mercoledì 3 ottobre 2012

DIAGNOSI SBAGLIATA, CURA SBAGLIATA

Così possiamo salvare capra e cavoli

di Sergio Cesaratto*

L'amico e compagno Cesaratto denuncia l'euro (quindi la perdita di sovranità monetaria) come una delle cause del disastro economico italiano. Sostiene però che si dovrebbe salvare capra e cavoli (la moneta unica e la qualità della vita del popolo lavoratore). Per quanto aleatoria, questa possibilità andrebbe perseguita. Come? Col salto verso un'Europa effettivamente federale (stile USA) e solidale. Il ragionamento ci pare difettoso, non solo perché non afferra le cause genetiche della crisi storico-sistemica del capitalismo occidentale. Finisce per considerare come "progressista" l'edificazione di un super-Stato che sarebbe non solo capitalista ma ultra-imperialista.

«Da una diagnosi sbagliata delle cause della crisi non può che seguire una cura sbagliata. L’origine della crisi non è fiscale; l’austerità l’aggrava in una inutile fatica di Sisifo di riaggiustare i conti. Ci unisce anche l’idea che occupazione, crescita, e si badi bene, produttività dipendano fondamentalmente dalla domanda aggregata e non da politiche dell’offerta, necessarie ma non sufficienti.

Peraltro nei riguardi di queste politiche siamo assai distanti dalle posizioni dominanti e dai vincoli europei e per un intervento pubblico nella politica industriale. E comunque qualunque politica di modernizzazione del paese è difficilmente perseguibile in un clima di deflazione.

Sempre più ampia è la condivisione che le cause ultime della crisi siano in un’unione monetaria mal congegnata. Purtroppo un’Europa federale viene vagheggiata con la solita superficialità intrisa di retorica e senza entrare nel merito – assenza di competenze economiche e di pragmatismo vanno di pari passo nel discorso politico italiano coll’esaltazione del liberismo come risolutivo di tutti i mali (così si è anche assolti dal non sapere bene di cosa si parli). 

Un’Europa ben disegnata sarebbe simile agli Stati Uniti: un serio bilancio federale redistributivo fra le regioni della federazione; una banca centrale cooperativa con la politica fiscale con l’obiettivo di sostenere occupazione e crescita; un’unione bancaria europea che eviti l’abbraccio mortale fra crisi bancaria e crisi sovrana che sta affossando la Spagna; una comune politica sociale. (Molti di questi elementi erano nel riscoperto Rapporto MacDougal del 1977 e nel coevo Marjolin Report del 1975, evidenti ultimi vagiti Keynesiani) 

L’Europa è stata disegnata altrimenti – e, duole dirlo, sotto la direzione di un socialista Jacques Delors (sebbene questi volesse forse affiancare un’Europa Keynesiana a quella monetarista, il suo famoso e mai attuato “piano Delors” di investimenti europei). Per come disegnata l’Europa monetaria è una sorta di gold standard. Come si sa, le unioni monetarie hanno precipui scopi deflazionistici, il controllo dei salari mettendo l’una contro l’altra le classi lavoratrici dei paesi membri e poco altro. Questo lo sappiamo da Keynes. Ma forse questo esito era desiderato, come ci ha cinicamente ricordato l’iper-liberista Robert Mundell, sulla base dei cui studi ben si sarebbe dovuto conoscere l’esito.

Questi tre fattori: (1) l’enormità dello sforzo solidaristico che sarebbe richiesto da una Europa federale, per quanto lo si possa graduare; (2) l’esistenza di disegni che hanno visto nell’unione monetaria lo strumento per spazzar via poteri sindacali e stato sociale (si badi che quando parlo di disegni non penso a congiure ottocentesche degli statisti europei: le classi dirigenti sanno quello che devono fare senza che alcuno glielo dica); (3) la strategia vincente del paese dominante che nell’euro ha potuto giocare nel suo terreno preferito la solita partita neo-mercantilista (come aveva fatto con Bretton Woods e poi con lo SME: tenere l’inflazione domestica un pochino più bassa dei concorrenti comprimendo salari e consumi interni); non inducono ottimismo in un mutamento del disegno europeo.

Quest’ultimo ha dapprima determinato la crisi della periferia molto somigliante alle crisi finanziarie dei paesi emergenti – in cui flussi di capitale determinavano bolle immobiliari, importazioni a vantaggio dei paesi centrali e indebitamento estero –, e l’ha poi gestita nel classico modo del FMI con politiche di austerità, senza neppure il sollievo della svalutazione della moneta per poter recuperare competitività.
Il nostro paese non era coinvolto in queste vicende, ma privo di sovranità monetaria è stato facilmente esposto al contagio. Un elevato debito pubblico in termini di Pil, frutto di altre scelte sciagurate degli anni ’80 dello scorso secolo – SME e “divorzio” fra Tesoro e Banca d’Italia, oltre alla tolleranza dell’evasione fiscale – lo rendeva fragile. 

Mi si faccia osservare come falso sia stato quanto raccontato da molti che l’euro ci proteggeva da una grave crisi finanziaria: all’opposto è invece l’assenza di sovranità monetaria che ci ha trascinato nella crisi finanziaria! Si guardi alla positiva esperienza polacca —studi del FMI docet. 

Molto dibattito è in corso nel nostro gruppo se, a prescindere dalla fragilità finanziaria dovuta al combinato disposto di un alto debito e dell’assenza di sovranità, la mancata compensazione via deprezzamento del cambio del differenziale nelle grandezze nominali, prezzi e salari, rispetto alla Germania non stesse comunque minando la solidità finanziaria del paese. Mentre molti sono di quest’opinione, alcuni sostengono che il buon andamento delle esportazioni in alcune nicchie di eccellenza dimostra come la sopravalutazione del tasso di cambio reale non sia stato un fattore determinante, mentre l’assenza di una politica energetica efficace abbia, ad esempio, contato di più nel minare i conti con l’estero.

La risposta al quesito non è accademica: se la prima tesi (perdita di competitività) fosse vera, allora anche nella migliore delle Europe, il nostro destino sarebbe di un mezzogiorno sussidiato. Sia come sia, a noi sembra che indipendentemente dai possibili effetti negativi dell’euro sulla competitività, l’austerità stia comunque lentamente uccidendo il paese. Per cortesia, prof. Monti, ci risparmi espressioni quali “la ripresa non si vede, ma è dentro di noi”.

Le Sue “vittorie”, caro professore, come l’unione bancaria e l’OMT (Outright Monetary Transactions) che tradotto dal gergo della BCE sono le “operazioni di mercato aperto” che gli studenti di economia studiano il primo anno [si riferisce alla recente decisione della Bce di acquistare titoli di stato dei paesi "periferici", Ndr] si sono rivelate poco più che un bluff. Sul salvataggio delle banche spagnole, tedeschi e olandesi han fatto retromarcia su documenti già sottoscritti dicendo che sono stati un frutto di un Suo raggiro). 
Gli spread sono in risalita e persino Lei non ha voglia di veder il paese di Dante è alla mercé della Troika in cambio di un timido intervento della BCE. Lei spera che la sua credibilità e la deflazione salariale da ultimo tranquillizzeranno i mercati e faranno riprendere l’economia. Ma è così liberista da crederci davvero? Anche Bernanke lo è, ma la FED “puts its money where its mouth is” (fa seguire alle parole i fatti) ed è disponibile a sostenere qualsiasi disavanzo fiscale federale.


Cosa proponiamo? Crediamo che in primo luogo la sinistra dovrebbe assumere di fronte al paese l’impegno a perseguire i propri obiettivi storici che sono la piena occupazione e la giustizia sociale nel nostro paese – ai quali non si può piegare nessun altro mal riposto ideale, quello europeista “a prescindere”, tanto per dare un esempio a caso. 

Sebbene con qualche punto di domanda, un’Europa federale quale quella sopra evocata è un traguardo di lungo periodo per cui battersi. Nel breve periodo, un obiettivo europeo della stabilizzazione del rapporto debito pubblico/Pil accompagnato dalla garanzia illimitata della BCE a ridurre i tassi sui titoli sovrani ai livelli pre-crisi consentirebbe politiche fiscali espansive (due conti del droghiere lo dimostrano). Questa politica sarebbe compresa dai mercati e approvata dal mondo intero. E’ urgente che ci si batta già da ora per questo obiettivo.

La ragione ci suggerisce che i motivi economici e politici per propugnare queste idee in Europa non mancherebbero: solo per questa strada l’Europa può uscire vincente dalla crisi, socialmente coesa e politicamente forte sì da poter affrontare un mondo globale in cui difendere i grandi valori della democrazia sociale. 

Ma con quale realismo si può ritenere che queste ragioni possano prevalere? Davvero i tedeschi accetteranno, seppur lentamente, un’Europa solidale e redistributiva in luogo di una Germania che si ritaglia il ruolo di Svizzera dell’economia globale? E per non dare solo a loro tutte le responsabilità, questa Europa neppure è desiderata dal capitalismo internazionale, nemico del pieno impiego redistributivo; e neanche dai suoi cantori nostrani (che all’unisono si sono infatti ieri riuniti in un coro pro-Monti). 

Ecco allora gli avversari, molteplici e formidabili, interni ed esterni. Ma allora, più coraggio nel predisporre una agenda europea più efficace e per quella ci si batta (come sostenuto oggi su l’Unità da Lanfranco Turci). Non sembrerebbe infatti vincente nei confronti dei “moderati” – la cui vacuità intellettuale è inversamente proporzionale al numero di volte in cui citano la parola “serietà” – denunciare la loro posizione supina verso l’Europa dell’austerity? Non sembrerebbe vincente rinfacciare loro l’illimitata tolleranza verso gli effetti nefasti dell’austerità su occupazione, crescita e standard di vita, sul futuro dei nostri figli e del paese? Non sembrerebbe vincente rivendicare che la salvaguardia di questi valori è la priorità della sinistra italiana, l’Europa se ci aiuta è la nostra Europa, sennò noi sapremo scegliere? Se dette da uno statista screditato queste affermazioni suonano ridicole; se dette dal leader della sinistra suonano vincenti all’interno e un monito all’Europa. Così aiuteremmo noi e l’Europa (e fatemi dire, anche l’economia globale che rischia grosso a causa dell’austerità europea)».

* Si tratta della prolusione di Cesaratto al seminario tenutosi lo scorso 1 ottobre presso la Biblioteca del Senato in cui è stato presentato l'e-book "Oltre l'austerità". L'audio del seminario è disponibile su Radio radicale
Print Friendly and PDF

27 commenti:

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 14:00

    Cari ragazzi della redazione, il discorso di Cesaratto mi sembra invece molto valido dal punto di vista strategico. Penso che noi (noi che la pensiamo in modo molto simile) dovremmo tentare fino all'ultimo il salvataggio dell'euro e dell'Europa fissando chiaramente i paletti entro cui questo tentativo è possibile: espansione fiscale nei vari paesi e unione fiscale dell'eurozona.

    Il punto chiave è che se questo non sarà realizzabile per la volontà pervicacemente rigorista dei governanti e della Bce, succederà che si entrerà in recessione con gravissimi conflitti sociali e conseguente crollo dell'euro. A quel punto la proposta di uscire dalla moneta unica avrà un senso "per tutti", sarà capita dalla popolazione e non potrà essere la destra estrema o il berlusconismo ad approfittarsene in funzione populistica (dato che appunto la sinistra ne avrà parlato chiaramente per prima al contrario di quello che purtroppo sta facendo adesso). Nessuno potrà accusarci di essere stati degli sfascisti o darci del populista se noi avremo effettivamente dimostrato tutta la buona volontà possibile nel tentativo di salvataggio di una moneta unica che se ben usata qualche aspetto positivo ce l'avrebbe.

    Per questo nonostante molti dubbi sulla linea di PRC andrò alla manifestazione del 27 ottobre a Roma.

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 15:09

    ma non ci sono i PRESUPPOSTI affinché l' euro si possa salvare come moneta unica! Non esiste un mercato del lavoro comune, abbiamo tassi d' inflazione differente e non possiamo proporre la stessa mobilità del lavoro che c'è negli USA qui in Europa semplicemente perché parliamo 30 lingue diverse! Salvare la moneta unica a queste condizioni significa che la meridionalizzazione del sud europa continuerà lo stesso... e non parliamo di che fine farà il sud Italia! l' Euro può al massimo sopravvivere come moneta di riserva, cioè come moneta comune e non unica e comunque a patto che venga messa fine al mercato unico europeo, ovvero al ripristino dei controlli di movimenti di capitale a livello nazionale. E' in nome di queste due cose, mercato unico e moneta unica che sono stati aboliti i diritti dei lavoratori ed è stata modificata la costituzione!

    Quindi il 27 Ottobre ha senso andare in piazza contro Monti solo se serve a contestare la moneta unica, il mercato unico e i diritti aboliti in nome di questi due pilastri! Dire no a Monti per chiedere " un' altra europa" quando le basi sono sbagliate ( mercato unico e moneta unica) non ha senso.

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 15:15

    No, ti sbagli. Ti invito a riflettere sul fatto che lo dice Cesaratto che non è l'ultimo dei fessi, lo dice Piga, Krugman, Bellofiore...tutti ciechi?

    Esistono poi considerazioni di ordine strategico. Se si va al voto chi vincerebbe oggi, l'euro o l'anti euro? Grecia e Olanda ha detto "pro-euro", gli ultimi sondaggi danno il PD al 27,5% e Grillo che non si sa che cacchio vuole al 15%. In queste condizioni COME DIAVOLO FAI A PROPORRE UN'USCITA DALL'EURO? Ho già illustrato la mia idea sopra e mi interessa un parere da parte della redazione.

  • Questo commento è stato eliminato dall'autore.
    Sollevazione scrive:
    3 ottobre 2012 16:23

    Questo commento è stato eliminato dall'autore.

  • Sollevazione scrive:
    3 ottobre 2012 16:25

    caro compagno "critico".
    A premessa: se pubblichiamo i contributi di Cesaratto è appunto perché è un compagno e un economista che sa il fatto suo e stimiamo, e con cui è costruttivo confrontarsi.
    A mo' di prologo: siamo per una ampio fronte popolare, per un'alleanza che includa forze sociali che la pensano come Cesaratto, ovvero: intanto rovesciamo Monti e combattiamo contro le tecno-oligarchie europee e le politiche antipopolari.
    E se questo fronte abbatte Monti e si trova nelle condizioni di governare il paese?
    Qui sorgono i problemi.
    Il discorso di Sergio —di impronta keynesiana (fare leva sulla domanda aggregata per far ripartire la "crescita")— per essere realizzato implica, come conditio sine qua non, la sovranità monetaria. Quindi, proprio per attuare una politica keynesiana, un governo popolare, dovrebbe come primo atto, uscire dall'euro, rendere indipendente la sua Banca centrale e dargli facoltà di emettere nuova moneta. Questa è la logica conclusione del discorso, anche di quello di Cesaratto, al di la di marxismo e keynesismo quindi, per un ovvio principio di realtà.
    A meno che....
    A meno che si riesca a prendere in mano la Bce.
    La qual cosa è utopia della più bell'acqua, perché implicherebbe che le forze antagoniste, simultaneamente, riescano a prendere il potere nella maggioranza dei paesi europei. Ciò è teoricamente possibile, ma assolutamente improbabile.
    La politica, anche quella rivoluzionaria, deve basarsi sulle tendenze obiettive, su ciò che non solo è possibile ma probabile. E la cosa probabile è che la tendenza allo sgretolamento dell'eurozona proceda fino alla sua logica conclusione, il ritorno a diverse valute nazionali. Che poi alcune di queste nazioni possano accordarsi per vincolare le proprie monete entro dati tassi di cambio, beh, questo è un altro discorso.
    Moreno Pasquinelli

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 19:48

    Se vogliamo ragionare razionalmente e far si che ritorni un minimo di razionalità nell' elettorato riproporre il ritorno alle monete nazionali e alla fine del mercato unico è la cosa più razionale che si possa fare. Se poi si vorrano stabilire cambi concordati col resto d' Europa si può anche fare ma NON DIPENDE SOLO DA NOI. Quindi chi propone all' elettorato " un' altra europa" ma non specifica che essa non dipende solo da noi prende in giro gli elettori. Se Ferrero vincesse ma non riesce a spingere la Germania sulle proprie posizioni che fa? Si dimette perché non riesce a creare " un' altra Europa"? Ma anche se ci riuscisse la tanto desiderata BCE che presta agli stati...se poi non riesci a creare un mercato del lavoro che vada bene a tutti.. ( sopratutto alla Germania ) che fai? Accetti la meridionalizzazione d' Italia solo perché l' importante era fare " l' altra Europa".

    Se siamo tutti compagni ma perché non ci poniamo una domanda ovvia e scontata: " PERCHE' DIAMINE DOVREBBE INTERESSARE A PERSONE DI SINISTRA CHE VOGLIONO DIFENDERE IL LAVORO MANTERE IN VITA LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEI CAPITALI IN EUROPA? PER QUALE MOTIVO?"

    Se poi l' idea è che la strategia si fa in base alle bugie che ha in testa l'elettorato allora siamo a posto, diciamogli " tagliamo tutto, aboliamo tutti i politici, accorpiamo tutto" e stiamo a posto.

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 20:13

    "Se Ferrero vincesse ma non riesce a spingere la Germania sulle proprie posizioni che fa?"

    Allora mi ripeto.
    Bisogna dire:
    A) L'euro va bene a due condizioni 1)espansione fiscale 2)Unione fiscale

    B) A quetso si aggiunge che se la condizione A non si verifica allora si esce dall'euro. Quindi prima solo come minaccia ma quando dovesse arrivare il momento cruciale la gente saprà che la sinistra aveva parlato di questa opportunità, aveva dimostrato una eccezionale buona volontà nel far funzionare l'Europa e quindi la destra non potrà rubare quella bandiera dell'uscita dalla moneta comune e non si potrà essere accusati di aver giocato allo sfascio.

    Fidati, se riuscite (riusciamo) a mettere insieme uno schieramento abbastanza trasversale sul punto delle politiche keynesiane e l'abolizione del fiscal compact sarà un grandissimo risultato e il resto verrà da sé.

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 20:14

    Ma mi avete censurato un post o non lo ha pubblicato?

  • piergiorgio de pompeis scrive:
    3 ottobre 2012 20:15

    ormai il tempo e' scaduto, il vs presidente ( non il mio ) ha detto che l'implosione dell'euro e' scongiurata e' il suo braccio armato continuera' ad usare lo scudiscio, perche' come affermato da tale grilli ( non abbiamo la bacchetta magica ).Il tempo e' scaduto, perche' le devastanti politiche monetarie a favore dei mercati usurai stanno per far espodere una bolla inimmaginabile. Lo scontro speculativo mondiale con leve fino a 500 e' compretenza al 98% di uno scontro tra guelfi e ghibellini, si stanno giocando il denaro virtuale a suon di trilioni di dollari senza nessun fondamentale. Il 2013 sara' la fine degli usurai, speculatori, lobbisti e loro personale di servizio. Il giocattolo sta per rompersi, a noi non resta che attendere,nell'attesa agevoliamo questa implosione riducendo i consumi,le imposte( prima che qualche miliardo sparisca dagli agenti della riscossione).
    Alert, alert subito dopo le elezioni presidenziali usa. Buona serata

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 20:17

    Il bello è che ormai tutti, o quasi, riconoscono lo "scherzetto" dei tedeschi ai danni dei PIIGS. E quindi? Superare questa dinamica non si può, sarebbe come convincere i "furbetti del borsino" a passare la mano e mettersi in penitenza per pareggiare gli squilibri che sono la loro vittoria, ben sapendo che han finito per credere che sia stata meritata. Ma anche se fosse, come si tradurrebbe questa "soluzione", nel "tedeschi consumate di più"? Anacronistica. Oppure "regalateci gli avanzi di bilancio"? Neanche al culmine dell'october fest, strafatti di birra! Quelli ci disprezzano.

    Ma veniamo alla soluzione monetaria: un federalismo stile USA. Questa poi è tutta da ridere. Ma dove li trovano dei polli come noi, che si bevono senza fiatare i dogmi del liberismo sfrenato sulla propria pelle? E' di ieri l'immagine di quel disperato che si è appollaiato in cima alla cupola contro l'ingresso coatto delle multinazionali che gli tolgono il pane di bocca, trasmessa così, come niente fosse, per dire "state buoni voialtri, che siete ancora fortunati". Le corporation colpiscono trasversalmente in patria, non selettivamente come in Europa. Non c'è forza politica che voglia opporsi, ne al sud, ne tantomeno al nord di questa europa con la p minuscola.

    Ma possibile che nessuno nomini il convitato di pietra? Il superamento dei limiti dello sviluppo?

    L'unica "politica keynesiana" che vedo ragionevole è l'introduzione di una moneta "bancor", che può anche essere l'euro, divorziato però dalle rigidità liberiste dell'eurocrazia. Una moneta tecnica, che affianchi le monete nazionali e sia esclusivamente dedicata ai commerci internazionali, per impedirne gli squilibri, con tutti i mezzi che ogni paese-membro in piena autonomia saprà mettere in campo. Cioè un inversione di 180° delle "politiche comunitarie" fin qui adottate.

    Dice bene Monti in questo caso: solo una grave crisi può indurre un simile cambiamento! (contrario a quello che ha in mente lui, ovviamente). Statalismo contro liberismo, altro che destra e sinistra, che non esistono più.

    Alberto Conti

  • antidoto scrive:
    3 ottobre 2012 21:29

    Conti, guardi che un bancor europeo c'è già stato, e fece fiasco, si chiamava Ecu.

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 23:18

    Stiamo perdendo tempo. Non riusciamo a farci entrare in testa che moneta unica e mercato unico NON sono strumenti di cooperazione tra stati, democrazie e popoli. Ci sfugge questo semplice dettaglio che non esiste popolo europeo ma diversi popoli. Ammettere questo non è di destra, non è razzista, è semplicemente mettere in chiaro la realtà delle cose. L' euro e il mercato unico hanno distrutto la nostra costituzione e la nostra democrazia. Queste dobbiamo recuperare, altrimenti sbraitare per l' articolo 18 è inutile. Se si accetta la moneta unica e il mercato unico si accetta il fatto che il mercato del lavoro e quindi i diritti verranno modificati. Questa semplice verità non entra nella testa della sinistra italiana. Perché? Allora quando parlava tanto bene della costituzione frutto della resistenza lo faceva per cosa? Non capiscono che tutte queste lotte ( art.18, operai che perdono il posto, fiat, difesa della costituzione, no tav) vanno proiettate verso un ' obbiettivo di conquista di sovranità: ovvero sovranità nazionale PER la liberazione sociale. E invece la sinistra ha sempre preferito ad ogni buona occasione attaccarsi a sogni impossibili ( "spostare" questo o quel governo a sinitra, spostare l' europa a sinistra, spostare la manovra finanziara a sinistra,ecc) anziché proiettare le lotte verso la difesa della sovranità nazionale. Continuate così mi raccomando, lasciamo questo argomento in mano a fascisti ed ignoranti anticasta dell' ultima ora.

    PS:In sud america c'è una volontà tra i diversi stati di collaborare ma non gli verrà mai in mente di creare una moneta unica ( al massimo faranno una moneta comune che è un' altra cosa ) e una libera circolazione dei capitali.

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 23:20

    precisiamo che ha fatto fiasco nel momento in cui si è deciso che tutti gli stati dovevano entrare nella banda ristretta di oscillazione e nel momento in cui si sono liberalizzati i movimenti di capitale.

    C'era comunque un vizio di fondo ideologico nello SME che lo rendeva opposto alle idee di Keynes: ovvero il fatto che chi ne faceva parte dove "divorziare" la banca centrale dal governo.

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 23:28

    "PS:In sud america c'è una volontà tra i diversi stati di collaborare ma non gli verrà mai in mente di creare una moneta unica ( al massimo faranno una moneta comune che è un' altra cosa ) e una libera circolazione dei capitali."

    Tu dici? Leggi qui

    http://es.wikipedia.org/wiki/SUCRE_(moneda_del_ALBA)


    http://www.taringa.net/posts/noticias/15342848/Peru-y-Colombia-evaluan-el-posible-uso-de-la-moneda-unica.html

  • Anonimo scrive:
    3 ottobre 2012 23:48

    Anonimo Demetrio pensa:
    A furia di correr dietro ai tecnicismi e ai loro profeti si rischia di rimanerci impegolati come topi nel vischio. Più lunghi, arzigogolati e complessi sono i discorsi di teoria economica, più si perde il lume del buon senso. A Monti non era stato certamente affidato il compito di risollevare l'Italia. Come si fa, è da domandarsi, a non averlo ancora capito? Perciò i suoi non sono da considerare errori, ma, se mai, trovate strategiche coerenti con un certo programma ed i risultati possono chiaramente testimoniare a quali scopi é diretto. L'albero si valuta dai frutti che dà. La moneta unica europea si é rivelata come una gabbia, anzi una trappola, disastrosa. E' dall' osservazione degli eventi che si deve trarre norma per fare ciò che si deve fare. Però il tempo corre e la barca Italia ha già imbarcato parecchia acqua, forse abbastanza per affondare.

  • Anonimo scrive:
    4 ottobre 2012 00:27

    Conoscevo benissimo l' esempio che mi riporti e l' ho citato volutamente. Infatti non si parla di libera circolazione dei capitali in sud america. Ma anche volessero, ti dimentichi che un presupposto in più loro ce l' hanno se volessero fare un " mercato del lavoro unico".. ovvero? Non parlano dieci lingue diverse in sud america. In europa si. A meno che per te che tutti gli operai debbano parlare tedesco o inglese sia "di sinistra" e ribadire che in europa ci siano diverse nazionalità sia "di destra ". Non mi stupirei di ragionamenti simili nella decotta sinistra italiana.

  • Anonimo scrive:
    4 ottobre 2012 00:41

    "Non parlano dieci lingue diverse in sud america. In europa si. A meno che per te che tutti gli operai debbano parlare tedesco o inglese sia "di sinistra" e ribadire che in europa ci siano diverse nazionalità sia "di destra "."

    Ma fai tutto da solo, eh? Io sto dicendo solo che l'euro a determinate condizioni potrebbe funzionare. Se lo si dice chiaramente aggiungendo che se queste condizioni non si verificano in un ragionevole lasso di tempo si deve uscire dall'euro, ritengo che sia un modo migliore di portare le proprie proposte. Poi la si può pensare diversamente ma certo che se salti subito addosso con le illazioni gratuite serve a poco. Si chiama dibattito.

  • Anonimo scrive:
    4 ottobre 2012 08:09

    L'euro e uno strumento fascista e voi lo difendete? Ma come e possibile? Non esistono e non esisteranno mai gli stati uniti d'europa perchè la germania non lo permetterà. Verificate chi sarà il candidato dei socialdemocratici tedeschi. Per essere come gli usa e fare dell'euro una moneta di riserva mondiale bisogna essere in perenne deficit e stampare una grande quantità di moneta cosa che non succederà mai con la germania che vuole essere in perenne surplus e stampare meno moneta possibile. inoltre comporterebbe un trasferimento fiscale dell'ordine di 200 md euro all'anno, insostenibile per la germania stessa ( interessante intervento di Sapir che si e rifiutato di firmare una perizione Della sinistral francese in proposito).
    L'euro semplicemente è un fallimento e chi prima lo dice prima avrà ragione. Il problema è Che lo dirà prima la destra e vincerà per i prossimi 10 anni. Intanto la cosiddetta sinistra si pensa solo a tagliare e privatizzare con un programma piú liberista della destra per rspettare il fiscal compact. (obbiettivo tra l'altro utopico trattandosi Di 40 mld all'anno per 20 anni!)
    Cosi passeremo I prossimi 10 anni a dirci che B. ha vinto perchè ha le televisioni e il proletariato guarda il grande fratello.
    Poveri noi!

  • Anonimo scrive:
    4 ottobre 2012 10:15

    Esatto, proprio qui sta il punto, nel divorzio di nonno Ciampi.

    Progetto: domani ogni euro-membro torna alla propria valuta, detta euro-marco, euro-franco, euro-lira, ecc. al cambio nominale di 1 a 1 con l'attuale euro. (è curioso, tra l'altro, che all'epoca 1 marco valesse praticamente 1.000 lire, da cui lira pesante, con tre zeri in meno, equivalente al marco di 11 anni fa. Ci sarebbe da ridere a tornare a quelle condizioni).
    Contemporaneamente, grazie al contro-divorzio tra Tesoro e BC, ogni Stato sovrano con debito superiore al 60% del PIL, stampa moneta per ridurre tale debito pubblico fino alla soglia del 60%, espellendo per l'occasione ogni cliente estero di tale debito. Euro-interesse su ciascun debito pubblico residuo pari all'1% per tutti (Trattato salva-europa, che sostituisce tutti i precedenti abrogandoli).

    Dopodichè un anno di fluttuazione libera dei cambi col vecchio euro diventato euro-bancor, alla fine del quale si discuteranno le politiche comunitarie di convivenza delle euro-valute. Cioè si riparte, ma questa volta col re nudo sulla pubblica piazza.

    Alberto Conti

  • ulisse scrive:
    4 ottobre 2012 18:33

    Prima o poi l'euro imploderà.Il vero problema che le forze politiche e i movimenti antagonisti che sono per per la fuoriuscita dall'euro/moneta sovrana nazionalizzazione della banca d'Italia/revisione della costituzione non trovano la forza e la volontà di unirsi.Troppi galli che litigano non fanno nè il Socialismo ma neanche sono capaci di esprimere politihe neo Keynesiane.neppure separatamente.
    ferraioli Domenico
    S&D salerno


  • Sollevazione scrive:
    4 ottobre 2012 20:29

    I big players della finanza globale hanno dichiarato una tregua, in attesa del 6 novembre fatidico, data delle elezioni presidenziali imperiali (negli USA). Stanno quieti per questo, prima ancora che per il Qe3 di Bernanke o degli annunci paraculi di Draghi e della bce. Sanno tutti che l'Occidente è in recessione, che l'economia capitalistica non tira e che la baracca sta crollando, che e cadere prima sarà proprio la moneta unica, che non ha dietro né uno Stato né una Banca che sia prestatore di ultima istanza.
    Detto questo: non è che per fare un fronte sia sufficiente dire No all'euro. Questo sarebbe una specie di monetarismo al contrario. Riacquisita la sovranità monetaria bisogna decidere che farsene, ovvero chi dovrà governare questo paese.
    Agli sprovveduti potrà sembrare assurdo, ma un Fronte avrà un futuro se canida apertamente alla guida del paese, disposto a dare vita ad un governo d'emergenza o di salvezza nazionale. Noi abbiamo posto nove punti di governo, che per noi sono i nove punti del fronte di cui parliamo:

    (1) Uscire dall’euro e dall’Unione europea ritornando alla lira; (2) Rimettere la Banca d’Italia sotto controllo pubblico riconsegnandole la facoltà di stampare carta moneta a finanziare lo Stato; (3) Cancellare debito verso la grande finanza speculativa globale; (4) Svalutare unilateralmente la lira e introdurre dazi su tutti i prodotti di importazione per proteggere la nostra economia; (5) Nazionalizzare il sistema bancario e assicurativo abolendo le banche d’affari, affinché l’erogazione del credito sia sottratto alla speculazione borsistica; (6) Lanciare un piano nazionale del lavoro per debellare la disoccupazione e riconvertire in modo ecocompatibile industria e agricoltura; (7) Introdurre un sistema fiscale che premi la creazione di ricchezza e aggredisca i grandi patrimoni parassitari, mobiliari e immobiliari (8) Difendere della Costituzione repubblicana e se necessario indire un'Assemblea Nazionale Costituente al fine di consegnare al popolo una fattuale sovranità politica e democratica; (9) Ricollocare l’Italia accanto ai paesi emergenti e nel solco della civiltà mediterranea.
    I tanti che si sussurrano all'orecchio le loro lagnanze dovrebbero dirci come la pensano, e se la pensano come noi darci finalmente una mano che ancora siamo troppi pochi.
    le chiacchiere stanno a zero.

  • Anonimo scrive:
    4 ottobre 2012 22:11

    Condivido i punti ma non sono d'accordo sulla strategia.
    NON si può partire in quarta dicendo o così o pomì; è necessario portare avanti i punti ma all'inizio unirsi con altre forze più numerose che non vogliono l'uscita dall'euro, che non condividono tutto al 100% MA CHE ESIGONO espansione fiscale e unione fiscale. Sono cose che vanno bene anche a noi quindi basta dire che queste condizioni di devono realizzare in un tempo ragionevole altrimenti si esce dall'euro. Lo sapete pure voi che:

    A) Se le politiche di Monti improvvisamente trionfano allora capite che tutto è inutile quindi aver sostenuto un programma minimo piuttosto che uno di massima non cambia nulla.

    B) Ma le politiche di Monti porteranno alla recessione, a conflitti sociali fortissimi, all'implosione del loro sistema quindi quando l'imminenza sarà evidente presentarsi a quel punto con la proposta di uscire dall'euro (già detta in precedenza ma non posta come sine qua non) sarà molto più plausibile e in più si potrà dire di non essere stati degli sfascisti. Occorre un'alleanza molto stretta con PRC nonostante le sue ambiguità ed errori ma abbiate fiducia che le correzioni verranno molto più facili di quello che si possa credere adesso a patto che ci sia già una coesione e un sostegno da parte della gente.

  • Anonimo scrive:
    4 ottobre 2012 23:27

    L'euro imploderà e basta, non è un problema se ma quando. Che non sia sostenibile è semplicemente un fatto. Fare finta Di niente non ha senso. La verità e rivoluzionaria.
    nazionalizzare la Blanca d'I talia
    ripristinare il matrimonio tra BdI e Tesoro
    introdurre immediatamente una moneta complementare col cambio 1-1 con euro con il quale pagare i crediti delle imprese nei confronti delle stato e pensioni e stipendio pubblici.
    Concordare con ue l'uscita dall'unione monetaria in modo ordinato e senza preavviso altrimenti I capitali scappano.
    Concordare con le Banche centrali europee la non convertibilita dei capitali depositati dei non residenti.
    Non e necessario ripudiare il debito basta convertirlo in nuova valuta, gli speculatori ci rimettono per i residenti non cambia nulla.
    convertibilita dei depositi e debiti (mutui).
    Una Volta usciti dall'euro lasciare fluttuare il cambio ai mercati.
    Si avrà una iniziale svalutazione del 30-35% per poi salire a circa 20-25% quando aumenteranno le esportazioni...

  • ulisse scrive:
    5 ottobre 2012 08:20

    noi di S&D siamo troppo piccoli per convocare una Assemblea Nazionale di tutte le forze,singoli e movimenti che vogliono la fuoriuscita dall'euro ritorno a moneta sovrana revisione dei trattati europei e modifiche alla costituzione e commissione d'inchiesta contro la truffa dell'euro da parte dei governi che l'hanno avallata.Per cui simao disponibili anche se a convocarla sia MPL
    Ferraioli Domenico
    S&D Salerno

  • Anonimo scrive:
    5 ottobre 2012 09:48

    Mpl sì dovrebbe convocare una convenzione nazionale di tutte le forze che sono per l'uscita dall'euro e la sovranità nazionale. Ma dovrebbe mettere una chiara discriminante antifascista.
    Eugenio Romoli (Bergamo)

  • Anonimo scrive:
    5 ottobre 2012 11:30

    Vedo critico il punto (4) Svalutare unilateralmente la lira e introdurre dazi su tutti i prodotti di importazione per proteggere la nostra economia.

    Quantomeno ingenuo: pensiamo che dichiarare guerra agli attuali dominanti non abbia conseguenze? E allora perchè offrire il fianco ignorando il principio di reciprocità (non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso)?

    La "soluzione" a questo punto debole secondo me è proprio nel trovare la quadra dei rapporti cooperativi tra Stati, nella fattispecie con una moneta unica ad uso esclusivo delle transazioni monetarie (commerciali) tra Stati diversi. Tu chiamala se vuoi ... eurozona-a-a.

    Se proprio i tedeschi non ci sentono e difendono il maltolto con le unghie e coi denti, si può sempre puntare sull'euro-PIIGS area, come motore di un nuovo polo "mediterraneo" che includa paesi extra-UE strategici.

    Questo sì che farebbe paura a lorsignori.

    Alberto Conti

  • Lorenzo scrive:
    6 ottobre 2012 01:37

    Mentre appoggio buona parte delle vostre rivendicazioni, vi invito a riflettere su quanto sia improbabile che l'Italia possa sottrarsi pacificamente all'abbraccio mortale dell'impero, o che l'impero possa collassare pacificamente lasciando ciascun popolo libero di scegliere il proprio destino.

    Nel caso in cui l'Italia dovesse lasciare l'impero economicamente (euro, finanziarizzazione, turbocapitalismo) e militarmente (NATO), scatterebbe l'accerchiamento congiunto per stritolare la nuova direzione politica. Sapete quanto me che la libertà di circolazione dei capitali è ua bufala: da un giorno all'altro l'intera finanza internazionale saboterebbe il Paese e gli renderebbe impossibile rifornirsi di capitali, le industrie italiane perderebbero tutte le commesse sui mercati esteri, il petrolio arriverebbe col contagocce, gli apparati militari (interamente concepiti per la cooperazione in sede NATO) si vedrebbero tagliare i collegamenti satellitari e le forniture di pezzi di ricambio...

    Le forze interne legate al grande capitale aggredirebbero il nuovo governo col pieno appoggio dei potentati internazionali, come avviene oggi in Siria.

    L'unica soluzione sarebbe la legge marziale e l'economia di guerra, nell'ottica di fare dell'Italia una specie di Nicaragua sotto assedio.

    Non parliamo del caso più radicale, in cui dovesse essere l'impero stesso a crollare: privato del suo gendarme armato il pianeta si balcanizzerebbe nell'arco di poche settimane.

    Va benissimo avanzare una serie di asettiche rivendicazioni di politica economica, ma non dimenticate mai che l'economia è solo una sfaccettatura dei rapporti umani, e può apparire quella principale solo nell'ambito di uno 'stato di normalità' garantito da un ordine imperiale come quello che abbiamo davanti agli occhi. Quando questo ordine viene messo in discussione l'apparente solidità della 'normalità' fa presto a liquefarsi e lasciare il posto a ordini di rapporti più profondi.

    Dunque: va bene parlare di economia per non spaventare il gregge attaccato a quanto rimane del proprio benessere e desideroso di riconquistare quanto ha perduto, ma dietro al programma essoterico ci deve essere la consapevolezza di ciò a cui si va incontro.

    Anche Lenin prometteva a operai e contadini russi la fine della guerra e la prosperità. Ma i rivolgimenti storici sono quasi sempre frutto di decenni di guerra e di spietato terrore.

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Google+ Followers

Temi

Unione europea (756) euro (708) crisi (620) economia (516) sinistra (461) finanza (260) Movimento Popolare di Liberazione (241) sfascio politico (235) grecia (234) elezioni (225) M5S (223) resistenza (222) teoria politica (211) banche (203) imperialismo (194) internazionale (194) risveglio sociale (184) sovranità nazionale (173) Leonardo Mazzei (172) P101 (171) alternativa (168) seconda repubblica (167) Moreno Pasquinelli (154) Syriza (150) Tsipras (145) Matteo Renzi (126) antimperialismo (115) debito pubblico (110) PD (104) marxismo (103) sovranità monetaria (102) democrazia (101) spagna (100) destra (99) sollevazione (99) Grillo (93) berlusconismo (91) costituzione (91) proletariato (91) neoliberismo (90) Francia (87) islam (82) filosofia (81) austerità (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Emiliano Brancaccio (77) referendum costituzionale 2016 (74) Germania (73) Stati Uniti D'America (73) sindacato (72) Mario Monti (71) populismo (69) Stefano Fassina (68) bce (68) immigrazione (68) piemme (68) capitalismo (65) sinistra anti-nazionale (64) Alberto Bagnai (63) Libia (63) Podemos (62) capitalismo casinò (61) guerra (61) programma 101 (61) Carlo Formenti (60) Rivoluzione Democratica (57) globalizzazione (57) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (55) bancocrazia (55) Medio oriente (54) Sicilia (54) rifondazione (53) CLN (51) Siria (51) referendum (51) socialismo (51) Sergio Cesaratto (50) Alexis Tsipras (49) Lega Nord (49) Movimento dei forconi (49) cinque stelle (49) immigrati (49) fiat (48) legge elettorale (47) sovranità popolare (47) Pablo Iglesias (46) sinistra sovranista (46) Nichi Vendola (45) renzismo (45) geopolitica (44) Beppe Grillo (43) inchiesta (43) Emmezeta (42) Troika (42) astensionismo (42) campo antimperialista (42) Alitalia (41) Yanis Varoufakis (41) solidarietà (41) moneta (40) brexit (38) proteste operaie (38) sovranismo (38) Diego Fusaro (37) italicum (37) liberismo (37) Matteo Salvini (36) neofascismo (36) Marine Le Pen (35) Mario Draghi (35) Russia (35) immigrazione sostenibile (35) Fiorenzo Fraioli (34) III. Forum internazionale no-euro (34) egitto (34) sionismo (34) Manolo Monereo (33) azione (33) palestina (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) ISIS (32) Mimmo Porcaro (32) default (32) fiom (32) fiscal compact (32) Forum europeo 2016 (31) Luciano Barra Caracciolo (31) Sel (31) Ucraina (31) Ugo Boghetta (31) governo Renzi (31) populismo di sinistra (31) unità anticapitalisa (31) Giorgio Cremaschi (30) Merkel (30) Israele (29) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) islamofobia (27) menzogne di stato (27) xenofobia (27) eurostop (26) Beppe De Santis (25) Forum europeo (25) Lega (25) elezioni siciliane 2017 (25) nazione (25) Europa (24) Nello de Bellis (24) catalogna (24) silvio berlusconi (24) Donald Trump (23) Karl Marx (23) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Quantitative easing (22) Stato di diritto (22) ecologia (22) finanziarizzazione (22) Aldo Giannuli (21) Chianciano Terme (21) Front National (21) Lavoro (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) elezioni 2018 (21) nazionalismi (21) scuola (21) Marcia della Dignità (20) repressione (20) uscita dall'euro (20) Laikí Enótita (19) Nato (19) Roma (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) USA (19) cina (19) fronte popolare (19) Fabio Frati (18) Izquierda Unida (18) Luigi Di Maio (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) Regno Unito (18) Tunisia (18) etica (18) iraq (18) keynes (18) religione (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Mariano Ferro (17) Pier Carlo Padoan (17) nazionalizzazione (17) pace (17) razzismo (17) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Jacques Sapir (16) Norberto Fragiacomo (16) Sandokan (16) Tonguessy (16) Venezuela (16) ballottaggi (16) euro-germania (16) melenchon (16) storia (16) vendola (16) Donbass (15) Emmanuel Macron (15) International no euro forum (15) Luciano B. Caracciolo (15) Prc (15) Renzi (15) Vladimiro Giacchè (15) coordinamento no-euro europeo (15) emigrazione (15) iran (15) patriottismo (15) piattaforma eurostop (15) 15 ottobre (14) Brancaccio (14) Cremaschi (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Marco Mori (14) Monte dei Paschi (14) Movimento 5 Stelle (14) Stato Islamico (14) Vincenzo Baldassarri (14) indipendenza (14) obama (14) salerno (14) Chavez (13) Jobs act (13) MMT (13) Marino Badiale (13) Virginia Raggi (13) acciaierie Terni (13) ambiente (13) disoccupazione (13) finanziaria (13) scienza (13) sciopero (13) umbria (13) Bersani (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Negri (12) Perugia (12) Putin (12) antifascismo (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) internazionalismo (12) nazionalismo (12) piano B (12) senso comune (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Enrico Grazzini (11) Gennaro Zezza (11) Reddito di cittadinanza (11) Turchia (11) Wilhelm Langthaler (11) comunismo (11) corruzione (11) cultura (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) internet (11) keynesismo (11) lotta di classe (11) salari (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) D'alema (10) De Magistris (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) cattiva scuola (10) chiesa (10) cosmopolitismo (10) decrescita (10) golpe (10) ordoliberismo (10) povertà (10) presidenzialismo (10) tasse (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Alitalia all'Italia (9) Art. 18 (9) Bernie Sanders (9) Campagna eurostop (9) Costas Lapavitsas (9) Daniela Di Marco (9) Def (9) Dicotomia (9) Fmi (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Paolo Ferrero (9) Portogallo (9) Risorgimento Socialista (9) Stefano D'Andrea (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) analisi politica (9) bail-in (9) casa pound (9) diritti civili (9) diritto (9) europeismo (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) sindacalismo di base (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Fausto Bertinotti (8) Forconi (8) Goracci (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ilva (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Mauro Pasquinelli (8) Mirafiori (8) Papa Francesco (8) Quirinale (8) Salvini (8) Yanis Varoufakys (8) appello (8) deficit (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) lira (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) privatizzazioni (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) Alessandro Di Battista (7) Alternative für Deutschland (7) Argentina (7) Articolo 18 (7) George Soros (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Paolo Barnard (7) Pil italiano (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) classi sociali (7) confederazione (7) cosmo-internazionalismo (7) debitocrazia (7) derivati (7) destra non euro (7) eurocrack (7) incontri (7) liberalismo (7) nazismo (7) necrologi (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) sociologia (7) taranto (7) trasporto pubblico (7) Alessandro Visalli (6) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CUB (6) Casaleggio (6) Claudio Borghi (6) Contropiano (6) Dino Greco (6) Eugenio Scalfari (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Giulietto Chiesa (6) Giuseppe Angiuli (6) Gran Bretagna (6) Lenin (6) M.AR.S. (6) Massimo Bontempelli (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Savona (6) Pisapia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Sandro Arcais (6) Sergio Mattarella (6) Stato (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) automazione (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) fisco (6) governo Gentiloni (6) il pedante (6) incontro internazionale (6) inflazione (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) magistratura (6) manifestazione (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) questione nazionale (6) suicidi (6) suicidi economici (6) tecnologie (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) vaccini (6) Alberto Negri (5) Anguita (5) Assad (5) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (5) Carl Schmitt (5) Dario Guarascio (5) Dimitris Mitropoulos (5) Domenico Moro (5) Federalismo (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Foligno (5) Forza Italia (5) Franco Bartolomei (5) Franco Busalacchi (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Luca Massimo Climati (5) Maduro (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pcl (5) Polonia (5) Rete dei Comunisti (5) Riccardo Achilli (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato di Polizia (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) afghanistan (5) alleanze (5) autodeterminazione dei popoli (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) ideologia (5) jihadismo (5) laicismo (5) migranti (5) pomigliano (5) rifugiati politici (5) rivolta (5) salvinismo (5) tecnoscienza (5) tremonti (5) ALBA (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Anna Falcone (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Cub Trasporti (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Eos (4) Flat tax (4) France Insoumise (4) Frente civico (4) Giorgia Meloni (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Jeremy Corbyn (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Marcello Teti (4) Militant-blog (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) USB (4) Varoufakis (4) Vladimiro Giacché (4) Xi Jinping (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) bankitalia (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donna (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) facebook (4) fascismo (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) giovani (4) governo (4) il manifesto (4) irisbus (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) mediterraneo (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) risparmio (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Africa (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Aldo Zanchetta (3) Alessandro Chiavacci (3) Alessia Vignali (3) Alfiero Grandi (3) America latina (3) Angelo Panebianco (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Cerveteri Libera (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Francesco Salistrari (3) Fronte Sovranista Italiano (3) GIAPPONE (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jens Weidmann (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Lista del Popolo (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Luigi De Magistris (3) Macron (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Martin Heidegger (3) Marx (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paolo Gerbaudo (3) Papa Bergoglio (3) Pardem (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Stato nazione (3) Thomas Fazi (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Visco (3) Xarxa Socialisme 21 (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) dollaro (3) donne (3) economia sociale di mercato (3) il fatto quotidiano (3) indignati (3) informatica (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) moneta fiscale (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sanità (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) socialdemocrazia (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) tecnica (3) trattati europei (3) tv (3) università (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Amando Siri (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Amoroso (2) Antonio Ingroia (2) Antonio Rinaldi (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Die Linke (2) Diem25 (2) Diosdado Toledano (2) Don Giancarlo Formenton (2) EDWARD SNOWDEN (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emiliano Gioia (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) Ernesto Laclau (2) F.List (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hezbollah (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Je so' Pazzo (2) Juan Carlos Monedero (2) Jugoslavia (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marchionne (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Palermo (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pier Paolo Dal Monte (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Regioni autonome (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Salistrari (2) Scenari Economici (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Toni negri (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Ugo Arrigo (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antisemitismo (2) banche venete (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comunicazione (2) curdi (2) decreto vaccini (2) deregulation (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) forza nuova (2) frontiere (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) legge del valore (2) libano (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) proteste agricoltori (2) psicanalisi (2) razionalismo (2) reddito di base (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) sondaggi (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) terzo polo (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amazon (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Gramsci (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Cekia (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudia Castangia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dagospia (1) Dan Glazebrook (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giorgetti (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Google (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcello Minenna (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mark Rutte (1) Mark Zuckerberg (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Microsoft (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) Nicaragua (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Riscossa Italia (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rosatellum (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antispecismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) calcio (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fabrizio Marchi (1) fake news (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) genetica (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intelligenza artificiale (1) intervista (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge Madia (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) legge di stabilità 2018 (1) leva (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) medicina (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) monetarismo (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no vax (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) partito democratico (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione femminile (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) recensioni (1) rete 28 Aprile (1) ricchezza (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra transgenica (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)