Programma 101, Salerno, 23 febbraio

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venerdì 8 febbraio 2013

ELEZIONI: UN’EQUAZIONE SENZA INCOGNITE


Le tre speranze della borghesia globale

Di Piemme

Un gay ha il pieno diritto di rivendicare con orgoglio il proprio  modo d’essere. Non ha tuttavia il diritto di prenderci per il culo.
Nel disperato tentativo di risalire la china del consenso perduto Nichi Vendola non
perde occasione per dire che lui non farà parte di un governo con la destra di Mario Monti.

“L’alleanza con Monti è fantascienza” (20 gennaio). “Io e Monti non saremo mai alleati” (22 gennaio). “Io al governo con Monti? Impossibile” (5 febbraio). “Io e Monti incompatibili” (6 febbraio). “Flirtare con Monti ci fa perdere” (7 febbraio

Vendola mente sapendo di mentire. Mentire per raccattare voti: una delle caratteristiche del tanto vituperato “populismo”. Vendola sa bene che Sel farà parte di un governo con la lista di Monti.

Fino a che punto Vendola dica bugie e calpesti la buona fede dei suoi elettori creduloni ce lo svela il segretario del Psi Riccardo Nencini che su IL FOGLIO di oggi, 8 febbraio, ci spiega come stanno effettivamente le cose:
«Quel passaggio del programma che abbiamo controfirmato io, Nichi e Pier Luigi l’ho scritto personalmente – spiega al Foglio Riccardo Nencini, segretario del Psi – e vuol dire una cosa semplice, non ci possono essere fraintendimenti: un accordo di governo tra sinistra riformista e centro. Di governo, proprio così. All’epoca, quando firmammo quella carta, sembrava che dovesse essere approvata una legge elettorale che ci avrebbe obbligato ad allargare la maggioranza anche alla Camera per avere la possibilità di governare. Oggi siamo di fronte a una legge diversa, ma visto il rischio di instabilità che si prospetta al Senato l’interpretazione da dare a quel passaggio è sempre la stessa: il centrosinistra, dopo le elezioni, comunque andranno le cose, chiederà al ‘centrodestra buono’, se così si può dire, ovvero quello di Monti, di fare un accordo di legislatura, e di governare insieme».
Da parte sua Ingroia ha confessato che Rivoluzione civile non solo avrebbe accettato un accordo di desistenza ma, testuale:
«L'unica proposta politica l'avevamo fatta noi, un patto di governo lanciato al Pd per un governo di centrosinistra progressista e riformista dove non ci poteva essere spazio per Monti». [Repubblica del 2 febbraio]
Tutti quindi, alla corte del Partito democratico, un partito che ha non solo sostenuto coi berluscones il governo “tecnico” di Mario Monti, ma che ha scolpito nella pietra della Carta d’Intenti delle primarie il rigoroso rispetto dei diktat delle tecno-oligarchie europee: pareggio di bilancio, Fiscal compact, Mes, quindi politiche liberiste ventennali di macelleria sociale.

Ingroia, politicamente parlando, non è un’aquila. Mentre ci sarebbe bisogno di una sinistra agguerrita che punti a trasformare la diffusa indignazione popolare in aperta rivolta, il Piemme è come un potente sonnifero.

Abbiamo così che la lista vendoliana, incapsulata nel Pd, subirà uno schiaffo elettorale da cui difficilmente si riprenderà, Rivoluzione civile, pregiudica la stessa possibilità di superare lo sbarramento elettorale. E se così accadrà se lo sarà meritato.

Queste elezioni sono insomma l’occasione in cui ciò che resta della sinistra-da-seconda-repubblica toccherà il suo punto più basso. Lasciamola perire. E’ oramai troppo tardi per sperare in una palingenesi. Non fa la frittata senza rompere le uova. Una nuova forza di sinistra sorgerà solo sulle ceneri di quella realmente esistente.

Nel frattempo a fine febbraio si vota. Non è il giorno del giudizio, ma i risultati che usciranno dalle urne avranno conseguenze di grande rilievo. Il nostro ragionamento è semplice: dobbiamo augurarci il contrario di quanto sperano le cosche dominanti. Cosa sperano? (1) una vittoria convincente del blocco Bersani-Monti-(Vendola), (2) un risultato più che deludente delle liste del Movimento 5 Stelle; infine (3) una tenuta (non il successo della riscossa) di Berlusconi.

Se non si avvereranno (1) e (2) i poteri esterni che hanno commissariato il paese, sostenuti dai loro sodali tricolori, obbligheranno infatti i loro servi politici (basterà poco, un nuovo soffio di spread) per resuscitare un governo di emergenza nazionale con i berluscones dentro. Per questo il Cavaliere era e resta un’indispensabile carta di riserva, e Dio non voglia che sia spazzato via.

In questa equazione senza incognite il blocco dominante o vince o perde e perde se il solo reale fattore di disturbo, M5S , otterrà un’affermazione eclatante. Se questa ci sarà vorrà dire che avremo un quadro politico nuovo, la fotografia di un popolo non solo allo stremo, ma che sta uscendo da un lungo letargo. E un popolo risvegliato e la conditio sine qua non per invertire la rotta, per dare coraggio al popolo lavoratore e anzitutto alla gioventù che sarà la forza motrice della futura sollevazione. Di più, dalle elezioni, non ci si può aspettare.





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18 commenti:

  • mirco de angelis scrive:
    8 febbraio 2013 19:35

    Domande semplici.
    Se hanno così paura di Grillo, come dite:
    - perché gli hanno tagliato le firme da 120 a 30 mila?
    - perché lo sostengono nei loro tg?

  • mirco de angelis scrive:
    8 febbraio 2013 19:37

    Scommettiamo che le Procure, amiche di Grillo e Ingroia, andranno ad avvitare il quadro politico e gli istinti giustizialisti, arrestando alla vigila del voto pezzi grossi del pd senese e magari pure del pdl (vedi Verdini)?
    Grillo sghizzerrebbe al 30 % e Ingroia al 10.
    E voi sarete complici dei pm

  • Sollevazione scrive:
    8 febbraio 2013 21:12

    A tutto c'è un limite, anche alla disinformazione.
    Il decreto che ha abbassato il numero di firme per presentare le liste è stato chiamato "Decreto Salva la Russa".
    [vedi ad esempio: http://www.asca.it/news-Elezioni__Dl_firme_da_commissione_Camera_ok_emendamento__salva_La_Russa_-1232266.html
    http://www.rainews24.rai.it/mobile/news.php?id=172895].
    Affermare che gli oligarchi hanno voluto aiutare M5S è una cretinata.

  • Palme Palmester scrive:
    8 febbraio 2013 22:05

    E' incredibile come si cerca di trovare il pelo nel uovo del m5s come la cazzata degli asili a Parma, quando davanti a noi come ha sempre analizzato questo blog abbiamo dei partiti che sono ciò che di peggio abbiamo dal dopoguerra. Le critiche sono sempre ben accette come su altri articoli si è criticato il meccanismo di scelta dei punti del programma e della gestione Grillo Casaleggio per quanto riguarda la gestione del movimento. Ma questo come scritto altre volte è un problema organizzativo che verrà fuori da solo dopo elezioni quando i nostri eletti in parlamento dovranno organizzasi con noi per ricevere le nostre proposte di legge che dovrebbero essere portate dal livello più basso comunale fino a quelle intermedio regionale per arrivare alla discussione nazionale e viceversa. Ma fino ad allora visto che ho fatto il volontario per tre anni per il movimento dovrò dare il beneficio del dubbio. Oltretutto un movimento che sceglie i propri portavoce ed "esecutori di istanze" di volta in volta senza nessuna struttura fissa interna e a livello regionale solo dei referenti che non contano nulla dal punto di vista decisionale ma riportano solo le istanze dei vari gruppi è un arma a doppio taglio... se ci fosse veramente dietro una strategia di controllo sarebbe una strategia molto pericolosa perché comunque porta a far ragionare le persone su tanti aspetti politici scomodi e poi come la controlli la base? Se il movimento riuscirà per quello che riguarda forse la breve legislatura del prossimo governo a far venire fuori tutto lo schifo che c'è dentro avrà comunque svolto un ruolo rivoluzionario...noi siamo andati a parlare con qualche ex parlamentare e soprattutto portaborse onesto e vi dico che quello che ci hanno detto fa drizzare i capelli... in facciata sono tutti nemici ma dentro poi collaborano e si organizzano tra di loro solo per i loro interessi e per chi ce li ha mandati...questa gentaglia non la voglio vedere mai più!!! Non so cosa succederà i prossimi anni ma mi farebbe veramente piacere una forza politica che sia scelta in base a onestà, impegno e che faccia l'interesse del popolo!!! Esistono anche branche della scienza che studiano per aiutare in questa scelta oltre la predisposizione al sacrificio e alla trasparenza che dovrebbe avere un senatore o un deputato. Mi chiedo come qualcuno con milioni di euro dovrebbe lasciare il suo lavoro per fare il deputato e votare leggi che vanno contro il proprio interesse ma incontro a quello del popolo? Credo di essere stato chiaro.

  • Winston Smith scrive:
    8 febbraio 2013 22:49

    Quella citazione sui gay dimostra il vostro livello di pangrillizzazione. State passando dalle lucide analisi marxiane sulla crisi alle battute di cattivo gusto, in puro stile grillino

  • Vlad Tepes scrive:
    9 febbraio 2013 00:07

    Mi par di capire che in Italia (e non solo):

    1.Si sta preparando un pacchetto di riforme che ci farà arretrare sino al 1915
    2.le oligarchie finanziarie stanno prendendo il potere liquidando le sovranità nazionali

    e questi qui parlano di votare PD perché "sennò vince il nano" oppure "M5S non è un partito democratico" oppure le procure (ovvero quelle che hanno insabbiato tutto per decenni) sono "amiche di Grillo e Ingroia" ....

    Bisogna proprio essere ricchi perché, di fronte ad una epocale liquidazione di diritti, si faccia i choosy di fronte a Grillo.
    Come se un malato terminale si preoccupasse dell'igiene dentale. Ma andate al diavolo!

  • Winston Smith scrive:
    9 febbraio 2013 08:16

    Ora pure i grillini si mettono a fare i fornerini? Vuoi la soluzione? Te la dico subito: guerriglia armata, il sangue dei patrioti per la propria libertà. FANNULLONE.

  • massimo scrive:
    9 febbraio 2013 08:52

    le firme le hanno tagliate quando il movimento aveva già raccolto tutte, ed oltre, le firme necessarie. Il Tg conviene non seguirlo.

  • mirco de angelis scrive:
    9 febbraio 2013 10:42

    Questa è una risposta davvero cicchittiana, cioè difende il Capo oltre la decenza e la faziosità. Non credo che questo blog ci faccia bella figura.
    Nel 2008 fecero un bel decreto: basta avere un senatore e un deputato per presentare liste in tutta Italia.
    Nel 2013 invece hanno preferito dimezzare le firme o la possibilità di presentarsi per chi ha, non due parlamentari, bensì un gruppo (ovvero 20 deputati e 10 senatori).
    Il decreto Salva La Russa consentiva anche al neonato gruppo di La Russa di entrare in questa categoria.
    Il decreto non è passato per l'ostruzionismo del PD. Ed è stato modificato così:
    Nessun favore al gruppo di La Russa, ma riduzione ad un quarto delle firme da raccogliere.
    Perché non fare come nel 2008? Ovvero la presenza di soli 2 parlamentari?
    Perché Grillo non ci sarebbe rientrato!!!
    SVEGLIA

  • mirco de angelis scrive:
    9 febbraio 2013 10:45

    Di ricco c'è solo il tuo burattinaio: Giuseppe Grillo, il miliardario.
    Io quello che lui guadagna in tre mesi non lo prenderò nemmeno in tutta la mia vita da sfruttato.

  • mirco de angelis scrive:
    9 febbraio 2013 10:55

    Quella di Parma non è una cazzata e più scrivi con tale faziosità più fai vergognare per aver pensato per un momento a votare gente come voi.
    Quella di Parma è una visione cassandrica sul futuro del grillismo:
    Vincere le elezioni promettendo il default e poi dire, come ha detto Pizzarotti, che un conto è la campagna elettorale un altro è poi governare: facendo pagare la crisi come al solito al proletariato.

  • Vlad Tepes scrive:
    9 febbraio 2013 11:02

    Neanche io guadagnerò le somme che dici, ma dimmi tu che soluzione c'è. La rivolta armata? Coi fucili a tappo? In una nazione menefreghista da sempreche ha un'età media di 50 anni? Devo votare Rifondazione Comunista, Iniziativa Comunista o altre sigle simili? Se proprio lo vuoi sapere a me del voto non importa niente. Voterò Grillo la prima volta: vediamo che combina. Se sbaglia ritornerò nel 30% che non vota. Tutto qua. Alternative IMMEDIATE non ne vedo, ma se ci sono, IMMEDIATE E FATTIBILI, fatemele conoscere. Sono interessato.

  • mirco de angelis scrive:
    9 febbraio 2013 11:08

    La soluzione è prendere quelli ricchi come Grillo ed espropriarli di ogni loro ricchezza.
    Una volta era il programma dell'mpl, ma poi si sono venduti l'anima a Casaleggio e De Santi

  • Unknown scrive:
    9 febbraio 2013 11:14

    A parte la battuta sui gay, battuta da bar (però questo è un blog di un'organizzazione politica, non un bar), la cosa che non capite o forse omettete volontariamente è che Vendola non è parte integrante di questo blocco dominante. Vendola è solo uno dei tanti segni della confusione ideologico-politica epocale della sinistra, ma comunque le classi dominanti NON vogliono una sinistra (anche governista) relativamente forte. Non lo volevano nemmeno col PRC nonostante tutto.

  • Sollevazione scrive:
    9 febbraio 2013 21:45

    (1) In esemplare stile da bar ci sono di sicuro certi commenti privi di contenuto politico, che vorrebbero liquidare un inedito fenomeno politico di massa come il M5S con patetiche battute... populiste.

    (2) Nell'incipit dell'articolo, come ognuno ben comprende, non si offendono i gay, né tantomeno si parla di Vendola in base alle sue preferenze sessuali. Se ne parla in quanto prima stampella dell'asse euro-liberista Bersani-Monti.
    Prevale una concezione pelosa del politicamente corretto, per cui, se uno è gay e
    minaccia il nostro di dietro, non si può chiamarlo, il di dietro, col suo vero nome, quello, tanto per dire, che non è bandito nemmeno nel Devoto-Oli.

  • U.S. scrive:
    10 febbraio 2013 18:25

    Certo se voi dicevate: Vendola non ce lo mettere in quel posto. punto. nessuno vi avrebbe accusato di omofobia.
    Se però scrivete: io rivendico il diritto di un gay di dichiarare la propria omosessualità, non gli consento però di mettermelo in quel posto...beh è una frase omofoba bella e buona. Significa accusare Vendola di approfittare della impunità relativa alla propria omosessualità per sodomizzare gli elettori. Ovvero significa affermare che i gay in questo paese hanno più diritti degli etero (qualunquismo omofobo, come Caderoli che dice che i mussulmani hanno più diritti dei cristiani) e che il gay Vendola cerca di approfittare di questo vulnus per soddisfarsi a danni degli elettori.

  • Ryan scrive:
    11 febbraio 2013 00:42

    Ragazzi non menate il can per l'aia; avete fatto una battutaccia da bar di paese, veramente da attempato macho di mezza età avanzata preoccupato di consolidare la reputazione (tanto sa che tutti ridono perché chi non ride passa per frocio...).
    E' strano, perché a sinistra certe cadute di gusto sono meno frequenti ma ormai si dice che non si può più parlare di destra e sinistra...forse vi state adeguando ai tempi.

  • roberto b scrive:
    11 febbraio 2013 01:50

    Che la "battutaccia" sia stata criticata da chi la considera tale, è evidente in molti commenti. Ma andare poi al di là e criticare la sostanza politica del ragionamento no, eh? Mi pare questo un chiaro segno dei tempi (ossia dei decenni trascorsi), dove la "critica dell'economia politica" è stata tacitata in nome della rivendicazione dei cosiddetti "diritti umani", quelli dell'individuo, di scuola amerikana (guarda caso), mentre sui diritti sociali, quelli collettivi, silenzio. Di questo passo, l'eroe diviene il "socialista" Hollande che, come Cameron, vuole "le mariage pour tous", e intanto fa la guerra in Mali e in Europa si conferma la marionetta dei mercati.

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