venerdì 14 giugno 2013

DI MARCHI E MARCHETTE (l'ultima bufala di Alberto Bagnai) di Moreno Pasquinelli

14 giugno. Come Alberto Bagnai si è (meritatamente) guadagnata la sua fama è noto. Egli ha sfidato con coraggio la folta schiera di economisti  e politicanti asserviti alle potenti oligarchie euriste sostenendo, fatti e dati alla mano, la necessità per l’Italia di uscire dall’euro e tornare alla lira. Punto.


Per questo, per primi, lo abbiamo apprezzato e difeso.



Poi è venuto quello che abbiamo definito “voltafaccia”, la sua adesione al  Manifesto di solidarietà europea, lanciato il 24 gennaio a Bruxelles assieme ad una davvero ambigua compagnia. Quindi la nostra critica, che ha fatto uscire dai gangheri il Nostro, adagiatosi sugli allori a forza di ricevere lodi ruffiane da parte dei suoi adepti.



Che il nostro biasimo fosse giustificato è chiaro a chiunque abbia preso sul serio la battaglia politica contro il regime della moneta unica (non solo quindi contro l'euro), ad ognuno che sappia almeno distinguere i fischi dai fiaschi.



E’ un classico che chi abbia commesso un errore e non voglia riconoscerlo finisca per aggravare la sua posizione. Questo è proprio il caso di Alberto Bagnai. Si era già giustificato malamente sul suo blog, adesso l’ha dovuto fare pubblicamente, intervenendo su Il fatto Quotidiano dell’11 giugno (vedi foto sopra), con un articolo dal titolo stentoreo: “L’Europa si salva solo se Berlino lascia l’euro”.



Il Nostro ci informa che domani, 15 giugno, a Parigi, verrà ri-presentato il Manifesto di solidarietà europea di cui è co-firmatario, un Manifesto che ha come scopo dichiarato, leggiamo su Il Fatto: “... evitare il collasso economico e politico dell’Unione europea”, un collasso che andrebbe appunto sventato spingendo la Germania a tornare al Marco, dando così sostanza all’idea intangibile della “segmentazione controllata dell’eurozona”.



Sul piano astrattamente teorico, dato che la dissoluzione dell’eurozona è nell’ordine delle cose —e lo è non solo per questioni di tecnica monetaria o di partite correnti, come pensa il Bagnai, ma a causa dell’insostenibilità del capitalismo-casinò che pone fine al lungo ciclo globalizzatore riportando in auge i conflitti inter-capitalistici e quindi la funzione degli stati-nazione— il ritorno al Marco della Germania è certo plausibile.



Si tratta di capire, sbarazzandoci delle fumisterie econometriche che lasciano il tempo che trovano, due cose: la prima è se questa modalità è realistica e, in secondo luogo, a quale finalità questa modalità corrisponda.



Per chi scrive non è realistica, per la ragione che il grande capitalismo finanziario e industriale tedesco non vorrà rinunciare ai vantaggi enormi che la moneta unica porta alle sue ambizioni neoimperialistiche. La Merkel, a nome e per conto del grande capitalismo tedesco, è un’eurista di ferro, non a caso ha preso le difese di Draghi di contro alle critiche della Bundesbank, tanto più che è data grande vincitrice delle prossime elezioni di settembre. Alternative für Deutschland, da parte sua, come ha ben spiegato il suo leader Bernd Lucke, vuole che la Germania resti nell’euro con tutti e due i piedi.



Tuttavia, ammesso che l'uscita della Germania dall'eurozona sia fattibile, non l'abbracciamo poiché questa soluzione, come Bagnai sottolinea su Il fatto Quotidiano, ha come finalità, appunto, quella di “evitare il collasso economico e politico dell’Ue”.



Paolo di Tarso ebbe la sua illuminazione a Damasco. Bagnai deve aver avuto la sua sulla via di Bruxelles. E’ come minimo singolare che s’inalberi se noi, non convertiti alla dottrina eurista, lo giudichiamo come un voltagabbana. Tutti si ricorderanno gli strali con cui il Nostro, per due anni, ha colpito tutti i paladini del “più Europa”, e lo spietato sarcasmo che egli ha rovesciato sugli “europeisti” a prescindere, quelli delle affinità elettive tra finlandesi e italiani, su tutti coloro insomma che respingevano i suoi argomenti che il ritorno alla Lira era non solo auspicabile ma inevitabile, nella logica delle cose.



Ci sono due passaggi del pezzo su Il fatto Quotidiano che hanno catturato la nostra attenzione. Nel primo, mefistofelico, il Nostro afferma:
«Ma mentre i nostri politici non possono ora venirci a dire che l’euro è stato un errore, ai politici del Nord è più facile scaricare sui paesi del Sud la colpa e propugnare come soluzione l’abbandono dell’euro. Lo sganciamento dall’Eurozona, vissuto al Sud come una sconfitta, al Nord sarebbe visto come il riappropriarsi di un simbolo vincente di identità nazionale (il marco)».

Fiorenzo Fraioli giustamente fa notare:


Il "manifestino" cerca una soluzione che eviti il redde-rationem ai politici del sud, che è invece proprio quello che essi si meritano e che vogliamo noi. Un redde-rationem che non può non esserci, perché l'euro è stato molto di più di un errore tecnico. Tenersi un euricchio, che sta in piedi perché se ne va l'ingombrante Germania, ma conservare tutto l'impianto liberista (concorrenza tra Stati oltre che tra operatori economici, libera circolazione dei capitali, indipendenza della BCE etc..), cioè una serie di cose che non serve essere marxisti per detestare dal profondo del cuore, significa continuare ad accettare il dominio della finanza privata sulla democrazia. Garantito dalla classe politica che ci ha propinato l'Unione Europea alla Maastricht.

Passaggio 2:
«Se una segmentazione dell’euro è necessaria, è più razionale realizzarla lasciando che nella transizione le economie più deboli godano della relativa stabilità della moneta unica: fra euforia da "nuovo marco" e panico da "liretta" è piuttosto evidente cosa convenga scegliere».

Fraioli chiosa:


Qui traspare, in modo evidente, l'urgenza di trovare una soluzione che freni il panico sui mercati. Saggezza da buoni padri di famiglia, o angoscia per la sorte dei piccioli? Ai posteri l'ardua sentenza.



Noi vorremmo insistere sul secondo passaggio, che pone un tombale epitaffio sul Bagnai che conoscemmo.


La relativa stabilità di una moneta unica che tenga assieme i cocci dell’attuale eurozona? Ma di che sta parlando il Bagnai? Ritiene davvero che un’unione monetaria europea, perché senza la Germania, non andrà incontro alle strutturali disfunzioni che la rigidità del cambio si porta appresso? O che sia possibile una moneta unica sovranazionale senza uno Stato unitario che affianchi alla moneta una comune politica del lavoro, di bilancio e fiscale, ed infine una politica di compensazione degli squilibri delle partite correnti e di eventuale mutualizzazione dei debiti esteri?




Il Bagnai che fu è quello che ci fece scoprire Robert Mundell e i suoi studi sulle Aree valutarie Ottimali (Optimum Currency Area – OCA, a cui il Nostro ha dedicato un intero capitolo del suo libro) [1]. Scriveva Bagnai il 22 aprile di un anno fa quando, lungi dal flirtare coi liberisti, pascolava a sinistra :

«Robert Mundell lo aveva detto in modo cristallino quasi trenta anni prima: alla domanda “what is the appropriate domain of a currency area?” (quali sono le dimensioni appropriate di una unione monetaria) risponde “an essential ingredient of a common currency area is a high degree of factor mobility”: un elemento essenziale è un livello elevato di mobilità dei fattori. Cosa vuol dire? Vuol dire che una moneta unica può essere sostenuta da un’area geografica all’interno della quale sia facile per i lavoratori (il fattore lavoro) spostarsi da zone depresse a zone in espansione». [One (labour) market, one money, Goofynomics]

Bagnai pensa davvero che quella tra paesi tanto disparati quali la Grecia e la Slovacchia, o la Francia e l’Estonia, o l'Italia e il Portogallo (tanto per dire), possa essere un’Area valutaria ottimale? Una cazzata dal punto di vista strettamente economico, una bestialità neoliberista da quello politico e sociale. Entrambi ce la dicono lunga sul recente salto della quaglia del Nostro nel campo eurista.

Ognuno a questo punto tiri le conseguenze.

Ps.


Alberto Bagnai, intanto, ne ha combinata un'atra delle sue. Questa mattina ha depositato l’ultimo suo post in cui comunica che chiuderà il blog. Sconcerto e panico tra i suoi fans, che forse non capiscono che il suo blog gli è d'impiccio date le sue nuove frequentazioni euriste, in quanto prova e pistola fumante della sua vecchia fede sovanista.



Ad un suo aficionado che gli chiede di desistere risponde con eloquenza, citiamo:

«Anche tu non hai capito un cazzo, ma almeno sei spiritoso».



Ad un altro che si dispera e scrive: 
“Sono senza parole. Grazie comunque per tutto quello che ha fatto”, il Nostro risponde testualmente: 
«Io invece ne ho tre: sei un coglione. Ma, se può consolarti, sei in buona compagnia. Ho ricevuto tonnellate di email di melensi imbecilli col senso dell'umorismo di un lamantino. Accipicchia, che bella squadra ho tirato su! Avete proprio capito tutto! 

Poveri noi..».

In verità era una bufala, anzi un ballon d'essai, tanto per mettere alla prova il quoziente di masochismo dei suoi proseliti. Dopo alcune ore il Nostro scrive:
«A polliiiii!
Dio santo, è come pescare con la dinamite! Ma almeno ho capito molte cose. Ho capito quanti di voi mi capiscono (lo 0.00001%). Ho capito quanti di voi ancora pensano di potermi/dovermi dare consigli (il 1000000%). Ho capito quanti di voi hanno senso dell'umorismo (non pervenuto).

Non posso fidarmi di chi non si fida di me. E ora so di chi fidarmi. Di me».

Il Nostro è fatto così. Oltre ad essere un'opportunista Madre Natura l'ha tagliato con l'accetta e con un ego smisurato.


NOTE



[1] A questo proposito, per chi voglia erudirsi, un’ottima analisi critica la trova in La Teoria delle Aree valutarie Ottimali non spiega la crisi dell’euro.




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41 commenti:

  • Francisco Goya scrive:
    14 giugno 2013 18:31

    Il terzo passaggio che segnalate sembrerebbe identico al secondo.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    14 giugno 2013 18:54

    Goya ha ragione.
    Ho corretto il refuso.
    Moreno Pasquinelli

  • fausto scrive:
    14 giugno 2013 18:56

    Bagnai ha fatto di peggio, in passato, maramaldeggiando nei confronti di adepti sdraiati e masochisti. Quando, però, si è trovato al cospetto di Brancaccio, si è ritratto fino ad assumere le dimensioni di un legume.

  • Vopisco scrive:
    14 giugno 2013 20:18

    Il manifesto firmato da Bagnai rappresenta un compromesso all’interno del politicamente possibile. È necessario evitare quelle trappole anche linguistiche che squalificherebbero in partenza il progetto di ritorno alla lira. Ma se voi avete una proposta migliore, che magari coinvolga i nemici della castacriccacoruzzione del M5S che vi piacciono tanto, fatevi avanti.

    Comunque noto che, nella foga di dare addosso a Bagnai, avete dimenticato di riportare questo passo: «Non si tratta però di una proposta di euro a due velocità. Il Manifesto considera la possibilità di ulteriori segmentazioni, fino a un eventuale ritorno alle valute nazionali.» Avete una proposta migliore che non sia una mera testimonianza che vi permetta di rimanere comunque duri e puri, benché inconcludenti?

  • Questo commento è stato eliminato dall'autore.
    Ecodellarete.net scrive:
    14 giugno 2013 21:04

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

  • Ecodellarete.net scrive:
    14 giugno 2013 21:05

    Se Bagnai fosse un partito politico, o almeno fosse organico a un movimento, si potrebbe pensare che quella del manifestino sia una posizione tattica, del tipo "'ntanto famo 'n passo, poi se vede". Alberto Bagnai, però, è un economista e un intellettuale, e in quanto tale da lui tutti si aspettano non tatticismi, bensì l'indicazione chiara di un percorso e di un obiettivo. Come ha fatto per due anni sul blog e con il libro, per altro. Comprensibile, dunque, che l'adesione al manifestino, anche per il modo con cui ne siamo venuti a conoscenza, abbia fatto sobbalzare sulla sedia più di un blogger. Pasquinelli è stato precipitoso? Penso di sì, poteva aspettare che le cose fossero più chiare. Però il tempo passa, il manifestino è sempre lì, e credo sia giusto cominciare a parlarne. A meno che, come paperelle che hanno subito l'imprinting, non si scelga di restare fermi in attesa che mamma papera si metta in movimento! Ce n'è già uno di papero in giro, vogliamo anche la papera? La sensazione (voglio esser franco) è che la platea di followers di Alberto Bagnai sia veramente incapace di fare un passo in autonomia, nel terrore di essere additati al pubblico lubidrio e scacciati dal gruppo. Un atteggiamento in parte comprensibile, anche per il rispetto che si deve a chi ha molto insegnato, in solitudine e contro tutti. Nessuno può dimenticare i meriti di quest'uomo, bizzarro ma anche geniale e spiritoso, tuttavia l'autonomia di pensiero e di azione è un bene così grande che nemmeno la più profonda riconoscenza può consentire di metterla da parte. Mi sembra, tra l'altro, che lo stesso Bagnai, da un po', si lamenti della scarsa (diciamo) vivacità dei suoi followers...

    Facciamo così: mettiamolo nel Pantheon dei pensatori di riferimento, e cominciamo a farlo a fettine con le armi della critica. Non si fa così perfino con Marx?

  • Brezzarossa scrive:
    14 giugno 2013 22:26

    Però e un fatto che si stia muovendo in un altro modo, un vero e proprio cambio di cadenza. Non ho mai capito perché tutti questi anni in silenzio con le convinzioni che aveva e poi due anni fa l'esplosione, adesso quest'altra cosa. Procede a salti (ed improperi) arrivando a trascurare i suoi iniziati (vabbè, lui li chiama polli) non vorrei peccare di troppa malizia ma penso che lascerà passare un po' di tempo e poi ne combinerà un'altra.
    Senza dubbio è possibile mantenerlo come uno dei pensatori di riferimento, ma cosa ne sarà del "pensiero di riferimento" se il suo creatore (lui dice che non sono idee sue) si comporterà in modo da dissolverlo?

    Saluti a tutti.

  • Vopisco scrive:
    14 giugno 2013 23:07

    @ecodellarete

    «Se Bagnai fosse un partito politico, o almeno fosse organico a un movimento, si potrebbe pensare che quella del manifestino sia una posizione tattica, del tipo "'ntanto famo 'n passo, poi se vede".»

    ___

    La decisione di divulgare la verità sull'euro è di per sé politica. Non arrampichiamoci sugli specchi: «fare un passo» all'interno del politicamente possibile era ed è l'unica via percorribile. Ripeto: qual è l'alternativa, in un quadro in cui qualsiasi parola sospettata anche vagamente d'essere antitedesca è immediatamente esclusa dal dibattito pubblico?

    Io credo che tutto questo livore sia dovuto più che altro ai toni di Bagnai, più che alla sostanza di quel che fa e dice. Anche perché tutti gli argomenti portati a sostegno della critica (o, meglio, dell'invettiva) sono logicamente fragili.

    Quanto alla dietrologia sul manifesto: vi risulta che il manifesto sia stato divulgato prima della data in cui Bagnai l'ha rivelato ai suoi seguaci? Se sì, dovreste dirlo, ché sarebbe un argomento a vostro favore, no?

    Non si tratta poi di seguire acriticamente un messia: se si portassero critiche pertinenti e logicamente sostenibili sarebbe meglio.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    14 giugno 2013 23:40

    Vopisco scrive:

    «vi risulta che il manifesto sia stato divulgato prima della data in cui Bagnai l'ha rivelato ai suoi seguaci? Se sì, dovreste dirlo, ché sarebbe un argomento a vostro favore, no? »

    Si vede che non ha seguito tutta la polemica. Vuoi una prova che Bagnai l'ha tenuto nascosto?

    Il "Manifesto" era pubblico e in bella mostra sin dai primi del febbraio scorso nel sito dedicato sponsorizzato dal think thank "Open Europe".

    Per quanto riguarda lo scopo della nostra polemica, dispiace che alcuni follewers del Nostro non vogliano capire.

    Ricapitolando: (1) Bagnai ha fatto un salto mortale dalla difesa intransigente della sovranità monetaria alla difesa di un mini-euro; (2) in ciò smentendo tutti i suoi ragionamenti sui cambi fissi e le AVO e avvicinandosi di fatto a pezzi da novanta delle tecno-oligarchie europee; (3) Non siamo stupiti del salto della quaglia perché Bagnai non è un economista teorico; (4) Egli faceva un'analisi errata del sistema di capitalismo-casinò e delle cause più profonde della crisi sistemica, esagerando il ruolo delle partire correnti e della moneta e sottovalutando la funzione preponderante della finanza predatoria, per cui chi sbaglia analisi è azzeccagarbugli in fatto di terapie; (5) l'economia è sempre economia politica, in ultima istanza politica, dietro all'apparente neutralità tecnicistica della "segmentazione controllata" non c'è solo un voltafaccia, si cela una scelta di campo, anzi di classe: BAGNAI HA CEDUTO AL CANTO DELLE SIRENE DI CERTA PARTE DEL MONDO POLITICO E BANCARIO EURISTA.

    Non bastano questi punti per giustificare la nostra polemica?

    Moreno Pasquinelli

  • Anonimo scrive:
    15 giugno 2013 01:25

    Segnalo sul "genio" Bagnai due post:

    http://diciottobrumaio.blogspot.it/2013/06/la-rigidita-di-bagnai-e-il-morbido.html

    http://diciottobrumaio.blogspot.it/2013/06/sulle-seghe-denominate-in-lire-o-fiorini.html

    Franco

  • Francisco Goya scrive:
    15 giugno 2013 01:45

    Andate sul sito del manifesto di solidarietà europea firmato da Bagnai.
    Qui:

    http://european-solidarity.eu/esm.php

    Vedete che nel menu della pagina web a sinistra c'è "home page" e cliccate.
    Almeno alle 1:30 di notte l'home page del sito era hackerata dai Learners of Curiosity.
    In una breve indagine credo di aver capito che sono un gruppo brasiliano con nessun indirizzo politico, comunque uno da un'occhiata e vede un po'.

  • Vopisco scrive:
    15 giugno 2013 07:07

    @Moreno Pasquinelli
    Prendo atto delle sue parole. Ho seguito tutta la polemica, non si preoccupi. Solo, mi era sfuggito questo dettaglio sulla pubblicazione del manifesto; la ringrazio per avermi aggiornato.

    Non saprei dirle perché non abbia comunicato prima l'adesione al manifesto. Vero è anche che un altro firmatario, Sapir, vicino a Mélenchon, non ne fa menzione nel suo blog. (Ma lui, dirà lei, non ha un séguito di lettori come Bagnai. Eh, ma Bagnai, per quanto molti lo pensino, non è un guru o un arruffapopolo o un capo politico, alla Grillo. E si badi che non c'è contraddizione: si può fare un'operazione intrinsecamente politica senza essere per forza dei politici.) Le dirò di più: la cosa non mi sembra molto importante, a meno che non si voglia fare dietrologia.

    Ho capito benissimo la sostanza delle vostre critiche, ma non mi convincono, ripeto. Voi dite che Bagnai ha svenduto le proprie idee, anzi si è venduto «a parte del mondo politico e bancario eurista» (!). A parte il fatto che se l'ha fatto lui l'ha fatto anche Sapir, trovo che questa critica sia piuttosto miope.

    Tra l'enunciazione di ciò che sarebbe opportuno fare per salvare l'Italia e la realizzazione di questo programma c'è di mezzo la realtà. Mettersi con un banchetto sotto Palazzo Chigi e urlare col megafono che bisogna uscire dall'euro perché la finanza speculativa brutta ci ammazzando sarebbe efficace, secondo lei? Se no, allora è meglio trovare, al livello delle istituzioni euriste, una soluzione di compromesso, che sia tale non solo nel contenuto ma anche nei toni e nel linguaggio: indorare la pillola, insomma. Crede che Schäuble o la Merkel accetterebbero toni appena appena fermi? Ma soprattutto crede che ci sia un barlume di volontà politica, a sinistra come a destra, di far valere le proprie ragioni contro la Germania?

    Ecco perché tutta la sua argomentazione mi sembra un tentativo dietrologico di vedere un complotto o tutt'al più un tradimento da parte di Bagnai, quando invece è un'operazione pragmatica e realistica per raggiungere lo scopo vero del ritorno alle valute nazionali.

    Anche perché, se si può giudicare l'operato di una persona a partire da ciò «che c'è dietro», che dire del vostro sostegno al M5S, gestito da un comico miliardario e da un guru della manipolazione pubblicitaria? Un movimento, tra l'altro, che non affronta i veri problemi del capitalismo, per concentrarsi su questioni di nessuna importanza ma di grande presa sul pubblico come i rimborsi elettorali o le indennità dei parlamentari? Cosa c'è dietro questa scelta? Non vedete come questo vostro modo di ragionare vi si ritorca contro?

  • Anonimo scrive:
    15 giugno 2013 08:55

    Stamattina il Bagnaio ha dato su Twitter dei fascisti a quelli del manifesto perchè appoggiano l'euro.

    No comment.......... sonolo ridere

    BY
    IL VILE BRIGANTE

  • Anonimo scrive:
    15 giugno 2013 08:57

    @Ecodellarete
    Bsgnaio nel pantheon dei grandi pensatori non si può leggere :))))))
    C'averva ragione Mao allora:
    "Dove va l'umanità?"
    "BOH"

  • Redazione SollevAzione risponde:
    15 giugno 2013 10:59

    @ Vopisco:

    Se, sull'altare del cosiddetto "realismo politico", diventa fattibile tenersi l'euro ma senza Berlino, acquista di converso plausibilità e dignità il discorso di coloro che chiedono "più Europa" e chiedono una modifica dei Trattati e una diversa politica monetaria della Bce.

    il problema dell'euro, del regime politico di cui è perno, è per noi una questione di principio. O si è per o si è contro. Inutile girarci attorno. Averlo spiegato è stato il merito di Bagnai. Che ora, di tutta evidenza ha fatto una giravolta di quasi 180°.





  • Vopisco scrive:
    15 giugno 2013 11:52

    @Redazione
    Su un piano puramente speculativo, voi avete ragione. Ma per rimanere saldamente fedeli al "programma massimo" si rischia l'inconcludenza. Perché l'alternativa è la rivoluzione, certo, ma chi ha la forza e il potere persuasivo per guidare le masse alla rivolta? Nell'attesa godottiana delle condizioni per la rivoluzione, le classi dominanti finiranno il loro lavoro di distruzione completa dell'economia italiana e di asservimento dei salariati alle imposizioni dell'UE e del capitale ch'essa rappresenta. Preferisco un realistico compromesso all'inconcludenza che preserva la purezza ideologica.

  • Anonimo scrive:
    15 giugno 2013 13:19

    Piccola annotazione. L'adesione di Bagnai al Manifesto di Solidarietà Europea è molto recene (credo da un mese), quando venne presentato alla stampa a Brussel il 24 Gennaio come firmatario italiano c'era solo Borghi.

  • Giacomo Barbari scrive:
    15 giugno 2013 17:49

    Riposto il mio commento già apparso a margine di "A braccetto con Soros"

    Si pensa forse che un paradigma che ha letteralmente dominato il mondo, infiltrandosi in qualsiasi sede, creandone altre, disattivando regole e istituzioni ("i'munnu i'è cattivu", cito a memoria Fiorenzo) sta a sentire la linea dura e intransigente di noi altri? E io non sono in disaccordo con molte delle analisi qui proposte, non con tutte.

    Però cazzarola a un certo punto al tavolo con anche soggetti che riteniamo INUMANI ci si deve andare. Spetta a noi orientare poi una discussione aperta internazionalmente, nel modo che riteniamo più costruttivo.

    Ma se personalità di disparate estrazioni, incompatibili si potrebbe pensare, fanno una proposta dove si chiede alle istituzioni (che sono quelle che sono e noi e voi compagni in esse NON SIAMO PERVENUTI da... ehm... fatemi pensare... ehm... non lo so, io ancora non ero nato direi, passerò i 28 anni tra una settimana) di affrontare un problema finora discusso principalmente in modo fazioso, falsato, minatorio e Orwelliano ormai, ovvero:

    Smonta sta cazzo di Eurozona e vediamo di non fare troppo casino. è ancora approssimativo, firmato da qualche Vampiro e tutto... ma si è arrivati a fare una proposta che menzioni il problema dell'Euro e la trasversalità (per quanto potrebbe essere 100 volte più ampia, sembra che da queste parti piaccia, l'ampia trasversalità, e farsi una comoda casetta a una delle estremitá di essa) delle appartenenze dei soggetti coinvolti, fa capire che non è un movimento unitario a inoltrare la proposta, ma personalità che sono consapevoli di un problema. E vogliono porre ora il problema a chi di dovere.

    Spetta a noi tutti, se la proposta si dovesse iniziare a discutere, far capire dove si vuole andare poi. E suppongo anche i cittadini e compagni tedeschi, francesi ecc. faranno lo stesso. O vogliamo credere che un'Italia rincoglionita dai Casta-merda, Forza Panino e Gruppo L'Espresso, in 2 o 3 mesetti si compatta e sbatte la porta unilateralmente per diventare un'oasi di prosperità e "si fottano i mercati e sto brutto stronzo di un capitalismo" ... si stanno ammazzando in parecchi, e siamo solo all'inizio della gimcana che ci hanno organizzato. Non prendetemi per un omologo Sole24oriano, ma anche noi si deve Fare Presto, compagni, ve ne rendete conto mi par di notare


    Credete che a "cambiare le cose" incontrerete belle personcine? La domanda è: chi incontrate di solito nelle occasioni "propositive" in veste di associazione?

    Credete che vi/ci (WC) molleranno un centimetro gli esponenti di quel Potere che lancerebbero un orfanotrofio dentro un frullamaiali per vincere una partita a carte?

    "Rivoluzione, ORA!!!" E scappano a gambe levate? Vi sentite così forti, in virtù del fatto che sapete perfettamente ogni piega che da Vercingetorige in poi ha causato un perenne sfruttamento delle masse dei lavoratori?

    è un brutto mondo, lo so.

    Ma ripeto dunque la domanda:

    C'è un qualcosa da mettere sul tavolo dei padroni a un certo punto? è in programma? O i germi capitalisti nelle stanze del potere vi causerebbero paresi fulminante all'istante?

    Intendo qualcosa che là a Francoforte, Roma, Bruxelles, 'ndo ve pare ascoltino, o che risulti degna di ascolto da parte anche di qualcuno di 'ste élite.

  • Giacomo Barbari scrive:
    15 giugno 2013 17:52

    Se no dite chiaro e tondo che li ammazziamo e andiamo...io vengo. Sono andato allo stadio qualche anno fa, non meno le mani molto bene, non l'ho mai fatto invero, ma per prendere a pugni la pappagorgia di un Banchiere o di un delegato della Siemens posso sempre imparare.

    O forse contate che lorsignori spariscano come il protagonista di quel video di quei capitalisti neomelodici dei Coldplay? (Si scherza eh...)

    Sono solo domande. Non voglio accusare nessuno, ma osservo che da queste parti non va bene mai nulla, e dunque da altre parti non succede mai nulla.

    E badate, sono d'accordo con molte analisi, ma poi mi guardo intorno e penso che se provo a proiettarle nella "massa", l'élite sembriamo più noi altri intransigenti a tutti i costi, solo che nemmeno una rete telefonica se semo riusciti a pijà.

    Grazie per i contributi. Ma cerchiamo di non spaccarci come sempre. Vigiliamo su tutto, questo è lo spirito, ma qualcuno in più va convinto, e per ora Draghi & co. sembrano essersi messi avanti col lavoro.

    Giacomo

  • Anonimo scrive:
    16 giugno 2013 11:31

    Si si voi continuate a guardare la partita della bagnaiese contro resto del mondo.
    Noi qua in Sicilia, terra piena di gente sicuramente discutibile ma anche di uomini d'onore nel senso positivo del termine, si sta riflettendo sulla possibilità di indire un referendum per far uscire la Sicilia dall'Italia e udite udite DALL'EUROPA.

    Così almeno io ho capito leggendo il comunicato del popolo dei forconi che si può leggere in questa pagina
    http://www.iforconi.it/index.php/2-non-categorizzato/48-fuori-dal-europa
    Ora vediamo i patriottari come mi risponderanno.
    BY
    IL VILE BRIGANTE

  • Anonimo scrive:
    17 giugno 2013 20:56

    Scusate ma qui mi sembra di essere su Marte, il manifesto indica chiaramente una prima segmentazione dell' eurozona per arrivare alla fine al ritorno delle valute nazionali, e mi sembra ovvio che se escono Italia e Spagna, tra i risparmiatori sarebbe il panico, mentre se uscisse la Germania come primo passo, nessuno avrebbe da temere e fare incontrollate corse agli sportelli.
    Ma davvero pensate che ci si possa addormentare con l' euro e svegliarsi con la Lira, per smantellare l' euro, qualora ci fosse la volontà, ci vorranno un paio d'anni di discussioni e trattati e il manifesto è solo una delle possibili strade da intraprendere.

  • Anonimo scrive:
    17 giugno 2013 22:05

    al vile brigante:

    come definire chi difende un metodo di governo fascista se non fascista scusa è?

  • Anonimo scrive:
    17 giugno 2013 22:20

    Signor Anonimo, chi è lei? Bagnai? Guardi a me non me ne frega niente de ste gazzarre fra amici. E poi mi scusi, qua di Sollevazione parlano del manifesto di solidarietà europea e della svolta a 180 del Bagnai, io la posizione del manifesto non la conosco, ma da quello che avevo capito era che l'euro e l'eurozona in se erano il problema no, la Germania in se.
    Comunque io sono diventato superiore a ste cose. Come ho scritto, qui al sud qualcuno si sta mobilitando per uscire dall'Europa (e magari anche dall'Italia, Voless'o cielo).
    Per approfondire legga questo post:http://www.iforconi.it/index.php/2-non-categorizzato/48-fuori-dal-europa
    E per farsi un'ulteriore cultura le consiglierei al lettura di quest'altro post, pieno a mio avviso di tante vere verità storiche:
    http://www.tonytroja.it/index.php/blog/458-da-italiano-che-vive-in-sicilia-e-siciliano-che-vive-in-italia
    BY
    IL VILE BRIGANTE
    AUTODEERMINAZIONE SIEMPRE

  • Nicola Saffioti scrive:
    18 giugno 2013 00:17

    Io mi soffermerei a riflettere sulla differenza tra ciò che dovrebbe essere fatto e ciò che è politicamente fattibile.
    I paesi del Nord si riprendono le loro monete forti, i paesi del Sud si tengono l'Euro e intanto si gestisce un ordinato ritorno alle valute Nazionali. Non suona meglio?
    Attualmente, come prima mossa può essere quella POLITICAMENTE PIÙ FATTIBILE PER TUTTI. Conta solo questo, accettiamolo.

  • Anonimo scrive:
    18 giugno 2013 16:29

    Se proprio dovessi da criticare Bagnai, lo farei sul fatto di non aver accettato un sereno confronto con Marco Cattaneo ... ma questa è un'altra storia.

  • Anonimo scrive:
    18 giugno 2013 17:20

    E IL MES? E LA ZONA DI LIBERO SCAMBIO' E LA BCE? MA CHE STIAMO A FARE? A GIOCARE AI NUCIDE?

    E POI MI CHIEDONO PERCHE' HO SENTIMENTI SECESSIONISTI

    BY
    IL VILE BRIGANTE

  • Redazione SollevAzione risponde:
    18 giugno 2013 18:52

    ...se proprio dovessi criticare Bagnai....

    Repetita juvant:

    «Per quanto riguarda lo scopo della nostra polemica, dispiace che alcuni follewers del Nostro non vogliano capire.

    Ricapitolando: (1) Bagnai ha fatto un salto mortale dalla difesa intransigente della sovranità monetaria alla difesa di un mini-euro; (2) in ciò smentendo tutti i suoi ragionamenti sui cambi fissi e le AVO e avvicinandosi di fatto a pezzi da novanta delle tecno-oligarchie europee; (3) Non siamo stupiti del salto della quaglia perché Bagnai non è un economista teorico; (4) Egli faceva un'analisi errata del sistema di capitalismo-casinò e delle cause più profonde della crisi sistemica, esagerando il ruolo delle partire correnti e della moneta e sottovalutando la funzione preponderante della finanza predatoria, per cui chi sbaglia analisi è azzeccagarbugli in fatto di terapie; (5) l'economia è sempre economia politica, in ultima istanza politica, dietro all'apparente neutralità tecnicistica della "segmentazione controllata" non c'è solo un voltafaccia, si cela una scelta di campo, anzi di classe: BAGNAI HA CEDUTO AL CANTO DELLE SIRENE DI CERTA PARTE DEL MONDO POLITICO E BANCARIO EURISTA».

  • Nicola Saffioti scrive:
    18 giugno 2013 19:44

    Scusate, ma evidentemente qualcuno non VUOLE capire che si sta scrivendo la storia e lo si sta facendo nell'unica maniera politicamente fattibile.

    continuate pure a blaterare di tradimenti morali e quant'altro.. tanto chi segue il Professore sa che il suo punti di vista non é affatto quello che descrivete voi. Chi non lo segue apprende da voi che é daccordo sulla segmentazione dell'unione monetaria (é piú che sufficiente ai fini della divulgazione). Le critiche che portate avanti sono approssimative, sanno tutti che non é possibile fare quelli che se ne vanno per primi...ogni cosa a suo tempo..VOGLIATE CORTESEMENTE COMPRENDERLO

  • Vopisco scrive:
    18 giugno 2013 22:45

    @Redazione
    Se la proposta di Bagnai - che è l'unica politicamente possibile, la più sensata, la più fattibile - non vi sta bene, cosa proponete voi? Perché mi pare che eccelliate (si fa per dire) nella pars destruens, ma siate carenti nella pars construens. Farete banchetti davanti a Palazzo Chigi? Organizzerete una rivoluzione?

  • Redazione SollevAzione risponde:
    19 giugno 2013 01:01

    La proposta di bagnai è la sola "possibile"? E chi l'ha detto? Dove sta scritto? Comunque sia non la condividiamo --poiché non è una cosa in quanto "la sola possibile" sia auspicabile o legittima.
    Per quanto riguarda le proposte di Mpl, non è che le possiamo ripetere ad ogni articolo.
    Per vostra conoscenza recita la nostra PIATTAFORMA:

    «Gli eurocrati, pur di salvare l’euro, e con esso la loro dittatura, dopo che sono fallite tutte le loro misure precedenti, hanno ora in mente di usare l'arma letale a loro disposizione : seppellire le nazioni, espropriare i popoli di ogni voce, per fondare un super-stato imperiale europeo agli ordini dall’aristocrazia finanziaria e parassitaria.

    Per noi esiste un’altra strada. Occorre andare alla radice della crisi del sistema, uscire dal marasma, attuando nel nostro paese grandi trasformazioni economiche, sociali e culturali d’emergenza.

    (1) Ripudiare di pagare i debiti esteri verso la grande finanza speculativa. E' inammissibile che il paese sia gettato nella miseria per intere generazioni per ingrassare gli speculatori internazionali. Soltanto preservando le nostre risorse interne eviteremo la deindustrializzazione, la povertà e il saccheggio dei risparmi che milioni di cittadini hanno accantonato con grandi sacrifici;

    (2) Uscire in modo programmato dall’euro e dall’Unione europea, per riconquistare la sovranità politica e monetaria, attraverso la reintroduzione della lira. La moneta, infatti, è uno strumento indispensabile, senza il quale un paese non può decidere autonomamente né politica economica, né politica fiscale, né politica sociale, né politica valutaria.

    (3) Svalutare in modo equilibrato la lira per investire nell’industria e nell’agricoltura imponendo opportuni dazi su tutti i prodotti di importazione affinché sia riportata in attivo la bilancia dei pagamenti. La svalutazione se ben gestita da un governo popolare, mentre riattiverà le produzioni italiane (e dunque l’occupazione), non determinerà l’inflazione catastrofica che il sistema mediatico delle oligarchie propaganda per seminare il terrore e l’impotenza nelle classi popolari. In ogni caso, il prezzo in termini inflattivi sarà nettamente inferiore a quello causato dalle continue manovre lacrime e sangue.

    (4) Trasformare e nazionalizzare il sistema bancario e assicurativo in modo da bloccare le banche d’affari che utilizzano i depositi e i risparmi dei cittadini nel gioco d’azzardo dei mercati finanziari internazionali. Tutte le banche hanno una funzione economica e sociale di primaria importanza e devono essere messe sotto stretto controllo pubblico.

    (5) Adottare un piano di nazionalizzazione degli enti che operano nei settori strategici di interesse nazionale: energia, acqua, trasporti, telecomunicazioni.

    (6) Stabilire un piano nazionale per il lavoro, mettendo al centro la tutela dell’ambiente, del paesaggio, dei beni artistici, della salute e della scuola. Al tempo stesso andranno approntati piani occupazionali per riconvertire radicalmente, in senso ecologico e sociale, il settore energetico, quello dei trasporti e quello abitativo.

    (7) A partire dallo spirito originario della Costituzione italiana, promuovere un'Assemblea Nazionale Costituente al fine di riconquistare un’effettiva sovranità popolare».
    LA NOSTRA PROPOSTA

  • Vopisco scrive:
    19 giugno 2013 08:16

    @Redazione
    Volete anche un pony insieme a tutto questo? la marmotta che confeziona la cioccolata? Io ho chiesto una proposta CONCRETA, non i sogni. Credete che tutto questo sia realizzabile? Da chi? Come? Con una rivoluzione? Con le elezioni? Con banchetto e megafono sotto Palazzo Chigi? Questo volevo sapere. Le vostre idee che avete ricopiato in questo commento mi erano note. Grazie.

  • Nicola Saffioti scrive:
    20 giugno 2013 08:58

    per scrivere un articolo state sminuendo il preziosissimo lavoro di due scienziati come Claudio Borghi e Alberto Bagnai , che in questo momento insieme ad altre personalità specchiate e affidabili stanno semplicemente cercando di convergere verso quella che può essere l'unica exit strategy politicamente percorribile per così tanti paesi contemporaneamente. state anche facendo brutta figura perchè chi legge sa benissimo che fate i conti senza l'oste e che argomenti del genere non possono prescindere da una certa fattibilità politica trasversalmente su un continente intero.

  • Anonimo scrive:
    20 giugno 2013 15:28

    Redazione di Sollevazione: voi che siete più anzini di me, ma tutto questo settarismo in giro ai vostri tempi, quando eravate giovani c'era? E se c'era era a questi livelli o almeno si basava su argomentazioni di un certo rilievo? Perchè tutta sta sindrome del tifoso, io proprio non la comprendo.
    Ai grillini se tocchi il verbo grillino sei un infedele che va sputato dalla bocca, ai bagnaiani, se li tocchi Bagnai sei un infedele che meriti solo di essere lapidato per blasfemia.
    Ma dico, c'aveva ragione Mao allora quando alla domanda "Dove va l'umanità" lui rispondeva: "Boh"?

  • Fiore scrive:
    21 giugno 2013 13:32

    @Redazione Sollevazione
    Quello che vi contesto e vi contesterò sempre è che il vostro primo post su tutta questa faccenda “delle divergenze tra il compagno Bagnai e noi” è stato scritto per attaccare Bagnai e non perché abbia aderito al Manifesto di solidarietà come poi avete fatto successivamente. Non dico che non bisogna criticare il manifesto ci mancherebbe, quello che contesto è che per criticare il manifesto vi siete fatti scudo del libro di Bagnai, che poi come vi ho fatto notare su altri messaggi che vi ho inviato, era in perfetta contraddizione con quanto voi stessi avevate sostenuto pochi mesi prima recensendo in modo positivo il lavoro del professore. Sei contrario al manifesto? Contesta il contenuto, invece voi avete percorso quella strada per osteggiare in modo plateale Bagnai sapendo che lo stesso avrebbe reagito in modo violento tanto da farvi passare per delle povere vittime. Questo a casa mia si chiama “scorrettezza”. Per quanto riguarda invece il fatto che non avrebbe messo al corrente i lettori del blog del manifesto a febbraio leggetevi nel post “manifesto di solidarietà europea” pubblicato il 25 maggio, la risposta di Bagnai sempre alla stessa data alle ore 11:48 ad uno dei commenti, vi invio una parte….”Vorrei anche precisare che io non ho potuto partecipare all'elaborazione del manifesto, perché da quando mi ha scritto Kawalec (il 13 novembre) a quando il manifesto è stato presentato (il 23 gennaio), sapete bene quanto i vostri riveriti IO mi hanno dato da fare (devi venire da IO, devi rispondere a IO, che ne penZi di IO, ecc.), per non parlare del casino determinato dalla gestione molto professionale del libro (Il tramonta dell'euro, edizione il Melograno, ve lo ricordate?), della necessità di partire per la Francia, ecc.

    Noterete che sono riuscito ad aderire al manifesto non appena, mandati tutti al diavolo, ho trovato il tempo di leggerlo…”. Quindi non mi sembra che nasconda niente, che non ci sia chissà quale inganno.
    Ora direte che sono una seguace di Bagnai anzi una follower ma io vi rispondo semplicemente che non me ne può fregare di meno delle vostre semplicistiche deduzioni.

  • Brezzarossa scrive:
    23 giugno 2013 14:55

    Solo due precisazioni:

    1. L'economia non è una scienza. Non nel senso comunemente accettato. Quindi Bagnai e Borghi non sono due scienziati e non svolgono un lavoro scientifico.

    2. Non è realistico pensare ad una uscita della Germania dall'euro e non è l'unica strada percorribile. Se una nazione può uscirne perché le altre no?

    3. Qui si fa politica economica e se qualcuno afferma una cosa cento volte e poi finisce ad affermarne un'altra allora gli animi si scaldano, niente di personale, si criticano le idee.

  • Giuseppe Martino scrive:
    5 agosto 2013 00:37

    ma quanta paura deve farvi un professore di provincia per dedicargli tutta questa attenzione ? e invece di criticare in così malo modo un'opera di divulgazione, non sarebbe forse il caso prima di leggerla ?

  • Anonimo scrive:
    30 agosto 2013 20:49

    State dicendo un sacco di fesserie. Vorrei vedere voi a sostenere le cose sacrosante che dice Bagnai dovendosi difendere dalla immensità di bugie e menzogne che i mezzi di informazione ci propinano. Andate a leggere quello che scrivono in altri paesi esuropei, Germania compresa, e vi renderete conto che Bagnai è uno dei pochi, in Italia, che ha il coraggio di affermare le proprie idee. Quanto al passo citato sulle Aree Vautarie Ottimali, quella è solo l'intruzione alla critica svolta nel suo testo. Quanto ai modi con cui opera Bagnai anche a me sembrano aspri ma lo giustifico pienamente data la difficoltà e l'importanza dell'argomento che investe il futuro nostro e dei nostri figli, i diritti, per i quali, i vostri genitori e nonni hanno lottato anche lasciandoci la vita. Se non lo capite, fate uno sforzo in più. Se sembra offendervi, non scordate che è un accademico. Vi piacciono di più i politici ammiccanti che vi prendono per il culo? accomodatevi e mettetevi a 90°.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    12 settembre 2013 18:53

    Vorremmo rammentare agli avvocati d'ufficio del Prof. Bagnai, che quando ancora non se lo filava nessuno fummo proprio noi, nell'ottobre 2011 ad invitarlo al Convegno di Chianciano FUORI DALL'Euro FUORI dal debito.
    Poi si è montato la testa, andando a cercare amicizie a destra e rincorrendo nuovi Patti Ribbentrop-Molotov.
    E per questo doveva pagare pegno e firmare manifesti d'impronta liberista, e farneticare di un'uscita, non più nostra, ma della Germania dall'euro.
    E' commovente la vostra riverenza.

  • Redazione SollevAzione risponde:
    15 settembre 2013 13:05

    LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO

    Capiamo i neofiti che da poco si sono affacciati all'impegno civile e sociale, che quindi han scoperto quanto infingarda sia la narrazione eurista. E capiamo che siano rimasti ipnotizzati da Alberto bagnai.
    Ma l'adorazione no, quella è davvero insopportabile.
    Soprattutto non è fondata.
    la sua firma al manifesto di solidarietà europea non è solo un "incidente di percorso" 8che il Prof ha tenuto nascosto per quattro mesi!!).
    Ci siamo voluti noi per smascherare poi chi siano i suoi compagni di merende e che tra gli sposntk ci sia la fondazione Hayek Institut.
    ECCO CHI SONO QUELLI CHE LA GERMANIA DEVE USCIRE DALL'EURO

    Hayek capite? Se non lo capite studiate un po' invece di stare in adorazione!

  • Anonimo scrive:
    17 settembre 2013 13:40

    Io persisto nell'impressione che l'Euro sia "nato morto", o meglio con un atto di condanna a morte in tasca. E' stato concepito come Golem, e i Golem di solito hanno gli anni contati. A parte questo, ai tempi di quando si stava per entrare nell'area Euro, mi sono chiesto spesso se una nazione che sta svendendo a tutto spiano il suo potenziale produttivo (chimica, siderurgia, industria alimentare, autostrade ecc. (ripeto: svendendo!!) con le famigerate e sciagurate privatizzazioni di fine secolo (Prodi in testa!) cosa può farsene di una moneta comune? solo per andare a comprare a debito da chi ancora produce (Germania in testa).E' utile inoltre ricordare che l'eteregeneità delle monete non è mai stata troppo simpatica ai "cambiavalute" e ai banchieri perché intralcia l'agilità degli "scambi commerciali" e la "velocità" delle operazioni speculative. Una valuta omogenea come l'euro infatti ha consentito ai cavalli di Troia dei vari "prodotti" finanziari di dilagare ovunque e devastare l'economia degli stati europei. Il che è puntualmente avvenuto.

  • Anonimo scrive:
    17 settembre 2013 13:47

    "Hayek Institut"?
    Ciò conferma quanto ebbi a dire tempo fa a proposito di patronimici.

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