Programma 101, Salerno, 23 febbraio

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giovedì 4 ottobre 2012

MPL (41): TUTTI ALLA MANIFESTAZIONE DEL 27/10...


... ma NON torniamo a MANI vuote

Segreteria nazionale pro-tempore del Mpl 


Il Movimento Popolare di Liberazione parteciperà alla manifestazione nazionale contro il Governo Monti del 27 ottobre. La nostra adesione è decisa, e faremo il massimo affinché sia un grande successo.
Se la manifestazione sarà di massa, vivace e combattiva, essa darà coraggio ai tanti cittadini, che detestano il governo ma non trovano le vie per esprimere la loro indignazione. Tuttavia non basta indignarsi, occorre fare di più, occorre ingaggiare una lotta decisa per dire a Monti e ai suoi sodali, di centro, destra e sinistra, che è ora di farla finita di spennare il popolo lavoratore ad esclusivo vantaggio di una infima oligarchia di capitalisti e di banchieri italiani ed europei.

Malgrado le tante angherie subite in questi anni, la maggioranza degli italiani, pare inerme, incapace di reagire. La situazione, evidentemente, non è ancora giunta al punto di rottura. Ma questo momento si sta approssimando. Chi comanda lo sa bene e dietro le quinte si sta preparando per far fronte all’esplosione della rivolta sociale.

L’opposizione a Monti deve prepararsi a sua volta, non limitandosi ad incontrare l’indignazione crescente ma aiutandola a diventare rivolta generale, sollevazione di popolo. Questa non esploderà magicamente, essa si farà strada con scoppi qua e la, che il regime tenterà di disinnescare e poi reprimere.

Per questo riteniamo un errore che i promotori della manifestazione, ancora condizionati dagli incidenti avvenuti il 15 ottobre dell’anno passato, non abbiano puntato davvero i piedi col governo affinchè la manifestazione potesse giungere sotto i palazzi del potere. Avete visto le recenti manifestazioni ad Atene, Madrid, Lisbona, Francoforte e Parigi: l’Italia è il solo paese europeo in cui alla protesta è impedito di andare dove dovrebbe andare. La protesta sociale è insomma sottoposta ad un preventivo Stato d’emergenza. Come se non bastasse i promotori, come conditio sine qua non per partecipare alla manifestazione, si sono autocensurati scrivendo che occore andare “a mani nude e a volto scoperto”. Non sono proprio i pretoriani in divisa del regime avvezzi ad andare in giro a volto coperto ed a mano armata? Non sono forse loro che intimoriscono chi protesta, vessandolo, picchiandolo, carcerandolo e se non basta uccidendolo? Così non solo si condannano  all’ostracismo settori giovanili ribelli che sono il sale della lotta sociale, si rischia di andare sì “a mani nude” ma di tornare “ da Roma a mani vuote”, per di più avviliti dal sicuro silenziamento mediatico.

Sia chiaro, non siamo per il ribellismo fine a se stesso. La volontà di rivolta è il lievito del cambiamento, ma senza linea politica non si fa pane. Qui appaiono evidenti i limiti di chi ha promosso la manifestazione del 27 ottobre [Questo l'Appello di convocazione
]. 

Non bastano, se si vuole davvero costruire un fronte di massa, i sacrosanti no alle politiche di austerità del governo e altrettanto sacrosante ma astratte rivendicazioni. Occorre indicare in pochi punti come questo paese può essere salvato dal baratro in cui viene spinto, affermare che solo un governo popolare può invertire la rotta, e che questo governo non verrà fuori dalle alchimie parlamentari ma da una sollevazione generale dal basso.

Se il popolo lavoratore non alza la testa è anche perché non vede, né chi possa sostituire Monti e la casta dei politicanti che lo sorregge, né una visione alternativa dell’Italia a cui finalizzare le eventuali lotte, né un fronte unito che possa indirizzarle.
Noi abbiamo indicato nove punti, e questi ribadiremo alla manifestazione del 27:

(1) Uscire dall’euro e dall’Unione europea ritornando alla lira; (2) Rimettere la Banca d’Italia sotto controllo pubblico riconsegnandole la facoltà di stampare carta moneta a finanziare lo Stato; (3) Cancellare il debito verso la grande finanza speculativa globale; (4) Svalutare unilateralmente la lira e introdurre dazi su tutti i prodotti di importazione per proteggere la nostra economia; (5) Nazionalizzare il sistema bancario e assicurativo abolendo le banche d’affari, affinché l’erogazione del credito sia sottratta alla speculazione affaristica e predatoria; (6) Lanciare un piano nazionale del lavoro per debellare la disoccupazione e riconvertire in modo ecocompatibile industria e agricoltura; (7) Introdurre un sistema fiscale che premi la creazione di ricchezza e aggredisca i grandi patrimoni parassitari, mobiliari e immobiliari (8) Difendere la Costituzione repubblicana e se necessario indire un'Assemblea Nazionale Costituente al fine di consegnare al popolo una fattuale sovranità politica e democratica; (9) Ricollocare l’Italia accanto ai paesi emergenti e nel solco della civiltà mediterranea.

Ci si vede a Roma, incazzati il giusto, ma con idee chiare.

La segreteria protempore del Mpl
5 ottobre 2012
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21 commenti:

  • Anonimo scrive:
    5 ottobre 2012 00:37

    Condivido nella sostanza la critica all'impostazione "nudista" decisa dai promotori. ma qualcosa mi sfugge. Ma il Comitato No Debito non venne accusato l'anno passato dai Cobas per aver difeso i giovani che fecero gli scontri il 15 ottobre? Come mi spiegate che adesso il No Debito ci propina le stesse modalità pacifiste dell'ARCI, di COBAS e della FIOM?
    Antonio

  • roberto b scrive:
    5 ottobre 2012 00:51

    Mi pare manchi una precisazione riguardo il passaggio dall'euro alla nuova lira, ossia un rigoroso controllo dei movimenti dei capitali, di cui ci sarà bisogno per bloccare i contraccolpi e impedire la fuoriuscita dei capitali dall'Italia

  • Anonimo scrive:
    5 ottobre 2012 00:57

    Non pensate a un progressivo avvicinamento alla democrazia diretta?

  • Anonimo scrive:
    5 ottobre 2012 01:31

    io sotto il palazzo ci arrivo!!!

  • Anonimo scrive:
    5 ottobre 2012 10:52

    Bravi! Finalmente si passa dalle parole ai fatti!
    Ora più che mai è necessario impegnarsi a fondo per dare la spallata finale all'euro e coordinarsi con i Movimenti che perseguono l'obiettivo della democrazia partecipativa.
    Se saremo milioni, la polizia non potrà esercitare la sua prepotenza e avremo la vittoria in pugno.

  • anarchico scrive:
    5 ottobre 2012 13:01

    Bravi!
    Bisognava puntare sul parlamento.
    Non per questo non si deve essere in piazza. Tutti a Roma il 27 (e anche il 20, alla manifestazione nazionale dei lavoratori delle aziende in crisi - alcoa, sulcis, ilva, fiat) e se siamo determinati invertiremo la rotta se non alla storia almeno al corteo

  • Luca scrive:
    5 ottobre 2012 14:39

    Visto i cortei studenteschi di questa mattina? Non mi è sembrato che ci fosse una massa enorme, ma la radicalità tanta, e infatti ecco le cariche. Le prime miccie.....Vedrete che il 27 ottobre non ce la faranno passare liscia.
    Un che ci sarà a mani più o meno nude, a volto più o meno scoperto....

  • Azrael5 scrive:
    5 ottobre 2012 15:15

    Occorre addivenire alla Democrazia Diretta, perchè senza assunzione di responsabilità, la "libertà" determina la schiavitù tramutandosi in libertinaggio. Solo le persone responsabili sono libere e capaci di avere padronanza di se stesse scegliendo il Bene piuttosto che il male.

  • Sollevazione scrive:
    5 ottobre 2012 15:18

    Invitiamo nuovamente i lettori che intervengono postando i loro commenti (li ringraziamo) a stare al tema dell'articolo.

  • Anonimo scrive:
    5 ottobre 2012 18:06

    Scusate ma non si può discutere di queste cose a Roma magari prima del 27 guardandoci in faccia?

  • Anonimo scrive:
    5 ottobre 2012 18:22

    27 ottobre:
    -vedremo l' autonomia dalla politica, tante volte affermato dai documenti "no debito",
    -vedremo in fondo in fondo la "sinistra radicale" che a parte la delegazione ufficiale lascerà a casa le bandierine e starà militantemente sul pezzo.
    -vedremo il sindacalismo di base smetterla di giocare sulla rappresentanza e sciogliersi in un'unico striscione
    Diversamente è STREET PARADE elettorale

  • Anonimo scrive:
    5 ottobre 2012 18:31

    Si riuscirà ad intraprendere un nuovo cammino con in testa: l'unica forza che il nemico teme è la massa incazzata arrabbiata pronta a tutto?
    Possiamo iniziare il cammino sciogliendo prima le equivoche nubi che vorrebbero addensarsi sul 27 ott. dal carnevale della rappresentanza ...?

  • Francesco Salistrari scrive:
    5 ottobre 2012 22:42

    http://francescosalistrari.blogspot.it/2012/10/ci-avete-rotto-i-coglioni.html

  • Anonimo scrive:
    6 ottobre 2012 23:18

    I 9 punti indicati sono, a mio parere, seri e impegnativi. Non entro nel merito anche perché la questione, per molti aspetti, è complessa, ma di una cosa sono assolutamente certo: quei punti non si affermeranno con la distruzione di qualche Suv, bancomat, blindato dei CC magari operati da qualche ultrà da stadio o casapound infiltrato.Il 27 ottobre vediamoci, contiamoci, organizziamoci, tanto lo sappiamo che a Montecitorio non ci arriveremo in massa, almeno il 27. E soprattutto ricordiamoci che oggi, in Italia, la massa incazzata pronta a tutto ancora non esiste e non sarà pronta per il 27 ottobre. Chi pensa di fare il "pelliccia2", quel giorno, è pregato di andarsene al mare.

  • Anonimo scrive:
    6 ottobre 2012 23:39

    Ecco, è questo modo sbrigativo e liquidatorio di qualificare l'insorgenza di migliaia di giovani (avvenuta il 15 ottobre 2011 a P.zza S. Giovanni --si vede che stavi da un'altra parte eh!-- e prima il 14 dicembre 2010 a Piazza del Popolo), come "Pelliccia2" che mi fa schifo, che mi fa incazzare come una bestia, e che qualifica chi lo afferma come un poveraccio (nel senso politico e spirituale del termine). Tu stai di fatto invitando tanta gioventù incazzata a non partecipare alla manifestazione "ad andarsene al mare". Tu ti sei bevuto il cervello! fatti pure la tua passeggiata il 27, assieme alla sinistra da salotto. A questo punto preferisco farmi una canna con gli amici.

  • Anonimo scrive:
    8 ottobre 2012 11:03

    Dovresti vergognarti per quello che scrivi!Bellissima quella "gioventù" del 15 ottobre con tanto di casco, maschera antigas e manganello.Quel giorno stavo insieme con molti lavoratori e disoccupati incazzati contro la polizia ma non tanto disponibili per chi distrugge il primo SUV che gli capita a tiro e, tra l'altro, non è nemmeno capace di trasformare la sua azione in strumento rivoluzionario (vedi appunto pelliccia1).
    Per il resto io mi sento di invitare la gioventù incazzata a continuare a incazzarsi tutti i giorni e a trasformare questa grande energia in strumento di cambiamento rivoluzionario.Da quel 15 ottobre non mi pare si siano fatti molti passi avanti e, soprattutto, dove sono finiti quei giovani con casco e maschera antigas?. Chi vuole continuare in quel modo, è libero di farlo,così come chiunque è libero di farsi le canne che vuole: come sempre a cambiare il mondo ci devono pensare i lavoratori, non possono farlo i visionari dannunziani.

  • Sollevazione scrive:
    8 ottobre 2012 14:50

    Ancora con questa sciocchezza che non abbiamo fattto passi avanti a causa degli scontri del 15 ottobre? la vera causa è che Berlusconi, contro cui era facile prendersela non c'è più. C'è Monti e l'Italia è sull'orlo dell'abisso e commissariata. la ragion è che Le principali forze che erano contro Berlusconi, Pd e Cgil oggi stanno con Monti e non vogliono disturbare il guidatore. Se uno pensa che scontrarsi con la polizia è fattore fino a tal punto nefasto, non sta coi piedi per terra e/o ha già venduto l'anima al nemico. Ci si scontra da sempre con lo Stato che reprime, e in tutte le latitudini, in primis in Grecia, dove Syriza annovera in Italia tanti ammiratori, che dimenticano che Syriz ha ottenuto tanto consenso è proprio grazie al fatto che non ha piagnucolato per gli scontri o esecrato per la ribellione popolare e giovanile

  • Anonimo scrive:
    8 ottobre 2012 20:02

    Bene! Che Sollevazione sia diventata ammiratrice di Syriza, notoriamente riformisti da salotto a volto scoperto, è senz'altro una buona notizia.Speriamo che se ne ricordino, appunto, il 27 ottobre e che non vengano mascherati, com'era avvenuto un anno fa.
    Viva il 27 ottobre!

  • Sollevazione scrive:
    9 ottobre 2012 12:48

    Non è che noi "ammiriamo" Syriza. Gli riconosciamo che è stata sempre coerentemente all'opposizione del Pasok, e questa coerenza l'ha premiata, assieme al coraggio di stare nelle piazze, anche nelle manifestazioni più turbolente, senza appunto esecrare le manifestazioni violente di rabbia giovanile e popolare.
    Se la "sinistra radicale" italiana non è credibile è perché, contrariamente a Syriza, è stata per due volte con Prodi a fare danni incalcolabili, e ancora oggi non ha rotto davvero col Pd. Cosa che speriamo accada, ovviamente. Come speriamo non gridi al "provocatore" se l'indignazione che serpeggia esplode in scontro per le strade. Una speranza vana?

  • Anonimo scrive:
    10 ottobre 2012 11:02

    Quello che più mi lasci basito è l'incapacità di imparare dagli errori fatti. Ci sono momenti in cui evitare la violenza è impossibile. Il 15 ottobre era sicuramente uno di questi. il 27 potrebbe essere il prossimo.
    Come evitarlo? NON SI PUO'.
    si deve quindi scegliere: o la sfoghiamo sotto il parlamento o la sfoghiamo in maniera distruttiva come il 15 ottobre. Io non penso che sia stato un successo, penso però che il fallimento sia dipeso dalla miopia degli organizzatori che ci hanno costretto in piazza san giovanni. La stessa miopia di chi ancora oggi fa lo stesso errore.
    Io non difendo chi ha il casco e le molotov. Io dico: probabilmente ci sarà. E allora mandiamo a far casino dove è più utile: sotto i palazzi del potere. Cos' invece ce lo tentiamo in piazza san giovanni di nuovo

  • revolutionisthesolution scrive:
    10 ottobre 2012 18:40

    Smettiamola con questa storia del 15 ottobre 2011. Ci stiamo solo, da una parte e dall'altra, guardando allo specchio. Milioni di precari di queste diatribe tra parrocchie non ne vogliono sapere niente. ma questa indifferenza è un'altra faccia del disprezzo per la politica in generale. E questo è un grosso problema. Ma si sappia che la profondità di questo "qualunquistico" disprezzo è proporzionale ad una rabbia esplosiva. Occorre congiungere la rabbia alla coscienza: le due cose separate non portano da nessuna parte

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