venerdì 2 dicembre 2011

PANZANE: «SE TORNIAMO ALLA LIRA MORIREMO DI FAME»

Anche le banche italiane fanno di conto simulando la fine dell'euro. Ecco il tasso di cambio prevedibile

di SOLLEVAZIONE

L’economia è una materia ostica ai più, per cui capita spesso che se ne parli a sproposito.
Con la finanziarizzazione le cose sono diventate ancora più complicate. Tuttavia c’è chi si avventura nel labirinto e, privo del filo d’Arianna, finisce per perdersi, pronunciando clamorose corbellerie.


Ci siamo già occupati, venerdì scorso, nell'articolo «Cinque ragioni a favore del default» di spiegare perché il default, ovvero la cancellazione del debito pubblico, è il male minore per le masse lavoratrici italiane.

Oggi rispondiamo di passata ai catastrofisti di Sua Maestà l'euro, che si dimenano, anche in rete, facendo il verso ai media mainstream, per spiegare che se riguadagnamo la sovranità monetaria sarebbe l'apocalisse. Un caso da manuale è quello di un certo Sandro Kensan che ha scritto per comedonchisciotte.org un agghiacciante quanto risibile articolo dal titolo «Default dell'Italia e ritorno alla nova lira». Gli risponderemo quanto prima.

Dal frullatore di corbellerie economiche escono ogni tanto autentiche perle. Si prenda ad esempio questa, a firma di un certo MCR di Reggio Emilia:
«La fine dell'euro significherebbe avere in tasca 20 euro che valgono 1000 lire, con la quale non riusciresti neppure a pagarci il pane. Pane che faresti fatica pure a trovare dato che la maggiorparte delle attività commerciali e industriali... fallirebbero perché non avrebbero più un soldo in cassa. Tutto condito dal fatto che dall'estero non arriverebbero di certo aiuti, dal momento che gli altri stati non se la spasserebbero. Si verrebbe a creare un tutti contro tutti alla ricerca della convenienza nazionale. Hai voglia tu dopo di parlare di precari... Dopo si che il popolo diverrebbe veramente affamato».
Noi non sappiamo chi sia questo MCR. Sta di fatto che questa scemenza l'ha fatta girare su Facebook in polemica con una iniziativa per l'uscita dall'euro e il ripudio del debito. Se MCR è un anticapitalista dovrebbe rendersi conto che fa eco ai media e ai comitati d’affari legati alla grande finanza e alle banche che da mesi, davanti alla consunzione dell’euro, hanno scatenato una vera e propria campagna di terrorismo ideologico: «Se si esce dall’euro sarà la fine del mondo, e il paese sprofonderà in un nuovo Medio evo». A che serve questa campagna? A intossicare le coscenze affinché il popolo lavoratore accetti immensi sacrifici sull’altare dell’euro.

Il fatto è che questa campagna di intossicazione ideologica si fonda su delle bugie, sulla manipolazione dei fatti. Ma il nostro MCR, consapevole o inconsapevole alleato del neo primo ministro Monti, la spara ancora più grossa. Afferma che col ritorno alla sovranità monetaria gli attuali venti euro varrebbero mille lire. Col che, appunto, se tornassimo alla Lira, il popolo sarebbe ridotto alla fame.

Partiamo intanto da un fatto: le banche americane ed europee (italiane comprese), siccome danno come probabile la fine dell’euro, stanno lavorando da alcuni giorni ad una doppia contabilità, una in euro e l’altra nelle vecchie valute nazionali (vedi le indiscrezioni pubblicate in questi giorni dai principali quotidiani).

E dato che stanno riprogrammando tutte le attività contabili in doppia valuta, le banche debbono giocoforza stabilire un virtuale tasso di cambio. E sapete qual’è? Leggiamo da Il Sole 24 Ore del 27 novembre: «Come si muoverebbero le valute in caso di rottura dll’Euro? Un livello d’equilibrio, teorico e astratto non è difficile da prevedere. Allo stato attuale delle cose secondo i calcoli dell’OCSE un euro italiano vale 0.93 euro tedeschi, 0,86 francesi e 1,09 dollari». Altro che la cretinata dei “venti euro che valgono 1000 lire”! 
Scemenze che fanno solo il gioco di Monti e delle sue cure da cavallo.

Ritorneremo come detto, più in dettaglio, nei prossimi giorni, su quelli che saranno gli scenari più realistici con un abbandono dell'euro. 
Una cosa comunque dev'essere chiara. Un conto è se l'uscita sarà pilotata da chi ci comanda, ovvero dalle oligarchie bancarie  dei loro lacché politici. In questo caso è fin troppo ovvio che Lorsignori scaricheranno sui ceti meno abbienti le conseguenze del cataclisma. Tutto un altro se il ritorno alla sovranità monetaria sarà pilotato da un governo popolare esattamente come auspica l'Appello al popolo lavoratore.
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19 commenti:

  • Anonimo scrive:
    2 dicembre 2011 00:12

    Confermo. Se torna la Lira siamo a fare la fame tutti quanti.

  • Anonimo scrive:
    2 dicembre 2011 02:16

    preghiamo di non tornare alla lira. Vorrebbe dire essere tutti piu' poveri e non avere nessun futuro, dobbiamo a tutti i costi restare nell' Euro, non abbiamo un piano B.

  • Anonimo scrive:
    2 dicembre 2011 02:55

    Quel tasso di cambio e' favorevole?

  • Anonimo scrive:
    2 dicembre 2011 04:40

    a chi è un lavoratore vorrei far notare due cosette:
    1)la liretta ci permetteva di esportare con facilità(è così che ci siamo pagati il super petrolio negli anni '70,con le esportazioni;se non esporti anche se c'hai una moneta forte con cosa lo compri il petrolio?)
    2)con la liretta l'imprenditore è più interessato a rimanere in italia,questo bersani non l'ha molto presente quando parla e straparla di salvezza nell'euro o l'apocalisse.
    tutta la fretta che sento è per impedirci di capire che l'uscita dall'euro con i suoi benefici avrà un effetto secondario dirompente:
    la credibilità dei"monti""bersani"ecc.ecc. andrà a zero così come di tutto il liberismo con le sue ricette.
    devono impedire anche solo la nascita del dubbio nel liberismo,la nascita del dubbio è la fine per tutte le"fedi"su cui si fondano i totalitarismi di qualunque tipo.
    non devi pensare devi credere.
    il feticismo dell'euro è solo una sua faccia.
    al moloch euro vanno i nostri sacrifici!
    è vietato dubitare che questi sacrifi abbiano uno scopo,vanno accettati ebasta senza discutere,ci vuole"fede".
    adesso monti non vuole discutere con i sindacati per le penzioni,si deve solo ubbidire,avere fede.
    la cosa che mi scandalizza è che questi signori dovrebbero essere il massimo della razionalità,dopotutto sono dei tecnici,ma la scarsità di argomenti,che non siano puro terrorismo,mi crea un ulteriore dubbio!
    nelle truffe si cerca di far avvenire tutto in fretta!
    che ci stiano per truffare per la seconda volta dopo l'euro?!
    il 9 dicembre devono inventarsi(se non l'hanno già pianificato)il nuovo"pacco" per i popoli europei che dovranno accettare e basta.
    bisogna avere fede........

  • Anonimo scrive:
    2 dicembre 2011 19:55

    l'euro è fuori dalla natura del sistema economico del sud europa, e prima o poi la natura vincerà. intanto già i tassi sono aumentati a livello pre-euro e la perdita di valore dei btp a lunga scadenza è indicativa di quanto verrebbe svalutata una "nuova lira": 30%.
    con questa svalutazione si avrebbe un'inflazione immediata al 9%... ma tutti i nostri prodotti costerebbero il 30% meno, si ridurrebbe la delocalizzazione, con l'avanzo commerciale si potrebbe ricomprare il debito estero e ridurre il debito totale, senza default e evitando macellerie sociali.
    ovvero ciò che ha fatto il BRASILE 10 anni fa.
    antonio.

  • Anonimo scrive:
    2 dicembre 2011 20:06

    altra cosa, l'europa è una comunità? ebbene, la germania ci impone una moneta comune (che ci asfissia) ma poi mette in comune i proventi del suo carbone? si fa carico in comune della nostra bolletta petrolifera? mette in comune i proventi del suo attivo commerciale?
    antonio.

  • Anonimo scrive:
    2 dicembre 2011 20:13

    Ecco: http://lavocedelcorsaro.myblog.it/archive/2011/11/15/eurofetish-il-feticismo-dell-euro-pa-e-la-sodomizzazione-dei.html

  • Anonimo scrive:
    2 dicembre 2011 21:57

    MI RIVOLGO ALL,ARTICOLISTA DI SOLLEVAZIONE:DEFAULT NON SIGNIFICA LA CANCELLAZIONE DEL DEBITO PUBBLICO.PRIMA DI IMPROVVISARSI SU GIORNALI ON LINE SI FACCIA ALMENO UNA ELEMENTARE CULTURA SULLA POLITICA,ECONOMIA E FINANZA.

  • Giorgio scrive:
    2 dicembre 2011 22:19

    ...per l'ultimo commentatore, quello colto! ...non sarebbe il caso, prima di improvvisarsi "commentatore" anonimo , di farsi "almeno una cultura elementare", così da poter scrivere "almeno" in italiano corretto?
    ...lo stile, ma anche il concetto iniziale sul default che non significherebbe la cancellazione del debito (sic!) così come pure i primi due commenti, mi sembrano identici ai discorsi di qualcun* di mia conoscenza!

  • Anonimo scrive:
    3 dicembre 2011 11:52

    Default, come e' stato spiegato a iosa da SOLLEVAZIONE da mesi significa solo "stato di insolevenza" ....e non bancarotta.
    Quindi: "insolvenza" significa questo: che il debitore non puo' e/o non vuole rimborsare il creditore. Il debitore, stante il default, con ATTO POLITICO SOVRANO puo' quindi o negoziare il debito o cancellarlo.

  • Riccardo Di Palma scrive:
    3 dicembre 2011 14:12

    Chiedo un favore, non sono riuscito a trovare on line il link dell'articolo de "il sole 24 ore" citato in questo pezzo (a mio avviso davvero significativo).
    Qualcuno per caso è in grado di fonirmi un link , o appropriata documentazione? Grazie.

  • GIANMARCO scrive:
    3 dicembre 2011 19:18

    SE C'è QUALCUNO CHE PARLA A SPROPOSITO DI ECONOMIA SEI TU CHE HAI SCRITTO QUESTO ARTICOLO

  • Anonimo scrive:
    3 dicembre 2011 20:18

    <<<<in risposta a Riccardo: penso che l´articolo citato dalla redazione di SOLLEVAZIONE sia il seguente
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    Teorie economiche. Le simulazioni sui cambi

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  • Anonimo scrive:
    4 dicembre 2011 10:37

    Islanda, docet. Non riconoscere il debito, si puo'.

  • Sandro kensan scrive:
    4 dicembre 2011 18:45

    Saluto "sollevazione" e grazie per la citazione del mio nome ma vorrei fare presente che il mio testo si trova a questo link:

    http://www.kensan.it/articoli/Default.php

    con diverse modifiche fatte dopo la gentile pubblicazione su comedonchisciotte. Comunque...

    Il mio testo si intitola Default e non tratta della semplice dismissioni dell'Euro ma di quel che è avvenuto in Argentina cioè il fallimento di una Nazione con l'uscita del cambio fisso 1 a 1 tra pesos e dollaro e la svalutazione del pesos argentino dell'80% nei primi anni.

    Wikipedia riporta una frase riassuntiva dell'Argentina in difficoltà, una pennellata su un quadro di difficoltà:

    «Durante il 2002 inflazione e disoccupazione continuarono a peggiorare. Il vecchio tasso di cambio 1 a 1 era schizzato a quasi 4 pesos per dollaro, mentre l'inflazione accumulata dal momento della svalutazione era circa pari al 80%. La qualità della vita dell'argentino medio si era abbassata di conseguenza; molte imprese chiusero o fallirono, molti prodotti importati divennero praticamente inaccessibili ed i salari furono lasciati così com'erano prima della crisi.»

    http://it.wikipedia.org/wiki/Crisi_economica_argentina

    Comunque esiste la possibilità che noi italiani affrontiamo il possibile default in modo più ordinato e senza panico, la storia non si ripete mai.

  • Anonimo scrive:
    5 dicembre 2011 06:15

    Spero proprio che usciamo il prima possibile dall euro dopo che mortadella ci fece entrare senza nemmen ochiederlo cosa che i naltri stati d europa e` stata fatta e non che per arricchire le tasche dei banchieri e prendere le mazzette sotto banco ci hanno fatto morire di fame a noi ....spero propri ol euro slti per aria e tutti gioveranno di prosperita` e futuro ....
    L hanno detot tutti i piu grossi economisti mondiali che uscira dall euro ci salvera` ...spero vi ricordate che con la lira tutti ci potevamo comprare una casa una macchina e arrivavamo a fine mese ora con l euro nemmeno la macchina riusciamo piu a comprarci ci hanno portato via le mutande .....

  • Anonimo scrive:
    13 gennaio 2012 22:07

    E vi fidate ancora degli italiani? Popolo di buono a nulla senza talento? Il 4 mondo c'aspetta. E che i paesi più sviluppati se ne lavino le mani, perchè noi italiani ci meritiamo solo la povertà e la morte per fame. Quando odio gli italiani, me inclusa!

  • augi scrive:
    13 gennaio 2012 22:22

    L'argentina oggi ha una economia gaudente...quindi tutti i giochi con le monete sono validi per il propio tornaconto (1 peso = 1 dollaro)poi crisi finanziaria poi bond argentini poi gli investitori si sono ritrovati in mano carta straccia..oggi l'economia Argentina galoppa alla faccia delle cassandre argentine..pagate da multinazionali sotto mentite spoglie di pseudo economisti che predicavano il loro credo!

  • Anonimo scrive:
    26 luglio 2012 18:36

    secondo mè sarebbe meglio tornare alla lira c'è chi dice che si fa la fame forse e vero ma come facciamo a sapere che moriremo di fame? visto che non ci sono precendeti allora è un bene far impoverire l'italia piu di come lo è adesso? e far arricchire la germania?secondo voi continuando cosi usciremo dalla crisi? per mè no io penso che con la lira si ci saranno degli svalutamenti ma penso che con una moneta propia ci riprenderemmo mi posso anche sbagliare non sono un professore ma io penso che per uscire dalla crisi si dovrebbe uscire dall euro

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