Programma 101, Salerno, 23 febbraio

Programma 101, Salerno, 23 febbraio

lunedì 17 settembre 2012

RIVOLTA ISLAMICA

Un 11 settembre di massa

di Campo Antimperialista*

In molti si scrutano pensosi il naso chiedendosi chi ci sia realmente dietro alla pellicola anti islamica. Chi c’è davvero dietro a tal Sam Bacile, il produttore israelo-americano del lungometraggio dello scandalo? C’è il Mossad? C’è la Cia? C’è Romney? C’è la Spectra? C’è Pincopallo?
C’è, sotto i nostri occhi, una potentissima ondata di proteste islamiste, una mobilitazione che ha attraversato tutto il mondo islamico, dal Marocco all’Indonesia. Ci pare più importante interrogarsi sul suo significato e le sue implicazioni, piuttosto che elucubrare su un piano del discorso entro il quale, al massimo, si possono fare solo illazioni e astratte speculazioni.

L’uccisione a Bengasi dell’ambasciatore in Libia Chris Stevens è certo uno smacco pesante per gli Stati Uniti (e per i loro alleati NATO). Se la cosa fosse finita lì si sarebbe parlato di uno dei tanti attacchi terroristici, più o meno made al-Qaeda, che ad intermittenza colpiscono gli americani. Ma la cosa non è per niente finita lì. E’ la fiammata d’indignazione, quindi le sue enormi dimensioni, che debbono preoccupare gli Stati Uniti e la Casa Bianca.

E perché? Perché sanciscono il totale fallimento della nuova politica statunitense nel Vicino oriente, quella che venne inaugurata da Obama nel suo famoso discorso all’università del Cairo  il 3 giugno 2009. Chi può dimenticare la zelante apologia dei media occidentali (e mondiali) sul “nuovo corso obamiano”? Si trattava in verità di una rimodulazione della medesima politica imperiale di Bush, una rimodulazione che faceva perno tuttavia su una apertura di credito al mondo islamico, ferma restando, appunto, la strategia di fondo. Una rimodulazione che faceva perno sulla pretesa di separare l’Islam moderato da quello jihadista e radicale, con un'inedita apertura di credito a quell’internazionale islamica che va sotto il nome di Fratellanza musulmana.

Ecco cosa muore in questi giorni coi funerali in pompa magma dell’ambasciatore e sotto le macerie delle ambasciate assaltate in diversi paesi: muore la pretesa americana di addomesticare l’Islam politico e di afferrarlo nella sua sfera d’influenza. Chi non vuole riconoscere questo scacco, prima ha parlato di sparuti gruppi terroristici qaedisti dietro alle proteste, poi, viste le dimensioni di massa della fiammata antiamericana e antimperialista, ha inalberato il solito spauracchio del salafismo. Una maniera di cavarsela, furbesca e consolatoria.

Bisogna avere delle fette di prosciutto sugli occhi per negare l’evidenza, l’evidenza di una rivolta di massa, che ha coinvolto la gioventù diseredata delle grandi metropoli arabe e non solo. Una rivolta che ha fatto saltare le paratie immaginarie tra jihadismo salafita (i cattivi), da una parte, e dall’altra l’Islam buono, dialogante con l’Occidente imperialista. 

Per le grandi masse oppresse evidentemente non valgono i confini divisori e aleatori tracciati dai politicanti. Che la rivolta sia scoppiata al Cairo, prima ancora che a Bengasi; che sia scoppiata proprio l’11 settembre, nell’anniversario della più grande umiliazione che gli Usa abbiano mai subito, dopo la sconfitta in Vietnam, e che abbia visto nuovamente Piazza Tahrir come epicentro, simbolicamante e politicamente, ha una straordinaria importanza. In Egitto, non meno che in Siria, si giocano infatti i destini del mondo arabo e islamico.

Chi andava farneticando (disvelando una sorda islamofobia) che oramai si era aperta una nuova fase, segnata dall’alleanza strategica tra gli Usa e l’islam sunnita; chi era giunto a screditare le “primavere arabe” (a causa della caduta di Gheddafi prima e della guerra civile in Siria poi) addirittura come “rivoluzioni colorate” e “regime change” a stelle e striscie ha oggi molto materiale su cui riflettere e per fare autocritica.

La fiammata di questi giorni è come una cartina di tornasole che ci aiuta a capire la reale natura delle sollevazioni arabe iniziate in Tunisia nel dicembre 2010. Le attuali proteste sono figlie legittime delle rivolte che hanno scombussolato l’intero medio oriente e ne confermano il segno antimperialista. Non sono solo gli Stati uniti che vengono messi sotto attacco. Bersaglio delle proteste di questi giorni sono le forze “islamiche moderate”, sia quelle manovrate da sauditi ed emiri del Golfo, sia quelle vicine alla Turchia di Erdogan. 

Questi pensavano di potere cavalcare la tigre delle sollevazioni per poi ricondurla nell’alveo che essi avevano predisposto di concerto con la Casa Bianca. Questo disegno è saltato, affossato. Tenteranno nuovamente, i nuovi regimi, di riportare l’ordine, di ripristinare gli equilibri, ma essi saranno fragili, condannati a perire. Non si governa contro le masse, a prescindere dalle masse, imbrogliando le masse. La fiamma che si è accesa nell’inverno 2010-2011 in Tunisia ed Egitto è accesa e potrà divampare in ogni momento, almeno fino a quando nel Vicino oriente non sarà risolta la questione palestinese, e fino a quando la maggioranza del popolo dovrà subire condizioni di miseria, corruzione, vessazione da parte di ristrette oligarchie.

I media americani parlano di una inattesa rivincita del jihadismo. Non hanno torto. Trucidato il corpo di Osama Bin Laden, il suo fantasma aleggia più che mai se, come è evidente, il messaggio principale del jihadismo “colpire anzitutto la bestia imperialista americana” è passato, da idea di piccole sette militariste a pratica di masse sterminate. C’è, in questa consapevolezza generale, non solo l’odio sordo per l’impero a stelle e strisce, c’è intelligenza politica, la consapevolezza che non solo Israele ma le stesse satrapie arabe crollerebbero se dietro non avessero, appunto, il sostegno dell’Impero. Quello va dunque colpito, è a quello che non va data tregua.

Ci sia consentita infine una digressione sulla Siria, ovvero come la fiammata dei giorni scorsi impatta sulla guerra civile. I circoli guerrafondai occidentali (in primis i francesi) ci penseranno non due ma tre volte, adesso, a proseguire sull’idea di un intervento esterno. Rovescerebbero Assad e il “regime alawita”, ma si troverebbero con uno scenario libico alla decima potenza, ovvero alle prese con una situazione ingovernabile. Come mostra la Libia, Impero e Nato hanno fatto loro ... la guerra per il Re di Prussia. Hanno tolto di mezzo un autocrate oramai sostanzialmente addomesticato per trovarsi alle prese con l’anarchia militare e una resistenza islamista più forte che mai. I sionisti avevano messo in guardia gli americani e gli europei: “State attenti che rischiate di aprire il vaso di Pandora, che al potere potrebbero andare forze ancor più ostili”. E avevano ragione.

Coloro che da mesi ce la menano sul fatto che i ribelli siriani, salafiti in testa, non sarebbero che fantocci dell’Occidente, che se prendessero il potere in Siria questo paeese diventerebbe una provincia dell’Impero, dovrebbero ricredersi, cambiare registro, raccontarci un’altra storia. Se ne saranno capaci. Di certo delle vicende siriane e mediorientali non c’hanno capito un’acca. Quella in corso in Siria, purtroppo, è un fitna [conflitto religioso, Ndr] una resa dei conti in seno all'islam tra sunnismo e shiismo. Che gli imperialisti tentino di ficcarci il naso è indubbio, le probabilità che ottengano i risultati sperati quasi nulle.

A Tripoli del Libano ne abbiamo avuto una prova. La città da cui passano flussi di armi e appoggi ai sunniti siriani, la città segnata da scontri sanguinosi tra le comunità sunnite e alawite, tra filo Assad e anti, è stata quella più toccata dalla fiammata antiamericana di questi giorni. Proprio i sunniti anti-Assad sono stati quelli che hanno preso d’assalto e fatto a pezzi tutti i simboli, commerciali e politici, americani e occidentali. Questo non si spiegherebbe se i gruppi radicali sunniti fossero davvero, come si vuole far credere, manovrati dalla potente famiglia Hariri.

Nella riprovevole fitna, nella contesta tra sunniti e shiiti, ce n’è un’altra, tutta interna al sunnismo, tra i gruppi radicali, integralisti ma antimperialisti (l’antimperialismo, repetita juvant, non ha per forza un segno univoco), e quelli al servizio delle satrapie arabe e dei notabili capitalisti locali. Ognuno combatte, in una guerra di movimento dagli esiti imprevedibili, la sua propria battaglia, per i suoi propri scopi. E ognuno, compreso il regime di Assad, cerca di accattivarsi, se non le simpatie, almeno l’avallo di questa o quella grande potenza. Che gli imperialisti tentino di metterci lo zampino è addirittura ovvio, ma che essi siano demiurghi che tirano tutti i fili, è una patetica ed evidentissima idiozia. La sollevazione antiamericana di questi giorni, se non fa dormire sonni tranquilli ad Assad, di certo è un incubo per quei circoli imperialisti che pensano all’intervento. 
Meglio di così....

Print Friendly and PDF

18 commenti:

  • Anonimo scrive:
    17 settembre 2012 10:34

    Che la rivolta di massa araba sia stata attentamente programmata e sostenuta dai Paesi antimperialisti lo dimostra quanto segue.
    Prima dell'11 settembre il sistema banacario americano stava saltando. Ora che i finanzieri arabi hanno ritirato tutti i loro unvestimenti dalle banche americane, è agonizzante. E a niente varrà, se non a portare alle stelle l'inflazione, lo stampaggio di miliardi di dollari per affrontare i costi delle nuove guerre scatenate dal Nobel per la pace e dai suoi ottusi alleati.
    Gli sceicchi arabi si sono precipitati in Europa a offrirsi di dare una mano alla sua economia asfittica in cambio della non belligeranza.
    In attesa del crollo definitivo del dollaro, Russia e Cina stanno accumulando quantità inimmaginabili di oro, il cui prezzo salirà alle stelle tra pochi mesi.
    Per la prima volta i ribelli afgani hanno colpito una base militare NATO, ucciso decine di militari e distrutto
    tutti gli aerei presenti al suo interno.
    L'impero americano volge al suo termine, come fu per l'impero romano. Il resto sono tutte fandonie create ad arte dai media.







  • Anonimo scrive:
    17 settembre 2012 14:03

    Anonimo secondo;
    Anonimo primo é ottimita, ma prescinde da certi interessi in gioco che, pur sfruttando gli aspetti ideologici, hanno motivazioni concrete: il petrolio della Libia; il controllo strategico del canale di Suez e dei confini con la zona calda palestinese, il cadmio della Siria, le vie del petrolio in Afghanistan e le basi strategiche contro la Cina. L'Islam non é una massa monolitica e non lo é mai stato. Spesso gli Occidentali hanno prevalso contro Daar al Islam proprio approfittando della scarsa coesione politica e religiosa islamica. Chi ha lanciato il film ritenuto blasfemo da tutti i muslim, probabilmente l'ha fatto con precisi scopi di provocazione e, vorrei sbagliarmi, forse con l'intenzione di iniziare la fase dell'Armagheddon. Questo Film sembra una sfida stolta ma potrebbe essere una mossa calcolata.

  • Anonimo scrive:
    17 settembre 2012 15:10

    (dal blog: DICIOTTOBRUMAIO)

    Grande disordine sotto il cielo, ma la situazione è tutt’altro che eccellente. Solo gl’illusi potevano sperare nelle cosiddette primavere arabe e nord africane, abilmente orchestrate da intelligenze occidentali. Il mondo arabo da molti secoli è fermo, immobile, ipnotizzato e in ginocchio davanti ai ghirigori delle moschee. Prima sottomesso ai turchi, poi a tutti gli altri. Soprattutto dalle proprie classi dirigenti che nella religione, non meno assurda e anacronistica delle altre, hanno trovato uno strumento straordinario per tenere in riga le proprie plebi. Queste plebi arabe (e quella persiana) la prima cosa che dovrebbero fare è una vera rivoluzione sociale che mandi all’aria le superstizioni e l’ordinamento di classe e maschilista. E invece sono contente, con il pretesto del Corano, di rifarsi sulle proprie donne, schiavizzate, di vivere di piccoli commerci e di elemosine statali, di votare in massa per i partiti religiosi, di sfogarsi con violenze che nascondono ben altri motivi di malcontento. Stereotipi? Manco per il cazzo.

    http://diciottobrumaio.blogspot.it/2012/09/manco-per-il-cazzo.html

  • LUCA scrive:
    17 settembre 2012 15:18

    ancora con questa storia delle intelligenze occidentali!!???? Il pezzo è buono invece, proprio perché sottolinea come le elucubrazioni dietrologiche e complottiste per cui masse sterminate di arabi si muoverebbero a comando (occidentale, sic!) e non perché hanno le palle piene nonché degli ideali, quella idea si è dimostrata, oltreché paranoica, assurda.
    Siamo seri per favore.

  • Realista scrive:
    17 settembre 2012 15:38

    I fatti ci dicono che c'è una poderosa lotta di potere che spinge verso il multipolarismo. Ciò penso sia una cosa che tutti i rivoluzionari dovrebbero augurarsi.

    La cintura islamica è certamente un'area in cui si gioca un'importante partita, ma nemmeno il migliore giocatore d'azzardo potrebbe sentirsi sicuro a fare previsioni. Molte forze sono in gioco, probabilmente di più di quelle che ciascuno di noi conosce. Le spinte fondamentali sono però ben visibili: interessi occidentali, interessi delle nuove potenze emergenti, interessi nazionali, interessi confessionali, interessi popolari. Al momento è difficile stabilire quali di questi interessi siano preponderanti, se alcuni lo sono.

    Una cosa però è certa, le condizioni per un cambiamento politico progressivo nella cintura islamica e nel resto del mondo sono decisamente più favorevoli adesso che prima della cosiddetta "primavera araba".

  • Anti-Imperialista Anti-Nazionalista scrive:
    17 settembre 2012 16:16

    Non capisco come è possibile che ogni cosa che dice il campo la condivido al 100% e ogni cosa che scrive l'Mpl mi fa vomitare.
    Non capisco perché quando vi firmate Campo Antimperialista non siete complottisti nemmeno su grandi tempi strategici internazionali, quando vi firmate Mpl siete complottisti persino per difendere Grillo!!

  • redazione scrive:
    17 settembre 2012 18:09

    Il Mpl non è il Campo, e viceversa. Vero è che diversi militanti del Campo sono in Mpl.
    Riguardo al complottismo sulla vicenda Favia-Grillo, non capiamo dove esso sia. Non abbiamo sposato le tesi di Grillo. Piemme ha solo detto che Favia non ce la dice tutta e sostiene che egli sta pensando a scindere M5S. Che poi abbia ragione sulla assenza della democrazia interna è per noi un fatto assodato. Dov'è il complotto? Non ci pare abbia sostenuto (come Grillo) che è un infiltrato del Pd. Semmai Piemme ha sottolineato il morboso ed evidentissimo interesse della casta a far fuori Grillo perché, per adesso, è il solo pericolo che hanno in vista delle prossime elezioni — e pensa che non si debba cadere nella trappola democraticistica facendo il gioco della casta medesima. Dov'è il complotto? Lorsignori fanno il loro mestiere, punto. Infine: un articolo firmato, appunto perché è firmato, non necessariamente esprime il punto di vista della Redazione e/o del Mpl.

  • Avenarius scrive:
    17 settembre 2012 22:00

    "Il mondo arabo da molti secoli è fermo, immobile, ipnotizzato e in ginocchio davanti ai ghirigori delle moschee"

    ...invece il mondo occidentale è da sempre, coi suoi superiori valori, faro per i popoli del globo terracqueo: "Liberté, Égalité, Fraternité".

    Quando intendete parlate del mondo islamico prima sciacquatevi la bocca, poi cercate di capire di chi esattamente state parlando (ché il così detto "mondo islamico" è variegato), cercate infine di informarvi e di liberarvi dai beceri luoghi comuni occidentali e poi, forse, parlate.

  • la congiura degli eguali scrive:
    17 settembre 2012 22:50

    quello che non soppoprto di questo blog, è il fatto che con saccenteria dà degli idioti a coloro che hanno dei dubbi su argomenti importanti circa il ruolo dell'occidente nelle rivolte libiche e siriane; la libia era un regime, così come lo è la siria; le masse diseredate fanno bene a ribellarsi e si spera che si inneschi un processo rivoluzionario, che le liberi dal giogo oppressivo dei potenati locali e da quello imperialista; però non credo che l'imperialismo stia seduto in tribuna da spettatore neutrale a vedere come va a finire la contesa; un fatto è certo la libia è stata distrutta ed annientata dai bombardamenti aerei dell'imperialismo, ed i libici sono piombati nella tragica miseria; questo blog non è il vangelo nè il corano, dovreste avere l'accortezza di pensarlo come agorà politico culturale, un luogo di dibattito e di confronto di idee anche diverse, ma che tendono comunque a contribuire alla crescita del fronte rivoluzionario; senza per questo bollare di cretinerie le posizioni diverse dalla vostra, altrimenti vi comportate da integralisti, e l'integralismo è regressivo.

  • redazione scrive:
    17 settembre 2012 23:13

    Cara Congiura,

    ci scusiamo se cadiamo nell'errore di apparire saccenti. Non ci sono in giro, solo persone intelligenti. I più sono dei cretini. basta che ti giri attorno. In un'habitat come questo è facile commettere l'errore di essere "spocchiosi", tanto più se questa critica ce la rivolgono compagni in gamba. Speriamo tuttavia non intendi per saccenza che noi si difenda le nostre idee e si critichi quelle che riteniamo sbagliate.
    Vedremo comunque di aggiustare certi toni.

  • la congiura degli eguali scrive:
    17 settembre 2012 23:41

    fidel grande rivoluzionario, aveva rispetto per il popolo, anche perchè la rivoluzione serve al popolo e non agli oppressori; penso al contrario di voi che le persone intelligenti sono molto più numerose dei cretini, altrimenti la rivoluzione non avrebbe nessuna ipotesi di inverarsi; che voi difendiate le vostre idee è legittimo e ne avete tutto il diritto; ma se pensate di aggregare persone o compagni di lotta non tollerando opinioni diverse, di strada ne farete poca; anche perchè chi va controcorrente in questa fase non sono purtroppo in tanti, e tra questi pochi non credo sia opportuno fare la cernita.

  • Anonimo scrive:
    18 settembre 2012 11:27

    Ooooh...questo è parlar chiaro. MpL sono proletari che vorrebbero fare la rivoluzione marxista ma sotto sotto sono solo dei piccoli borghesi balzacchiani che vestiti dei loro stracci cercano goffamente di imitare i padroni sparando critiche e giudizi tagliati con l'accetta, proprio come fanno i "gran signori". Che fessi.
    Intanto i musulmani per un film su Maometto hanno piantato un casino terrificante coordinatissimi su diversi paesi; voi non sareste capaci di radunare 1000 persone con un mese di anticipo.

  • Anonimo scrive:
    18 settembre 2012 11:38

    Ecco, questa stava in fondo e non l'avevo letta. Sono contento che ve ne rendiate conto. Vi assicuro che spesso sembra che vi prema di più "fare la parte" per ottenere la magra soddisfazione di camuffarsi da professore che ottenere dei risultati concreti.

    @Congiura

    Sull'accettare idee diverse direi che anche i compagni dovrebbero cominciare a rifletterci su.
    Sapete cosa succede sennò? Che il movimento resta un gruppetto di poche persone perché molti che vi ci avvicinano se ne vanno dopo pochissimo, la sinistra si frammenta in un pulviscolo di combriccole e poi arriva uno stronzone come Della Valle, dice quattro fregnacce ovvie sulla Fiat e sulla Famiglia Agnelli-Elkann, di quelle che voi dicevate anni prima inascoltati e diventa l'uomo di punta della sinistra italiana.

  • Anonimo scrive:
    18 settembre 2012 12:09

    Scusate ma Fidel sarà stato pure un grande rivoluzionario ma ha ammazzato Camilo Cienfuegos e ha lasciato al suo destino il Che. Queste cose sono risapute e inoltre sono riferite da tutti (tutti-tutti) nelle sedi di partito a Cuba.

    A Cuba è pieno di logge massoniche; a Trinidad (non la città vecchia che è turistica e basta, ma il paesino qualche Km all'interno), nella piazza principale ne ho contate 4 aperte tipo bottega del barbiere, a Holguin ce n'è una molto grande con la sala delle cerimonie tutta decorata e monumenti massonici sono sparsi in tutta l'isola.

    Il Partito a Cuba è preoccupatissimo di formare un'élite che poi diventi classe dirigente, al popolo si forniscono i servizi di base e nient'altro, la gerarchia è durissima molto peggio che da noi. I lavoratori devono fare lo straordinario "gratis", senza prendere una lira in più. Il cubano non può mangiare carne di mucca se non a prezzi spaventosi né può allevarla e macellarla per i fatti suoi perché questa è riservata al turista che è l'unica industria solida dell'isola; quindi ammazzare o rubare una vacca è più grave che ammazzare un essere umano

    http://www.diariodecuba.com/cuba/8930-la-fiscalia-pidio-17-anos-de-carcel-para-expolicia-que-mato-de-un-disparo-un-adolescente

    Gli ospedali funzionano ma solo quelli in zone "strategiche", fuori in provincia non hanno i letti, non hanno le medicine e nonostante i medici e gli infermieri obiettivamente si impegnino moltissimo sono del tutto inadeguati (anche perché i locali si fregano l'alcol metilico, lo riconvertono con un processo chimico artigianale in una bevanda che chiamano chispa de tren-scintilla di treno-e se lo bevono nonostante faccia malissimo).

    Insomma Batista era molto peggio ovvio, l' America del Sud serva degli USA mediamente stava allo stesso livello di disagio (difficile fare paragoni perché a Cuba la situazione è relativamente uniforme negli altri paesi è esattamente il contrario) ma una cosa è certa: se pensate che a Cuba ci sia un governo popolare state prendendo una enorme cantonata, al contrario è un regime totalitario e profondamente elitario.

  • la congiura degli eguali scrive:
    18 settembre 2012 12:27

    che cuba è un regime totalitario lo affermano i cubani della florida, campioni di democrazia e spesso esponenti della mafia che dominava con batista; in occidente tanti rivoluzionari criticano cuba, fingendo di non sapere quali danni arreca dal 1960 l'embargo illegale degli yankee; è chiaro che a cuba non c'è il paradiso in terra, ma al cospetto degli altri paesi latino americani, la differenza sociale in meglio è notevole; la rivoluzione cubana non è ancora finita, errori ne sono stati commessi ed anche gravi, ma da questo ad affermare che cuba sia totalitaria cìè ne vuole, queste cose lasciamole affermare ai nemici di cuba che sono al soldo dell'imperialismo yankee.

  • Lorenzo scrive:
    18 settembre 2012 13:14

    L'impero americano è in piena decadenza unitamente ai suoi satelliti, ma una crisi definitiva appare ancora lontana. Anzitutto per la sua enorme superiorità militare, ma ancor più perché il suo crollo non conviene (ancora) a nessuno.

    Senza gendarme mondiale tutti i rapporti internazionali salterebbero come birilli e si aprirebbe l'era di guerre cui ho più volte accennato. Perché una prospettiva del genere diventi papabile bisogna che la crisi si aggravi enormemente, o che la dirigenza USA (parlo di Wall Street, della lobby giudaica e del complesso militar-industriale, non certo dei loro sguatteri alla Casa Bianca), in uno sforzo disperato di ribaltare le sorti declinanti del Paese, alzi il tiro e passi da minacciare Siria e Iran a minacciare i grossi calibri (Russia e Cina).

    E questo è ancora da venire.

    E anche quando la situazione si farà esplosiva, sembra difficile pensare che gli USA rinunzino a far valere il proprio enorme potenziale militare. Io prevedo una terza guerra mondiale, ma la prevedo di qui a 20 o 30 anni, durante i quali il degrado (economico, sociale, razziale e dei rapporti internazionali) proseguirà implacabile.

    Crollo e guerra verranno quando non ci sarà più molto da perdere a farla. Ovviamente spero di sbagliarmi.

  • Anonimo scrive:
    18 settembre 2012 13:51

    @Congiura

    None, oh...ma che credi che vengo a raccontare delle cose per provocare? La gente ha paura a parlare e se sgarri sparisci.
    E l'ho detto io stesso che in effetti se fai una media non stanno peggio degli altri paesi latino americani per quanto il paragone sia difficilissimo perché negli altri paesi ci sono delle disuguaglianze estreme e il piccolo borghese con un lavoretto sicuro sta meglio in Colombia che a Cuba; la massa dei miserabili invece è al di sotto di qualsiasi livello umano accettabile mentre a Cuba quello scempio non esiste. Pensare che Castro è un rivoluzionario per il popolo è semplicemente un errore, si tratta di una persona molto intelligente che NON crede nel popolo e pensa che il suo paese possa andare avanti solo in regime strettamente paternalistico.

    I cubani della Florida sono notoriamente un po' stronzetti però uno deve essere onesto e mettersi nei loro panni; erano gente ricca che è stata espropriata e cacciata dalla sua terra. Non hanno alcun diritto di riscatto, sono tutto meno che simpatici questo è ovvio, ma è troppo comodo criticarli da qui.

    Per quanto riguarda l'embargo yankee è precisamente l'elemento che ha consentito a Castro di sopravvivere come leader maximo fino ad adesso; a Cuba questa concetto è dato per scontato a tutti i livelli e se ci si riflette un attimo è anche ovvio visto a che a Cuba dopo l'avvento del comunismo hanno distrutto qualsiasi capacità di produzione ma soprattutto evoluzione industriale concentrandosi esclusivamente sulla canna da zucchero. Avevano una Coca Cola locale ma l'hanno dovuta abbandonare perché non riuscivano a produrre le lattine, non sapevano costruire le case, i ponti e hanno dovuto cominciare a chiamare ingegneri e architetti spagnoli etc etc...Adesso sarebbe ora che l'embargo finisse perché ora gli investimenti stranieri sarebbero meno distruttivi ma stai certo che la gente di Cuba quello che vuole con tutto il cuore è solo tanto consumismo e capitalismo d'assalto, altro che comunismo.


    Comunque il succo del discorso è questo e mi riferisco a me e tutti quelli come me che non sono pochi: esiste molta gente che si vorrebbe avvicinare al movimento che non fa minimamente parte del "proletariato" e anzi ha una situazione economica piuttosto solida. Ora queste persone perché verrebbero? Per avere un regime tipo quello cubano in cui una piccola élite impone un regime di privazione della libertà in cambio dell'elemosina di una scuola decente e ospedali appena sufficienti?
    E che gli fregherebbe scusa, dal punto di vista economico hanno già di più...uno vorrebbe realizzare ideali, più libertà, vedere che la gente povera riacquista la propria dignità e la voglia di lottare; se vi presentate come un gruppo in cui la dirigenza ha dei toni saccenti e sbrigativi, la base di media manda a quel paese chi solo si azzarda a esporre dei punti di vista diversi, alcuni propongono a gran voce dei modelli assurdi tipo Cuba, è chiaro che poi arriva Della Valle e dice una fesseria scontata come "I lavoratori devono avere la sicurezza del posto" e tutti vanno da lui perché di voi non si fidano.

    Ragazzi da esterno che vorrebbe avvicinarsi e che condivide moltissime vostre idee vi suggerisco di cominciare a pensare in modo meno convenzionale, pensando che hanno importanza anche i risultati intermedi non solo gli "inderogabili" obiettivi finali, di sostenere le vostre idee senza necessariamente ogni santa volta rivendicare l'appartenenza con la matrice filosofica di provenienza; a me piace molto ma anche per colpa vostra è diventata un tabù, quindi parlate più delle proposte e preoccupatevi meno delle etichette.
    E bisognerebbe cominciare a scendere per le strade sennò non si fa nulla.

  • la congiura degli eguali scrive:
    18 settembre 2012 14:28

    nessuno propone cuba come modello, cuba ha dovuto fare i conti prima con la miseria eredidata da batista, e poi con l'embargo yankee e con l'isolamento praticato dall'occidente, e con tutto ciò che questi elementi hanno comportato; non santifico fidel e non santifico nessuno ma la rivoluzione cubana ha dovuto sopravvivere con le contraddizioni di un processo rivoluzionario in un area dominata dall'imperialismo, area che da pochi anni sta diventando amica di cuba; beninteso i popoli latino americani, o meglio i proletari latino americani hanno sempre solidarizzato con cuba; realizzare una rivoluzione economica e sociale in tale contesto ostile è stata un impresa titanica;
    io non faccio parte del movimento e lo seguo con attenzione, e spero che il movimento si prefigga il socialismo senza tentennamenti; una società di liberi ed eguali che non esiste nel capitalismo, e nel quale ci sono poveracci e gente che sta bene economicamente come dici tu, che probabilmente si professa progressista e forse dovrebbe domandarsi se il loro benessere economico è conseguenza della poverta di tanti altri, che vivon in eterna precarietà; allora mi spiace anche se a cuba non sono mai stato, (sono precario da quando sono nato e quindi non posso permettermi di fare il marco polo), ma ho letto tutte le campane pro e contro cuba, preferisco cuba che questa barbara società capitalista, dove ci sono coloro che stanno economicamente bene e tanti che fanno la fame.

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (700) euro (673) crisi (609) economia (481) sinistra (412) finanza (258) Movimento Popolare di Liberazione (238) sfascio politico (235) grecia (228) resistenza (217) elezioni (203) banche (198) teoria politica (197) M5S (192) internazionale (190) imperialismo (184) risveglio sociale (184) alternativa (167) seconda repubblica (167) sovranità nazionale (149) Syriza (147) Leonardo Mazzei (146) Tsipras (142) Moreno Pasquinelli (125) Matteo Renzi (121) antimperialismo (112) P101 (111) debito pubblico (104) PD (103) marxismo (101) democrazia (98) sollevazione (98) sovranità monetaria (96) Grillo (93) destra (93) berlusconismo (91) proletariato (88) costituzione (86) spagna (83) islam (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) austerità (78) neoliberismo (78) Stati Uniti D'America (73) referendum costituzionale 2016 (73) Emiliano Brancaccio (71) Mario Monti (71) sindacato (67) bce (66) Germania (64) filosofia (63) Libia (62) Stefano Fassina (62) capitalismo (58) Alberto Bagnai (57) Francia (57) capitalismo casinò (57) guerra (57) populismo (57) Rivoluzione Democratica (56) Podemos (55) rifondazione (51) Movimento dei forconi (49) Siria (49) bancocrazia (49) Medio oriente (48) socialismo (48) Alexis Tsipras (47) fiat (47) globalizzazione (47) piemme (46) sinistra anti-nazionale (46) Nichi Vendola (45) renzismo (45) immigrazione (44) inchiesta (43) referendum (43) Sergio Cesaratto (42) Troika (42) Yanis Varoufakis (41) cinque stelle (41) immigrati (41) programma 101 (41) solidarietà (41) campo antimperialista (40) sinistra sovranista (40) sovranità popolare (40) Lega Nord (39) Pablo Iglesias (39) astensionismo (39) geopolitica (39) Emmezeta (38) proteste operaie (38) italicum (37) Beppe Grillo (36) Carlo Formenti (36) brexit (36) moneta (36) legge elettorale (35) III. Forum internazionale no-euro (34) egitto (34) liberismo (34) Mario Draghi (33) Russia (33) azione (33) sionismo (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) Diego Fusaro (32) default (32) fiom (32) Forum europeo 2016 (31) ISIS (31) Sel (31) governo Renzi (31) palestina (31) unità anticapitalisa (31) fiscal compact (30) neofascismo (30) Ucraina (29) Israele (28) Merkel (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) Fiorenzo Fraioli (27) Luciano Barra Caracciolo (27) Manolo Monereo (27) Matteo Salvini (27) menzogne di stato (27) Sicilia (26) Forum europeo (25) Lega (25) Mimmo Porcaro (25) xenofobia (25) Europa (24) Ugo Boghetta (24) immigrazione sostenibile (24) islamofobia (24) Giorgio Cremaschi (23) ora-costituente (23) sovranismo (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Karl Marx (22) populismo di sinistra (22) silvio berlusconi (22) Chianciano Terme (21) Nello de Bellis (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Marcia della Dignità (20) Quantitative easing (20) finanziarizzazione (20) scuola (20) Aldo Giannuli (19) Donald Trump (19) Marine Le Pen (19) Unità Popolare (19) fronte popolare (19) repressione (19) Izquierda Unida (18) Nato (18) Tunisia (18) cina (18) ecologia (18) iraq (18) keynes (18) nazione (18) uscita dall'euro (18) Assisi (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Lavoro (17) Mariano Ferro (17) etica (17) religione (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Pier Carlo Padoan (16) Regno Unito (16) Roma (16) nazionalismi (16) pace (16) razzismo (16) vendola (16) CLN (15) Donbass (15) International no euro forum (15) Prc (15) 15 ottobre (14) Front National (14) Luciano B. Caracciolo (14) Monte dei Paschi (14) Norberto Fragiacomo (14) Renzi (14) USA (14) Vincenzo Baldassarri (14) eurostop (14) iran (14) obama (14) storia (14) Enea Boria (13) Eurogruppo (13) Jobs act (13) MMT (13) Stato Islamico (13) acciaierie Terni (13) coordinamento no-euro europeo (13) finanziaria (13) umbria (13) Bersani (12) Chavez (12) Cremaschi (12) Ernesto Screpanti (12) Forum europeo 2015 (12) Jacques Sapir (12) Legge di stabilità (12) Marco Mori (12) Marino Badiale (12) Negri (12) Vladimiro Giacchè (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) euro-germania (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Putin (11) Tonguessy (11) Turchia (11) Venezuela (11) Virginia Raggi (11) comunismo (11) corruzione (11) disoccupazione (11) emigrazione (11) internazionalismo (11) keynesismo (11) patriottismo (11) piattaforma eurostop (11) salerno (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Gennaro Zezza (10) Hollande (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) ambiente (10) cattiva scuola (10) de-globalizzazione (10) decrescita (10) golpe (10) iniziative (10) presidenzialismo (10) salari (10) sinistra Italiana (10) unione bancaria (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Brancaccio (9) Fmi (9) Luigi Di Maio (9) Movimento 5 Stelle (9) Perugia (9) Portogallo (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) antifascismo (9) bail-in (9) ballottaggi (9) cultura (9) internet (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) ordoliberismo (9) piano B (9) scienza (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Beppe De Santis (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) Costas Lapavitsas (8) D'alema (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) De Magistris (8) Def (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Forconi (8) Goracci (8) Ingroia (8) Marco Zanni (8) Mirafiori (8) Paolo Ferrero (8) Quirinale (8) Wolfgang Schaeuble (8) Yanis Varoufakys (8) diritti civili (8) diritto (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) europeismo (8) grexit (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) povertà (8) sciopero (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Articolo 18 (7) Bernie Sanders (7) Daniela Di Marco (7) Enrico Grazzini (7) ISIL (7) Ilva (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Salvini (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) catalogna (7) chiesa (7) cosmopolitismo (7) deficit (7) eurocrack (7) incontri (7) indipendenza (7) lira (7) lotta di classe (7) nazismo (7) necrologi (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) Ars (6) Bottega partigiana (6) Campagna eurostop (6) Contropiano (6) Eugenio Scalfari (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) Jean-Luc Mélenchon (6) M.AR.S. (6) No Renzi Day (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Pil italiano (6) Reddito di cittadinanza (6) Samuele Mazzolini (6) Sapir (6) Stefano D'Andrea (6) appello (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) cosmo-internazionalismo (6) derivati (6) elezioni anticipate 2017 (6) incontro internazionale (6) magistratura (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) terremoto (6) utero in affitto (6) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Assad (5) Banca centrale europea (5) Casaleggio (5) Dicotomia (5) Dino Greco (5) Finlandia (5) Giancarlo D'Andrea (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Marco Passarella (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Noi con Salvini (5) Papa Francesco (5) Parigi (5) Pcl (5) Polonia (5) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (5) Rete dei Comunisti (5) Sergio Mattarella (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) classi sociali (5) cuba (5) debitocrazia (5) destra non euro (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni siciliane (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) inflazione (5) jihadismo (5) laicismo (5) liberosambismo (5) pomigliano (5) privatizzazioni (5) questione nazionale (5) suicidi (5) suicidi economici (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Federalismo (4) Forza Italia (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) HAMAS (4) Imu (4) Julio Anguita (4) Kke (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Morgan Stanley (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Pisapia (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Target 2 (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) al-Sisi (4) alleanze (4) anarchici (4) arancioni (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) debitori (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) governo (4) governo Gentiloni (4) il manifesto (4) irisbus (4) la variante populista (4) legge di stabilità 2017 (4) liberalismo (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) rifugiati politici (4) risparmio (4) rivolta (4) salvinismo (4) sindacalismo di base (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alberto Negri (3) Alfiero Grandi (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Chiavacci Alessandro (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Domenico Moro (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Bertinotti (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Foligno (3) Francesco Salistrari (3) Fratelli d'Italia (3) GIAPPONE (3) Genova (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jacques Nikonoff (3) Joseph Stiglitz (3) Karl Polany (3) L'Altra Europa con Tsipras (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Militant-blog (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Mosul (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Npl (3) ONU (3) Panagiotis Sotiris (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Prodi (3) Rodoflo Monacelli (3) Romano Prodi (3) Ruggero Arenella (3) Sarkozy (3) Sharing Economy (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) USB (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Vladimiro Giacché (3) Wolfgang Munchau (3) Xi Jinping (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) demografia (3) diritti di cittadinanza (3) diritto d'asilo politico (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) fascismo (3) giovani (3) ideologia (3) il fatto quotidiano (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) manifestazione (3) massimo fini (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) migranti (3) minijobs. Germania (3) nazionalismo (3) nazionalizzazione (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) senso comune (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) trasporto pubblico (3) trattati europei (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Montero (2) Alessandro Visalli (2) Alitalia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Rinaldi (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Bandiera rossa in movimento (2) Bergoglio (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) CUB (2) Carc (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Eleonora Forenza (2) F.List (2) Fabio Frati (2) Fausto Sorini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Franz Altomare (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Gianni Ferrara (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Jens Weidmann (2) Jeremy Corbyn (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marcello Teti (2) Marchionne (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Marx (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Nadia Garbellini (2) Olanda (2) Oriana Fallaci (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paolo Gerbaudo (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Riccardo Achilli (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salento (2) Salistrari (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Fazi (2) Thomas Piketty (2) Tltro (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) austria (2) automazione (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) confederazione (2) curdi (2) diritto di cittadinanza (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) donna (2) elezioni comunali 2015 (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) facebook (2) fecondazione eterologa (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) isu sanguinis (2) ius soli (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mediterraneo (2) mercantislismo (2) no expo (2) occidente (2) olocausto (2) paolo vinti (2) parti de gauche (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) populismo democratico (2) poste (2) poste italiane (2) proteste agricoltori (2) protezionismo (2) razionalismo (2) riformismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) tecnologie (2) terzo polo (2) tv (2) uber (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) università (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aldo Zanchetta (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angela Matteucci (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Falcone (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Arditi del Popolo (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Augusto Graziani (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carl Schmitt (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Comitato antifascista russo-ucraiono (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cuperlo (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Ego della Rete (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Macron (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Ernesto Galli Della Loggia (1) Ernesto Laclau (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferdinando Pastore (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Flat tax (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Bartolomei (1) Franco Venturini (1) Fratoianni (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) Gentiloni (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giorgia Meloni (1) Giorgio Gattei (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giuliano Amato (1) Giuliano Pisapia (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Angiuli (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugoslavia (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Lelio Basso (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Undiemi (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Elena Boschi (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Tronti (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Morya Longo (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palermo (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maddalena (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Pardem (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Paolo Dal Monte (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Risorgimento Socialista (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Scenari Economici (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Sergio Starace (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Toni negri (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autodeterminazione dei popoli (1) autogestione (1) ballarò (1) banche venete (1) battisti (1) benessere (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) deregulation (1) di Monica Di Sisto (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) donne (1) dracma (1) due euro (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enel (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) fine del lavoro (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) il pedante (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) informatica (1) intervista (1) intimperialismo (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) lula (1) madre surrogata (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) moneta fiscale (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) precarietà (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) sanità (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) sovranità e costituzione (1) squatter (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) svimez (1) tango bond (1) tassisti (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trasporto aereo (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)