lunedì 1 ottobre 2012

ARGENTINA: UN CASO (DA MANUALE) DI SOVRANITÀ MONETARIA

Cristina Kirchner

Ecco perché il Fmi vuole punire l'Argentina

di Sergio Di Cori Modigliani

L'Argentina mostra come, disponendo della sovranità politica e monetaria, ovvero con lo Stato come protagonista della politica economica, si può non solo resistere alle oligarchie imperialiste, ma sfuggire alla catastrofe neoliberista.

In Gran Bretagna gli hanno dato un nome preciso e ormai la seguono come se fosse una telenovela nella sezione geo-politica: “The Christines at war”, la guerra delle Cristine [tra la segretaria del Fondo monetario internazionale (Fmi) Christine Lagarde e la Presidente argentina Cristina Kirchner, Ndr], che sarebbe una fiction a puntate davvero impossibile non seguire.

La nuova puntata (vera chicca per gourmet) si è svolta in un sontuoso teatro internazionale: la East Coast degli Usa, tre giorni fa uno scambio di battute al fulmicotone tra la segretaria del Fondo Monetario Internazionale, Christine Lagarde, dalla sede di Washington —reduce da un incontro ufficiale con il ragionier vanesio— la quale, infantilmente ha minacciato l’Argentina usando di proposito una metafora calcistica: “Per il momento sto mostrando a quella nazione il cartellino giallo; ma c’è una inderogabile scadenza che è il 10 dicembre 2012. Superata quella data scatterà automaticamente il cartellino rosso e l’Argentina verrà espulsa dal Fondo Monetario Internazionale”. 

La presidente argentina si trovava in quel momento a un tiro di schioppo, stava a New York, al palazzo dell’Onu. Da aggiungere che (gli sceneggiatori sono abili professionisti di mestiere) nell’esatto momento in cui madame Christine minacciava la senora Cristina, la presidente stava parlando all’assemblea dell’Onu a Manhattan perorando la causa dell’indipendenza del Sud America e chiarendo –con gravi toni minacciosi ben coperti dalla consueta retorica diplomatica- che il teatro internazionale geo-politico non è più quello degli anni’70 e che la grande stagione dello schiavismo colonialista è tramontata. 

Finito il suo intervento, i suoi segretari le hanno comunicato immediatamente l’esternazione della sua omonima francese. E la presidente Kirchner ha dichiarato subito: “L’Argentina è una grande nazione. Ma prima ancora è una nazione grande. Abbiamo un vasto territorio baciato dalla fortuna naturale. Abbiamo risorse nostre, che ci consentiranno la salvaguardia della nostra autonomia e della nostra indipendenza. Ma soprattutto siamo un paese orgoglioso che ci tiene alla propria dignità. Vorrà dire che staremo fuori”.
(...)

Cristine Lagarde, segretaria Fmi
Qual è il contenzioso?

Eccolo esposto in maniera molto semplice e sintetica:
Il Fondo Monetario Internazionale sostiene che, sulla base dei propri dati a disposizione, l’inflazione in Argentina ha raggiunto la cifra del 30% in seguito alla irresponsabile azione di emissione di carta moneta da parte del Banco de la Naciòn [La Banca centrale argentina, Ndr] perché in Argentina è stata scelta (il termine usato è “irresponsabile”) la strada degli investimenti in infrastrutture, salvaguardia del territorio idro-geologico, salario minimo garantito, credito agevolato alle imprese, protezionismo (con aliquote altissime praticate a tutte le multinazionali che in Argentina producono ma non investono il loro profitto in attività locali per favorire la occupazione) e aumento del proprio disavanzo di bilancio al fine di potenziare istruzione pubblica, ricerca scientifica e innovazione tecnologica. 

Il Fmi ritiene che un’inflazione così alta comporta il rischio di “implosione del sistema economico” e quindi il resto del mondo economico, per salvaguardarsi, deve prendere le distanze da un modello economico così disastroso, definito “ormai fuori controllo” e quindi o l’ Argentina si adegua oppure viene espulsa. Una volta fuori, immediatamente verrà chiesto il saldo di tutti i loro bonds, il pagamento di tutte le transazioni internazionali di merci, e l’intero sistema finanziario del pianeta dichiarerà “inagibile” ogni forma di finanziamento all’Argentina, la quale, inoltre, dovrà immediatamente abolire gli investimenti e lanciarsi in una poderosa manovra di austerità, rigore e stretta creditizia, pena la cancellazione dei contratti internazionali di import-export.

Il governo della Repubblica Argentina, invece, sostiene che la propria inflazione è intorno al 9%. E dichiara che i dati forniti dal Fondo Monetario Internazionale non sono dati veri, perché le aziende di rating che hanno fornito le informazioni sono agenzie private finanziate –fatto questo noto- da J.P. Morgan, Citibank e Societè Generale, che sono parte in causa e vogliono destabilizzare l’intero Sud America per avere la possibilità di poterci speculare sopra. 
L’Argentina, inoltre, ritiene che l’ FMI “ha lanciato un sistema di punizione” nei confronti delle nazioni dotate di un sistema finanziario economico centrale che vieta (come appunto nel caso dell’Argentina) ogni attività finanziaria speculativa sui derivati, perché gli investimenti finanziari sono consentiti solamente su titoli e aziende che producono merci reali. Come ultima considerazione, l’Argentina ritiene che il Fondo Monetario Internazionale abbia come compito quello di monitorare la situazione economica delle nazioni senza dover mai intervenire sulla qualità delle politiche economiche nazionali e locali essendo il principio dell’autodeterminazione dei popoli un valore riconosciuto dalla carta internazionale dell’Onu in data 1948.
Queste sono le due posizioni.
(...)
Si tratta di un poderoso braccio di ferro politico, che ci riguarda tutti. Italia in prima fila.
(e vi spiegherò più avanti il perché).
Chi vincerà? Non lo so. Però so chi voglio che vinca. E so, con matematica certezza, che cosa accadrà sia nell’uno che nell’altro caso.
(...)
Christine Lagarde fa la voce grossa a Washington, insieme a Monti come partner, perché si sente sicura della vittoria, e a mio avviso sbaglia di grosso. 
La sua vittoria ha queste tre tappe: il 7 ottobre a Caracas (elezioni politiche in Venezuela, paese fondamentale per l’intero occidente in questo momento); il 6 novembre in Usa (elezioni politiche presidenziali); il 15 novembre, data in cui la troika consegnerà il proprio rapporto sullo stato impietoso della Grecia; a quel punto la nazione ellenica verrà protestata, spinta fuori dall’euro e surprise! invece del contagio, non accadrà un bel nulla se non uno scossone della durata di 48 ore. Si mostrerà e dimostrerà, pertanto, che l’euro funziona e regge ogni urto, la Grecia sprofonderà nella miseria e nell’incertezza (dimostrando che senza l’euro non c’è salvezza) e l’euro sorretta dal petrolio scontato del Venezuela, sorretta da Wall Street (che nei dieci giorni successivi alla vittoria di Romney sarà andata alle stelle con enormi guadagni di tutto il sistema bancario europeo) finalmente si potrà assestare e dare ordini al resto del mondo. Quantomeno alla parte occidentale. Questo è ciò che pensa la Lagarde.

Ma quali armi ha l’Argentina? Enormi, gigantesche. E le sta usando tutte.
Vi racconto una delle armi usate nel recente passato (finito con successo venti giorni fa) relativa a una precedente lontana puntata della telenovela dal titolo “La guerra dei limoni tra le due Cristine” con una successiva puntata dal titolo “Coke is the real thing, baby!”.
La guerra dei limoni

Quando nel 2004 l’Argentina, reduce dal suo fallimento, comincia a rimboccarsi le maniche per l’auspicata ripresa, si avvale di diverse forme di consulenza economica, tra cui quella di un gruppo di scienziati tedeschi: per tradizione storica, i tedeschi sono di casa laggiù. Arrivano gli agronomi verdi dalla Germania, portandosi appresso la nuova tecnologia ecologica, evoluta nel campo dell’agricoltura. I tedeschi scoprono che i limoni argentini sono eccellenti. E varano un ingegnoso piano. Grazie al fatto di avere uno sterminato territorio a disposizione, il governo investe una massiccia quantità di denaro per lanciare un sistema di cooperative agricole occupando circa 150.000 ettari per produrre il più vasto limoneto del pianeta. Per avere il frutto ci vogliono anni, ma la tecnologia aiuta. Finalmente, alla fine del 2009, ecco i succosi limoni. Vanno al mercato internazionale. La frutta risulta seconda, per qualità, soltanto ai limoni italiani (la più pregiata specie in assoluto) con l’aggiunta del fatto che ha un prezzo di mercato inferiore del 212% ai limoni siciliani, liguri, greci, turchi, spagnoli, provenzali. I più grossi consumatori di limoni in Europa sono tedeschi e britannici, per via della loro alimentazione. 

Ai tedeschi servono per condire una loro insalata e i krauti di cui sono ghiotti e agli inglesi servono per spruzzare il loro piatto unico quotidiano, i celebri “fish&chips”, cartoccio composto da filetti di baccalà e patate fritte che ben si accompagnano con la pinta di birra al pub, ogni sacro giorno alle ore 17.,30. I tedeschi si avvalgono di forte sconto ma arriva anche la Coca Cola, il cui amministratore delegato, in persona, vola a Buenos Aires e firma un accordo commerciale della durata di 25 anni per avere i limoni con i quali compone la ricetta di ben 22 delle sue 30 bibite sparse in tutto il mondo. L’amministratore dichiara che il 93% dei propri limoni li prende in Argentina, il restante 7% dalla Florida. 

Poco tempo dopo, si passa alla soia. E arriva la Cina: contratto commerciale della durata di 50 anni; acquistano il 92% della produzione nazionale di soia (decine di migliaia di ettari coltivati sempre dai tedeschi) e 10 milioni di vacche. I bovini vengono allevati da produttori argentini nelle sterminate praterie d’altura, macellati, squartati come piace ai cinesi, incartati, messi su giganteschi aerei frigoriferi e ogni giorno partono 50 giganteschi aerei da trasporto che portano a Pechino la carne necessaria per sfamare circa 250 milioni di cinesi. 

Arrivano anche i giapponesi che si prendono la produzione di acqua minerale di ben 122 ghiacciai del polo sud per un totale di 20 milioni di ettolitri al mese per 50 anni. I giapponesi bevono l’acqua argentina ma non lo sanno. Tutto ciò contribuisce a un aumento del pil argentino dell’ordine di un +5% all’anno e sarà il trampolino di lancio della loro ripresa economica. Dai cinesi, l’Argentina si fa pagare in dollari e bpt italiani; dai giapponesi in dollari e bpt tedeschi. Dai tedeschi e inglesi in euro. 

Il sabotaggio e la risposta argentina

Ma nel 2010 la situazione geo-politica cambia precipitosamente. Dall’Unione Europea partono chiare indicazioni di andare all’attacco delle economie floride keynesiane. Per un fatto politico. La Gran Bretagna è la prima ad adeguarsi. E’ il primo atto del neo-eletto David Cameron. Non appena insediatosi, scopre che i limoni argentini –all’improvviso- non rispettano i parametri sanitari internazionali. 

Di conseguenza, si rivolge per protesta all’Unione Europea e Van Rompuy in persona denuncia l’accordo chiedendo una penalizzazione per l’Argentina, oltre a chiuderle l’accesso alle esportazioni internazionali. Per un mese l’Argentina protesta, soffre e si preoccupa. Dopodichè si fanno venire in mente un’ottima idea. 

La Kirchner personalmente scrive una lettera al quartier generale della Coca Cola ad Atlanta dove spiega alla multinazionale che dal giorno dopo non beccano più neppure un limone. Non solo. Avvalendosi della denuncia dell’Unione Europea, confortata dalle dichiarazioni di origine stampate sulle bibite della Coca Cola, si appella all’OMS chiedendo che vengano tolte dalla circolazione in tutto il continente europeo le 22 bibite che contengono limoni argentini “perché prive dei dispositivi di salvaguardia sanitaria previsti dalle convenzioni europee vigenti, visto che l’Europa sostiene che i nostri limoni non vanno bene, si deduce che non possono andare bene neppure bibite composte con i nostri limoni”. Per la Coca Cola si tratta di un danno di circa 25 miliardi di euro. Inizia un contenzioso durato ben 20 mesi, un braccio di ferro tra le due Cristine. Il finale della puntata è noto. Il presidente della Coca Cola tranquillizza la Kirchner dicendole “ghe pensi mi”. 
E ci riesce. 1-0 per l’Argentina.
Fine della precedente puntata.

Quella prossima, datata 13 dicembre 2012, non si sa come andrà a finire. Ma si sa che cosa accadrà se vince la Christine francese: 48 ore dopo, l’Argentina, accettando l’espulsione, protesterà il contratto con la Coca Cola, dirà ai cinesi che staranno senza carne e senza soia; dirà ai giapponesi che staranno senz’acqua da bere; dirà ai tedeschi che non avranno più il petrolio con lo sconto. E tutta questa gente andrà a chiedere ragioni alla Christine a Parigi. L’Argentina, quindi, avrà come avvocati difensori la Coca Cola, la Cina, il Giappone, l’industria agricola tedesca.

E l’Italia?

Automaticamente fallirà la Telecom, e due giorni dopo la Enel annuncerà che la propria fattura viene triplicata. Intesa San Paolo, Banco Popolare di Milano e Mediobanca subiranno in borsa un crollo di almeno il 40% del loro valore. Perché?
Perché la Telecom è un’azienda decotta. Eppure i suoi bilanci sono buoni: è vero. Ma il profitto (che la tiene a galla) lo prende da Telecom Brasile e da Telecom Argentina, nazioni nelle quali gestisce l’intero sistema di telecomunicazioni digitali, terrestri e satellitari. Verranno subito nazionalizzate. Non solo. Verrà anche nazionalizzata subito anche l’Enel, che gestisce tutto il sistema dei servizi di erogazione di energia elettrica a Buenos Aires, in Bolivia, a Rio de Janeiro e che per la bilancia italiana è fondamentale. Inoltre, verranno messi subito all’incasso bpt italiani per un controvalore di 22 miliardi di euro, proprio alla vigilia di Natale. E se l’Italia non ha da pagare, si arrangi. Che vada a farseli dare da Christine Lagarde.
Per ridurla in sintesi, si tratta, in realtà, di una lotta squisitamente politica.
La telenovela sta tutta lì.
Non c’entra niente il business, né il commercio, né gli scambi. Proprio no.
E tantomeno l’economia.
Come ha detto con molta chiarezza la sudamericana Cristina Kirchner “Io pretendo che venga rispettata la mia dichiarazione politica”. E si riferiva allo scontro micidiale a Montevideo lo scorso novembre (...), nel corso del quale Christine Lagarde la minacciò di sanzioni e isolamento se non cambiava politica economica. 

In quell’occasione la Kirchner disse: 
“Preferisco avere un’inflazione altissima e spropositata se so che la disoccupazione dal 34% è scesa al 3,5%; che la povertà è diminuita del 55%; che il pil viaggia di un +8% annuo; che la produttività industriale è aumentata del 300%; che c’è lavoro in Argentina, c’è mercato per tutti, e il mio popolo è molto ma molto più felice di prima, piuttosto che avere un’inflazione del 3% come in Italia, dove c’è depressione, disperazione, avvilimento e l’esistenza delle persone non conta più. E questa è un’affermazione politica. Di principio e sostanziale. Non lo ha ancora capito?”
Sembra che non lo abbia capito.
Sembra che non lo abbiano capito neppure gli italiani.
La crisi economica è uno specchietto per le allodole.
Si tratta di uno scontro micidiale politico tra due diverse modalità, totalmente contrapposte, di interpretare l’esistenza. E in questo scontro, l’economia, lo spread, ecc, sono semplicemente uno strumento di minaccia e ricatto per far passare un disegno politico di espoliazione, espropriazione e schiavizzazione degli esseri umani in Europa.
Altrimenti non si chiamerebbe Guerra Invisibile. Perché non si vede.

Non è certo un caso che la cupola mediatica, in Italia, abbia scelto di non acquistare i diritti per trasmettere le puntate della telenovela delle Due Cristine. Meglio che nessuno la veda.
Ed è meglio anche che nessuno sappia nulla dei limoni, dei verdi tedeschi, ma soprattutto che non venga né detto, né spiegato, né tantomeno mostrato, come se la passano quelle nazioni che hanno avuto l’ardire e l’ardore di dire no all’austerità, no alla sudditanza nei confronti dei colossi finanziari, ma soprattutto no ai diktat delle banche centrali.

Mentre da noi Monti & co. officiano continue messe da requiem dell’ingegno, della creatività, del lavoro e della voglia e bisogno di imprendere della nazione, da qualche altra parte del mondo si balla il tango e la milonga, e ci si sente vivi. Sono molto più poveri di noi, hanno molto meno di noi, sono molto meno ricchi di noi.
Eppure, sono molto ma molto più felici.
Non è questo, dopotutto, che conta nella vita dei popoli e delle nazioni?
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16 commenti:

  • Anonimo scrive:
    1 ottobre 2012 14:20

    Anonimo 1 dice:
    Questa guerra invisibile fra le Due Chritine ( poco visibile soprattutto perchè certa stampa addomesticata ne parla poco e male) è di gran lunga più appassionante e coinvolgente di tutti i Campionati di calcio e di tutte le Olimpiadi. Roba da fare un tifo pazzesco! Sembra da paragonarsi al duello fra S;Giorgio (pardon S. Cristina !) e il Drago. il bello della questione è che il Drago sta dando addosso pure a noi poveri Christi! Non è difficile indovinare per che faccimo il tifo ...

  • Anonimo scrive:
    1 ottobre 2012 14:28

    Anonimo 2 dice:
    Ma questi Wall Street Boys e queste Wall Street Girls hanno tutti una faccia dura, spietata
    e inesorabile da "Giustizieri dell'Apocalisse" ?


  • Anonimo scrive:
    1 ottobre 2012 15:54

    Ma pubblicate gli articoli di Modigliani? Ma siete fuori di testa. Ridicoli!

  • Anonimo scrive:
    1 ottobre 2012 16:10

    Fortunatamente si tifa per quella più bona che l'altra non è commestibile.

  • Anonimo scrive:
    1 ottobre 2012 16:17

    Ma vi rendete conto delle scemenze che si dicono in quest'articolo? Sì, fa il tifo per la Kirchner ma c'è bisogno di postare l'articolo di uno che dice un sacco di "inesattezze"? Che poi il succo è banalissimo ossia l'Argentina è ai ferri corti con l'FMI e si tifa per loro, non mi pare si dica molto altro di concreto. Ci sarebbe da fare un discorso sull'inflazione, capire chi ha ragione sulla misurazione, se l'ìinflazione invece di un male possa essere un indicatore di prosperità più diffusa...invece pubblicate un testo pieno di fregnacce che non dice niente. Com'è?

    Modigliani è di una certa parrocchia e voi volete far capire di frequentare...?

  • Anonimo scrive:
    1 ottobre 2012 19:19

    No per dire quanto siete fessi.

    Premessa: tutti sanno che Modigliani le spara grosse e non si capisce che vuole, ma voi lo pubblicate lo stesso. Pazzesco.

    Ma il bello è successo poco fa quando il modigliani ha messo un post sulla Barbara Palombelli attribuendole fra virgolette delle frasi mai dette; bè ho appena fatto in tempo a leggere che hanno cancellato il post. Sono riuscito a malapena a fare delle fotografie del desktop con l'intero articolo. Tanto va la gatta al lardo...

    Insomma voi date credito alle persone sbagliate carissimi e in un modo così ingenuo che rasenta la stupidità. Se avete bisogno di una lista delle bufale scritte dal signore più le foto dell'articolo in cui le spara grosse sulla Palombelli non avete che da chiedere e vi mando il tutto per email.

  • Anonimo scrive:
    1 ottobre 2012 19:27

    Anonimo Geremia dice:
    Di Onnisciente ce n'è uno solo. Quando si adotta la moneta sovrana lo spettro di Weimar è sempre dietro l'angolo in un'epoca in cui la parità aurea é stata definitivamente abbandonata; ma anche con lo spettro, anzi con gli spettri , degli strozzini internazionali, c'è poco da scherzare: decesso lento per anossia ischemica come stiamo sperimentando un po' tutti. l'Argentina è un paese grande e ricco di risorse di ogni genere gran parte da valorizzare come si é visto per le piantagioni di limoni. Del resto é meglio stamparsi le banconote con una politica monetaria indipendente piuttosto che prnderle a prestito e finire col debito pubblico alle stelle. L'esperimento argentino va osservato con attenzione dato che popolo e terrrritorio sono risorse imprevedibili se non c'é la schiavitù globalizzata. Perciò anch'io, piuttosto che tifare per i cavalieri dell'Apocalisse, tifo per la Christina Kirchner.

  • Anonimo scrive:
    2 ottobre 2012 11:19

    Mio scuso,pero prima di chieder di poter tradurlo al ceco .l ho fatp - posso ora otenere ccordo del autore? : http://www.vasevec.cz/blogy/sergio-di-cori-modigliani-argentina-nazorny-priklad-monetarni-suverenity

  • Anonimo scrive:
    2 ottobre 2012 15:29

    Una volta regolata la situazione europea (dopo la definitiva Unificazione continentale) sarà data una sistematina anche alla Fascistona in questione. L'occasione sarà fornita dal probabile nuovo conflitto nelle Falkland: da lì in avanti ci sarà la possibilità per la NATO di riportare la democrazia agli Argentini, liberandoli dal fascistume vario che la ammorba sin dai tardi anni Quaranta (a partire da Peron). Dispiace, da elettore Democrat quale io sono, ma non ci sono altre soluzioni all'intervento umanitario, e temo che lo stesso valga per l'altro caudillo, il Venezuelano amico di Castro.

  • Anonimo scrive:
    2 ottobre 2012 17:06

    "Dispiace, da elettore Democrat quale io sono"

    Stanno cominciando a farsela sotto poverelli e minacciano sfracelli ;)

    Povera gente, miserabili piccoli borghesi figli di piccoli borghesi, padri di altri servi middle class senza educazione e senza cultura. Invece di prendervela coi vostri padroni che vi hanno ridotti quello che siete vi accanite contro quelli che cercano di liberare anche voi dall'oppressione.
    Quando il Signore vi metterà una mano sulla testa e finalmente aprirete gli occhi, fra non molto, vi accoglieremo a braccia aperte. Come siete buffi da burattini...ma crescerete anche voi e vi renderete conto, se lo vorrete.

  • Anonimo scrive:
    2 ottobre 2012 17:50

    Oh, mo stavo rivolgendo al Democrat mezzo matto, sia chiaro...

  • Anonimo scrive:
    2 ottobre 2012 18:00

    Tu non riusciresti nemmeno a capire gente come Alesina, Zingales, Giavazzi, né a comprendere 1/100 di ciò che dicono personalità come Monti, Draghi o Bini Smaghi, tutte persone che, pur non vantando premi Nobel o altrettali, hanno contribuito fattivamente al progredire della scienza macroeconomica e alla prevenzione o all'alleviamento di situazioni critiche a livello congiunturale. Gente come voi è la rovina dell'Europa, e mi consolo pensando che ci sarà un po' di minestra anche per voi asini recalcitranti, nonostante meritiate di stare in fila alla Caritas.

  • Anonimo scrive:
    2 ottobre 2012 18:02

    Ho incolonnato male la risposta, ma sia chiaro che stavo rispondendo al fascista che ha bollato gli elettori del PD come "miserabili piccoli borghesi". Chissà, magari è vero, ma comunque è meglio piccoli borghesi che fascisti come te.

  • w la costituzione e la repubblica italiana scrive:
    2 ottobre 2012 20:59

    " Una volta regolata la situazione europea (dopo la definitiva Unificazione continentale)" ... e certo per loro la creazione di uno stato che non vuole nessuno senza che vi sia alcun presupposto linguistico, economico e politico per farlo è solo una questione di " regolare" ... ma i fascisti sono gli altri ovviamente.

    " da lì in avanti ci sarà la possibilità per la NATO di riportare la democrazia agli Argentini" ... stesso discorso per quanto detto sopra... ovviamente loro vogliono l' europa unita, sempre a fianco della nato ovviamente :-).

    Fatico a credere che non sia un troll, forse perché mi spaventa il fatto che gli elettori PD siano davvero così invasati, e il bello è che danno del fascista agli altri, quando sono loro che vogliono creare un superstato imperialista europeo contro ogni razionalità... probabilmente costoro " se ne fregano" della razionalità.
    Almeno fateci un piacere, dopo trent'anni che ce la menate con " ce lo chiede l' europa" almeno smettetela di nominare la costituzione italiana!

  • Anonimo scrive:
    2 ottobre 2012 22:58

    Ho toccato un punto debole con quel "piccoli borghesi"? Mi spiace davvero, però mi compiaccio di aver indovinato. Sentivo fin da qui l'odore di minestra tipico delle case middle class.
    Io alla Caritas? Ops...temo che tu abbia preso un piccolo granchio, sai?

    Eh, il dramma della democrazia è che si concede il diritto di parola anche ai miserabili servi del padrone.
    Aveva ragione Orwell: esistono solo due classi veramente libere, i ricchi e i proletari senza una lira; i piccoli borghesi sono più servi dei servi, persi irrimediabilmente nel loro balzacchiano livore. Ringrazio Dio che non mi ha costretto a frequentare gente come te.

    P.S.: No cocco meglio come me che piccoli borghesi, fidati. ;)

  • sergiodicorimodigliani scrive:
    8 ottobre 2012 14:13

    Trovo davvero molto scorretto aver copiato interamente dal mio blog il mio articolo originale, averne cambiato il titolo e non segnalare che proviene dal mio blog che si chiama "Libero Pensiero: la casa degli italiani esuli in patria". Come libero pensatore non voglio essere cooptato da nessuna organizzazione politica italiana. Siete dei manipolatori scorretti. Attendo una vostra risposta immediata anche in termini legali, dato che ho ricevuto notizia -per caso- da altre persone dell'esistenza di questo blog; costoro, autorizzate a pensare che io appartenessi a questa pagina, a questo movimento, e che ne fossi parte integrante, cosa che non è vera, si sono rivolte a me per intervistarmi. Poichè io sono una persona pubblica (intendo dire nella vita reale, non in quella virtuale) con il vostro atto mi avete surrettiziamente cooptato nella vostra organizzazione. Attendo immediata precisazione della mia posizione, vostra rettifica. Qui su questo sito.
    Imparate a comportarvi prima di osare parlare di democrazia.
    Sergio Di Cori Modigliani

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