ROMA, 25 APRILE, ASSEMBLEA DELLA CONFEDERAZIONE

domenica 8 gennaio 2012

LA FINE DELL'EURO ALLE PORTE

22 ragioni per le quali potremmo assistere nel 2012 al collasso economico dell’ Europa

di Michael X*


Nel corso degli ultimi mesi, vi è stata una sorprendente perdita di fiducia nel sistema finanziario europeo. In questo momento, effettivamente nessuno vuole prestare denaro alle nazioni europee in difficoltà finanziaria, e praticamente nessuno vuole prestare denaro alle grandi banche europee.
Ricordate, una delle ragioni principali della crisi finanziaria del 2008 è stata la pesante stretta creditizia che si è verificata qui, negli Stati Uniti. Questa strozzatura creditizia che sta fiorendo ora in Europa è solo un elemento della “tempesta perfetta” che si sta rapidamente avvicinando mentre ci apprestiamo ad entrare nel 2012. I segnali delle difficoltà sono ovunque.

In tutta Europa, i governi stanno applicando misure di austerità e riducendo drasticamente la spesa pubblica. Le banche europee stanno sostanzialmente tagliando l’attività creditizia, mentre cercano di soddisfare nuove ricapitalizzazioni che vengono loro imposte.
Nel frattempo, in tutta Europa, i rendimenti dei titoli di stato stanno andando alle stelle, dato che gli investitori non hanno più fiducia e chiedono rendimenti sempre più elevati per investire nel debito europeo. È ormai chiaro che, se non accade un miracolo, non pochi paesi europei e un numero significativo di banche europee non saranno in grado di ottenere dal mercato i finanziamenti di cui hanno bisogno nel 2012.
L’unica cosa che potrebbe evitare un crollo finanziario completo e totale in Europa è un’azione drammatica, di effetto, ma in questo momento i leader europei sono così impegnati a litigare tra loro che un piano coraggioso sembra fuori questione.

Quelle che seguono sono le 22 ragioni per cui potremmo assistere nel 2012 al collasso economico dell’Europa....

# 1 La Germania potrebbe salvare il resto d’Europa, ma questo richiederebbe un impegno finanziario senza precedenti, e il popolo tedesco non ha alcuna propensione a farlo. È stato stimato che il salvataggio in modo bastevole delle altre nazioni dell’Unione europea in difficoltà finanziaria costerebbe alla Germania il 7 per cento del PIL per diversi anni. Tale importo supererebbe di gran lunga le riparazioni incredibilmente pesanti che la Germania fu costretta a pagare in conseguenza della Prima guerra mondiale
Una serie di recenti indagini hanno dimostrato che il popolo tedesco è fermamente contrario al salvataggio del resto d’Europa. Per esempio, secondo un recente sondaggio, il 57 per cento del popolo tedesco è contro la creazione degli eurobond.
A questo punto, i politici tedeschi si oppongono fermamente a qualsiasi misura che imporrebbe un onere eccessivo sui contribuenti tedeschi, quindi, a meno di cambiamenti, questo significa che l’Europa non troverà salvezza al suo interno.

# 2 Gli Stati Uniti potrebbero salvare l’Europa, ma l’amministrazione Obama sa che questo sarebbe veramente duro da vendere al popolo statunitense nel corso della vicina stagione elettorale.
Ecco ciò che l’addetto stampa della Casa Bianca Jay Carney ha dichiarato oggi circa la possibilità di un piano di salvataggio dell’Europa da parte degli Stati Uniti ....
“È una cosa che devono risolvere e hanno la capacità di risolvere da soli, sia per capacità finanziaria che per volontà politica”
Carney ha anche affermato che l’amministrazione Obama non ha intenzione di impegnare “risorse aggiuntive” per salvare l’Europa ....
“Non crediamo in alcun modo che siano necessarie risorse aggiuntive dagli Stati Uniti e dai contribuenti americani.” 
# 3 In questo momento, le banche di tutta Europa stanno riducendo le speculazioni finanziarie con denaro preso a prestito, nel tentativo di soddisfare le nuove esigenze di ricapitalizzazione entro il prossimo giugno.
Secondo il noto giornalista finanziario Ambrose Evans-Pritchard, le banche europee hanno bisogno di ridurre la quantità di prestiti nei loro bilanci per circa 7.000 miliardi di dollari, al fine di portarsi su livelli di sicurezza ....
Le banche europee devono affrontare una contrazione di 7.000 miliardi di dollari di prestito per portare i loro bilanci in linea con Stati Uniti e Giappone, con l’incubo di intrappolare l’Europa in una strozzatura creditizia e nella depressione cronica per un decennio.
Cosa significa questo?
Questo significa che le banche europee diventeranno molto, molto avare con i prestiti.
Questo significa che in Europa sta per diventare veramente difficile acquistare una casa o espandere un’attività produttiva, in buona sostanza che l’economia europea sta per rallentare sensibilmente.

# 4 Le banche europee sono sovraccariche di “titoli tossici”, dei quali cercano disperatamente di sbarazzarsi. Proprio come abbiamo già visto con le banche degli Stati Uniti nel 2008, le grandi banche europee sono impegnate nel tentativo di scaricare montagne di titoli senza valore, comunque di un valore contabile pari a migliaia di miliardi di euro, che praticamente nessuno vuole comprare.

# 5 In tutta Europa, da parte dei governi stanno ora per essere imposti programmi di austerità. Ma i programmi di austerità governativi possono avere effetti economici molto negativi. Per esempio, abbiamo già visto cosa ha dovuto subire la Grecia per causa dell’austerità imposta dal governo:
100.000 aziende sono state costrette alla chiusura e un terzo della popolazione ora vive in povertà.
Ma ora i governi di tutta Europa hanno deciso che è l’austerità la strada da percorrere. Da un estratto di un recente articolo dell’Economist ....
I piani di bilancio della Francia stanno per essere approvati, sono probabili ulteriori tagli, che però saranno rimandati a dopo le elezioni di primavera.L’Italia deve ancora approvare un pacchetto di tagli più e più volte riesaminato.Il nuovo governo spagnolo ha promesso ulteriori tagli alla spesa, soprattutto alle spese regionali, al fine di raggiungere gli obiettivi di deficit concordati con Bruxelles.
# 6 L’ammontare del debito dovuto da alcune di queste nazioni europee è così grande che risulta difficile da comprendere. Per esempio, Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna, insieme devono al resto del mondo circa 3.000 miliardi di euro. 
Quindi cosa potrà fare mai una massiccia austerità governativa  per nazioni travagliate come la Spagna, il Portogallo, l’Irlanda e l’Italia? Ambrose Evans-Pritchard è molto preoccupato di ciò che un ulteriore aumento della disoccupazione significherà per molti di questi paesi ....
Ad oggi, il tasso di disoccupazione giovanile in Giappone si aggira sul 10%. In Spagna è già al 46%, in Grecia al 43%, in Irlanda al 32%, e al 27%  in Italia.Scopriremo col tempo cosa produrrà su queste società un minor finanziamento derivato dal debito garantito dai loro titoli di stato.
# 7 L’Europa era in grado di salvare la Grecia e l’Irlanda, ma non c’è modo che l’Italia possa essere salvata, se richiederà un salvataggio definitivo.
Purtroppo, mentre leggete questo, l’Italia è nel bel mezzo di una crisi finanziaria enorme. Il rendimento dei titoli di stato italiani a due anni è circa il doppio di quello che si è verificato per la maggior parte dell’estate. Non c’è modo che sia sostenibile.
Sarebbe difficile quantificare in modo più pesante quanto di questa crisi l’Italia rappresenta.
Di seguito viene riportato come l’ex amministratore di fondi di investimento Bruce Krastingha recentemente descritto la situazione attuale ....
A questo punto vi è zero possibilità che l’Italia possa rifinanziare una qualsiasi parte dei suoi 300 miliardi di dollari di debito in scadenza nel 2012. Se c’è qualcuno al tavolo che pensa ancora che l’Italia possa tirare fuori un miracolo, si sbaglia. Sono certo che i fantocci del sistema finanziario presso la BCE e la Banca centrale italiana lo capiscono. Ripeto, per l’Italia c’è una possibilità pari a zero per una soluzione di mercato.  
Krasting ritiene che, o l’Italia ottiene una gigantesca montagna di denaro da qualche parte, o farà “default” entro sei mesi, e questo significherà l’inizio di una depressione globale ....
Penso che la storia dell’Italia si compendi nel “risolvere o rovinare”. O si sistema questa situazione, o l’Italia farà default in meno di sei mesi. Effettivamente, non è che l’opzione di default sia nelle considerazioni dei responsabili politici. Se l’Italia non ce la fa, allora si sentirà un boato davvero tremendo. Finirebbe col tirarsi dietro la maggior parte dei prestatori globali, un discreto numero di paesi seguirebbe l’Italia nel vortice. A mio parere, un default dell’Italia causerà certamente una depressione globale, una di quelle depressioni che potrà comportare molti anni per venirne fuori.
# 8 Un default italiano può essere più vicino di quanto si possa pensare. Come il Telegraphha recentemente riferito, solo per rifinanziare il debito esistente, il governo italiano deve vendere più di 30 miliardi di euro di nuovi titoli di stato entro la fine di gennaio ....
Il nuovo governo in Italia dovrà vendere più di 30 miliardi di euro di nuovi titoli di stato entro la fine di gennaio, per rifinanziare i propri debiti. Gli analisti dicono che nessuno garantisce che gli investitori compreranno tutte quelle obbligazioni, e questo potrebbe costringere l’Italia al default.
Ieri, il governo italiano ha comunicato che nei colloqui con la Cancelliera tedesca Angela Merkel e con il Presidente francese Nicolas Sarkozy, il Primo ministro Mario Monti avrebbe accettato il fatto che un crollo italiano “potrebbe significare inevitabilmente la fine dell’euro”.

# 9 Paesi europei, non nel novero dei “PIIGS”, stanno per affrontare un numero crescente di difficoltà. Per esempio, Standard & Poor’s ha recentemente declassato la posizione creditizia del Belgio ad AA .

# 10 Attualmente, declassamenti del credito stanno presentandosi incontrollati in tutta Europa. Si sta assistendo ad un nuovo declassamento quasi ad ogni settimana. Alcune nazioni sono state declassate diverse volte. Per esempio, Fitch ha declassato la posizione creditizia del Portogallo ancora una volta. A questo punto, si prevede che nel 2012 il PIL portoghese si ridurrà di circa il 3 per cento.

# 11 Il crollo finanziario dell’Ungheria non ha fatto molta notizia negli Stati Uniti, ma sarebbe stato il caso. Moody's ha considerato la posizione creditizia del debito ungherese a livello spazzatura, e l’Ungheria si è ora assoggettata ad una richiesta formale all’Unione europea e al Fondo Monetario Internazionale per il suo salvataggio.

# 12 Anche la fiducia nel debito tedesco sembra vacillare. La scorsa settimana, la Germania ha dovuto incassare “una delle sue peggiori aste di bond”.

# 13 Le banche tedesche stanno cominciando a mostrare segni di debolezza. L’altro giorno, Moody's ha declassato l’indice di affidabilità di 10 grandi banche tedesche.

# 14 Come il Telegraph ha recentemente riportato, il governo britannico sta ora predisponendo piani basati sul presupposto che un crollo dell’euro sia solo “una questione di tempo”....
Mentre il governo italiano combatteva per ottenere prestiti e la Spagna prendeva in considerazione la richiesta di un prestito internazionale, i  ministri britannici avvertivano privatamente che il crollo dell’euro, un tempo quasi impensabile, oggi è sempre più plausibile.
I diplomatici si stanno preparando ad aiutare i Britannici all’estero a sopportare un collasso bancario e persino ad affrontare sommosse derivanti dalla crisi del debito.
Il Tesoro ha confermato all’inizio di questo mese che la pianificazione di emergenza per un collasso è in corso.
Un ministro importante ha ora rivelato il grado di preoccupazione del governo, dicendo che la Gran Bretagna sta facendo programmi sulla base della considerazione che un crollo dell’euro sia ormai solo una questione di tempo. 
# 15 Si presumeva che l’European Financial Stability Facility (EFSF), il Fondo salva Stati, avrebbe dovuto contribuire a portare una certa stabilità alla situazione, ma la verità è che l’EFSF è già un “brutto scherzo”. È stato riferito che l’EFSF è già stato costretto ad acquistare una quantità enorme delle sue stesse obbligazioni.

# 16 Purtroppo, sembra che una corsa agli sportelli delle banche sia già iniziata in Europa. Il seguente estratto viene da un recente articolo su  The Economist ....
“Stiamo iniziando ad essere testimoni di segni che le società di capitali stanno ritirando i loro depositi dalle banche in Spagna, Italia, Francia e Belgio”, così ha scritto un analista di  Citi Group in un recente documento. “Questo è uno sviluppo preoccupante.”
# 17 La fiducia nelle banche europee è andata totalmente in frantumi e praticamente nessuno vuole prestare loro i soldi, al momento.
Quello che segue è un breve sunto di un recente articolo CNBC ....
I fondi del mercato monetario negli Stati Uniti hanno drammaticamente chiuso le loro finestre per i prestiti alle banche europee. Secondo l’Economist, Fitch stima che i fondi del mercato monetario statunitense in generale hanno ritirato il 42 per cento del loro denaro dalle banche europee.
E per la Francia questa dimensione è ancora maggiore - il 69 per cento. Anche i fondi monetari europei stanno entrando in azione. 
# 18 Ci sono decine di grandi banche europee che sono in pericolo di fallimento. La realtà è che le banche europee più importanti sono indebitate fino al collo e sono massicciamente esposte al debito sovrano. Prima di crollare nel 2008, il rapporto di indebitamento della Lehman Brothers era 31:1. Oggi, le grandi banche tedesche hanno un rapporto di indebitamento 32:1, e queste banche sono attualmente in possesso di una massiccia quantità di debito sovrano europeo.

# 19 Secondo il New York Times , l’economia dell’Unione europea è già destinata progressivamente a ridursi l’anno prossimo, e questo non tiene nemmeno in conto ciò che accadrà in caso di un totale collasso finanziario.

# 20 Sono già presenti segnali che l’economia europea sta seriamente rallentando. Gli ordinativi industriali nell’Eurozona sono diminuiti del 6,4 per cento nel mese di settembre. Questo è stato il più grande abbassamento che si sia verificato dal bel mezzo della crisi finanziaria nel 2008.

# 21 Il panico e la paura sono ovunque in Europa, in questo momento. L’indice di fiducia dei consumatori della Commissione europea è sceso per cinque mesi di fila.

# 22 I leader europei sono decisamente impegnati a darsi battaglia l’uno contro l’altro, e un vero consenso su come risolvere i problemi attuali sembra lontano al momento. Ecco comel’Express recentemente ha descritto le tensioni crescenti tra i leader tedeschi e inglesi ....
La Cancelliera tedesca ha respinto apertamente l’opposizione di David Cameron a una nuova tassa finanziaria da estendersi a tutta l’Europa, che avrebbe un impatto devastante sulla City di Londra, il centro commerciale e finanziario della Gran Bretagna.
E si è rifiutata di farsi convincere dall’appello di Cameron, che la Banca centrale europea sostenga l’euro. I mercati monetari si sono inabissati dopo il loro mancato accordo.
Cominciate a farvi un quadro della situazione?
Il sistema finanziario europeo si sta dibattendo in una massiccia quantità di difficoltà, e quando crollerà il mondo intero ne resterà scosso.
Ma non siamo solo noi a dire questo. Come già detto in un precedente articolo, esiste un gran numero di economisti autorevoli in tutto il mondo che ora stanno sostenendo che l’Europa è sull’orlo del collasso.
Per esempio, basta controllare quello che sta affermando Credit Suisse sulla situazione in Europa ....
“Sembra che siano iniziati gli ultimi giorni dell’euro, come noi oggi lo conosciamo. Molto probabilmente, questo non vuol dire un crollo totale, ma significa che alcune cose straordinarie quasi certamente dovranno accadere - probabilmente per la metà di gennaio - per impedire la chiusura progressiva di tutti i mercati obbligazionari sovrani dell’Eurozona, potenzialmente accompagnata da crescenti corse agli sportelli bancari anche delle banche più solide.”
Molti leader europei stanno promuovendo un’integrazione molto più profonda, e un “Superstato europeo”, come  risposta a questi problemi, ma ci vorrebbero anni per attuare i necessari drastici cambiamenti, e l’Europa non ha tutto questo tempo.
Se l’Europa sperimenterà un massiccio crollo economico e una prolungata depressione, per tanta gente questo potrà apparire “la fine del mondo”, ma le cose in conclusione si stabilizzeranno.

A questo punto, sembra che tante persone stiano pensando che l’economia globale, dal suo stato attuale stia entrando in uno stato di “Mad Max”, di catastrofe post-atomica,  nel giro di poche settimane. Beh, questo non accadrà. Le turbolenze in arrivo in Europa saranno solo un’altra “ondata” del crollo economico in corso nel mondo occidentale. Seguiranno altre “ondate”!

Naturalmente, questa crisi del debito sovrano potrebbe essere del tutto allontanata se i paesi del mondo occidentale chiudessero le loro banche centrali e iniziassero ad emettere moneta libera dal debito.

La verità è che non esiste alcun motivo per cui una qualsiasi nazione sovrana sulla terra debba mai entrare in debito anche per un solo centesimo con qualcuno. Se una nazione è veramente sovrana, allora il governo ha il diritto di emettere tutto il denaro libero dal debito che vuole. Sì, l’inflazione sarebbe sempre un potenziale pericolo in un tale sistema (lo stesso che sotto la gestione delle banche centrali), ma il denaro libero dal debito avrebbe il significato che i problemi di debito pubblico sarebbero una cosa del passato.
Purtroppo, la maggior parte dei paesi del mondo opera in un sistema in cui si crea più debito pubblico quanta più moneta viene creata. Il risultato inevitabile di un tale sistema è quello al quale stiamo assistendo ora: quasi tutto il mondo occidentale sta annegando nei debiti.

Ci sono alternative al nostro sistema attuale. Ma nessuno nel sistema mediatico di informazioni ne parla mai.
Così, invece di concentrarci sui modi davvero creativi per affrontare i nostri problemi attuali, ci apprestiamo tutti a sperimentare il dolore amaro del collasso economico in arrivo.
Le cose non dovevano andare in questo modo.

Fonte: * sadefenza
** Tradotto da Anna Moffa
*** Editato da Curzio Bettio
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5 commenti:

  • Anonimo scrive:
    8 gennaio 2012 11:42

    Se bastasse nazionalizzare le banche centrali per evitare i default, non si capisce perché mai vi siano stati tanti default nel corso della storia in paesi in cui la sovranità monetaria non subiva alcun limite, tipo la russia nel 199.

  • redazione scrive:
    8 gennaio 2012 12:23

    Giusta osservazione.
    L'articolo è in generale condivisibile ma non mette a fuoco un aspetto cruciale: che lo Stato, se vuole evitare default eterodeterminati dalla speculazione finanziaria, deve essere effettivamente sovrano, ovvero deve sottrarre il suo debito dai mercati finanziari globali. Vedi il caso del Giappone che ha un debito del 200% sul Pil, ma non corre rischi di default in quanto il suo debito è al 90% interno e quindi non soggetto alle bizze dei mercati internazionali.
    Uno stato il cui debito sia posseduto dalle grandi banche d'affari, dai fondi hedge o dalle società d'intermediazione finanziaria estere, non è effettivamente sovrano, anche nel caso in cui la banca centrale sia nazionalizzata.

  • Anonimo scrive:
    9 gennaio 2012 02:10

    No, non ci siamo.
    Nella storia ci sono stati molte dozzine di default di stati sovrani in epoche in cui i mercati finanziari non si sapeva nemmeno cosa fossero.
    Due studiosi (Reinhart e Rogoff) ne hanno trovati addirittura di precedenti all'anno 1000.
    Quindi, se è vero che i default si materializzano anche grazie ai mercati finanziari, non è vero che la causa dei default siano i mercati finanziari.
    Altrimenti, sarebbe come dire che una malattia non è causata da un agente patogeno ma dal medico che la diagnostica.
    Anche se il debito è interamente detenuto da cittadini dello stesso paese, questo non esclude la possibilità del default.
    Potrà, semmai, essere ritardata, ma non evitata.
    Perché la fiducia nella capacità di un debitore di restituire i soldi dovuti non può essere infinita. Ad un certo punto il meccanismo si rompe.
    Ed è logico che si rompa, ché se non si rompesse, avremmo scoperto la pietra filosofale, il moto perpetuo della ricchezza. Si potrebbe vivere con risorse illimitate, ottenute aumentando sempre di più il debito.
    Sarebbe bello, ma non funziona.
    Ad un certo punto, il gioco finisce e qualcuno deve pagare il conto.
    Il modo più semplice di risolvere la questione è mettersi a stampare soldi.
    Si ha l'illusione di creare ricchezza.
    Ma è, per l'appunto, un'illusione.
    La ricchezza non la fa il denaro. La si crea solo col lavoro e il denaro serve solo a rappresentare quel lavoro.
    Stampare soldi senza che ciò abbia un collegamento con la crescita dell'economia serve solo a svalutare il denaro e la svalutazione altro non è che una tassa occulta, che, peraltro, colpisce soprattutto i redditi più bassi.

  • redazione scrive:
    9 gennaio 2012 11:07

    Nella sostanza siamo daccordo. Non c'è nessuna scorciatoia monetaria per risolvere la crisi. da essa se ne esce solo se il capitale si valorizza e fa ripartire il ciclo di investimenti-accumulazione. Il centro geometrico sta insomma nella produzione di plusvalore.
    Non è però vero che il testo di Reinhart e Rogoff dimostri quanto dici. L'abbiamo letto molto attentamente. E' un testo prolisso e farraginoso, ma i 300 e passa casi di default della storia del capitalismo che essi segnalano, sono nella stragrande maggioranza dei casi dovuti al debito estero, a cominciare dai primi nel XVI secolo (quando Firenze e gli italiani erano i principali creditori).
    Per quanto concerne i default degli ultimi trent'anni Reinhart e Rogoff, da quello russo a quello argentino, per passare a quelli delle tigri asiatiche e degli altri paesi latinoamericani per finire con la Turchia, erano tutti default bancari o di debiti sovrani strettamente connessi all'andamenrto dei mercati finanziari e borsistici internazionali.

  • Anonimo scrive:
    9 gennaio 2012 11:57

    "Non c'è nessuna scorciatoia monetaria per risolvere la crisi"

    Così come non si può allungare un tavolo cambiando lo strumento per misurarlo.

    Infatti il problema non è quello di "risolvere" per intero la crisi ecologico-economica con lo strumento monetario, ma di risolvere le truffe contrattuali e normative che aggravano tale crisi, esacerbando la sperequazione dei redditi.

    La giustizia sociale fa corpo unico con il rispetto dell'ambiente, di cui siamo parte, non padroni. E' un prerequisito per affrontare il problema della civiltà contro la legge della forza bruta. Come la tecnologia serve a piegare le forze della natura ai fini del benessere umano (o anche della dannazione umana se mal impiegata), così il denaro serve a piegare le forze dell'economia alla civiltà dei principi di uguaglianza tra umani e di rispetto verso tutti e tutto (o anche della distruzione della casa comune e della civiltà che ha prodotto la tecnologia stessa).

    Basta considerare il denaro e la fiscalità come un unico strumento di pace e giustizia sociale per trovare le soluzioni giuste. Il problema di fondo è vincere la guerra contro il privilegio ed i suoi metodi che rispondono unicamente alla logica della forza. La civiltà è proprio il superamento di tale logica.

    Alberto Conti

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