FIRMA LA PETIZIONE SU CHANGE.ORG

domenica 8 maggio 2011

Il declino dell'Occidente e la questione dell’imperialismo (Prima parte)


LENIN E L'IMPERIALISMO
cosa è cambiato da allora e in quale direzione

di Moreno Pasquinelli*

Pubblichiamo la prima parte della prolusione di Pasquinelli al Convegno teorico-politico sulla Crisi economica svoltosi a Chianciano Terme il 30 e il 31 ottobre 2010

Dividerò il mio intervento in due parti. La prima, di carattere esegetico, consiste in una rilettura del testo leniniano, per verificare se gli assunti ivi contenuti, alla luce del secolo trascorso e della più recente evoluzione del sistema capitalistico, abbiano retto o meno alla prova dei fatti.
Non sembri accademismo, attaccamento talmudistico ai “testi sacri”. Al contrario! Ho scelto questo punto di partenza per rilevare i limiti e il carattere ossimorico dell’analisi leniniana, limiti e contraddizioni dai quali è ora di congedarsi. D’altra parte non è meno vero che in quell’analisi era contenuta,  seppure solo in uno stato embrionale, un’ipotesi sull’evoluzione del capitalismo che i giorni nostri dimostreranno profetica: quella cioè che il sopravvento del capitale finanziario e bancario su quello industriale avrebbe condotto, prima o poi, al dominio del ceto dei rentiers su quello dei capitalisti tradizionali, e che i paesi imperialistici sarebbero diventati stati usurai, di qui il “parassitismo imperialistico”.

Nella seconda parte, invece, proverò a tirare alcune dirimenti conclusioni sulla crisi dell’Occidente imperialistico, motivando la tesi del “declino”

Lenin e l’Imperialismo

Fu l’evento traumatico della Grande Guerra, e quindi le incombenze di una furibonda lotta politica in seno all’Internazionale socialista e nelle sue propaggini russe, a spingere Lenin ad occuparsi con più rigore di quanto non avesse fatto fino a quel momento della categoria di Imperialismo.

Il termine fu in verità riportato in auge da uno studioso francese, Victor Bérard, nell’anno 1900, col libro L’Inghilterra e l’imperialismo. Venne ripreso due anni dopo dal fabiano inglese Hobson con la sua opera Imperialismo. Uno studio.
Quale fosse l’opinione dell’anglo-centrico Hobson risulta evidente da questo passaggio:

«L’imperialismo è il prodotto naturale della pressione economica di un improvviso incremento del capitale, che non può trovare impiego in patria e ha bisogno di mercati stranieri per i beni e gli investimenti. (...) Quindi l'imperialismo è nella natura stessa del sistema capitalistico che genera aumenti di capitali improvvisi e inaspettati che non trovano spazio sul mercato interno e devono espandersi all'estero. L'imperialismo non è una scelta ma una necessità e, per quanto costoso, per quanto rischioso questo processo di espansione imperiale possa essere, è indispensabile alla continuità dell'esistenza e del progresso del nostro paese».

In ambito marxista fu l’intellettuale austriaco Hilferding che per primo riprese da Bèrard e Hobson il concetto di Imperialismo, nel suo studio del 1910, Il capitae finanziario (testo imprescindibile, malgrado l’assunzione da parte dell’autore della tesi weberiana della netta distinzione tra giudizi di fatto e di valore, di qui la sua tesi che il marxismo, come scienza, doveva essere separato e distinto dal socialismo, considerato un mero ideale etico).

E’ proprio Hilferding a trasformare un concetto ancora vacuo, in una vera e propria categoria scientifica. Sono infatti di Hilferding i quattro capisaldi della nuova teoria: (1) che l’imperialismo era un nuovo stadio evolutivo del capitalismo; (2) che esso era fondato, grazie alla formazioni di nuovi monopoli della finanza, sulla sussunzione del capitale industriale da parte di quello bancario; (3) che esso era la fase conclusiva della parabola dello sviluppo capitalistico a cui necessariamente sarebbe seguito un ordinamento socialista; (4) Per  quanto attiene alla conclusione politica di fondo Hilferding afferma: «La risposta del proletariato alla politica economica del capitale finanziario, la risposta all’imperialismo, non può essere il ritorno al liberoscambismo, all’ideale ormai divenuto reazionario del ripristino della libera concorrenza, ma solo il socialismo».

Mentre Hilferding, sulla base della sua analisi, si avvicinerà a Kautsky e alla sua tesi del super-imperialismo, Lenin riprenderà tutti e quattro i suoi capisaldi, ma attuando una torsione rivoluzionaria piuttosto che massimalista, ricavandone conclusioni tattiche e strategiche ben più audaci.

Lo fa per la prima volta a guerra già iniziata, nel dicembre del 1915, scrivendo la prefazione all’opuscolo di Bukharin L’economia mondiale e l’imperialismo, nel quale afferma perentoriamente: «Il problema dell’imperialismo è non solo uno dei più importanti, ma è, si può dire, il problema essenziale nel ramo della scienza economica che studia il cambiamento delle forme del capitalismo nel periodo attuale».

Una prefazione per niente economicistica in cui Lenin si scaglia infatti contro l’ultima tesi di Kautsky, quella del super-imperialismo —ovvero l’idea, sostanzialmente ripresa da Toni Negri ne L’Impero, che il predominio di un manipolo di grandi trust e cartelli finanziari avrebbe portato al superamento dei conflitti tra stati-nazione, ad una specie di “governo mondiale”— opponendo la concezione per cui l’epoca imperialistica, proprio essendo l’ultimo stadio del capitalismo, è segnata  da inasprimento dei conflitti, sconvolgimenti e catastrofi.

Anche in questo caso Lenin, come gli era usuale, non si stava inventando nulla, faceva anzi appello alla “ortodossia marxista”, rimproverando a Kautsky di avere lui abbandonato le sue stesse idee, dal momento che ne la Via verso il potere del 1908 riconosceva che «... l’epoca pacifica era finita ed era cominciata l’epoca delle guerre e delle rivoluzioni».

“Ortodossia” che per Lenin era incorporata nel noto Manifesto del congresso di Basilea approvato dalla Seconda Internazionale nel 1912, che definiva imperialistici i conflitti latenti tra le potenze europee, e per questo dichiarava inammissibile ogni posizione di difesa della patria in caso di guerra inter-imperialistica.

Saranno anche in questo caso le incombenze della furibonda lotta politica in seno alla Seconda Internazionale sul problema della guerra a spingere Lenin a dedicarsi ad uno studio più sistematico dell’imperialismo. Lo farà tra il gennaio e il giugno 1916, scrivendo nell’esilio di Zurigo quello che diventerà il celeberrimo opuscolo Imperialismo, fase suprema del capitalismo. Saggio popolare, che vedrà le stampe nell’aprile del 1917, in pieno subbuglio rivoluzionario.

Proprio nella prefazione Lenin indica lo scopo principale del suo lavoro:

«Voglio sperare che il mio lavoro contribuirà a chiarire la questione economica fondamentale, la questione cioè della sostanza economica dell’imperialismo, perché senza questa analisi non è possibile comprendere né la guerra odierna né la situazione politica odierna», senza dimenticare il suo proprio incrollabile convincimento, che l’imperialismo rappresentava «la vigilia della rivoluzione socialista».

Vedremo subito quale fosse per Lenin la “sostanza economica dell’imperialismo”, non senza ribadire che quest’ultima “sostanza” dev’essere inquadrata in un contesto storico-politico, se mi è consentito, teleologico.

Ribadita la periodizzazione per cui l’imperialismo ha sostituito il vecchio capitalismo “all’inizio del ventesimo secolo”, Lenin afferma:

«La concorrenza si trasforma in monopolio. Ne risulta un immenso processo di socializzazione della produzione. In particolare si socializza il processo dei miglioramenti e delle invenzioni tecniche. (...) Il capitalismo, nel suo stadio imperialistico, conduce decisamente alla più universale socializzazione della produzione; trascina, per così dire, i capitalisti, a dispetto della loro coscienza, in un nuovo ordinamento sociale, che segna il passaggio dalla libertà di concorrenza completa alla socializzazione completa».

Dunque, l’imperialismo era per Lein non solo l’ultimo stadio del capitalismo, esso era più precisamente il periodo di passaggio, per quanto violento e catastrofico potesse essere, al socialismo. E’ proprio grazie all’imperialismo, ovvero all’evoluzione del capitalismo, che il socialismo diventava per Lenin, non solo possibile, ma ineluttabile. Per quanto possa sembrare ossimorico Lenin afferma infatti che l’imperialismo va colto nel suo duplice aspetto: esso è “reazionario su tutta la linea” (in quanto spinge all’estremo le forme dell’oppressione di classi e interi popoli) e al contempo progressivo in quanto anticamera del socialismo. Non c’è infatti antinomia, agli occhi di Lenin, tra il fatto che l’imperialismo porti gli antagonismi al loro livello più estremo e che allo stesso tempo prepari le migliori condizioni per la fuoriuscita dal capitalismo, poiché sono proprio tali antagonismi estremi la precondizione per la vittoria rivoluzionaria. Il primo fattore è politico, il secondo economico. I due aspetti si tengono assieme e assieme vanno considerati.

Dal punto di vista politico e strategico Lenin tira precise conseguenze: prepararsi, senza esitazione o esclusione di colpi, alla battaglia finale, dato che, per quanto “morente”, il capitalismo non avrebbe tolto il disturbo ma resistito con tutte le sue forze. Battaglia che non era velleitaria, blanquista o bakunista, appunto perché  l’imperialismo, ovvero la massima concentrazione monopolistica aveva reso più che mature le premesse economiche, lèggi strutturali, del socialismo, realizzando così, una volta per tutte, la profezia di Marx.

Non è quindi un caso che Lenin chiuda il suo saggio ribadendo con forza la sua concezione:

«Quando una grande azienda assume dimensioni gigantesche e diventa rigorosamente sistematizzata e, sulla base di un’esatta valutazione di dati innumerevoli, organizza metodicamente la fornitura della materia prima originaria nella produzione di due terzi o tre quarti del’intero fabbisogno di una popolazione di più di dieci milioni: quando è organizzato sistematicamente il trasporto di questa materia prima nei più opportuni centri di produzione, talora separati l’uno dall’altro da centinaia e migliaia di chilometri; quando un unico centro dirige tutti i successivi stadi di elaborazione della materia prima, fino alla produzione dei più svariati manufatti; quanto la ripartizione di tali prodotti, tra le centinaia di milioni di consumatori, avviene secondo un preciso piano; allora diventa chiaro che si è in presenza di una socializzazione della produzione e non già di un semplice “intreccio”; che i rapporti di economia privata e di proprietà privata formano un involucro che deve andare inevitabilmente in putrefazione qualora ne venga ostacolata artificialmente l’eliminazione, e in stato di putrefazione potrà magari durare per un tempo relativamente lungo (nella peggiore delle ipotesi, nella ipotesi che per la guarigione... del bubbone opportunistico occorra ancora molto tempo!), ma infine sarà fatalmente eliminato».

Così Lenin chiude il suo Saggio dando addirittura la parola a Saint-Simon, il quale, da buon positivista, scriveva:

«L’odierna anarchia della produzione, derivante dal fatto che i rapporti economici si svolgono senza una regolamentazione uniforme, deve cedere il posto all’organizzazione della produzione. Non saranno più gli imprenditori isolati, indipendenti fra di loro e ignari dei bisogni economici degli uomini, a dare la direzione e l’indirizzo alla produzione, ma ciò spetta invece ad un’apposita istituzione sociale. Un’autorità amministrativa centrale, in grado di osservare da un più elevato punto di vista l’ampio terreno dell’economia sociale, regolerà quest’ultima in modo utile a tutta la collettività e assegnerà i mezzi di produzione a mani idonee, e segnatamente vigilerà affinché vi sia una costante armonia tra produzione e consumo. Vi sono delle istituzioni che hanno introdotto fra i loro compiti quello di dare una certa organizzazione al lavoro economico, e sono le banche».


Oggi possiamo fare spallucce o sorridere su questo incrollabile ottimismo rivoluzionario, su questa vera e propria fede futuristica nella direzione progressista della storia e nelle potenze della tecnica. Possiamo prendere le distanze da questa concezione unilineare del corso storico, del vero e proprio culto delle forze produttive capitalistiche. Possiamo e dobbiamo congedarci da una visione semplicistica del passaggio al socialismo, tutto ancorato all’idea della autosufficienza della pianificazione centralizzata, dell’industrializzazione e del  dirigismo tecnocratico. Possiamo infine comprendere come quel colossale fenomeno storico che va sotto il nome di stalinismo, pur se con un dispostismo patologico, non faceva che applicare la visione saint-simoniana che, pur con le pinze, Lenin riportò alla ribalta.

Tornando alla cosiddetta “Essenza economica dell’imperialismo”, ad un certo punto Lenin indica “i cinque tratti più essenziali” del fenomeno . Quelli che la vulgata successiva ha considerato come veri e propri assiomi. Dobbiamo velocemente ricapitolarli, non senza prima segnalare che Lenin li fa precedere da questa decisiva premessa epistemologica prudenziale:

«Quindi noi —senza tuttavia dimenticare il valore convenzionale e relativo di tutte le definizioni, che non possono mai abbracciare i molteplici rapporti, in ogni senso, del fenomeno in pieno sviluppo— dobbiamo dare una definizione dell’imperialismo che contenga i suoi cinque principali contrassegni». Quali? 1) la concentrazione del capitale fino al sopravvento dei monopoli; 2) la fusione tra capitale bancario e industriale, quindi il formarsi del capitale finanziario e di un’oligarchia finanziaria; 3) la preponderanza dell’esportazione di capitale su quella delle merci; (4)  la nascita di associazioni monopolistiche in gradi di ripartirsi il mondo; (5) la compiuta ripartizione del mondo tra le più grandi potenze».


La polemica col “Papa Rosso” Kautsky e la sua tesi dell’ultra-imperialismo, era in effetti uno dei motivi del Saggio, forse quello portante. Si trattava per Lenin —erano, ripetiamolo, i tempi di Zimmerwald e della lotta contro il “social-imperialismo” e le posizioni interventiste—, di creare le premesse programmatiche di una nuova internazionale.

Ma cosa affermava Kautsky, in piena guerra?
Sentiamo:

«Dal punto di vista strettamente economico non può escludersi che il capitalismo attraverserà ancora una nuova fase: quella cioè dello spostamento della politica dei cartelli nella politica estera. Si avrebbe allora la fase dell’ultra-imperialismo, cioè del super-imperialismo, della unione degli imperialismi di tutto il mondo e non della guerra tra essi, la fase della fine della guerra in regime capitalistico, la fase dello sfruttamento collettivo del mondo ad opera del capitale finanziario internazionalmente coalizzato».

Quindi, per Kautsky: «L’impulso del capitale ad ampliarsi può trovare la migliore soddisfazione non coi metodi violenti dell’imperialismo, ma con una democrazia pacifica».

Fino a che punto Lenin, mentre rompeva politicamente col kautskysmo, fosse ancora ammaliato dalle suggestioni dottrinarie di Kautsky, lo si può verificare quando egli, sempre nel Saggio popolare, afferma di non negare che “in astratto”, “dal punto di vista strettamente economico” «...l’evoluzione si muova nella direzione dei monopoli, e quindi verso un unico monopolio mondiale, un unico trust mondiale. Ciò è indubbiamente esatto, ma senza significato...».

E’ sul piano politico e geo-politico che per Lenin, le cose vanno diversamente: non prevaleva questa tendenza astratta, ma quella opposta: prevalevano le tendenze conflittuali, i fattori di competizione. Il dominio del capitale finanziario aumentava e non attutiva tutte le contraddizioni sia economiche che statuali. Occorreva dunque prepararsi perché tali contrasti si sarebbero risolti con la forza. Eravamo anzi oramai entrati “nell’epoca delle guerre imperialiste”.

E’ evidente, almeno ai miei occhi come, per Lenin, la tendenza economica obiettiva non cancellava gli stati-nazione, la loro centralità, le loro prerogative. Concludeva infatti: «Questo inasprimento degli antagonismi costituisce la più potente forza motrice del periodo storico di transizione, iniziatosi con la definitiva vittoria del capitale finanziario mondiale».

«Le alleanze “inter-imperialiste” non sono altro che un momento di respiro tra una guerra e l’altra, qualsiasi forma assumano dette alleanze, sia quella di una coalizione imperialista contro un’altra coalizione imperialista, sia quella di una lega generale tra tutte le potenze imperialiste. Le alleanze di pace preparano le guerre»

Ecco quindi il punto focale del ragionamento strategico leniniano: la fase suprema o del capitalismo morente era, dal punto di vista economico, la fase della transizione dal capitalismo al socialismo. Politicamente questo significava tuttavia  l’acutizzazione e non l’attutimento delle contraddizioni, e le forze rivoluzionarie avrebbero dovuto giocare su questo terreno invece di illudersi che il socialismo sarebbe stato loro servito dall’imperialismo su un piatto d’argento. Di qui, di contro all’imbelle “non interventismo”, al “né aderire  né sabotare”, alla “neutralità attiva e operante”, il cogente assunto strategico della “trasformazione della guerra imperialistica in guerra civile”.

Tuttavia è un altra la parte che ora ci interessa del Saggio di Lenin, la profezia di cui sopra. Si tratta del  capitolo VIII intitolato “Parassitismo e putrefazione del capitalismo”.

Lenin lo apre affermando che “il monopolismo porta con sé la tendenza alla stasi e alla putrefazione”. Dice anzi che sorgerebbe «… la possibilità economica di fermare artificiosamente il progresso tecnico». Ma quale, delle due tendenze, quella alle innovazioni per ricavare plusvalore e quella alla stagnazione, Lenin riteneva quella principale? Egli lascia intendere che sarebbe stata quella alla putrefazione parassitaria, tuttavia, evitando d’impiccarsi a questa previsione, prudentemente asseriva che la tendenza alla stagnazione e quella dello sviluppo sarebbero coesistite l’una accanto all’altra. Sentiamo:

«Sarebbe erroneo credere che la tendenza alla putrescenza escluda il rapido incremento del capitalismo: tutt’altro. Nell’età dell’imperialismo i singoli paesi palesano, con forza maggiore o minore, ora l’una ora l’altra di quelle tendenze. In complesso il capitalismo cresce assai più rapidamente di prima, senonché tale incremento non solo diviene in generale più sperequato, ma tale sperequazione si manifesta particolarmente nell’imputridimento dei paesi capitalistici più forti».

«Il più rapido sviluppo capitalistico si verifica nelle colonie e nei paesi transoceanici. Tra essi sorgono nuove potenze imperialistiche (il Giappone)»

E’ sotto gli occhi di tutti che non sarà la tendenza alla putrefazione parassitaria, alla stagnazione delle forze produttive, quella dominante. Noi oggi sappiamo che il capitalismo mondiale ha conosciuto, dopo il 1917, non solo crisi catastrofiche ma anche poderosi slanci.

Ahimè, diventerà invece un dogma economicistico per le due correnti comuniste che si contenderanno l’egemonia fino agli anni ‘60, quella stalinista e quella trotzkysta, che affermeranno che la tendenza alla putrefazione individuata da Lenin fosse ormai, sic et simpliciter, “l’agonia mortale del capitalismo”.

Tornando al punto. Qual’è in buona sostanza la profezia leniniana? La si deve cavar fuori, liberarla da ciò che nel Saggio popolare la circonda, astrarla dal resto del testo, scritto in gran parte per rispondere alle  impellenze della battaglia politica.

Lenin accoglie ed anzi radicalizza l’intuzione di Hobson sul destino dell’Inghilterra. Afferma che i paesi imperialistici sono destinati a conoscere un processo per cui, dominante, sarebbe diventata «… la classe, o meglio, il ceto dei rentiers, cioè di persone che vivono del “tagli di cedole”, non partecipano ad alcuna impresa ed hanno per professione l’ozio. L’esportazione di capitale, uno degli essenziali fondamenti economici dell’imperialismo, intensifica questo completo distacco del ceto dei rentiers dalla produzione e ciò da un’impronta parassitaria a tutto il paese, che vive dello sfruttamento del lavoro di pochi paesi e colonia d’oltre oceano».

E aggiunge: «Nel paese più “commerciale” del mondo i profitti dei rentiers superano di cinque volte quelli del commercio estero! In ciò sta l’essenza dell’imperialismo e del parassitismo imperialista. Per tale motivo nella letteratura economica sull’imperialismo è di uso corrente il concetto di “Stato rentier” (Rentnerstaat) o Stato usuraio. Il mondo si divide in un piccolo gruppo di Stati usurai e un’immensa massa di Stati debitori. (...) l’Inghilterra impresta all’Egitto, al Giappone, alla Cina, all’America del Sud. E in caso di bisogno la sua flotta da guerra funziona come ufficiale giudiziario. (...) Lo Stato rentier è lo Stato del capitalismo parassitario in putrefazione. Questo fatto necessariamente influisce su tutti i rapporti politico-sociali dei relativi paesi, e quindi anche sulle correnti principali del movimento operaio».

Ascoltate adesso questo passaggio, e ditemi se diagnosi fu più giusta!

«In generale il capitalismo ha la proprietà di staccare il possesso del capitaledall’impiego del medesimo nella produzione, di staccare il capitale liquido dal capitale industriale e produttivo, di separare il rentier, che vive soltanto del profitto tratto dal capitale liquido, dall’imprenditore e da tutti coloro che partecipano direttamente all’impiego del capitale. L’imperialismo, vale a dire l’egemonia del capitale finanziario, è quello stadio supremo del capitalismo, in cui tale separazione raggiunge dimensioni enormi. La prevalenza del capitale finanziario su tutte le rimanenti forme del capitale importa una posizione predominante del rentier e dell’oligarchia finanziaria, e la selezione di pochi Stati finanziariamente più “forti” degli altri».

Quanti decenni la più parte dei marxisti hanno perduto non avendo saputo riconoscere ciò che stava accadendo sotto i loro occhi! sarebbe stato sufficiente prendere, nella debita considerazione, le tesi di due economisti americani di peso, Shumpter e Galbraith i quali, senza forse nemmeno aver letto Lenin,  ma osservando empiristicamente l’evoluzione della società americana, erano giunti alla medesime conclusioni. Il primo (Capitalismo, socialismo e democrazia, 1928) sostenendo che l’evoluzione del capitalismo portava con sé l’esaurimento della “classe imprenditoriale”, ovvero l’estinzione della classe borghese che era stata la forza propulsiva dello sviluppo capitalistico. Il secondo (vedi La società opulenta, 1968), sottolineando come stesse prendendo il sopravvento, nell’ambito della società consumistica, una improduttiva “nuova classe” dominante, che svolgeva lo stesso ruolo di quella feudale degli oziosi (non meramente riducibile ad una minoranza oligarchica), la quale avrebbe trascinato il capitalismo verso “un tragico destino”

Tornando a Lenin. Per lui quella imperialistica era una “sovrastruttura”. Sottolineo questo concetto: per il Nostro l’imperialismo era una “sovrastruttura del vecchio capitalismo”. Lo affermerà, in modo secondo me affrettato, polemizzando con Bucharin e le sue concezioni meccanicistiche nel marzo 1919 in occasione del VIII Congresso del partito russo. Una “sovrastruttura” che tuttavia innervava tutta la società imperialistica e determinava la composizione di classe: così egli si spiegava la “corruzione degli strati superiori del proletariato”, “l’imborghesimento di piccoli (al tempo piccoli!) strati di proletariato”, quindi la formazione di “un’aristocrazia del lavoro o operaia”, vera base sociale dell’opportunismo e del “riformismo”. Chi non riconosce la natura e la funzione dell’aristocrazia operaia, ripeteva spesso Lenin , non capisce un aspetto cruciale dell’imperialismo, e quindi si preclude la possibilità di accesso al proletariato vero e proprio.

Infatti: «Una delle particolarità dell’imperialismo è l’aumento dell’immigrazione di individui provenienti da paesi più arretrati, con salari inferiori. (...) Negli Stati Uniti gli immigrati dall’Europa orientale e meridionale coprono i posti peggio pagati, mentre i lavoratori americani danno la maggiore percentuale di candidati ai posti di sorveglianza e ai posti meglio pagati. L’imperialismo tende a costituire tra i lavoratori categorie privilegiate e a staccarle dalla grande massa dei proletari. (...) Così l’ideologia imperialista si fa strada anche nella classe operaia, che non è separata dalle altre classi da una muraglia cinese».

Imperialismo come mera sovrastruttura? E’ difficile, alla luce dei cento anni che ci separano da Lenin, sostenere questa tesi. L’imperialismo non è affatto un puro e semplice rivestimento del sistema capitalista nella sua massima fase di sviluppo.
Esso è una struttura che il capitalismo si e' dato storicamente, costituisce una vera e propria formazione sociale. Il "capitalismo", per capirci quella preso in considerazione da Marx ne Il Capitale, è solo un'astrazione funzionale all’analisi dei reali processi storici. Non è lecito scambiare i processi reali coi modelli teorici che la scienza deve pur utilizzare allo scopo di afferrare meglio i primi. L'imperialismo e' il capitalismo realmente esistente, la forma senza la quale il capitalismo stesso non funzionerebbe un solo istante. Di qui l'imprescindibilità di questa categoria, che è scientifica perché sa indicare alcuni presupposti costitutivi del capitalismo, senza i quali non ci è possibile comprendere i suoi meccanismi evolutivi e quelle che noi fissiamo come contraddizioni.

Quali sono questi presupposti?
Marx non ha mai affermato che l’esistenza di un proletariato nullatenente fosse condizione sufficiente all’avvio di un’accumulazione capitalistica su grande scala. In un sistema chiuso e autarchico il capitalismo non sarebbe mai potuto sorgere. Affinché quest’accumulazione potesse darsi (che cioè impiegasse in modo capitalistico la forza lavoro dei proletari) occorreva una condizione preliminare: l'esistenza di una ingente massa di valore di scambio nella forma simbolica di denaro, di capitale in potenza. Questa massa l'hanno fornita principalmente la rapina e il saccheggio colonialistico delle aree non-capitalistiche (Americhe, Africa, Asia e anche zone europee). Solo il colonialismo ha permesso che si corncentrasse, anzitutto in Inghilterra, una larga massa di capitale potenziale destinato a cercare la propria valorizzazione. E così ci spieghiamo come mai il capitalismo, pur essendo nato nell’Italia dei Comuni, ha dovuto cedere il passo a quelli inglese e olandese.

Storicamente parlando la rapina colonialistica ha preceduto l'espropriazione dei contadini e la formazione di un proletariato urbano diseredato disponibile a vendere la sua forza lavoro in cambio di un salario. Il colonialismo (non solo la rapina pura e semplice di vaste aree ma la loro trasformazione in mercati di sbocco di merci e capitali in cerca di valorizzazione) non è dunque un orpello, ma la precondizione costitutiva del capitalismo medesimo. Il capitalismo era dunque già allora un imperialismo incipiente. Di questo Marx parla nel noto capitolo sulla “Accumulazione primitiva”.

Abbiamo dunque, di contro ad una lettura semplicistica ed eurocentrica dello sviluppo capitalistico, che il capitalismo, ancora in fasce, porta con sé, non una ma due contraddizioni costitutive: accanto a quella endogena tra proletariato e borghesia, quella esogena tra le nazioni capitalistiche emergenti e i popoli coloniali precapitalisti. Esse non solo sono apparse appaiate, non solo sono complementari l'una all'altra, sono due forme del medesimo processo. Sono quindi due aspetti della medesima contraddizione dominante, e quale delle due sia quello principale o secondario, non può essere stabilito a priori, dipende dalle circostanze storiche, cioè da tutta una serie di condizioni collaterali che vanno debitamente svelate, analizzate, identificate con la massima esattezza.
(Fine prima parte)


* Fonte: Campo Antimperialista
Print Friendly and PDF

0 commenti:

LA PAGINA FACEBOOK DEL MOVIMENTO POPOLARE DI LIBERAZIONE - P101

LA PAGINA FACEBOOK DI SOLLEVAZIONE

Lettori fissi di SOLLEVAZIONE

Temi

Unione europea (800) euro (736) crisi (627) economia (547) sinistra (483) finanza (265) Movimento Popolare di Liberazione (243) M5S (240) grecia (237) sfascio politico (235) elezioni (226) resistenza (224) teoria politica (219) banche (204) imperialismo (201) internazionale (199) Leonardo Mazzei (188) P101 (186) risveglio sociale (184) sovranità nazionale (183) alternativa (168) Moreno Pasquinelli (167) seconda repubblica (167) Syriza (151) Tsipras (145) Matteo Renzi (127) debito pubblico (117) antimperialismo (116) marxismo (106) PD (105) sovranità monetaria (105) democrazia (104) spagna (103) destra (101) sollevazione (99) costituzione (98) Grillo (94) elezioni 2018 (93) neoliberismo (93) berlusconismo (91) proletariato (91) Francia (88) filosofia (86) islam (85) piemme (82) austerità (79) Coordinamento nazionale della Sinistra contro l’euro (78) Emiliano Brancaccio (77) Germania (76) programma 101 (76) Stati Uniti D'America (74) referendum costituzionale 2016 (74) populismo (73) sindacato (73) Mario Monti (71) Stefano Fassina (70) bce (70) Alberto Bagnai (69) immigrazione (69) Carlo Formenti (66) capitalismo (66) guerra (66) sinistra anti-nazionale (66) Podemos (65) Libia (63) capitalismo casinò (61) Rivoluzione Democratica (59) Medio oriente (58) globalizzazione (58) CONFEDERAZIONE per la LIBERAZIONE NAZIONALE (57) bancocrazia (56) rifondazione (55) CLN (54) Sergio Cesaratto (54) Sicilia (54) Siria (54) geopolitica (53) Alexis Tsipras (51) Lega Nord (51) cinque stelle (51) referendum (51) socialismo (51) Movimento dei forconi (49) immigrati (49) Pablo Iglesias (48) fiat (48) legge elettorale (48) sovranità popolare (48) Alitalia (47) campo antimperialista (46) sinistra sovranista (46) Nichi Vendola (45) renzismo (45) sovranismo (45) Beppe Grillo (44) Emmezeta (43) Russia (43) Troika (43) astensionismo (43) inchiesta (43) neofascismo (43) moneta (42) Matteo Salvini (41) Yanis Varoufakis (41) solidarietà (41) brexit (40) Diego Fusaro (39) proteste operaie (38) Fiorenzo Fraioli (37) italicum (37) liberismo (37) sionismo (37) Lega (36) Luciano Barra Caracciolo (36) Mario Draghi (36) Mimmo Porcaro (36) Marine Le Pen (35) Ugo Boghetta (35) immigrazione sostenibile (35) palestina (35) III. Forum internazionale no-euro (34) Manolo Monereo (34) egitto (34) fiscal compact (34) Israele (33) azione (33) uscita di sinistra dall'euro (33) 9 dicembre (32) Giorgio Cremaschi (32) ISIS (32) default (32) fiom (32) Forum europeo 2016 (31) Sandokan (31) Sel (31) Ucraina (31) governo Renzi (31) populismo di sinistra (31) unità anticapitalisa (31) Merkel (30) Luigi Di Maio (28) eurostop (28) napolitano (28) Assemblea di Chianciano terme (27) Karl Marx (27) islamofobia (27) menzogne di stato (27) nazione (27) xenofobia (27) catalogna (26) silvio berlusconi (26) Beppe De Santis (25) Forum europeo (25) Nello de Bellis (25) elezioni siciliane 2017 (25) Europa (24) Aldo Giannuli (23) Donald Trump (23) Stato di diritto (23) ecologia (23) ora-costituente (23) Coordinamento nazionale sinistra contro l'euro (22) Quantitative easing (22) USA (22) finanziarizzazione (22) nazionalismi (22) Chianciano Terme (21) Fabio Frati (21) Front National (21) Governo giallo-verde (21) Lavoro (21) Simone Boemio (21) Stato islamico dell’Iraq e del Levante (21) Unità Popolare (21) patriottismo (21) scuola (21) uscita dall'euro (21) Marcia della Dignità (20) Nato (20) etica (20) nazionalizzazione (20) repressione (20) scienza (20) Laikí Enótita (19) Movimento 5 Stelle (19) Regno Unito (19) Roma (19) Sicilia Libera e Sovrana (19) Tunisia (19) cina (19) fronte popolare (19) iraq (19) keynes (19) religione (19) Izquierda Unida (18) Noi siciliani con Busalacchi (18) pace (18) Assisi (17) Costanzo Preve (17) Forum europeo delle forze di sinistra e popolari anti-Unione europea (17) Mariano Ferro (17) Pier Carlo Padoan (17) Putin (17) Venezuela (17) euro-germania (17) iran (17) razzismo (17) storia (17) Emmanuel Macron (16) Enrico Letta (16) Forum di Atene (16) Jacques Sapir (16) Marco Mori (16) Norberto Fragiacomo (16) Tonguessy (16) Vladimiro Giacchè (16) antifascismo (16) ballottaggi (16) coordinamento no-euro europeo (16) melenchon (16) vendola (16) Donbass (15) International no euro forum (15) Luciano B. Caracciolo (15) Prc (15) Renzi (15) casa pound (15) emigrazione (15) indipendenza (15) nazionalismo (15) piattaforma eurostop (15) 15 ottobre (14) Brancaccio (14) Cremaschi (14) Enea Boria (14) Ernesto Screpanti (14) Eurogruppo (14) Monte dei Paschi (14) Stato Islamico (14) Vincenzo Baldassarri (14) obama (14) salerno (14) sciopero (14) Bersani (13) Chavez (13) Jobs act (13) MMT (13) Marino Badiale (13) Perugia (13) Virginia Raggi (13) acciaierie Terni (13) ambiente (13) disoccupazione (13) finanziaria (13) lotta di classe (13) tecnoscienza (13) umbria (13) Alitalia all'Italia (12) D'alema (12) Enrico Grazzini (12) Forum europeo 2015 (12) Legge di stabilità (12) Negri (12) complottismo (12) cosmopolitismo (12) decreto salva-banche (12) internazionalismo (12) internet (12) piano B (12) senso comune (12) terzo memorandum (12) 14 dicembre (11) AST (11) Alfredo D'Attorre (11) De Magistris (11) Gennaro Zezza (11) Reddito di cittadinanza (11) Turchia (11) Wilhelm Langthaler (11) chiesa (11) comunismo (11) corruzione (11) cultura (11) de-globalizzazione (11) iniziative (11) keynesismo (11) media (11) ordoliberismo (11) salari (11) sinistra Italiana (11) unione bancaria (11) Bagnai (10) Bruno Amoroso (10) Daniela Di Marco (10) Def (10) Esm (10) Fmi (10) Forum Internazionale Anti-Ue delle forze popolari e di sinistra (10) Hollande (10) Marco Passarella (10) Marco Zanni (10) Mauro Pasquinelli (10) OLTRE L'EURO (10) Ora (10) Panagiotis Lafazanis (10) Paolo Savona (10) Quirinale (10) Salvini (10) Terni (10) appello (10) cattiva scuola (10) decrescita (10) golpe (10) povertà (10) presidenzialismo (10) sindacalismo di base (10) tasse (10) ANTARSYA-M.A.R.S. (9) Algeria (9) Art. 18 (9) Bernie Sanders (9) Campagna eurostop (9) Costas Lapavitsas (9) Dicotomia (9) Domenico Moro (9) Fausto Bertinotti (9) Jean-Luc Mélenchon (9) Lista del Popolo (9) Paolo Ferrero (9) Papa Francesco (9) Portogallo (9) Risorgimento Socialista (9) Stefano D'Andrea (9) Terza Repubblica (9) ThyssenKrupp (9) Von Hayek (9) Wolfgang Schaeuble (9) analisi politica (9) bail-in (9) diritti civili (9) diritto (9) europeismo (9) islanda (9) istruzione (9) nucleare (9) Abu Bakr al-Baghdadi (8) CGIL (8) Corte costituzionale (8) DOPO IL 4 DICEMBRE (8) Diritti Sociali (8) Draghi (8) Erdogan (8) Forconi (8) George Soros (8) Giulietto Chiesa (8) Goracci (8) II assemblea della CLN (1-3 settembre) (8) Ilva (8) Ingroia (8) Italia Ribelle e Sovrana (8) Mirafiori (8) Paolo Barnard (8) Sergio Mattarella (8) Yanis Varoufakys (8) borsa (8) classi sociali (8) deficit (8) elezioni anticapte (8) elezioni anticipate (8) elezioni anticipate 2017 (8) elezioni siciliane (8) grexit (8) inflazione (8) liberalismo (8) lira (8) manifestazione (8) manifestazione 25 marzo 2017 (8) marxisti dell'Illinois (8) nuovo movimento politico (8) privatizzazioni (8) seminario programmatico 12-13 dicembre 2015 (8) sociologia (8) svalutazione (8) trasporto aereo (8) unità anticapitalista (8) vaccini (8) Alessandro Di Battista (7) Alternative für Deutschland (7) Argentina (7) Articolo 18 (7) CUB (7) Claudio Borghi (7) Cub Trasporti (7) Foligno (7) ISIL (7) Inigo Errejón (7) Je so' Pazzo (7) Landini (7) MMT. Barnard (7) Maurizio Landini (7) Me-Mmt (7) Michele Berti (7) Movimento pastori sardi (7) Nuit Debout (7) Pil italiano (7) Samuele Mazzolini (7) Sapir (7) Ttip (7) anarchismo (7) confederazione (7) cosmo-internazionalismo (7) debitocrazia (7) derivati (7) destra non euro (7) eurocrack (7) incontri (7) nazismo (7) necrologi (7) proteste (7) questione nazionale (7) rivoluzione civile (7) taranto (7) tecnologie (7) trasporto pubblico (7) Alessandro Visalli (6) Ars (6) Banca centrale europea (6) Bottega partigiana (6) CETA (COMPREHENSIVE ECONOMIC AND TRADE AGREEMENT) (6) Casaleggio (6) Contropiano (6) Dino Greco (6) Eugenio Scalfari (6) Flat tax (6) France Insoumise (6) Franz Altomare (6) Frédéric Lordon (6) Gaza (6) Giuseppe Angiuli (6) Gran Bretagna (6) Lenin (6) M.AR.S. (6) Maduro (6) Massimo Bontempelli (6) No Renzi Day (6) Noi con Salvini (6) ORA! (6) Oskar Lafontaine (6) Pisapia (6) Polonia (6) REDDITO MINIMO UNIVERSALE (6) Sandro Arcais (6) Stato (6) Stato nazione (6) Teoria Monetaria Moderna (6) assemblea nazionale 2-3 luglio 2016 (6) autodeterminazione dei popoli (6) automazione (6) beni comuni (6) bipolarismo (6) crisi di governo (6) facebook (6) fascismo (6) fisco (6) governo Gentiloni (6) il pedante (6) incontro internazionale (6) la variante populista (6) liberosambismo (6) magistratura (6) no tav (6) no-Ttip (6) nuovo soggetto politico (6) populismo democratico (6) potere al popolo (6) rivolta (6) suicidi (6) suicidi economici (6) terremoto (6) uber (6) utero in affitto (6) Alberto Negri (5) Aldo Zanchetta (5) Anguita (5) Assad (5) Carl Schmitt (5) Dario Guarascio (5) Dimitris Mitropoulos (5) Eos (5) Federalismo (5) Ferdinando Pastore (5) Finlandia (5) Forza Italia (5) Franco Bartolomei (5) Franco Busalacchi (5) Fratelli d'Italia (5) Genova (5) Giancarlo D'Andrea (5) HAMAS (5) Hilary Clinton (5) Il popolo de i Forconi (5) Kirchner (5) Luca Massimo Climati (5) Militant-blog (5) Nino galloni (5) No Monti Day (5) No debito (5) Npl (5) Pardem (5) Parigi (5) Partito tedesco (5) Pcl (5) Rete dei Comunisti (5) Riccardo Achilli (5) Romano Prodi (5) Rosatellum 2 (5) Seconda Assemblea P101 (5) Sharing Economy (5) Stathis Kouvelakis (5) Stato di Polizia (5) TTIP (TRANSATLANTIC TRADE AND INVESTMENT PARTNERSHIP) (5) Target 2 (5) Val di Susa (5) Wolfgang Munchau (5) afghanistan (5) alleanze (5) banche popolari (5) califfato (5) camusso (5) cuba (5) debitori (5) di Pietro (5) elezioni regionali 2015 (5) elezioni. Lega (5) giovani (5) governo (5) ideologia (5) il manifesto (5) jihadismo (5) laicismo (5) medicina (5) migranti (5) pomigliano (5) rifugiati politici (5) salvinismo (5) tremonti (5) ALBA (4) Altiero Spinelli (4) Andrea Ricci (4) Angelo Panebianco (4) Anna Falcone (4) Antonio Ingroia (4) Aurelio Fabiani (4) Brigate sovraniste (4) CSNR (4) Candidatura d’Unitat Popular (CUP) (4) Cesaratto (4) Charlie Hebdo (4) Chiavacci Alessandro (4) Città della Pieve (4) Claudio Martini (4) Comitato per il No nel referendum sulla legge costituzionale Renzi- Boschi (4) Consiglio nazionale ORA! (4) Coordinamento per la Democrazia Costituzionale (4) Corea del Nord (4) Danilo Calvani (4) Danilo Zolo (4) Diego Melegari (4) Frente civico (4) GIAPPONE (4) Giorgia Meloni (4) Giuliano Pisapia (4) Giulio Regeni (4) Imu (4) Jacques Nikonoff (4) Jeremy Corbyn (4) Joseph Stiglitz (4) Julio Anguita (4) Kke (4) L'Altra Europa con Tsipras (4) Lafontaine (4) Laura Boldrini (4) Luciano Gallino (4) Luciano Vasapollo (4) Lucio Chiavegato (4) Luigi De Magistris (4) Luigi Ferrajoli (4) Lupo (4) Macron (4) Marcello Teti (4) Marx (4) Mattarella (4) Morgan Stanley (4) Mosul (4) Noi sicialiani con Busalacchi (4) Oscar Lafontaine (4) Paolo Gerbaudo (4) Papa Bergoglio (4) Piattaforma di sinistra (4) Piero Bernocchi (4) Prodi (4) ROSSA (4) Rajoy (4) Sefano Rodotà (4) Slavoj Žižek (4) Stato d'emergenza (4) Titoli di stato (4) Trump (4) Tyssenkrupp (4) USB (4) Ungheria (4) Varoufakis (4) Viktor Orban (4) Vladimiro Giacché (4) Xarxa Socialisme 21 (4) Xi Jinping (4) agricoltura (4) al-Sisi (4) anarchici (4) arancioni (4) bankitalia (4) brasile (4) carceri (4) cinema (4) cipro (4) coalizione sociale (4) crisi bancaria (4) cristianesimo (4) cristianismo (4) demografia (4) diritti di cittadinanza (4) donna (4) elezioni 2017 (4) elezioni comunali 2017 (4) elezioni siciliane 2012 (4) filo rosso (4) fratelli musulmani (4) informatica (4) intelligenza artificiale (4) irisbus (4) irlanda (4) italia (4) ius soli (4) legge di stabilità 2017 (4) massimo fini (4) mediterraneo (4) moneta fiscale (4) parti de gauche (4) patrimoniale (4) pensioni (4) porcellum (4) presidente della repubblica (4) protezionismo (4) questione femminile (4) risparmio (4) seminario (4) spending review (4) spesa pubblica (4) tecnica (4) transizione al socialismo (4) truffa bancaria (4) wikidemocrazia (4) xylella (4) 19 ottobre (3) Africa (3) Alavanos (3) Albert Einstein (3) Alessandro Chiavacci (3) Alessia Vignali (3) Alfiero Grandi (3) America latina (3) Antonio Amoroso (3) Associazione Riconquistare la Sovranità (3) Atene 26-28 giugno (3) Aventino (3) BRIM (3) Barbara Spinelli (3) Bergoglio (3) Bernd Lucke (3) Bin Laden (3) Bloco de Esquerda. (3) Cerveteri Libera (3) Cia (3) Ciudadanos (3) Comitato No Debito (3) Coordinamento Democrazia Costituzionale (3) Coordinamento dei Comitati per il NO-Umbria (3) Coordinamento no E45 autostrada (3) Davide Serra (3) Dieudonné M'bala M'bala (3) EDWARD SNOWDEN (3) Eleonora Forenza (3) Emanuele Severino (3) Ernest Vardanean (3) Fabrizio Tringali (3) Felice Floris (3) Filippo Abbate (3) Francesco Salistrari (3) Fronte Sovranista Italiano (3) Gianni Ferrara (3) Giorgio Lunghini (3) Giuliana Nerla (3) Giuseppe Pelazza (3) Goofynomics (3) Gramsci (3) HELICOPTER MONEY (3) ISTAT (3) Incontro di Roma (3) JP Morgan (3) Jens Weidmann (3) Jugoslavia (3) Karl Polany (3) Leonardo Mazzzei (3) Lista Tsipras (3) Luca Ricolfi (3) Luciano Canfora (3) Magdi Allam (3) Manolo Monero Pérez (3) Marco Mainardi (3) Martin Heidegger (3) Marxista dell'Illinois n.2 (3) Massimo De Santi (3) Maurizio Fratta (3) Maurizio del Grippo (3) Milton Friedmann (3) Modern Money Theory (3) Moldavia (3) Napoli (3) Nigel Farage (3) No e-45 autostrada (3) Noi Mediterranei (3) ONU (3) Olanda (3) Panagiotis Sotiris (3) Paola De Pin (3) Patrizia Badii (3) Pedro Montes (3) Poroshenko (3) Rodoflo Monacelli (3) Ruggero Arenella (3) Salento (3) Sarkozy (3) Sergio Starace (3) Six Pack (3) Thomas Fazi (3) Toni negri (3) Ugo Arrigo (3) Ungheria. jobbink (3) Ventotene (3) Viareggio (3) Visco (3) Yemen (3) al-Nusra (3) alba dorata (3) austria (3) bollettino medico (3) confindustria (3) crediti deteriorati (3) decreto vaccini (3) deflazione (3) deflazione salariale (3) diritto d'asilo politico (3) diritto di cittadinanza (3) divorzio banca d'Italia Tesoro (3) dollaro (3) donne (3) economia sociale di mercato (3) forza nuova (3) il fatto quotidiano (3) indignati (3) insegnanti (3) internazionale azione (3) legge del valore (3) legge di stabilità 2015 (3) legge truffa (3) maternità surrogata (3) mattarellum (3) mezzogiorno (3) minijobs. Germania (3) negazionismo (3) noE-45 autostrada (3) occidente (3) oligarchia (3) partito (3) partito democratico (3) primarie (3) proteste agricoltori (3) ratzinger (3) riforma del senato (3) risorgimento (3) robotica (3) sanità (3) sardegna (3) saviano (3) senato (3) sme (3) socialdemocrazia (3) sovranità e costituzione (3) sovrapproduzione (3) statizzazione banche (3) takfir (3) tassisti (3) trattati europei (3) tv (3) università (3) violenza (3) wikileaks (3) 11 settembre (2) 12 aprile (2) 25 aprile 2017 (2) 27 ottobre 2012 (2) A/simmetrie (2) ALDE (2) Ada Colau (2) Agenda Monti (2) Ahmadinejad (2) Alberto Benzoni (2) Alberto Montero (2) Amando Siri (2) Angelo Salento (2) Antonella Stirati (2) Antonello Ciccozzi (2) Antonello Cresti (2) Antonio Gramsci (2) Antonio Rinaldi (2) Arabia saudita (2) Arditi del Popolo (2) Atlante (2) Baath (2) Bahrain (2) Banca (2) Bandiera rossa in movimento (2) Berretti Rossi (2) Bilderberg (2) Black Lives Matter (2) Borotba (2) Brushwood (2) CISL (2) Carc (2) Carlo Romagnoli (2) Cernobbio (2) Certificati di Credito Fiscale (2) Cgia Mestre (2) Chantal Mouffe (2) Cile (2) Cirimnnà (2) Civati (2) Claudia Castangia (2) Colonialismo (2) Comitato antifascista russo-ucraiono (2) Coordinamento europeo della Sinistra contro l’euro (2) Dani Rodrik (2) De Bortoli (2) Der Spiegel (2) Die Linke (2) Diem25 (2) Diosdado Toledano (2) Don Giancarlo Formenton (2) Dugin (2) EReNSEP (2) Edoardo Biancalana (2) Ego della Rete (2) Emilia Clementi (2) Emiliano Gioia (2) Ernesto Galli Della Loggia (2) Ernesto Laclau (2) Ettore Livini (2) Eurasia (2) F.List (2) F.f (2) Fausto Sorini (2) Federico Fubini (2) Fidel Castro (2) Fidesz (2) Filippo Gallinella (2) Fiumicino (2) Forum Internazionale antiEU delle forze popolari (2) Forum Popoli Mediterranei (2) Francesco Giavazzi (2) Francesco Maria Toscano (2) Francesco Piobbichi (2) Franco Russo (2) Fratoianni (2) Frosinone (2) Fulvio Grimaldi (2) Futuro al lavoro (2) Generale Pappalardo (2) Gentiloni (2) Giada Boncompagni (2) Giancarlo Cancelleri (2) Giorgio Gattei (2) Giuliano Amato (2) Giulio Sapelli (2) Giuseppe Mazzini (2) Giuseppe Palma (2) Goldman Sachs (2) Grottaminarda (2) Guido Grossi (2) Guido Viale (2) Hartz IV (2) Hegel (2) Hezbollah (2) Hitler (2) Incontro di Madrid 19/21 febbraio 2016 (2) Iniciativa za Demokratični Socializem (2) Iniziativa per il socialismo democratico (2) Italexit (2) Italia Ribelle (2) Iugend Rettet (2) Iugoslavia (2) Javier Couso Permuy (2) Juan Carlos Monedero (2) Juncker (2) Kalergy (2) Ken Loach (2) Kostas Lapavitsas (2) Legge di Bilancio (2) Lelio Basso (2) Lelio Demichelis (2) Loretta Napoleoni (2) Ltro (2) MES (2) MPL (2) Maastricht (2) Mali (2) Manolis Glezos (2) Marcello Minenna (2) Marchionne (2) Maria Elena Boschi (2) Maria Rita Lorenzetti (2) Mario Tronti (2) Mario Volpi (2) Mark Zuckerberg (2) Marocco (2) Massimo PIvetti (2) Michele Serra (2) Michele fabiani (2) Morya Longo (2) Movimento Politico d'Emancipazione Popolare (2) Mussari (2) Mélenchon (2) NO TAP (2) Nadia Garbellini (2) Netanyahu (2) Nicaragua (2) Oriana Fallaci (2) Ostia (2) Palermo (2) Paolo Becchi (2) Paolo Maddalena (2) Papa (2) Patto di Stabilità e Crescita (2) Paul Krugman (2) Paul Mason (2) Pci (2) PdCI (2) Pdl (2) Piano di eradicazione degli ulivi (2) Pier Paolo Dal Monte (2) Pippo Civati (2) Pkk (2) Portella della Ginesta (2) Preve (2) Quarto Polo (2) Raffaele Alberto Ventura (2) Reddito di inclusione sociale (2) Regioni autonome (2) Riccardo Bellofiore (2) Riccardo Ruggeri (2) Riscossa Italia (2) Rosanna Spadini (2) Rozzano (2) Ryan air (2) SPD (2) STX (2) Salistrari (2) Scenari Economici (2) Schumpeter (2) Scilipoti (2) Scozia (2) Seconda Assemblea CLN (2) Sergio Bellavita (2) Sergio Cararo (2) Sergio Cofferati (2) Shale gas (2) Simone Di Stefano (2) Slovenia (2) Stato penale (2) Stavros Mavroudeas (2) Stiglitz (2) TAP (2) Tasi (2) Tasos Koronakis (2) Terzo Forum (2) Thissen (2) Thomas Piketty (2) Tiziana Ciprini (2) Tltro (2) Tomaso Montanari (2) Tor Sapienza (2) Torino (2) Transatlantic Trade and Investment Partnership (2) Transnistria (2) Trilateral (2) UIL (2) UKIP (2) Umberto Eco (2) Valerio Bruschini (2) Zagrebelsy (2) Zoe Constantopoulou (2) accordo del 20 febbraio (2) accordo sul nucleare (2) agricoltura biologica (2) al Serraj (2) al-Durri (2) al-qaeda (2) alawismo (2) animalismo (2) antisemitismo (2) banche venete (2) biotecnocrazia (2) blocco sociale (2) bontempelli (2) burkini (2) califfaato (2) calunnia (2) casa (2) clausole di salvaguardia (2) cobas (2) comitato di Perugia (2) composizione di classe (2) comunicazione (2) curdi (2) deregulation (2) domenico gallo (2) due euro (2) elezioni comunali 2015 (2) enel (2) energia (2) ennahda (2) eugenetica (2) euroasiatismo (2) expo (2) export (2) fabrizio Marchi (2) fecondazione eterologa (2) fincantieri (2) fine del lavoro (2) frontiere (2) genetica (2) gennaro Migliore (2) giornalismo (2) governicchio (2) guerra di civiltà (2) indignatos (2) industria italiana (2) intimperialismo (2) isu sanguinis (2) libano (2) libertà di pensiero (2) maidan (2) marina silva (2) mercantislismo (2) no expo (2) olocausto (2) paolo vinti (2) patto del Nazareno (2) patto grecia-israele (2) patto politico (2) petrolio (2) poste (2) poste italiane (2) precarietà (2) proporzionale (2) psicanalisi (2) razionalismo (2) reddito di base (2) riformismo (2) rivoluzione russa (2) rivoluzione socialista (2) rossobrunismo (2) sanità. spending review (2) scissione pd (2) serbia (2) shador (2) shoa (2) sinistra anticapitalista (2) sinistra critica (2) sinistra patriottica (2) social media (2) società (2) sondaggi (2) stagnazione secolare (2) stop or-me (2) tasso di cambio (2) terzo polo (2) transumano (2) ulivi (2) unioni civili (2) uniti e diversi (2) uscita da sinistra (2) vincolo di mandato (2) vota NO (2) "cosa rossa" (1) 101 Dalmata. il più grande successo dell'euro (1) 11-12 gennaio 2014 (1) 14 novembre (1) 17 aprile (1) 1961 (1) 20-24 agosto 2014 (1) 25 aprile 2014 (1) 25 aprile 2015 (1) 25 aprile 2018 (1) 28 marzo 2014 (1) 31 marzo a Milano (1) 6 gennaioMovimento Popolare di Liberazione (1) 8 settembre (1) 9 novembre 2013 (1) A. Barba (1) AL NIMR (1) Abd El Salam Ahmed El Danf (1) Achille Occhetto (1) Acqua pubblica (1) Adenauer (1) AirCrewCommittee (1) Alain Parguez (1) Alan Greenspan (1) Alan Johnson (1) Alba Libica (1) Albert Jeremiah Beveridge (1) Albert Reiterer (1) Albert Rivera (1) Alberto Alesina (1) Alberto Perino (1) Alcoa (1) Aldo Barba (1) Aldo Bronzo (1) Aleksey Mozgovoy (1) Alemanno (1) Aleppo (1) Alesina (1) Alessandro Mustillo (1) Alessandro Trinca (1) Alex Zanotelli (1) Alterfestival (1) Alternativa per la Germania (1) Alì Manzano (1) Amazon (1) Ambrogio Donini (1) Ambrose Evans Pritchard (1) Amedeo Argentiero (1) Amoroso (1) Andalusia (1) Anders Breivik (1) Andrew Brazhevsky (1) Andrew Spannaus (1) Angela Matteucci (1) Angelo di Carlo (1) Angus Deaton (1) Anis Amri (1) Anna Angelucci (1) Anna Lami (1) Anschluss (1) Anthony Coughlan (1) Antonella Stocchi (1) Antonio De Gennaro (1) Antonio Guarino (1) Antonis Ragkousis (1) Antonis-Ragkousis (1) Apple (1) Arditi (1) Argo Secondari (1) Argyrios Argiris Panagopoulos (1) Armando Siri (1) Arnaldo Otegi (1) Ars Longa (1) Art. 11 (1) Art.50 Trattato Lisbona (1) Articolo1 (1) Artini (1) Artuto Scotto (1) Ascheri (1) Atene (1) Athanasia Pliakogianni (1) Attali (1) Augusto Graziani (1) Australia (1) BDI (1) BORIS NEMTSOV (1) BRI (1) Banca d'Italia (1) Banca mondiale (1) Barcelona en comú (1) Bashar al-Assad (1) Basilicata (1) Bastasin (1) Battaglione Azov (1) Bcc (1) Belgio (1) Benigni (1) Benoît Hamon (1) Bernard-Henri Levy (1) Bielorussia (1) Bifo (1) Bilancio Ue (1) Bini Snaghi (1) Bisignani (1) Bismarck (1) Black Panthers (1) Blade Runner 2049 (1) Boikp Borisov (1) Bolivia (1) Bolkestein (1) Bossi (1) Branko Milanovic (1) Brennero (1) Bretagna (1) Brigata kalimera (1) Brindisi (1) Britannia (1) Bruderle (1) Bruno Steri (1) Bruno Vespa (1) Bulgaria (1) CCF (1) CNL (1) COMITATO OPERAI E CITTADINI PER L'AST (1) COSMOPOLITICA (1) Calabria (1) Cambiare si può (1) Cameron (1) Cammino per la libertà (1) Cancellieri (1) Carchedi (1) Caritas (1) Carlo Candi (1) Carlo Clericetti (1) Carlo De Benedetti (1) Carlo Galli (1) Carmine Pinto (1) Cascina Raticosa (1) Casini (1) Cassazione (1) Catarina Martins (1) Cekia (1) Checchino Antonini (1) Checco (1) Chiaberge Riccardo (1) Chiara Appendino (1) Chisinau (1) Chișinău (1) Christian Napolitano (1) Christian Rocca (1) Christoph Horstel (1) Circo Massimo (1) Cirinnà (1) Civitavecchia (1) Claudio Maartini (1) Claus Offe (1) Concita De Gregorio (1) Conferenza d'apertura (1) Consiglio europeo del 26-27 giugno 2014 (1) Coord (1) Corea del Sud (1) Corriere della sera (1) Corte Europea sui diritti dell'uomo (1) Cosenza (1) Crimea (1) Cristina Re (1) Cuperlo (1) Dagospia (1) Dan Glazebrook (1) Daniela Conti (1) Daniele Manca (1) Danimarca (1) Dario Fo (1) Davide Bono (1) Davos (1) De Masi (1) Debt Redemption Fund (1) Del Rio (1) Denis Mapelli (1) Dichiarazione universale dei diritti umani (1) Dimitris Christoulias (1) Dio (1) Dmitriy Kolesnik (1) Domenico Losurdo (1) Domenico Quirico (1) Domenico Rondoni (1) Dominique Strauss-Khan (1) Don Sturzo (1) Donald Tusk (1) Duda (1) ECO (1) EPAM (1) Eco della rete (1) Eduard Limonov (1) Elctrolux (1) Eleonora Florenza (1) Elinor Ostrom (1) Emilia-Romagna (1) Emma Bonino (1) Emmanuel Mounier (1) Emmeffe (1) Enrica Perucchietti (1) Enrico Rossi (1) Enrico padoan (1) Enzo Pennetta (1) Erasmo vecchio (1) Ernesto Pertini (1) Ernst Bloch (1) Eros Cococcetta (1) Eros Francescangeli (1) Etiopia (1) Ettore Gotti Tedeschi (1) Eugenio Scalgari (1) Eurispes (1) Europa a due velocità (1) European Quantitative-easing Intermediated Program (1) FF2 (1) Fabiani (1) Fabio Amato (1) Fabio Mini (1) Fabio Nobile (1) Fabio Petri (1) Fabriano (1) Fabrizio De Paoli (1) Fabrizio Rondolino (1) Falluja (1) Favia (1) Federal reserve (1) Federazione delle Industrie Tedesche (1) Federica Aluzzo (1) Federico Caffè (1) Federico II il Grande (1) Ferrero (1) Fertility Day (1) Filippo Nogarin (1) Filippo Santarelli (1) Fiorito (1) Florian Philippot (1) Folkebevægelsen mod EU (1) Foodora (1) Foro di Sao Paulo (1) Forum Ambrosetti (1) Forum dei Popoli Mediterranei (1) Forum di Assisi (1) Francesca Donato (1) Francesco Campanella (1) Francesco Cardinali (1) Francesco Garibaldo (1) Francesco Giuntoli (1) Francesco Lamantia (1) Francesco Lenzi (1) Franco Venturini (1) Frauke Petry (1) Freente Civico (1) Front de gauche (1) Fronte della gioventù comunista (1) Fuad Afane (1) Fukuyama (1) Fuori dall'euro (1) GMJ (1) Gabanelli (1) Gabriele Gesso (1) Gandhi (1) George Friedman (1) George Monbiot (1) Gesù (1) Gezi park (1) Giacomo Bracci (1) Giacomo Russo Spena (1) Giacomo Vaciago (1) Giacomo Zuccarini (1) Giancarlo Bergamini (1) Gig Economy (1) Gim cassano (1) Giordano Sivini (1) Giorgetti (1) Giovanna Vertova (1) Giovanni De Cristina (1) Giovanni Gentile (1) Giovanni Lo Porto (1) Giovanni Schiavon (1) Giovanni Tomei (1) Giovanni di Cristina (1) Giuliana Commisso (1) Giuliano Procacci (1) Giulio Ambrosetti (1) Giulio Bonali (1) Giulio Girardi (1) Giulio Tarro (1) Giulio Tremonnti (1) Giuseppe Altieri (1) Giuseppe Guarino (1) Giuseppe Travaglini (1) Giuseppe Turani (1) Giuseppe Zupo (1) Godley (1) Google (1) Grasso (1) Graziano Priotto (1) Guerra di liberazione algerina (1) Guglielmo Forges Davanzati (1) Guido Lutrario (1) Günther Anders (1) HSBC (1) Hainer Flassbeck (1) Haitam Manna (1) Haiti (1) Haver Analytics (1) Hawking (1) Heiner Flassbeck (1) Hillary Clinton (1) Hjalmar Schacht (1) Huffington Post (1) INPS (1) IPHONE (1) IRiS (1) IS (1) Ida Magli (1) Ignazio Marino (1) Il tramonto dell'euro (1) Ilaria Lucaroni (1) Imposimato (1) Indesit (1) Indipendenza e Costituzione (1) Inge Höger (1) Intellettuale dissidente (1) International Forum of Sovereign Wealth Funds (1) Intesa Sanpaolo (1) Istituto Italiano per gli Studi Filosofici (1) Italia dei valori (1) J.Habermas (1) JAMES GALBRAITH (1) JOBS ACT(ING) IN ROME (1) Jacques Delors (1) Jacques Rancière (1) James Holmes (1) James K. Galbraith (1) James Petras (1) Jaroslaw Kaczynsk (1) Jason Barker (1) Je so' Pazz' (1) Jean Claude Juncker (1) Jean-Claude Juncker (1) Jean-Claude Lévêque (1) Jean-Claude Michéa (1) Jean-Jacques Rousseau (1) Jean-Paul Fitoussi (1) Jeremy Rifkin (1) Jo Cox (1) John Laughland (1) John Locke (1) John Pilger (1) Jorge Alcazar Gonzalez (1) Joseph De Maistre (1) Joseph Shumpeter (1) Josephine Markmann (1) João Ferreira (1) Joël Perichaud (1) Jugend Rettet (1) Juha Sipila (1) Junge Welt (1) Junker (1) Kalecky (1) Kalergi (1) Kemi Seba (1) Kenneth Kang (1) Kiev (1) Kolesnik Dmitriy (1) Kosovo (1) Kostas Kostoupolos (1) Kostas-Kostopoulos (1) Kouachi (1) Kruhman (1) Ktragujevac (1) Kurdistan (1) Kyenge (1) L'Aquila (1) La Grassa (1) La Pira (1) La forte polarizzazione (1) La sinistra e la trappola dell'euro (1) La via maestra (1) La7 (1) Lagarde (1) Lapo Elkann (1) Lars Feld (1) Lasciateci fare (1) Leave (1) Lecce (1) Legge 194 (1) Legge Acerbo (1) Legge Severino (1) Leonardo Coen (1) Leopolda (1) Lettera aperta ai movimenti sovranisti (1) LexitNetwork (1) Lia De Feo (1) Lidia Riboli (1) Lidia Undiemi (1) Lillo Massimiliano Musso. Leoluca Orlando (1) Lituana (1) Livorno (1) Logistica. Ikea (1) London Corrispondent Society (1) Lorenzin (1) Lorenzin Beatrice (1) Lorenzo Alfano (1) Lorenzo Del Savio (1) Lorenzo Dorato (1) Lorenzo Fioramonti (1) Loris Caruso (1) Luca Donadel (1) Luca Pagni (1) Lucarelli (1) Lucca (1) Lucia Annunziata (1) Lucia Morselli (1) Luciana Castellina (1) Luciano Violante (1) Lucio Magri (1) Lucio garofalo (1) Luigi De Giacomo (1) Luigi Nanni (1) Luigi Preiti (1) Luigi Zingales (1) Luka Mesec (1) M. Micaela Bartolucci (1) M. Pivetti (1) M5 (1) MH 17 flight paths (1) MNLA (1) Macchiavelli (1) Maida (1) Manuel Monereo (1) Manuel Montejo (1) Manuela Cadelli (1) Manuela Carmena (1) Marcello Barison (1) Marcello De Cecco (1) Marcia Perugia-Assisi (1) Marco Bersani (1) Marco Carrai (1) Marco Di Steafno (1) Marco Ferrando (1) Marco Fortis (1) Marco Giannini (1) Marco Palombi (1) Marco Pannella (1) Marco Parma (1) Marco Revelli (1) Marco Rizzo (1) Marco Rovelli (1) Marco Santopadre (1) Marcuse (1) Margarita Olivera (1) Maria Grazia Da Costa (1) Marina Calculli (1) Mark Rutte (1) Maroni (1) Marta Fana (1) Martin Lutero (1) Martin Wolf (1) Marxista dell'Illinois n.1 (1) Massimiliano Panarari (1) Massimo Costa (1) Massimo D'Antoni (1) Massimo Gramellini (1) Massimo Recalcati (1) Massimo Villone (1) Matt O'Brien (1) Mattei (1) Matteo Mameli (1) Mauricio Macri (1) Maurizio Alfieri (1) Maurizio Franzini (1) Maurizio Leonardi (1) Maurizio Lupi (1) Maurizio Molinari (1) Maurizio Ricci (1) Maurizio Sgroi (1) Maurizio Zenezini (1) Maurizio zaffarano (1) Mauro Alboresi (1) Mauro Maltagliati (1) Mauro Volpi (1) Maximilian Forte (1) Mdp (1) Me.Fo. (1) Melanchon (1) Meloni (1) Mentana (1) Meridionalisti Italiani (1) Merk (1) Merloni (1) Metallurgiche Forschungsgesellschaft (1) Micah Xavier Johnson (1) Michael Jacobs (1) Michael Ledeen (1) Michael Moore (1) Michelangelo Vasta (1) Michele Ainis (1) Michele Ruggero (1) Microsoft (1) Mihaly Kholtay (1) Militant (1) Milosevic (1) Milton Friedman (1) Mincuo (1) Ministero economia e finanza (1) Mladic (1) Mohamed bin Salman (1) Monica Maggioni (1) Monicelli (1) Mont Pélerin Society (1) Montegiorgio in Movimento (1) Moscovici (1) Moshe Ya’alon (1) Moves (1) Movimento 77 (1) Movimento R(e)evoluzione (1) Movimento democratici e progressisti (1) Movimento di Liberazione Popolare (1) Movimiento 15-M (1) Mulatu Teshome Wirtu (1) Musk (1) NIgeria (1) Nadia Valavani (1) Naji Al-Alì (1) Nancy Fraser (1) Natale (1) Neda (1) Nepal (1) Nethanyahu (1) New York Times (1) Nicky Hager (1) Nicola Ferrigni (1) Nicolas Dupont-Aignan (1) Nicolò Bellanca (1) Nimr Baqr al-Nimr (1) No Fertility Day (1) Noam Chomsky (1) Noelle Neumann (1) Noi sicialiano con Busalacchi (1) Norbert Hofer (1) Norberto Bobbio (1) Nord Africa (1) Norma Rangeri (1) Nsa (1) OCSE (1) OLTRE L'EURO L'ALTERNATIVA C'È (1) OPEC (1) OXI (1) Olimpiadi (1) Olmo Dalcò (1) Omnium (1) Omt (1) Onda d'Urto (1) Open Society Foundations (1) Orietta Lunghi (1) P 101 (1) P-Carc (1) P01 (1) PCE (1) PCdI (1) PIANESI MARIO (1) POSSIBILE (1) PRISM (1) PSUV (1) Pablo Stefanoni (1) Padre Pio (1) Paesi baschi (1) Pakistan (1) Palladium (1) Panagoitis Sotiris (1) Panos "Panagiotis" Kammenos (1) Paola Muraro (1) Paolo Ciofi (1) Paolo Di Martino (1) Paolo Giussani (1) Paolo Maria Filipazzi (1) Paolo dall'Oglio (1) Paremvasi (1) Partito Comunista Italiano (1) Partito Comunista d'Italia (1) Partito comunista (1) Partito del Lavoro (1) Partito radicale (1) Pasolini (1) Pasquale Voza (1) Passos Coelho (1) Patto di stabilità (1) Paul De Grauwe (1) Per una sinistra rivoluzionaria (1) Perù (1) Pettirossi (1) Piano nazionale per la fertilità (1) Piemonte (1) Piepoli (1) Pier Francesco Zarcone (1) Pier Paolo Pasolini (1) Pierfranco Pellizzetti (1) Piero Calamandrei (1) Piero Gobetti (1) Piero Ricca (1) Piero fassina (1) Piero valerio (1) Pierre Laurent (1) Pietro Attinasi (1) Pietro Ingrao (1) Pietro Nenni (1) Pil argentino (1) Pinna (1) Pino Corrias (1) Pino Prestigiacomo (1) Piotr Zygulski (1) Pisa (1) Pizzarotti (1) Pomezia (1) Porto Recanati (1) Postcapitalism (1) Presidenza della Repubblica (1) Profumo (1) Puglia (1) Quadrio Curzio Alberto (1) Quisling (1) RISCOSSA ITALIANA (1) ROSS@ Parma (1) Rachid Ghannoūshī (1) Raffaele Ascheri (1) Raffaele Marra (1) Raffaella Paita (1) Ramadi (1) Rapporto Werner (1) Ras Longa (1) Razem (1) Realfonzo (1) Remain (1) Renato Brunetta (1) René Girard (1) Report (1) Repubblica di Lugànsk (1) Rete Sostenibilità e Salute (1) Riccardo Terzi (1) Riccardo Tomassetti (1) Rino Formica (1) Rita Di Leo (1) Rizzo (1) Robert Mundell (1) Roberta Lombardi (1) Roberto D'Agostino (1) Roberto D'Alimonte (1) Roberto D'Orsi (1) Roberto Ferretti (1) Roberto Fico (1) Roberto Grienti (1) Roberto Marchesi (1) Roberto Martino (1) Roberto Musacchio (1) Roberto Palmerini (1) Roberto Santilli (1) Rohani (1) Roma 21 novembre 2015 (1) Romney (1) Rosario Crocetta (1) Rosarno (1) Rosatellum (1) Rovereto (1) SENZA EURO(PA) (1) SI COBAS (1) SInistra popolare (1) Said Gafurov (1) Sakorafa (1) Salmond (1) Salonicco (1) Salvatore Biasco (1) Salvatore D'Albergo (1) Samaras (1) Samir Amin (1) Sandro Targetti (1) Schengen (1) Scottish National Party (1) Scuola austriaca (1) Scuola di Friburgo (1) Sebastiano Isaia (1) Serge Latouche (1) Sergeï Kirichuk (1) Sergio Bologna (1) Sergio Romano (1) Severgnini (1) Shaimaa (1) Shaimaa el-Sabbagh (1) Shakira (1) SiAMO (1) Sig­mar Gabriel (1) Silvana Sciarra (1) Slai Cobas (1) Slavoj Zizek (1) Solone (1) Sorrentino (1) Spoleto (1) Sraffa (1) Standard & Poor's (1) Stefania Giannini (1) Stefano Alì (1) Stefano Azzarà (1) Stefano Bartolini (1) Stefano Feltri (1) Stefano Lucarelli (1) Stefano Musacchio (1) Stefano Petrucciani (1) Stefano Zai (1) Stefano Zecchinelli (1) Steven Forti (1) Storace (1) Stratfor (1) Strikemeeting (1) Sudafrica (1) Susana Díaz (1) Svitlana Grugorciùk (1) Svizzera (1) TISA (TRADE IN SERVICES AGREEMENT) (1) TPcCSA (1) Tarek Aziz (1) Tariq Alì (1) Telecom (1) Tempa Rossa (1) Tfr (1) Thatcher (1) Theodoros Koudounas (1) Theresa Mai (1) Thomas Szmrzly (1) Thomas Zmrzly (1) Tito Boeri (1) Tiziana Drago (1) Tommaso Nencioni (1) Tonia Guerra (1) Topos Rosso (1) Toscana (1) Tribunale dell'Aia (1) Trichet (1) Tripoli (1) Tuareg (1) Two Pack (1) UGL (1) UPR (1) Udc (1) Ugo Mattei (1) Ulrich Grillo (1) Unio (1) United Kingdom Indipendent Party (1) Utoya (1) VLADIMIR LAKEEV (1) Vagelis Karmiros (1) Vallonia (1) Vasilij Volga (1) Veltroni (1) Versilia (1) Vertice di Milano (1) Viale (1) Viktor Shapinov (1) Vilad Filat (1) Vincent Brousseau (1) Vincenzo Sparagna (1) Viscione (1) Vito Storniello (1) Vittorio Bertola (1) Vittorio Carlini (1) Vittorio da Rold (1) Von Mises (1) Vox Populi (1) W. Streeck (1) Walter Eucken (1) Walter Tocci (1) Warren Mosler (1) Washington Consensus (1) Wen Jiabao (1) Westfalia (1) Wilders (1) Wolfgang Streeck (1) Wolkswagen (1) Wozniak (1) YPG (1) Ytzhac Yoram (1) Zagrebelsky (1) Zaia (1) Zalone (1) Zbigniew Brzezinski (1) Zecchinelli (1) Zedda Massimo (1) Zizek (1) Znet (1) Zolo (1) Zygmunt Bauman (1) aborto (1) accise (1) adozioni (1) al-Fatah (1) al-Ghwell (1) alba mediterranea (1) alberto garzon (1) alluvione (1) alt (1) amnistia (1) amore (1) andrea zunino (1) antispecismo (1) antropocene (1) antropologia (1) apocalisse (1) aree valutarie ottimali (1) armi (1) arresti (1) askatasuna (1) assemblea di Roma del 4 luglio 2015 (1) assemblea nazionale del 22 e 23 ottobre (1) atac (1) ateismo (1) autogestione (1) ballarò (1) battisti (1) benessere (1) big five (1) bilancia dei pagamenti (1) bioetica (1) biologia (1) black block (1) blocco costituzionale (1) blocco nero (1) bloomberg (1) bomba atomica (1) bonapartismo (1) brigantaggio (1) bullismo (1) calcio (1) capitolazione (1) carlo Bonini (1) carlo Sibilia (1) carta dei principi (1) cassa depositi e prestiti (1) catastrofe italiana (1) catene di valore (1) cdp (1) censis (1) chiesa ortodossa (1) chokri belaid (1) comitato per la salvaguardia dei numeri reali (1) commemorazione (1) comuni (1) confini (1) conflitto di interezzi (1) contestazione (1) controcorrente (1) convegno di Copenaghen (1) cretinate. (1) cybercombattenti (1) cyborg (1) dabiq (1) david harvey (1) decalogo (1) decescita (1) decrescita felice (1) democratellum (1) democratiche e di sinistra (1) democrazia economica (1) denaro (1) deportazione economica (1) depressione (1) di Monica Di Sisto (1) dichiarazione di Roma (1) dimissioni (1) dimitris kazakis (1) diritti dei lavoratori (1) dissesto idrogeologico (1) dracma (1) ebraismo (1) economie di scala (1) economist (1) egolatria (1) embraco (1) enav (1) enrico Corradini (1) esercito (1) estremismo (1) eurexit (1) euroi (1) evasione fiscale (1) fabbriche (1) fake news (1) fallimenti (1) fascistizzazione della Lega (1) felicità (1) femen (1) femminicidio (1) femminismo (1) fiducia (1) finan (1) finaza (1) flessibilità (1) flussi elettorali 2016 (1) foibe (1) fondi avvoltoio (1) fondi immobiliari (1) fondi sovrani (1) forme (1) freelancing (1) fuga dei capitali (1) gender (1) genere (1) giacobinismo (1) giusnaturalismo (1) gold standard (1) governabilità (1) governo neutrale (1) grande coalizione (1) gravidanza (1) grazia (1) guerra valutaria (1) hedge funds (1) i più ricchi del mondo (1) il cappello pensatore (1) illiberale (1) ilsimplicissimus (1) import (1) import-export (1) incendi (1) independent contractor (1) india (1) indignados (1) indipendeza e costituzione (1) individualismo (1) indulto (1) intervista (1) ius sanguinis (1) kafir (1) l (1) la grande bellezza (1) legalità (1) legge (1) legge Madia (1) legge antisciopero (1) legge di stabilità 2016 (1) legge di stabilità 2018 (1) leva (1) lex monetae (1) libaralismo (1) libe (1) liberalizzazioni (1) liberazionne (1) liberi e uguali (1) linguaggio (1) liste civiche. (1) loi El Khomri (1) lotga di classe (1) luddismmo (1) lula (1) madre surrogata (1) mafiodotto (1) maghreb (1) malaysian AIRLINES (1) mandato imperativo (1) manifesto del Movimento Popolare di Liberazione (1) manlio dinucci (1) manovra (1) marchesi Antinori (1) marcia globale per Gerusalemme (1) massacri imperialisti (1) massimo bray (1) massoneria (1) materialismo storico (1) matrimoni omosessuali (1) megalamania (1) memoria (1) mercantilismo (1) mercato (1) militarismo (1) minibot (1) modello spagnolo (1) modello tedesco (1) molestie (1) monetarismo (1) nascite (1) nazion (1) nazional-liberismo (1) neokeynesismo (1) no vax (1) nobel (1) norvegia (1) numero chiuso (1) obiezione di coscienza (1) occupy wall street (1) oligarchia eurista (1) omosessualità (1) ong (1) openpolis (1) operaismo (1) ore lavorate (1) osvaldo napoli (1) pacifismo (1) palmira (1) pareggio di bilancio (1) parlamento europeo (1) partite iva (1) partiti (1) partito americano (1) pecchioli luigi (1) peronismo (1) personalismo (1) piano Silletti (1) piano nazionale di prevenzione (1) piigs (1) politicamente corretto (1) polizia (1) popolo (1) post-elezioni (1) post-operaismo (1) profughi (1) programma UIKP (1) progresso (1) qualunquismo (1) questione meridionale (1) quinta internazionale (1) rai (1) rappresentanza (1) recensioni (1) rete 28 Aprile (1) ricchezza (1) ride sharing (1) risparmio tradito (1) risve (1) riunioni regionali (1) robot killer (1) rublo (1) salafismo (1) salir del euro (1) sanzioni (1) scie chimiche (1) sciopero della fame (1) sciopero generale (1) seisàchtheia (1) seminario teorico (1) sfruttamento (1) siderurgia (1) sindalismo di base (1) sinistra transgenica (1) smartphone (1) social forum (1) sondaggio demos (1) specismo (1) spionaggio (1) squatter (1) stadio (1) startup (1) statuto (1) sterlina (1) stress test (1) studenti (1) sud (1) supe-bolla (1) supply-side economics (1) svimez (1) takfirismo (1) tango bond (1) tassiti (1) tempesta perfetta (1) teologia (1) terza fase (1) terzigno (1) terzo stato (1) tesaurizzazione (1) tortura (1) transgender (1) transumanismo (1) trappola della liquidità (1) trenitalia (1) trivelle (1) troll (1) uassiMario Monti (1) uberizzazione (1) ultimatum (1) vademecum (1) valute (1) vattimo (1) vertice di Roma (1) volkswagen (1) voucher (1) wahabismo (1) wahhabismo (1) web (1) yuan (1) zanotelli (1) zapaterismo (1)