Programma 101, Salerno, 23 febbraio

Programma 101, Salerno, 23 febbraio

mercoledì 29 giugno 2011

STORIA E SCIENZA IN MARX (prima parte)


In difesa della teoria marxiana del valore

Una critica alla critica

di Moreno Pasquinelli

Premessa

Ho studiato, con l’attenzione che merita, l’intervento di Ennio Bilancini e Giacomo Zuccarini sulla legge del valore dal titolo "Perche' la teoria di Marx non funziona" pubblicato il 14 giugno come risultato del seminario interno di Scuola Umbra. Scopo ultimo del loro intervento è dimostrare “matematicamente” che la teoria del valore di Marx è fallace, visto che, secondo loro «i prezzi «delle merci [che per i nostri sono meri sinonimi dei valori] non sono proporzionali al valoro-lavoro né per quanto concerne la merce singolarmente considerata, né in aggregato». Siccome «… i capitalisti comprano e vendono ai valori di scambio [prezzi], non ai valori-lavoro», i nostri, con sibillino eufemismo, ne deducono, che «… è problematico tentare di determinare il saggio di profitto a partire dai valori-lavoro».
Col che la teoria economica marxiana, dal momento che non spiegherebbe né cosa costituisca il valore della merce, né da dove venga il profitto del capitale, va letteralmente a farsi friggere.


Chi abbia letto la loro critica, avrà notato che essa insiste sul sull’argomento classico (svolto per primo dal marginalista Bohm-Bawerk nel 1896) per cui le equazioni contenute nel Terzo libro de Il Capitale, al capitolo sulla “Trasformazione dei valori in prezzi” destituirebbero di fondamento la teoria del valore trattata nel Primo e nel Secondo libro. Per i nostri infatti «Le equazioni di Marx sono incapaci di stabilire una connessione logicamente coerente tra il valore-lavoro contenuto in una merce e il suo prezzo in un’economia capitalistica», e quindi “andrebbe abbandonata” la spiegazione marxiana sulla formazione del saggio di profitto.

A questo punto, temendo che anch’io mi metta a disquisire di modelli matematici, temo che i nove decimi dei lettori saranno già scappati. Fermi tutti! Non seguirò i nostri sulla strada dei segni e dei numeri, ovvero della rappresentazione simbolica dei fenomeni sociali. Mi atterrò invece a questi ultimi, ma dividerò la mia risposta in due parti: nella prima proverò a spiegare quali siano i presupposti filosofici, il paradigma teorico e l’apparato cognitivo e metodologico scelti da Marx, senza comprendere i quali non è possibile capire cosa sia la teoria del valore. Nella seconda mi soffermerò sulla teoria vera e propria, e in che senso si possa parlare di legge.

Che scienza è quella economica?

Da tempo è defunta, tanto più nel campo della scienze sociali, l’idea che possa esistere una scienza neutrale, obiettiva, che cioè restituisca come risultato la realtà e i fatti sociali “così come essi sono”. Siamo dunque al noumeno kantiano sull’inconoscibilità della cosa in sé? Per niente. I fenomeni sociali sono invece intelligibili, a condizioni di utilizzare, questo è quello che pensava Marx, e noi siamo con lui, l’unica logica che possa effettivamente afferrarli nel loro incessante divenire, ovvero quella dialettica. Siamo piuttosto al rifiuto che la conoscenza sia un mero rispecchiamento della realtà (errore in cui anche Lenin era incappato), che se fosse così la teoria sociale giusta sarebbe quella che meglio rispecchia, senza interferenze soggettive, il reale storico. Pretesa aleatoria, visto che ogni indagine, prima ancora che un’inferenza, è un’interferenza, un vivisezionare i fatti, uno strappargli tutti i veli fenomenici. A differenza della realtà fisica quella sociale è segnata dal conflitto tra classi, per cui ogni classe è portatrice di una concezione del mondo, tende a rappresentare la società a partire dal proprio angolo visuale. Ogni atto conoscitivo è insomma un incontro dialettico in cui il soggetto conoscente svolge un ruolo attivo e non meramente passivo.

L’economia non sfugge a questa regola aurea. Volendo stare a Kant, per il quale gli oggetti dell’esperienza conoscitiva rinviano a strutture sintetiche a priori, universali e necessarie, potremmo affermare che gli enunciati degli economisti, per quanto questi ultimi vestano i panni sacerdotali dello  scientismo, presuppongono sempre l’assunzione di modelli e protocolli a priori, la cui fondatezza scientifica non dipende solo dal loro rigore logico formale, ma dalla efficacia con cui spiegano le cause dei fenomeni sociali, le loro leggi interne, la loro destinazione. Gli economisti, com’è ovvio, non negano che essi posseggano dei modelli, negano che questi loro modelli abbiamo un segno di classe, spacciano i loro enunciati come imparziali, obiettivi. Questa pretesa è falsa: ogni atto conoscitivo è figlio del tempo, dell’ambiente sociale e delle idee in esso dominanti, esso è anche un atto partigiano. Un’equazione matematica o un’inferenza logica possono sì non avere un segno di classe, ma i modelli e i paradigmi che esse sottendono no.

«Se e in quanto tale critica [la sua propria dell’economia politica borghese, Nda] rappresenta una classe, può rappresentare solo la classe la cui funzione storica è il rovesciamento del modo capitalistico di produzione, e, a conclusione, l’abolizione delle classi: cioè il proletariato». [K.Marx, Il capitale, p.24, Editori Riuniti 1973]

Definiamo per l’intanto l’oggetto della nostra indagine, l’economia. Stiamo parlando di una sfera specifica, quella che riguarda la produzione, lo scambio e la distribuzione e quindi il consumo di beni la cui qualità è quella di soddisfare i molteplici e mutevoli bisogni di una determinata comunità umana. L’economia è quindi un processo storico sociale, non appartiene alla natura, per quanto anche quest’ultima conosca un ricambio organico tra mondo vegetale e animale, tra le specie.

L’economista indaga dunque i meccanismi, ed eventualmente svela le leggi, per mezzo dei quali la società produce, scambia, distribuisce e consuma i beni e come questa produzione incessante crei a sua volta bisogni sempre nuovi.

C’è tuttavia un fondamento su cui poggia l’economia che pretende di essere scienza. La domanda prima a cui essa deve rispondere e che mette alla prova la sua plausibilità scientifica è la spiegazione dell’origine della ricchezza, ovvero da dove provenga il surplus.

Ebbene, proprio nella risposta a questa domanda essenziale le strade degli economisti si dividono in maniera antitetica: per gli economisti borghesi è il Capitale la fonte da cui sgorga la ricchezza sociale, per i marxisti, al contrario, questa è costituita dal lavoro e solo dal lavoro. Da due secoli queste due scuole, armate dei loro rispettivi modelli, si combattono senza sosta e tutti i tentativi di mediazione, compreso quello nobile di Sraffa, andati ramengo. Ma da dove viene questa irreconciliabilità se non appunto dall’antagonismo di classe che costituisce il sostrato della società capitalistica? Alla fine il capitalista, e con lui la pletora degli economisti accademici,  resta convinto che il profitto che intasca è la giusta remunerazione del suo investimento, mentre i marxisti riterrànno che quel profitto è l’equivalente del plusvalore prodotto dai lavoratori salariati, del lavoro eccedente che essi sono costretti, pena la fame, a fornire gratuitamente. Insomma, quello che per il capitale è uno scambio tra eguali, per il lavoratore è uno scambio diseguale.

Da Aristotele a Marx

Bilancini e Zuccarini sulla falsa riga dei marginalisti, abbordano la questione del valore partendo dai prezzi, ovvero dall’atto finale del processo economico, dal consumo. In questo approccio, se ne avvedano o meno, essi compiono già una scelta di modello teorico, non solo quindi metodologica ma gnoseologica. Compiono cioè il percorso inverso rispetto a quello scelto Marx, che scendeva a valle partendo dal monte, dal luogo ove la ricchezza sociale viene creata, dalla produzione, e che scoprono? Scoprono che in questo tragitto i conti non gli tornano, che la tesi per cui il valore delle merci dipende dal lavoro socialmente necessario (o astratto) in esse incorporato non ha validità scientifica.

È palese che non si possa giungere alle medesime conclusioni di Marx, usando un altro modello teorico, così come non si può condividere la validità di un enunciato considerate fallaci le sue premesse logiche. In termini matematici: la soluzione di un’equazione dipende sempre dal valore dei fattori che figurano nell'equazione.

Ma qual’è il modello teorico adottato da Marx? Egli, pur considerando il ciclo economico un processo circolare (produzione-scambio-circolazione-consumo) non sceglie a caso di iniziare la sua indagine dal suo momento iniziale, dalla produzione, invece che dal consumo o dai prezzi, ovvero dalla sua conclusione. Lo fa sulla scia dei grandi filosofi europei, da Aristotele fino a Hegel. Egli assume quattro proposizioni metodologiche ed epistemologiche decisive. La prima, che potremmo definire genetica, per cui l’analisi deve sempre partire dall’origine causale di un fenomeno (nel nostro caso la produzione); la seconda, per cui ogni oggetto, tanto più se questo è un fenomeno sociale, possiede una sua sostanza; la terza è che questa sostanza non si manifesta quasi mai limpidamente all’osservazione, nella sua forma fenomenica; la quarta è che scienza è solo quella che scarnifica l’oggetto d’indagine, superando il velo fenomenico per svalarne la sua sostanza.

Queste quattro proposizioni fanno quel che si dice un modello teorico.

Il paradigma marxiano

Il punto di partenza della concezione storico-materialistica di Marx è la sua concezione dell’uomo, che egli, contro le robinsonate in voga nel Settecento, riprende direttamente da Aristotele: «L’uomo è nel senso più letterale del termine un animale politico, non solo una animale sociale, bensì un animale che può isolarsi solo nella società. La produzione dell’individuo isolato all’esterno della società è una assurdità pari al formarsi di un lingua senza che esistano individui che vivano e parlino assieme». [K. Marx, Grundrisse, p.6]

E sono proprio il lavoro, la produzione materiale o “processo lavorativo” per soddisfare i propri bisogni che in prima istanza fanno dell’unico bipede anche un animale politico e sociale. Lavoro come attività produttiva, come prassi finalistica,  messa in moto per soddisfare bisogni non più solo naturali o biologici ma sociali, non solo materiali ma immateriali. Una prassi che per estrinsecarsi implica non solo una comunità vivente, una vita associata, una divisione del lavoro, ma pure che esistano mezzi e strumenti di produzione che non gli sono stati consegnati dalla natura, ma che sono risultato di un’autoproduzione comunitaria. 






«Il primo atto storico di questi individui, attraverso cui si distinguono dagli animali, non è che pensino, bensì che si mettano a produrre i loro mezzi di sussistenza». [K.Marx, L’ideologia Tedesca, in “Sulle società precapitalistiche”, p. 99, Feltrinelli 1970]

Questo affermava il giovane Marx,  nel momento in cui si stava liberando del materialismo naturalista feuerbachiano. E non e' un caso che Marx abbia cancellato questa frase dal suo manoscritto. Chiediamoci infatti: come possono gli uomini produrre i loro mezzi di sussistenza senza prima immaginarli e pensarli? Come può darsi prassi creatrice senza prima essere stata pensata? Che prassi è quella che non muove da uno scopo e che non è sorretta da teoria?

Così, vent’anni più tardi, proprio ne Il capitale, Marx si sentì in dovere di tornare sulla questione (perdonatemi la lunga citazione ma la considero imprescindibile:

« In primo luogo il lavoro è un processo che si svolge fra l’uomo e la natura, nel quale l’uomo per mezzo della propria azione produce, regola e controlla il ricambio organico frase stesso e la natura: contrappone se stesso, quale una fra le potenze della natura, alla materialità della natura. Egli mette in moto le forze naturali appartenenti alla msua corporeità, braccia e gambe, mani e testa, per appropriarsi i materiali della natura in forma usabile per la propria vita. Operando mediante tale moto sulla natura fuori di sé e cambiandola, egli cambia allo stesso tempo la natura sua propria. Sviluppa facoltà che in questa sono assopite e assoggetta il giuoco delle loro forze al proprio potere. Qui non abbiamo da trattare delle prime forme di lavoro, di tipo animalesco e istintive. Lo stadio nel quale il lavoro umano non s’era ancora spogliato della sua prima forma di tipo istintivo si ritira nello sfondo lontano delle età primeve, per chi vive nello stadio nel quale il lavoratore si presenta sul mercato come venditore della propria forza-lavoro.
Il nostro presupposto è il lavoro in una forma nella quale esso appartiene esclusivamente all’uomo. Il ragno compie operazioni che assomigliano a quelle del tessitore, l’ape fa vergognare molti architetti con la costruzione delle sue cellette di cera. Ma ciò che fin da principio distingue il peggiore architetto dall’ape migliore è il fatto che egli ha costruito la celletta nella sua testa prima di costruirla in cera.
Alla fine del processo lavorativo emerge un risultato che era già presente al suo inizio nell’idea del lavoratore, che quindi era già presente idealmente. Non che gli effettui soltanto un cambiamento di forma dell’elemento naturale; egli realizza nell’elemento naturale, allo stesso tempo, il proprio scopo, che egli conosce, che determina come legge il modo del suo operare, e al quale deve subordinare la sua volontà… Una volontà conforme allo scopo». [K. Marx, Il capitale, volume primo pp. 195-96, ibidem]

Abbiamo qui, io penso, il paradigma (già scolpito nelle Tesi su Feurbach del 1945) a cui è ancorata la concezione materialistica della storia, il presupposto ontologico della arcinota e pur precedente Introduzione del 1959. Non abbiamo un filosofema, una speculazione idealistica sull’essenza umana: il pensiero è sì l’elemento che contraddistingue l’uomo, ma solo nella misura in cui dischiude una prassi finalizzata ad un scopo, dove la madre di ogni prassi è appunto il lavoro, l'attività creatrice finalizzata a realizzare dei bisogni sociali. Non una metafisica della natura umana, in quanto attraverso la prassi gli uomini cambiano la loro stessa natura. È in questo senso che si deve affermare che la natura umana è una natura storica. 

Quanto Marx scrisse nel Capitale l’aveva anticipato qualche anno prima:

«Nello stesso atto produttivo mutano non solo le condizioni oggettive, ad esempio il villaggio si trasforma in città, la boscaglia in terreno arativo ecc., ma mutano anche i produttori in quanto estrinsecano nuove qualità, sviluppano e trasformano se stessi attraverso la produzione, creano nuove forze e nuove concezioni, nuovi modi di traffico, nuovo bisogni e un nuovo linguaggio». [K. Marx, Grundrisse, p. 474, Einaudi 1976]


E ne Il capitale precisa:








«Quindi il lavoro, come formatore di valori d’uso, come lavoro utile, è una condizione d’esistenza dell’uomo, indipendentemente da tutte le forme della società, è una necessità eterna della natura che ha la funzione di mediare il ricambio organico fra uomo e natura, cioè la vita degli uomini». [K. Marx, Il capitale, volume primo, p. 55, ibidem]

Ecco quindi il paradigma che Marx pone alla base della sua teoria del valore: quale che sia la formazione sociale o il livello di sviluppo delle sue forze produttive: fatta salva la natura, il lavoro è una costante invariante, è comunque e sempre la fonte della ricchezza sociale, quale che sia la forma specifica in cui essa si presenta, quale che sia il criterio con cui viene ripartita.



Produzione e lavoro, non certo il consumo, sono dunque i fondamenti del processo economico, di cui i prezzi non sono che l’epifenomeno. In questo Marx non compie alcuna rivoluzione copernicana, egli si limita a salire sulle spalle di chi l'aveva preceduto, Smith e Ricardo in primis. In altro consiste la sua rivoluzione nel campo delle scienze economiche (lo spiegheremo nella seconda parte). E' vero semmai che la teoria marginalista, ponendo il consumo finale e le preferenze del consumatore a base del valore delle merci, compie una vera e propria controrivoluzione copernicana.

Alla fine le tesi sviluppate da Ennio e Giacomo si riducono a questo: che se guardiamo a come si formano i prezzi sul mercato, non c’è traccia del marxiano plusvalore, e quindi il profitto non nascerebbe da pluslavoro, da lavoro non pagato, ma dalla facoltà del capitalista di incorporare nel prezzo finale, al fine di assicurarsi la propria remunerazione, una frazione supplementare rispetto ai costi di produzione. Salta così la categoria stessa di sfruttamento: il capitalista ottiene il suo reddito, l’operaio il suo.

In verità i nostri concludono, che la loro critica «… non implica affatto abbandonare l'idea che i lavoratori siano sfruttati (del resto lo erano anche gli schiavi senza che esistesse il profitto e il capitalismo). Significa però riformulare la teoria dello sfruttamento in termini diversi. Il profitto può sempre essere pensato come reddito tolto ai lavoratori in modo illegittimo, basta mostrare che i capitalisti riescono ad imporre ai lavoratori di ricevere un salario inferiore rispetto al loro contributo alla produzione (cosa, a pensarci bene, non troppo complicata, vista l'asimmetria in termini di potere contrattuale a causa del possesso dei mezzi di produzione da parte dei capitalisti)».

Da qui, non me ne vorranno, si capisce che i nostri non solo non hanno studiato attentamente l’opera di Marx, ma che sono prigionieri di una concezione della storia molto lontana da quella materialistico-rivoluzionaria. I nostri commettono lo stesso grave errore degli economisti borghesi, da Smith in poi: essi non vedono la differenze specifiche, sostanziali, che distinguono il modo capitalistico di produzione da quelli che l’hanno preceduto, eterizzano il capitalismo, non ne colgono la natura storica determinata e transitoria, non sono quindi in grado di coglierne le specifiche leggi di movimento.

Ecco come Marx inquadra il problema:

«Il secondo periodo del processo lavorativo, nel quale l’operaio sgobba oltre i limiti del lavoro necessario, gli costa certo lavoro, dispendio di forza-lavoro, ma per lui non crea nessun valore. Esso crea plusvalore, che sorride al capitalista con tutto il fascino d’una creazione dal nulla. Chiamo tempo di lavoro soverchio questa parte della giornata lavorativa, e pluslavoro (surplus labour) il lavoro speso in esso. Per conoscere il plusvalore è altrettanto decisivo intenderlo come puro e semplice coagulo di tempo di lavoro soverchio, come pluslavoro semplicemente oggettivato, quanto è decisivo, per conoscere il valore in generale, intenderlo come puro e semplice lavoro oggettivato. Solo la forma per spremere al produttore immediato, al lavoratore, questo pluslavoro, distingue le formazioni economiche della società; p. es. la società della schiavitù da quella del lavoro salariato». [K. Marx, Il capitale, volume primo, pp 236-37, ibidem]

Per essere più precisi:





«Il capitale non ha inventato il pluslavoro. Ovunque una parte della società possegga il monopolio dei mezzi di produzione, il lavoratore, libero o schiavo, deve aggiungere al tempo di lavoro necessario al suo sostentamento, tempo di lavoro eccedente per produrre i mezzi di sostentamento per il possessore dei mezzi di produzione, sia esso nobile ateniese, teocrate etrusco, vicis romanus, barone normanno, negriero americano, boiardo valacco, proprietario agrario moderno o capitalista» [K. Marx, Il capitale, volume primo pp.255-56. Editori Riuniti 1973]

Solo col capitalismo la produzione di merci diventa dominante, generale; solo col capitalismo denaro e mezzi di produzione diventano capitale, e solo col capitalismo la creazione del valore di scambio, fino a prima relegato a parte infima o minoritaria, diventa il vero e proprio motore del processo economico. Ergo: solo cogliendo le ragioni di questo salto qualtitativo si può comprendere la specificità del modo capitalistico di produzione, mettendo in luce le sue peculiari leggi di movimento. Il modello fatto loro da Bilancini e Zuccarini ha infatti questo difetto principale, che esso non spiega cosa sia il capitale, quale sia la sua determinatezza storica. Capitale non è ogni somma di denaro, che se ne può star fermo, tesaurizzato in maniera improduttiva, ma solo quella che mette in moto il processo produttivo per creare valori di scambio, quella cioe' che si valorizza grazie al lavoro salariato. Come non si può confondere il lavoro prestato da uno schiavo o da un servo della gleba con quello del proletario moderno, cosi non è lecito considerare capitale l'aratro del contadino babilonese o gli attrezzi di lavoro del fabbro ateniese.


(fine prima parte)
Print Friendly and PDF

0 commenti:

Lettori fissi

Google+ Followers

Temi

Unione europea (700) euro (673) crisi (609) economia (481) sinistra (412) finanza (258) Movimento Popolare di Liberazione (238) sfascio politico (235) grecia (228) resistenza (217) elezioni (203) banche (198) teoria politica (197) M5S (192) internazionale (190) imperialismo (184) risveglio sociale (184) alternativa (167) seconda repubblica (167) sovranità nazionale (149) Syriza (147) Leonardo Mazzei (146) Tsipras (142) Moreno Pasquinelli (125) Matteo Renzi (121) antimperialismo (112) P101 (111) debito pubblico (104) PD (103) marxismo (101) democrazia (98) sollevazione (98) sovranità monetaria (96) Grillo (93) destra (93) berlusconismo (91) proletariato (88) costituzione (86) spagna (83) islam (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) austerità (78) neoliberismo (78) Stati Uniti D'America (73) referendum costituzionale 2016 (73) Emiliano Brancaccio (71) Mario Monti (71) sindacato (67) bce (66) Germania (64) filosofia (63) Libia (62) Stefano Fassina (62) capitalismo (58) Alberto Bagnai (57) Francia (57) capitalismo casinò (57) guerra (57) populismo (57) Rivoluzione Democratica (56) Podemos (55) rifondazione (51) Movimento dei forconi (49) Siria (49) bancocrazia (49) Medio oriente (48) socialismo (48) Alexis Tsipras (47) fiat (47) globalizzazione (47) piemme (46) sinistra anti-nazionale (46) Nichi Vendola (45) renzismo (45) immigrazione (44) inchiesta (43) referendum (43) Sergio Cesaratto (42) Troika (42) Yanis Varoufakis (41) cinque stelle (41) immigrati (41) programma 101 (41) solidarietà (41) campo antimperialista (40) sinistra sovranista (40) sovranità popolare (40) Lega Nord (39) Pablo Iglesias (39) astensionismo (39) geopolitica (39) Emmezeta (38) proteste operaie (38) italicum (37) Beppe Grillo (36) Carlo Formenti (36) brexit (36) moneta (36) legge elettorale (35) III. Forum internazionale no-euro (34) egitto (34) liberismo (34) Mario Draghi (33) Russia (33) azione (33) sionismo (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) Diego Fusaro (32) default (32) fiom (32) Forum europeo 2016 (31) ISIS (31) Sel (31) governo Renzi (31) palestina (31) unità anticapitalisa (31) fiscal compact (30) neofascismo (30) Ucraina (29) Israele (28) Merkel (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) Fiorenzo Fraioli (27) Luciano Barra Caracciolo (27) Manolo Monereo (27) Matteo Salvini (27) menzogne di stato (27) Sicilia (26) Forum europeo (25) Lega (25) Mimmo Porcaro (25) xenofobia (25) Europa (24) Ugo Boghetta (24) immigrazione sostenibile (24) islamofobia (24) Giorgio Cremaschi (23) ora-costituente (23) sovranismo (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Karl Marx (22) populismo di sinistra (22) silvio berlusconi (22) Chianciano Terme (21) Nello de Bellis (21) Simone Boemio (21) Stato di diritto (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Marcia della Dignità (20) Quantitative easing (20) finanziarizzazione (20) scuola (20) Aldo Giannuli (19) Donald Trump (19) Marine Le Pen (19) Unità Popolare (19) fronte popolare (19) repressione (19) Izquierda Unida (18) Nato (18) Tunisia (18) cina (18) ecologia (18) iraq (18) keynes (18) nazione (18) uscita dall'euro (18) Assisi (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Laikí Enótita (17) Lavoro (17) Mariano Ferro (17) etica (17) religione (17) Costanzo Preve (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Pier Carlo Padoan (16) Regno Unito (16) Roma (16) nazionalismi (16) pace (16) razzismo (16) vendola (16) CLN (15) Donbass (15) International no euro forum (15) Prc (15) 15 ottobre (14) Front National (14) Luciano B. Caracciolo (14) Monte dei Paschi (14) Norberto Fragiacomo (14) Renzi (14) USA (14) Vincenzo Baldassarri (14) eurostop (14) iran (14) obama (14) storia (14) Enea Boria (13) Eurogruppo (13) Jobs act (13) MMT (13) Stato Islamico (13) acciaierie Terni (13) coordinamento no-euro europeo (13) finanziaria (13) umbria (13) Bersani (12) Chavez (12) Cremaschi (12) Ernesto Screpanti (12) Forum europeo 2015 (12) Jacques Sapir (12) Legge di stabilità (12) Marco Mori (12) Marino Badiale (12) Negri (12) Vladimiro Giacchè (12) complottismo (12) decreto salva-banche (12) euro-germania (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) Putin (11) Tonguessy (11) Turchia (11) Venezuela (11) Virginia Raggi (11) comunismo (11) corruzione (11) disoccupazione (11) emigrazione (11) internazionalismo (11) keynesismo (11) patriottismo (11) piattaforma eurostop (11) salerno (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Esm (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Gennaro Zezza (10) Hollande (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Terni (10) ambiente (10) cattiva scuola (10) de-globalizzazione (10) decrescita (10) golpe (10) iniziative (10) presidenzialismo (10) salari (10) sinistra Italiana (10) unione bancaria (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Brancaccio (9) Fmi (9) Luigi Di Maio (9) Movimento 5 Stelle (9) Perugia (9) Portogallo (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wilhelm Langthaler (9) analisi politica (9) antifascismo (9) bail-in (9) ballottaggi (9) cultura (9) internet (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) ordoliberismo (9) piano B (9) scienza (9) tasse (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) Beppe De Santis (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) Costas Lapavitsas (8) D'alema (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) De Magistris (8) Def (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Forconi (8) Goracci (8) Ingroia (8) Marco Zanni (8) Mirafiori (8) Paolo Ferrero (8) Quirinale (8) Wolfgang Schaeuble (8) Yanis Varoufakys (8) diritti civili (8) diritto (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) europeismo (8) grexit (8) marxisti dell'Illinois (8) media (8) nuovo movimento politico (8) povertà (8) sciopero (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) svalutazione (8) unità anticapitalista (8) Argentina (7) Articolo 18 (7) Bernie Sanders (7) Daniela Di Marco (7) Enrico Grazzini (7) ISIL (7) Ilva (7) Inigo Errejón (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Salvini (7) Ttip (7) anarchismo (7) borsa (7) casa pound (7) catalogna (7) chiesa (7) cosmopolitismo (7) deficit (7) eurocrack (7) incontri (7) indipendenza (7) lira (7) lotta di classe (7) nazismo (7) necrologi (7) proteste (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) Ars (6) Bottega partigiana (6) Campagna eurostop (6) Contropiano (6) Eugenio Scalfari (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Gran Bretagna (6) Jean-Luc Mélenchon (6) M.AR.S. (6) No Renzi Day (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Paolo Barnard (6) Paolo Savona (6) Pil italiano (6) Reddito di cittadinanza (6) Samuele Mazzolini (6) Sapir (6) Stefano D'Andrea (6) appello (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) cosmo-internazionalismo (6) derivati (6) elezioni anticipate 2017 (6) incontro internazionale (6) magistratura (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) terremoto (6) utero in affitto (6) Alternative für Deutschland (5) Anguita (5) Assad (5) Banca centrale europea (5) Casaleggio (5) Dicotomia (5) Dino Greco (5) Finlandia (5) Giancarlo D'Andrea (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Marco Passarella (5) Massimo Bontempelli (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Noi con Salvini (5) Papa Francesco (5) Parigi (5) Pcl (5) Polonia (5) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (5) Rete dei Comunisti (5) Sergio Mattarella (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Val di Susa (5) afghanistan (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) classi sociali (5) cuba (5) debitocrazia (5) destra non euro (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni siciliane (5) elezioni. Lega (5) fisco (5) inflazione (5) jihadismo (5) laicismo (5) liberosambismo (5) pomigliano (5) privatizzazioni (5) questione nazionale (5) suicidi (5) suicidi economici (5) tremonti (5) ALBA (4) Alessandro Di Battista (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (4) CSNR (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Città della Pieve (4) Claudio Borghi (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Federalismo (4) Forza Italia (4) Frente civico (4) George Soros (4) Giulio Regeni (4) HAMAS (4) Imu (4) Julio Anguita (4) Kke (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Lenin (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Morgan Stanley (4) Oscar Lafontaine (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Pisapia (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Target 2 (4) Teoria Monetaria Moderna (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) Varoufakis (4) al-Sisi (4) alleanze (4) anarchici (4) arancioni (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianismo (4) debitori (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) governo (4) governo Gentiloni (4) il manifesto (4) irisbus (4) la variante populista (4) legge di stabilità 2017 (4) liberalismo (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) rifugiati politici (4) risparmio (4) rivolta (4) salvinismo (4) sindacalismo di base (4) spending review (4) spesa pubblica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) 19 ottobre (3) Alavanos (3) Alberto Negri (3) Alfiero Grandi (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (3) Chiavacci Alessandro (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) Dimitris Mitropoulos (3) Domenico Moro (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Fausto Bertinotti (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Foligno (3) Francesco Salistrari (3) Fratelli d'Italia (3) GIAPPONE (3) Genova (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giulietto Chiesa (3) Giuseppe Pelazza (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jacques Nikonoff (3) Joseph Stiglitz (3) Karl Polany (3) L'Altra Europa con Tsipras (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Maduro (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Militant-blog (3) Milton Friedmann (3) Moldavia (3) Mosul (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Npl (3) ONU (3) Panagiotis Sotiris (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Prodi (3) Rodoflo Monacelli (3) Romano Prodi (3) Ruggero Arenella (3) Sarkozy (3) Sharing Economy (3) Six Pack (3) Stato di Polizia (3) USB (3) Ungheria (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Viktor Orban (3) Vladimiro Giacché (3) Wolfgang Munchau (3) Xi Jinping (3) Yemen (3) agricoltura (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) bankitalia (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) cristianesimo (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) demografia (3) diritti di cittadinanza (3) diritto d'asilo politico (3) dollaro (3) economia sociale di mercato (3) fascismo (3) giovani (3) ideologia (3) il fatto quotidiano (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) irlanda (3) italia (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) manifestazione (3) massimo fini (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) migranti (3) minijobs. Germania (3) nazionalismo (3) nazionalizzazione (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) oligarchia (3) partito (3) primarie (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) sardegna (3) saviano (3) seminario (3) senato (3) senso comune (3) socialdemocrazia (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) trasporto pubblico (3) trattati europei (3) violenza (3) wikileaks (3) xylella (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Albert Einstein (2) Alberto Montero (2) Alessandro Visalli (2) Alitalia (2) Angelo Salento (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Rinaldi (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Bandiera rossa in movimento (2) Bergoglio (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) CUB (2) Carc (2) Cernobbio (2) Cgia Mestre (2) Cia (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Der Spiegel (2) Diem25 (2) Don Giancarlo Formenton (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Eleonora Forenza (2) F.List (2) Fabio Frati (2) Fausto Sorini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Franz Altomare (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Gianni Ferrara (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Goofynomics (2) Grottaminarda (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Jens Weidmann (2) Jeremy Corbyn (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marcello Teti (2) Marchionne (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Volpi (2) Marocco (2) Marx (2) Massimo PIvetti (2) Michele fabiani (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Nadia Garbellini (2) Olanda (2) Oriana Fallaci (2) Paola De Pin (2) Paolo Becchi (2) Paolo Gerbaudo (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Preve (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Riccardo Achilli (2) Riccardo Bellofiore (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Salento (2) Salistrari (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Fazi (2) Thomas Piketty (2) Tltro (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Visco (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) austria (2) automazione (2) blocco sociale (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) confederazione (2) curdi (2) diritto di cittadinanza (2) divorzio banca d'Italia Tesoro (2) domenico gallo (2) donna (2) elezioni comunali 2015 (2) energia (2) ennahda (2) expo (2) export (2) facebook (2) fecondazione eterologa (2) gennaro Migliore (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) isu sanguinis (2) ius soli (2) legge del valore (2) libertà di pensiero (2) marina silva (2) mediterraneo (2) mercantislismo (2) no expo (2) occidente (2) olocausto (2) paolo vinti (2) parti de gauche (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) petrolio (2) populismo democratico (2) poste (2) poste italiane (2) proteste agricoltori (2) protezionismo (2) razionalismo (2) riformismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sme (2) social media (2) società (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) tecnologie (2) terzo polo (2) tv (2) uber (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) università (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) Africa (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aldo Zanchetta (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Angela Matteucci (1) Angelo Panebianco (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Falcone (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Antonella Stirati (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Arabia saudita (1) Arditi (1) Arditi del Popolo (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Augusto Graziani (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Bloco de Esquerda. (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Carl Schmitt (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Casini (1) Cassazione (1) Certificati di Credito Fiscale (1) Chantal Mouffe (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Colonialismo (1) Comitato antifascista russo-ucraiono (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Nord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cuperlo (1) Dani Rodrik (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) De Bortoli (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Die Linke (1) Dimitris Christoulias (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EDWARD SNOWDEN (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Ego della Rete (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emmanuel Macron (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Ernesto Galli Della Loggia (1) Ernesto Laclau (1) Ernst Bloch (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Livini (1) Eugenio Scalgari (1) Eurasia (1) Eurispes (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferdinando Pastore (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Flat tax (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Forum Ambrosetti (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Bartolomei (1) Franco Venturini (1) Fratoianni (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) Gentiloni (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giancarlo Cancelleri (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giorgia Meloni (1) Giorgio Gattei (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giuliano Amato (1) Giuliano Pisapia (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Angiuli (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Grossi (1) Guido Lutrario (1) HSBC (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hezbollah (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugoslavia (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Lelio Basso (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Undiemi (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Loris Caruso (1) Luca Pagni (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luka Mesec (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Margarita Olivera (1) Maria Elena Boschi (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mario Tronti (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Pasquinelli (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Michele Serra (1) Mihaly Kholtay (1) Milosevic (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Modern Money Theory (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Morya Longo (1) Moshe Ya’alon (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) Mélenchon (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Netanyahu (1) Nethanyahu (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) PCE (1) PCdI (1) POSSIBILE (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palermo (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maddalena (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Papa (1) Pardem (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Partito tedesco (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano di eradicazione degli ulivi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Paolo Dal Monte (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Regioni autonome (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Risorgimento Socialista (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) SPD (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Scenari Economici (1) Schengen (1) Schumpeter (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Sergio Starace (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Toni negri (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) accise (1) adozioni (1) agricoltura biologica (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autodeterminazione dei popoli (1) autogestione (1) ballarò (1) banche venete (1) battisti (1) benessere (1) bilancia dei pagamenti (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bonapartismo (1) bontempelli (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) clausole di salvaguardia (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) comunicazione (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) dabiq (1) david harvey (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) deregulation (1) di Monica Di Sisto (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) donne (1) dracma (1) due euro (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) enav (1) enel (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) finan (1) finaza (1) fincantieri (1) fine del lavoro (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forza nuova (1) freelancing (1) frontiere (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giornalismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) il pedante (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) independent contractor (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) informatica (1) intervista (1) intimperialismo (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge di stabilità 2016 (1) leva (1) libano (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) linguaggio (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) lula (1) madre surrogata (1) maghreb (1) maidan (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercato (1) militarismo (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) moneta fiscale (1) nascite (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) nobel (1) norvegia (1) occupy wall street (1) omosessualità (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) precarietà (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) questione femminile (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) rete 28 Aprile (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) rivoluzione socialista (1) robot killer (1) robotica (1) rossobrunismo (1) rublo (1) sanità (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) social forum (1) sondaggi (1) sondaggio demos (1) sovranità e costituzione (1) squatter (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) svimez (1) tango bond (1) tassisti (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) trappola della liquidità (1) trasporto aereo (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) ulivi (1) ultimatum (1) uscita da sinistra (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)