giovedì 6 febbraio 2014

LISTA TSIPRAS? NO GRAZIE! di Leonardo Mazzei

Leonardo Mazzei
6 febbraio.
Almeno sulla stampa, Alexis Tsipras appare come il personaggio del momento. Il tempo ci dirà per quanto, ma vediamo subito di capire il perché. Il leader di Syriza, nonché candidato alla presidenza della Commissione europea, sembra dire cose ragionevoli. Molto ragionevoli, forse un po' troppo ragionevoli... E' molto aperto, e di tutto dice di voler discutere, tranne che di una cosa. Eh sì, perché il giovane Alexis un tabù ce l'ha, ed è proprio quello a renderlo simpatico a certi nostrani tromboni.
Andiamo subito al sodo. Parlando ieri l'altro a Parigi (vedi il manifesto del 5 febbraio) Tsipras ha messo le cose in chiaro: l'euro non si discute. Secondo la corrispondente parigina del giornale, Anna Maria Merlo, questa è stata la premessa, il punto fermo, il cardine attorno al quale tutto il resto del ragionamento si svolge. Dunque: le politiche austeritarie vanno abbandonate (in qualche modo lo ha detto perfino Napolitano al parlamento di Strasburgo), ma l'uscita dalla moneta unica non può neppure essere oggetto di discussione.

Questa posizione non è certo nuova. Tsipras l'ha ripetuta in tutte le sedi. Ad esempio in questa recente intervista a la Stampa, dove insieme agli attacchi a Grillo e ad ogni movimento anti-euro, si legge questa affermazione: 
«Siamo pro europei, non antieuropei; vogliamo cambiare l’Europa, non distruggerla».
Colpisce questa professione di fede europeista, perché essa non è stata pronunciata in un momento qualsiasi da un personaggio qualsiasi. Qui l'Europa non è un continente, od un'area geografica, o l'insieme dei popoli che la abitano. In termini politici, Europa oggi si leggeUnione Europea. E sono i vincoli europei, i trattati europei, la logica stringente su cui è stata edificata l'Unione e la sua moneta unica ad aver ridotto la Grecia alla fame. O no?

Ma quel che è ancora più importante è che questa è l'unica Europa realmente esistente. Non c'è alle porte una sua riforma, altro non fosse perché così hanno deciso i maggiori partiti (e con essi, va detto, la maggioranza assoluta degli elettori) tedeschi. Che, detto per inciso, in quel paese qualcosa ancora contano...

In questo quadro, reso ancor più chiaro dalle concrete decisioni europee, nonché dal reiterato rigorismo della Bce e delle oligarchie euriste, continuare a parlare di un'«altra-Europa», come se fosse un orizzonte possibile, senza prima passare dalla distruzione dell'Unione e della sua moneta unica è non solo sbagliato, è del tutto fuorviante.

Rispetto all'uscita dall'euro potremmo capire i dubbi, la riflessione sulle difficoltà, il computo di costi e benefici. Quel che proprio non si può capire, da chi pure dice di voler cambiare radicalmente le scelte economiche, è invece il tabù, il rifiuto della semplice messa in discussione di un tema che tutti sanno essere all'ordine del giorno.

Perché allora questo continuo mettere la testa sotto la sabbia? Probabilmente ci sono diversi motivi, tra i quali l'incapacità di una vera rottura culturale con un malinteso internazionalismo che, negando le nazioni, finisce tanto per somigliare alla cultura ed agli interessi delle oligarchie finanziarie dominanti.

Ma di motivi ce n'è, in tutta evidenza, anche un altro. Ed è che le forze della "Sinistra europea" non hanno certo smesso di guardare all'alleanza con quelle del Partito Socialista Europeo. Ad esempio, in Francia Tsipras ha dovuto incontrare separatamente i due suoi esponenti principali, Jean-Luc Mélenchon del Parti de Gauche e Pierre Laurent del Pcf. Motivo della discordia? L'alleanza del Partito Comunista Francese (Pcf)  con il Partito Socialista di Hollande alle prossime amministrative, proprio mentre l'inquilino dell'Eliseo è sempre più protagonista di una politica liberista ed austeritaria.

E così, parlando della Francia, si arriva assai velocemente in Italia, dove Tsipras giungerà venerdì. E dove incontrerà sì il povero Ferrero - che perlomeno della "Sinistra Europea" da sempre fa parte. Ma incontrerà pure Nichi Vendola, il cui partito è il più fiero sostenitore dell'alleanza con il Pd, e - per non farsi mancare niente - Lady ghigliottina Boldrini, una delle principali protagoniste della svolta autoritaria in atto.

Del resto, se fosse solo per le amministrative, in Italia non dovrebbe neppure esserci il problema degli incontri separati. Il 16 febbraio si vota per le regionali sarde e Prc, Pdci e Sel sono tutti insieme nella coalizione che sostiene il candidato del Pd. Così, tanto per non perdere l'abitudine.

E' in questo quadro che nel nostro Paese ha preso il via ufficialmente il cantiere della Lista Tsipras, nome provvisorio in attesa di quello che verrà deciso tramite consultazione on-line. Alla testa di questa ennesima armata Brancaleone i cosiddetti "garanti": Spinelli, Camilleri, Revelli, Viale, Flores D'Arcais, Gallino. A questi generali senza truppa dovrebbero obbedire i militanti di Rifondazione, utili a quanto pare solo per raccogliere le firme.  

L'obiettivo è chiaro: depotenziare l'opposizione di sinistra all'Unione e all'euro, incanalare la protesta contro la politica dei sacrifici nell'alveo di quel più Europa, di cui Barbara Spinelli è ferma sostenitrice. Non è dunque un caso se anche Sel si dice piuttosto interessata al listone che si va preparando. 

Certo, per il partito di Vendola ci sono anche esigenze tattiche - evitare la sicura disfatta di una lista di partito, inviare un piccolo segnale al Pd in una fase in cui si decide la legge elettorale e la relativa (e vergognosa) clausola salva-Sel - ma c'è pure una consonanza strategica, dato che l'impostazione dei garanti è assai più vicina all'idea degli "Stati Uniti d'Europa" del documento congressuale di Sel, piuttosto che al concetto di irriformabilità dell'Unione assai presente in quello del Prc.

Il professor Revelli, uno dei generali autonominatisi sul campo, ha detto alla conferenza stampa di presentazione della lista, tenutasi ieri l'altro, che bisogna aprirsi uno spazio tra «i violenti antieuropeisti e gli europeisti contenti e concilianti». Descrizione davvero illuminante, dato che descrive gli antieuropeisti come dei violenti in quanto tali, mentre gli europeisti ci fanno la figura dei sinceri bonaccioni, colpevoli solo di qualche ingenuità.

A noi sembra che la realtà sia assai diversa, dato che degli oligarchi di Bruxelles, e dei loro compari nostrani - gli autori cioè della mostruosa violenza sociale esercitata in questi anni sui popoli del sud Europa -, tutto si può dire, ma non che siano degli sprovveduti. Ma la definizione del generale Revelli ha ovviamente un suo perché, ed esso sta nel fatto che mentre con gli antieuropeisti ogni futura alleanza è di certo respinta (populismo! populismo! populismo!), la stessa cosa non si può dire per quella con la sinistra oggi «troppo conciliante» (unità! unità! unità).

Comunque, la vera cartina di tornasole sarà l'atteggiamento di Sel, un partito ridotto ai minimi termini, il cui fondatore è ormai noto più che altro per la sua intimità con i vertici dell'Ilva. Così va il mondo: un tempo la Puglia dette al paese la ben nota sinistra ferroviaria di Claudio Signorile, oggi è invece la volta della sinistra siderurgica di Nichi Vendola.  

Bene, questa corrente esterna del Pd sembra apprestarsi al bacio della morte alla Lista Tsipras. Di certo non gli verrà impedito né dai garanti né da Ferrero. Un bel successo, per chi ha festeggiato il bottino concesso alle banche con il voto sul decreto Bankitalia, cantando ignominiosamente Bella ciao insieme ai parlamentari del Pd.

Eh già, cari compagni di Rifondazione, vi piaccia o no qui si tratta di scegliere se stare con l'opposizione al governo Letta o con il partitino di Lady ghigliottina Boldrini. Un partito che non ha rivali in quanto ad arroganza, neppure quando quest'ultima porta a superare abbondantemente il muro del suono del più fragoroso ridicolo.

E qui veniamo ad un fatterello che apparentemente c'entra poco con il tema di questo articolo, ma ne voglio parlare lo stesso. Un po' perché comunque c'entra, un po' perché è davvero troppo illuminante sulla miseria di questa sinistra, un po' perché è perfino divertente (oltre che istruttivo) vedere fin dove certi personaggi possono arrivare. La cosa è così goffa, da appartenere al genere «incredibile ma vero». L'autore è un giovincello, eletto deputato nelle file di Sel di cui ora è anche tesoriere.

Guardate cosa si inventa costui (dal sito di Sel): 
«Sel: Grillo fa propaganda a pagamento, ma il conflitto di interessi?  
"Su internet sono facilmente reperibili le date e i prezzi di un tour a pagamento di Beppe Grillo in primavera che toccherà diverse città italiane proprio a ridosso delle elezioni europee, dal titolo non casuale, Te la do io l’Europa". Lo afferma Sergio Boccadutri, tesoriere e deputato di Sel, che prosegue: "Si tratta di veri e propri comizi a pagamento, il che rende evidenti due questioni: il signor Beppe Grillo utilizza la politica, e la sua notorietà come leader politico, per fare soldi. La seconda, che in Italia il conflitto di interessi non riguarda solo Berlusconi. Insomma, altro che politica ‘gratis’. Grillo utilizza il consenso per incassare soldi personalmente.  Del resto con Berlusconi condivide la stessa idea proprietaria della politica. Insomma Beppe Grillo, conclude Boccadutri, è come Berlusconi e in più ci guadagna"».

E qui qualcuno potrebbe concludere con una domanda politicamente scorretta: cosa gli direste ad uno così, non solo in macchina, ma al bar, allo stadio, alla bouvette, ovunque?

Ma questo non si può dire, pensate un po', neppure ad uno che si chiama Boccadutri. Chiediamoci allora il perché lo fa. Forse per invidia, visto che ai comizi di Grillo c'è pure chi paga mentre ai suoi non c'è nessuno, neppure se pagato. Forse perché sparare su Grillo è una specie di sport nazionale che non abbisogna di particolari competenze. Forse, più semplicemente, perché costoro non hanno più niente da dire. Certo, per tutto questo, ma magari anche per la presentazione dello spettacolo in oggetto. Che in effetti non è niente male
«Un mostro si aggira per l'Europa. Si chiama euro. Chi lo ha frequentato è finito spesso in miseria. Interi Stati sono diventati debitori di una banca, la BCE. Se non paghi, al posto del mafioso, arriva la Troika, che è molto peggio. L'Europa politica si è trasformata in un incubo finanziario. Le nostre vite, dal mutuo della casa, alla caccia al cormorano, sono decise altrove da funzionari sconosciuti. Un'Europa surreale, comica, insostenibile che nessuno ha mai raccontato».
Certo, è solo un comico con tanti difetti, e questa è solo la presentazione di uno spettacolo. Ma che forse non è mille volte più realistica dei discorsi sull'altra-Europa della signora Spinelli e del prof. Revelli? Bene, è tra questa consapevolezza dell'Europa reale e le fumose frasi altreuriste, magari recitate anche dal mirabolante Boccadutri, che alla fine si dovrà scegliere. 
Auguri a tutti.
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21 commenti:

  • Anonimo scrive:
    6 febbraio 2014 12:32

    Buon articolo quello di Mazzei. lo inviterei a sintetizzare di piu'. Non mi e' piaciuta pero' la sua cattivella battuta finale sul fatto che Grillo sia solo un comico. Ma che diamine!!! E' IL LEADER DEL PRIMO PARTITO ITALIANO!!! Sta una spanna sopra a tutti noi sia come capacita' di comunicazione che di aggregazione. Un po' di rispetto non guasta .....Mazzei!!!!

  • Ecodellarete.net scrive:
    6 febbraio 2014 12:43

    Bravo Leonardo!

  • Anonimo scrive:
    6 febbraio 2014 13:24

    Kassander
    " Probabilmente ci sono diversi motivi, tra i quali l'incapacità di una vera rottura culturale con un malinteso internazionalismo che, negando le nazioni, finisce tanto per somigliare alla cultura ed agli interessi delle oligarchie finanziarie dominanti."
    Credo che la chiave per capire tante cose e forse troppe, visto l'indottrinamento martellante di due secoli, stia proprio in questa frase- "La Sinistra internazionalista, negando e avversando le nazioni, finisce tanto per somigliare alla cultura ed agli interessi delle oligarchie finanziarie dominanti". Si può quasi pensare che sia stata creata e sostenuta apposta.

  • Anonimo scrive:
    6 febbraio 2014 13:59

    Riflettete: chi sostiene la lista Tsipras DEVE votare per Grillo.
    Perché la capacità della lista Tsipras di negoziare i propri punti programmatici con l'Unione Europea dipenderà, come è abbondantemente ovvio, dalla loro "forza contrattuale".
    Ora l'unica possibile forza contrattuale della lista Tsipras è nel riuscire ad essere considerata dal potere dei dominanti come "il male minore" dove il "male maggiore" sarebbe naturalmente Grillo.

    Chi non vuole la rottura dell'Unione ma solo la sua riforma in senso keynesiano può ottenerla esclusivamente indicando ai dominanti europei un pericolo ancora più grande che si sta concretamente profilando all'orizzonte.

    Pao de Açucar

  • Anonimo scrive:
    6 febbraio 2014 15:08

    Chiarisco: sono per l'uscita dall'euro ma con il mio intervento precedente volevo dimostrare come in una prima fase gli interessi di chi è per l'uscita e di chi è per la sola riforma coincidono.
    Nel brevissimo periodo il orimo terreno di azione sono le europee quindi votando Grillo entrambi gli schieramenti anti sistema, quello per l'uscita e quello per la riforma, otterrebbero un risultato concreto in termini di contrasto al potere.

    Pao de Açucar

  • Anonimo scrive:
    6 febbraio 2014 15:27

    Interessante (e pienamente condivisibile) anche il commento del dirigente PRC Ugo Boghetta: http://sinistranoeuro.wordpress.com/

  • Anonimo scrive:
    6 febbraio 2014 15:41

    Tutti ci lamentiamo ma poi chi andremmo a votare ? Uno che dice si comunque all'Europa o l'altro che dice no/ni,penso che non andremo lontano con questa confusione .

  • Redazione SollevAzione risponde:
    6 febbraio 2014 18:50

    Barbara Spinelli, figlia di Altiero (autore del Manifesto di Ventotene) e moglie del defunto Padoa Schioppa —una degli architetti della "LISTA TSIPRAS"— ha affermato:
    "schie­rarsi con Tsi­pras è dire sì a chi vuole cam­biar e l’Europa in modo radi­cale, ma stan­doci den­tro».
    Non si poteva esprimere meglio il senso dell'operazione politica, ovvero "più Europa", "avanti con l'Unione", "dall'euro non si torna indietro".
    In breve una lista di fiancheggiamento allo schieramento eurista e pronta a fare da sponda al Pd renziano in vista delle prossime politiche.

    Alla fine rifondazione finirà nel calderone pro-Tsipras, molto probabilmente assieme a Sel —ultima notizia: anche il Bertinotti sarà della partita.
    Gli arcobalenici di nuovo tutti assieme (poco) appassionatamente?

    Di contro, a sinistra a me sembra ci sia solo
    La costituenda sinistra unita contro l'euro.

    In mezzo non c'è niente, solo la fuffa di certa sinistra radicale (ma solo sul piano astrattamente ideologico) che con la scusa che il "sovranismo è di destra", sbraita con quest'Europa, ma tace sulla moneta unica.

    ROSS@ e Cremaschi che faranno? Glielo troveranno uno strapuntino? E se sì, lo occuperanno?

    Moreno Pasquinelli

  • Anonimo scrive:
    6 febbraio 2014 19:14

    Ross@ forse non aderirà,anche se il richiamo della nuova(sic),unità programmatica con i rimasugli della moribonda sinistra cosiddetta radicale,resta forte.Attendiamoci forti pressioni soprattutto su Cremaschi che ha finora dimostrato di tentennare troppo sulla sua impossibile permanenza in un organismo che definire interno alle logiche euriste è poco.Bravo Mazzei,lucido come sempre.

  • Anonimo scrive:
    6 febbraio 2014 20:28

    Pao de Asucar ha detto che "Chi sostiene la lista Tsipras deve votare per Grillo" e ha spiegato con acuta considerazione machiavellica il perché: Tsipras, se Grillo sarà forte, diventerà il "male minore" e quindi sarà un outsider per gli Euristi.
    Mi piace il ragionamento perché politicamente è strategico in tutti i sensi. Finissimo.
    Bravo il commentatore!

  • Anonimo scrive:
    7 febbraio 2014 00:25

    Nessuna simpatia per Tsipras, ma nessuna lezione da chi ha votato Grillo.
    Tsipras sta a Grillo come un cioccolatino scaduto da tre settimane sta alla merda fresca di questa mattina

  • chiunque scriva ciò che vuole scrive:
    7 febbraio 2014 09:44

    Il motivo per cui Tsipras è per il mantenimento dell'euro non è ideologico ma banalissimo: la Grecia messa in ginocchio se non bocconi dalla moneta unica attende una boccata d'ossigeno (che poi si rivelerà ulteriore venefico monossido di carbonio) dall'"Europa", cioé un prestito combinato ad una lieve taglio del debito (dunque alla fine la sua posizione debitoria sarà peggirata ma nell'immediato si evita il fallimento). Una posizione che più miope non potrebbe essere, ma che può, nelle speranze di Tsipras, condurlo alla posizione cui aspira nel Parlamento Europeo, dove per la Grecia potrà fare ben poco o nulla, e lo sa, segno dunque che i suoi obiettivi non solo la salvezza del suo Paese. Ed ecco anche spiegato il largo appoggio di una pseudo-sinistra disorientata ed incapace di analisi economiche fondate ma pronta a vendersi per un potere di facciata (e personali prebende). Ecco spiegato anche il motivo del feroce accannimento contro il M5S e Grillo. Per smascherare il piano di cui Tsipras si è fatto portavoce basterebbe che, con un "ballon d'essay", ad esempio Grillo annunciasse di associarsi alla lista Tsipras: si vedrebbe immediatamente lo sgomento di coloro che tutto vogliono meno che un Movimento veramente critico nel Parlamento Europeo. Ma Grillo da buon comico non si associerebbe mai a questi squallidi pagliacci dilettanti in una farsa cosí dozzinale. Ed in quanto all'euro si potrà prolungarne ancor ape rqualche tempo l'agonia comatosa con danni forse irreversibili alle economie mediterranee, ma non c'è dubbio che i Soros di turno non si lasceranno scappare la preda al momento opportuno e si vedranno allora i voltafaccia quando nessun per quanto grande "ombrello di salvataggio" (Rettungsschirm)
    potrà salvare l'euro.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    7 febbraio 2014 11:29

    caro anonimo dell 00:25

    lungi da noi darti delle lezioni!

    Ognuno può facilmente capire che hai la teasa di legno.

  • Anonimo scrive:
    7 febbraio 2014 17:26

    L'anonimo delle 00:25 non ha solo la testa di legno,ma è "spartanamente"vacuo,il cui trolleggio è simile alla comparazione fatta per Grillo.Brava redazione,banniamoli però questi troll!

  • Peter Yanez scrive:
    7 febbraio 2014 19:06

    Il Grande Timoniere diceva : “Grande è la confusione sotto il cielo, la situazione è eccellente”.

    Evidentemente non conosceva la situazione della sinistra italiana, altrimenti non lo avrebbe detto.

    Che il PD non sia granché sono il primo a dirlo ma quello che non riesco a comprendere è come si possa dar credito, da sinistra, ad un ciarlatano come Beppe Grillo.

    Grande è la confusione sotto il cielo e la situazione, per la sinistra italiana, è sempre più desolante.

  • barbaranotav scrive:
    8 febbraio 2014 15:48

    articolo ineccepibile e magnifico.
    Solo un punto obietterei:
    "con essi, va detto, la maggioranza assoluta degli elettori) tedeschi. "

    Nemmeno i tedeschi hanno potuto votare sui trattati.
    Se poi si intende che han votato due partiti europeisti allora vale anche per TUTTI gli altri cittadini di questo eurolager

  • Mauro Miccolis scrive:
    9 febbraio 2014 08:35

    E' incredibile come l'opinione pubblica, anche quella più attenta e informata come l'autore di quest'articolo, ancora non abbia capito le reali intenzioni di Grillo. Grillo non vuole uscire dall'euro, lo ha detto diverse volte e lo ha ribadito anche Casaleggio quando è andato a Cernobbio ad accarezzare i banchieri; c'è qualche parlamentare che ha posizione anti euro, ma sappiamo benissimo che non contano nulla, decide tutto Grillo. La sua è una strategia per acchiapare voti punto e basta; è verde con i verdi, rosso con i rossi e blu con i puffi; ma la verità è che è di destra e liberista. http://miccolismauro.wordpress.com/2014/01/05/grillo-e-casaleggio-smentiscono-la-rete-e-parte-del-suo-elettorato-leuro-non-e-un-problema/

  • Redazione SollevAzione risponde:
    9 febbraio 2014 10:16

    Miccolis,

    avevano ascoltato a tempo debito le affernazioni di Casaleggio a Cernobbio. Ascolta bene. Non dice che occorre restare nell'eurozona, afferma che per farlo occorre prima aver risolto prima alcuni problemi strutturali dell'Italia. Vedi la chiosa di Santoro.
    Per quanto riguarda Grillo, segnaliamo come presenta il suo prossimo tour di spettacoli:

    ««Un mostro si aggira per l'Europa. Si chiama euro. Chi lo ha frequentato è finito spesso in miseria. Interi Stati sono diventati debitori di una banca, la BCE. Se non paghi, al posto del mafioso, arriva la Troika, che è molto peggio. L'Europa politica si è trasformata in un incubo finanziario. Le nostre vite, dal mutuo della casa, alla caccia al cormorano, sono decise altrove da funzionari sconosciuti. Un'Europa surreale, comica, insostenibile che nessuno ha mai raccontato».»

  • Anonimo scrive:
    9 febbraio 2014 17:25

    Historicus
    La prigione in cui i Fondatori dell'Unione hanno saputo rinchiudere gli Europei e che li rende incatenati è il famigerato Trattato di Lisbona che secondo Anne-Marie Le Pourhiet, dell’Università di Rennes, sopprime la democrazia in Europa. Esso è stato ratificato dai governi europei a scatola chiusa. L’intera opera sarebbe stata architettata in modo da essere incomprensibile e letteralmente illeggibile da esseri umani ordinari, inclusi i nostri politici. In totale si sta parlando di 329 pagine di caotici emendamenti apportati a 17 concordati e che vanno inseriti nel posto giusto all’interno di 2800 pagine di leggi europee. Questo labirinto non è accidentale e in definitiva ne rende sconosciuto il contenuto. Presumibilmente i primi ministri erano pienamente consapevoli che il Trattato non sarebbe mai stato approvato se fosse stato letto, capito e sottoposto a referendum. E' il Trattato di Lisbona che occorrerebbe denunciare e abolire. per evadere dalla trappola.

  • Anonimo scrive:
    11 febbraio 2014 16:18


    Vi segnalo, nel caso vi fosse sfuggito che si parla di voi:
    PASQUINELLI MEGLI DI TSIPRAS

    Un compagno di San Benedetto del Tronto

  • Penka Ilcheva scrive:
    19 aprile 2014 12:58

    Aggiungerei solo questo: Informatevi che cosa sta succedendo in Grecia? Cercate la risposta perché i paesi nei Balcani non sono entusiasti per Tsipras? Forse perché hanno già vissuto il futuro che promette Tsipras con tutti quelli che sono dietro di lui, anche le banche? Questa volta non vi do il link, trovateli da soli! E' facile criticare uno che voleva solo aprirvi gli occhi. L'orgoglio italiano lo conosco e da 17 anni ho un marito salernitano per la nascita e milanese per la vita! Gli italiani sono svegli e non voteranno mai un greco che ha tradito i suoi elettori: ha promesso aumentare le pensioni e nei comizi parlava per la drahma (la moneta greca prima dell'euro). Criticava l'istruzione privata mentre i figli sono negli asili di lusso privati. La gente in Grecia sta aprendo gli occhi e la rabbia per gli accordi con le banche sta esplodendo! Stanno capendo chi è veramente Tsipras??? Il M5S sta contagiando i popoli europei perché è l'unico movimento che non ha mai tradito ai suoi elettori e lotta contro la casta, anche quella di sinistra!

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