mercoledì 16 gennaio 2013

VOTARE GRILLO? PERCHE' MAI?

Sulla discussione nel Mpl

di Piemme


L'idea di dare un'indicazione tattica di voto alle liste del M5S non è condivisa da tutti i militanti del Mpl.
Lo si è visto alla II. Assemblea nazionale. Tenendo conto del dissenso l'Assemblea ha deciso di sfumare il passaggio dell'Ordine del giorno sulle prossime elezioni di febbraio, che suona adesso come segue:

«Quando pensiamo che dalle urne possa venire una spallata alla dittatura eurista e ai suoi proconsoli locali, pensiamo anzitutto ad una forte affermazione del Movimento 5 Stelle, che pur con obiettivi limiti vuole non solo farla finita col regime politico oligarchico, ma si oppone alla dittatura eurista, all’inganno dell’europeismo, al Fiscal compact, alle misure di macelleria sociale, e avanza proposte sociali che vanno nella direzione, pur in un quadro di illusioni democraticistiche e giustizialiste, della difesa degli interessi del popolo lavoratore e della sovranità nazionale».

Ridimensionata l'enfasi della versione iniziale, la sostanza resta la stessa: il Mpl ritiene che la possibilità di dare una spallata al blocco montiamo passi anzitutto per una consistente affermazione elettorale del M5S.

La Segreteria nazionale ha spiegato bene il senso di questa posizione. Premesso che le prossime elezioni non costituiscono un redde rationem, esse debbono essere comunque utilizzate, dall'opposizione anticapitalista, per indebolire la spina dorsale dello schieramento avversario, rappresentata appunto dall'asse Pd-Monti. Se questo asse uscisse dalle prossime elezioni con le ossa rotte, o almeno con le ossa ammaccate, questo fatto sarebbe enormemente positivo, e per due ragioni. La prima è lampante: sarebbe difficile all'oligarchia eurista e ai suoi satrapi e proconsoli locali mettere in piedi un governo forte e autorevole che continui le politiche di macelleria sociale. La seconda: una simile delegittimazione darebbe forza, in seno al popolo lavoratore, alle spinte alla riscossa sociale, alla mobilitazione, alla volontà di cercare un'alternativa.

La gran parte dei compagni ha convenuto poi che questa spallata non verrà né da un'eventuale affermazione della lista di Rivoluzione civile capeggiata da Ingroia (poiché questa non esclude un'eventuale accordo futuro col Pd), né votando le liste del Pcl, visto il risultato più che modesto che esse otterranno.

Su che fanno perno le obiezioni alla scelta di optare per un voto al M5S? Su due ragionamenti principalmente. Il primo è che non ci si può fidare del M5S, anzitutto della coppia Grillo-Casaleggio. Questa coppia avanza parole d'ordine condivisibili, ma nasconde il suo vero disegno strategico, che non solo non concepisce alcuna fuoriuscita dal quadro del capitalismo, ma consiste in un torbido progetto globalista e autoritario (di cui demmo conto su questo blog nel maggio scorso). 

Il secondo ragionament0, che include il primo ma lo radicalizza, dice che il M5S è per sua natura un movimento politico neoborghese e quindi, per quanto contestatario del montismo e dell'eurismo, sta dall'altra parte della barricata di classe e non può essere sostenuto nemmeno tatticamente a livello elettorale.

Vari interventi, nel corso della II. Assemblea, hanno tentato di ribattere, a queste legittime obiezioni, sostenendo che: (1) Anche ammesso che il disegno strategico della coppia Grillo-Casaleggio sia quello globalista-neoautoritario che gli si imputa, non è quest'ultimo che connota il movimento 5S tutto. (2) Confluiscono nel M5S pezzi di società massacrati dalla crisi che non hanno affatto pulsioni neoautoritarie ma, al contrario, esprimono spinte democratiche e sovraniste, addirittura nella forma della rivendicazione della "democrazia diretta orientate nel senso di un'effettiva giustizia sociale. (3) Una volta che il M5s ottenga l'auspicata avanzata elettorale, questa non avrebbe solo un effetto disarticolante sul regime (e questo, ripetiamolo è quel che conta adesso) ma sul M5S medesimo. Posto davanti alla enormi responsabilità di rappresentare in Parlamento l'opposizione sociale al blocco eurista, esso potrebbe subire un veloce processo di sfaldamento, portando alla luce e alla condensazione politica delle sue componenti essenziali. (4) Il sostegno tattico alle liste del M5S serve come ponte per dialogare e intersecare le componenti più dinamiche e potenzialmente anticapitaliste oggi incapsulate nell'ectoplasma del grillismo. (5) Queste componenti, che sociologicamente consistono (anzitutto ma non soltanto) nelle fasce di gioventù scolarizzata e precaria che si affacciano alla militanza politica e a cui il liberismo non da alcun futuro, saranno preziose  indispensabili per costituire il fronte della sollevazione popolare che domani, ne siamo certo prenderà forma.

Questi argomenti non hanno convinto tutti i compagni del Mpl. Non hanno convinto, né potevano convincere coloro che, animati da sincero spirito rivoluzionario, si rifiutano, oserei dire in linea di principio, ad un voto, per quanto tattico, ad una formazione politica estranea alla tradizione politica operaia e socialista. Con questi compagni la divergenza è certamente più seria e attiene anche al giudizio su quel che è stato il vecchio movimento operaio, oso dire sulla funzione storica stessa della classe proletaria. Il discorso si farebbe lungo e complesso e merita essere approfondito. Esso ha a che fare con il discorso se la classe operaia abbia o non abbia l'intrinseca o costitutiva capacità di guidare il processo di fuoriuscita dal capitalismo.

Chi scrive pensa che la storia abbia invalidato questa tesi. Che abbia destituito di fondamento ogni mistica del soggetto. La possibilità che la classe proletaria riesca ad essere forza motrice del passaggio al socialismo, non deriva in prima istanza dal suo ruolo nel processo sociale di produzione quanto dalla sua potenza politica rivoluzionaria, che non gli viene automaticamente dall'essere classe oppressa e sfruttata ma, anzitutto, se emerge nel suo seno un forza dirigente strategica che sia all'altezza della situazione. La classe in sé si trasforma in classe per sé solo a condizione che ci sia un soggetto politico che abbia la capacità di dargli una forma indipendente e rivoluzionaria.

Detto questo la discussione va mantenuta e sviscerata. Spero in modo non dottrinario, ma tenendo conto della concreta realtà sociale, della composizione sociale reale che decenni di globalizzazione liberista ci hanno consegnato. Per dire che qui, il punto dolens, veramente dirimente, riguarda il qui e ora, ovvero l'idea stessa del fronte ampio o della sollevazione popolare che è peculiare del Mpl. 

Mi pare che sottotraccia anche nel Mpl facciano capolino  le critiche di certi dottrinari di ultrasinistra che respingono per principio ogni ipotesi di "fronte popolare", cioè l'idea nostra che, per come stanno le cose, ovvero per come agisce la crisi e per come è strutturata la società, la futura insorgenza sarà non solo proletaria, ma popolare, ovvero vedrà coinvolti settori ampi di piccola e media borghesia e anche pezzi di borghesia fallita.

Compito nostro, se ne saremo capaci, è quello di assicurare una trazione proletaria a questo fronte ampio, non fare gli scongiuri e, per evitare rischi di "contaminazione", ritirar fuori la tesi del fronte unico esclusivamente proletario.

La scelta puramente tattica di votare M5S non è frutto di una pensata più o meno brillante ma, come spero di aver spiegato, risultato di un'analisi delle forze in campo, di tendenze obiettive, ed infine di riflessioni teoriche lungamente meditate.
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62 commenti:

  • Ezio scrive:
    16 gennaio 2013 11:14

    I motivi per votare M5S sono a mio parere evidenti.

    Complimenti a MPL per aver saputo cogliere, forse unico tra i movimenti apertamente comunisti, la necessità di coalizzare i voti allo scopo di indebolire il più possibile il nemico principale: il futuro governo Monti-PD.

  • Luca scrive:
    16 gennaio 2013 11:46

    Mi associo ai "complimenti". L'articolo di Piemme spiega in maniera molto precisa e convincente le ragioni tattiche del voto a Grillo. Capisco tuttavia le obiezioni interne al Mpl, anch'io muovevo, fino a un po' di tempo fa, le medesime obiezioni e per certi verso anche adesso go perplessità. Ma qui si tratta solo di un voto non di un matrimonio, un voto per inceppare la macchina del montismo. L'alternativa quale sarebbe per chi non è convinto? l'astensione?

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 12:39

    Mi associo alla tesi dell'articolo e al commento di cui sopra. E' l'unica scelta possibile oggi per evitare al Paese ulteriori disastri sociali.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 12:45

    Il voto tattico è condivisibile, tuttavia:
    - non si nomina il PDL nel blocco avversario;
    - sembra si dia per scontato che Rivoluzione civile e SEL non saranno attraversate da contraddizioni al loro interno, invece sarà così. Di più, anche il PD lo sarà.
    Indi per cui vada per il voto al M5S ed anche per il fronte unico con loro per egemonizzare la loro base (ma farlo per davvero però, non inchinarsi alle posizioni di Grillo!), ma la battaglia dentro ed intorno ai programmi ed alle strategie delle sinistre (e dei sindacati) è tutta da giocare. Al nuovo governo che si insedierà si dovrà rispondere con lo sciopero generale: è uno dei punti principali sui quali si dovrà fare lotta egemonica non solo con la sinistra ma anche col M5S e coi pezzi di piccola-media borghesia in rovina (in Grecia gli scioperi sono stati partecipati in massa anche da questi settori).

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 12:52

    L'astensione non servirebbe assolutamente a nulla. Forse neppure se fosse del 50%. Chi non condividesse le conclusioni esposte nell'articolo farebbe un errore dalle conseguenze fatali: Questo é un momento storico direi drammatico perchè siamo ad una svolta tremenda per i lavoratori e per quanti tengono alla Libertà (almeno quella poca che resta) che è la vera posta in gioco. Il N.W.O. sta incalzando sull'orizzonte italiano, europeo e mondiale. Tattica o non tattica, la scelta M5S é la sola che rimane per non essere schiacciati totalmente. Non é proprio il caso di fare i "choosy" (!).

  • Bastian Contrario scrive:
    16 gennaio 2013 12:54

    A me sembra sempre più chiaro come il M5S rappresenti la riedizione del Fronte dell'Uomo Qualunque: stesso modo di comunicare (certo, adattato ai tempi odierni), simile bacino elettorale (i cosiddetti "delusi").
    Sorvolo sull'antifascismo che non è un suo (di Grillo) problema.
    Che sia un movimento cesaristico e diciannovista, mi sembra fuori discussione, come altrettanto che rivendichi l'individualismo più estremo (uno vale uno).
    Quello che mi sfugge è come si possa essere così sicuri che il "tatticismo elettorale" proposto possa non solo portare ad una rottura del sistema, ma - cosa ancor più fondamentale - che tale rottura vada nel senso auspicato.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 12:56

    Si é visto a cosa sono serviti gli scioperi generali di massa in Grecia. Purtroppo.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 13:25

    "Uno vale uno" significa che non é ammesso vi sia chi, salito ai sogli aurei del potere e in possesso di una delega in bianco per fare quello che gli pare delle esigenze degli elettori (come si é visto più volte nella storia della prima e della seconda repubblica) deve stare attento che i Cittadini (ricordiamo che il M5S reclama per loro il diritto alla democrazia diretta) non lo defenestrino con mezzi legittimi come sono i referendum propositivi o con specifiche leggi. Uno vale uno non é un'esaltazione dell'individualismo come non lo era il siatema elettorale proporzionale previsto dalla saggezza dei Costituenti e che la stolidità di molti elettori ha contribuito ad affossare con la benedizione anche di una incomprensibile tattica lassista della sinistra del tempo (ad eccezione del povero Craxi che, essendo una persona intelligente, aveva consigliato di andare al mare!).
    In quanto al timore che il tatticismo elettorale proposto possa portare ad una "rottura del sistema" (?), se si intende "sistema democratico", si può dire che questo sia ormai così falso e corrotto che guastarlo ancora di più sarebbe difficile. A parte la previsione che il M.5.S. non avrà purtroppo quel successo che certi temono, specie quanti hanno fatto i salti mortali per escuderlo dalla partecipazione alle prossime elezioni dimostrando che lo reputano un avversario da tenere in una certa considerazione. Il che, per il M.5.S., é indubbiamente una referenza non disprezzabile.

  • roberto b scrive:
    16 gennaio 2013 13:30

    "pensiamo anzitutto ad una forte affermazione del Movimento 5 Stelle, che pur con obiettivi limiti vuole solo farla finita col regime politico oligarchico, ma si oppone alla dittatura eurista, all’inganno dell’europeismo, al Fiscal compact, alle misure di macelleria sociale..."
    Mi pare che in questo periodo manchi un "non".
    Ovvero, a seconda della valutazione sul m5s:
    "pensiamo anzitutto ad una forte affermazione del Movimento 5 Stelle, che pur con obiettivi limiti vuole NON solo farla finita col regime politico oligarchico, ma si oppone alla dittatura eurista..."
    Oppure:
    "pensiamo anzitutto ad una forte affermazione del Movimento 5 Stelle, che pur con obiettivi limiti vuole solo farla finita col regime politico oligarchico, ma NON si oppone alla dittatura eurista..."
    Il NON della seconda frase, che tuttavia non credo che costituisca la lezione esatta del documento, rifletterebbe però le ambiguità esistenti nel m5s riguardo all'euro.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 14:17

    "se la classe operaia abbia o non abbia l'intrinseca o costitutiva capacità di guidare il processo di fuoriuscita dal capitalismo. Chi scrive pensa che la storia abbia invalidato questa tesi." Dette proposizioni, unitamente ad altre contenute nell'equilibratissimo e teoreticamente assai valido articolo, sono da meditare da quanti hanno l'abitudine di sognare ad occhi aperti ancora più di coloro che esclamavano "ha da venì Baffone! ". Fra l'altro il "Baffone", che per la Russia (in generale) aveva davvero fatto tantissimo dal suo punto di vista, fu proditoriamente, crudamente e misteriosamente fatto fuori (si dice ....) da coloro che stavano preparando la fine dell'URSS. Chi non trascura di studiare la storia di quel periodo (e del seguito), piuttosto ingarbugliata e spessissimo resa confusa da chi ha interesse a farlo, non può che condividere la tesi dell'Articolista.
    Rendiamoco conto una buona volta che non siamo più nel 1919. In quanto al "capitalismo" invterei a rivedersi la gustosissima vignetta del pesci che si danno la caccia l'un l'altro e dove un pesce enorme sta per ingoiarne uno grosso, ma non tanto da poter sperare di salvare la pelle. Ecco: bisogna rendersi conto che il capitalismo non é di una specie sola, indifferenziata e che (ciò é invero piuttosto importante) ha scopi differenti per i pesci enormi rispetto a quelli dei pesci di mezza taglia.

  • Bastian Contrario scrive:
    16 gennaio 2013 14:43

    Spero che sia come dici tu, Anonimo, anche se mi domando come questa democrazia diretta sia possibile in un movimento che ha un solo proprietario. Per ora mi limito a dargli un significato letterale.
    Circa il sistema proporzionale, mi trovi assolutamente d'accordo che rappresenti il più fedele riscontro alla volontà popolare (anche se non afferro il riferimento all'andate al mare di Craxi, che era riferito al referendum sulla scala mobile).
    Per quanto riguarda la degenerazione del sistema democratico, ritengo che quello attuale possa direttamente considerarsi un sistema poliarchico.

  • Sollevazione scrive:
    16 gennaio 2013 15:35

    A Roberto: effettivamente mancava un non n ella citazione della mozione approvata. Un banale refuso.
    Pe quanto riguarda le eventuali fratturazioni in seno alla lissa Rivoluzione civile e a Sel e forse anche al Pd, ma siamo del tutto d'accordo che ci saranno e ci saranno a maggior ragione se avremo un ampio voto di protesta.
    Per quanto riguarda la destre e i berluscones se il lettore avesse letto tutta la mozione (pubblicata giorni addietro nonché il testo del documento politico sulla fase del Mpl, avrebbe visto che noi NON li poniamo dentro il blocco montiano.
    Fratturazioni profonde subirà dopo le elezioni e nell'anno terribilis che s'annuncia anche questo blocco sgangherato.

  • un compagno che vi vuole bene scrive:
    16 gennaio 2013 15:36

    Chi scrive non è certo un'operaista. Eppure questo odio verso gli operai da parte dell'mpl è davvero incomprensibile.
    Oggi nella mia città c'è stata una grande manifestazione, che nell'ottica dell'mpl dovrebbe essere il top: organizzata dagli operai scavalcando i sindacati, con quello che voi chiamate un "fronte ampio" e nella direzione di quella che chiamate la "sollevazione": cori, anche di morte, contro il padrone, petardi, uova, fumogeni, assediato il tribunale per un'ora, invaso il consiglio comunale con qualche botto che è tuonato nelle trombe delle scale e persino fra i banchi dei consiglieri, sindacalisti fischiati (la scorsa settimana vennero sputati in faccia).
    Eppure l'mpl non ha partecipato, nonostante fosse stato esplicitamente invitato. come non hanno partecipato i grillini, che dovevano sentire il comizio del loro ducetto in una città vicina. Hanno detto: non è un problema che ci tocca in prima persona, se la fabbrica chiude c'è meno inquinamento, dovete dialogare con la direzione e non tiragli le uova (come era successo i giorni scorsi), ecc. Questa è la mentalità del grillino medio. Non è ideologia dire che sono borghesi. Lo sono, se ragionano così. Punto. Come si può sperare che i manifestanti di oggi votino Grillo? Come gli si può dire, per esempio, sel e ingroia, che comunque ci stavano, sono peggio?

    Io sono una persona di mentalità aperta, non vedo alcuna missione meta-storica per la classe operaia. Ho visto però questa mattina dei momenti di conflitto che in passato non si era mai visto. Questo è un fatto oggettivo, che deve finire nelle analisi, senza infervorazioni "alla Grisolia", ma senza i paraocchi che mi sembra invece avete messo contro gli operai. Se l'mpl sceglie di non stare in mezzo a queste situazioni, e magari nel frattempo invita i Forconi invece di invitare uno dei questi del comitato di fabbrica, è normale che poi l'analisi risulta sfalsata: per il semplice fatto che si ascolta una sola campana.
    Il fatto che si inviti a votare Grillo non stupisce: eravate, mpl e m5s, gli unici a mancare.
    Peccato

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 15:44

    In Grecia una coalizione di sinistra stava per vincere le elezioni. E i rapporti di forza si sono evoluti a partire da un movimento popolare che ruotava e ruota attorno ai sindacati di massa ed ai suoi iscritti (piaccia o non piaccia). La partita in Grecia non è ad ogni modo chiusa. E chi recita elogi funebri del movimento operaio e della classe operaia resterà deluso, anche in Italia.
    Chi tenterà di costruire un movimento popolare di massa aggirando e rifiutando la lotta nei sindacati e nei partiti di sinistra farà un grave errore di valutazione.

    p.s. una rivoluzione operaia "pura" non è chiaramente mai esistita in sostanza, ma questo significa poco.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 15:48

    MPL "odia gli operai"...
    ma quando mai?!?!?
    QUando parliamo di fronte ampio sempre insistiamo di forza motrice proletaria.
    Il ragionamento di Piemme è di altra natura e tira in ballo il tradizionale dogma marxista secondo cui la classe operaia abbia un dna rivoluzionario. Che non è così l'hanno capito tutti, tranne i...dogmatici.
    Poi non so di quale lotta stai parlando, in quale regione? Se non c'erano del mpl forse perché non vivono nella tua zona.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 15:52

    Grazie delle risposte. Della questione della lotta intorno alle sinistre (SEL e quello che resta del PRC in sostanza) e nei sindacati (sinistra CGIL e s.d.b.) cosa pensate invece? Ritenete inoltre lo sciopero generale uno strumento ancora utile? Grazie.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 15:53

    No ora cari i miei marxisti illuminati mi rispondete. Ma che cavolo vi sta saltando nel cervello? Vorreste usare il M5S un movimento organizzato secondo un'ottica unilateralista e oltranzista per fare la sollevazione? Ma francamente parliamoci chiaro: la storia l'avete studiata? Questo signor Piemme deve essere un discendente del Von Papen di Weimer, o del Sabaudo del ventennio, o ancor peggio D'Alema travestito. Questo articolo è altamente contraddittorio, vi commentate da soli. Ricordate che Grillo e Casaleggio hanno in mente progetti globalizzatori dittatoriali ma li invitate a votare lo stesso perchè... non c'è nient'altro di meglio. La storia insegna ricordatevi, anche Ulisse invase Troia grazie ad un cavallo finto, ma la sua sorte fu vagare per vent'anni nell'Oceano mentre i proci gli occupavano la casa. E ditemi poi, una volta che il M5S prenderà il potere come pensate di gestirle queste contraddizioni? Con un 18 Brumaio o lasciando che le forze del mercato della politica riassestino il mercato indipendentemente?
    Altro che comunisti, cari compagni, voi siete dei liberisti della politica e il liberismo, sia economico che politico, la storia ha insegnato, ha portato a quel che sappiamo.
    Luigi

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 16:08

    Post delle ore 15,36...
    Sono curioso di sapere di quale vertenza e lotta operaia parla il compagno.
    Non dubito che quanto vien detto e dipinto sia vero, ovvero di operai incazzati. Incazzati erano a termini imerese, a pomigliano, all'alcoa, all'irisbus...
    Da anni sono in piedi vertenze in cui spesso gli operai incazzati scavalcano i sindacalisti venduti, ma tutte si sono afflosciate e gli operai non sono usciti dal mendicare l'intervento miracoloso o di un altro padrone o l'elemosina di stato. da nessuna parte ho sentito un grido di guerra al capitalismo, occupare e autogestire la fabbrica come han fatto in Argentina.
    Questo non deve essere frainteso come lontananza dalla rabbia operaia, vuol essere piuttosto un invito e nutrire questa rabbia di cosscienza e linea politica.

  • quello di sopra scrive:
    16 gennaio 2013 16:14

    Piccolo paese dell'Umbria. Fabbrica con 300 operai, senza stipendio da 4 mesi. Lotta gestita interamente, interamente, dal comitato di fabbrica, senza un solo tesserato della fiom (ne di quelli alla destra della fiom). Scorso aprile fabbrica occupata. Scorsa settimana, tensioni alla confindustria. Oggi: quello che ho scritto sopra.
    Mpl sempre informato.

    L'analisi per cui la classe operaia non è il Messia la condivido. Il corollario per cui i Forconi sì e queste lotte invece no, non lo condivo

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 16:17

    Scusi signor "quello di sopra". Sono un blogger di un piccolo blog politico, vorrei raccontare la vostra storia se me lo concede, in particolare se può raccontarmi nel dettaglio questa diatriba coi grillini.
    Grazie
    Luigi

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 16:33

    Un invito ai dirigenti del MPL: tenete duro e non cedete ai vecchi richiami dalla foresta. le critiche più astiose che vi rivolgono sono vuote e anche.... sgrammaticate. Per la cronaca: a quel che mi risulta non solo ALTERNATIVA di Giulietto Chiesa voterà per Grillo, ma pure gli insospettabili CARC.
    faccio poi notare che tutta questa gazzarra sul fatto che votare Grillo sarebbe un delitto, denuncia una mentalità elettoralistica sotto mentite spoglie.
    QUi si tratta solo di un momento per di più secondario, se alle elezioni dobbiamo o meno contribuire a dare una "spallata" al montismo, se vogliamo azzopparlo. Punto.
    Tutto il resto è fuffa ideologica.
    Non è che il sottoscritto nutra molte speranze che il popolo italiano insorga, ma almeno, un Grillo al 20% ci farà apparire, noi italiani, meno fessi. Non è molto ma non è neanche poco visti i tempi che corrono.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 16:37

    Questo Anonimo deve essere un reduce del "Menomale che Beppe c'è". Tipico dei grillini dire che chi non vota per grillo lo fa perchè ha altri progetti elettorali. Ma io mi sono rotta di questa fuffa ideologica. Io per grillo non ci voto, così come non voto per nessun altro e se per questo motivo brucerò all'inferno, bene, ci vediamo agli inferi, sarà un piacere.

  • Ezio scrive:
    16 gennaio 2013 17:14

    Caro Luigi, il tuo commento è davvero curioso.

    Lanci degli strali contro il M5S, ma non fornisci alcuna indicazione di quale sarebbe allora la posizione giusta in queste elezioni, né dai alcuna spiegazione del perché il M5S sia così nefasto (lo offendi ripetutamente sì, ma nel merito non dici nulla).

    Se non entri nel merito delle questioni non è possibile stabilire chi abbia ragione.

  • Ezio scrive:
    16 gennaio 2013 17:16

    Cara Anonima, potresti dare delle motivazioni per la tua scelta? Altrimenti come si fa a ragionare?

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 17:28

    Il merito è quello che esattamente il MPL ha dichiarato: Grillo e Casaleggio vogliono creare una dittatura globalizzatrice. Come pensano i lor signori studiati che hanno fatto il liceo classico "J.V.D Stalin" a gestire questa contraddizione?
    E comunque se mi chiedi soluzioni, io quello che propongo è la rivoluzione, ma siccome in italia non succederà mai perchè i maggiori nemici dei rivoluzionari sono proprio i rivoluzionari stessi io ragiono per me. Siccome io sono giovane e ho tutta la vita davanti accolgo quella che io definisco l'ormai unica soluzione possibile: l'emigrazione. Il resto son solo perle per i porci, come direbbe un mio amico blogger

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 17:30

    Nel M5S ci sono troppe persone ottuse e chiuse nella loro ideologia, e siccome a me ste persone non piacciono, non ci voto, tutto qua. Ora mi chiederai: e allora che soluzione proponi?
    Ti rispondo subito: nessuna, ognun pensi a se stesso, bisogna essere egoisti, ma con chi ci vuole male, mica chi ci vuole bene.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 18:33

    Almeno un comizio come si deve, ascoltatelo..

    http://www.beppegrillo.it/video_commenti.php

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 18:34

    Anche io mi associo, ascoltiamolo..
    http://www.beppegrillo.it/video_commenti.php

  • la congiura degli eguali scrive:
    16 gennaio 2013 19:45

    caro moreno, una domanda semplice; qual'ora alle elezioni fosse stato presente il fronte popolare, per il quale sono totalmente daccordo, quale atteggiamneto verso il m5s ci avreste indicato?; la mia non è una provocazione, anche perchè ti conosco e ti stimo.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 21:02

    Lo stesso di Drexler con Hitler, presumo.

  • la congiura degli eguali scrive:
    16 gennaio 2013 21:23

    anonimo delle 21:02 cosa presumi non lo sò, però dal momento che ti atteggi a professore di storia recente, non sarebbe poi male se andassi a lavorare nelle serre della mia sicilia, o nella medesima a raccogliere le patate per sei ore al giorno, saresti più riflessivo prima di rispondere con sarcasmo; io ho fatto una domanda a moreno per cercare di capire, meglio il perchè della indicazione di voto al m5s.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 21:29

    ... di votare fronte popolare invece di votare m5s ...

  • la congiura degli eguali scrive:
    16 gennaio 2013 21:49

    anche se la prospettiva sarebbe stata il non superare lo sbarramento?; se si allora perchè adesso non avete dato indicazione di voto al pcl, unica forza politica comunista presente?; beninteso ripeto che il pcl pecca nel rifiutare il fronte elettorale delle forze anticapitaliste, fronte che deve avere la prospettiva del socialismo.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 22:29

    Le patate già le raccolgo bello. E comunque se ti rode che so la storia forse faresti meglio a studiare un pò

  • Ezio scrive:
    16 gennaio 2013 22:34

    Se credi davvero a quello che scrivi vuol dire che sei solo un giovanotto senza esperienza, confuso ed arrabbiato. Magari arrabbiato per i motivi giusti, ma decisamente poco utile a migliorare la società in cui vivi.

    Anche secondo me è meglio che emigri, faresti un favore a te stesso e quelli che rimangono qua a lottare.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 22:55

    Hai dimenticato a scrivere Choosy. Ma va là non so quanti anni tu abbia ma siete stati proprio voi savi anziani a portare quelli della mia generazione nel baratro, quindi non accetto lezioni da nessuno, oguno ha la sua vita e ognuno si sente quello da fare. Comunque io nel merito ti ho risposto, ora sei tu che nel merito non mi hai risposto. Rileggiti per bene il post soprattutto il link dove si parla del progetto di Casaloggia sul NWO e dimmi se è possibile gestire una situaizone così? Il cavallo di Troia fece più danni a Ulisse che a Troia, quindi lasciamo perdere.

  • roberto b scrive:
    16 gennaio 2013 23:05

    L'operazione di voto impegna un minuto, non votare e starsene a casa idem, ma la questione vera è come si impiegano gli altri 1399 minuti di quella e delle altre giornate?
    Mi sembra che qui si faccia di quel minuto una questione di vita o di morte, mentre non è che un aspetto, importante o meno a seconda delle valutazioni, di un problema ben più ampio e decisivo: l'impegno politico che ciascuno può assumere nell'ambiente in cui vive.
    Magari dopo quel minuto si potrebbe continuare con una sana passeggiata, così:
    http://www.youtube.com/watch?v=8P-VYNMpnvE

  • Ezio scrive:
    16 gennaio 2013 23:06

    Ho 39 anni e non penso di doverti niente, visto che non ho ricevuto granché da questo sistema.

    Detto ciò, entro nel merito: prendi un grosso granchio, il cavallo di troia ha fatto molto più male a Troia che a Ulisse.

    Il M5S avrà mille limiti, ma è utile a creare le condizioni per un miglioramento collettivo. Se non lo vedi è solo perché non ci hai riflettuto dalla giusta prospettiva.

  • Anonimo scrive:
    16 gennaio 2013 23:37

    perseverare è diabolico!
    lo stesso errore che fa sostenedo il M5S, il comp. Moreno, e il suo mov. politico di allora, lo fecero sostenendo la Lega Nord, ritendola la formazione che avrebbe dato la "spallata" che avrebbe indebolito il regime ....ecc. ecc.!
    Più o meno e fatte le dovute tare contestuali, lo fece con gli stesi argomenti di oggi.
    L'odio sacrosanto per la "sinistra" liberale, capitalista e imperialista non può portarci a dare indicazione di voto per chi rappresenta l'altra faccia della stessa medaglia!...una faccia solo, per ora, un po più "pulita".
    Così, oggi come allora, si costruisce su una illusione, sulla sabbia, che scivolerà via fra le dita non appena si cercherà di stringerla e di dargli forma!

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2013 07:29

    Ti ricordo che Ulisse vagò dopo la gloriosa guerra di Troia vent'anni per l'Oceano in balia di Ciclopi, streghe e demoni tentatori perdendo tutti i suoi vecchi compagni di battaglia mentre i proci occupavano casa sua e disonoravano sua moglie Penelope. Poi certo, vissero tutti felici e contenti ma questo succede solo nelle favole, la realtà è ben diversa.
    Vedo che eprò continui a non voler affrontare il problema di Casaloggia e Grillo. Io sono uno di quelli che confidava nel M5S ma con questi figuri col cavolo che li do la mia fiducia, qualcuno li levi di mezzo e vedrai che lotterò al tuo fianco nella battaglia

  • l'anti-fascismo ci compete scrive:
    17 gennaio 2013 09:55

    Ieri sera contestazione nei confronti dei Beppe Grillo a Perugia. Appeso uno striscione con la scritta: L'ANTIFASCISMO CI COMPETE.

    Alcuni giorni fa, il leader del Movimento 5 stelle aveva aperto a Casa Paund: i programmi hanno punti in comune. Poi si era difeso: per noi vanno bene tutti, dai centri sociali ai fascisti. E l'antifascismo? Non mi compete, aveva risposto.

    L'ANIFASCISMO CI COMPETE!!!

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2013 11:40

    Bene, bravo, 7+

    Vai in piazzetta a scazzottarti coi "fascisti", così sfoghi la tua rabbia contro il sistema nello stesso istante in cui lo stesso sistema ti fotte, ma questa volta per davvero, in mille altri modi assai più concreti.

    Grillo ha fatto un autogol micidiale, ma proprio perchè non ha tenuto conto di quanti sono immaturi come te.

    Alberto Conti

  • Sollevazione scrive:
    17 gennaio 2013 12:00

    PRECISAZIONE DOVEROSA

    L'organizzazione "Voce Operaia", di cui facevo parte, mai sostenne la Lega Nord. C'è di vero che Voce Operaia non sostenne il fronte unito anti-Lega Nord che andava da Bertinotti a Fini, ovvero si rifiutò di aderire alla campagna di regime patriottarda e anti-secessionista. Per la cronaca erano i tempi (1996) quando la triplice sindacale indisse due manifestazioni nazionali: il primo maggio a Milano, sempre contro il "secessionismo" e l'altra a Venezia nel settembre, entrambi contro il "secessionismo". Erano i tempi dell'irruzione della polizia in Via Bellerio (Maroni venne malmenato); i tempi in cui Bossi dichiarava che "i fascisti andremo a prenderli sotto casa uno a uno". I tempi in cui la Lega andò oltre il 10% alle elezioni correndo sola contro il bipolarismo, e i due blocchi sistemici di centro-destra e centro-sinistra.

    Ma mai indicammo di sostenere o votare per la Lega Nord.

    C'è di vero solo questo, che mentre l'estrema sinistra gridava al neofascismo di Bossi, facendo il verso ai pifferai di sinistra e destra di regime, noi si andava a vendere il giornale Voce Operaia ai cortei della Lega, con discreto successo,

    Se la Lega è diventata quel che è diventata, ovvero un altro partito di regime, certo è perché nel suo Dna aveva inscritto il suo essere un partito neo-borghese. ma non c'era solo questo nel suo Dna. Ma se la Lega è diventata quel che vediamo, se cadde tra le braccia di Berlusconi, è anche a causa dell'ostracismo a cui venne condannata dalla sinistra di allora.

    Cè di vero, che noi di Voce Operaia, sottolineavamo che la Lega fosse diventato, sociologicamente, il primo "partito operaio" del Nord industriale e non volevamo abbandonare a Bossi la nostra classe.

    C'è di vero che di contro al centralismo statalista difendevamo, nella prospettiva del socialismo, una visione democratica e federativa (in una versione municipalsta e non macro-regionalista per essere chiari).

    I fatti hanno invalidato la nostra speranza che la Lega si consolidasse come testa d'ariete per battere il nascente regime bipolare. Ma hanno invalidato anche la tesi stolta di coloro che gridavano al lupo, definendo la Lega un nuovo movimento fascista.

    Moreno Pasquinelli

  • Palmieri Fabio scrive:
    17 gennaio 2013 12:19

    http://www.youtube.com/watch?v=jeVgiMFE-MA
    Perchè chiedete a Grillo di fare una battaglia antifascista non è mica il suo compito semmai è il vostro. Il movimento non a nessuna ideologia ma ha una visione di come vorrebbe la società e soprattutto al momento è l'unica forza politica con un seguito che dice chiaramente che acqua, territorio, energia,infrastrutture + scuola e sanità devono essere "cosa pubblica", devono essere prima di tutto fuori da interessi di profitto con una gestione efficiente ed anticonsumistica, per fare in modo che tutte le generazioni future abbiano una base di libertà-uguaglianza che sia per tutti.
    Questo significa una pianificazione sociale di tutte queste risorse-servizi come punto di partenza e non si può andare indietro. Il movimento sta organizzandosi ora e sta crescendo per trovare una metodologia organizzative per far si che le varie proposte su reddito di cittadinanza, sovranità monetaria, regolamentazione dei mercati, suddivisione fra banche commerciali e finanziarie ecc ecc. siano studiate, analizzate, proposte e votate. Non esiste un modo veloce e una ricetta semplice che cura la situazione attuale, ma certo che intanto togliere dalle multinazionali, quindi finanza(plutocrazia) qualsiasi controllo per sempre delle risorse e servizi essenziali elencati all’inizio sarebbe un passo di civiltà rivoluzionario nonché punto di partenza per il passo successivo quello di partecipazione sociale e controllo di tutti quei mezzi di produzione industriale che sono così grandi e strategici per un paese e che non possono essere lasciati ai privati. Ma per far tutto questo serve una classe politica che come "cavalieri o samurai del popolo" siano disposti a lavorare nel miglior dei modi escludendo tutti i propri interessi personali e facile parlare di idee poi quando cresci, se cresci, ti rendi conto che è veramente difficile trovare persone siano oneste e meglio anche brave…
    Quindi voi iniziate a formare una classe dirigente e una base con i contro-coglioni poi vedrete che se i tempi sono maturi la gente crederà in voi!!!

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2013 12:48

    Non potete mettere sotto lo stesso tetto cani e porci. Le ideologie non le annulli con uno schiocco di dita a meno che non crei un mondo come il Mondo Nuovo di Huxley o ancora peggio il 1984 di Orwell. Ma si sa questo è l'obiettivo di fondo di Casaloggia, esattamente come ha ben esplicato quel corrotto amico dei partiti tradizionali, ex capo dell'ufficio stampa di Goldman Sachs, ex collaboratore della CIA e cittadino onorario d'Israele, amico degli eurocrati conosciuto come Paolo Barnard

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2013 12:48

    Il compagno Moreno, che ha già risposto sotto, comunque non c'entra niente col fatto che il M5S non è la Lega Nord, che è stata fin dall'inizio fortemente ideologica, sia pure nel senso più basso e spregevole del termine. Ricordo comunque l'appoggio a personaggi come Miglio e le elucubrazioni dello stesso Bossi durante i suoi comizi anche negli anni successivi.
    La medaglia non è la stessa, il paragone, sia pure storicamente stimolante e non privo di fondamento al contorno, non regge, anzi denuncia proprio l'enorme differenza, come spiegato da Palmieri Fabio.

    Magari ci fosse un'alternativa concreta di sana matrice ideologica. Purtroppo il M5S è il massimo che i giovani italiani oggi sanno proporre in massa, e non è affatto male.

    Alberto Conti

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2013 13:15

    Ma perché anziché stare là a inseguire il populista di turno non costruiamo la sinistra anticapitalista? La questione elettorale è relativa.

  • Fabio Palmieri scrive:
    17 gennaio 2013 13:34

    Allora siamo arrivati al complottismo!!! se la pensi così è inutile continuare il discorso su questo livello ma possiamo divertirci lo stesso visto che hai citato due bellissimi libri di cui sono chiaramente opposto a quelle visione.

    Nessun sta parlando di annullare le ideologie, ti semplifico” i sistemi per funzionare non solo devono sembrare belli e giusti, anche il cristianesimo è meraviglioso nell’idea, ma poi ti trovi a vivere e relazionarti con la materialità e con i testa di cazzo tutti i giorni!!! E se vuoi che un qualsiasi sistema sia “almeno decentemente funzionante” si deve rapportar tare con il momento storico, culturale, antropologico, delle risorse di cui disponi ecc.. insomma anche le ideologie, religioni ecc devono far i conti con la realtà.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Teoria_della_complessità
    Onestamente non ho mai creduto che esista in un mondo in continua evoluzione(che è alla base dell'esistenza)una idea o un pensiero perfetto che rimanga immutabile per sempre.
    Charles Darwin.” Non è la specie più forte a sopravvivere e nemmeno quella più intelligente, ma la specie che risponde meglio al cambiamento. Le onde del pensiero di Darwin si riflettono oggi su campi come l'economia e la teoria della complessità, suggerendo che l'influenza darwiniana si estenda ben oltre il campo della biologia.”
    A questo punto visto che siamo in tema avrei preferito una citazione del tipo:
    http://it.wikipedia.org/wiki/I_reietti_dell'altro_pianeta
    Avrei preferito essere un “reietto” di annares “magari più ricco di risorse” e se hai letto il libro in verità c’era comunque un organizzazione centrale che gestiva le risorse planetarie ma: Cito” come l'autrice stessa suggerisce nel titolo originale (Dispossessed; An Ambiguous Utopia), si tratta di una "utopia ambigua" poiché, per quanto egalitaria e libera, una società non può essere perfetta ed immutabile, tenuta nel costante isolamento perché circondata da nemici.”

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2013 14:24

    Bravissimo, condivido a pieno. Peccato però che è difficile coniugare persone come quelli dei centri sociali, cui fanno riferimento ideologie decadute, e altre persone come quelle di casapound, cui fanno riferimento a ideologie altrettanto decadute. Come li metti insieme questi tizi che il giorno prima si prendevano a mazzate per strada?
    Certo possiamo sempre far riferimento all'esperienza berlusconiana, nella quale si è visto un partito ecumenissimo, come lo chiamo io, dove si ritrovavano sotto lo stesso tetto fascisti, comunisti, socialisti, democristiani e mafiosi. Peccato che così la democrazia diretta se ne va a benedire in quanto dovrai rafforzare il tuo potere di megafono-capo-politico per tenere a bada questo variegato gregge.
    PS
    in riferimento al complottismo, non dovresti prendertela con me, ma coi signori di questo blog i quali si vantano pure di avere scritto di queste cose già nel mese di Maggio, come puoi vedere nel link inserito proprio in questo post.

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2013 16:04

    Perdonami, ma francamente se mi devo "mettere assieme" a uno che crede che i diritti sociali siano giusti, ma "prima per gli italiani!" ecc. ecc. beh preferisco dargli contro.

  • Palmieri fabio scrive:
    17 gennaio 2013 17:56

    Sono felice che ora mi stai ponendo una domanda precisa … come metti insieme questa gente? Hai fatto un ottima riflessione sull'esperienza Belusconiana che confronterò con l’esperienza fatta da me all’interno del movimento ed infine affronterò anche se l’avevo fatto sul post citato su casaleggio al tempo, i miei dubbi sull’organizzazione centrale del M5S.

    Mettere insieme queste persone è giustamente impossibile…infatti la maggior parte delle persone che fanno parte di questi gruppi spesso lo fanno per un piccolo periodo della loro vita e poi ne escono fuori chi in un modo chi in un altro e si ferma come esperienza “adolescenziale” .Poi rimane il piccolo gruppo che relazionandosi sia a sinistra che a destra con i poteri politici del momento con l’anzianità viene “politicamente” inserito in qualche lavoro statale nel frattempo controlla e gestisce la situazione affinché possa essere utile in qualche maniera!!! Questa è la media dei vari centri sia di destra che sinistra ma poi fortunatamente ci sono dei casi unici che si organizzano in un collettivo serio e riescono a fare proposte ed analisi di un certo livello!!!
    Io ti do un campione generale di quelli che escono crescendo da questi centri: normalmente chi ha fatto quel tipo di esperienze molti rientrano con il tempo nei canoni di votare qualche partito che più li aggrada da i comunisti-rifondazione oppure la destra eccc altri schifati si allontanano e seguono alte vie.
    Come movimento onestamente se uno sta nei centri sociali o casapound ce ne freghiamo abbastanza sicuramente non li andremo mai a cercare noi, semmai sono loro che per bisogno di visibilità o di un nemico momentano possono vederci nell’uno o nell’altro modo. Ma questa è politica. Nel senso che sono politicamente irrilevanti i centri sociali o casapound per noi. Hanno già la loro direzione politica, se mai fra tutti quelli usciti che ritengono che i principi base del movimento “ che nel primo articolo avevo descritto, siano augurabili per una società migliore e quindi è giusto combattere al di fuori del tipo di sistema in cui vivi, allora forse simpatizzeranno e qualcuno diventerà attivo. Ma se hai capito il ragionamento per il movimento è impossibile puntare su fanatici o gli “estremisti finti”, puntiamo ad educare le persone su alcuni temi che ci sembrano un diritto universale per tutti gli uomini di questa terra. Senno continueremo a fare come i conigli sulle isole che prima si mangiano tutte le risorse poi quando vedono che non c’è più da mangiare uccidono i figli (nuove generazioni) e sopravvivono con quello che è rimasto, per poi ricominciare il giro...
    Ora mi allaccio al secondo punto che si collega facilmente al primo, è assolutamente vero quello che dici “all'esperienza berlusconiana, nella quale si è visto un partito ecumenissimo”
    il movimento è chiaramente un movimento “ecumenico” ma come hai letto sopra tutti gli estremismi rimangono fuori che è la stessa cosa che è successo nella storia della chiesa… ma ora ci sono delle differenze storiche e di contenuti assolutamente diverse, post anni ottanta la ricchezza e interessi personali erano un “cult” con pro liberismo economico sulla cresta dell’onda, grazie agli stati uniti al top della loro potenza e alla caduta del muro di berlino il giorno prima. I punti fondanti del movimento sono molto più sensibili e di altro spessore, sono punti che nessuna società può farne a meno, un sistema limitato di risorse fisiche per poter essere sostenibile può solamente essere ciclico equilibrato e programmato. (Sto parlando di risorse materiali limitate, per le risorse intellettuali ho una diversa teoria economica), quindi secondo me qua la battaglia è fra essere liberi dalle multinazionali che vogliono il controllo di queste risorse stringendo il giogo della schiavitù oppure iniziare un pensiero universalistico che la terra è dell’umanità e come tale tutti ne hanno diritto a disporre, a utilizzare ma soprattutto a preservare. Quindi una base di partenza completamente differente dal berlusconismo.
    Segue nel prossimo commento

  • Palmieri fabio scrive:
    17 gennaio 2013 17:58

    E ora arriviamo a Casaleggio e Grillo punto che politicamente è anche il più importante su cui anche io esporrò i miei dubbi ma partiamo da alcune premesse facili da capire:
    1) Il movimento è estremamente giovane che non ha nessuna esperienza politica passata di organizzazione a livello nazionale dove confluiscono individui molto diversi fra loro per storia e cultura (normalmente borghesia) con quasi una totale assenza di persone estremiste sia a sinistra che ha destra per i motivi spiegati sopra. (Per favore non chiedetemi se l’operaio che lavora in fabbrica non è borghese perché lo è a tutti gli effetti quando ci parlo e ci sono tra di noi, vede anche lui sky guadagna spesso più dell’impiegato e ciò che differisce veramente se sei borghese o no, è se ragiona nella stessa maniera di qualsiasi altro borghese macchina cosi, casetta ecc ecc) Oggi siamo tutti in mezzo la merda!!!
    2) Per tempi di successo elettorale: incredibile meno di un anno fa pensare di andare oltre il 5% era incredibile ora ci troviamo male che va sopra il 10% quindi capacità di organizzare in breve tempo una campagna elettorale nazionale. Senza Grillo il movimento avrebbe come minimo in questo momento il 5% in meno
    3) Grande capacità di attingere da un largo strato di conoscenze e cercare analisi fatte da persone in qualsiasi ambito e corrente politica. Assoluta indipendenza locale. Coerenza e trasparenza di quello che dico poi lo faccio: guardare Parma e Sicilia. Bilanci partecipati e trasparenti restituzione soldi ecc ecc
    Ho fatto queste premesse per dire che al momento senza una figura istituzionale come Grillo e organizzativa come Casaleggio difficilmente arrivavamo a presentarci decentemente a queste elezioni. Qui si gioca tutto il movimento, nel senso che al momento noi abbiamo bisogno di persone in parlamento come scrivevo sopra che siano Samurai o Cavalieri del popolo che li ha votati. In nessuna maniera queste persone si devono vendere agli altri partiti o muoversi per alleanze all’interno del parlamento e grillo è sicuramente utile a questo. Se si supera questo scoglio, una volta che questa maturità sarà raggiunta e quindi l’organizzazione nazionale sia maturata, come spiegato da Grillo non è un partito con le varie figure intermedie, i parlamentari devono essere garanti delle scelte fatte dalla base dopo un periodo di proposte analisi e discussione e qui si gioca il secondo aspetto che piace molto ai complottisti cioè chi gestisce la piattaforma decisionale quale è il metodo? Verrà chiaramente gestito come organo indipendente dai vari informatici e personale scelto fra i vari attivi? Anche io ho i dubbi ma appena elezioni anche noi proporremmo dalla base e ce ne sono altri come noi e a quel punto si aprirà una nuova fase per il movimento.
    Visto che sto lavorando a questo progetto e ci sono altri attivisti che ci lavorano da tre anni vi dico che ci vorrebbe un corso di laurea per spiegare la partecipazione diretta con gli algoritmi e le metodologie da adottare a seconda dei casi.

    P.S: io invece sono ideologicamente antifascista ma questo non mi fa evitare di parlare con alcune persone di estrema destra per cercare di analizzare il loro pensiero e i loro punti deboli. Rimango che per quanto sbagliato una persona deve vincere prima con la dialettica e i fatti che con la forza cosa che spesso i vari totalitarismi adottano .Cit"Disapprovo quello che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto a dirlo"

  • la congiura degli eguali scrive:
    17 gennaio 2013 19:09

    non capisco quale storia mi dovrebbe rodere, e cerca di studiare anche tu perchè nessuno è ognisciente, e tutti abbiamo da imparare; e l'esibizionismo intellettuale spesso gioca brutti scherzi.

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2013 19:47

    Sono anch'io antifascista e anch'io rispetto le opinioni altrui, se ovviamente vengono rispettate anche le mie però. Tuttavia, vorrei soffermari al punto due di quest'ultimo commento. Hai detto che la figura di Grillo è stata indispensabile per superare il 5%, ci aggiungerei visto che abito in Sicilia il suo contributo è stato fondamentale per vincere anche qua. A questo punto però devo ricollegarmi all'esperienza Berlusconiana, visto che anche li c'era un leader carismatico la cui presenza bastava per prendere voti, infatti appena si è ritirato il partito era andato allo sfascio a causa dell'incapacità dei suoi dirigenti, troppo abituati a prendere ordini dal più abile e quindi non in grado di muoversi con le proprie gambe. Questo per dire anche se Casaloggia pensa che Grillo sia come Gesù, sappia (e sappiate pure voi) che anche lui prima o poi morirà come tutti gli esseri umani. Io gli auguro il più tardi possibile ovviamente. Questo per dire che con queste strutture verticistiche e carismatiche puoi fare i programmi più innovativi e rivoluzionari che vuoi, ma non ansceranno mai nuovi De Gasperi o nuovi Berlinguer; ma solo nuovi Cicchitto e nuove Santanchè.
    Poi tu mi parli che la democrazia diretta è una cosa fatta di algoritmi e metodologie che variano a seconda dei casi. E no, io voglio una democrazia stabile, non variabile, se c'è qualcuno nel movimento che manco ci crede alla democrazia diretta (e ce ne sono perchè qualcuno lo conosco) allora vuol dire che è solo uno specchietto per le allodole per cercare di mostrare un pò di innovatività che in realtà non c'è.

  • Palmieri fabio scrive:
    17 gennaio 2013 20:42

    Capisco quello che intendi ma al livello locale non c'è nessuno bisogno di De Gastperi o Berliguer, e stiamo dimostrando di essere capaci e più che capaci a gestirci da soli senza leader e grillo. Mentre a livello nazionale è tutto da vedere come andrà la cosa. Come minimo gli altri devono fare dei passi da giganti se vogliono fare le persone serie e poi c'è la possibilità che dall'incubazione del movimento vengano fuori belle personalità, anche oneste che magari dopo una dissoluzione dei partiti esistenti e con l'arrivo di altri più "onesti e capaci" saranno in grado di guidare il paese in maniera migliore, comunque rimane il fatto che secondo me un meccanismo di scelta fra varie proposte all'interno di un partito o movimento deve migliorare di gran lunga e noi siamo stati i primi che stanno cercando nuove metodologie. Se parli di Cicchitto e Santachè significa non hai idea di come sono gli attivi del movimento.., non avremmo De Gasperi ma la media di onesta è molto più alta di tutti gli altri. E se in Sicilia non è così fatti il tuo gruppo comunale e inizia la battaglia scegliendo le persone migliori, come minimo offri un servizio alla società.

  • Anonimo scrive:
    17 gennaio 2013 23:08

    E a livello nazionale? Forse i De Gasperi non servono nei comuni, ma nei parlamenti di sicuro si. E poi guarda che l'onesta di per se non è un pregio ma una cosa normale, non l'ho detta io sta frase ma Grillo in persona, bisogna essere anche preparati che non vuol dire essere cupi politici di professione ma quantomeno capire il funzionamento delle strutture pubbliche, magari studiando da autodidatta se non lo si conosce a causa del tipo di studi intrapreso. E forse adesso i Cicchito e le Santanchè non ci sono nel moviemtno, ma vedrai che presto o tardi emergeranno, perchè come cercavo di spiegare in strutture personalistiche è più probabile che facciano carriera i cretini ubbidienti che i veri militanti.

  • Unknown scrive:
    18 gennaio 2013 11:49

    Palmieri Fabio ho finito di leggere il tuo intervento quando hai affermato in sostanza che siamo tutti borghesi.

  • Unknown scrive:
    18 gennaio 2013 12:01

    Aggiungo però una constatazione alla mia "provocazione". Parli giustamente di togliere il potere alle multinazionali e riapropiarci dei beni comuni. Perfetto. Per fare questo discorso un cambio radicale di sistema sarà necessario. Non basteranno la democrazia diretta (sacrosanta), stipendi umani per gli eletti (sacrosanti) e altre misure simili e non basterà nemmeno fare ritocchi al sistema: bisognerà cambiarlo radicalmente, ovvero socializzare le banche (creandone un'unica pubblica) e i principali mezzi di produzione.
    Non solo, bisognerà volenti o nolenti tornare a parlare di pianificazione (l'ho detto!): come fai ad esempio a salvare le PMI dalla morsa delle multinazionali senza iniziare ad accorparle (non con la forza obv.) a partire dalle realtà locali, formando cooperative di lavoratori (che siano realmente cooperative e non carrozzoni gestite da boss e padrini sindacali)? Senza queste ed altre misure gli eventuali passi avanti saranno inevitabilmente messi in discussione presto o tardi.
    Sulla scarsità delle risorse: a mio parere è relativa e non a caso diversi economisti parlano giustamente di riproducibilità delle risorse (il che a livello di conclusioni può essere ininfluente, ma bisogna a mio parere inziare a mettere in discussione questo dogma dell'economia classica).

    Diego

  • Palme Palmester scrive:
    19 gennaio 2013 19:41

    Mi sembra che grillo con le ultime dichiarazioni sulla banca nazionale e sui sindacati e aziende all'operaio sia abbastanza chiaro!!!

  • massimo scrive:
    20 gennaio 2013 23:35

    Come candidato al senato per il Movimento 5 stelle riesco ad essere più critico di voi. L'analisi è perfetta e la possibilità di una deriva di BimbiMinkia è reale se non mettiamo il Fiato sul Collo al Movimento. E' un primo passo verso il salto del banco ma deve durare poco e deve rinnovarsi rapidamente. Questo è la nostra visione del Movimento vista da Orvieto: http://movimento5stelleorvieto.wordpress.com/

  • Unknown scrive:
    21 gennaio 2013 01:35

    Sulle aziende all'operaio ci andrei cauto. Non è detto parlasse di autogestione (o di esperienze simili a quelle argentine e venezuelane). Sui sindacati invece, ha spiegato che intendeva la triplice. Però a quel punto non dire che vuoi "abolire" il sindacato perché è una sparata, il sindacato lo devono cambiare i lavoratori.

  • Palme Palmester scrive:
    21 gennaio 2013 16:43

    http://www.beppegrillo.it/2013/01/la_triplice_sindacale_e_le_aziende_dei_lavoratori.html#commenti

    Infatti!!!

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