venerdì 4 marzo 2011

LIBIA: PROSEGUE IL DIBATTITO (2)

"Stalinisti quelli che nutrono dubbi
sulla sollevazione libica"?
Ferrando, il PCL e la spocchia

di Roberto Grienti

Riceviamo e pubblichiamo

Ho letto, con attenzione spero, il lungo saggio di Marco Ferrando nel sito del Pcl (Partito Comunista dei Lavoratori) dedicato alla Libia. Da premettere che sembra che in Pcl ci sia solo Ferrando ad avere capacità di elaborazione e di lettura sugli avvenimenti della lotta di classe interna ed internazionale, comunque affari del Pcl sui quali non ho alcun diritto di sindacare. 
Però mi colpisce il fatto che già dalla premessa del lungo saggio, Ferrando bolli di stalinismo ed opportunismo coloro, e fra questi vengono inclusi Chavez e Castro —il quale la rivoluzione assieme al popolo cubano l'ha fatta e vinta e non solo teorizzata—, che sull'insurrezione popolare avanzino dei dubbi circa le ingerenze imperialiste per annettersi la Libia e non solo, e l'immenso oceano di petrolio su cui galleggia il nord del continente africano.

Però lo stesso Ferrando ammette che il popolo libico ed i rivoluzionari di ogni paese debbono stare in guardia dalla possibile "guerra umanitaria" che l'imperialismo vorrà scatenare per accaparrarsi le risorse energetiche, e per continuare a dominare la zona , che dia sicurezza allo stato sionista terrorista che da oltre sessant'anni occupa illegalmente le terre di Palestina.
Mi chiedo: è mai possibile che coloro che avanzano dei dubbi sulle modalità con cui e per cui la legittima insurrezione popolare finalmente ha deciso di scrollarsi di dosso la cappa ossessiva del regime di Gheddafi, vengano tacciati come opportunisti antirivoluzionari, e per avvalorare la tesi si citino Marx e Lenin? 

La costante del Pcl, al quale peraltro nel 2008 ho dato il voto, è quella di appellarsi alle forze della sinistra di classe ed anticapitalista per sconfiggere, in Italia Berlusconi e nel mondo le borghesie capitaliste, a condizione però che si seguano le indicazioni del Pcl e di Ferrando, che sono la stessa cosa, perchè il loro partito è il partito rivoluzionario e tutti gli altri fanno parte di organizzazioni opportuniste e spesso subalterne se non conniventi con il nemico di classe.

Io apprezzo l'impegno del Pcl per sviluppare la lotta di classe coerente in italia, ma escludere qualsivoglia approccio o dialogo con gli altri compagni che comunque, lo creda o no Ferrando, aspirano quanto lui ad una società di liberi ed eguali mi sempra un atteggiamento da Ayatollah.

Le posizioni preconcette e chiuse sono una spia di settarismo latente speculare allo stalinismo, che non porta da nessuna parte, ma che isolano il Pcl nel limbo della non incidenza nel processo di radicamento e avanzamento rivoluzionario

Lenin si invitava i comunisti all'unità di azione, e Lenin che è stato il padre della Rivoluzione di ottobre, pur nella difesa delle posizioni rivoluzionarie del partito bolscevico, non credo che vedesse con fastidio il pluralismo delle posizioni, anche perchè dotato di capacità di sintesi, per il trionfo della rivoluzione operaia e proletaria.
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12 commenti:

  • mario capecchi scrive:
    6 marzo 2011 00:17

    L’intervento del compagno Grienti mi sembra che sia più orientato a denigrare e a presentare sotto cattiva luce il Partito Comunista dei Lavoratori e Marco Ferrando, che non a criticare il contenuto del saggio “Da parte della rivoluzione libica”. Forse perché si rende conto che, quel saggio, è difficilmente contestabile.
    Proprio per questo, come militante del PCL, mi sento chiamato in causa e in dovere di rispondere alle sue provocazioni.
    Essendo il PCL organizzato politicamente sul centralismo democratico, è normale che le posizioni politiche ufficiali del Partito siano esposte dal suo portavoce. La Direzione, democraticamente eletta all’ultimo congresso del gennaio scorso, ha nominato per quella carica Marco Ferrando.
    Posso rassicurare il compagno Grienti che il PCL non è un partito di zombi, tutt’altro.
    E ancora. Che i partiti politici italiani della sinistra sedicente radicale non siano rivoluzionari non lo dice il PCL o Ferrando, lo dicono i fatti. Se non si mette in discussione il sistema capitalistico con tutto l’apparato burocratico di complemento e il sistema parlamentare frutto di una costituzione borghese, non ci si può definire marxisti rivoluzionari.
    Sul settarismo tattico del PCL ci sembra che siano quelle del compagno Grienti posizioni preconcette. Tutte le proposte di lotta fatte dal Partito sono orientate a formare una massa critica nei confronti non solo di Berlusconi ma della borghesia capitalista in generale, proprio nell’ottica di un avanzamento rivoluzionario.
    Saluti comunisti.
    mario capecchi – militante PCL

  • roberto grienti scrive:
    6 marzo 2011 02:22

    io non voglio denigrare nessuno; prendo atto del fatto che ferrando etichetti di stalinismo ed opportunismo chiunque non sia allineato alle posizioni del pcl, e chiunque abbia dei dubbi sulle dinamiche che hanno portato ai sommovimenti popolari in libia; sommovimenti popolari legittimi perchè causati da un despota coccolato dal capitalismo perchè "gli affari innanzi tutto"; io sono fra i dubbiosi e rivendico il diritto di avere dei dubbi; non sono un rivoluzionario pasienza, non ho di queste pretese, anche perchè fra il teorizzare la rivoluzione ed il farla ce ne vuole; e fidel la rivoluzione accanto al popolo di cuba, ripeto, la fatta e vinta e non solo teorizzata, e non ritengo affatto che fidel castro sia da annoverare fra gli stalinisti; mi piacerbbe sapere poi chi è il rivoluzionario perfetto, senza ombra di contraddizioni; te lo ripeto ho votato pcl, ma nel contempo nutro il massimo rispetto per rifondazione ed i suoi generosi militanti che lottano per il socialismo; o vogliamo fare degli assurdi distinguo.

  • Ruggero Rognoni scrive:
    6 marzo 2011 08:14

    I generosi militanti di Rifo hanno votato 23 volte
    per i rifinanziamento delle missioni militari, hanno portato
    alla sconfitta la lotta del Dal Molin e in Toscana dove sono
    nella giunta Rossi non si oppongono a hub militari, rigassificatori,
    inceneritori, discariche di rifiuti tossici, metanodotti, centrali a biomasse
    cancerogene, no tav e sono in piena sintonia con Confindustria.
    Infatti la generosita' verso gli amici di Marchionne vale bene qualche
    vellutata e comidissima poltrona.

  • roberto grienti scrive:
    6 marzo 2011 15:10

    che rifondazione abbia votato 23 volte il rifinanziamento delle missioni di guerra è cosa vergognosa, come altrettanto vergognoso è stato il sostegno e la partecipazione ai governi prodi, e ai governi territoriali che governano praticamente per gli interessi del capitalismo; ma addossare le colpe di tali scelte all'intero corpo dei militanti è cosa molto puerile ed ingenerosa; ragionando in questi termini cosa si deve proporre od ipotizzare la rottura di ogni dialogo con lavoratori, giovani ed anziani che comunque lottano per il socialismo?; cosa dovrebbero fare i militanti di prc per esser mondati dai loro peccati?; non credo che i militanti del prc abbiano la peste bubbonica e che quindi debbano essere evitati e posti in quarantena per non contagiare coloro che sono autentici rivoluzionari, senza macchia e senza peccato.

  • redazione scrive:
    7 marzo 2011 13:04

    Chi scrive conosce Marco Ferrando da almeno 35 anni e lo considera, oltreché un compagno, un amico fraterno. Ciò, tuttavia, non ci esime dal sottolineare il limite costitutivo del PCL, che secondo il mio modesto avviso consiste nel riproporre a pappagallo le posizioni, non solo teoriche, ma pure quelle tattiche, anche le più banali, della Quarta internazionale del 1938. Una fedeltà alla tradizione trotskysta addirittura commovente, ma perniciosa sul piano politico e strategico. Ammesso che occorra difende i principi, i profondissimi mutamento sociali dell'ultimo secolo ci obbligano non solo a riadeguare le analisi, ma pure strategia e tattica. L'idea che dati i principi ne discendano automaticamente strategia e tattica è assiomatica, cioè in politica, sbagliata. Visto che la politica non è una scienza come la matematica ma, come diceva Lenin, un'arte.

  • mario capecchi scrive:
    7 marzo 2011 21:08

    tratto da "L'estremismo, malattia infantile del comunismo". (Lenin)
    "...la politica è una scienza e un'arte che non cade dal cielo, che non si dà senza fatica, e che il proletariato, se vuole vincere la borghesia, deve educare da se i propri 'politici di classe' proletari, che non siano peggiori dei politici borghesi."

    I profondissimi mutamenti sociali dell'ultimo secolo hanno prodotto anche tanto opportunismo fra i sedicenti comunisti.

    Preferisco i pappagalli ai camaleonti.

  • redazione scrive:
    7 marzo 2011 23:14

    I profondissimi mutamenti sociali dell'ultimo secolo hanno prodotto anche tanto opportunismo fra i sedicenti comunisti.

    Preferisco i pappagalli ai camaleonti.

    Che brutta alternativa! Sew fossi così stiamo messi peggio diu quanto pensiamo.

  • Ruggero Rognoni scrive:
    7 marzo 2011 23:39

    Senza perdere tempo in ciance l' unico strumento
    per mandare Berlusconi a trovare Mubarak e' la mobilitazione con obbiettivi generali. Purtroppo il PD e alleati (rifonda inclusa) non hanno questa intenzione.
    L' appoggio a Marchionne insegna che il centrosinistra e' funzionale a Confindustria. I militanti del PRC dovrebbero prendere atto del tradimento dei loro apparati dirigenti e mandarli a scopare il mare. L' unica alternativa e' un fronte unico autonomo sia dal centrodestra che dal centrosinistra che lanci un programma di lotte

  • roberto grienti scrive:
    8 marzo 2011 00:15

    non è che per essere riconosciuti come comunisti e quindi rivoluzionari, occorra essere sottoposti ad un severo esame?, e poi da chi?; chi è l'unico vero partito comunista in italia, dal momento che ne esiste una miriade, e purtroppo incapace di incidere nel profondo della società per cambiare lo stato presente delle cose?; questo vezzo di etichettare con disprezzo chi eprime un altro punto di vista è classico dei gruppuscoli settari, e non di un partito di classe rivoluzionario, che vuole esser egemone dal punto di vista operaio; e francamwente, -è il mio punto di vista-, questo vezzo è una caratteristica del pcl; non può avere utilità alcuna la prassi della spoliazione del carciofo, altrimenti rimane il nucleo, che si ritiene incontaminabile, ma certamente non sarà mai utile, perchè non potrà incidere con motivazioni convincenti e coinvolgenti, alla unità di azione delle forze di classe antagoniste ed anticapitaliste; definire gli altri che hanno un punto di vista diverso dal proprio, come opportunisti, stalinisti e quant'altro di dispregiativo e manifestazione oltre che di saccenteria, di un latente atteggiamento autoritario ed esso si antirivoluzionario; personalmente compagno capecchi, preferisco ragionare di testa mia, che essere inquadrato nei pasdaran della rivoluzione, perchè mi sono sempre rifiutato di essere pedina di chicchessia; e credo che in questo tu convenga con me; d'altra parte una delle caratteristiche del giovane trotsky, era appunto la tenacia con la quale teneva ad esprimere il suo pensiero e da ribelle si trasformò in rivoluzionario. p.s.:convengo con rognoni sul fronte unico anticapitalista e proletario alternativo al pd ed al centrosinistra, nell'esclusivo interesse delle classi subalterne.

  • Giornale Comunista dei Lavoratori scrive:
    8 marzo 2011 00:41

    Credo che qui nessuno vuole offendere i militanti del PRC, però ad un certo punto bisognerà che anche questi militanti (purtroppo sempre meno perchè la maggior parte se ne tornano a casa schifati) prendano atto del tradimento del loro gruppo dirigente e ne traggano le dovute conseguenze. Io non addosso la colpa dei tradimenti di ferrero e c. ai militanti di base però credo che sia giunto il momento di aprire gli occhi e di mandare a quel paese tutto il gruppo dirigente. Per quanto riguarda la questione in oggetto credo che invece ferrando centri in pieno l'argomento quando chiama neostalinisti coloro che oggi, arranpicandosi sugli specchi come sta facendo la rete dei comunisti, difendono il regime sanguinario, antioperaio ed anticomunista di gheddafi. Vedere dietro le mobilitazioni in corso in tutti i paesi arabi un complotto ordito dagli americani mi sembra pura follia. Il regime di gheddafi era un ottimo alleato dell'imperialismo (l'ha ribadito gheddafi stesso proprio oggi) da almeno 15 anni, era anche un ottimo socio di affari di grandi multinazionali come Fiat, Unicredit, ecc, da tempo aveva tradito la causa del popolo palestinese, insomma non vedo l'interesse degli americani di rovesciarlo per fare poi un salto nel buio.

    simone faini

  • rossoallosso scrive:
    8 marzo 2011 09:54

    scusate se intervengo, da profano,nella discussione.
    assodato che le rivolte tunisine ed egiziane siano altra cosa rispetto alla Libia,resta da chiarire quali sono le differenze e noto che c'è a sinistra parecchia confusione che non fa altro che alimentare il disorientamento di chi come me si è sempre considerato comunista.
    premetto che ero elettore di PRC ma dopo la sciagurata gestione di tale pertito da parte di Bertinotti sono diventato sostenitore di Ferrando, l'unico, a mio parere,che cerca di portare avanti con serietà e fermezza quel discorso di lotta di classe di cui abbiamo tanto bisogno.
    Fatta la premessa provo ad entrare nel merito tralasciando Gheddafi,il quale ha alternato cose meritevoli ad altre un pò meno,soffermandomi sul fatto che la giusta causa del popolo libico sia stata in qualche modo anticipata dagli imperialisti prendendone di fatto il controllo gia sul nascere sfruttando anche le divisioni tribali di quel paese(problema mai risolto da Gheddafi)evitando di fatto che sfugga loro di mano pure questo paese.
    Sfruttare la buonafede dei libici per rovesciare il regime,portarli alla vittoria ed evitare così un intervento stile Kossovo(con tutte le conseguenze che ne possono derivare) mi pare una chiave di lettura sensata.

  • rossoallosso scrive:
    8 marzo 2011 10:25

    scusate ho dovuto interrompere,ora finisco.
    ciò che voglio dire in sostanza è che dovremmo occuparci delle sorti del popolo libico piu' che quelle di Gheddafi

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