
    L'alternativa dell'astensione mi sembra un po'una stupidaggine.

  • Anonimo scrive:
    15 aprile 2014 06:45

    Devo dire che Barbaronotav ha dato una spiegazione semplice ma chiarissima del fallimento della manifestazione che dovrebbe far riflettere soprattutto coloro i quali da pseudo intellettuali della politica vagano nel nulla .

  • keoma08 scrive:
    15 aprile 2014 10:23

    A parte il fatto che "barbara no tav" non è altri che la dana di Comedonchisciotte della quale sono note le simpatie per Casa Pound ... e che Sel non aveva assolutamente aderito alla manifestazione e che anzi aveva largamente contribuito a "criminalizzarla" dopo l'invasione pochi giorni prima anche del suo gruppo capitolino oltre a quello del Pd da parte del movimento per la casa ... che della Lista Tsipras in tutto il corteo c'era una sola bandiera più due di Rifondazione sparse nel serpentone .... che le case gli occupanti, immigrati e non, se le sono prese e non le "chiedono" a chicchessia ... che il blocco degli sfratti per tutti è l'unico motivo per cui si è tentata una trattativa, mai decollata seriamente, con comune di Roma e Regione Lazio ... che la stessa presenza di immigrati, peraltro sacrosanta, rispetto ai cortei precedenti sabato era molto minore proprio per il maggior rischio di incidenti ecc. ecc. ecc. .... ritengo che, se non si sanno le cose, è meglio stare zitti ...

    I problemi interni ad Action, cioè gli ex disobbedienti romani ... che comunque con il movimento per la casa odierno c'entrano ben poco ... sono legati proprio al rapporto con Sel che una ala, quella rappresentata dall'ex consigliere comunale Alzetta, continua in qualche modo a mantenere ... e questi al corteo di sabato non c'erano proprio ... ed un'altra ala, rappresentata da un altro ex consigliere comunale, D'Erme, che invece si è avvicinata ai Blocchi Precari Metropolitani che gestiscono buona parte delle occupazioni romane ...

    Questa divisione che ormai va avanti almeno dalle elezioni comunali di un anno fa ha fatto sì che la pur forte mobilitazione nazionale degli ex disobbedienti non ha trovato il supporto della corrispettiva realtà romana, da cui anche l'assurdo del servizio d'ordine ufficiale del corteo romano affidato a padovani e veneziani che nemmeno conoscevano le strade ...

    Ma il dato vero, quello veramente importante, è la partecipazione di un mare di giovani e giovanissimi delle periferie romane, solo in minima parte legati alle occupazioni ... e del tutto "ingovernabili" nel senso per me buono e migliore del termine ...

    Con loro le "sceneggiate" concordate con la questura non reggono ...

  • ogni giorno 15 ottobre scrive:
    15 aprile 2014 10:47

    Purtroppo devo dare ragione al poliziotto che picchiando una ragazza, quando lei sosteneva di non aver fatto nulla, le ha detto: se non vuoi prendere le botte non venire a queste manifestazioni.
    Purtroppo ha ragione:SIAMO IN GUERRA. Fra poco la disoccupazione giovanile sarà al 50%. Che cosa vi aspettate?
    Pacifisti e fruttaroli, questa volta gli infiltrati siete voi.
    OGNI GIORNI 15 OTTOBRE

  • Anonimo scrive:
    15 aprile 2014 11:24

    Perchè si rifiuta di guardare alla realtà così com'è,nuda e cruda;analisi concreta della situazione concreta si affermava un tempo e la situazione concreta dice che non sono ancora maturi i tempi di una generalizzazione del conflitto sociale.Ma come si fa a non vedere che,dopo quasi 10,DIECI anni di devastazione sociale,di soppressione di ogni speranza legata ad un futuro accettabile,siamo ancora qui a chiederci come mai "la gente"fa spallucce e procede,imperterrita ad accordare il consenso a lorsignori.Perchè, di questo si tratta compagni,di un consenso al sistema che è ancora,"amaramente"(per noi),maggioritario in questo paese e i numeri di sabato lo confermano.Non è un problema di contenuti delle lotte,quelle le capisce anche un infante,si tratta,casomai di ADESIONE AL SISTEMA, che la maggioranza vede come insostituibile ed eterno e che, sempre per loro, verrà sicuramente migliorato dal Messia di turno a cui si affidano ciecamente.Come spiegare sennò,tanta apatia e indifferenza che contraddice la famosa domanda:.Appunto,se non ora quando e se non è ora qualche dubbio dovrebbe insinuarsi in alcune menti troppo disabituate a confrontarsi con la complessità e "le contraddizioni in seno al popolo"; popolo che non sempre è in sintonia con le giuste cause,ma che, al contrario, sposa spesso quelle sbagliate. Luciano

  • Redazione SollevAzione risponde:
    15 aprile 2014 15:55

    "gli scontri nn si condannano mai" (??)

    Che razza di mentalità è mai questa. Puerile, come minimo. Fatta salva la condanna delle forze repressive al servizio del regime, quando una critica al contegno di gruppi che cercano lo scontro per lo scontro va fatta, dev'essere fatta. Ogni azione si giudica dai risultati che produce. E i risultati del 12 aprile sono sotto gli occhi di chi vuole vedere. Di tutto c'è bisogno in un fase come questa meno che di scimmiottare un improbabile militarismo autolesionistico che esprime solo una nervosa impotenza.
    Tuttavia si cerchi di cogliere il senso della nostra critica.
    Ci siamo chiesti da cosa dipendesse la scarsa partecipazione alla manifestazione e abbiamo suggerito l'ipotesi che la sua base politica sia debole, insufficiente, minoritaria.
    Siamo davanti ad una crisi sistemica senza precedenti, un movimento che presume di mobilitare le masse è obbligato a superare il mero sindacalismo sociale (sostanzialmente riformistico) ed a presentare un programma complessivo che rende credibile un cambio di regime. E ciò non è possibile sorvolando sulla questione dell'euro, del regime eurista.
    Certi protagonismi simil-guerriglieri hanno un altro difetto: riconciliano i settori antagonisti d'estrema sinistra con la loro impotenza.

  • keoma08 scrive:
    15 aprile 2014 17:29

    Con tutto il rispetto per il giudizio di Sollevazione sui "forconi", giudizio che notoriamente ho condiviso e sostenuto ... faccio però pure notare che, se maettiamo da parte la particolarissima situazione torinese di quei giorni e dove i "guerriglieri" di sabato scorso, soprattutto ultras da stadio, erano pure ben presenti ... comunque sabato, pur con numeri molto minori che in ottobre, si è mobilitata molta più gente che non durante i giorni dei "forconi" in tutta Italia.

    Curioso quindi che qui si pretenda chissà quale consapevolezza politica, una linea politica precisa sull'euro, un efficiente servizio d'ordine ecc. ecc. ecc. .... ed invece in quei giorni, su questo sito, si era indulgentissimi pure rispetto alle allucinanti esternazioni di un Calvani .... poi condannate, ma appunto poi ...

    Insomma, almeno fate pace col cervello su questo ...

    Poi, certo i problemi ci sono, la direzione politica è carente, tutto quello che volete ... ma vogliamo mettere Paolo Di Vetta e Luca Fagiano con Ferro e Chiavegato ?

    Cerchiamo di essere seri ... e poi si può discutere di tutto ...

  • Lupo dei Sibillini scrive:
    15 aprile 2014 19:58

    Quelle di Koema08 sono parole sante.
    Anche io sono stato con voi sul tema dei forconi. Ma a Roma sabato c'era più gente che ai forconi in tutta italia messi insieme.
    Se ai romani avete rimproverato il loro oltranzismo classista, ai forconi dovevate rimproverare il loro oltranzismo tricolorato che ha tenuto fuori dal movimento le fasce più povere della popolazione: i migranti. Ricordate lo slogan siamo tutti italiani?
    Invece coi forconi avete cercato di spiegare - G-I-U-S-T-A-M-E-N-T-E - che senso aveva quel tricolore, con il 12 aprile siete più critici che soddisfatti. Questo doppiopesismo non mi piace.
    A Roma, l'ho scritto e lo ripeto, qualcuno voleva tirare i pomodori al ministero del lavoro. Questi sono stati scacciati dalla testa e al posto dei pomodori sono arrivati i sassi.
    Il corteo non era difeso? Non era il momento?
    GIUSTISSIMO!!!!!
    Avete, di nuovo, ragione.
    Ma non capire che quel momento in cui i fruttaroli post-disobbediente vengono cacciati dagli anarchici col supporto e gli applausi di centinaia di migranti e senzatetto, non capire che in quel momento nell'aria c'era un profumo di un qualcosa di importante che bolliva in pentola è un'offesa alla profondità delle analisi che un tempo si leggevano su questo blog

  • Anonimo scrive:
    16 aprile 2014 01:55

    Sono concorde con Keoma e Lupo. Il problema dell'articolo di Sollevazione è che è stato evidentemente scritto da chi non era presente in piazza sabato. Alla redazione reitero la domanda: perchè il coordinamento della Sinistra contro l'euro sabato non c'era? Perchè non siete venuti a far conoscere le vostre posizioni?
    Perchè verso forconi e grillini tentate giustamente un atteggiamento di interlocuzione e con i militanti (soprattutto quelli più giovani) che lottano nei movimenti sociali avete invece un atteggiamento sprezzante e una chiusura ottusa del tutto simile a quella dei gruppi settari nei confronti vostri?
    Vi sarei veramente grato se poteste rispondere.
    P.S. Chi dice che sabato era una manifestazione pro-Lista Tsipras proprio delira. E mente.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    16 aprile 2014 09:16

    Perché non c'eravamo.....

    che non si possa dare un giudizio politico su una manifestazione politica senza essere presenti....

    Non potremmo quindi dare un giudizio sulla lotta palestinese se non si abita a Gaza o Ramallah? O sugli avvenimenti in Ucraina se non si piglia l'area per Kiev o Kharkov?
    Suvvia!!?

    E chi ti ha detto che non c'eravamo? Non c'eravamo con un contingente. Ma alcuni di noi c'erano, hanno partecipato al corteo, e han visto coi loro occhi.

    Se poi la questione è: perché Mpl e, più in generale il Coordinamento nazionale della sinistra contro l'euro, non sono scesi con tanto di striscione e bandiere la risposta, che i fatti si sono incaricati di convalidare è semplice: abbiamo ritenuto che questa manifestazione non sarebbe stata né davvero importante né nazionale.

    Noi sosteniamo le battaglie per il diritto alla casa e al reddito, ma da qui non ne consegue che occorre correre dietro a certa sinistra ROMANA.

    Forze ed energie si debbono spendere seguendo un criterio di priorità. Non tutti i movimenti particolari contengono la potenzialità di diventare generali, tanto più è vero se chi li guida, ha la testa di legno.

  • Anonimo scrive:
    16 aprile 2014 10:05

    "Tanto più è vero se chi li guida ha la testa di legno". E che i Forconi erano guidati da menti aperte e brillanti? Suvvia, non scadete nel ridicolo per argomentare con faziosità una posizione che non regge...
    Nonostante i leader forconici avessero la "testa di legno" (e valori e modelli politici ben più discutibili dei principali esponenti del movimento per la casa, dei sindacati di base e dei NoTav) avete correttamente (di contro a tanti settari ottusi) agito nel movimento 9 dicembre, anche se si è squagliato in breve tempo. Invece nei confronti dei movimenti sociali, che per quanto limitati e pieni di difetti rappresentano comunque i pochi settori avanzati del proletariato (dagli occupanti di case ai facchini della logistica ai giovani studenti e precari politicamente impegnati) attualmente attivi, usate un metro di giudizio opposto. Perchè? Non avete ancora dato una risposta esauriente.
    Il mio rammarico è che così facendo gettate il bambino (giovani militanti entusiasti ma politicamente confusi e alcuni settori di proletariato incazzato) con l'acqua sporca (i ceti dirigenti di certa "sinistra" alla frutta). Peccato.

  • keoma08 scrive:
    16 aprile 2014 11:09

    Due discussioni interessanti, una delle quali a partire proprio dalla riproposizione di questo articolo, sul sito Comedonchisciotte ...

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=69917&highlight=

    e poi

    La guerra dei cretini :

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=69932&highlight=

  • Redazione SollevAzione risponde:
    16 aprile 2014 11:32

    Noi non ci rapportiamo ai movimenti sociali col criterio della prossimità ideologica o identitaria.

    Prendiamo in considerazione anzitutto:
    (1) le istanze sociali che esprimono
    (2) le rivendicazioni che agitano
    (3) il profilo e la natura dei loro leader
    (4) le figure sociali che mobilitano
    (5) ed infine i metodi di lotta che utilizzano

    Sostenemmo la rivolta siciliana del gennaio 2012 (Governo Monti appena insediato: do you remember?) che in quanto a partecipazione di massa e metodi di lotta utilizzati fu mille volte più devastante della mini-sfilata del 12 aprile.

    Intuimmo, a ragione, visto il 9 dicembre 2013, che quel movimento aveva la potenzialità di estendersi. Di contro tutta l'estrema sinistra, o snobbò i "forconi" o addirittura li liquido come "fascisti", malgrado Morsello fosse stato cacciato dall'ala Ferro solo due settimane dopo la rivolta di gennaio 2012.

    Per la cronaca: in Occasione del No Monti Day (ottobre 2012) e poi ancora in occasione della giornata del 18 ottobre 2013 ci adoprammo affinché fosse data la parola ai Forconi e la risposta fu picche.

    Non abbiamo risparmiato critiche, anche durissime, al gruppo dirigente dei Forconi siciliani, e chi ci ha seguito da che ne abbiamo rivolte di ancora più dure a gente come Calvani o Chiavegato (oggi in galera!) nel dicembre scorso.

    NOI RITENIAMO CHE OGGI LA QUESTIONE FONDAMENTALE SIA SPEZZARE LA CATENA DELL'EURO, CHE CONSIDERIAMO L'ANELLO DEBOLE DESTINATO A SPEZZARSI, DEL REGIME DI DITTATURA DEL CAPITALISMO GLOBALITARIO E FINANZIARIO. SOLO SE ROMPIAMO QUESATAO ANELLO POTREMO FARA AVANZARE UNALTERNATIVA ANTICAPITALISTA.
    QUESTA VITTORIA LA SI POTRA' OTTENERE COSTRUENDO UN MOVIMENTO POPOLARE CHE UNISCA TUTTI GLI STRATI MASSACRATI DALLA CRISI.
    Malauguratamente i gruppi del 12 aprile (contrariamente a quanto rivendicato di forconi e dal 9 dicembre e a quanto pensa la metà degli italiani) sono non solo sordi, ma ostili ad un prospettiva di sovranità politica e monetaria. Essi continuano con un perdente sindacalismo sociale, non escono dalla vecchia trappola massimalista.

    E noi non abbiamo tempo da perdere a corrergli dietro.

  • keoma08 scrive:
    16 aprile 2014 14:54

    E certo, immagino ne avete di cose da fare, tra Perugia e Salerno ...

    Vi stimavo.

    Mi eravate piaciuti sui "forconi" siciliani ai tempi di Monti ... ed anche su quelli del dicembre scorso che comunque non erano la stessa cosa ...

    E mi eravate pure piaciuti nel giudizio che avevate dato dopo gli incidenti del 15 Ottobre 2011 sempre a Roma ... opposto totalmente a quello di oggi ...

    Ed ovviamente sulla analisi rispetto alla Ue che però non può essere mero esercizio dialettico/internettiano ma deve marciare nelle dinamiche di massa che ci sono ... non in quelle che si sognano nel proprio olimpo intellettualistico ...

    Ora siete come tutti gli altri "sinistri" .... in lotta famelica per esercitare una "egemonia" su un qualcosa che nemmeno siete in grado di comprendere ... ed un qualcosa che giustamente non vi caga proprio, nè a voi nè agli altri "sinistri" ...

    Buon proseguimento di urla alla luna ...

  • Anonimo scrive:
    16 aprile 2014 15:10

    Che tutta l'estrema sinistra snobbò i forconi e li liquidò come fascisti è FALSO!! Infoaut e Askatasuna a Torino, il Centro Sociale Cantiere a Milano ( e proprio voi pubblicaste la foto di loro militanti con lo striscione a piazzale Loreto c'è ancora posto), i Carc, Operaicontro intervennero nelle proteste del 9 dicembre. E stiamo parlando di gruppi che per quanto piccoli sono tutti più numerosi di MPL. Persino Viale e Revelli sostennero che era sbagliato criminalizzare i manifestanti del 9 dicembre...
    E' veramente un peccato che siate così profondamente accecati dall'ostilità verso l'estrema sinistra che arrivate anche a mistificare i fatti. Posso capire che vi abbiano fatto male certi attacchi calunniosi nei vostri confronti, ma facendo vi comportate proprio come desiderano i vostri nemici. Non si tratta di rincorrere i gruppetti settari, ma di evitare tanti militanti e proletari (ben al di là dei 10-12000 scesi in strada il 12 aprile) non trovando altro finiscano proprio per seguire percorsi politici fallimentari o rifluiscano nella rassegnazione. Un'ultima domanda: ma un giovane animato da sani ideali comunisti e antifascisti(anche se inevitabilmente con le idee confuse riguardo a strategie, alleanze sociali e programmi di fase), o un proletario incazzato e pronto a lottare, che abitano nel 99% d'Italia dove MPL non esiste che dovrebbero fare? Leggere Sollevazione che nemmeno conoscono? E' inevitabile che il giovane finisca in qualche centro sociale o in qualche gruppo e il proletario stia con chi lo aiuta a trovare una casa, a difendersi dalla Tav e dal Muos, o a scioperare contro le cooperative che lo sfruttano. Ebbene voi per fare un dispetto(?) ai sinistrati che vi hanno attaccato, non provate nemmeno a rapportarvi con questi soggetti e conquistarli alle vostre posizioni...boh?

  • Brenno scrive:
    16 aprile 2014 18:00

    Scusa Keoma08 mi pare che ci sia una evidente contraddizione nel tuo discorso: critichi l'mpl per non essere andato alla manifestazione poi però lo accusi di condurre una... "lotta famelica per esercitare una "egemonia" su un qualcosa che nemmeno siete in grado di comprendere".
    Scusa eh! ma se non ci sono venuti come fai a dire che sgomitano per l'egemonia? Quelli che cercano l'egemonia in una manifestazione partecipano e come, con tanto di bandierine, vessilli, striscioni e volantini.
    Se non ci sono venuti vuol dire (ma mi pare che la redazione l'abbia scritto chiaro chiaro) che per loro in certe situazioni partecipare è solo una perdita di tempo.
    Alla fine della fiera mi pare che riproponi il solito movimentismo. E poi scusa, sono proprio certi centri sociali con le loro forzature e la smania di scontrarsi con la polizia a mettere il cappello sulle manifestazioni. I primi che dovresti criticare sono proprio loro.

  • Anonimo scrive:
    16 aprile 2014 18:53

    Keoma

    Stai facendo la stessa cosa di Sollevazione, se non sono come te (loro) si chiude il discorso.
    Visto che dici cose interessanti prova a scrivere su quali basi si potrebbero unire la sx movimentista e quella "intellettuale".
    Certo basare tutto sull'uscita dall'euro è una fesseria (l'idea è giusta ma non costituisce un fattore unificante) però non hai detto nulla in alternativa.

    Inoltre: ritieni che la sinistra possa unirsi anche a forze di destra se entrambe riconoscono di avere obiettivi comuni ne, quadro di un'idea veramente democratica di governo (futuro)?
    Come fattore unificante credi che bastino le rivendicazioni del popolo o servirebbero degli ideali generali e quali?

  • Redazione SollevAzione risponde:
    16 aprile 2014 20:05

    Mpl saremmo "intellettualisti"

    questa sì che è buona!
    Possiamo capire che chi ci segue solo da SOLLEVAZIONE, ovvero da quanto scriviamo e pensiamo, possa farsi quest'idea astrusa. Dove siamo e lavoriamo pubblicamente in mezzo al popolo lavoratore, le critiche che ci vengono rivolte da molti sinistrati sono di segno opposto, che ci "sporchiamo troppo le mani" con gruppi sociali "non squisitamente proletari" che "non stiamo mai fermi", ecc. ecc.

    Roma sarà pure la (papalina) capitale d'Italia, ma non è il centro del mondo. Che non abbiamo molta stima per certa sinistra romana è vero, ma non si confonda questo col disinteresse per le legittime lotte per la casa che a Roma avvengono ma che da altre parti non ci sono (l'80% degli italiani ha una casa di proprietà) e non potranno esserci, salvo espropri in massa da parte di Equitalia e Banche. E' un maledetto vizio romanesco di considerare ogni pisciata che avviene nella capitale una specie di diluvio universale.

    Figuratevi dove sarebbero finiti i compagni No tav se correvano dietro alla corte romana dei miracoli!

    I nostri critici possono ciurlare nel manico finché vogliono, ma la manifestazione del 12 aprile è fallita anzitutto per scarsa partecipazione, segno inequivocabile che certe pratiche movimentiste e sindacalistiche hanno il fiato corto.

    E' forse reato di lesa maestà sottolinearlo?

    Sull'euro. Abbiate pazienza... per MPL l'uscita è una condizione necessaria per nulla sufficiente, per invertire la rotta e salvare, con le conquiste democratiche e sociali, il Paese... Cercate di centrare il bersaglio invece di sparare a vuoto...

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