PARIGI, 4 MARZO, IV FORUM INTERNAZIONALE

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COORDINAMENTO EUROPEO NO EURO

sabato 9 novembre 2013

BAGNAI, BOLKESTEIN E I LIBERISTI ANTI-EURO


9 novembre. Alberto Bagnai va fiero che Frits Bolkestein (sì proprio lui!) ha sottoscritto il Manifesto di solidarietà europea. Ce ne dava notizia il 14 ottobre scorso. Anche Bolkestein, dice Bagnai, è per la "segmentazione controllata dell'Eurozona".

Ma chi è Bolkestein? Vale la pena rinfrescare la memoria dei nostri lettori. Uomo politico ultralibersista olandese, divenne noto ai più nel 2006, quando l'Unione Europea emanò la Direttiva 123 che prese il suo nome. Bolkestein era al tempo Commissario europeo per il Mercato interno —Commisione presieduta allora da Romano Prodi.

Quella Direttiva proponeva una radicale liberalizzazione-deregolamentazione del mercato del lavoro dei servizi, quindi l'abbattimento di ogni ostacolo alla libera circolazione delle merci e dei lavoratori. La Direttiva incorporava il principio secondo il quale un "prestatore di servizi" che si sposta in un altro paese europeo deve rispettare la legge del proprio paese di origine. Per cui un imprenditore italiano poteva assumere, qui da noi, un lavoratore romeno alle condizioni contrattuali vigenti in Romania.

La Direttiva suscitò tali e tante proteste da parte dei sindacati, delle sinistre e del Movimento no-global, che alla fine venne di molto sfumata.

Bagnai, dandoci la lieta novella, linka un dispaccio del 26 novembre 2011, le settimane in cui l'Eurozona era sull'orlo dell'implosione. Leggiamo cosa affermava Bolkestein:
«Alla Grecia si dovrebbero dare aiuti a condizione che abbandoni l'euro. (...) Creare gli eurobond per far fronte alla crisi sarebbe disastroso. (...) La scissione della zona euro, con l'adozione del neuro (trattenetevi! Nda) come nuova moneta dei paesi dell'euro del Nord attorno alla Germania, è inevitabile».
Bolkestein afferma inoltre che lui e altri politici non compresero i difetti di base dell'euro, che si rese conto solo molto più tardi che l'unione monetaria non era praticabile senza una vera unione politica. E grazie!

A noi non resta che confermare il carattere di Armata Brancaleone della pattuglia di economisti e affaristi che hanno firmato il Manifesto di solidarietà europea.

Il suddetto Manifesto infatti, postulando la «segmentazione controllata dell’Eurozona», precisa che dovrebbe avvenire «attraverso l’uscita, decisa di comune accordo, dei paesi più competitivi. L’euro potrebbe rimanere – per qualche tempo – la moneta comune dei paesi meno competitivi». Quindi l'uscita sì ma della Germania e dei paesi satelliti. Bolkestein, come abbiamo visto, è dell'avviso opposto, che la germania dovrebbe tenersi l'euro (ridenominato Neuro) e che i paesi del Sud dovrbbero tornare alle loro monete nazionali. In questo guazzabuglio è facile a Bagnai svolgere, non due, ma più parti in commedia e, alla biosogna, tirar fuori e issare il vessilo del ritorno alla lira.

Cosa ci insegna la vicenda Bolkestein? Ci conferma che si può essere per l'abbandono dell'euro da posizioni politiche e difendendo interessi sociali non solo diversi ma diamentralmente opposti. Bolkestein era ed resta un fervente liberista. Lo era ai tempi della famigerata  Direttiva 123, lo è adesso che ha sottoscritto il Manifesto di cui Bagnai va fiero. Anzi, per dirla tutta, oggi lo è a maggior ragione: Bolkestein propone sì di scardinare l'Euro ma proprio perché la moneta unica è d'impiccio al libero gioco delle leggi di mercato.

Sbaglia chi pensa che l'obbiettivo dell'uscita dall'euro" sia condizione sufficiente per fondare un'alleanza politica. Riconquistare la sovranità monetaria è certo la precondizione per uscire dal marasma. Ma uscire dal marasma per andare dove? Per quale idea di società e di paese? Per una società con più o meno giustizia sociale? Con più o meno regolamentazione pubblica? Con più o meno diritti dei lavoratori? Con al centro le leggi di mercato o la difesa dei beni comuni?

Diavolo e l'Acqua santa non possono stare assieme. Stesso dicasi per liberisti e anti-liberisti.



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12 commenti:

  • Ezio scrive:
    9 novembre 2013 14:27

    Più ci penso e più mi convinco che piuttosto che una segmentazione controllata dell'euro, fatta dalle elites europee, è preferibile la situazione attuale, che quanto meno ha il pregio di creare fortissime tensioni che lasciano aperta la porta ad un cambiamento a favore dei ceti popolari.

    Naturalmente, ancora meglio sarebbe una rottura dell'euro fatta da forze popolari, ma credo non si debba sottovalutare il progetto che sta dietro al manifesto stigmatizzato in questo articolo.

  • Ecodellarete.net scrive:
    9 novembre 2013 17:56

    Ebbbasta no?! La volete finire di scocciare Alberto Bannai? Ma questo poveretto avrà o no il diritto di proporsi come novello Jacques Necker al servizio del moderno Ancien Régime? E daje!

    Come Necker, Bannai si è occupato di scambi internazionali (Quelo scrisse un "Saggio sulla legislazione ed il commercio dei grani"). Come Necker, Bannai frequenta buoni salotti. Come Necker, Bannai verrà usato come foglia di fico. Ma l'importante è finire sui libri di storia. O no?

    Bannai, come Necker, appartiene alla razza degli spiriti belli e orgogliosi che si illudono di convincere le faine ad essere razionali e a non far strage di tutte le galline del pollaio. Noi sappiamo che questo non è possibile. Che cuocia nel brodo delle sue illusioni, come quell'altro, il Prodi, che si è fatto spennare come un pollo e adesso strilla che i tedeschi sono "cattivi".

  • Massimo Sernesi scrive:
    10 novembre 2013 12:45

    Il vantaggio dell'euro per le classi popolari non é per niente chiaro. Bolkenstein é per la scissione della zona euro perché ha capito che prima o poi in qualche modo i paesi del Nord dovranno pagare per quelli in crisi, in maniera maggiore e più continuativa di quello che fanno adesso. Criticare l'idea perché la appoggiano anche dei liberisti é sbagliato. Molti liberisti appoggiano anche l'Euro attuale e il futuro mercato comune con gli USA.
    Tutto dipende da cosa faranno i paesi una volta usciti dall'Euro ma l'uscita é una precondizione per evitare ulteriori tagli al wellfare e la deindustrializzazione. Al momento non ci sono proposte concrete che invertano il processo in corso rimanendo nell'Euro. Se si vuole salvare l'Euro bisogna proporre un'alternativa di questo tipo, non demonizzare chi propone la fine dell'Euro, che sebbene rischiosa al momento pare l'unica alternativa credibile. La proposta di Bagnanti poi ha il merito di ridurre i rischi, pur lasciando aperto il dibattito su cosa fare dopo, e proprio per questo ottiene consensi da ambienti diversi.

  • Anonimo scrive:
    10 novembre 2013 14:16

    Ti ricordo caro Eco che eri il braccio destro di Bagnai perché a quel tempo da queste parti nessuno aveva niente di interessante da denunciare, da dire o da proporre: l'euro era un tabu come in tutta la sinistra, o meglio un motivo di vanto su cui sacrificare l'Italia, la democrazia, l'equità, la classe lavoratrice e le PMI.

    Questi continui riferimenti a Bagnai sono dovuti al semplice fatto che ha smascherato il doppio gioco vostro, della "sinistra" e dei sindacati.
    Ora lo state usando per coprire il vostro ingiustificabile e traditore ritardo e la vostra attuale inattività.
    Sì, hai ragione è una foglia di fico, la vostra foglia di fico, ma serve solo a farvi apparire ancor più disgustosamente nudi.

    Allora andate a cercare il pelo nell'uovo, carichi del livore che da sempre vi contraddistingue, trovate la scusa dell'uscita da sinistra per far prendere ancora tempo ai grossi cinghiali affinché finiscano di mangiare tutto: galline e faine.

    Sarete soddisfatti quando l'Italia sarà così distrutta da non avere più la possibilità di riprendersi, infatti in post precedenti i vostri commentatori hanno scritto che sarebbero felici che i "padroncini" crepassero e che preferirebbero essere schiavi dei grossi padroni che stanno in cima alla piramide.

    Grazie alla complicità e all'appoggio che VOI avete dato e state dando alla destra delle oligarchie e della finanza, quel momento è sempre più vicino.

  • Ecodellarete.net scrive:
    10 novembre 2013 16:12

    Risposta all'anonimo 10 novembre 2013 14:16 (che palle... manco un nick)

    Fase GOSSIP

    Ti vedo splendidamente ben informato. Intanto io non sono mai stato il "braccio destro" di Bannai, oppure lo sono stato anche di Grillo, Pasquinelli, Screpanti, D'Andrea, Marrazzo, Marino Mastrangeli, Brancaccio, Badiale, Ferrero et cetera et cetera.

    Solo sul canale youtube principale di ecodellarete abbiamo quasi 900 video. Con gli altri superiamo abbondantemente i 2000, per non parlare delle centinaia di clips che avevamo sul nostro server fino al 2007.

    Su ecodellarete sono stati pubblicati dall'inizio oltre 2000 articoli. Prima di ecodellarete il giornale si chiamava calimerotv.net (non so quanti articoli).

    Con Bannai ho trascorso sei ore in macchina, da Pescara a Roma, quando ho girato il "Viaggio con Goofy". Successivamente ho contribuito alla correzione tipografica delle bozze del suo libro. E' vero anche che gli ho suggerito di scriverlo, in occasione di un paio di telefonate. Domando: basta questo per essere definito "braccio destro" di Bannai? Cosa di cui, per altro, mi sentirei onorato. Il fatto è che non è così.

    Inoltre l'informatissimo anonimo, dopo avermi scambiato per il "braccio destro" di Bannai, mi dà pure del comunista. Magari pensa che io sia il "braccio sinistro" di Pasquinelli... ebbene, sbaglia di nuovo! Non sono, e non sono mai stato, un comunista.

    Fase POLITICA

    Esaurita la fase GOSSIP della risposta, veniamo alle considerazioni politiche. Occorre rinfrescare la memoria dell'anonimo ricordandogli che, quando conobbi il Bannai (in occasione del convegno "Fuori dall'euro, fuori dal debito"), ero già da tempo in contatto con il gruppo di Pasquinelli (e di Mazzei, Badiale, Bontempelli e altri), dai quali ero stato attratto proprio per la loro vivace, e di lunga data, polemica antieurista. Bannai fu invitato all'ultimo momento, proprio perché era un economista non di sinistra anch'egli ostile alla moneta unica. Pochi ne avevano sentito parlare, e in effetti era da poco tempo che aveva cominciato a fare "outing" contro l'euro!

    Potrei continuare, argomentando in questo modo, ma non credo sia utile. Qui la sostanza delle cose ha un nome ben preciso: ANTICOMUNISMO VISCERALE! Una brutta malattia che si prende da adolescenti (magari un "compagno" che ti zotta la fidanzatina?), dalla quale è difficilissimo guarire. Una malattia che, quando si tratta di valutare l'operato della sinistra, spegne ogni capacità critica inducendo gli infermi a fare di tutt'erba un fascio.

    Per fortuna, pur non essendo mai stato un comunista, non mi sono mai ammalato di ANTICOMUNISMO VISCERALE. Sarà perché alle "corna" ci ho fatto l'abitudine molto presto? Penso di sì, e ne sono ben contento. Questo mi ha permesso di giocare (quasi) sempre all'attacco (contano, in amore, i gol segnati... non quelli subiti).

    E così, da "cornuto felice" (ma sempre all'attacco), mi sono salvato da quella fetida infermità che è l'ANTICOMUNISMO VISCERALE (cui fa da pendant l'ANTIFASCISMO MILITANTE... altro grave morbo). Non così, temo, il buon Bannai, il quale manifesta i sintomi, seppur lievi, della malattia.

    Poiché io a Bannai "je vojo bbene" (puro si nun se vede) cerco di aiutarlo con dosi omeopatiche di "pigliatina per il culo", l'unica medicina che riesce, seppur temporaneamente, a lenire le sofferenze di questi infelici. Tra i quali temo ci sia anche l'anonimo identificabile con la sigla "10 novembre 2013 12:45" (ekkeppalle! Fateve un nick!).

    Un cordiale e non viscerale saluto. Scappo che devo annà all'attacco....

  • Anonimo scrive:
    10 novembre 2013 16:57

    @Anonimo delle 14.16, mi sa tanto che hai sbagliato pagina. Questa qui è la pagina del MPL, non del PD.

  • Emilio L. scrive:
    10 novembre 2013 18:52

    Parto dalla considerazione di Ezio.

    La fortissima tensione generata dalla situazione attuale dovrebbe essere utilizzata per forzare gli attuali rapporti di forza, sia a livello internazionale che nella società italiana.

    Da una parte, l'Italia dovrebbe farsi promotrice, insieme alla Francia ed agli altri paesi periferici colpiti dall'austerità, di ogni sforzo per spostare il baricentro politico dell'unione, con l'obiettivo di riorientare la missione della BCE verso un maggiore sostegno della domanda interna.

    Dall'altra, si potrebbe tentare di attuare in Italia politiche industriali e dei redditi di respiro sufficiente ad arrestare la tendenza al declino economico ed all'aumento delle disuguaglianze sociali.

    http://marionetteallariscossa.blogspot.it/2013/10/politica-industriale-e-dei-redditi-una.html

    Un cordiale saluto.
    Emilio L.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    11 novembre 2013 12:32

    BOLKESTEIN E BAGNAI

    (1) Massimo Sernesi dice che è sbagliato criticare Bolkestein perché anche lui propone l'uscita dall'euro dei PIIGS.
    Ma Dio santo! Noi lo critichiamo perché è un liberista e lega la cacciata dei PIGGS a terapeie liberiste, quindi a tutto vantaggio della Germania e dei paesi cosiddetti "core". Come si fa a non capirlo?
    Bolkestein è sì contro la moneta unica, ma negli interessi dell'imperialismo tedesco, quindi a spese dei popoli del Sud.

    (2) Questa storia che Bagnai fa di Bagnai il precursore assoluto della battaglia anti-euro in Italia ha da finire.
    A parte che anche lui era un eurista (al contrario di noi). La prova? Vedi la sua prolusione a Lisbona in un incontro presieduto da Romano Prodi — 9-13 settembre 2002. Dynamic paths of the european economy: simulations with an aggregated model of the EMU as a part of the world economy
    Solo nel maggio 2010 Bagnai (quando ancora parla aun linguaggio di sinistra) si espresse con chiarezza contro la moneta unica: Se cade anche il muro dell'euro.
    Per questo lo invitammo al famoso convegno "Fuori dal debito! Fuori dall'euro" dell'ottobre 2011. Che in effetti fu l'evento che lo aiutò a costruirsi una fama.

  • tiberio bagnarol scrive:
    11 novembre 2013 21:07

    ma dopo essere usciti dall'euro basterà riaffermare la costituzione italiana espressione di uno stato Sovrano Fordista per sconfiggere il capitalismo oppure bisognarà mettere in piedi una strategia più profonda di superamento di tutte le espressioni in cui oggi esso si manifesta? Uscire dall'euro mi sembra un pò poco , un meccanismo tecnico che lascia inalterato il sistema che ci ha portato nell'euro, anche la Costituzione Italiana non sembra rispondere alle esigenze dei tempi ma soltanto al disciplinamento del lavoro per il Capitale, insomma dalla brace ritorneremo nella padella!Insomma , che tristezza.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    13 novembre 2013 00:05

    O TUTTO O NIENTE?

    caro Tiberio,

    se ci segui dovrebbe esserti chiaro che noi consideriamo il socialismo (non certo della fatta di quelli che sono falliti) l'alternativa ad un capitalismo declinante e distruttivo — ne abbiamo parlato nel semoinario ----ne abbimo parlato al seminario FILO ROSSO, vedi il nostro canale su you tube.

    Ma il socialismo è un punto di arrivo.

    E' chiaro che non ci si arriva immettendo nel sistema dosi omeopatiche di eguaglianza, bensì solo attraverso una serie di rotture economiche, sociali, politiche, culturali, geopolitiche.
    Una serie, appunto, di cui l'uscita dall'euro e lo SGANCIAMENTO del nostro paese dal capitalismo casinò, è la rottura preliminare, senza la quale ogni discorso sarebbe del tutto aleatorio e stratto. Insomma: il primo passo delle lunga marcia.

  • Bagnaro scrive:
    14 novembre 2013 19:43

    Ecodellarete non sarà il braccio dx di Bagnai, ma di certo gli ha dato una bella mano all'inizio (Santo subito), quando questi era un sig. (prof.) nessuno e venendo ripagato nel modo che sappiamo, degno del personaggio che B. è.

    Bagnai era, e a mio avviso resta, un personaggio poco più che mediocre che ha saputo sfruttare al massimo le occasioni che gli si sono presentate: altri e di ben altra caratura avevano manifestato la criticità della moneta unica e di questa €pa.

    Il nostro è stato abile, conscio della inevitabile fine dell'€illusione, ad evidenziare il suo (falso) ruolo di primo denunciatore dell'€inganno, saltando disinvoltamente da un carro all'altro, ultimi i berlusKonidi, probabilmente già mollati (perché morenti) a beneficio dei neoconvertiti €critici che cominciano, a sinistra, a non poter più negare l'evidenza.

    A chi stasera farà tifo da stadio, idem. Non lasciatevi trascinare dai demagoghi. Sappiate dimostrare la composta serenità e la lungimirante clemenza...Chi rovinerà l'immagine di questo movimento di opinione ne verrà escluso... Mi aspetta, prima di Servizio Pubblico, la segreteria di uno dei tanti partiti che stanno per entrare nel mercato della verità. Quale? Non vi riguarda. Il problema, tanto, è cosa vorrà fare il PD o quanto ci metterà a sparire...

    Paragnosta, dopo averli inondati di fango e insulti...Peccato che, nel vostro piccolo, abbiate contribuito al lancio di questo squallido personaggio

  • Anonimo scrive:
    3 gennaio 2014 21:05

    Io vorrei avere da voi tutti, in primis da chi ha scritto l'articolo, visioni concrete di quello che affermate. Andate di invettiva in invettiva, ma oltre non ci andate. Dite un po' voi cosa sarebbe meglio fare per gli italiani, ma non basta dire "restiamo nell'euro!!" dovete argomentare, formulare previsioni, citare dati, rendere completa sotto tutti i punti di vista l'affermazione. Altrimenti siete fuffa. E ve lo dice un comunista.

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