Programma 101, Salerno, 23 febbraio

Programma 101, Salerno, 23 febbraio

domenica 23 ottobre 2011

ASSEMBLEA DI CHIANCIANO

Un momento dell'Assemblea
UN PASSO NELLA GIUSTA DIREZIONE
La mozione conclusiva


di Sollevazione


L'assemblea «Fuori dall'euro! Fuori dal debito!» è stata un successo. Non lo diciamo solo noi, che siamo stati tra i suoi promotori, questa è l'opinione pressoché unanime dei presenti.
150 tra compagne e compagni per due giorni hanno seguito con estrema attenzione le prolusioni dei diversi oratori che si sono succeduti; che non sono stati fruitori passivi di contributi di grande complessità teorica, che hanno partecipato attivamente ai dibattiti, non limitandosi a porre domande, sempre pertinenti, ma anche avanzando opinioni e posizioni mai banali.


Debito, euro, Unione europea, sovranità monetaria, crisi finanziaria e bancaria, default; questioni difficili e controverse, sulle quali i relatori non si sono soffermati in maniera accademica e astratta. L'hanno fatto, pur nelle differenze, sempre nella cornice politica della necessità di una fuoriuscita dal marasma. Prima possibile metteremo in rete, ce lo hanno chiesto in molti, le riprese filmate dei lavori dell'assemblea, gli interventi dei singoli oratori, i momenti di dibattito. Ognuno potrà così farsi un'idea della qualità dell'assemblea, usando  questi verbali anche come materiale di formazione politica e teorica.


Di alto profilo teorico la prima giornata, occupata dalle prolusioni di economisti competenti come Cesaratto, Bagnai, Screpanti, dagli interventi di D'Andrea, Badiale, Pagliani e Pasquinelli. I temi della crisi e delle sue cause, del debito, dell'euro e delle possibili misure economiche, politiche e sociali per evitare a questo paese la catastrofe verso cui la spingono le oligarchie europee. 


La sera di sabato si è sviluppato un dibattito senza rete, appassionato ma ordinato, sull'evento del 15 ottobre, manifestazione che ha fatto emergere due tratti principali: il ripudio del debito come idea largamente maggioritaria, da una parte e, dall'altra, un'altra forma di ripudio, quello verso le tradizionali rappresentanze politiche di sinistra, un rifiuto non antipolitico, com'è ovvio, ma tutto politico, che prelude all'insorgenza di nuove dinamiche della rappresentanza e di organizzazione, delle idee e del conflitto. In questo ambito particolarmente viva la discussione sugli incidenti verificatisi, con il confronto tra due posizioni: coloro che ritengono che l'uso della forza, che ha contraddistinto la grande manifestazione, abbia danneggiato la stessa e la possibilità di costruire un consenso di massa attorno alle ragioni dei manifestanti e chi, al contrario, ritiene che l'uso della forza sia stato non solo giustificato ma legittimo.


Da sinistra: Marco Rizzo, Leonardo Mazzei, Paolo Babini e Fernando Rossi
La giornata di domenica, proprio com'era nelle aspettative dei promotori, è stata dedicata ad un confronto squisitamente politico sul da farsi. Abbiamo iniziato con Maurizio Tani, in collegamento audio da Reykjavik, che ha raccontato come, dopo la bancarotta del sistema bancario locale, la protesta popolare abbia portato ad un cambio politico, all'assemblea costituente e quindi al sostanziale ripudio del debito. Sono poi intervenuti come previsto Paolo Babini del Partito dei Carc, Alberto Lombardo, Marco Rizzo di Comunisti-Sinistra Popolare e Fernando Rossi di Per il Bene Comune. Leonardo Mazzei ha tratto le conclusioni, rispondendo alle obiezioni, segnalando come sui punti decisivi fosse emersa dall'Assemblea una preziosa unità d'intenti e ha quindi efficacemente ribadito le ragioni e le proposte dei promotori.


L'Assemblea si è conclusa con l'approvazione per acclamazione di un Ordine del giorno, che qui sotto pubblichiamo, non senza prima ringraziare gli oratori, tutti i partecipanti ed ovviamente coloro che hanno contribuito ad organizzare l'evento.





ORDINE DEL GIORNO CONCLUSIVO

«Il capitalismo occidentale attraversa una crisi storico-sistemica, di cui uno dei fattori scatenanti è stata la totale finanziarizzazione dell’economia. Il sopravvento dei settori predatori e speculatori delle classi dominanti ha prodotto la distruzione delle conquiste storiche del movimento operaio, lo sfascio dello stato sociale, lo scardinamento degli assetti istituzionali, giuridici e democratici degli stati nazionali.

In Italia questo processo è stato particolarmente virulento. Calpestando la Costituzione, l’insieme dei partiti politici (poco più che comitati d’affari della grande finanza speculativa globale), con l’ingresso nell’Unione europea e l’adesione all’euro, ha determinato una vera e propria cessione di sovranità a favore di oligarchie finanziarie di cui la Bce è garante di ultima istanza.

Queste oligarchie europee, decise a difendere ad ogni costo il clepto-capitalismo globale, col ricatto del debito pubblico, vogliono imporre al nostro paese un autentico massacro sociale e ulteriori cessioni di sovranità. Tutti sanno che la “manovra” recentemente varata dal governo Berlusconi è solo un palliativo. Col pretesto di ridurre il debito pubblico, altre e più devastanti ne verranno, magari varate da governi di “emergenza” o di “centro-sinistra”.

Contro questa sequenza di terribili politiche deflattive e antipopolari sta sorgendo in italia un forte movimento popolare contro il pagamento del debito, con la presenza di moltissimi giovani che lottano per il loro futuro e per cambiare alle radici questo infame sistema che sta distruggendo lo stato sociale e le stese basi della democrazia.

Nella grande manifestazione nazionale del 15 ottobre due cose sono emerse con chiarezza: “noi il debito non lo paghiamo” è diventata senso comune, un idea maggioritaria. D’altra parte essa ha certificato che i partiti tradizionali, anche della sinistra, non sono più rappresentativi di questo processo in corso di cui siamo solo agli inizi e che cerca la strada di una nuova soggettività per scardinare questo sistema di potere corrotto e consenziente alle politiche europee dominanti che ci impongono lacrime e sangue.

L’assemblea di Chianciano Terme del 22 e 23 Ottobre:

1.    appoggia attivamente la campagna inclusiva per non pagare il debito, assieme a tutte le forze sociali e politiche che fanno parte del blocco del 1 ottobre.
2.    sostiene come necessaria l’uscita dell’Italia dall’Unione europea e dalla NATO, la riconquista della sovranità politica, di cui quella monetaria è aspetto decisivo, quindi l’uscita dall’euro.
3.    Istituisce un comitato di coordinamento nazionale provvisorio con l’incarico di preparare la prossima assemblea entro la fine di gennaio 2012, e di stilare, in vista di quest’ultima, una bozza di Manifesto politico generale.
4.    Accoglie la proposta di dare vita ad un Comitato scientifico che affronti la questione della crisi e fornisca nuovi elementi per fondare su basi solide la prospettiva di un’alternativa sociale e politica.
5.    Esprime solidarietà a tutti i movimenti sociali ed anche a tutti gli attivisti che recentemente sono stati vittime della ritorsione e della repressione da parte delle autorità.
6.    Sollecita il Comitato di coordinamento che dovrà stendere la bozza di Manifesto di accogliere le sollecitazioni emerse sulla centralità della battaglia per i Beni Comuni, tra cui l’ambiente e la comunicazione».

[Approvato per acclamazione]


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16 commenti:

  • Anonimo scrive:
    24 ottobre 2011 05:40

    la cosa basilare è coinvolgere il maggior numero possibile di persone .
    farle aderire a questa piattaforma veramente radicale,per i tempi che corrono.
    se vai a vedere,tutti,anche a "sinistra",sono neoliberisti.
    bisogna distinguersi nettamente dalla gente che ha creato il pacchetto "treu",non sono amici dei lavoratori,tutt'altro.
    sono organici al sistema.
    su"sbilanciamoci" la lotta d'europa,tolgono ogni dubbio,su cosa li interessa.
    vogliono ritagliarsi il ruolo di gestori della protesta,ovviamente, per farla rimenere in un ambito del tutto inoffensivo per il padrone.
    loro amano l'euro,l'europa(che a parole vogliono cambiare)dei mercati.
    NOBILI diceva che non pagare il debito,uscire dall'euro,cercare di prendere il potere sono PAROLACCE BORGHESI.
    lapsus freudiano:quindi a NOBILI non interessa prendere il potere!
    mi domando come pensano questi geni della "sinistra" di cambiare la società,l'economia,la legislazione...?
    a già lo sò qual è la loro astutissima strategia:chiedere al padrone"dimettiti,dimettiti..." e vincerlo per stanchezza!
    ma rischiano che,per sbaglio,il padrone se ne vada!
    ohibò,ma così "prendono il,famigerato,potere"!
    ma andate a lavorare!parolai!

  • Anonimo scrive:
    24 ottobre 2011 11:57

    1) priorità assoluta l'uscita dall'euro, secondo me sufficiente a risolvere molti problemi e oggi come oggi equivalente quasi a una rivoluzione.
    2) non paghiamo il debito: su questo bisogna stare attenti... il debito bisognerebbe NON SOTTOSCRIVERLO. in linea di principio, non è bello fare la bella vita firmando cambiali e poi decidere di non pagarle... e l'italia non è il burundi.
    3) sono contrario a qualsiasi patrimoniale (i grandi patrimoni stanno alle cayman), si andrebbe a colpire pesci piccoli catalizzando odio invece che appoggio popolare.
    antonio.

  • Anonimo scrive:
    24 ottobre 2011 12:02

    x antonio:
    io non ho i soldi per comprare i bot, chi è stato così stupido da comprarli si attacchi al cazzo. non dobbiamo restituirli! questa sì che sarebbe espropriazione socialista!

  • redazione scrive:
    24 ottobre 2011 14:12

    Sul debito: rimborsare solo i cittadini che hanno consolidato i loro risparmi in titoli. Il resto del debito va ripudiato, poiché è in dote al sistema finanziario predatorio globale. Non è una questione di onorabilità o disonorabilità. E' questione di vita o di morte per milioni e milioni di cittadini che dovranno sputare sangue per tenere in piedi il sistema mondiale di strozzinaggio. Sacrifici enormi dovremo farli, ma non per destinare queste risorse nel pozzo di S. patrizio della finanza speculativa.

  • Salviamo la Democrazia scrive:
    24 ottobre 2011 17:14

    I titoli in mano ai cittadini ( che attualmente sono il 14%) vanno restituiti, perché sono i loro risparmi e quindi una sorta di credito pubblico, altro che " debito ". Poi c'è un 50% in mano a banche estere a cui negli ultimi anni abbiamo dato l' onere ( per colpa di trattati mondiali sul commercio ma sopratutto per i trattati europei ) di prestarci i soldi che va assolutamente ripudiato ( in realtà noi qui il coltello dalla parte del manico ce lo avremmo noi, leggere questo articolo http://www.libreidee.org/2011/10/panico-usa-e-wall-street-a-detenere-il-nostro-debito/ il problema è che in parlamento abbiamo solo il buffone di Arcore, il servi della finanza del centrosinistra e del centro ). Riguardo alle banche italiane se può discutere se bisogna nazionalizzarle o meno.

  • redazione scrive:
    24 ottobre 2011 18:16

    Sì, le banche italiane vanno nazionalizzate, poiché altrimenti falliranno. In questa maniera esse si limiteranno ad espletare la loro funzione commerciale e sociale, cesseranno di essere banche d'affari, verranno strappate dal circuito della finanza predatoria. La nazionalizzazione è in sostanza una confisca, e se lo stato le confisca diventa esso stesso proprietario del suo debito. Quindi de facto lo cancella. Così facendo potrà devolvere le sue risorse per risanare l'economia del paese.

  • Salviamo la Democrazia scrive:
    24 ottobre 2011 22:41

    Giusto.
    - Garantire i titoli in mano ai cittadini italiani.
    - Ripudiare il debito estero.
    - Nazionalizzare il sistema bancario.

  • Anonimo scrive:
    25 ottobre 2011 13:26

    più che nazionalalizzare le banche sarebbe più opportuno dopo l'azzeramento del debito e il pagamento ai cittadini dei loro titoli che compongono il debito.Che lo Stato crei una sua banca (ovvero la NOSTRA BANCA DEI CITTADINI)che funga anche da società assicurativa (auto ecc)
    creando così due tipi di sistemi economici quello pubblico che riguarda salute istruzione ricerca tarsporti e pensioni salario sociale ovvero quello previsto dalla costituzione e l'altro sistema economico che riguarda le imprese e bla bla. Ciò ci consentirebbe di costruire una società migliore senza più il cappio del LIberismo antitesi della democrazia e della costituzione

  • Anonimo scrive:
    25 ottobre 2011 14:20

    @anonimo del commento n.3:
    tu non hai bot, ma il 90% dei cittadini ce l'ha (o titoli vari) visto che sono in essere ben 27milioni di depositi titoli, già pesantemente colpiti dalla manovra.
    e siccome non credo che il 90% della popolazione sia composto da "padroni-sfruttatori-speculatori", trattasi di risparmiatori, operai e impiegati, piccoli commercianti.
    dovremmo fregarcene e colpire il 90% della popolazione? questo è capacissimo di farlo anche prodi o berlusca...
    e se tu te ne freghi del 90% della popolazione, perchè dovrebbero interessarsene i poteri forti?
    cerchiamo di stare calmi e ragionare, eh!
    antonio.

  • redazione scrive:
    25 ottobre 2011 18:13

    Attenzione.
    Stiamo ai numeri. Dai dati Bankitalia la quantità di titoli emessi dal Tesoro posseduti dalla famiglie non superano il 10%. Nel 2003 erano il 17%. Negli anni '80 più dell'80%. Con l'ingresso nell'euro c'è stato anche questo di disastro: che non solo il debito è pressoché raddoppiato, ma che da interno è diventato in gran parte estero (in mano alla grande finanza speculativa), e quello interno dalla famiglie si è spostato su banche, assicurazioni, fondi.

  • gianni scrive:
    25 ottobre 2011 21:59

    Ottima iniziativa.... Concordo su tutto! e' il caso di rimarcare che l'Attuale default Economico non e' determinato dalla Speculazione finanziaria e che questa e' in realta' solo uno strumento in mano Ad Un Capitalismo Sfruttatore che di questi strumenti si avvale per perseguire la sua logica di Accentramento di Capitale? Voglio dire che la speculazione non e' un fenomeno indistinto ed autonomo ma che Speculazione, finanza ed Capitalismo sono un tutt'uno.Non mi e' chiaro come si vogliono raggiungere questi obiettivi.... se cioe' attraverso un coinvolgimento della EU e quindi attraverso una mediazione della stessa o, a prescindere da cio' , Imporli?

  • redazione scrive:
    25 ottobre 2011 23:22

    Come raggiungere questi obiettivi? Negli interventi dell'assemblea questo è spiegato, spiegato come il passo è anzitutto politico, l'uscita dall'Unione e quindi dall'euro, con tanto ìdi riconquista della sovranità monetaria, del ripudio del debito e della nazionalizzazione delle banche. Il come del come? Non c'è speranza con questa paluda partitica, se il popolo non si solleva non si cambierà nulla....

  • Anonimo scrive:
    26 ottobre 2011 00:30

    giorgio napolitano morfeo alias "garante della Costituzione" tze, dice
    che gli eventi stanno precipitando.
    Considerando ciò, mi e vi chiedevo se non fosse più opportuno anticipare
    la presentazione della bozza di manifesto entro l'anno in corso.
    totò

  • redazione scrive:
    26 ottobre 2011 16:51

    caro Totò,
    l'Assemblea ha delegato quattro compagni a stendere il Manifesto, che dev'essere presentato per quando ci riconvochiamo a gennaio. In effetti tutto potrebbe precipitare prima, forse già nelle prossime settimane. So che il Coordinamento si sente quotidianamente. E' sperabile che la bozza di manifesto sia pronta entro la fine di novembre.

  • Anonimo scrive:
    29 ottobre 2011 16:08

    Ho partecipato all'assemblea. Ma non mi sembra che ci sia stato un momento in cui sono stati eletti i membri del Coordinamento.
    Chi sono costoro? Chi li ha scelti? Come si poteva fare per scegliere un nome invece di un altro?
    La differenza fra un'assemblea e un convegno è che nell'assemblea il pubblico è parte attiva e vota il documento finale.

  • Anonimo scrive:
    30 ottobre 2011 12:43

    "Accoglie la proposta di dare vita ad un Comitato scientifico che affronti la questione della crisi e fornisca nuovi elementi per fondare su basi solide la prospettiva di un’alternativa sociale e politica."

    Bene, a che punto siamo? Mi piacerebbe seguire i lavori, ed eventualmente partecipare. Non ne faccio una questione di metodo, fidandomi degli organizzatori, ma di sostanza, che di un buon metodo si può nutrire.

    Alberto Conti

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